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Sagra della strazzata – Castel Lagopesole di Avigliano (PZ) – 2022

Sagra della strazzata – Castel Lagopesole di Avigliano (PZ) – 2022


Una tradizione familiare che si allarga al punto di diventare una festa di quartiere e successivamente una sagra. Un successo di pubblico che convince gli organizzatori a trovare uno spazio più grande e la scelta definitiva (?) cade su un’altra delle frazioni di Avigliano: Castel Lagopesole, col suo lungo viale e un castello alle spalle che da la giusta atmosfera. Siamo stati alla Sagra della Strazzata, ed ecco come è andata!

Sagra della strazzata, Monticchio
– Piccola anteprima filante


La prima grande strazzata


Si penserebbe che ad andar per eventi in tutto il sud Italia da anni uno ormai ci abbia fatto il callo e sappia tutti i trucchi. La strada da evitare, quella apparentemente breve ma tortuosa, quella lunga lunga col manto stradale invidiabile…e invece…

Ad Avigliano non eravamo mai stati, benché conoscessimo ormai da anni le sue particolari feste e sagre, tantomeno in una delle sue sparpagliate frazioni. Un rapido sguardo su Maps mostra fondamentalmente due vie per arrivare a Castel Lagopesole, alla Sagra della strazzata, ed entrambe costano 2 Anni Sagra di viaggio (1 ora e 20 circa) ma noi ci vogliamo sempre fare un po’ di male in più e nell’indecisione finiamo per prendere quella nel mezzo, quella che non dovevi mai prendere. Ci ritroviamo sulla montagna che avremmo dovuto costeggiare e si arriva con una mezzora abbondante di viaggio in più, ma tanto che sarà mai?

– No comment


Alla Sagra della strazzata però alla fine ci arriviamo, sono le 21 e il corso è già animato. Rispetto alla nostra piana d’origine c’è un’escursione termica di 12 gradi, passiamo dal pantaloncino corto al giaccone, l’unica cosa inalterata è la fame che abbiamo.

Tra le casette in legno e il castello sullo sfondo c’è già un po’ d’aria natalizia (ma non diciamolo ad alta voce altrimenti domani ci troviamo già gli alberi di Natale nelle vetrine dei negozi), le musiche allegre della banda itinerante riempiono d’allegria la serata e noi ci avviamo a conoscere Emilio, lui che ci ha voluto fortemente qui.


Una tradizione di famiglia


La strazzata e la sagra che ne consegue nasce tutta in famiglia Colangelo.
Dal 2019 l’evento si tiene in collaborazione con la Pro Loco e la manifestazione si è spostata da Stagliuozzo a Castel Lagopesole.
Sarebbe riduttivo dire che la protagonista della festa altro non è che del morbido pane fatto in casa farcito di pepe, ideale per accompagnare qualsiasi cosa. E qualsiasi cosa infatti vi troviamo all’interno.

Negli anni, saggiamente, la famiglia Colangelo ha curato diversi aspetti e scelte gastronomiche puntando solamente sulla qualità. All’interno della sagra potrete trovare tutta una serie di presidi Slow Food puramente lucani. Perfino i nomi delle pietanze rispettano e ricordano le zone del circondario, una scelta di esaltazione territoriale che non può che trovarci d’accordo, del resto è ciò che predichiamo sempre!


In aggiunta, mi si passi la metafora scontata ma Emilio è un pezzo di pane.
Conosciamo anche tutto il resto della famiglia (che insieme formano un bel cesto di pane), la quale si divide i compiti in occasione della sagra e porta la strazzata anche fuori dai confini della sagra, in manifestazioni enogastronomiche all’interno e fuori dai confini della Basilicata.

Altra scelta interessante è quella di non limitare gli stand e le attrazioni della serata ma, sempre con coerenza, renderli espandibili ad altre pietanze (a patto che rispettino gli standard qualitativi) e mostre.
Ecco perché tra un profumo di peperone e una spillata abbondante di birra (andiamo a 40 cl di birra gelata alla volta, fantastico.) troviamo anche un simpatico spettacolo di falconeria e una mostra su Federico II con tanto di duello ben coreografato con luci alla Eggers, molto apprezzato.


La versatilità della strazzata


Emilio ci porta nel reparto confezionamenti, qui la strazzata (che prima di essere tagliata si rivela come un gran ciambellone un po’ schiacciato) viene farcita a scelta con frittata oppure con provolone e prosciutto.

Seguiamo avidamente il processo e veniamo premiati con il nostro primo saccoccio che come i gattini ci portiamo all’esterno per poterlo consumare con calma (anche perché dobbiamo analizzarlo con attenzione per poterne parlare qui, no?)


Io che sono amante di frittate avevo subito intuito che l’unto della stessa avrebbe creato un ideale composto col pane ma sono rimasto sopreso dalla qualità spiccata di prosciutto e provolone in quella che poi all’aspetto pareva la farcitura più semplice.
Sia io che il Corvo abbiamo la stessa intuizione: la materia prima è ottima.
Del resto Emilio ce l’aveva detto chiaramente, però quando te ne accorgi al primo morso vuol dire che non è solo un modo di dire.

Il crudo ha una sua personalità, il neutro e morbido sapore del pane la esalta. Il provolone si infila tra i due sapori alla perfezione e il pepe che farcisce l’impasto (della strazzata) completa il tutto. Ottima, ottima.


A questo punto per non piallarci al suolo andiamo un po’ in giro ad esplorare.
Nonostante non sia enorme la sagra offre molteplici possibilità.
Abbiamo uno stand vegetariano, uno senza glutine (dove brillava una salsiccia pezzente che avrei dovuto conoscere meglio), dei salumi di cinghiale, dolci della tradizione napoletana, panuozzo al pepe (adattato allo stile della festa), patate su stecco, altra birra, altro vino, amari del luogo, alternativa di birra alla spina e una piazzetta con intrattenimento musicale (oltre a quello itinerante) più le castagne arrostite.
Per tutti i gusti, e oltre.


Ancora strazzata, stavolta farcita


Emilio ci becca al volo a vagare per la sagra e il profumino della mortadella arrostita fa il resto.
Pronte per noi due strazzate farcite.
L’aroma che arriva dallo stand è ammaliante. Qui abbiamo mortadella di suino nero arrostita, caciocavallo e pesto di pistacchi di Stigliano. Al solito anche qui una porzione abbondante e tanti sorrisi, l’atmosfera agli stand è molto rilassata e in generale c’è un buonumore palpabile.


Ci rifugiamo nel nostro angolino per divorare questa Monticchio (nomi sempre ispirati a zone del circondario) e le attese sono ripagate. Talmente dalla voglia di affondare i denti in quel pane caldo e morbido che mi ustiono labbra e palato, ma fa nulla.

Mentre stiamo lì a mugolare arriva prontamente anche un cuoppo di peperone crusco e baccalà fritto.
Innanzitutto accostamento da premiare per diversi motivi.

Sagra della strazzata, cuoppo e Monticchio
– Ottimoottimoottimoottimo


Cromaticamente è spettacolare, poi abbiamo la croccantezza del peperone crusco che sta benissimo con la tenerezza del baccalà. I sapori sono perfettamente congeniali, da un lato l’amarognolo dell’arrostito del peperone in contrasto, ancora, col neutro del baccalà. Entrambi gli elementi che compongono il cuoppo sono perfettamente cotti, non c’è un filo d’olio che scappa del baccalà, tant’è che puoi mangiarlo anche con le mani. Il fritto è tenero ma carnoso, i bocconcini sono della grandezza perfetta, il peperone crusco ci sta da Dio ed è ottimo.

Ci ritroviamo a fine serata a cercare di capire qual era la cosa più buona ma è difficile.
Il consiglio al solito è di andare in gruppo e prendere diverse strazzate farcite facendole a metà, perché se provate a lanciarvi in spedizione solitaria finirete come gli ottimisti che non tornano più dall’Himalaya.

La Sagra della strazzata la trovate a Castel Lagopesole di Avigliano (PZ) dal 23 al 25 Settembre, vi consigliamo di farci un salto.

PS Al ritorno abbiamo fatto la strada giusta.


– Falco

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Sagra del fungo porcino – Castelpagano (BN) – 2022

Sagra del fungo porcino – Castelpagano (BN) – 2022

Al 17 di Settembre c’è chi va ancora a mare e chi come noi si approccia all’autunno con un appuntamento inedito: una visita alla Sagra del fungo porcino di Castelpagano, in provincia di Benevento.
Questo evento organizzato dal Comune è giunto alla 24esima edizione e fa un po’ da apripista agli eventi sul fungo (e sulla castagna). E’ una sagra rodata cui mancava solo Il Trono di Sagre quindi ci si mette in auto per un viaggio di di ben 4 Anni Sagra tra andata e ritorno, una bella traversata.

Sagra del fungo porcino, tagliatelle
– Piccola preview di quel che ci aspetta


A scivolosi passi dentro l’autunno


La prima cosa di cui ci accorgiamo è che l’evento è tutto racchiuso nel centro storico (con vari punti di interesse a formare un percorso), la seconda è che sono tutti in giubbotto e jeans e noi siamo arrivati freschissimi con pantaloncini e camicia di lino-cotone. Del resto quando siamo partiti da casa si registravano giusto 10 gradi di più, ci può stare!

Con un po’ di timore scendiamo dall’auto sperando di non trovarci anche il vento contro e rischiamo immediatamente di perdere Corvo che scivola in una pozza d’acqua e sta per franare al suolo.
Affrontata questa insidiosa discesa umidiccia subiamo il divertito sguardo degli abitanti del posto che con grande magnanimità avranno pensato “Ma da quale spiaggia libera arrivano questi?”

Folla
– Bell’atmosfera alla Sagra del fungo porcino


In nostro soccorso giunge subito Danilo Viscio, consigliere comunale che ha contribuito alla realizzazione dell’evento, nostro coetaneo, che ci mostra come si snoda il percorso.

La prima piazzetta che si incontra in alto è quella un po’ più casual. Abbiamo un bar, suppongo il più popolare di Castelpagano visto il movimento nei dintorni, il punto crepes e diverse panche dove ci si può fermare dopo essersi riforniti dalla coppia di stand presenti.

Si comincia a scendere e abbiamo incastonata nella pietra, sulla sinistra, una piazzetta minuta ma molto carina di fronte alla quale c’è il Vinarium. Sotto i portici è possibile sedersi a tavolino e provare qualche buona etichetta, in alternativa altrimenti abbiamo vino bianco, rosso e birra direttamente agli stand della sagra.


Aperifungo


La nostra prima tappa è l’aperifungo, nome che già adoro.
Danilo ci fa arrivare questo vassoietto con un panino con hamburger e delle pizzelle di funghi.

A prima vista il tutto può sembrare una qualsiasi portata da sagra ma appena si assaggia le cose cambiano. Cominciamo dal panino.
Il pane è la scelta ideale, è un po’ tenace ma è una giusta via di mezzo fra un panino rustico e una scelta gourmet. Nasconde una raffinatezza tutta sua dietro un aspetto semplice, molto apprezzato.
All’interno, semplicissimo, un hamburger.

L’hamburger però è ottimo e abbondante. Sopra di esso crema di funghi.
Tre elementi, due ingredienti, stop, perfetto, andiamo avanti.


Le pizzelle, o frittelle, di funghi.
Noi onestamente siamo abituati a pizzelle d’alghe o di ciurilli ma con pezzettoni così grandi di porcini personalmente non le avevo mai provate. Inutile dire che erano estremamente soddisfacenti da mordere.
Tra di esse, puro attentato al colesterolo in ascesa di Corvo, subdolamente si nascondeva una frittella extra con doppio salume: salsiccione e…porchetta? pancetta? Qualsiasi cosa fosse era sapida, grassa, impanata e fritta. OH YEAH.
Primo bicchiere di vino rosso e si va avanti. Ah, panino, frittelle e vino…6,50 €.
Non è un paragone che sta in piedi ma se nel 2022 vai nella peggiore paninoteca sul pianeta per 6€ ti danno insalata iceberg e un cuzzetiello strappato a mano, si prenda esempio.

Pizzella agli insaccati
– La frittella agli insaccati che uccise Corvo


Il menu completo fenomenale


Prima di pensare nuovamente ad abbuffarci facciamo un giro con Danilo che ci mostra il trenino che gira allegro per il centro storico e porta a spasso i turisti, ed anche la Pesca di beneficenza.
All’interno dell’evento esiste anche un gruppo di generose signore che realizza o modifica oggettistica a mano e souvenir dell’evento. I prezzi simbolici sono d’aiuto alla beneficenza che viene donata a fine evento. Entrambi prendiamo un simpatico ricordo di Castelpagano con un ritrattino boschivo di muschio e funghi.


Sfiliamo davanti al palco che a breve si colorerà di band, suoni e colori e nella piazza principale osserviamo i tantissimi posti a sedere (al coperto) rannicchiati nei dintorni del punto principale di produzione e smistamento vassoi.
C’è un’atmosfera molto gioviale, di quelle profumate dal vino rosso di paese.
Molti sorrisi, molta ilarità, persone a loro agio e un menu completo fenomale. Approfondiamo.


La fila scorre che è un piacere, non abbiamo notato attese in generale e subito ci viene passato l’agognato menu completo. E’ già bello a vedersi, da provare è ancora meglio.
In pole position troviamo le tagliatelle ai funghi porcini, in bianco.
Non posso precisamente trascrivere cosa ho detto appena le ho provate ma il livello è veramente alto.
Abbondante, piene di porcini a pezzettoni, carnosi. Una crema creatasi naturalmente tra amido, funghi, manzo…perfetta, perfetta. La miglior pasta del 2022?

Tagliatelle ai funghi e manzo
– Lasciamo parlare l’amido

Anche il riso è ottimo, il problema è che la pasta è di un altro pianeta e dunque questo “secondo primo” rischia di passare in secondo piano.
A seguire una bruschetta buonissima definita “alla cacciatora”, io ormai ero completamente perso tra questi nuovi sapori tutti fantastici e manco riuscivo a concentrarmi.
Con un po’ di vino rosso sincero del Sannio affrontiamo anche la seconda parte del menu.

Maialino alla boscaiola


I secondi sono da meno? No, per niente.
Abbiamo un maialino alla boscaiola al profumo di coda di volpe e dei bocconcini di vitello ai funghi.
Anche qui entrambi ottimi, i bocconcini di vitello ancora una volta vanno ben oltre quel che mi aspettavo.


La cosa assurda? Il prezzo. Tutto il vassoio 15€, non dico altro.
E hanno anche detto che hanno dovuto alzare i prezzi per i rincari.
Un livello così alto a un prezzo così basso non l’avevo ancora incontrato. Fuori scala.


Altra cosa da citare: la gentilezza.
Oltre a dei piatti fenomenali voglio segnalare questa serata per la massiccia dose di gentilezza ed educazione che ci ha travolto. Sia agli stand che ai tavoli, che fossero addetti ai lavori o abitanti del posto, chiunque si è approcciato a noi con una grazia che non si sperava più di trovare.
Col lavoro che facciamo spesso viviamo una posizione privilegiata. C’è (quasi) sempre un occhio di riguardo per noi ma vi posso assicurare che capita anche di avere a che fare con immensi cialtroni, arroganti e maleducati. Lodi e ringraziamenti, per questo aspetto di Castelpagano, della sua sagra e dei suoi abitanti tutti. Tutti, tranne TU, tipo che hai fatto storie perché ci stavano servendo prima di te. Eravamo in fila prima di te. Shut up, man, io VEDO e SENTO tutto.

Sagra del fungo porcino, ragazzi
– Birre e comunella con abitanti del luogo

Proprio sulla scia di questa gentilezza da un altro stand in piazza richiamano la nostra attenzione.
E’ lo spazio di un’azienda agricola a gestione familiare, la Pecorino del Sannio.
Ci fermiamo a chiacchierare con loro e vogliono riempirci di formaggi.
Corvo ripensa alle sue analisi e sta per piangere, io non posso dire di no a del cibo locale e quindi almeno un piattino lo devo provare.



Ricottina al miele, primosale con spolverata di peperoncino, un formaggio molto stagionato, uno frollo con del piccante, un’ottima selezione. Volevano anche offrirci il cannolo ma eravamo veramente al limite glicemico. Stamattina però mi pento di non averlo provato.

Anneghiamo il dispiacere in una birretta alla spina (scelta senza senso dopo 3 bicchieri di rosso, ma ok) e salutiamo con grande piacere la Sagra del fungo porcino di Castelpagano. Un evento dove torneremmo con gran gusto.

Ah, c’è anche la pizza con i porcini, per dire.
Non perdetevi tutto questo ben di Dio, dal 16 al 18 Settembre!
Sabato e domenica la sagra c’è anche a pranzo, così avete più tempo per mangiare TUTTO.

Sagra del fungo porcino, pizza
– Pizza bianca ai porcini, leggera, cottura perfetta. Ottima come tutto il resto.

Falco

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24° Sagra del fungo porcino a Castelpagano (BN), persone e funghi si raccolgono per l’attesa occasione

24° Sagra del fungo porcino a Castelpagano (BN), persone e funghi si raccolgono per l’attesa occasione


La Sagra del fungo porcino a Castelpagano (BN) si terrà quest’anno venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 settembre 2022 per quella che viene annoverata come la 24esima edizione.

Il Trono di Sagre sarà presente e sarà occasione anche per visitare il borgo sannita, oltre che un tris di giornate ideali profumate al fungo porcino.

– Foto dell’ultima edizione pre-pandemia


Sagra del fungo porcino a Castelpagano, il programma


Lo si attende come un grandissimo rilancio post-pandemia, che si svolge lungo l’intrigante percorso fra le piazze Umberto I, Municipio e dell’Auditorium, coinvolgendo inoltre il suggestivo centro storico e le spettacolari aree paesaggistiche di questa località del beneventano.

Gli stand saranno aperti al pubblico dalla serata di venerdì 16 settembre 2022, per poi deliziare i degustatori anche sabato 17 e domenica 18, sia a pranzo che a cena.
Tra le varie opzioni del menu non soltantanto gastronomia ma anche ottimi vini dell’alto Tammaro.

Programma sagra
– Una panoramica sul programma


Sono inoltre da menzionare le coinvolgenti e variegate proposte musicali in programma, il trenino turistico nel centro storico a cura dell’Ente provinciale di Benevento, la mostra dell’artista castelpaganese Salvatore Fiore, i percorsi di formazione alimentare ed educazione ambientale coordinati dalla presidente della cooperativa sociale onlus «Oltre Le Mura», Carmen Cenicola, e moltissime altre sorprese.

L’appuntamento, diventato ormai una consuetudine, richiama a Castelpagano oltre 10.000 visitatori all’anno e si svolge nel mese di settembre, periodo propizio per la raccolta dei funghi porcini nei numerosi boschi del territorio.


I fautori del progetto

Promotrice della «24esima Sagra del Fungo Porcino» è l’Amministrazione municipale di Castelpagano, con l’organizzazione a cura dello staff presieduto dal sindaco Giuseppe Bozzuto e con la collaborazione attiva, fattiva e logistica di tutti i consiglieri comunali, della esponente consiliare delegata ad eventi e spettacoli Daniela Meoli e del funzionario municipale Mario Zeoli.

Castelpagano, folla
– All’evento sempre grande partecipazione

La Sagra del Fungo Porcino di Castelpagano è di rilievo regionale e si avvale del cofinanziamento del progetto dal titolo «A Castelpagano e dintorni col treno storico – Sagra dei Funghi Porcini XXIV Edizione – Viaggio nella Valle del Tammaro», nell’ambito del Programma operativo complementare (In acronimo, il Poc) Campania 2014-2020, in riferimento alla linea strategica «Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura», programma di percorsi turistico-culturali, naturalistici ed enogastronomici per la promozione turistica della Campania. In tal senso, Castelpagano è capofila progettuale di un comprensorio di comuni che annovera anche Colle Sannita, Morcone, Santa Croce del Sannio e Sassinoro.


Falco

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Kult…Karma oltre la birra – Alife (CE)- 2022

Kult…Karma oltre la birra – Alife (CE)- 2022

Il birrificio Karma organizza da 8 edizioni Kult…Karma oltre la birra. Un modo per aprirsi al pubblico ed ospitare nel loro ampio giardino sia birrifici esterni, sempre italiani ed artigianali, sia il mondo dello street food.


Karma oltre il giardino


Il birrificio Karma dispone come accennato di un ampio spazio verde che da l’impressione, come ci dice lo stesso Mario Cipriano, organizzatore dell’evento, di essere in aperta campagna. In realtà siamo a pochi km dal centro di Alife (CE) e questo ha permesso nel corso delle edizioni una partecipazione locale sempre crescente.

Il giardino è perfettamente sfruttato, con un ampio parcheggio (1€ a macchina), palco con vasto spazio per ballare, un tendone addobbato a festa e una moltitudine di luminarie che danno effettivamente l’idea di qualcosa a metà tra un piccolo circo itinerante, un matrimonio all’aperto e una festa di paese.


Siamo rimasti molto colpiti in positivo dalla disposizione ed organizzazione generale dell’evento.
Mario ha disposto alle due ali dell’evento sia i food truck che gli spillatori, in modo che le file siano sempre ben distribuite da una parte e dall’altra. Il ricambio ai tavoli è anche molto rapido quindi nonostante ci siamo alzati e seduti 4/5 volte tra pietanze e birre diverse abbiamo sempre trovato facilmente posto.


Musica e birra


Con nostra grande sorpresa ad esibirsi c’era il nostro amico Carmine Paolucci che continua a fare qualsiasi cosa e passare dall’organizzare la Festa Popolare della Tammorra (dove siamo stati a inizio luglio!) a suonare il basso nella sua band. Poliedrico (e polistrumentista, come dice)

Da Sessa Aurunca (CE) Carmine aveva portato con sé oltre il gruppo anche il “corpo di ballo di musica popolare”, lo stesso che si esibì nella piazza del castello.


Sulla sinistra del palco c’era la prima zona “street food”, noi abbiamo scelto un panino Crudele con tartare di vitello (12€). Il pane non esaltava la tartare che nonostante il limone, la salsa bianca e la fogliolina di rucola risultava stranamente un po’ secco, o comunque non aveva quel gusto esaltante del gourmet.

Sempre sulla sinistra, agli spillatori ufficiali Karma con un po’ di indecisione puntiamo la Kult22, una birra ai ceci!

Kult, panino Crudele
– Il Crudele, l’alicella non basta a spingere


Tra i fumi della brace e del nostro vecchio amico, il caciocavallo impiccato, che si presenta in una nuova veste molto abbondante e con tanto di neon giallo, scopriamo anche un reparto arrosticini, salumi e formaggi. E’ il momento di provare altro.


Panino al polpo e pinsa ai porcini


Siamo molto attirati da questo panino al polpo che sembra bello abbondante (come anche altri panini della serie, anche qui prezzi da panineria moderna, si va dai 10 ai 12 fino ai 15€, appunto il prezzo del panino al polpo). Fila discreta ma più che altro per i tempi di cottura ben distinti dei vari elementi che compongono il panino, dopo un po’ di languore tocca finalmente a noi.

Kult, panino al polpo
– Polpo rilassato su frittella


Il panino per me è molto buono. In questo caso abbiamo un pane morbidissimo che sembra quasi una brioche. Il pane tenero esalta la croccantezza del polpo che si poggia su una frittella di patate. Completa il tutto della stracciata. Il mollusco è abbrustolito alla perfezione, il sapore poteva anche essere un po’ più spinto, perché è delicato e tendente al neutro, ma è un ottimo panino.

Kult, panino al polpo 2
– Un bagno a mare


Al solito, totalmente senza controllo, decidiamo di assaggiare la pinsa casertana. Un prodotto mai sentito prima. Esisterà davvero o l’han tirato fuori dal cilindro dopo una serie di spillate al calice?
Ah, a proposito, il polpo l’abbiamo accompagnato con una Scotch Ale, una rossa chiaramente non adatta a un panino di mare, ma va bene uguale.


La fila per la pinsa procede spedita, il signore che gestisce è un pezzo di pane, la pinsa invece è un gran bel signore. Sembra piccola ma è tutta sostanza, ha un profumo che non vi dico e considerato il resto costa anche poco (6€ con porcini e salsiccia, 4€ in versione margherita). Al momento dell’assaggio per ingordigia mi ustiono il palato, un grande classico delle mie avventure gastronomiche, ma è ottima.

Un profumo deciso del finocchietto della salsiccia e del pane stesso. Funghi carnosi e distribuzione abbondante del condimento. Direi proprio che è approvata.
Alla pinsa abbiniamo una Karisma, sempre del birrificio Karma.

Pinsa casertana
– Pinsa casertana con porcini e salsiccia


Bis di Kult22 e un assaggio di salumi


Siamo ormai in balia dell’overdose di proteine e Corvo suggerisce di farci anche un bel tagliere di salumi, giusto per dare una bella spallata ai nostri valori. Ci abbiniamo anche gli arrosticini, naturalmente.

Arrosticino saporito il giusto per quanto mi riguarda, un po’ coriaceo per Corvo (prezzo in linea con gli altri, 5€ per 5 arrosticini). Tagliere di salumi (6€) che è in realtà un piatto con un’ottima selezione di salumi.
Tutti molto teneri, profumati, questo è un piatto che vi consigliamo.

Piatto di salumi
– Salumi profumati


In generale non bisogna dimenticare che questa è una serata a base di birra!
Infatti accompagniamo l’ultima pietanza prima di andar via, con un’altra Kult22 a base ceci.

Il nostro consiglio per godervi la serata è…prendere una pietanza sostanziosa (la pinsa? i salumi?) e abbinarvi un 2-3-4 boccali di tutte le birre più varie e strane che potete trovare.
Considerate che solo il Karma mette a disposizione una dozzina di birra diverse, dall’IPA alla blanche, veramente per tutti i gusti…e in più ci sono i birrifici ospiti, con un’altra decina di scelte a vostra disposizione.

Prendete un bel bicchiere gelato (disponibili anche in vetro con decorazioni particolari, ve ne parliamo nello specifico qui), cambiate qualche ticket-gettone e godetevi la musica e l’aria fresca. E’ la serata ideale per ampliare le vostre conoscenze sul luppolo. Kult…Karma oltre la birra si terrà dall’8 al 12 Settembre!


– Falco

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Le nostre tappe di Settembre, 6 appuntamenti da non perdere – 2022

Le nostre tappe di Settembre, 6 appuntamenti da non perdere – 2022

Agosto è finito, ma non sono finiti gli appuntamenti. Settembre è un dolce epilogo che fa anche da preludio alla stagione delle sagre invernali e naturalmente Il Trono di Sagre ha già l’agendina piena.
Vi portiamo con noi alla scoperta di queste 6 tappe, prendete nota!

Calendario Eventi
– Clicca per visitare tutto il calendario eventi

Festa della montagna, ad Acerno (SA)

La Festa della montagna, ad Acerno (SA) si tiene dal 9 all’11 Settembre.
E’ una festa peculiare poiché unisce alla passeggiata nel centro storico anche una piacevole possibilità di passeggiare sulla montagna che contraddistingue il panorama unico di Acerno.


In montagna potrete osservare gli animali da fattoria all’interno dello zoo montano e una serie INFINITA di altre attività. Eccone alcune in ordine sparso, siete pronti?
Gare, quagliata live con degustazione, dimostrazioni del mondo dell’apicoltura, gare di caccia al tartufo in ring, escursioni, falconieri, sfilata di buoi e preparazione live di pasta fresca.

Finito qui? No.
Perchè ad Acerno è anche presente una massiccia scelta gastronomica!
I ristoratori del paese scendono in piazza con i loro piatti forti, in più ci sono le pietanze tipiche della festa (e di Acerno) che trovata qui e lì passeggiando per il centro, tra questi pancotto, pappoli fagioli e porcini, carne alla griglia, tagliere del brigante…

Programma ricco!
Saremo ad Acerno per la Festa della Montagna il giorno 9 intorno alle 12.30, si perché si tiene anche di giorno!

Evento Acerno
Clicca per rimanere aggiornato!


Kult…Karma oltre la birra, Alife (CE)


Alle scale piace cambiare, figurarsi a noi. Non abbiamo il tempo di digerire il vino e i piatti del contadino di Acerno e della Festa della montagna che siamo già ad una…degustazione? Festival?
Cos’è Kult…Karma oltre la birra ?

E’ un insieme di tante cose, mettiamola così. I poliedrici mastri birrai del birrificio Karma di Alife (CE) dall’8 al 12 Settembre aprono le porte di casa e cominciano a darci sotto di spillatura.
In queste 4 date infatti sarà possibile visitare il birrificio (ingresso gratuito), assaggiare i prodotti proposti da Karma stesso e lasciarsi incuriosire anche da una presenza importante di birrifici ospiti che porteranno la loro esperienza (e le loro birre artigianali) direttamente al visitatore.


Nelle serate di sabato 9 e domenica 10 inoltre sarà possibile una cena degustazione (su prenotazione! Al numero 346 8592002) a scelta tra tema sushi o prodotti locali…
Per chi invece ama gustare la birra con qualche fritto saranno disponibili food truck che daranno vita ad una preparazione live di street food, da accompagnare ai vostri frequenti refill nel giardino del birrificio.

Saremo pronti per il KO a Kult…Karma oltre la birra, ad Alife (CE) sabato 10 Settembre!

Evento Alife
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Sagra del fungo porcino, a Castelpagano (BN)


Un altro giro sulla giostra e cambia nuovamente la tipologia di evento e di menu.
Da una festa in montagna ad una degustazione di birre, ora invece torniamo sul classico con una sagra che fa da apripista al mondo delle foglie ingiallite e dei bicchieri di vino da gustare di fianco al focolare…la Sagra del fungo porcino a Castelpagano (BN) dal 16 al 18 Settembre.

Durante la sagra è possibile, degustare prodotti tipici locali, nonché i pregiati vini campani presentatati da esperti sommelier, il tutto allietato da musica, animazione e spettacoli.
Non possono mancare naturalmente i funghi porcini.
Siamo alla 24esima edizione per un evento che di solito allega alla sagra anche manifestazioni podistiche o fisiche, nel 2019 infatti fu messo a disposizione un telescopio per l’osservazione delle stelle.

Saremo alla Sagra del fungo porcino, a Castelpagano (BN) il 16 Settembre!

Evento Castelpagano
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Sagra della strazzata, a Castel Lagopesole di Avigliano (PZ)


Altra sagra, ma stavolta siamo fuori regione, in provincia di Potenza.
Sagra della strazzata a Castel Lagopesole di Avigliano (PZ) dal 23 al 25 Settembre.

La strazzata è straordinaria. Si tratta di una focaccia rustica, il nome deriva dal gesto di romperla con le mani, strapparla appunto. Di solito viene farcita con salumi, frittate, peperoni, porchetta, mortadella arrostita, nutella e creme dolci. Durante la Sagra della Strazzata sarà difficile non farsi tentare dall’assaggiarle tutte, accompagnando la cena con abbondante vino.

– Abbondanza di sottoli

Poi per smaltire è possibile una passeggiata nel mercatino dell’artigianato o il lanciarsi in balli popolari. Evento concepito anche per i bambini, con aree a loro dedicate.

Saremo alla Sagra della strazzata, a Castel Lagopesole di Avigliano (PZ) il 24 Settembre!

– Tipologie di strazzata
Evento Strazzata
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Festa dell’uva, a Oliveto Citra (SA)

Il comun denominatore di queste feste di settembre sembra essere il vino.
Altro appuntamento importante per noi sarà la Festa dell’uva di Oliveto Citra, che si terrà dal 30 Settembre al 2 Ottobre.

Giochi dell’Uva, gruppi folk, danze lucane stand espositivi, degustazioni, carri artistici, percorsi enogastronomici e ancora spettacoli.


Le serate saranno all’insegna di un percorso enogastronomico, con degustazione dei piatti tipici olivetani, per raccontare le eccellenze del “buon cibo” e del “buon bere” del territorio,

Saremo alla Festa dell’uva, a Oliveto Citra (SA) il 30 Settembre!

Evento Oliveto Citra
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Sagra dei funghi, a Cusano Mutri (BN)


Nostra prima volta in qualità di redazione presso la Sagra dei funghi, a Cusano Mutri (BN).
Evento gigantesco che si terrà dal 30 Settembre fino al 13 Ottobre!
L’evento ha valicato nettamente i confini della sagra e conta ogni anno tra i 200.000 e i 300.000 visitatori.
Una roba pazzesca.


Lungo il percorso si snoderanno gli stand enogastronomici, ovvero piccole abitazioni che si trasformeranno in punti di ristoro, condurranno i visitatori alla scoperta delle bellezze dei luoghi ma, soprattutto, dell’unicità dei sapori.

Ad accompagnare le prelibatezze culinarie è l’immancabile vino che richiama appunto storia e tradizione, regalando un’atmosfera di festa, ricca di canzoni e balli popolari, all’insegna di un’atmosfera tipica delle sagre. I concerti e gli spettacoli in piazza non possono mancare così come le visite guidate ed escursioni organizzate alla scoperta del borgo e dei punti caratteristici come le chiese, il museo e le antiche botteghe che mettono in mostra le loro specialità.

Saremo alla Sagra dei funghi, a Cusano Mutri (BN) l’1 Ottobre!

Evento Cusano Mutri
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– Falco

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Historiae Volceianae e Sagra della pasta – Buccino (SA) – 2022

Historiae Volceianae e Sagra della pasta – Buccino (SA) – 2022


Historiae Voceianae si mescola alla Sagra della pasta, festa tradizionale di Buccino (SA) integrando alla classica degustazione gastronomica un colorato sfoggio di cultura storica.
L’evento abbraccia diversi punti del paese ed è un’occasione per scoprire una Buccino che merita sicuramente di più di una visita fugace.

– Lasciatevi un angolino per la fagiolata


Dalla Sagra della pasta a Historiae Volceianae


Parlando con gli appassionati organizzatori, tra cui un gentilissimo Marcello Nardiello, ci rendiamo subito conto di quanto qui si tenga alla tradizione e alla storia del paese.
Il nuovo corso dell’evento non ha soppiantato il vecchio, l’ha semplicemente abbracciato e ne mantenuto addirittura il nome.

La sagra della pasta era un evento tradizionale dell’estate bucciniana e Historiae Volceianae ne ha semplicemente allargato e perfezionato i contorni. Ma esattamente in che consiste il tutto?


Il punto è che Buccino ha una storia che non basterebbero un mese di manifestazioni per rievocarla tutta nella sua interezza. Si parte dalle alleanze cartaginesi pre-romaniche, al dominio di Roma poi e alla sapiente arte politica dell’antico di borgo di inserirsi anche nelle alte sfere dell’epoca. L’inserimento di senatori autoctoni nei posti d’influenza, la posizione strategica, lo stampare moneta e perfino il saper rialzarsi in momenti bui di terremoti e sciagure ha fatto si che la città oggi possa giovare di un immenso patrimonio a cui attingere.

– Gli sbandieratori


Le rievocazioni e gli stand


Tutto comincia dal corso principale, dove in lontananza il castello si mette in posa alla luce della luna. Ha aspettato un migliaio d’anni che io lo fotografassi e nel marasma ho comunque rischiato di farlo venir mosso, ma sicuramente era lui che per l’impazienza non stava più fermo.

– Lo spettacolo sul corso


Qui gli sbandieratori provenienti da Cava de’ Tirreni si esibiscono avanti e indietro lanciando in aria i loro ampi drappi al ritmo di trombe e tamburi. Uno spettacolo che riempe gli occhi e che non stanca mai.
La cittadinanza apprezza e osserva silenziosa, per poi acclamare i ragazzi e le ragazze che hanno regalato un’eccellente esibizione.
Noi abbiamo parcheggiato sapientemente in uno dei parcheggi del centro storico, mossa che vi consiglio così vi risparmiate di avere a che fare con l’autista della navetta, roba che mediare con i romani era più gradevole.

Dal corso si passa al centro storico (che in realtà è un po’ ovunque), sbandieratori e musici sfilano e la festa comincia.


Al centro, sotto l’orologio che accompagna con i suoi rintocchi la vostra passeggiata nella suggestione, abbiamo un palco dove ascoltiamo una rara esecuzione di De Andrè e i primi stand.


Il chiostro e Il borgo


In piazza trovate una delle pietanze tipiche: gli struffoli.
Ennesima volta in cui ci troviamo di fronte a un prodotto con lo stesso nome di un altro, ma con una concezione completamente diversa.

Qui gli struffoli sono belli grossi, come sassolini di fiume, si snocciolano e si scrocchiano principalmente accompagnandosi con il vino ma non disdegnano formaggi e salumi.
Qui io e Corvo ci dividiamo, lui li rifugge, io credo che invece possano essere una valida e tradizionale alternativa all’ape col tarallo.


In piazza, sotto le panche, potrete anche osservare il mondo che dimora nel sottosuolo di Buccino.
Raramente vi ritroverete in una sagra coi pavimenti in vetro, altro bell’esempio di come tradizione, storia e moderno si uniscano tra Historiae Volceianae e Sagra della pasta.
L’antipasto prevede una buona soppressata e qualche amico della stessa.


Subito in fondo a destra, nei pressi della chiesa, superato un punto dove potrete divertirvi plasmando l’argilla, trovate il secondo stand dedicato all’antipasto.
Qui abbiamo provato un gran bel piattino di formaggi e salumi e soprattutto una fagiolata che ci ha colpito in positivo. Corvo distoglie lo sguardo mentre io scarpetto il sughetto tiratissimo della fagiolata con gli struffoli che mi sono portato dietro.
Prima di andar via fate due passi nel silenzio della chiesa.
Un’irreale bolla di quiete, con l’ovattato frastuono in lontananza degli sbandieratori misto alle melodie rock dei Queen che sobollono insieme alla fagiolata vi regalerà un’ancestrale galleggiamento di relax.


La pasta al castello


La pasta la trovate più su, nei pressi di ciò che rimane del castello. Le rovine sono comunque estremamente affascinanti. Un fico, un po’ di erba secca smossa dal vento, delle potenti luci bianche e un panorama che tra le luci della città sembra ribollire come lava vi reimmergono con un potente waterboarding in una storia senza tempo.


I primi da provare sono due: ravioli e fusilli.
Suona un po’ strano avere solo due primi alla Sagra della pasta, forse sarebbe stato carino proporre qualche pasta in più agli avventori, una volta avuta effetto avrebbe reso ancora più suggestive le rovine.

In compenso ho trovato buoni i ravioli e molto buoni i fusilli.
Gentile anche tutto lo staff e il personale che abbiamo trovato in giro per l’evento, che diligentemente serve pietanze e sposta macigni contenenti kg di fusilli.

– La voragine dei ravioli


Altra postazione da non perdere è quella dei secondi, se la bistecca di maiale non spicca (è complicato braciare bistecche per tante persone, però 4€ è un prezzo che manco all’agriturismo) il posto è tra i più belli. Sembra un presepe. Articolato su più livelli brulica di persone che divorano pane e salsiccia immersi nella storia, una frase che potrebbe anche rilanciare lo A spasso nel tempo di De Sica, ma che invece è perfetta sintesi del gran lavoro che l’organizzazione è riuscita a fare.

– Una cartolina da Buccino


Ancora una volta non solo gastronomia, ma storia, cultura ed intrattenimento.
Intrattenimento a cura del Cervo Bianco, tre musici che ci hanno deliziato con melodie dal sentore celtico.
Cornamuse e tamburi con vestiti dell’epoca, rifornitevi di vino e godetevi lo spettacolo.
Riguardo la cultura, potrete farvene una anche allo stand dei nostri amici della Birra Nuda, che incontriamo ancora una volta e che è sempre un piacere salutare, anche perché hanno iniziato questa simpatica tradizione del gonfiarci di birra ogni volta che ci vedono.


Historiae Volceianae e Sagra della pasta, conclusioni


Non ho molto da concludere, se siete arrivati fin qui vi siete resi conto di quanto quest’evento ci abbia convinto. L’organizzazione è ottima, la passeggiata lunga e suggestiva, le tipologie di intrattenimento sono varie e sicuramente convinceranno anche le comitive più disparate, la grande gentilezza di chi ci ha mostrato tutto, Marcello Nardiello, va ancora una volta segnalata. Insomma, ci siamo divertiti.

L’evento si tiene praticamente sempre dal 16 al 18 Agosto, segnatevelo e andate a scoprire Buccino, cosa che colpevolmente avremmo dovuto fare ben prima!


– Falco

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Chiani in festa – Giungatelle di Montecorice (SA) – 2022

Chiani in festa – Giungatelle di Montecorice (SA) – 2022

Da una piccola associazione una piccola festa, Insieme per Giungatelle si pone l’obiettivo di raccogliere fondi tramite Chiani in Festa per mantenere in sesto il patrimonio storico e culturale della zona. Per far ciò opera col nostro sistema preferito: cibo tipico.


Chiani in festa, il luogo


Quasi a mettere i puntini sulle i l’evento si svolge sul sagrato della chiesa, con un grande albero che rinfresca i fortunelli che se ne stanno godendo l’ombra, in una giornata di grazia dal classico caldo. L’atmosfera è immediatamente quella di un viaggio nel tempo negli eventini di paese pre-internet, di quell’Italia del sud da polaroid.

I posti a sedere sono (a occhio) un centinaio, numeri sicuramente al ribasso rispetto agli eventi cui ultimamente siamo abituati, che tendono sempre a crescere e a crescere.
Tramite qualche chiacchiera con gli organizzatori ci rendiamo subito conto che all’Associazione questo non interessa molto. L’importante è la festa e il suo svolgimento, l’importante è accontentare gli affezionati dell’evento che, come scopriremo presto, non sono affatto pochi.


Chiani in festa, il menu


Il menu di Chiani in festa è particolare per diverse ragioni.
Innanzitutto non troviamo nessun primo, scelta più unica che rara, dovuta chiaramente a questioni logistiche. Compensano però due specialità: Sfrionzolo e Capra vudduta.

Nelle cucine seguiamo lo svolgimento delle preparazioni, come un piccolo orologio ogni postazione ha il suo rodato meccanismo. Non c’è ancora la folla reclamante secondi e contorni quindi per ora l’atmosfera è rilassata e l’impressione è che ognuno sappia cosa sta facendo.

La prima postazione che osserviamo è quella della pizza fritta, i panetti sono pronti, si separano con due colpi decisi e lavorati in modo capace, poi si passa al friggerli e al condirli. Sugo e formaggio, classico.

E’ già tutto pronto invece alla postazione delle Mulignane ‘mbuttunate. Riposano nelle varie piscine di sugo ad esse dedicate. Come è facile supporre ed osservare le scorte sono limitate, per scelta.
Sia per una questione di qualità delle materie prime sia per, di nuovo, scelte logistiche.
Conviene quindi venire prima possibile, o si rischia di rimanere senza.

Chiani in festa, mulignane
– Mulignane a riposo


L’assaggio


Finito il piccolo tour osserviamo come le persone comincino ad arrivare (noi eravamo ancora nelle cucine e già vedevamo crearsi le prime file) e tocca anche a noi provare qualcosa.
Partiamo con lo sfrionzolo, che viene servito con una dose importante di patatine fritte.
Di base io preferisco le patate classiche saltate in padella o al forno ma devo dire che erano ben fritte, mai unte, e croccanti. La carne di maiale in questa pietanza sublima la definizione di soffritto poiché si crea una croccante crosticina intorno tutti i pezzettoni, una scelta sapida e aggressiva, che però convince Corvo, amante dei sapori laidi.

– Fasi della lavorazione dello sfrionzolo


A questo punto c’era già il pienone. Il palchetto ospitante liscio e karaoke non era neanche pronto che eravamo a pochi minuti dal fare un primo riciclo dei tavoli. Riusciamo al volo a beccare delle mulignane che il piccolo stand in legno (molto carino) è al sold out!

Il secondo attacco lo facciamo alla pizza fritta, alzandoci alternati per non perdere i posti a sedere.
E’ divertente vedere come le persone intorno a noi cambino mentre noi rimaniamo sempre seduti. Sembra di vivere un time lapse all’ingrasso.
Dovendo prendere la pietanza, fotografarla, provarla e passare avanti vien da sé che ci metteremo un’eternità a finire tutto.


Insieme a delle percoche nel vino agguantiamo al volo quello che è probabilmente l’ultimo piatto di capra del giorno (non avete idea dello scoramento quando viene dato l’annuncio, con gente che afferma di aver fatto decine di km per venire a provarlo!).
La capra viene servita dopo un lungo ammollo in acqua bollente, ciò rende le sue carni molto morbide.
E’ un piatto contadino che non è facile servire in gran numero a delle masse scalpitanti.
Richiede un lungo lavoro, questo spiega anche le dosi limitate cui si accennava prima.
E’ sicuramente il piatto più caratteristico e viene servito con patate e carote (che neanche noi acchiappiamo, figuratevi quanto era alta la richiesta). Un piatto tradizionale che mi fa piacere che venga ancora considerato e servito, sarebbe per loro molto più semplice fare un panino con la salsiccia, ma vuoi mettere la resa?

Chiani in festa, capra
– Mestolata abbondante di capra, notate la morbidezza delle carni distinguibile a occhio.


Assalto e capitolazione


Di solito non mi interessa parlare di folle, file e compagnia, poiché non è il numero di persone che decreta il successo o la qualità di un evento. Bisogna però considerare che in neanche 2 ore (siamo arrivati alle 19.30 e siamo andati via alle 22.30 circa, con gli stand che hanno aperto alle 20.00) è praticamente finito tutto. Alle 10 di sera la cassa è costretta ad alzare bandiera bianca, è rimasto “solo” lo sfrionzolo (e la pizza fritta), saranno passate in 2 ore non meno di 250 persone.

Il numero è impressionante considerato l’evento e denota, come dicevo, uno zoccolo duro di appassionati più il turista curioso che ha la possibilità di provare prodotti neanche sognati (vedi la capra).
L’ideale per Chiani in festa è proprio quello di rimanere fedele alla propria linea.
Un menu ben delineato, con piatti del territorio, a seconda della stagionalità e perfezionarlo fin all’eccellenza.


– Falco

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Birra in borgo – Sant’Egidio del Monte Albino (SA), Una passione tra amici che diventa evento

Birra in borgo – Sant’Egidio del Monte Albino (SA), Una passione tra amici che diventa evento


Birra In Borgo è un’evento nato dall’amore e dalla passione di alcuni amici, verso il proprio paese. Serate allietate da tanta musica e fiumi di birra che scorrono, nella magnifica atmosfera di Piazza G.B. Ferrajoli, a Sant’Egidio del Monte Albino (SA), rendono Birra In Borgo un evento a cui non si può rinunciare.

Birra in borgo, a Sant'Egidio del Monte Albino
– Birra in borgo, a Sant’Egidio del Monte Albino, dal 18 al 21 Agosto 2022

Le birre artigianali e la gastronomia


La quinta  edizione di Birra In Borgo valorizza la birra artigianale e l’enogastronomia tipica con concerti live e spettacoli. 
Vicoli e cortili popolari e corti di palazzi nobiliari si trasformano in location originalissime per degustare birre artigianali, e prodotti enogastronomici che esaltano le qualità tipiche del territorio.
A seguire concerti live con esibizioni di gruppi emergenti ed altri affermati e quella spensieratezza che accompagna i tanti visitatori che nelle quattro giornate affollano il borgo vicinissimo alla rete autostradale, l’uscita è Angri Sud, e autentica porta della Costiera Amalfitana con l’incrocio verso il Valico di Chiunzi.

Birra in borgo, birre
– Alcune birre presenti nelle passate edizioni

Cultura del buon vivere con un birra fresca e ristoratrice per godere di uno dei borghi più suggestivi della nostra regione. L’organizzazione sta lavorando per allestire spazi e offrire il massimo comfort per l’evento che come ogni anno attira sempre più visitatori.

– Uno spot dell’edizione 2019
Birra in borgo, copertina evento FB
– Clicca per avere informazioni nell’evento ufficiale!

– Falco

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La Fusllata – Valva (SA) – 2022

La Fusllata – Valva (SA) – 2022


La Fusllata di Valva è un evento che si tiene solitamente agli inizi di Agosto (quest’anno le date erano il 6 e il 7, quindi se volevi farci il pensierino mi sa che ti tocca aspettare il 2023!) e che omaggia uno dei prodotti simbolo di comune e provincia: il fusillo.

Fusllata, fusilli
– Un paio di tonnellate di fusilli


La Fusllata


Prima di fiondarci con la testa nel piatto come al solito Annalisa ci porta a fare due passi nel centro storico (che poi è praticamente tutto il centro). Ci lasciamo alle spalle la nota Villa D’Ayala che ho avuto la fortuna di vedere già in due occasioni e procediamo come prima tappa a goderci un ampio panorama.

Tra le montagne e il cielo a tinte rosa (quest’anno stiamo facendo incetta di tramonti) osserviamo la linea immaginaria che separa la provincia di Salerno da quella di Avellino.
Di fronte a noi, come luminosi step del più classico dei GDR spiccano Caposele, Calabritto, Senerchia e la sua valle e infine Contursi. Ad ogni paese per deformazione professionale abbiniamo una sagra, sorprendente quanto ci sia intorno a noi, siamo a 1 anno sagra da tutto!


Passeggiare per Valva è estremamente gradevole poiché se becchi il vicoletto giusto avrai un piacevole venticello rinfrancante che ti attira all’interno. Con alle spalle la Chiesa Madre e una caratteristica ruota da macina procediamo dritti e la prima tappa è il collegio dei fusilli. Qui riposano ordinati i fusilli della giornata (parliamo di 1 tonnellata di sola farina, ragazzi) e molti altri se ne aggiungono poiché vengono lavorati in continuazione nuovi impasti per far fronte alla grande richiesta del pubblico.


Già da queste immagini possiamo percepire cura e caratura di quest’evento.
La Fusllata di Valva è un evento che possiamo definire piccolo (rispetto al panorama di sagre estive) e che cova ambizioni di crescita, ma vi spoilero già che per il gusto che abbiamo saputo ritrovare, per l’accoglienza che ci hanno dimostrato e per il piacere delle passeggiate nei vicoli unite all’attesa minima in fila (proporzionata alla fila) io spero che non cambi mai di una virgola.


I piatti e le piazze


L’evento si svolge principalmente su due piazze, collegate naturalmente da un immaginario cerchio di vicoletti che vi invito a scoprire. Alzando o abbassando lo sguardo noterete incisioni di migliaia di anni, archi di pietre che sbucano chissà dove e chissà perché, una grotta in pieno centro ricoperta di vegetazione, il vecchio campanile e i numeretti rossi presenti su ogni blocco di pietra di ogni portone che sono stati fondamentali dopo il terremoto a ricostruire con ordine tutto.


Per evitare un improvviso calo di zuccheri (nonsiamaiiii!) Annalisa ci rifornisce di taralli e vino.
Il vino lo ricordavo benissimo dalla NIB (Notte in bianco, altro evento estivo di Valva) e scende giù che è un piacere, infatti in seguito ne metteremo a centro tavola 1 litro e mezzo bevuto come fosse acqua.
Non è da meno il tarallo che ha un gusto di forno a legna che gli dona un aroma unico.
Il tarallo viene servito anche nel menu completo insieme a un sapido ed apprezzato formaggio, si conclude così un ideale trittico col vino che vi invito a non sottovalutare!


Proseguendo nei vicoli si arriva alla piazza del campanile (nome dato da me, ma tanto le piazze 2 sono, non vi potete sbagliare) e qui c’è musica leggera italiana, ma anche moderna (a Valva alternano molto a seconda degli anni i generi musicali, per fortuna optando al massimo tra vecchi classici e folk, quindi in quest’oasi felice non c’è Shakerando). In questa piazza si distribuisce il vino, segnatevelo.


Parliamo di fusilli


I fusilli possono essere gustati in tre diverse versioni: al sugo semplice, al ragù di cinghiale, in bianco con porcini. Sono tutti eccellenti, quindi andate sul sicuro. Non voglio manco far finta di imbastire critiche e commenti tecnici, sono tutti buoni e di alto livello, fine.

Bontà nella bontà però devo dirvi che sono rimasto sorpreso veramente in positivo in particolare da quelli in bianco coi funghi. Hanno tirato fuori una cremosità e un profumo sul quale imbastire probabilmente una sagra a sé, provateli.


Nel menu completo è presente anche un piatto di…verdure? contorni?
E’ praticamente un altro piattino completo che fa da contorno solo di nome nel quale troverete una spessa e umida frittata (ottima), dei funghi (molto carnosi) e delle verdure saltate in padella che rivelano una croccantezza che non trovi in un ristorante qualsiasi. Quest’ultime erano eccellenti.
Recensione (racconto!) più facile di sempre.

ALTRO PIATTINO altra pietanza. Uno spezzatino con piselli che…indovinate un po’? Si, è molto buono.
Cremoso, tenero, perfettamente amalgamato, si accompagna col pane fresco e fatto in casa presente sempre all’interno del menu, ideale per scarpettare, non tralasciatelo.

A scelta potete optare anche per una sfrionzola classica, non per questo da meno qualitativamente al resto del menu.

Ah, si, c’è anche la zeppola. Ci dicono che la zeppola per notorietà se la batte alla pari col fusillo. Nonostante fosse bella, buona, paffuta e soffice, benché mantenesse una decisa consistenza interna, per me vince il fusillo.

Fusllata, zeppola
– La zeppola


Conclusioni al mandarino


Per via delle tante cose da provare (ci hanno farcito come tacchini) ho tralasciato alcuni aspetti che vanno sottolineati e che avevo accennato prima.
Il piacere, la naturalezza e la gentilezza con cui siamo stati accolti è difficile da credersi.
Persone che interrompono il loro lavoro di giorni per mostrarci i prodotti di cui sono fieri e che curano come fossero loro figli, che ci invitano nelle retrovie per scoprire come si cuoce questo e condisce quello, orgogliose e curiose di sapere cosa ne pensiamo, manco ci ponessimo come critici (al massimo come affamati, su quello non deludiamo mai).

Sono cose possibili solo in un evento e una comunità con ritmi ben scanditi e decisamente più lenti e controllabili di quelli di una grande organizzazione, e lo comprende anche il pubblico.
Soprattutto quando assaggia!
Era tutto spettacolare, peculiarità che abbiamo constatato solamente in altri eventi che fanno gli stessi numeri, ma è naturale. Cambia la cura, cambia l’attenzione, è tutta un’altra cosa.

– Il Trono di Sagre e Il Gruppo Amico durante le celebrazioni di fine e riuscitissimo evento


Addirittura ci siamo infilati anche nella foto di gruppo dove abbiamo provato un amaro al mandarino per pochi eletti, offertoci con grande garbo dal presidente del comitato, se potete procuratevelo in qualche modo.
Auguro a Valva di scegliere la via che preferisce, col grande onere di mantenere un livello qualitativo così alto!


– Falco

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Festa medievale San Martino – Montecorvino Rovella (SA) – 2022

Festa medievale San Martino – Montecorvino Rovella (SA) – 2022


Nella frazione omonima di Montecorvino Rovella (SA) si tiene la Festa Medievale San Martino.
Quella di quest’anno è una 2° edizione siccome dopo il primo fortunato tentativo l’organizzazione ha dovuto fermarsi per due anni per i motivi noti.
L’evento si terrà dal 5 al 7 Agosto 2022.


Il nostro medioevo


Nonostante una cura capillare di molti particolari il vicolo che ospita l’evento (900 dignitosi metri di festa) presenta un solo sito realmente appartenente al periodo preso in esame, la chiesa di San Filippo, appartenente al XV secolo.

Si è scelto comunque di celebrare questa particolare data poiché lungo il percorso sono presenti strutture ed abitazioni, talvolta abbandonate dalla popolazione (seppur per la maggior parte curate) risalenti tranquillamente al 1700, 1800 e così via.
Il salto nel passato è un modo per tener viva l’attenzione su una strada ricca di storia che rischia di passare altrimenti inosservata e dimenticata.


L’evento è ricco di particolari, basti osservare gli stendardi in legno che portano il nome di ogni taverna o punto ristoro che si trova durante il percorso. I drappi, i segnali stradali, le balle di fieno ma soprattutto gli spettacoli. Impossibile non citare anche le monete che si sono presi la briga di coniare A MANO e che potete cambiare nei tre diversi banchi di cambio presenti, imperdibili.

Il vero punto focale, dicevo, sono infatti i diversi spettacoli che si alternano nelle tre piazze principali del percorso.
Durante il corso di questa edizione osserverete il suggestivo scambiarsi di figuranti e di danze. A partire dall’irriverente gobbo passando per l’artista del fuoco Nino Scaffidi.


Uno degli artisti itineranti che più ho apprezzato è quello dei Viandanti di Montevergine. Un gruppo in costume che si esibiva in danze da corti medievali con tanto di musiche d’epoca. Da amante personalmente sia del fascino delle corti che di questo tipo di melodie non ho potuto fare a meno di fermarmi ogni volta che li incontravo.


Il menu ricercato della Festa Medievale San Martino


Nonostante la Festa Medievale San Martino non punti ad essere un evento gastronomico (o una sagra) ma bensì un carosello da osservare per stupirsi e divertirsi, il parco di pietanze offerto è degno della cura dimostrata dagli organizzatori in tutti gli altri ambiti.

Abbiamo due primi diversi: Fusilli al tartufo (7€) o Fusilli con zucchine e guanciale (5€).
Entrambi i piatti sono abbondanti. Il più sfizioso dei due è indubbiamente la variante al tartufo. Il costo non è popolare ma il tartufo c’è, si vede e si sente pure.
Questa è l’unica taberna dove potreste incontrare un po’ di fila data la grande affluenza. A onor del vero sfortuna ha voluto che dovesse esserci il ricambio della pasta proprio quando toccava a noi, perché per il resto è filata via liscia senza mai grosse attese.

Festa medievale San Martino, Fusilli al tartufo
– Pioggia di tartufo


Altre pietanze da provare sono il caciocavallo impiccato con tartufo (4€) e il pan tuost’ con fagioli (4€ con vino omaggio).
Benchè il cacio sia il simbolo perfino della nostra pagina uno degli alimenti che più mi ha colpito (insieme al vino con le percoche che si trova nell’ultima piazza, 2€) sono proprio i fagioli.

Lo stand in legno si trova in un piccolo atrio circondato da abitazioni. Il piatto è abbondante, tanto da risultare anche bello peso, componibile (vengono serviti fagioli sul pane e si può scegliere di condire con pomodori, cipolla, aglio, peperoncino in olio o piccante etc.). Sicuramente di gran gusto.

Fagioli e pan tuost
– Carosello di fagioli


Lo spezzatino di cinghiale va letteralmente a ruba. Le quantità sono limitate perché come dicevo l’aspetto del cibo non è uno dei punti principali su cui punta l’organizzazione, non è una festa dove ci si viene ad abbuffare. La scelta è stata quella di avere diversi elementi di qualità ma in dosi limitate. Neanche noi, che ci siamo colpevolmente attardati convinti di avere più tempo, siamo riusciti a provarlo!


Mercatini, mostre e Falconieri


Oltre a stand di birra artigianale (ottima) alla spina durante il percorso è possibile anche trovare qualche piccolo esempio di mercatini artigianali, dai dolciumi alla lavorazione del legno.
Una delle mostre che colpisce di più è quella delle armi medievali ed armature.

Il curatore è un vero appassionato del periodo e ha realizzato egli stesso i vari trabocchi, baliste, arieti e torri che potrete ammirare esposti nel piazzale.
Sarà ben felice di scambiare con voi qualche osservazione sul suo lavoro, non temete di chiedere.


I Falconieri dell’Irno sono stati un altro dei vari spettacoli educativi e di sicuro effetto della Festa.
Il loro show di barbagianni, poiane, falchi e gufi ha creato una folla di curiosi e rispettosi appassionati del mondo dei rapaci. Insieme all’eleganza dei rapaci l’occasione è stata sfruttata anche per fare un po’ di divulgazione, che non fa mai male.

La Festa Medievale di San Martino è dunque un evento peculiare per le caratteristiche espresse.
Non è facile trovare nei paraggi un’organizzazione che non decide di giocare facile e non puntare sul cibo.
Caparbiamente, invece, si è deciso di dare tutto sulla cura degli spettacoli innanzitutto e in generale su una sensazione di voler crescere e migliorarsi per diventare un punto di riferimento per gli eventi del genere, e della zona.
Certo, dopo due anni di stop e una sola edizione non era facile tornare in grande stile e qualche postazione un po’ scarna di addobbi lo dimostra. La serietà del comitato organizzativo, col quale ci siamo fermati a parlare a inizio e fine serata è però una garanzia per la crescita dell’evento nelle edizioni immediatamente successive, ne siamo certi.

Festa medievale di San martino, mappa
– Mappa del percorso


– Falco

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