La taverna del buongustaio | Agriturismo – Trentinara (SA) – Tavolo Riservato


Un invito assai gradito giunge in redazione.
Il Trono di Sagre è richiesto a Trentinara ospite de La taverna del buongustaio, che ha fatto il grosso errore di volerci ospiti per cena. Si cancellino tutti gli impegni, si va in Cilento, si va a cena!


Il menu è lungo


Una delle premesse che preferiamo, quasi fosse un po’ un invito un po’ una sfida è quella sorta di avvertimento che precede molte delle nostre cene.

“Ragazzi, il menu è bello lungo”

Ci scocchiamo prontamente l’apparato digerente, siamo pronti, ma prima di iniziare a sciorinare la solita sequela di piatti e gusti mi va di ringraziare il titolare, Luigi Mauro, che, specificando di apprezzare il nostro stile e di conseguenza il nostro lavoro ci ha dato la possibilità di essere amici, ospiti, partecipi e critici della sua proposta culinaria.

Grazie Luigi, mangeremo anche sedie e tavoli, lo prometto.

Comunque, prima dell’antipasto, come entrée, arrivano tre fettone fumanti di torta rustica bella farcita e ricca d’uovo con la quale buttiamo giù il primo bicchierone di rosso della casa. Un bel vino paesano che una volta ossigenatosi risulta piacevole e di grande accompagnamento (se ne accorgerà Corvo sul finale).

Dopodichè, rapidamente, giunge l’antipasto vero e proprio:
Prosciutto, capocollo e salame di cinghiale, doppio bocconcino di Capaccio, un assaggio di verdure grigliate e poi un bel trittico di “caldi” in sequenza tra peperone crusco ripieno (alici, pane, capperi) mulignane mbuttunate (per fortuna un solo medaglione), funghi saltati in padella (gallinacci e chiodini, belli carnosi) e la mia parte preferita del piatto: zucchine arrecanate.

La taverna del buongustaio, Antipasto
– L’antipastino, spicca il peperone crusco farcito


Il prevedibile momento del tris di primi


Come primi il buon Luigi, che ogni tanto tra una servita e l’altra si ferma a chiacchierare con noi, accertandosi che siamo sbronzi il giusto, ci propone: Lagane e ceci, Raviolo di ricotta al sugo, Spaghettone con guanciale, pepe, formaggio e datterino.

La lagana capita a fagiolo (anche se è con i ceci) poichè proprio un articolo fa si parlò delle profonde differenze che qualche km può indurre in questo piatto così tipico delle nostre parti.
La proposta de La taverna del buongustaio è quella di una lagane e ceci molto brodosa (anche se non “sciacquata”, mantiene infatti una certa crema consistente) con erbette e poco forte.
Ovviamente è buona, fatta in casa, e conferma che su questo primo piatto in particolare ci si potrebbe scrivere un libro (forse lo farò)


Il raviolo è un classicissimo. Anch’esso fatto in casa, l’ho trovato molto delicato, nel classico mix tra la dolcezza della ricotta e il sugo non invadente.

Il vero protagonista però, il piatto che ruba la scena, è lo spaghettone.
Lo spaghettone non me lo aspettavo.
Apparantemente è una gricia (pasta lunga rugosa, che trattiene, formaggio sapido a scaglie, pepe e guanciale) ma è stato aggiunto il datterino giallo che con la sua dolcezza sgrassa ad ogni forchettata la lingua.
Quindi mastichi, gusti, ripulisci, riparti. All’infinito.
Con qualche sguardo complice concordiamo che un giorno si tornerà per gustarsi una bella pirofila solo di questo.

La taverna del buongustaio, raviolo
– Il raviolon


Qualche assaggino di carne…


Luigi ha scelto di non ucciderci stasera e ci prepara principalmente due secondi con l’inganno di un contorno da ko.
Si tratta di una ciambottona classica, bianca, che introduce una tagliata molto sottile di carne di vitello al sangue (con rucola, glassa di aceto balsamico e parmigiano) e uno sfizioso e altisonante involtino di capocollo di maiale con formaggio. Ah beh.

Fortunatamente nonostante il timore entrambe le portate si rivelano molto delicate.
La carne di vitello è perfetta e l’insalatina con parmigiano e glassa aiuta anche in questo caso a ripulirsi le fauci, mentre il capocollo nonostante il trappolone del formaggio all’interno è anche’esso non dico light, ma affrontabile.


Dopo una pausa aria fresca, nella quale ne approfittiamo per conoscere ancora un po’ la storia di questo ristorante a conduzione tutta familiare, Luigi ne approfitta anche per mostrarci il forno a legna per pizze, di stampo napoletano moderno, che a breve tornerà in funzione. Con attenzione, nonostante l’esser sazi, ascoltiamo le proposte della “pizzeria”. Urge probabilmente un terzo ritorno.


La taverna del buongustaio, in sintesi…


Risulta molto facile esprimersi in merito alla qualità della nostra serata presso La taverna del buongustaio, in sintesi era davvero tutto buono.
Ho constatato la presenza di diverse eccellenze (a mio gusto personale sicuramente lo spaghettone e il raviolo, insieme alle zucchine arrecanate, per esempio) e niente NON è stato di mio, anzi di nostro gradimento.

Dopo il 15 minuti d’aria c’è stato anche spazio per provare qualche dolce (una ricotta e cocco, una cubana classica a cioccolato e una torta alla crema) e un limoncello della casa.

Per dovere di cronaca riporto che un pranzo del genere, compresa acqua, doppio litro di vino e coperto, è sui 30 euro a testa circa, che, considerata la qualità di fondo, il buonumore provato durante l’esperienza, e quanto boccheggiasse Corvo a fine serata, ci sembra un prezzo giusto.

Ci rivedremo presto.


Falco


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