Autore: Il Trono di Sagre

FESTA DELLA TAMMORRA – PARETE (CE), TRADIZIONALE FESTA DI FOLK E MUSICA

FESTA DELLA TAMMORRA – PARETE (CE), TRADIZIONALE FESTA DI FOLK E MUSICA

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con la Festa della Tammorra di Parete (CE). La data ufficializzata sarà quella del 4 aprile 2024, presso piazza Berlinguer, lo start sarà alle ore 21.00.

“Torna la 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗮𝗺𝗺𝗼𝗿𝗿𝗮 in piazza Berlinguer a Parete! Siete pronti a ballare? Vi aspettiamo per la nostra storica serata all’insegna della musica popolare, cibo e tanto vino 🍇

La serata di quest’anno sarà dedicata al maestro 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗖𝗼𝗹𝗮𝘀𝘂𝗿𝗱𝗼, per anni promotore e continuatore della nostra tradizione “


Il significato

La Festa della Tammorra è la celebrazione più vera dei balli e delle musiche popolari campane. Trasuda di storia, di musica, di allegria e di devozione.

L’obiettivo primario di questo evento è quello di porre l’accento sulla memoria e sulla tradizione, valorizzando un patrimonio musicale fatto di canti e balli spesso lasciato in secondo piano o addirittura dimenticato.

Coinvolto nell’organizzazione anche il Comitato festeggiamenti in onore di Maria Ss. della Rotonda, che da anni accoglie e sostiene la Festa della Tammorra nella suggestiva cornice della festa patronale.


Si vanno sempre più diffondendo, gli appuntamenti con le feste alla riscoperta delle tradizioni e delle culture popolari.
Esse si ricollegano ad una cultura antica che è stata tramandata nel susseguirsi delle generazioni, legata ai lavori quotidiani e ai ritmi della natura. Momenti di festa per celebrare il meritato riposo, per cantare un amore, per ringraziare la divinità per l’abbondante raccolto e per esorcizzare le forze avverse che spargono il malocchio.
Dunque, sono anche momenti, ancora oggi, in cui la comunità si incontra, si riconosce come tale e tesse nuovi vincoli di solidarietà e coesione. Momenti importanti delle nostre esistenze alla luce di segni e di credenze complesse, ancora più necessari in un momento in cui il presente ci offre tante difficoltà ed emarginazione sociale.


Una formula di successo, quella di offrire luoghi di incontro e di confronto a tutti i cultori delle tradizioni popolari: suonatori, cantatori e ballatori. Questo appuntamento, che da diversi anni si è posto all’attenzione del pubblico, richiama migliaia di partecipanti. Tra appassionati e curiosi che affollano i luoghi e che si lasciano coinvolgere dentro il ritmo assordante di una tammorra battente e il giro di grazia del ballo che avvolge.

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Porcus Festival – Puglianello (BN), tutta la tradizione della cucina contadina a base di maiale

Porcus Festival – Puglianello (BN), tutta la tradizione della cucina contadina a base di maiale

Si rinnova l’appuntamento a Puglianello, in provincia di Benevento, per l’ennesima edizione del Porcus Festival. Le date ufficializzate sono quelle dall’8 al 10 marzo 2024.

Tutta la tradizione della cucina contadina a base di maiale torna disponibile in menu al 𝐏𝐨𝐫𝐜𝐮𝐬 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 di 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨, presto scoprirete il menù. Intanto però godetevi la splendida locandina, suggerita dal Trono di Sagre e realizzata dalla Smile Creative Agency.

porcus festival
Il lato più caotico, colorato e caldo di un evento, visto dagli occhi di Zufo, artista digitale che tramite Smile Creative Agency di Dario Moccia omaggia il 𝐏𝐨𝐫𝐜𝐮𝐬 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 di Nuovo Centro Studi


Il Porcus Festival, al solito, è organizzata dal Nuovo centro studi Puglianello, si terrà a Via Acquara nel centro di Puglianello dall’8 al 10 marzo 2023. Noi del Trono di Sagre, siamo stati già ospiti la scorsa edizione, e possiamo assicurarvi un prodotto eccellente, con tante proposte diverse per accontentare tutti i palati.

Vi anticipiamo, che cambierà anche la location 😉

porcus festival



Un’altra novità di quest’anno, è che saranno previste anche visite guidate presso aziende agricole del luogo e allevamenti. Un altro passo in avanti verso la riscoperta delle tradizioni, messe a disposizione per chiunque voglia immergersi nella ruralità.

porcus festival menu



Come avete avuto modo di osservare dal menù, saranno previste diverse opzioni, sia per i primi che per i secondi. Il tutto sarà allestito in tensostruttura riscaldata, contrastando così anche eventuale maltempo.

Domenica 10 Marzo 2024, a differenza degli altri due giorni, dove gli stand apriranno alle 19.00, sarà possibile gustarsi anche un buon pranzo a partire dalle 12:00.

Riguardo ciò che concerne la parte musicale invece, durante il primo giorno saranno ospiti gli Acustic trio, mentre la seconda serata sarà animata da musica popolare e infine La Posteggia di Domenica.

Ecco una precisazione riguardo il luogo dove si terrà l’evento:

porcus festival location


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Fiera dell’agricoltura – Casalbordino (CH), un evento vicino a tutti gli agricoltori in questo, a difesa del prodotto Made in Italy

Fiera dell’agricoltura – Casalbordino (CH), un evento vicino a tutti gli agricoltori in questo, a difesa del prodotto Made in Italy


L’Amministrazione comunale, l’Assessore alle Attività produttive e l’AMIP Vi aspettano alla FIERA MERCATO DELL’AGRICOLTURA presso il piazzale antistante la Basilica Santa Maria dei Miracoli

Fiera Mercato dell’Agricoltura a Casalbordino dal 22 al 25 febbraio 2024.

fiera dell'agricoltura


Casalbordino è in arrivo una grande iniziativa dell’Associazione A.M.I.P con il patrocinio del Comune di Casalbordino, grazie alla sensibilità del Sindaco Filippo Marinucci e dell’Assessore alle Attività Produttive Paola Basile.

Stiamo parlando della Fiera Mercato dell’Agricoltura, in programma, come già anticipato, da giovedì 22 a domenica 25 febbraio 2024. Un evento che si colloca perfettamente in un territorio, da secoli, vocato all’agricoltura e che è in grado di richiamare un gran pubblico di operatori, appassionati e semplici curiosi.

“Siamo vicini agli agricoltori in questo momento di protesta per i nostri prodotti Made in Italy”.

fiera dell'agricoltura


Arti e Tradizioni contadine saranno i fari della Fiera Mercato, ingredienti semplici per una manifestazione incentrata sulla lavorazione della terra, attraverso, non solo le attrezzature e le macchine, ma anche i prodotti della stessa.

Ad ospitare la Fiera Mercato di Casalbordino, sarà la vastissima Area adiacente alla Basilica di Santa Maria dei Miracoli.

Organizzatori: https://www.facebook.com/profile.php?id=61555758545027

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Sagra del Friariello – Volla (NA), tutto pronto per le 3 giornate della seconda edizione

Sagra del Friariello – Volla (NA), tutto pronto per le 3 giornate della seconda edizione

Prende forma la seconda edizione della Sagra del Friariello, che si terrà ufficialmente durante l’ultimo fine settimana di gennaio, precisamente dal 26 al 28 del mese. Albergherà in quel di Volla, in provincia di Napoli, presso la tensostruttura di via Carducci.

Si tratta di uno degli eventi dedicati al celebre ortaggio partenopeo, organizzato dall’associazione Amip e dalla Pasticceria Bella Napoli con il patrocinio del Comune di VollaL’ingresso è gratis.

sagra del friariello di volla


Le tre giornate

Quindi tutte le serate saranno allietate da musica live e animazione. Madrina dell’evento, che allieterà la giornata inaugurale della grande festa (26 gennaio), è la tiktoker Very&Sasy: sarà lei a tagliare il nastro dando il via ufficialmente alla seconda edizione della sagra.

Si susseguiranno 3 giorni dedicati alla cucina napoletana e alle sue più radicate tradizioni, tra prelibatezze e specialità, in un’atmosfera di festa e divertimento per tutti. Il gustoso ortaggio sarà accompagnato dai suoi “classici compagni” ovvero salsicce e vino ma non mancheranno panini, cuzzetielli, pizze e tante altre proposte. Per concludere in bellezza, vasta anche la scelta dei desserts.

sagra del friariello di volla


Altro appuntamento per gli amenti del friariello


Il 20 gennaio si terrà a San Sebastiano al Vesuvio un altro appuntamento dedicato all’amato accostamento “sasicce e friarielli”. Come ogni anno, in occasione del giorno di San Sebastiano, prenderà il via, infatti, la tradizionale Sagra del soffritto, salsicce e friarielli, uno degli eventi gastronomici più attesi del periodo che si svolgerà presso le Bottegucce di piazza Belvedere.

Pertanto, la piazzetta dal panorama mozzafiato, posta ai piedi del Vesuvio, ospiterà diversi stand che prepareranno al alcune specialità a base di soffritto – un piatto di umili origini preparato con interiora del maiale e sugo – proponendo anche l’immancabile combinazione culinaria napoletana: quella composta dalle salsicce accompagnate dai friarielli.



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Presepe Vivente – Monte di Procida (NA), si festeggia la decima edizione!

Presepe Vivente – Monte di Procida (NA), si festeggia la decima edizione!

Il 4, 5 e 6 gennaio a Monte di Procida (NA), nella frazione di Cappella si terrà la decima edizione del presepe vivente.
Come di consueto prenderanno parte diversi attori che interpreteranno il proprio ruolo durante le tre giornate, saranno tre giornate di festa, sia dal punto di vista religioso che gastronomico ed artistico. Saranno presenti anche animali, che arricchiranno l’atmosfera, e incuriosiranno bambini ed adulti.

Presepe vivente di Monte di Procida


L’evento, che si terrà ai Giardini di Dedalo è stato organizzato dall’associazione “Cappella Futura” in collaborazione con la Chiesa di Santa Maria del Buonconsiglio di Don Enrico Campisano.
Ecco un video dell’edizione 2020:


Durante l’evento Presepe Vivente, saranno protagonisti anche tanti bambini che si sentiranno parte integrante dell’evento.
Avverrà la celeberrima visita da parte dei re magi, che porteranno i loro doni per la Nascita di Gesù Bambino. Gli avventori prima e dopo potranno gustare diverse pietanze del luogo.


Presepe vivente di Monte di Procida


Gli orari per visitare il presepe sarà dalle 18:00 fino alle 21:00 per tutti e tre i giorni.

Presepe vivente di Monte di Procida
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Tra Vasci e Vichi – Castellabate (SA) – 2023

Tra Vasci e Vichi – Castellabate (SA) – 2023


L’associazione PaesanaMente ha istituito la festa popolare Tra Vasci e Vichi ormai 4 edizioni fa, riprendendo un evento simile che coinvolgeva le parti basse del paesino nell’ormai lontano 96′.
L’evento, e l’associazione di conseguenza, si prefiggono di rivalutare e restituire al borgo di Castellabate (SA) anche i suoi vasci (e vichi), appunto, più vetusti e bistrattati.


Tra Vasci e Vichi, la quarta edizione


L’evento muta forma ogni anno, questo perché essendo solamente alla quarta edizione cerca ancora una sua dimensione specifica, ma c’è anche un’altra grossa motivazione.
L’associazione PaesanaMente, di Gabriele Ferro, passa l’intera annata nella parte meno conosciuta della notissima Castellabate (SA), che spesso e volentieri ospita eventi nella sua parte più alta del borgo.

Con tanti volontari che si prestano con entusiasmo vengono ripuliti dei vasci in completo stato di abbandono, in disuso, che spesso poi vengono prestati all’associazione per un edizione dell’evento, prima di essere magari convertiti in locali commerciali o appartamenti, dai reali proprietari.


E’ un lavoro di vero e proprio recupero, fatto completamente gratuito.
Nelle parole di Gabriele Ferro, che ci racconta le motivazioni che hanno spinto questa o quella decisione c’è la pacata rassegnazione adducibile al fatto che il loro lavoro invisibile tenderà man mano a venir soppiantato dal lato secondario eppur più remunerativo della faccenda. Un paese come Castellabate, punto di riferimento nel panorama cilentano rispetto a come è saputo passare in qualche decina d’anni da piccolo borghetto come tanti ad ambita meta di vacanze, eventi mondani etc. non può sicuramente permettersi di lasciare vacanti eventuali ambienti, una volta recuperati.

Il patto non scritto è lasciarli usare per qualche anno all’associazione, per l’evento e non solo, e non tramutarli in progetti che stravolgano completamente il panorama del borgo. Patto che finora ha retto, tra municipalità, associazione e privati.


La disposizione dell’evento


Come spiegavo, dunque, l’evento di anno in anno muta forma, proprio in base a quali locali sono stati risistemati e ripuliti. Quest’anno troviamo una naturale barriera di covoni ad indirizzare il visitatore per una prima serie di scale. L’evento cerca di ricreare una classica passeggiata in un borgo di 100 anni fa, quindi molto spesso vi ritroverete in vicoletti in cui a guidarvi ci sarà solo una fioca lanterna, o una luce soffusa. Ideale per creare atmosfera, meno per noi che dobbiamo riprendere/fotografare!

Le prime postazioni che trovate sono quelle della rumorosa zita, sempre in vena di ballare, accompagnata dal parroco, e di fianco il primo stop gastronomico.
Pizzelle di alici fritte, sempre piacevolmente croccanti e sapide e Sciusciello (con uovo strapazzato, cipolle, pane bagnato).


I vari figuranti sono tutti volontari che operano gratuitamente, con i proventi di tutto che non vanno mai al singolo stand e che sono invece raccolti dall’associazione, che ovviamente si occupa anche delle varie spese. Questi sono poi usati nel corso dell’anno per ripulire altri locali e imbastire un nuovo evento. In un loop condizionato dalla perdita dei locali ripuliti due anni prima (in caso di uso commerciale o privato degli stessi) e in un’infinita rincorsa che non permette di accumulare guadagno ed è promossa soltanto dall’entusiasmo e da una eventuale gran risposta del pubblico, che può veramente smuovere le acque.


Proseguendo abbiamo una lunga scalinata panoramica che permette di ammirare la parte costiera del paese (Santa Maria) con un mare mosso di cui si percepisce l’eco. Per fortuna non c’è la minima traccia di vento e c’è un anomalo tempo mite che permette di passeggiare con serenità.

Lungo la passeggiata, sulla sinistra, sarà possibile osservare la ricostruzione di una tipica casa popolare dell’epoca, con figuranti intenti a tessere e vivere la quotidianità di cento anni prima, e successivamente il ritrovo dei cacciatori, con enorme inquietante cinghiale alle spalle.


Lagane e piazza del mercato


Le lagane fatte in casa (e al momento) sono tra i piatti forti di questa manifestazione, fin da sempre.
Estremamente cremose e abbondanti sono realizzate a vista a favor di pubblico, il quale può poi gustarsele in serena pace di fronte alla vista del mare.


Alle spalle della cucina troviamo un giardino, recuperato dall’associazione qualche anno prima, dove c’è un piccolo zoo campagnolo che funge anche da fattoria didattica, con animali da fattoria e da presepe. Asini, pecore, caprette, e un addetto che fa il formaggio alla vecchia maniera.

Passando oltre, invece, una zona che sembra veramente uscita da Gerusalemme.
Un muro color sabbia diroccato, una palma, casette in legno (occhio, legno vero, non quello delle casette da mercatino!) e mani operose intente a macinare e insaccare salumi, come si faceva una volta.

Appresso, ancora, lo scorcio di una taverna e il sanguinaccio. Antichissimo dolce povero e popolare realizzato con sangue di maiale, cioccolato, spezie e aromi, assolutamente da provare!


In un labirinto naturale passerete poi nello spazio dedicato al mercato ortofrutticolo e la tessitura. Tramite una rampa di scale ritroverete le vecchie scuole e l’intrecciatore di cesti. Si sbuca poi al vecchio ufficio anagrafe, dove potete lasciare la vostra firma in quanto visitatori, e fare una foto in bianco e nero che può essere ritirata, se volete, al costo di 1.000 Lire (1€).

Anche quest’anno la moneta di scambio è proprio il vecchio conio, scambiabile, proprio come fece qualcuno nel 2001, al pari dell’euro.


Vasci e vichi, l’esterna


Una volta all’esterno noterete subito l’angolino dedicato al mulino e alle lavandaie. Fiochi giochi di luce vi condurranno alla Farnata, una polenta arricchita da foglie di broccolo e cipolla lasciata appassire in padella. Piatto assolutamente da condividere, pena il saziarsi immediatamente. Naturalmente il vino lo trovate in quasi tutti gli stand/vasci che si occupano anche di gastronomia, insieme a della musica popolare itinerante.

Di fronte la farnata, miele, fichi ricoperti al cioccolato, impaccati e propoli.
Alla destra, un nascosto sentiero con lucine che conduce alla visita del morto, all’affilacoltelli e alla pizza fritta. Subito dopo, invece ecco lo spazio dedicato alla fotografia e alla sua storica evoluzione (qui potete ritirare la foto fatta prima)


Nella stessa zona, poco più avanti, anche la sfrionzola (carne di maiale soffritta in padella con patate e peperoni, sempre ottima) e il borgo dei pescatori. Addobbato con reti da pesca, assi di legno e salvagenti.

L’antico fabbro e battitore di metalli si occupa invece di fondere anche il caciocavallo. Oltre ciò ci sarà una piccola scena della natività (dopo il 25 Dicembre, naturalmente!) e la rampa di scale che porta al banco del coniatore ed allo spiazzo superiore.


Pizze in teglia e rorgi


Due delizie finali vi attendono tra i covoni. Una è l’ottima pizza realizzata in teglia, forse quello che ci è piaciuto di più quest’anno. Insaporita dai fumi naturali della legna, ricca d’olio, morbida, con sugo e pecorino.


L’altra son i rorgi (o i naspri, in Cilento cambiano nome ogni 2 km), i dolci popolari con la glassa.
Li trovate sotto forma di “ciambella” o con una sorta di morbido pan di spagna. Ottimi in entrambi i modi, assolutamente consigliati anche per la colazione del giorno dopo.


Si conclude così la nostra lunga passeggiata Tra Vasci e Vichi.
E’ stato fondamentale ancora una volta chiacchierare con figuranti e organizzatori per cogliere la vera natura di quest’evento. Solidarietà e senso civico è ciò che smuove il tutto e che spinge associazione, associati ed amici a rimboccarsi ogni volta le maniche, ripulire, sgomberare, costruire e poi disfare. Raccogliendo di volta in volta il necessario per ripartire.

Finiranno un giorno i vasci da ripulire? La longevità dell’evento stesso è minata proprio dall’efficienza del lavoro svolto? Speriamo che crescendo in popolarità di anno in anno sarà proprio il pubblico a dare la forza di continuare e di rinnovarsi, ad un evento che rimane un incredibile risultato. Soprattutto sapendo i retroscena che abbiamo cercato di svelarvi. Speriamo apprezziate, come noi, questo evento natalizio unico nel suo genere.

Clicca per sfogliare tutto il nostro calendario eventi e non perdertene nemmeno uno!


Tra Vasci e Vichi, di PaesanaMente, si svolgerà quest’anno il 22 e 23, 26 e 27 Dicembre, e il 5 e 6 Gennaio, non perdetevelo!


Falco

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Notte re la focalenzia – Castelfranci (AV) – 2023

Notte re la focalenzia – Castelfranci (AV) – 2023


Quest’anno abbiamo raccontato la trilogia degli eventi organizzati dal Comune di Castelfranci (AV) e concludiamo forse con quello più allegro, frizzante, noto ed amato dagli stessi abitanti del posto, la magica Notte re la Focalenzia. L’evento si tiene tipicamente a Dicembre, dal giorno prima dell’Immacolata, il 7 Dicembre, fino al 10.


Una costellazione di pire


Questa volta l’evento si tiene nella piazza principale di Castelfranci, troviamo simpatico e funzionale che i tre eventi (La Notte re la Focalenzia, Fiume DiVino e Le Notti della Maccaronara, in ordine inverso di svolgimento) si tengano in tre posti diversi della cittadina poi non così grande. E’ utile sfruttare tutti gli spazi ed è un modo per valorizzarli.

In questo caso sono stati disposti dei grandi bracieri all’inizio del corso, nel mezzo e alla fine sotto il palco. Una volta accesi tutti i bracieri formano una costellazione che dall’alto ricorda un grappolo d’uva (totally true story). Il braciere più grande è proprio quello sotto il palco, in un’eroica cavalcata a metà tra un tedoforo e l’assedio al Fosso di Helm il sindaco con fiaccola fiammeggiante da alle fiamme l’imponente piramide di legno.


Sono accesi, i falò sono accesi, Castelfranci chiede vino!

Uno dopo l’altro seguono tutti gli altri falò e partono musiche folk e tarantelle (quelle sponda montemarano e compagnia), in un attimo ci sono danze, balli e brindisi sparpagliati per la piazza che comincia finalmente a prendere calore.


Un menu rinfrancante


L’evento ha un’ottima scelta culinaria, innanzitutto il nostro amico, Chef Pasquale Corrado, del ristorante Stella, incontrato già precedentemente agli altri due eventi, ci illustra tutto il parco pietanze che gestirà in questa quattro giorni di falò. Tutti i piatti della tradizione gli sono stati affidati, quindi abbiamo la classica e imperdibile Maccaronara, involtini al sugo, la carne di maiale con peperoni e un gradevolissimo maiale allo spiedo che gira rilassato su se stesso solleticato e rosolato dalle fiamme.


Nonostante sappiamo a memoria peculiarità e sapori di questi piatti che puntualmente Pasquale ci fa assaggiare è impossibile nascondere l’acquolina. Con grande gentilezza Chef Corrado illustra nuovamente le caratteristiche della sua Maccaronara. Sua, perchè è fatta a mano, da lui, come sempre.

La fa danzare, le fa prendere aria (così non si attacca), la scuote e poi la tuffa in acqua.
Con dei tempi tecnici perfetti ed uno sforzo collettivo di tre persone la pasta viene riacciuffata, mescolata col sugo, impiattata e spolverata di formaggio. La Maccaronara ha dalla sua il grande merito della semplicità. E’ tenace, come piace a me, la sua caratteristica forma la rende intrigante al palato, il sugo fa il resto, il formaggio aiuta.


Ci viene preparato un vassoio, sono appena le 20.00, i primi falò sono stati accesi da poco, la musica è partita ma il grosso della gente ancora non c’è. Abbiamo tutto il tempo di fare foto e riprese con calma, e possibilmente anche di mangiare, con calma (spoiler: così non sarà)

Affiancati alla maccaronara ci sono sempre i fedelissimi secondi: la Carne con i peperoni, speciale, resa stuzzicante da un peperone carnoso e dall’aceto, in aggiunta alla carne di maiale tenera e rosolata, e stavolta, in sostituzione al mugliatiello, un leggero e pimpante involtino di cotenna al sugo.


I vini e le cantine di Castelfranci


Al solito tutti gli eventi di Castelfranci organizzati da Comune e Pro Loco hanno l’obiettivo di mettere sul piedistallo i vini locali, delle piccole ma operose cantine della zona. Alla casetta del vino sarà possibile, come sempre, trovare tutte le cantine con il loro prodotto migliore, acquistabile sul posto. Boccella, Colli di Castelfranci, Molettieri, Gambale, Cantine Perillo Gerardo e Azienda Agricola Perillo Michele, Regina Collis, Ricciardi. In particolare tre di queste hanno scelto di averci ospiti durante la nostra visita in paese.


La prima che visitiamo è quella di Antonio Molettieri, che viene attualmente portata avanti e sviluppata dai due figli, i quali nel 2020 hanno dato vita anche all’ottimo Badius, seguito subito dopo dall’Atipico.

Con grande disponibilità ci illustrano i loro prodotti, ci raccontano una vita di sacrifici da parte del padre Antonio, che per qualche minuto ci accompagna all’interno della cantina. All’esterno un carino allestimento con alberi e lucine di Natale, all’interno, per accompagnare il vino, formaggi, salumi e taralli.
A breve saranno disponibili per degustazioni ufficiali, ma se nel frattempo vi interessa una visita amichevole sono sempre a disposizione.


Subito dopo ci rechiamo da Antonio Gambale. Antonio ha raccolto l’eredità e il mestiere della moglie e ha continuato a sviluppare la loro reciproca passione. E’ anche uno dei pochi che in zona produce un bianco, il Fiano. Se avete seguito in pagina FB Il Trono di Sagre ricorderete che l’avevamo anche accostato idealmente ad un formaggio con sentori di arancia candita, di Alta Mangiuria.

Antonio, anch’esso con grande gentilezza ci mostra tutto il suo lavoro, che conduce da solo visto che i figli sono ancora minorenni. Come potete ben immaginare il tutto richiede uno sforzo e una dedizione immane.


La terza cantina che visitiamo è quella della Azienda Agricola Boccella, una delle più grandi del comune.
L’Azienda Agricola Boccella produce diverse etichette, è fornita di due fantastiche botti di ultima generazione che aiutano il vino a mantenere il suo stato, in modo inalterato, prima dell’imbottigliamento.
Di fronte le botti, due gigantesche anfore in ceramica. Ai Boccella piace sperimentare, quest’anno hanno tirato fuori il Rosatt, un rosato che fa il verso al loro noto Rasott, prodotto probabilmente di punta della cantina. Non vediamo dunque l’ora di vedere cosa tireranno fuori dalle anfore! Speriamo un bel bianco…


Tutte le altre, invece, le trovate allo stand apposito in tutti i giorni della festa.


Una vasta scelta gastronomica…


Avete presente tutto il menu tipicamente locale che abbiamo elencato prima? Non è l’unica scelta, stavolta al classico si accosta il moderno. In ordine sparso abbiamo dei cuzzetielli alle polpette al sugo o volendo, in bianco, alla genovese. Due cuzzetielli caldi e profumati che potete ritirare al volo e gustare camminando.


Ancora, volendo, un piccolo tagliere di salumi e formaggi con frittatina al seguito oppure una bruschettona con uovo fritto e tartufo. Sempre gradito è il caciocavallo impiccato, degli Amici del Caciocavallo.


Due parole da spendere per Golopork, che producono un ottimo pulled pork dal fascino e sentori che travalicano i confini puramente provinciali. Non ce ne voglia l’Irpinia, ma qui si gusta tutto il fascino del nuovo continente. Molto gentilmente ci preparano il loro cavallo di battaglia, bello farcito del sopracitato pulled pork, con bacon, salse, patate al forno (rosolate alla perfezione, quanto adoro le patate al forno…) e provola, in un pane morbidissimo a mò di pita. Una favola. E’ stato estremamente difficile rimanere professionali e attendere di fare foto e video, prima di gustarlo. Consigliato.


Ah, in tema di pork…altra chicca di Chef Corrado è il maiale allo spiedo. Tenerissimo, che ve lo diciamo a fare? Ve lo consigliamo in un piattino, con fettina di pane bianco, accompagnato stavolta ad un’ottima birra alla spina (3,50€ prezzo FENOMENALE!).


Ancora pork, e ancora carne, questo particolarissimo stand produce pizze fritte da farcire, o paninetti, con salsine, salsiccia sminuzzata e tocchetti di carne. Aspetto favoloso, purtroppo sono nel pieno del caos quando andiamo a trovarli e non hanno il tempo di raccontarci la loro storia. Occhio e profumo però dicono…provateli!


Il fascino della Notte re la focalenzia…


Questa festa mi ha messo di buonumore. Tutti gli eventi di Castelfranci sono simpatici perché abbiamo sempre incontrato molta disponibilità e gentilezza (quasi ovunque) ma stavolta ho trovato il fascino della festa di paese classica, quella senza fronzoli, quella che c’è sempre stata e che sempre ci sarà, unita alla bellezza immortale del fuoco e delle fiamme, a braccetto con il menu della tradizione, quello che ti commuove e ti fa pensare al Natale, unito, ancora, a proposte moderne e di ottimo livello, a prezzi giustificati.

Ce n’è per tutte le tasche e tutte le voglie. Sentiti complimenti all’organizzazione, non vediamo l’ora di tornare, detto sinceramente.

Falco

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The Magic of Christmas: Natale al Castello – Gesualdo (AV) – 2023

The Magic of Christmas: Natale al Castello – Gesualdo (AV) – 2023


The Magic of Christmas è l’evento natalizio realizzato da Immaginaria e Comune di Gesualdo (AV) che, grazie alla naturale meraviglia del Castello di Gesualdo si candida a diventare uno degli eventi fissi, e più caratteristici, dell’inverno irpino, e campano. L’evento è iniziato il 24 novembre 2023 e continuerà tutti i weekend, dal venerdì alla domenica, fino al 7 gennaio 2024.


The idea of Christmas


Il Comune di Gesualdo si “ritrova” un ben tenuto palazzo, originariamente appartenuto alla famiglia Gesualdo il quale è la ciliegina sulla torta di uno dei “borghi più belli d’Italia”. Il ben tenuto Comune ospita da sempre eventi a carattere natalizio ma da quest’anno, per la prima volta, si è provato a tirar su un evento con più ampio respiro e forti ambizioni.

L’impresa è affidata a Giovanni Calicchio, esperto scenografo con alle spalle già diversi eventi nei vari castelli sparpagliati in regione, e ad Immaginaria. Insieme a collaboratori, amici e colleghi, e a un’intesa con la corrente amministrazione comunale di Gesualdo si proverà a dar vita ad un’importante tradizione.


L’intenzione degli organizzatori, espressa con entusiasmo, è quella di creare un evento diverso, di natura artistica, con un lato commerciale dedicato innanzitutto alle aziende locali (o immediatamente limitrofe). Con un mercatino esterno, sale del palazzo addobbate a festa, luci e spettacoli, cori gospel e danze, che si alternano in un continuo carosello che non lascia mai lo spettatore senza qualcosa che lo intrattenga.


Realizzazione dell’evento…


Siamo stati in visita al The Magic of Christmas di Gesualdo il 2 Dicembre e la prima cosa che abbiamo notato è stato naturalmente il freddo, oltre che il rosso brillante del Palazzo illuminato a festa.
Entrambe le cose sono state una piacevole sorpresa, siccome a fine novembre si stava ancora in manica di camicia, dalle nostre parti, abbiamo finalmente assaggiato un po’ di gelido inverno.

La passeggiata inizia con il mercatino, che accompagna in un largo acciottolato fino alle porte del castello. Il mercatino per l’edizione in corso comprende una 20ina di casette, soprattutto di dolciaria locale, ma devo segnalare subito che i tre stand gastronomici che abbiamo provato sono stati decisamente di comprovata qualità.


Il primo provato è Re Graffa, il quale, avendo già esaurito le scorte al nostro arrivo, stava aspettando solo noi per farci provare il suo ambito prodotto. Il poverino si è anche quasi beccato una cazziata dal sottoscritto, che aveva completamente equivocato la sua domanda (“Voi sareste la rivista?“) e pensava fosse una delle solite gag che i buontemponi, soprattutto degli stand culinari, ci fanno quando ci vedono (“Ogni foto 10€” e altre irresistibili battute).

Posso dirvi che di zeppole/graffe noi ne mangiamo tante, perché è uno dei dolci più gettonati soprattutto delle sagre estive. Ma buona come questa, raramente. Dolce il giusto, delicata come una nuvola, senza tracce di unto. Davvero un dolce da provare. La inserisco in una immaginaria classifica di zeppole vincenti insieme alla “48 ore di lievitazione” della Sagra del Fagiolo di Controne (SA).


Mercatini e gastronomia…


Pochi passetti dopo veniamo richiamati dall’Irpino Vagabondo, che vedendo uno stuolo di fotocamere, telecamere e droni ne approfitta per attirare la nostra attenzione offrendoci del cibo. Del resto è così che dal lupo selvaggio l’uomo ha creato l’odierno cane da compagnia. Siccome coi canidi condividiamo l’eterna sensazione di fame ben ci prestiamo al racconto delle origini del suo pane tenero e alveolato e del suo cotechino, quello irpino.


Il panino, all’apparenza sottile e lungo, è veramente ottimo. Le verdure fresche e la salsina gli danno un tocco di street food berlinese, ma il vero protagonista è il cotechino. Condito, speziato, grasso il giusto in contrasto appunto col pane e la fresca insalata. Un ottimo prodotto, sentirete ancora mangiare di lui.

Quasi di fronte, altro imperdibile appuntamento con i carboidrati.
Abbiamo il cuzzetiello, con varie farciture, anche mescolabili: Parmigiana, Polpette al sugo, Trippa, Fagioli, Broccoli & Salsiccia. Ci fanno omaggio di tre campioni, Parmigiana & Broccoli e Salsiccia vengono requisiti dal nostro staff, mentre io e il Sig. Corvo ci smezziamo uno con le polpette.


Al primo morso la polpettina al sugo, bollente, mi ustiona il palato, e non percepirò più niente, se non dolore e sangue, per le seguenti 24 ore. Prima del disastro, però, nonostante la gentilezza del sugo, che poteva essere, per i miei gusti, anche un po’ più carico, avevo percepito una invitante morbidezza di pane (e polpette), Corvo conferma.


Alla fine del percorso dei mercatini ci aspetta un largo braciere, dietro di esso del caciocavallo impiccato, castagne, stand del miele, piccolo artigianato, pizzilli, castagnacci e, come detto, tanti dolci, come torte e biscotti. Oltre al buon vino, rappresentato dalla Cantina Romaniello!


Lo Scrooge e gli spettacoli


Il primo palcoscenico è quello dedicato ad un famoso personaggio di Christmas Carol, lo sprucido Scrooge. Il figurante che lo interpreta è decisamente nelle parte e le urla si sentono fin fuori dal piccolo antro dove per fortuna è rinchiuso. Apprezzabili i giochi di luce e la scultura in cartapesta realizzata interamente per l’evento, con un mix di tecniche classiche e innovative.


Riguardo spettacoli & costi, come detto, il carosello va avanti di continuo, ogni 15 minuti c’è un nuovo spettacolo. I biglietto d’ingresso costa 10€ per gli adulti, bambini fino ai 5 anni ingresso gratuito mentre. E’ di 5€ il costo per i giovani adulti fino ai 14 anni. Il venerdì invece entrano gratis gli autoctoni, un regalo fatto al paese di Gesualdo in cambio della fiducia e disponibilità nei confronti dell’evento.

A dire dei membri dell’amministrazione comunale che abbiamo ascoltato fin dal primo weekend c’è stato un grande afflusso di persone. Merito sicuramente anche della campagna pubblicitaria realizzata in collaborazione con la professionale e modesta Il Trono di Sagre, con interi pullman e navette che sono arrivati fin dalla Puglia. Forse anche troppo successo, dato che qualcuno ha dovuto poi attendere, per ragioni di sicurezza, all’esterno mentre il castello si svuotava.


All’interno della corte, nel primo cortile, avevamo il palco dove si esibivano scuole di danza. Esattamente di fronte abbiamo avuto la fortuna di uno show quasi privato da parte de I Giullari di Davide Rossi. Molto noti soprattutto in eventi a carattere medievale, spesso in castelli, ci hanno mostrato danze con le sfere e giochi di fuoco.


Il resto del cortile è occupato da alcuni artigiani. C’è un altro spazio esterno che però al momento della nostra visita era stato devastato dal vento, purtroppo, che si era tirato via l’intera scenografia. Freddo, vento e anche scariche di pioggia non hanno reso i primi giorni di vita facili per gli organizzatori.


Glenda, Babbo Natale e il secondo piano…


La maga Glenda e la sua cucina di intrugli magici accoglie il visitatore nella zona dei figuranti e delle messe in scena. Ho dimostrato naturale stupore alla vista della fabbrica dei giocattoli, lo ammetto. Grande interesse invece per i set Lego che con immenso autocontrollo sono riuscito a non depredare.


Al secondo piano quella che è la parte più bella. La sala dove Babbo Natale legge le letterine, assistito dalla sua Babba e compagna di vita. I naturali arredi del castello aiutano molto a creare un’atmosfera per quella che è sicuramente la reale idea di ciò che un domani sarà l’evento.

L’intera scenografia è stata realizzata per l’occasione. Abbiamo una piccola scrivania dove Babbo legge e timbra le letterine, alberi di Natale addobbati ed innevati. Un piccolo mondo Lego ricoperto di neve, librerie dipinte a mano e libri che penzolano dai lampadari. Subito dopo la camera da letto di Babbo Natale, dove il nostro si muove tra gli specchi grazie a giochi di luce ed effetti speciali. Nell’anticamera un clavicembalo suonato da uno spettro.


Ambizioni e idee per The Magic of Christmas


Come accennato all’inizio siamo stati contattati con molto anticipo dall’organizzazione di quest’evento che ha dimostrato fin dall’inizio grande entusiasmo. Abbiamo conosciuto di persona Giovanni, lo scenografo dell’evento, ed Antonella Solomita, che ha fatto da tramite con l’Amministrazione Comunale (di cui fa parte) ed è stata la prima promotrice ed ideatrice dello stesso. Un’idea nata soprattutto dalla voglia, come prima accennato, di dare vita al paese anche in un momento più rigido e difficile dell’anno, seppur pieno di fascino. Siamo stati coinvolti e travolti dalle mille idee di Giovanni, che probabilmente per questioni di tempo, budget e burocrazia è riuscito a realizzarne si e no 1/3. Questo anche perchè attualmente una porzione del castello è in fase di restauro.

Quel che si è percepito è però l’intenzione di creare qualcosa di grande. Il timore dell’assenza di pubblico è stato smentito dalla grande affluenza. Resta dunque solo da perfezionare un naturale palcoscenico capace sicuramente di rendersi protagonista del nostro e vostro dicembre. Con più tempo e budget a disposizione, Immaginaria e il Comune di Gesualdo sapranno sicuramente far fronte anche alle critiche più ostili (come accennato, qualcuno ha lamentato le attese al freddo, ma appunto il castello è solo parzialmente aperto. Qualcun altro la difficoltà per i disabili di risalire l’acciottolato, ma anche qui…è un castello del 1600…). C’è anche chi, forse, si aspettava qualcosa di più. Per quel che noi possiamo dire, conoscendo appunto chi cura quest’evento, è che c’è la massima fiducia nell’operato e nei futuri progetti di questa coalizione di sognatori, che si è impegnata, ha accettato con grande umiltà le critiche, ma anche saputo gioire dei sorrisi dei tanti che l’hanno scelta.


L’evento è tutt’ora in progress. Nel senso che ogni fondo extra che viene racimolato, anche grazie ai visitatori, è ridestinato a migliorare questo o quello, nelle varie sale. Non ci resta che aspettare, credere e vedere.


Falco

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Mercatini di Natale – Castellabate (SA) – 2023

Mercatini di Natale – Castellabate (SA) – 2023


I mercatini di Natale di Castellabate (SA) hanno importanza capitale per una realtà che è magari oberata di visitatori nella sua parentesi estiva ma, come la maggior parte dei paesini di mare campani cerca una sua nicchia per movimentare anche il mercato invernale. Da 10 anni a questa parte i Mercatini di Natale svolgono un ruolo fondamentale per stimolare questo processo di crescita.


Una realtà consolidata da 10 anni


E’ da più di una decade che i Mercatini di Natale di Castellabate sono una certezza dicembrina nel panorama salernitano. Meta di ritrovo fissa per pullman e navette dalle regioni confinanti che si avvicendano sul pendio pronti a scaricare i curiosi.

Fondamentale riuscire a mantenere la costanza, e ad essere presenti ogni anno in un mercato, quello natalizio, molto agguerrito e pieno di realtà di alto livello, anche a pochi km di distanza.
Ma quel che riesce meglio a questi mercatini è proprio l’essere costanti.


Come sempre, largo spazio viene dato all’artigianato. L’evento non ha mai puntato direttamente sulla gastronomia, anche se tra i vicoletti, affacciandovi nelle piccole cucine, sarete in grado di provare un menu completo che spazia tra storici piatti locali e puramente tradizionali, da tipico borgo campano.


Molto forte il lato dolce dell’evento, col naspro protagonista, che candidamente glassa molti dei dolcetti più popolari. Presenti anche gli immancabili cantuccini e le imperdibili ciliegie al cioccolato e liquore.
Il torrone merita sempre, e io ne sono stato un fan affezionato, però le ciliegie sono imperdibili!


Ricami, addobbi e cucina casalinga


Le idee regalo abbondano, l’intero mercatino è un’idea regalo.
Se vi piacciono i ricami, le sciarpine, i cappelli, i cuscini decorati…siete a cavallo.


Ma sono presenti anche veri e propri sassi dipinti a mano, sculture di cera (che fanno il paio con vasetti di miele, sempre made in Castellabate), propoli etc.

Se intendete portare a casa un dolce ricordino tipico, oltre le già sopracitate ciliegie e il cioccolato troverete anche panettoni artigianali, a km 0, fichi secchi & impaccati, ma anche ricoperti al cioccolato.
Se preferite il sapido…pancetta, salumi, capocollo e provoloni sono alla vostra portata.


Anche sulla gastronomia abbonda l’homemade, i fusilli sono realizzati al mano, e al momento.
Saltati al sugo semplice o al ragù di carne. Abbondate di formaggio e forte e accompagnate tutto con un bicchiere di vino (più una saporita cotenna al sugo!)


Consiglio personalmente anche la lagana, che seppur non realizzata a mano risulta estremamente cremosa e saporita, imperdibile. Allo stesso stand troverete anche una vera chicca locale, le polpette cilentane. Snack per tutti i momenti della vostra vita, delizioso sia bollente che riposato.


Panorami e ristrutturazioni


Una delle piazze principali è in ristrutturazione, ma questo ha dato modo all’evento di articolarsi un po’ di più nei vicoletti e di aprire anche qualche casa, come quella dove abbiamo trovate delle brillanti ceramiche decorate


In un antro di scale, quasi nascosto, un’isola felice fatta di frittelle di alici (perfetta sapidità da accompagnare al vino rosso) con ciambottina cilentana e scarola e fagioli.


Una delle peculiarità più grosse del mercatino è la possibilità di poter ammirare anche i famosi panorami del borgo. Da un lato il mare mosso, che però non fa il paio con una giornata uggiosa (benché i primi giorni di dicembre siano noti sul posto per essere un po’ capricciosi), che anzi si rivela sgombra di nuvole ed assolata il giusto, con un clima quasi primaverile, dall’altro i campanili, gli argini in muratura, i fiori colorati e i vicoletti che hanno reso famoso questo paese…


Ricordate di visitare ogni angolino perché dietro ogni muretto può saltare fuori lo stand che cercate, ad esempio…avete mai provato le castagne ‘mbriache? E la brioche alla brace?


I mercatini di Castellabate si terranno quest’anno dal 2 al 17 Dicembre, per tutti i fine settimana, dal venerdì alla domenica, tutto il giorno!

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Falco

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Sagra del fagiolo – Controne (SA) – 2023

Sagra del fagiolo – Controne (SA) – 2023


La Sagra del fagiolo di Controne (SA) riprende un notissimo frutto della terra che ha fatto la fortuna di paese e dintorni. Si parla chiaramente del notissimo fagiolo e di tutti i suoi fratellini. L’evento che celebra questo prodotto ha raggiunto con il 2023 le 39 primavere. Siamo dunque di fronte ad una delle più antiche e celebrate feste della provincia di Salerno.


Controne e il suo fagiolo


Il fagiolo di Controne (presidio Slow Food) è un fagiolo molto particolare grazie a diverse caratteristiche. Possiede una buccia molto sottile, quasi impalpabile ed è, di conseguenza, altamente digeribile e di facile e breve cottura. Non necessita inoltre di ammollo preventivo. E’ il fiore all’occhiello di Controne, la cui zona ne ha permesso la coltivazione, avendo un microclima ideale ed un terreno ricco di acqua proveniente dalle numerose sorgenti presenti nel territorio stesso. Si semina a maggio e si raccoglie a novembre (proprio quando c’è la sagra). Grazie a queste caratteristiche, è abbinabile a qualsiasi piatto e a vari tipi di vino, sia rosso che bianco.

Il fagiolo di Controne ha inoltre diversi fratellini di egual pregio, anche se l’evento si concentra principalmente sulla bianchissima varietà.


Sagra del fagiolo di Controne, una limpida domenica


L’evento si articola nel corso di due giornate, le ultime del weekend. Il sabato era stato un po’ sfortunato e preso di mira dalle intemperie, ma alla domenica il sole e un cielo limpidissimo, quasi anomali per Novembre, avevano cancellato i brutti ricordi della giornata precedente.

Sono solo le 10.45 quando arriviamo sul posto ma c’è già un discreto passeggio. I locali sono già in fermento, i primi ciocchi nelle due piazze che delimitano il percorso cominciano ad essere accesi, un gruppo di ottoni dal Conservatorio di Salerno comincia a scaldare il fiato e gli stand in legno hanno già l’acqua sui fuochi. La giornata sarà lunga e bisogna essere preparati.


All’arrivo noterete una lunga fila di stand generici dedicati a torroni e caramelle, ma più avanzerete e più troverete prodotti consoni alla sagra. Ci sono infatti dei cocci di produzione barese, adatti a stufati, zuppe e lunghe cotture. I miei amatissimi stand di formaggi, da ogni dove, freschi, salati e ubriachi, gli immancabili amari della costa del Cilento, mieli e caldarroste fumanti.

Prima di cedere il passo alle casette in legno che ospitano gli stand gastronomici del Comune abbiamo anche una rappresentanza dell’azienda agricola Agrimel. Una realtà locale che espone tutto il raccolto dell’anno: Olio, miele e naturalmente tutto il parco legumi del territorio.


Il menu della Sagra del fagiolo


Siccome la lagana ha una lunga cottura ma noi abbiamo un certo languorino come spesso accade cominciamo a ritroso, e cioè dal dolce. Il signor Alfonso espone da sempre i suoi preparati per la Sagra del fagiolo e ha concepito, in un lungo studio durato mesi, un pasticcino al cioccolato e nocciole, con un cuore di fagiolo. Il dolcino è inoltre glassato al cioccolato, con delle piccole scaglie di nocciole che gli forniscono un aspetto pralinato e un ciuffo di panna sulla sommità.

La pastosità del cioccolato è spesso nemica del mio palato ma il dolce è delicato è sarà sicuramente apprezzato dai più golosi. Non commettete l’errore, invece, di dare per scontata la seconda proposta della pasticceria, la zeppola. Molto candida come lo stesso fagiolo protagonista di giornata ha una lievitazione di 48 ore. L’impasto “E’ ideale per farci una zeppola” ci confermano, ed è proprio così. Una soffice nuvoletta che ripulisce la bocca e che abbiamo entrambi molto apprezzato.


Il circuito intorno al quale si muove tutto l’evento è abbastanza semplice, ma se non siete pratici di Controne tenderete e chiedervi dove siete finiti almeno un paio di volte. In realtà se dalla piazza principale proseguite dritto, arrivati alla seconda piazzetta e girando poi a destra, scendendo giù, dovreste facilmente tornare al punto dal quale siete partiti.

Subito dopo la zeppola incontriamo in piazza i membri dell’amministrazione comunale. Pirone e il sindaco Ettore Poti, il quale da sei anni conduce dal salotto comunale la Sagra del fagiolo di Controne.
Entrambi ci confermano che l’ossatura dell’evento è sempre la stessa, quel che cambia è fondamentalmente l’intrattenimento. Ad esempio quest’anno si alterneranno diversi gruppi musicali, dal mattino alla sera, ma soprattutto rimane intatta la recente tradizione di invitare uno chef noto a livello nazionale e una sua proposta dedicata al bianco fagiolo. L’invitato di quest’anno è Ciro Salvo, di 50 Kalò.


Fagioli con tocchetti, salsiccia e scarola


Il magnifico piatto descritto nel titolo in realtà non esiste, ma è la fusione di almeno tre diverse proposte.
Uno stand privato nella piazzetta alla fine del corso, dopo un brevissimo pendio, propone il fagiolo insaporito dalla salsiccia. Notiamo che il piatto di per sé non è molto sapido, a dargli personalità troviamo principalmente la saporita salsiccia e un ingrediente ricorrente, che troveremo in tutti gli altri piatti, l’olio.

L’olio di Controne è degno del suo compare più famoso e celebrato, in occasione della sagra anch’esso ha la sua rivalsa. Alla fine dell’evento, dopo una lunga degustazione, vi renderete conto che molti dei sapori che avete provato sono molto simili (olio e fagioli, fagioli e olio) ma sarà inevitabile annuire al vuoto ed esclamare “Certo che l’olio è proprio buono“, “Eh ma il fagiolo…” in un’alternanza di complimenti banali ma inevitabili, a conferma che è la qualità dell’ingrediente, nonostante la semplicità della preparazione, a fare il piatto.


Ed è anche la qualità dell’ingrediente a dettarne il costo. Qualcuno potrebbe obiettare che la media di 6.50€ a piatto potrebbe essere ritenuta altina, per proposte di stampo contadino, ma ricordiamoci che qui parliamo di un fagiolo che va per i 13€ al kg. Senza neanche intraprendere il discorso sull’olio.

In ogni caso, praticamente tutti i piatti vengono forniti di tozzo di pane e bicchiere di vino (e nessuno vi rimprovererà se di bicchierini ne prendete due, cosa che ho sistematicamente fatto ad ogni stand, tra l’imbarazzo di Corvo che si voltava dall’altra parte ad ogni richiesta)

Dopo salsiccia e fagioli…tocca a tozzetti e fagioli. Come ho già scritto poche righe fa…3 ingredienti in croce: Fagioli, olio, tozzetti di pane tostato. E peperoncino. E aglio. Questi piatti hanno fatto la mia felicità perché ho trovato aglio ed erbette dappertutto, il peperoncino ci ha svegliato ad ogni cucchiaiata e il vino ci ha rilassato mentre ci destreggiavamo tra la folla che aumentava e aumentava.


Aglio, olio e fagioli


La sagra è molto conosciuta, il fatto che vada avanti da 40 anni ha sicuramente contribuito a renderla, nell’immaginario collettivo, un appuntamento fisso in un novembre che non brilla per ricchezza di eventi, di conseguenza le persone si moltiplicavano e in poco tempo lo snodo principale tra la piazza e le lagane era totalmente invaso. Consiglio personale, soprattutto se è domenica…non andate agli eventi alle 13.00. Partire un po’ prima o un po’ dopo può cambiarvi la giornata in positivo, specialmente se siete una famigliola con passeggini al seguito, è abbastanza intuibile come concetto!

Dribblando un centinaio di persone, continuando a percorrere al contrario tutto il menu ci addentriamo nel girone della scarola. Lunga, lunga fila, ma per fortuna la semplicità del piatto permette rapide somministrazioni e la catena di montaggio delle cucine cerca di non rimanere mai ferma. Quando tocca a noi becchiamo il piatto finale, quello più ricco, dato che eccedeva la porzione minima garantita ma non era abbastanza da permetterne due. Anche qui doppio vino e gustiamo il piatto poco vicino, passando sotto una cascata di pomodori freschi e peperoni secchi, svaccando su delle fredde scale di marmo.

Anche in questo caso il piatto sorprende per i suoi sapori semplici, ma tutti esaltati dalla qualità di base degli ingredienti. Olio, fagioli, peperoncino, tozzo di pane (e scarola).


Arrivati a questo punto è necessariamente il momento per il piatto forte, la pasta.
In realtà considerato che il fagiolo andrebbe quasi gustato in senso assoluto forse i piatti forti sono quelli con la scarola o con i tozzetti di pane? Non saprei, ditecelo voi. In ogni caso la pasta è una laganella corta, cottura giusta, cremosa, ricca di…olio, fagioli, aglio. Qui non ricordo se abbiamo messo il peperoncino ma mi sa di no. La gustiamo al solito scaraventati sul primo portoncino possibile (con tutte queste persone è cosa rara trovare una panchina, ma non è un problema) e troviamo il piatto molto soddisfacente, come tutte le proposte che l’hanno preceduta.


Sagra del fagiolo di Controne, 50 Kalò & considerazioni


Ci eravamo quasi scordati dell’ospite dell’edizione 2023. Parliamo di Ciro Salvo e del suo leggero impasto, che l’ha reso famoso a livello nazionale. Per la Sagra del fagiolo di quest’anno, il pizzaiolo napoletano propone una pizza fritta con una densissima crema di fagioli, resa di un colore argilloso da un po’ di concentrato di pomodoro. La richiesta è tanta, la fila parte dalla grande aiuola nella grande piazza.

Paradossalmente non proviamo questo piatto, avessimo dovuto fare un’ora di fila non saremmo stati in grado di provare tutto il resto e di fare le foto/video necessarie. E onestamente perfino io questa volta ho vergogna di saltare la fila e temo decisamente il linciaggio, quindi ci siamo accontentati di scorgere i volti soddisfatti degli astanti per renderci conto che il piatto era gradito. Anche qui mantenuta la tradizione del vinello omaggio con la fettona di pizza fritta-ma-non-unta.

Troviamo che la Sagra del fagiolo di Controne sia un evento per palati fini.
I gusti, come più volte ripetuto, sono tradizionali, semplici, ad un’occhiata fugace anche banali, ma è inevitabile, se si possiede il minimo senso del gusto, restare colpiti ogni volta dalla bontà, alternata, vuoi dell’olio, vuoi del fagiolo.

La partecipazione forte alla sagra aiuta a creare un clima conviviale, fa piacere vedere in giro famiglie, amici, persone intrappolate in fila che riconoscendoci ci hanno affettuosamente maledetto (ragazzi, dovete partire prima di casa!) e suoni da tutte le parti. Concertini e band itineranti e una grande scelta di dolci fanno il resto. Alla prossima sagra del fagiolo!


Falco

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