Il Sorgituro | Agriturismo – Postiglione (SA) – Tavolo Riservato


Quella di Sorgituro è una nuova gestione che parte dal fantastico presupposto di una posizione privilegiata tra i boschetti e le fonti di Postiglione (SA). Protetti dagli Alburni, Vito e famiglia si adoperano per confermarsi una certezza in questi tempi inquieti, con un pubblico che è già diventato internazionale.
Nel grande spazio verde che circonda l’agriturismo c’è spazio per tutto, da un orto a un pollaio passando per casette adibite a b&b e anche un grande prato per il campeggio. Ma se vi state chiedendo “si, ma come si mangia?” allora è il momento di passare al prossimo capitolo.

Sorgituro, otre
– Un otre pieno di delizie: Verza, fagioli di Controne e peperone crusco


Una luminosa accoglienza


Appena entrati, lasciandovi alle spalle la fonte che introduce l’agriturismo, la prima cosa che vedrete dopo il cancello sono i solidi Alburni alla vostra destra, i quali competono in bellezza con la fila di cipressi dal lato opposto.
Il lungo viale funge da premessa a quella che sarà la vostra giornata in questa “piccola” oasi silenziosa (nonostante il pubblico da tavolino non manchi) e subito dopo aver parcheggiato vi ritroverete per qualche minuto a contemplare tutto ciò che vi circonda, stupiti dalla vastità di questo verde giardino.


All’interno le cose non cambiano. Sorgituro è stato arredato con molta cura per dimostrare un aspetto più vissuto e familiare possibile, sembrerà infatti di essersi ritrovati la domenica a mangiare alla casa di campagna dei nonni.
Una casa però molto ben tenuta, con fiori, un camino sempre acceso e cura per i piccoli dettagli.

La saletta dove si trova il nostro tavolo sembra esser stata arredata apposta per noi, è carinissima.
Un po’ più piccola delle altre due sale, con di fianco il camino (apprezzatissimo), qualche mimosa e un raggio di sole che penetra dalla finestra alle nostre spalle. Perfetta.


Cominciamo dagli antipasti


Come ogni buona volta che siamo invitati a pranzo/cena lasciamo che sia il nostro ospite a scegliere cosa farci provare e immediatamente Vito piazza 4-5 portate, con 1 litro di vino a braccetto, per mettere le cose in chiaro fin da subito.

La prima portata è un colorato tagliere di salumi e formaggi locali (non tutti di produzione propria, per ora! Sarà il next step quello di trasformare Sorgituro in una fattoria didattica, tra le altre cose) di cui ho apprezzato particolarmente la pancetta. Ottima ed unica nel suo genere. Ad accompagnare i formaggi anche una confettura di arancia e dei peperoni cruschi da sgranocchiare.

Sorgituro, tagliere
– Il colorato tagliere


Insieme al tagliere piombano in tavola anche dei cubotti di frittata con erba cipollina, una parmigiana e dei cavolfiori gratinati. La frittata era bella alta e soffice, ottimi anche i cavolfiori che non erano mai molli ma erano bensì rimasti croccanti e abbrustoliti dal forno, e addolciti dalla besciamella. Della parmigiana ho apprezzato molto l’aspetto rustico.
Erano perfettamente distinguibili infatti i diversi livelli, o piani, belli spessi e carnosi, piacevoli da tagliare e inforchettare, rivelandosi anche abbastanza gentili di sale…


In progressione, un uovo fritto (fresco di pollaio) con tartufo & peperone crusco, delle pizze fritte classiche con pomodoro e formaggio grattugiato (molto buone, fragranti), polpettine di broccoli e un piccolo otre colmo di verza e fagioli di controne.


Il tris di primi


Con la solita scusa dell’assaggiare di tutto un po’ praticamente l’antipasto già si fa sentire ma sappiamo che ci aspettano ben 3 “”assaggi”” di pasta (che si riveleranno quasi 3 piatti di pasta cadauno) e il primo a piombare in tavolo è un grande classico: pasta e fagioli.

I tubetti, celati da una nevicata alla crema di fagioli, sono rintanati anch’essi in un piccolo otre piacevole da scavare e da cui escono 2 bei piatti abbondanti, sui quali spezziamo un altro peperone crusco, che ormai è usato e divorato con la frequenza di un pezzo di pane.

Sorgituro, Pasta e fagioli
– Pasta e fagioli


Gli altri due piatti sono delle classiche pappardelle in bianco, con funghi, e dei ravioli al sugo.
Mi è rimasto impresso il sugo del raviolo, che si era perfettamente caramellato tanto da sembrare una coulis (di pomodoro). L’addetto ai primi dev’essere sicuro un salutista dosato perchè non c’era traccia di eccessi di sale in nessuna delle tre portate (e nella parmigiana).


Agnello alla birra!


Non vedo l’ora di provare questo rollè di agnello al forno, di cui tanto si parla, che come se non bastasse è cotto e marinato nella birra. Vito con grande misericordia ce ne porta solo un assaggio, su nostra richiesta, allegando una fettina di roastbeef e del purè di patate.

In questa sezione del pasto ho gradito tutto, partiamo da qui.
Buono il rollè di agnello, arrostito al punto giusto, con una crosticina croccante e una morbida crema di birra e fondo di cottura, da sbocconcellare con il purè, di gradevole consistenza.
Molto ben preparato anche il roastbeef che ho trovato molto delicato e tenero, tanto che si poteva tranquillamente spezzettare con la minima pressione della forchetta.


Per i dolci proviamo due classici, una sbriciolata con frutti di bosco e crema ed un plumcake con cioccolato e confettura d’arancia.
Siamo entrambi satolli ma talmente concentranti sui nostri dolcini che praticamente ci dimentichiamo di assaggiare il piatto l’un dell’altro, che alti livelli di ingordigia!

Quindi, non saprete mai com’era la sbriciolata (ma Corvo dice “Buona”) ma posso rassicurarvi col plumcake.
L’ho trovato un dolce molto semplice, ideale per il contesto, che porta scritto un “FATTO IN CASA” in fronte a caratteri cubitali. Il plumcake non ti strozza affatto, anzi, si accompagna al cioccolato (allungato al rum? Anice? Sa un po’ di pasticella!) e ad un’arancia caramellata che lo eleva dal semplice status di dolcetto tradizionale.
Se non si fosse capito l’ho apprezzato.


Sorgituro, in sintesi…


Dopo ben 2 ore e mezza seduti in tavola, con i tavoli che nel frattempo avevano completato un ricambio totale di persone, ci siamo concessi amaro e caffè e una piccola passeggiata in esterna, accompagnati da Vito che ha finalmente un po’ di tempo libero per raccontarci un po’ come è iniziata tutta questa avventura.

Un paio di foto insieme e poi andiamo in esplorazione a vedere il pollaio (limitativo chiamarlo in questo modo) con una piacevole coesistenza di oche t-rex (con loro piccolo bagno e stagno privato), un enorme tacchino e delle felici pollastre. Con tutto lo spazio che c’è ne uscirà una gran bella fattoria che non vediamo l’ora di rivedere, al nostro pronto ritorno!


Falco

Link locale
– Clicca per visitare il FB d Sorgituro!

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