Birra in villa – Castel San Giorgio (SA)


Birra dolce e aspre polemiche (o viceversa?) nella nostra visita a Castel San Giorgio, ecco il (lungo!) resoconto delle tante cose successe ieri a Birra in villa. Gradite e non.

– Tra una birretta e l’altra ci riposiamo sulle scale del portico


Martedì? Inizia il weekend!


Questa storia che il weekend inizia Martedì è confermata dal fatto che il Birra in Villa di Castel San Giorgio finisce di lunedì, per la precisione ieri.

Per testare questo evento che ci ispirava qualità io, Sir Ciurillo e un collaboratore e amico amante di sagre e mangiate quanto noi ci siamo partiti alla volta del borgo.

Raggiunto con estrema facilità abbiamo avuto qualche dubbio su dove si trovasse il palazzo perchè di cartello per segnalare l’evento in tutta San Giorgio non ne abbiamo visto manco uno, ma una volta trovato abbiamo parcheggiato felicemente e in modo gratuito e ci siamo lanciati all’interno del palazzo.

Abbiamo scelto la formula della degustazione (ricordiamo che l’ingresso è gratuito ma per usufruire dei servizi ovviamente si paga) di 5 birre per un totale di 10 euro.

Un prezzo più che onesto se si considera che in teoria il bicchiere è da 20cl e che 5 di essi raggiungono quasi il litro, trattandosi inoltre di birra artigianale, alla spina, la qualità è garantita, in teoria.


C’è del paradossale nel mio bicchiere


A cominciare dall’ingresso però cominciano a palesarsi una serie di situazioni strambe.

Per quella che forse può sembrare una presa per il posteriore mi trovavo un ammontare di spicci in tasca tale da raggiungere quasi un 20 euro, insomma sembravo lo sceriffo di Nottingham.
Ma suppongo che al brutale sceriffo nessuno abbia detto, con un fare di scherno, che tutti quegli spiccioli erano un gran rottura, perchè è quello che è successo a me quando ho provato a pagare.

Il baffuto signore all’ingresso ha avuto da ridire in più di un’occasione sul mio metodo di pagamento, e comunque parliamo di una serie di 1 e 2 euro, non certo di 5 centesimi, altrimenti sarei dovuto arrivare con una carriola; ma anche se fosse la sua insistenza è stata tale che se dapprima pensavamo stesse scherzando sul finire gli ho dovuto chiedere se i soldi gli facessero schifo, perchè in tal caso me li sarei ripresi volentieri.

Insomma, essere accolti con delle polemiche inutili non è un bel biglietto d’ingresso, ma si sa, non è che per una persona sgorbutica si pregiudica tutto un evento, quindi dandoci poco peso siamo andati avanti con i nostri bei bicchieri lucidi pronti ad essere colmati di birra.


Un giro di perlustrazione preliminare


Prima di aggredire gli stand provenienti da tutta la Campania ci siamo fatti un bel giretto di perlustrazione, superate le postazioni di spillatura si apriva una carina nicchia all’aperto con divanetti in chiaroscuro e un’antica struttura in pietra ampia, bella e perfettamente illuminata dove si poteva stuzzicare con, tra le altre cose, tiramisù alla birra (birramisù!) e pizzelle, sempre gradite.

Il chiacchiericcio era diffuso e c’era la giusta presenza di persone di tutte le età, sopratutto se si considera che era l’ultimo giorno di festa e oltretutto che era lunedì.
E’ arrivato il momento di bere, la scelta è ampia e scegliamo a caso, vengo attratto da una bella bionda, e anche da una birra, la quale è al fiano, un trittico di tre delle mie cose preferite!
Sir Ciurillo già mi percula, “Una via di mezzo tra birra e vino? Contento tu!”, ma mi intriga.

Alla postazione ci guardano come fossimo pesci rossi in boccia.
Noi non parliamo, loro non parlano.

Finalmente indico la birra aspettandomi un’introduzione, qualcosa, insomma, sono mastri birrai e questa è una degustazione, qualcuno mi spiegherà pur qualcosa?

Ma invece no, e a quanto pare di mastro c’è poco, dato che la birra viene versata alla buona (ma anche alla cazzo) e si presenta non solo senza spiegazione, ma anche senza schiuma e piena di bolle, sembra che sto bevendo dello Svelto.

E inoltre puzza. Che il fusto fosse finito? Che la birra al fiano non presenti schiuma?
Non lo sapremo mai, perchè nessuno si è degnato di spiegarlo.

Sir Ciurillo sghignazzando prende una blanche, allo stesso stand, ma subisce la stessa sorte. Siamo stati sfortunati?
Beviamo sotto sforzo, e vi assicuro che non siamo tipi da fare complimenti con l’alcol e ci rifacciamo sotto per un secondo round.


Una serie di sfortunate spillature


Altro stand a caso, anche qui non ci viene spiegato niente.

“Questa è una birra speziata, ed è speziata, senti le spezie”
Ok, che ci sono le spezie è chiaro.

“Questa è una IPA, questa è una bionda.”
Alla grande, diciamo che è come mettere me in un concessionario al reparto vendite, ogni macchina con 4 porte è una Punto, per quanto poco ne capisco.

Ci versa una birra a testa, un bicchiere riempito a metà, uno pieno di schiuma e uno normale, ma senza schiuma.

A questo punto sembra davvero che siamo su una candid camera. Ma com’è possibile che ad una degustazione non sappiano spiegare il proprio prodotto e spillarlo decentemente?

Siamo nel 2018, ormai chiunque sa versare una birra.
Anche questa birra non ci esalta, sicuramente il fatto che sia stata versata male influisce molto, ma è un passo avanti rispetto a quella di prima che sapeva di diesel.

Un pò sconfortati decidiamo di mangiucchiare qualcosa prima di bere ancora, ma è tutto finito. Alle 22:30.
Alle 22:30 non c’è più niente da mangiare, addirittura stanno gia smontando tutto, ma com’è possibile se l’evento dura almeno fino alle 24?

Una cosa del genere successe anche a Torchiara, in un altro evento, vennero sopraffatti dalla gente, non si aspettavano una folla tale e finì tutto.
Non è una scusante, ti sei organizzato molto male se finisci tutto 2 ore prima, inoltre non c’era tanta di quella gente da lasciar supporre un assalto ai forni?

Qui non siamo allo strike 2, ma quasi al 5.
Cominciano a girarci le scatole.


A stomaco pieno si ragiona meglio


Usciamo dal palazzo perchè fuori abbiamo notato una rosticceria e per fortuna i gentilissimi gestori di Pummarò ci preparano una margherita al volo (e ci regalano anche le polpettine di melanzane )

A fine pasto col segno della croce torniamo dentro, finalmente le cose cominciano a girare per il verso giusto.

La gentile signorina dei toscanelli ci regala qualche sigaro e qualche gadget simpatico, scegliamo una nuova birra allo stand LAbirraartigianale di Faicchio, in provincia di Avellino e finalmente troviamo un ragazzo che ci spiega tutto alla perfezione con simpatia e professionalità, che ci versa una signora birra con una schiuma così densa e profumata che la indosseresti come fosse un maglione e che sopratutto si rivela buonissima!

Ce la gustiamo sui gradini esterni mentre sfumacchiamo, anche qui l’atmosfera, come in tutto il palazzo, è veramente gradevole e rilassante, ma un pò di musica avrebbe aiutato, magari anche qualche candela in più sarebbe stata ben accetta.

Anche per la 4° birra torniamo allo stesso stand, idem per la 5°, che barattiamo in una birra in bottiglia da bere a casa.
In altri tempi non sarebbe successo, ma diamine, è lunedì.


In sintesi?


Dunque, Birra in Villa è un evento che ci è piaciuto, anche se si è impegnato per perdere punti quasi fosse un boicottaggio.

Non esiste che si piantino grane agli avventori all’ingresso, non esiste che agli stand non spieghino niente e che spillino stra-male, non esiste che alle 22.30 sia finito tutto il cibo e che, in risposta alla nostra domanda su se fosse rimasto qualcosa ci viene dato con un occhiolino il biglietto da visita di un ristorante del paese. Ma cos’è, una presa per il culo?

Per fortuna le grandi potenzialità della serata, la piacevole atmosfera del palazzo, la frescura, il piacere di una birra accompagnata ad un sigaro, la gentilezza e la disponibilità di alcuni e la professionalità di altri ci ha convinto a tornare, potendo, anche l’anno prossimo.

Speriamo che qualcuno dell’organizzazione legga questa luuuuunga recensione e che sappia imparare da questi piccoli incidenti perchè Birra in Villa ha tutte le potenzialità, sulla carta, per diventare un evento fisso dei nostri inizi d’estate.


Falco


La pagina degli organizzatori:

Birra in Villa


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– Tutto il racconto di Birra in Villa dalla nostra pagina FB


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