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Birra in borgo – Sant’Egidio del Monte Albino (SA), Una passione tra amici che diventa evento

Birra in borgo – Sant’Egidio del Monte Albino (SA), Una passione tra amici che diventa evento


Birra In Borgo è un’evento nato dall’amore e dalla passione di alcuni amici, verso il proprio paese. Serate allietate da tanta musica e fiumi di birra che scorrono, nella magnifica atmosfera di Piazza G.B. Ferrajoli, a Sant’Egidio del Monte Albino (SA), rendono Birra In Borgo un evento a cui non si può rinunciare.

Birra in borgo, a Sant'Egidio del Monte Albino
– Birra in borgo, a Sant’Egidio del Monte Albino, dal 18 al 21 Agosto 2022

Le birre artigianali e la gastronomia


La quinta  edizione di Birra In Borgo valorizza la birra artigianale e l’enogastronomia tipica con concerti live e spettacoli. 
Vicoli e cortili popolari e corti di palazzi nobiliari si trasformano in location originalissime per degustare birre artigianali, e prodotti enogastronomici che esaltano le qualità tipiche del territorio.
A seguire concerti live con esibizioni di gruppi emergenti ed altri affermati e quella spensieratezza che accompagna i tanti visitatori che nelle quattro giornate affollano il borgo vicinissimo alla rete autostradale, l’uscita è Angri Sud, e autentica porta della Costiera Amalfitana con l’incrocio verso il Valico di Chiunzi.

Birra in borgo, birre
– Alcune birre presenti nelle passate edizioni

Cultura del buon vivere con un birra fresca e ristoratrice per godere di uno dei borghi più suggestivi della nostra regione. L’organizzazione sta lavorando per allestire spazi e offrire il massimo comfort per l’evento che come ogni anno attira sempre più visitatori.

– Uno spot dell’edizione 2019
Birra in borgo, copertina evento FB
– Clicca per avere informazioni nell’evento ufficiale!

– Falco

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La Fusllata – Valva (SA) – 2022

La Fusllata – Valva (SA) – 2022


La Fusllata di Valva è un evento che si tiene solitamente agli inizi di Agosto (quest’anno le date erano il 6 e il 7, quindi se volevi farci il pensierino mi sa che ti tocca aspettare il 2023!) e che omaggia uno dei prodotti simbolo di comune e provincia: il fusillo.

Fusllata, fusilli
– Un paio di tonnellate di fusilli


La Fusllata


Prima di fiondarci con la testa nel piatto come al solito Annalisa ci porta a fare due passi nel centro storico (che poi è praticamente tutto il centro). Ci lasciamo alle spalle la nota Villa D’Ayala che ho avuto la fortuna di vedere già in due occasioni e procediamo come prima tappa a goderci un ampio panorama.

Tra le montagne e il cielo a tinte rosa (quest’anno stiamo facendo incetta di tramonti) osserviamo la linea immaginaria che separa la provincia di Salerno da quella di Avellino.
Di fronte a noi, come luminosi step del più classico dei GDR spiccano Caposele, Calabritto, Senerchia e la sua valle e infine Contursi. Ad ogni paese per deformazione professionale abbiniamo una sagra, sorprendente quanto ci sia intorno a noi, siamo a 1 anno sagra da tutto!


Passeggiare per Valva è estremamente gradevole poiché se becchi il vicoletto giusto avrai un piacevole venticello rinfrancante che ti attira all’interno. Con alle spalle la Chiesa Madre e una caratteristica ruota da macina procediamo dritti e la prima tappa è il collegio dei fusilli. Qui riposano ordinati i fusilli della giornata (parliamo di 1 tonnellata di sola farina, ragazzi) e molti altri se ne aggiungono poiché vengono lavorati in continuazione nuovi impasti per far fronte alla grande richiesta del pubblico.


Già da queste immagini possiamo percepire cura e caratura di quest’evento.
La Fusllata di Valva è un evento che possiamo definire piccolo (rispetto al panorama di sagre estive) e che cova ambizioni di crescita, ma vi spoilero già che per il gusto che abbiamo saputo ritrovare, per l’accoglienza che ci hanno dimostrato e per il piacere delle passeggiate nei vicoli unite all’attesa minima in fila (proporzionata alla fila) io spero che non cambi mai di una virgola.


I piatti e le piazze


L’evento si svolge principalmente su due piazze, collegate naturalmente da un immaginario cerchio di vicoletti che vi invito a scoprire. Alzando o abbassando lo sguardo noterete incisioni di migliaia di anni, archi di pietre che sbucano chissà dove e chissà perché, una grotta in pieno centro ricoperta di vegetazione, il vecchio campanile e i numeretti rossi presenti su ogni blocco di pietra di ogni portone che sono stati fondamentali dopo il terremoto a ricostruire con ordine tutto.


Per evitare un improvviso calo di zuccheri (nonsiamaiiii!) Annalisa ci rifornisce di taralli e vino.
Il vino lo ricordavo benissimo dalla NIB (Notte in bianco, altro evento estivo di Valva) e scende giù che è un piacere, infatti in seguito ne metteremo a centro tavola 1 litro e mezzo bevuto come fosse acqua.
Non è da meno il tarallo che ha un gusto di forno a legna che gli dona un aroma unico.
Il tarallo viene servito anche nel menu completo insieme a un sapido ed apprezzato formaggio, si conclude così un ideale trittico col vino che vi invito a non sottovalutare!


Proseguendo nei vicoli si arriva alla piazza del campanile (nome dato da me, ma tanto le piazze 2 sono, non vi potete sbagliare) e qui c’è musica leggera italiana, ma anche moderna (a Valva alternano molto a seconda degli anni i generi musicali, per fortuna optando al massimo tra vecchi classici e folk, quindi in quest’oasi felice non c’è Shakerando). In questa piazza si distribuisce il vino, segnatevelo.


Parliamo di fusilli


I fusilli possono essere gustati in tre diverse versioni: al sugo semplice, al ragù di cinghiale, in bianco con porcini. Sono tutti eccellenti, quindi andate sul sicuro. Non voglio manco far finta di imbastire critiche e commenti tecnici, sono tutti buoni e di alto livello, fine.

Bontà nella bontà però devo dirvi che sono rimasto sorpreso veramente in positivo in particolare da quelli in bianco coi funghi. Hanno tirato fuori una cremosità e un profumo sul quale imbastire probabilmente una sagra a sé, provateli.


Nel menu completo è presente anche un piatto di…verdure? contorni?
E’ praticamente un altro piattino completo che fa da contorno solo di nome nel quale troverete una spessa e umida frittata (ottima), dei funghi (molto carnosi) e delle verdure saltate in padella che rivelano una croccantezza che non trovi in un ristorante qualsiasi. Quest’ultime erano eccellenti.
Recensione (racconto!) più facile di sempre.

ALTRO PIATTINO altra pietanza. Uno spezzatino con piselli che…indovinate un po’? Si, è molto buono.
Cremoso, tenero, perfettamente amalgamato, si accompagna col pane fresco e fatto in casa presente sempre all’interno del menu, ideale per scarpettare, non tralasciatelo.

A scelta potete optare anche per una sfrionzola classica, non per questo da meno qualitativamente al resto del menu.

Ah, si, c’è anche la zeppola. Ci dicono che la zeppola per notorietà se la batte alla pari col fusillo. Nonostante fosse bella, buona, paffuta e soffice, benché mantenesse una decisa consistenza interna, per me vince il fusillo.

Fusllata, zeppola
– La zeppola


Conclusioni al mandarino


Per via delle tante cose da provare (ci hanno farcito come tacchini) ho tralasciato alcuni aspetti che vanno sottolineati e che avevo accennato prima.
Il piacere, la naturalezza e la gentilezza con cui siamo stati accolti è difficile da credersi.
Persone che interrompono il loro lavoro di giorni per mostrarci i prodotti di cui sono fieri e che curano come fossero loro figli, che ci invitano nelle retrovie per scoprire come si cuoce questo e condisce quello, orgogliose e curiose di sapere cosa ne pensiamo, manco ci ponessimo come critici (al massimo come affamati, su quello non deludiamo mai).

Sono cose possibili solo in un evento e una comunità con ritmi ben scanditi e decisamente più lenti e controllabili di quelli di una grande organizzazione, e lo comprende anche il pubblico.
Soprattutto quando assaggia!
Era tutto spettacolare, peculiarità che abbiamo constatato solamente in altri eventi che fanno gli stessi numeri, ma è naturale. Cambia la cura, cambia l’attenzione, è tutta un’altra cosa.

– Il Trono di Sagre e Il Gruppo Amico durante le celebrazioni di fine e riuscitissimo evento


Addirittura ci siamo infilati anche nella foto di gruppo dove abbiamo provato un amaro al mandarino per pochi eletti, offertoci con grande garbo dal presidente del comitato, se potete procuratevelo in qualche modo.
Auguro a Valva di scegliere la via che preferisce, col grande onere di mantenere un livello qualitativo così alto!


– Falco

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Festa medievale San Martino – Montecorvino Rovella (SA) – 2022

Festa medievale San Martino – Montecorvino Rovella (SA) – 2022


Nella frazione omonima di Montecorvino Rovella (SA) si tiene la Festa Medievale San Martino.
Quella di quest’anno è una 2° edizione siccome dopo il primo fortunato tentativo l’organizzazione ha dovuto fermarsi per due anni per i motivi noti.
L’evento si terrà dal 5 al 7 Agosto 2022.


Il nostro medioevo


Nonostante una cura capillare di molti particolari il vicolo che ospita l’evento (900 dignitosi metri di festa) presenta un solo sito realmente appartenente al periodo preso in esame, la chiesa di San Filippo, appartenente al XV secolo.

Si è scelto comunque di celebrare questa particolare data poiché lungo il percorso sono presenti strutture ed abitazioni, talvolta abbandonate dalla popolazione (seppur per la maggior parte curate) risalenti tranquillamente al 1700, 1800 e così via.
Il salto nel passato è un modo per tener viva l’attenzione su una strada ricca di storia che rischia di passare altrimenti inosservata e dimenticata.


L’evento è ricco di particolari, basti osservare gli stendardi in legno che portano il nome di ogni taverna o punto ristoro che si trova durante il percorso. I drappi, i segnali stradali, le balle di fieno ma soprattutto gli spettacoli. Impossibile non citare anche le monete che si sono presi la briga di coniare A MANO e che potete cambiare nei tre diversi banchi di cambio presenti, imperdibili.

Il vero punto focale, dicevo, sono infatti i diversi spettacoli che si alternano nelle tre piazze principali del percorso.
Durante il corso di questa edizione osserverete il suggestivo scambiarsi di figuranti e di danze. A partire dall’irriverente gobbo passando per l’artista del fuoco Nino Scaffidi.


Uno degli artisti itineranti che più ho apprezzato è quello dei Viandanti di Montevergine. Un gruppo in costume che si esibiva in danze da corti medievali con tanto di musiche d’epoca. Da amante personalmente sia del fascino delle corti che di questo tipo di melodie non ho potuto fare a meno di fermarmi ogni volta che li incontravo.


Il menu ricercato della Festa Medievale San Martino


Nonostante la Festa Medievale San Martino non punti ad essere un evento gastronomico (o una sagra) ma bensì un carosello da osservare per stupirsi e divertirsi, il parco di pietanze offerto è degno della cura dimostrata dagli organizzatori in tutti gli altri ambiti.

Abbiamo due primi diversi: Fusilli al tartufo (7€) o Fusilli con zucchine e guanciale (5€).
Entrambi i piatti sono abbondanti. Il più sfizioso dei due è indubbiamente la variante al tartufo. Il costo non è popolare ma il tartufo c’è, si vede e si sente pure.
Questa è l’unica taberna dove potreste incontrare un po’ di fila data la grande affluenza. A onor del vero sfortuna ha voluto che dovesse esserci il ricambio della pasta proprio quando toccava a noi, perché per il resto è filata via liscia senza mai grosse attese.

Festa medievale San Martino, Fusilli al tartufo
– Pioggia di tartufo


Altre pietanze da provare sono il caciocavallo impiccato con tartufo (4€) e il pan tuost’ con fagioli (4€ con vino omaggio).
Benchè il cacio sia il simbolo perfino della nostra pagina uno degli alimenti che più mi ha colpito (insieme al vino con le percoche che si trova nell’ultima piazza, 2€) sono proprio i fagioli.

Lo stand in legno si trova in un piccolo atrio circondato da abitazioni. Il piatto è abbondante, tanto da risultare anche bello peso, componibile (vengono serviti fagioli sul pane e si può scegliere di condire con pomodori, cipolla, aglio, peperoncino in olio o piccante etc.). Sicuramente di gran gusto.

Fagioli e pan tuost
– Carosello di fagioli


Lo spezzatino di cinghiale va letteralmente a ruba. Le quantità sono limitate perché come dicevo l’aspetto del cibo non è uno dei punti principali su cui punta l’organizzazione, non è una festa dove ci si viene ad abbuffare. La scelta è stata quella di avere diversi elementi di qualità ma in dosi limitate. Neanche noi, che ci siamo colpevolmente attardati convinti di avere più tempo, siamo riusciti a provarlo!


Mercatini, mostre e Falconieri


Oltre a stand di birra artigianale (ottima) alla spina durante il percorso è possibile anche trovare qualche piccolo esempio di mercatini artigianali, dai dolciumi alla lavorazione del legno.
Una delle mostre che colpisce di più è quella delle armi medievali ed armature.

Il curatore è un vero appassionato del periodo e ha realizzato egli stesso i vari trabocchi, baliste, arieti e torri che potrete ammirare esposti nel piazzale.
Sarà ben felice di scambiare con voi qualche osservazione sul suo lavoro, non temete di chiedere.


I Falconieri dell’Irno sono stati un altro dei vari spettacoli educativi e di sicuro effetto della Festa.
Il loro show di barbagianni, poiane, falchi e gufi ha creato una folla di curiosi e rispettosi appassionati del mondo dei rapaci. Insieme all’eleganza dei rapaci l’occasione è stata sfruttata anche per fare un po’ di divulgazione, che non fa mai male.

La Festa Medievale di San Martino è dunque un evento peculiare per le caratteristiche espresse.
Non è facile trovare nei paraggi un’organizzazione che non decide di giocare facile e non puntare sul cibo.
Caparbiamente, invece, si è deciso di dare tutto sulla cura degli spettacoli innanzitutto e in generale su una sensazione di voler crescere e migliorarsi per diventare un punto di riferimento per gli eventi del genere, e della zona.
Certo, dopo due anni di stop e una sola edizione non era facile tornare in grande stile e qualche postazione un po’ scarna di addobbi lo dimostra. La serietà del comitato organizzativo, col quale ci siamo fermati a parlare a inizio e fine serata è però una garanzia per la crescita dell’evento nelle edizioni immediatamente successive, ne siamo certi.

Festa medievale di San martino, mappa
– Mappa del percorso


– Falco

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Sagra della porziuncola, dei fusilli e del pecorino – Ceppaloni (BN) – 2022

Sagra della porziuncola, dei fusilli e del pecorino – Ceppaloni (BN) – 2022


La sagra della porziuncola, dei fusilli e del pecorino è un evento che si svolge regolarmente, pandemie permettendo, da 39 edizioni. Ha conosciuto un iniziale periodo di splendore negli anni 90′, quando ha cominciato ad affermarsi come evento irrinunciabile dell’estate beneventana, complice anche la massiccia presenza a Ceppaloni (BN) di artisti di caratura nazionale per altri eventi che avvenivano in parallelo.

Ora, nel 2019, aveva ricominciato la sua scalata verso la notorietà ma ha dovuto come tutti fermarsi e ripartire. Riuscirà nel corso delle estati che verranno a riprendersi il titolo di “sagra delle sagre del Sannio” che con tanta costanza era riuscita a guadagnarsi?


Una porziuncola puntata verso il cielo


La sagra della porziuncola (dei fusilli e del pecorino) si svolge in piazza Carmine Rossi, una piazza che si estende per lunghezza, verso l’alto, come fosse concepita da Tony Hawk per una rincorsa da record sui sanpietrini, oppure da Sire Denethor nella sua passeggiata finale avvolto dalle fiamme.

Questo regala un effetto prospettico particolare, facendo sembrare in foto la piazza più corta e affollata di quel che davvero sia, un Pecorino Beach Party praticamente. A smentire l’inganno ci pensa però la voglia di fusilli (e di pecorino) di locali e turisti che cominciano ad arrivare a fiotti fin dalle 20.15 riempendo in breve la piazza, con tanti saluti alla prospettiva.


Riempire piazza Carmine Rossi non è semplice, parliamo di uno spazio che può ospitare un buon 5.000 persone. Saggiamente per la Sagra della porziuncola, grazie a quasi 40 anni di esperienza, hanno imparato a disporre bene gli spazi. Abbiamo un palco a inizio piazza, sui due lati a rappresentare la cavalleria di Alessandro Magno sfilano schiere di tavoli. Alla fine di essi due stand (Pizza Fritta e Panino con la Salsiccia) dopo di essi, sulla destra, schieramento di rinforzi (il banco dolciumi e di spighe) e in fondo, a capitanare la carica, la cassa.

Le file sono così distribuite in una spirale tentacolare a mò di galassia di Andromeda con centro al centro della piazza. A onor del vero, per quanto lunghe, nel momento più hot della serata, sembravano scorrere a passo cadenzato e regolare.


Il punto d’interesse maggiore (oltre il castello che protegge tutto lo spiazzo, dall’alto) è quello della distribuzione dei vassoi coi menu completi. Ma facciamo un passo indietro.


Stand (by me)


Oltre il menu completo potete scegliere diverse pietanze fuori menu (oltre i già citati prima anche il banco delle spighe) e cominceremo da quelli. Spighe e salsiccia, come tutto il resto, sono abbastanza popolari (addirittura le spighe alle 22.45 erano esaurite). Nello stand dei panini ci intrufoliamo per dare un morso a questo panino bello unto di melanzane a funghetto che fa da lenzuolino alla salsiccia aperta poggiata su del morbido pane. C’è giustamente un calore bestiale dato dalle braci ma i ragazzi ci salutano comunque sorridenti.


I volontari erano ovunque, sfilavano ininterrotte magliette rosse della Pro Loco, ma erano tutti disponibili a fermarsi un attimo per una battuta e un sorriso.
All’esterno di quasi ogni stand un caratteristico spillatore di vino bianco o rosso, da consumare fresco al momento. Ci concediamo un paio di refill a testa.


Lo stand della Pizza Fritta è un perfetto orologio.
Una decina di donne di varia età lavora al momento un macigno di impasto, lo rifinisce coi pugni e lo adagia in questo calderone di olio bollente modello vasca da bagno.
Oltretutto la pizza fritta di tradizione beneventana è decisamente enorme di suo. Un pasto completo.
Guardate quanto è bella. E al gusto? Ci mangi in due, ti riempie la bocca. Bella, buona, grande.


Raramente ho osservato un’organizzazione migliore, meglio di così non si poteva.
Ci viene permesso di gironzolare un po’ tra sbuffi di farina, olio a temperature da supernova e un caldo a corredo che continua a fiaccare, nonostante in realtà il piazzale sia ben ventilato.
Perfino una nube nera che si avvicinava minacciosa viene spazzata via dalla voglia di infischiarsene che Ceppaloni ha covato per 2 anni, e che finalmente sta sfogando in una festa che funziona decisamente bene.


Il menu completo


Il menu, anche questo distribuito a catena di montaggio in un vecchio convento (credo) procede a ritmi regolari ed è così composto: Vino, Fusilli, Formaggi & Salumi, Pane, Anguria.
Come in Texas tutto è più grande a Ceppaloni, la fetta d’anguria è tagliata in via orizzontale.

– Fusilli


Non ho trovato indimenticabile il fusillo, la cui cottura è al dente (caratteristica di tutte le sagre dove siamo stati quest’anno) ma priva di sale, sugo di carne e pecorino provano a rianimarlo senza riuscirci.
Al contrario nel piattino dei formaggi troverete un pecorino dalla Classifica Top 3 Sapidità Ever.

Buono, molto buono, davvero caratteristico.
Ma ragazzi, al primo morso cominci a sudare dagli zigomi.
Al secondo morso già sai che ti servirà una Santa Croce da 2lt sul comodino.
Al terzo morso vorresti un po’ di sale per stemperare.
E’ chiaro però che questa sapidità è una caratteristica del formaggio, non qualcosa di anomalo.
Farà felici sicuramente gli estimatori del pecorino, e anche noi, che sorpresa per sorpresa mangiamo entrambe le due fettone tagliate spesse presenti nel piatto.

– 2 gusti, 2 sorprese


Capitolo a parte: il Capocollo.
Fenomenale.
Delicatissimo, tenero, mai aggressivo (ma poi perché un capocollo dovrebbe essere aggressivo?), ma con un sentore di affumicato che non so da dove hanno tirato fuori. Un capocollo che andava descritto da un sommelier, prometto di approfondire e farvi sapere di più.


Dolciumi e balli vorticosi


Come richiesto da cantanti e direttore artistico (la parte musicale è molto importante nell’ambito dell’evento) molti lasciano liberi i tavoli per ballare. Gente di ogni età si arma di nacchere ed improvvisa balli eseguiti a regola d’arte, come quando nei musical Disney tutti quanti conoscono già la canzone.


Prima di dare uno sguardo al banco dolciumi incontriamo Michele Iacicco, è lui l’organizzatore dell’evento. Felice e travolto da una presenza di pubblico sognata, per il ritorno in grande stile della porziuncola, è indaffarato e scappa ovunque per controllare che ogni cosa fili liscia.

Ci ha fortemente voluto qui, e noi lo ringraziamo, ci ha fatto piacere provare cose nuove e mai viste (la pizza fritta gigante, il pecosapido, il capocollo al bacio) e sarebbe bello tornare (a proposito, a novembre Sagra del tartufo? Ci facciamo il pensierino).


Prima di andar via un dolcino, scegliamo una crostata di prugne, buona, come me l’aspettavo.
Io sono golosissimo di crostate di frutta quindi DOVEVO averla.
Prezzo modicissimo, 1,50€ al pezzo.

Con la marmellata che ci avvolge il palato ci apprestiamo a scendere dalla montagna, come sempre andata e ritorno diventano due strade completamente differenti. Ci preoccupiamo un attimo quando troviamo solo cartelli gialli ed il culmine di ciò è un cinghiale che pascolava vicino il guard rail, quasi in centro cittadino, all’altezza di Atripalda, ma tolto ciò torniamo a casa sani e salvi in poco meno di due anni sagra.

– Clicca per visualizzare l’evento ufficiale!


– Falco

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Tartufata – Miranda (IS) – 2022

Tartufata – Miranda (IS) – 2022


Nasce insieme alla sua Pro Loco “solo” nel 1995 eppure è uno degli eventi più longevi del Molise.
La Tartufata di Miranda (IS) che si tiene sul finire di Luglio, quest’anno il 27-28-30-31, è stato uno dei primi eventi a comprendere l’importanza di preservare un prodotto principe del territorio e all’esaltare centro storico e borgo. Due fattori che vanno a braccetto nella riuscita di un evento.


Miranda dai tre panorami


Miranda (IS) è soltanto a 800 mt (anzi, 860! Occhio che qui sono tutti ferrati in altitudini e coordinate geografiche) sul mare ma rispetto all’assolato Cilento si gode già di una impagabile frescura.
E’ la prima volta in sei giorni (fai 2 mesi) che finalmente non sudiamo.

Miranda, riconducibile ad un evocativo spagnolo “que mira” (Che guarda) si pone in una posizione privilegiata accomodata a cavallo tra tre regioni.
Dai suoi “tre panorami” che ci vengono mostrati in una gradevole passeggiata di salute prima di cena osserviamo il tramonto rosa che tinge le montagne di verde e di blu e che nasconde appunto il casertano, il Lazio e il restante Molise.

– Fate un po’ voi


Miranda è anche un piccolo borgo di case color pastello, orientate tra un grigio-bianco stuccato classico ad intarsi rosa, verde o arancio. Sembra un libro per bambini di quelli colorati bene, da bimbi diligenti che rispettano i contorni.

Durante la passeggiata ci ha rincuorato vedere le piazze principali, i piccoli corsi pedonali e le legnaie, che fanno sempre sorridere di default.


La Tartufata


La Tartufata si sviluppa in due delle piazzette principali, di quelle con vista preferenziale sul panorama.
Questa è la prima scelta che bisogna notare. Essendo un evento famoso in provincia (e non solo) poteva accomodarsi anche nel vicino palazzetto dello sport (uno dei più grandi del Molise stesso) ma avrebbe rinunciato al centro storico e avrebbe privato il turista di un motivo per tornare (oltre il tartufo). Cioè una gradevolissima e tranquilla passeggiata in centro prima di cena, proprio come quella che abbiamo fatto noi.

– La Miranda accomodata

La Tartufata riprende naturalmente il prodotto principe della zona, la burrata.
No, non è vero, è il tartufo.
Fa simpatia però notare come, nonostante sia evidente che le qualità del tubero siano note e apprezzate, per i mirandesi (suggerirei cambio nome in “mirador”) questo elemento faccia parte della quotidianità.
Ci raccontano anche che prima dell’inizio della festa, nel ’95, neanche si preoccupassero tanto di preservarlo, diciamo così. Era infatti alla mercè di chiunque, soprattutto dalla Campania, sconfinasse per andare a farne incetta. Non sono sorpreso, siamo da sempre amanti folli dei condimenti, viste mai le pazzie che si fanno per un gran bel peperone crusco lucano? Appunto.

– Quanto vi ho fatto penare prima di mostrarvi la pasta? <3


Il menu, che cambia di anno in anno, cerca sempre di esaltare questo prodotto in ogni preparazione proposta. Quest’anno come primo c’erano le caserecce con caciocavallo molisano a scagliette, tartufo molisano (ovviamente) e mentuccia fresca.

Di questo piatto mi è piaciuto in particolare tutto.
Il tartufo, ci spiega Simone Marucci, facente parte di una dinastia di organizzatori di tartufate, non è solo grattugiato, polverizzato etc. ma viene soprattutto reso una pasta venendo lasciato a macerare per un’intera notte. Questo processo crea una pasta molto densa che insaporisce ancora di più i piatti.


Abbondanza di tartufo


Come suggerisce il nome stesso dell’evento “Tartufata“, l’idea è proprio quella di un’abbondanza dello stesso tartufo, che deve riempire e soddisfare il palato.
Ad intuito capirete che tra pasta di tartufo, tartufo polverizzato e a scaglie di tubero nel menu ce ne sia un bel po’, per la precisione 30gr e passa per menu.

Tornando infatti alla pasta lo si poteva sentire nell’olio, in un abbraccio suadente col caciocavallo, e sotto i denti, nella sua forma in scaglie. Abbiamo anche entrambi apprezzato la cottura moooooolto al dente delle caserecce (de la Molisana, sponsor d’eccellenza). Ottima anche l’aggiunta della mentuccia che rinfrescava a dovere.

– Finalmente un uso della burrata sensato che esula dalla nausea del Food Porn


Prima ho nominato la burrata perché la trovate anche nel menu, nei suoi 250 gr come secondo.
Inzaccherata di pasta di tartufo si accompagna con patate lesse e funghi.
Il tris di abbinamenti è perfetto. Vi basterà pugnalare a morte la burrata per formare un insalata russa di lusso con le patate e i funghi. Anche qui tartufo estremamente presente.

Fondamentale fornirsi di un po’ di pane (che viene elargito gratuitamente al banco) dove potrete anche procacciarvi delle birre alla spina (33 cl, 2,50 €), o vino e bevande varie.


Gradevole snack, presente sempre in menu, è questo tuorlo cotto a bassa temperatura su cui aleggiano scaglie di tartufo accompagnato da una fetta di pane abbrustolito dalla doratura perfetta, cosparso di pasta di tartufo a sua volta. Dopo fate il conto di quante volte è stato scritto “tartufo”.

Nella sua semplicità era ottimo, io ho spalmato a forza il tuorlo sul crostino e sulla pasta di t. e poi ci ho fatto colare sopra ciò che restava dell’intingolo di patate e funghi. Un bontà vera.

Come ci consigliano gli organizzatori ricordatevi di fare una generosa scarpetta, sarebbe follia lasciar andare perduto tutto quel…tartufo. Cercherò di nominarlo qui per l’ultima volta.


In menu non sono presenti i dolci, di cui si occupa di solito uno stand esterno. Questo permette alle persone di farsi un giro in paese e anche di liberare i tavoli, che tra frescura, birretta fresca e gridolini di goduria papillare si finisce facilmente per piallarsi sulle panche per un tempo indefinito.


L’efficienza dei mirador


Impossibile non notare il continuo via-vai di bimbi, ragazzi e ragazze che con un’immensa cortesia e diligenza spaziano tra i tavoli portando via il pasto ultimato e servendo quello appena sfornato.
Infatti una volta fatto il ticket alla cassa (20€ menu completo con acqua e pane, birra a parte) e trovata la vostra postazione prediletta verrete raggiunti da sorridenti giovani del posto che vi accomoderanno immediatamente.

Abbiamo riscontrato un’immensa cortesia in chiunque abbiamo incontrato, al contrario come sempre ero io quello burbero che non mollava il piatto perché incastrato in un loop di scarpetta-olio-pane-crostino-burrata.


Benché Miranda fosse a 3 anni sagra da noi è stata una piacevole scoperta, l’impegno e la dedizione si notano. Il menu è curato come tutto il centro storico e le persone sono accoglienti.

Altro particolare che ci ha fatto sorridere è come la Tartufata si fermasse il giorno 29 poiché c’era un matrimonio cui era invitato tutto il paese. Dimostrazione di quanto sia fondamentale il rapporto dell’evento con il centro che lo ospita e le persone che lo vivono.


– Falco

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Festa Popolare della Tammorra – Sessa Aurunca (CE) – 2022

Festa Popolare della Tammorra – Sessa Aurunca (CE) – 2022


La Festa Popolare della Tammorra a Sessa Aurunca (CE) è un evento giovane, siamo solo alla 5° edizione, ma è partito in grande e con una visione del futuro decisamente chiara.
A organizzare l’evento è, con un team molto capace al seguito, Carmine Paolucci. Ha saputo articolare una festa che si snoda tra tutti gli hot spot di Sessa Aurunca e che oltretutto ha già ricevuto un riconoscimento, l’Italive, battendo concorrenti altisonanti.
Osserviamolo un po’ di più nel dettaglio, nel racconto di oggi de Il Trono di Sagre.

Pasta, fagioli e cozze
– Una ricca anteprima, pasta, fagioli e cozze.


Una festa popolare a 3 anni sagra da noi


C’era grande attesa anche prima della partenza per un evento di cui avevamo percepito la caratura. Sarebbe stata inoltre per noi la prima volta non solo alla Festa Popolare della Tammorra ma anche a Sessa Aurunca, paese di cui conoscevamo colpevolmente poco, oltre la mera posizione geografica.

Posizione che non aiuta, collocata a 3 anni sagra da noi (1 ora e 30 piena e non si scappa) a ben 10,50 baiocchi di pedaggio (sempre siano maledetti).


Arriviamo intorno alle 20, trovando parcheggio abbastanza facilmente (ne potete osservare uno non appena vi avvicinate al centro storico, subito sulla sinistra, e un altro più avanti, in uno spiazzo) e ci infiliamo in questo cunicolo pedonale dove veniamo accolti da un pensionato che si soffia il naso in maniera rurale, in pieno spirito di festa “popolare”.

Il viottolo di cui ho rimosso il nome sbuca nel centro del viale pedonale principale (Corso Lucilio) di Sessa Aurunca.
Immediatamente alziamo gli occhi al cielo notando questi drappi bianchi con scritte nere che riportano alla mente le più tradizionali canzoni della cultura popolare e musicale napoletana. Siamo già nel vivo dell’evento.


Già dai primi sguardi si percepisce l’ovvio: Sessa Aurunca è un gran bel centro storico, e manco piccolo.
Mi scuserà chi lo ritiene ovvio, ma per noi è stata una gradita sorpresa.
Tocca cercare Carmine e mentre ci orientiamo facciamo un andazzo di su e giù per la festa e in circa 300 mt siamo già sudaticci, fa caldo.


Il programma dell’evento


Becchiamo Carmine che si da da fare in piazza Tiberio, dove a breve si comincerà a suonare.
Il suo sguardo è tra l’euforico e il folle, è carichissimo e si frega figurativamente le mani, la sua creatura sta per liberarsi anche quest’anno.

Da vero professionista in pochi minuti ci aiuta a realizzare la videointervista più efficiente e rapida di sempre (3-4 minuti a getto continuo senza mai impappinarsi e toccando tutti i punti) e poi ci lascia liberi di scorazzare per l’evento.


Tocca tornar su, in cima, al Castello, per prendere i ticket!
Avremo a disposizione la selezione da 20€, che inizialmente avevamo intenzione di farci bastare ma sai com’è, l’entusiasmo sale e la fame pure, e dunque l’aggiunta di quella da 15€

Per chiarire: Le selezioni di ticket sono 3, da 20, 15 e 10 euro. Ognuna di esse cerca di darti il meglio che la cifra permette. Alcune pietanze sono presenti soltanto in determinate selezioni. Il mio consiglio è di prendere strisciate diverse e condividere, come vi consiglio ormai da 4 anni e passa.

Crespella
– Crespella bollente, abbinabile a qualsiasi cosa

Il colpo d’occhio della piazza del Castello è l’ennesimo che ti fa capire che festa e centro storico vanno decisamente a braccetto. Già mi piace come il percorso si snodi “costringendoti” a vedere ogni minimo anfratto (quasi, se prima di Piazza Tiberio giri a destra su Via Roma, venendo dal Castello, ti becchi anche l’anfiteatro romano).

Mentre decifriamo la mappa parte un mix di urla celebrative, trenini e scoccar di castagnole. Amanti della danza popolare e turisti vengono coinvolti in una prima sudata che fa da opening informale all’evento.


Il menu della Festa Popolare della Tammorra


Finalmente cominciamo a provare qualcosa e partiamo col botto.
Pasta, fagioli e cozze. Gnocchetti al dente in una crema di fagioli con cozze.
Non solo si è mantenuta integra, ha una consistenza perfetta, una sapidità perfetta ed è un piatto che definire “da festa” è quasi fuori luogo. Veramente ottima.
La mangiamo in piedi, praticamente con le mani, sperando di non ficcarci un po’ di cremina di cozze su camicia e capelli. Proseguiamo.


Sempre nella stessa piazza, dopo un salto al museo interno del castello proviamo il primo rosso della serata. Sulla mappa noterete diverse postazioni, ogni postazione ha diversi vini. Ficcatevi in testa di tenere sempre sotto controllo numeretti e posizioni sulla mappa sennò girate a vuoto!

Proviamo di seguito anche l’altro primo, gli gnocchi al sugo con formaggio e basilico.
Anche qui tenuta della pasta e sapidità perfette.
Mi concentro su questi due aspetti perchè come potrete immaginare quando si cucina per centinaia di persone i rischi più concreti sono quelli di scuocere e di servire senza sale. Nulla di tutto ciò accade nella saporita Sessa Aurunca, La Festa Popolare della Tammorra danza e balla anche sulle vostre papille gustative.

Gnocchi
– Gnocchetto al sugo


Raggiunti da alcuni amici decidiamo di dare un secondo colpo al vino e stavolta di provare un Primitivo al 100% (in piazza avevamo provato un Aglianico-Piedirosso), che ci convince a sua volta.
Non convince a me (ma qualcun’altro si) il piatto di fagioli. Il sapore della trippa era molto deciso (e a me la trippa piace) ma ci conquista appieno la simpatia delle signore che poco più avanti si occupano della frittura delle Crespelle (una ciambella che sostituisce idealmente la pizza fritta).

Piatto che si esprime al meglio nella sua disarmante semplicità: impastato, modellato a cerchietto, fritto.
Fine, saporito e da accompagnare a vino, formaggi, salumi, quel che vi pare. Se l’anno prossimo lo decorano di lardo potrei fare una sciocchezza.


Il duomo


Seguendo la mappa vi concederete una deviazione costellata di lucine, esse vi condurranno al Duomo di San Pietro. Qui un altro gruppo si esibirà in danze tipiche (la sempre apprezzata Brigante se more e Cicerenella) accompagnate da una danzatrice/giocoliera che farà roteare in modo molto suggestivo queste palle di fuoco incatenate ad essa. Un bello spettacolo reso unico dalla bellezza immortale del duomo e dall’ennesimo scorcio a sorpresa di Sessa.


Convince un pochino meno lo stand salumi-formaggi, ma a onor del vero Il Corvo mi sfila dal piatto i pezzi più grassi e saporiti quindi addosserò a lui la colpa.
Momento chiarezza: Dire che questo o quello convince meno è relativo.
Nel senso che i piatti hanno chiaramente valore e prezzo diverso e messi insieme formano un simbolico 20€ (o 15€) quindi dire “Il piatto di salumi non mi convince, avrei preso due piatti di pasta, fagioli e cozze” è veramente senza senso. Le critiche, per così dire, lasciano il tempo che trovano, il menu va considerato nella sua interezza, e dopo vi dirò la mia a riguardo.


Come in tutte le nostre avventure la serata si è trasformata in una caccia allo stand: abbiamo sempre fame! Ci è rimasta l’Officina Del Gusto, che però è composta soltanto da due pezzetti di pane con conserve (anche qui vale il discorso di poco sopra) e il baccalà fritto.

Presente in due versioni è veramente eccellente. Cottura perfetta, umido all’interno, crocca, riempie.
Sia l’alice che il baccalà veramente apprezzati. Io li ho affogati al limone perchè sulla frittura mi piace e ho fatto i complimenti anche ai ragazzi nello stand.

Questo stand si teneva nella piazza Tiberio, quindi abbiamo fatto su e giù 2 volte, con diverse pause, visitando i vari punti, e mettendoci circa 3/4 ore. Ce la siamo presa veramente comoda, e in più andavano fatte foto e video, però la serata la passi.

Baccalà fritto
– Ottimo baccalà fritto


Conclusioni


Ce ne sono diverse.
Allora, siccome la parte economica vuole sempre la sua parte vi dico che noi con una risma di ticket da 20€ ed una da 15€ + 2 calici (quelli grandi, da 5€ ciascuno, che permettono di avere più del doppio del vino del calice piccino) e quindi con un totale di 45€…ci abbiamo mangiato in 3.

15€ a testa è un prezzo ben più che accettabile considerando la grande qualità di diverse pietanze (ben più di una ha sorpreso in positivo), il piacere di visitare il centro storico sorprendente di Sessa Aurunca (che tra castello e duomo vale ben oltre la cifra spesa), il parcheggio gratuito, la musica (su tre palchi) e l’atmosfera.

Inoltre…0 fila. Non c’era fila, mai. Gli stand sono sparpagliati perfettamente e magari puoi attendere qualche minuto ma i ragazzi all’interno (cui va fatto un applauso perché cucinare nella casetta in legno, con quel caldo, è da menzione d’onore) sono estremamente efficienti.

Festa popolare della tammorra, concerto
– Si mangia bene, ma vi ricordo che questa è una festa della musica!


Spero di essere riuscito a darvi una buona panoramica dell’evento e ringrazio la grande accoglienza di Carmine Paolucci e dell’intero team (che lui stesso ci ha tenuto a ringraziare più volte) per l’invito e i miei complimenti per una festa molto riuscita.

La Festa Popolare della Tammorra continuerà nelle serate del 23 e del 24 Luglio, quindi datevi una mossa! Se necessitate info sul panorama musicale, siccome è una festa che si base sulla musica, vi consiglio di consultare l’articolo informativo precedente scritto (eccolo) e l’evento FB ufficiale (qui sotto), ciao!


– Falco

Festa Popolare della Tammorra, evento FB
– Clicca per scoprire l’evento ufficiale!
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Sagra della coccetella, la tradizione della pasta fatta a mano di Sorbo Serpico (AV) – Il Trono di Sagre

Sagra della coccetella, la tradizione della pasta fatta a mano di Sorbo Serpico (AV) – Il Trono di Sagre

In provincia di Avellino, precisamente a Sorbo Serpico, il 29-30-31 Luglio 2022 tornerà la Sagra della coccetella, eccezionalmente con l’edizione numero 41.

Una sagra ormai storica e tipicissima dell’avellinese, che basa tutto il suo clamore sull’abbondante piatto di pasta fatta in casa, la coccetella, appunto, tipica del borgo.

Sagra della coccetella, locandina
– Locandina dell’edizione 2022


Le origini della Sagra della coccetella


Come molte manifestazioni campane la festa ha origini religiose: Le massaie di Sorbo Serpico decidono di onorare la Madonna della Neve, patrona del paese, consegnando ad essa il piatto tipico che da sempre veniva tramandato in famiglia, la coccetella.

La coccetella è una formato di pasta simile alle orecchiette, ma più grande e più stiracchiato, composto da un insieme di farina, semola e acqua.

Dall’unione tra le donne del paese e dal comitato Festa Maria SS della Neve nasce la sagra vera e propria.
Ancora oggi l’evento serve ad autofinanziare il paese per poter permettere, nei primi giorni di Settembre, la festa della santa patrona.

Sagra della coccetella, pasta
– La coccetella di Sorbo Serpico

Il Menu

Per l’edizione del 2022 si resta sul classico, alla Sagra della coccetella di Sorbo Serpico sarà possibile provare:

Coccetella al sugo
Braciola con peperoni
Specialità alla brace
Pizza fritta

il tutto accompagnato da vino locale


L’evento si terrà come al solito nei pressi della chiesa e della farmacia, dove oltre il palchetto che offrirà ai presenti musica popolare, sarà possibile trovare diversi solidi tavoli in legno dove rilassarsi in attesa del fumante piatto di coccetella.

Quest’anno la festa si terrà dal 29 al 31 Luglio.

Coccetella
– La coccetella di Sorbo Serpico (AV)

Informazioni utili:
+39 348 567 2410
Via Vincenzo Pennetti, presso Farmacia.

Falco

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Sagra Lagane e Ceci – Rufoli di Salerno, la cremosissima bontà che festeggia i 30 anni!

Sagra Lagane e Ceci – Rufoli di Salerno, la cremosissima bontà che festeggia i 30 anni!

Sagra lagane e ceci, locandina
– La locandina dell’edizione 2022


Finalmente ritorna la Sagra lagane e ceci


Ormai ci siamo, manca davvero poco e finalmente riprenderà anche la Sagra Lagane e Ceci di Rufoli di Salerno, come tutti sappiamo, gli ultimi due anni sono stati di “pausa”. Ma adesso è tornato il momento di riassaggiare questo splendido piatto, in compagnia delle persone che amiamo e perché no, anche con un buon bicchiere di vino.

lagane e ceci, tegamini
– I tegamini ricolmi di lagane e ceci!


Un po’ di storia


La sagra “Lagane e Ceci” di Rufoli affonda le sue radici nell’ormai lontano 1990 quando un gruppo di amici nell’ambito della comunità parrocchiale di San Michele di Rufoli decise di valorizzare un prodotto tipico della cucina locale con il preciso scopo di trovare i fondi necessari per acquistare una nuova statua del Santo Patrono, San Michele Arcangelo, da poco trafugata dall’omonima chiesa.

E’ da questi presupposti che la sagra “Lagane e Ceci” prende il suo avvio e nel momento in cui ha assolto il suo compito, consentendo di riacquistare la statua del Santo protettore, non ha affatto “chiuso i battenti” … anzi ha rivolto l’attenzione al mondo del volontariato devolvendo il ricavato di ogni anno in beneficenza o mettendolo a disposizione della comunità parrocchiale e delle sue esigenze.
Nel corso degli anni sono andate crescendo sempre più sia le presenze che il gradimento del pubblico, disposto anche a fare chilometri pur di assaggiare le tante prelibatezze locali, e il comitato si è trasformato in una associazione denominata “San Michele” composta da circa centotrenta tra volontari e associati, che contribuiscono a dar vita ogni anno ad un evento eno-gastronomico dal “sapore unico”.


Non solo lagane


Ad accompagnare questa prelibatezza ci sono una vasta selezione di prodotti tipici e specialità locali: dalla frionzola (carne di maiale con pupacchiole e pane) alle melanzane allardate, oltre ai panini farciti con milza, salsiccia alla brace, prosciutto o capicollo con contorno a scelta tra patatine fritte, broccoli, melanzane sott’olio, melanzane arrostite oltre a pizzelle di sciurilli e zeppole – il tutto servito con un ottimo vino rosso di produzione locale.


Le date ufficiali


Dunque, la sagra lagane e ceci di Rufoli di Salerno, riprenderà quest’anno con le consuete 5 giornate di sagra, il via sarà dato venerdì 15 luglio 2022, e pertanto, la sagra durerà fino a martedì 19 luglio.

Vi aspetteranno 5 serate di grande festa, in cui oltre a gustare lo squisito e inimitabile tegamino di lagane e ceci e tantissime altre specialità, potrete scatenarci a ritmo di musica, come ogni estate. Per l’intera durata dell’evento, la sagra ospiterà musica live, tanti spettacoli e artisti.


Musica e artisti

Venerdì 15 ci saranno gli Skizzikea, sabato invece sarà la volta degli Stragatti, a concludere la settimana sarà il turno di un gruppo di nostra conoscenza, i simpatici Vienteterra. La sagra si concluderà lunedì e martedì con la presenza della Ciurma e di Salerno periferia.

Per quanto riguarda gli artisti invece avremo il circo di Rudinì, Mariano Fiore “Malabariano” e Mario #NAPS. Per tutte le cinque serate, infine, in uno spettacolo itinerante, la posteggia napoletana di Lino Sabella e i Trampolieri in azione tra la gente per divertire, scherzare e far trascorrere del tempo in maniera spensierata.

Ecco una breve intro dell’edizione 2018, un susseguirsi di immagini che descrivono le pietanze che potrete trovare alla sagra.

L’evento Facebook ufficiale che potete seguire per rimanere aggiornati:

Evento FB
– Ecco l’evento FB ufficiale!


INFORMAZIONI UTILI


Organizzatori
Numero di telefono: 347 8259624
Email: sagreeventirufoli@gmail.com
Sito web: www.sagralaganeececi.it

Come arrivare?
Percorso consigliato da Salerno:
Pastena/Sala Abbagnano -> Giovi Piegolelle -> seguire indicazioni per Rufoli
Percorsi alternativi:
Fratte -> Ogliara -> Rufoli
Autostrada A3 uscita San Mango Piemonte -> direzione Ogliara

Parcheggio

Parcheggio
L’organizzazione della Sagra mette a disposizione, per tutti i visitatori, un ampio parcheggio gratuito al di sotto degli spazi della sagra, raggiungibile solo seguendo il percorso consigliato per Giovi Piegolelle.

Telegram Trono
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– Corvo

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Evento di…Vino, la degustazione enogastronomica di Cantina Firosa – Olevano sul Tusciano (SA)

Evento di…Vino, la degustazione enogastronomica di Cantina Firosa – Olevano sul Tusciano (SA)


Cantina Firosa è una realtà nata dal connubio tra la tradizione e la vitalità giovanile, è a gestione tutta familiare e tutta al femminile. Il rilancio dell’attività di famiglia è avvenuto tramite l’entusiasmo delle tre sorelle Poppiti, che hanno deciso di prendere in mano la situazione e dar vita ad eventi come Evento…di Vino, una degustazione messa in scena nella tenuta di famiglia.

Programmi
– Preview dell’evento


Il programma

#CantinaFirosa anche quest’anno vi propone l’attesissimo “Evento di…Vino”, l’ormai famoso percorso #enogastronimico racchiuso in un’avvolgente atmosfera.

I protagonisti per eccellenza saranno gli ottimi vini di Cantina Firosa: il rosato #FERRIERE, il rosso #ERYTHROS, il fiano #FROSANO, l’eccellente Aglianico #NARDANTUONO e #CASTIELLO!!!

Infine, ad addolcire i palati ci penserà il gelato al #MOSTOCOTTO, specialità di Cantina Firosa.

Ad ogni vino verrà abbinato un piatto gustoso e raffinato, anche nella versione #glutenfree

Il tutto accompagnato da #musica dal vivo, area play park per bambini e altre novità.

Un #evento da vivere, non da farselo raccontare!

Non mancare!!

#CantineFirosa#EventoDiVino#EventoDiVino6#EventoDiVino2022

Antipasti
– Una parte del percorso degustativo


Con queste parole, è la stessa cantina, dai suoi portali social, ad annunciare l’edizione del 2022.
Noi c’eravamo già stati nel lontano Agosto del 2019 e infatti ricordiamo con piacere diverse pietanze, dal gelato al Mosto Cotto ai cavatelli, passando anche per un’importante parmigiana, perchè ben venga la degustazione, ma meglio se poi ti sazi anche! Le portate, inoltre, potranno essere selezionate nell’ordine desiderato, quindi avrete facoltà di scegliere ciò che più vi piace, nell’ordine che preferite.

Cantina Firosa, Mosto Cotto
– Molto consigliato il Gelato al Mosto Cotto, da gustare come gran finale

L’evento si terrà il 29 – 30 – 31 Luglio e 1 – 2 – 3 Agosto.

L’occasione sarà quella per provare e acquistare i vini della Cantina Firosa che collaborò inoltre con noi nella stesura di questo articolo a proposito delle qualità dell’Aglianico:

Evento FB

Informazioni utili

Cantina Firosa
Via Ferriere 43/45, Olevano sul Tusciano (SA)
0828 311887
www.cantinafirosa.com

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Festa della ciliegia – Campoli del Monte Taburno (BN), i giorni della fioritura – Il Trono di Sagre

Festa della ciliegia – Campoli del Monte Taburno (BN), i giorni della fioritura – Il Trono di Sagre


Festa imperdibile per gli amanti della ciliegia ma anche per chi vuole soffermarsi a scoprire il nostro territorio campano sempre ricco di gemme e sorprese.

In questo caso ci troviamo nel beneventano, a Campoli del Monte Taburno. La festa in questione è la Festa della ciliegia e si terrà il 10-11-12 Giugno con un programma che vi darà modo di apprezzare non solo questo frutto rosso molto conosciuto (e amato) ma anche di provare altre pietanze tipiche e soprattutto di aver modo di visitare in modo unico e suggestivo Campoli, dintorni e panorami.
Con una vista che si presuppone mozzafiato sui ciliegi in fiore.


Il programma


Il ricco programma della Festa della ciliegia si districa così nei suoi tre giorni di festa:

Venerdì 10Anteprima

19.00 Apertura espositori e mercato della ciliegia
– Apertura braceria (Stand dedicato alle carni locali)
– Possibilità di degustare la pizza alla ciliegia (attenzione, il resto delle cucine saranno chiuse!)
21.00 Concerto d’apertura esclusivo da parte de I Trementisti


Il weekend


Sabato 11

11.00 Apertura espositori e mercato della ciliegia
– Visite Guidate con Fuoristrada dei ciliegeti
(Dalle 11.00 alle 18.00. Prenotazione riservata solo gruppi e pacchetti All Inclusive)
– Visite Guidate a Cavallo dei ciliegeti
(Dalle 11.00 alle 18.00. Prenotazione in loco. Escursione a cavallo con maneggio in pieno centro storico)
12.00 Apertura stand gastronomici
(Dalle 12.00 alle 15.00. Degustazione menu tradizionali o completamente improntati sulla ciliegia)
15.00 Laboratorio didattico
(“Dalle ciliegie alla marmellata”. Prenotazioni possibili in loco)
16.00 Laboratorio didattico riservato ai bambini
(“Biscotti alla ciliegia”. Ingresso libero)
17.00 Spettacolo di musica itinerante
19.00 Apertura stand gastronomici
(Dalle 19.00 alle 23.00. Degustazione menu tradizionali o completamente improntati sulla ciliegia)
– Apertura braceria (Stand dedicato alle carni locali)
– Possibilità di degustare la pizza alla ciliegia
21.00 Degustazione Guidata
(“I vini bianchi, i salumi, i formaggi, le marmellate del Taburno: Esaltazione dei sapori”)
21.30 Spettacolo musicale (Musica liscio, latino americana, balli di gruppo)
23.30 Incendio del campanile (Straordinario spettacolo in notturna)

Festa della ciliegia, programma
– Informazioni e pacchetti disponibili



Domenica 12

– Visite Guidate con Fuoristrada dei ciliegeti
(Dalle 11.00 alle 18.00. Prenotazione riservata solo gruppi e pacchetti All Inclusive)
– Visite Guidate a Cavallo dei ciliegeti
(Dalle 11.00 alle 18.00. Prenotazione in loco. Escursione a cavallo con maneggio in pieno centro storico)
11.00 Apertura espositori e mercato della ciliegia
12.00 Apertura stand gastronomici
(Dalle 12.00 alle 15.00. Degustazione menu tradizionali o completamente improntati sulla ciliegia)
15.00 Laboratorio didattico
(“Dalle ciliegie alla marmellata”. Prenotazioni possibili in loco)
16.00 Laboratorio didattico riservato ai bambini
(“Biscotti alla ciliegia”. Ingresso libero)
17.00 Spettacolo di musica itinerante
19.00 Apertura stand gastronomici
(Dalle 19.00 alle 23.00. Degustazione menu tradizionali o completamente improntati sulla ciliegia)
– Apertura braceria (Stand dedicato alle carni locali)
– Possibilità di degustare la pizza alla ciliegia
21.00 Degustazione Guidata
(“I vini rossi, i formaggi, le marmellate del Taburno: Accostamenti e familiarità”)
21.30 Spettacolo musicale (Musica liscio, latino americana, balli di gruppo)

Campoli, bici elettrica

Il Trono chiede, gli organizzatori rispondono…

Ciao Chiara, abbiamo notato che la vostra festa abbraccia diversi aspetti di Campoli. Non solo la ciliegia o il cibo, dunque, ma una riscoperta a 360° di tutto il “meglio” che avete da offrire…

“Come avrai visto dal programma c’è un mix di conoscenza del territorio e delle nostre tradizioni culinarie. Questo è sempre stato lo scopo della nostra manifestazione, quello di mostrare le bellezze del nostro territorio di collina pieno di bellezze, sia dal punto paesaggistico che storico. La manifestazione si tiene appunto fondamentalmente nel centro storico per dare la possibilità di conoscere il “borghetto”, di degustare qualche pietanza o di iniziare qualche tour.”

Non solo molte cose da vedere, ma anche da fare…parlaci un po’ del programma.

“Ci sono diverse possibilità di occupare il proprio tempo presso la nostra Festa della ciliegia.
La prima è quella di fare un giro in fuoristrada, con le Campagnole, tra i ciliegeti.
Con un istruttore, si va in giro, si scende, si provano le ciliegie, vengono mostrati i terreni in fiore, etc.
Lo stesso programma si può fare anche a cavallo!
Eccezionalmente in piazza sarà possibile noleggiare bici elettriche e girare in modo indipendente per il borgo e la festa.
Durante la giornata vengono svolti laboratori didattici sia per bambini che per interessati di tutte le età, sulle trasformazioni della ciliegia da frutto a marmellata/biscotto.
La sera, dalle 21, sabato e domenica, due guide alla scoperta dei sapori del Taburno, con una degustazione, alternata nelle due serate di festa, di vini bianchi e rossi.”
Campoli, musica
– Uno degli eventi musicali più attesi

Il resto dell’intervista…

Siamo curiosi, relativamente al lato gastronomico…ci parleresti un po’ del menu?

Allo stand enogastronomico doppia scelta: Cavatelli con pomodoro e salsiccia o Padellaccia (Piatto tipico campolese con patate fritte, peperoni sottaceto e carne fritta). L’alternativa è il menu alla ciliegia (con straccetti di pollo alla ciliegia o il risotto alla ciliegia). Sono presenti anche le classiche “montanare” presso la friggitoria e la braceria con i panini con salsiccia o pancetta. Famosa anche la “pizzeria” che sforna queste tre tipologie di pizze gourmet a base di ciliegia (e marmellata e formaggio).

…siamo sicuri che non mancherà nemmeno la musica!

Tutte le serate saranno accompagnate da spettacoli musicali mentre nel pomeriggio sarà possibile allietarsi con musica itinerante.

Ringraziamo Chiara e gli organizzatori della Festa della ciliegia di Campoli del Monte Taburno (BN) e vi invitiamo ad andare a trovarli nei giorni 10-11-12 Giugno 2022!


Informazioni utili


Informazioni utili:
Organizzatori – Pro Loco Monte Taburno (link alla pagina FB a fine articolo)
Numeri di telefono – 3286988657
Sito internet – prolocomontetaburno.it

– Il menu (dolci a parte)
Telegram, Trono
– Clicca sull’immagine per accedere alla chat!

Falco

Festa della ciliegia, organizzatori
– Clicca per vedere la pagina della Pro Loco di Campoli
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