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Sagra del Carciofo – Pietrelcina (BN), una tradizione che va avanti dal 1976

Sagra del Carciofo – Pietrelcina (BN), una tradizione che va avanti dal 1976

Quest’anno l’appuntamento sarà il 4 maggio 2024, con il menù completo a base di carciofi della Sagra del Carciofo di Pietrelcina (BN). Ma sarà possibile saggiare un “antipasto” di ciò che vi aspetterà il 4 maggio, già nelle giornate del 21, 25 e 28 aprile. Infatti in Piazza SS. Annunziata dalle ore 11:00 sarà possibile partecipare ad un aperitivo e provare un primo piatto a base di carciofi di Pietrelcina.

Il 4 maggio, presso il Parco Colesanti lo start avverrà dalle ore 19.00


Sagra del carciofo di Pietrelcina


Durante gli appuntamenti sarà disponibile un area mercato aperta con vendita del rinomato carciofo di Pietrelcina. Inoltre ci saranno stand aperti per degustare pietanze a base di Carciofo di Pietrelcina (Presidio Slow Food), con Birra e Vino Locale.

Gli avventori dell’evento potranno provare in un vassoio un primo piatto di pasta condita con sugo di carciofi, i tradizionali carciofi ‘ndurati e fritti con l’olio extra vergine delle nostre parti, bruschetta o carciofi cucinati in modo diverso, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino locale.

La Sagra del Carciofo di Pietrelcina è stata creata dalla Pro Loco di Pietrelcina, la quale è stata istituita il 9/2/1976, l’attuale presidente è Dario Faiella.
Attualmente i soci sono circa 60.


Sagra del carciofo di Pietrelcina


Anche i ristoranti cucineranno il Carciofo

Con la XXV sagra del 2003, per dare la possibilità ai tanti pellegrini e turisti di apprezzare la bontà del nostro prodotto, è stata istituita la Prima Settimana Gastronomica del Carciofo Pietrelcinese: vengono così coinvolti anche vari ristoratori locali mediante menù turistici a base esclusivamente di carciofo, per far conoscere non solo la sua squisitezza, ma anche i modi diversi in cui può essere utilizzato in cucina.

Sagra del carciofo di Pietrelcina


Il carciofo e gli altri prodotti locali

La Sagra è nata dunque con lo scopo di promuovere la diffusione del prodotto forse più genuino di questa terra: il Carciofo.
Alle già note proprietà alimentari e terapeutiche di tale ortaggio, quello di Pietrelcina affianca un gusto tutto particolare per fragranza, tenerezza e delicatezza che lo differenzia dagli altri prodotti altrove.

Il carciofo di Pietrelcina, introdotto nel 1840, è lavorato completamente a mano, necessita di pochissima acqua (fondamentale, di questi tempi!) ed è tenerissimo, anche grazie alle foglie ripiegate sul “fiore” stesso (tecnica della Copertura)

Sagra del carciofo di Pietrelcina


La coltivazione nelle terre di Pietrelcina

Svolta ancora a mano come una volta

Chiunque possiede un piccolo orticello ne riserva alcuni metri quadrati per la coltivazione propria.
Alcuni contadini ormai ne hanno fatto l’attività principale e da una indagine effettuata circa 20 ettari sono dedicati alla sua coltivazione.

È, inoltre, in corso un progetto di studio da parte di alcuni docenti della Facoltà di Scienze Agrarie di Portici per la valorizzazione proprio del Carciofo di Pietrelcina e per promuoverne la denominazione d’origine. Non ci resta che augurarvi a tutti una buona sagra del carciofo 2024!

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Porcus Festival – Puglianello (BN), tutta la tradizione della cucina contadina a base di maiale

Porcus Festival – Puglianello (BN), tutta la tradizione della cucina contadina a base di maiale

Si rinnova l’appuntamento a Puglianello, in provincia di Benevento, per l’ennesima edizione del Porcus Festival. Le date ufficializzate sono quelle dall’8 al 10 marzo 2024.

Tutta la tradizione della cucina contadina a base di maiale torna disponibile in menu al 𝐏𝐨𝐫𝐜𝐮𝐬 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 di 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨, presto scoprirete il menù. Intanto però godetevi la splendida locandina, suggerita dal Trono di Sagre e realizzata dalla Smile Creative Agency.

porcus festival
Il lato più caotico, colorato e caldo di un evento, visto dagli occhi di Zufo, artista digitale che tramite Smile Creative Agency di Dario Moccia omaggia il 𝐏𝐨𝐫𝐜𝐮𝐬 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 di Nuovo Centro Studi


Il Porcus Festival, al solito, è organizzata dal Nuovo centro studi Puglianello, si terrà a Via Acquara nel centro di Puglianello dall’8 al 10 marzo 2023. Noi del Trono di Sagre, siamo stati già ospiti la scorsa edizione, e possiamo assicurarvi un prodotto eccellente, con tante proposte diverse per accontentare tutti i palati.

Vi anticipiamo, che cambierà anche la location 😉

porcus festival



Un’altra novità di quest’anno, è che saranno previste anche visite guidate presso aziende agricole del luogo e allevamenti. Un altro passo in avanti verso la riscoperta delle tradizioni, messe a disposizione per chiunque voglia immergersi nella ruralità.

porcus festival menu



Come avete avuto modo di osservare dal menù, saranno previste diverse opzioni, sia per i primi che per i secondi. Il tutto sarà allestito in tensostruttura riscaldata, contrastando così anche eventuale maltempo.

Domenica 10 Marzo 2024, a differenza degli altri due giorni, dove gli stand apriranno alle 19.00, sarà possibile gustarsi anche un buon pranzo a partire dalle 12:00.

Riguardo ciò che concerne la parte musicale invece, durante il primo giorno saranno ospiti gli Acustic trio, mentre la seconda serata sarà animata da musica popolare e infine La Posteggia di Domenica.

Ecco una precisazione riguardo il luogo dove si terrà l’evento:

porcus festival location


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Sagra dei funghi – Cusano Mutri (BN) – 2023

Sagra dei funghi – Cusano Mutri (BN) – 2023


Ogni anno Cusano Mutri ospita quella che col tempo è diventata una delle più vaste, note, popolate esperienze del panorama autunnale e regionale: La Sagra dei funghi.
Il nome riprende ancora quello della vecchia manifestazione originale ma col tempo l’evento si è evoluto in tutt’altra cosa. L’edizione 2023 durerà inoltre ben 18 giorni, dal 29 Settembre al 15 Ottobre.


L’evoluzione della Sagra dei funghi


Come ha fatto una festa di paese, una sagra come tante, a tramutarsi nel punto di riferimento se si pensa ad un evento di successo? Tanta costanza. E una morfologia complice.
Il comune di Cusano Mutri, infatti, non differisce più di tanto da altre simili realtà che ospitano eventi nello stesso periodo dell’anno, anche la conta dei suoi abitanti (3.000 circa) è in linea o di poco superiore alla media.

– Arrosticini di Azienda Agricola Della Rosa


Aver avuto la costanza di mettere in piedi 43 edizioni però conta terribilmente nel crearsi un nome, soprattutto in un periodo storico nel quale non c’era il supporto di internet. Il nome stesso dell’evento è risuonato quindi come una campana solitaria e ha accolto proseliti in tempi non sospetti (e quando non era facile farlo, e ci si poteva basare solo sul passaparola!). Abbiamo personalmente incontrato sul posto “frequentatori assidui” dell’evento che non mancavano un’edizione da 7 anni, e ci tenevano a farlo sapere.

Altro incredibile bonus è la struttura stessa del paese. Un piccolo rompicapo fatto di scale, saliscendi e archi in pietra che da la piacevole illusione del presepe, di un’antica città in miniatura (neanche poi così piccola, se si pensa ai percorsi che si creano naturalmente tra i vicoletti connessi), di un posto da esplorare che consente una scoperta dietro ogni angolo.


Aggiungici i sapori e i prodotti delle terre beneventane (funghi compresi) e il gioco è fatto.
Naturalmente non è stato tutto così semplice, ma l’essere partiti con grande vantaggio ha aiutato non poco. C’è stata indubbiamente lungimiranza da parte dei comitati organizzativi prima, e dall’amministrazione comunale poi, che ha saputo sospingere l’ascesa di Cusano Mutri sulle mappe.


150 stand e innumerevoli proposte gastronomiche


“Quanti piatti ci sono? Abbastanza da non poterli provare tutti in 20 giorni di festa”, ci rivela Giuseppe Maria Maturo, il sindaco. L’evento ospita infatti oltre 150 stand diversi, tra comunali, pro loco, privati, locali e naturalmente aziende agricole.

Viene dato libero sfogo alle proposte degli standisti, e non per forza dev’essere protagonista il fungo, anche perché, con la mole di gente che ogni anno visita la sagra (col limite delle 10.000 a serata!) è matematicamente impossibile che il territorio circostante possa fornire abbastanza funghi (immaginate quest’anno, dove non ha neanche piovuto!). “Sagra dei funghi” ricorda quindi più il nostalgico proprosito originale, ma l’evento che ci ritroviamo oggi davanti è un festival. Ricco di musica e partecipazione.

– Menu disponibile presso lo stand Lo Svago


L’aver dato la possibilità agli standisti di personalizzare l’area immediatamente circostante alla loro postazione ha fatto si che si creasse una naturale diversità che sorprende e diverte l’avventore.
Non è raro trovare piccoli mucchietti di visitatori intenti a ballare danze completamente diverse (e provare piatti completamente diversi) a pochi metri di distanza.

Essendo attiva tutti i giorni della settimana, inoltre, si crea una naturale scrematura e selezione. Avete voglia di una semplice passeggiata provando qualche specialità? Potete venire a Cusano Mutri dal lunedì al giovedì, nel weekend la situazione si scalda e la città si riempie anche di comitive di giovani. Sabato e domenica mattina invece le carte si mescolano ancora, e la città si riempi di grandi e piccoli, famiglie intere comprese.


Cosa abbiamo provato alla Sagra dei funghi


Per una raccolta più semplice del materiale divulgativo da sottoporvi noi siamo stati a Cusano Mutri di Lunedì sera! La serata come anticipato era molto più tranquilla di quella che vi si pone davanti durante il weekend ma nonostante ciò c’era comunque una discreta partecipazione (con il 20-30% di stand aperti) e siamo stati accolti in maniera molto calorosa. Indimenticabile tra gli altri il siparietto nella piccola galleria d’arte dove tra prosciutto crudo (di una dolcezza e tenerezza commovente) e rosso, vino rosso e quadri rossi, abbiamo composto il nostro personalissimo trittico artistico.


Dopo i primi metri fatti, addentrandoci nel centro storico, siamo stati subito aggrediti da alcune pizzelle fiori di zucca e funghi, bollenti e saporite. Un aperitivo che è una bomba calorica, giusto per iniziare.


Ancora meno passi e siamo piacevolmente placcati da Alta Mangiuria, caseificio di Alife (CE) che partecipa anche abitualmente a Kult, l’evento del birrificio Karma. Qui abbiamo provato una serie di formaggi uno più buono dell’altro. Al mirtillo, al tartufo, aromatizzato al fieno, con arancia e cannella…

Delle vere e proprie delizie di cui siamo stati anche omaggiati. Un pit stop obbligato prima di andar via, per portarsi a casa un profumato e unico ricordino.


Addentrandosi sempre di più, seguendo le stradine lastricate in pietra, ecco alcuni stand locali, come quelle delle polpette ai funghi di Basile Mosè. “Classiche polpette” come da lui definite, ma con l’aggiunta di una cremina ai funghi che le rende speciali. Tra le cose favorite provate in serata.
Alla polpetta si accompagna una carica “carne e peperoni” (qui non si chiama Sfrionzola!) bella pregna d’aceto, e si va avanti.


Altri sapori della Sagra dei funghi


Subito dopo la polpetta ai funghi vi troverete davanti a un bivio. Se salite sopra, prendendo le scale e aggirando le ortensie, troverete molti stand gastronomici di attività locali (e potrete fare anche una piacevole passeggiata, scoprendo altri vicoletti di Cusano), scendendo giù invece, lasciandovi sulla destra l’Oscar Wilde pub….troverete altri stand gastronomici. In realtà la parte che conduce verso il basso dal lunedì al giovedì è piuttosto vuota, quindi se la vostra visita è infrasettimanale vi consigliamo o di fare un tentativo salendo…o di tornare indietro.


Questo non significa che in piazzetta non avete nulla da sgranocchiare, anzi.
La prima casetta in legno che trovate sulle scale propone svariati tipi di pizza fritta realizzata al momento.
Crema di funghi, un ragù bianco di funghi e salsiccia, porchetta, prosciutto crudo e rucola, nutella, classica al pomodoro e tanto altro ancora. Ci è stato subito chiesto se volevamo provarne una, ovviamente abbiamo detto di si senza pensarci troppo.


Con le mani completamente ricoperte di crema ai funghi siamo stati chiamati a raccolta dall’Azienda Agricola De Rosa, che propone i suoi arrosticini di pecora e del caciocavallo impiccato ai funghi (o al tartufo). Qui già l’anno scorso prendemmo del cacio filante, quest’anno invece non ci fanno neanche fiatare, ci piazzano una birra gelata in una mano e nell’altra due fettone di pane, formaggio e funghi.
Ci appollaiamo poco vicino e affondiamo i denti nel cacio bollente.


Piacevole ritorno al gusto della caseina fondente, che quest’anno, complice un po’ la reale overdose dell’anno scorso, avevamo un po’ messo da parte. Incredibile, se pensate che è letteralmente il nostro logo!


Pizza & Pasta (con funghi)


La fiera del carboidrato non finisce qui. Mentre siamo a fare qualche ripresa presso Lo Svago veniamo subito apostrofati dal pizzaiolo: “Ma una pizza la volete?”. Noi che praticamente abbiamo assunto il quantitativo in carboidrati di 3 piatti di pasta cadauno ovviamente diciamo di si.


Detto fatto dal forno esce una morbida pizza ai funghi, con abbondante mozzarella.
A questo punto siamo ubriachi di amido, e non abbiamo neanche incominciato con la pasta!

La pasta presa in esame sarà proprio quella dello stand L’arte del sapore.
Qui troviamo almeno quattro primi diversi: Tagliatelle, Gnocchetti, Paccheri (tutte e tre in bianco e col tartufo) e una trofia al tartufo realizzata in primis per un affezionato seguace del forno (che diventa stand gastronomico durante l’evento) che non salta un piatto. Mi volto ed è lì felice, ad aspettare le sue trofie.


Tra le scelte, consigliata anche solo per il profumino, una zuppa che in realtà è un ragù, per quanto è denso e pregno di funghi, umori e un tocco di pomodoro.
Come souvenir avete l’imbarazzo della scelta durante le vostre passeggiate, vi abbiamo già parlato del formaggio di prima scelta di Alta Mangiuria, mentre qui da L’arte del sapore troverete dei taralli tostati al forno con polvere di porcini, un’altra ottima idea per ricordare la serata.


Sagra dei funghi, dettagli


La Sagra dei funghi continuerà fino al 15 Ottobre. Sabato e Domenica mattina ci sarà molto partecipazione, così come dal Venerdì alla Domenica sera. Per una passeggiata più tranquilla si consigliano i giorni dal lunedì al giovedì.

Clicca sull’immagine per essere visualizzare il calendario eventi!


Falco

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Sagra dei Funghi – Cusano Mutri (BN), una settimana in più del solito e un percorso ancora più esteso

Sagra dei Funghi – Cusano Mutri (BN), una settimana in più del solito e un percorso ancora più esteso

Uno dei borghi più belli della Campania, il suggestivo paese di Cusano Mutri, perla del Parco regionale del Matese in provincia di Benevento, dedica un fragoroso palcoscenico al prodotto principe del suo territorio, il fungo porcino. Quest’anno la Sagra dei Funghi torna dal 22 settembre al 15 ottobre 2023, tirando un sospiro di sollievo, viste le ultime false notizie di una possibile sospensione a causa di un non completo piano di sicurezza.

Sagra dei Funghi

Nella suggestiva cornice del borgo medievale, gli stand gastronomici e bancarelle del mercatino aprono tutte le sere (il sabato e la domenica già dal mattino) per accogliere gli ospiti e proporre le ricette di una delle sagre dei porcini più importanti d’Italia, dove il fungo è valorizzato dalla maestria degli chef le cui preparazioni fanno leccare i baffi proprio a tutti.

Sagra dei Funghi

Ci sono due importanti novità: una settimana in più rispetto al solito e un percorso gastronomico ancora più esteso. Nei giorni feriali si può visitare la sagra di sere tenendo presente che è a disposizione soltanto il 30% dei stands.

Sagra dei Funghi

Storia e tradizione chiamano in causa l’immancabile vino, elemento che sincronizza, motiva, unisce e mette allegria come in ogni paese in festa. Tanto divertimento anima serate all’insegna della buona tavola, del folclore e degli antichi canti popolare tra esposizioni ed esibizioni di ogni tipo, ma anche visite guidate alla scoperta dei principali punti di interesse della località, delle chiese, dei monumenti e avamposti naturali del territorio.

Sagra dei Funghi

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Sagra del Fungo Porcino – Castelpagano (BN), i fine settimana dal 15 al 24 settembre 2023

Sagra del Fungo Porcino – Castelpagano (BN), i fine settimana dal 15 al 24 settembre 2023

La Sagra del fungo porcino a Castelpagano (BN) si terrà quest’anno venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 settembre 2023 e venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 settembre 2023 per quella che viene annoverata come la 25esima edizione.

Il Trono di Sagre sarà presente e sarà occasione anche per visitare il borgo sannita, oltre che un tris di giornate ideali profumate al fungo porcino.

Sagra del Fungo porcino

Il menu completo della Sagra del fungo porcino sarà ovviamente preparato in tutte e 6 le giornate, sarà possibile quindi degustare i prelibati piatti dal venerdì alla domenica, nei due weekend messi a disposizione, in piazza Municipio, il pranzo dalle ore 12.00 e la cena a partire dalle ore 20.00.

Sarà anche allestito un trenino turistico, già presente nelle precedenti edizioni che consentirà agli avventori di fare un vero e proprio giro turistico del centro storico di Castelpagano. Saranno poi organizzate anche escursioni, passeggiate turistiche sensoriali, degustazioni di vini delle cantine del Sannio.

Sagra del Fungo porcino

Interessante abbiamo trovato anche l’iniziativa dell’Aperifungo, nella splendida piazzetta Case della terra dove sarà allestito un vero e proprio aperitivo a base di fungo, con stuzzicheria, hamburger e street food.

Sagra del Fungo porcino

Vi proponiamo intanto qualche anteprima di quello che troverete, ovvero qualche scatto da noi fatto durante l’edizione 24esima scorsa. Abbiamo particolarmente gradito le tagliatelle ai funghi porcini ma anche la pizza, che come vi renderete conto andrà per la maggiore.

Sagra del Fungo porcino
Sagra del Fungo porcino
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Sagra del pomodorino datterino – San Bartolomeo in Galdo (BN)

Sagra del pomodorino datterino – San Bartolomeo in Galdo (BN)


San Bartolomeo in Galdo, piccolo comune del beneventano di 5.000 abitanti, si ritrova per le mani una vera primizia. Un’eccellenza nel campo già pregiato delle colture di nicchia: il pomodorino datterino.
La corrente amministrazione comunale, in vista del marchio De.Co (denominazioni comunali di origine) in arrivo ha scelto di onorare questo prodotto con una giornata ad esso dedicata, la Sagra del pomodorino datterino, appunto, che si è svolta sabato 19 Agosto proprio tra le strade della città.


Sagra del pomodorino datterino ed eccellenze locali


La Sagra del pomodorino datterino esalta la coltivazione tipica del comune di San Bartolomeo in Galdo. Il microclima e la conformazione del terreno di San Bartolomeo permettono infatti la coltivazione senza irrigazione, conferendo al pomodorino datterino particolare dolcezza e un alto grado zuccherino.

Arrivando sul posto infatti ci siamo goduti dall’alto un panorama collinare che si estendeva a perdita d’occhio. Sormontato da delle sceniche pale eoliche che proteggevano con le loro imponenti ombre colture, vigneti e distese dorate di grano.


Nonostante il caldo pressante degli ultimi anni, che perfino San Bartolomeo, nel suo piccolo, sta percependo, la posizione privilegiata permette al paesino di essere amabilmente spazzolato dal vento e di rimanere fresco abbastanza per favorire questo tipo di coltivazioni.

La raccolta avviene rigorosamente a mano e l’inscatolamento vi si succede molto rapidamente, mantenendo così inalterata sia la freschezza che la dolcezza del prodotto.

Povero di calorie, il datterino è ricco di sali minerali, vitamine e antiossidanti salutari per la pelle.

Il suo sapore aromatico e particolarmente dolce è l’ideale per molti piatti a base di pesce ed anche un gustoso condimento per la pasta...


Per disquisire sull’argomento la popolazione è stata invitata dal sindaco Carmine Agostinelli, tra i più convinti fautori dell’idea, ad una tavola rotonda, che in realtà era un palco quadrato, con le figure politiche più influenti sull’argomento. Non sono mancate premiazioni di personaggi locali che con il loro intervento sono riusciti a rendere questo prodotto noto al grande pubblico anche in tempi non sospetti, lontani dalla luce dei riflettori. Tra gli invitati anche il campione del mondo (oggi agricoltore) Francesco Moser.


Sagra del pomodorino datterino, il menu


Per esaltare il raffinato prodotto è stato istituito un menu degustativo dal prezzo puramente simbolico di 10€. Potete fidarvi se parliamo di prezzo simbolico. Di eventi ne giriamo e un menu così non potrebbe costare così poco neanche se fossimo nel meraviglioso, pre-apocalittico, 2019.

Il menu era così composto: Bruschetta (Con pomodorino, olio e origano). Pizzella (Pasta cresciuta fritta con passata di pomodoro datterino, parmigiano, basilico). Cavatello (Uova, Farina, Pomodoro datterino fresco, basilico). Polpetta (D’uova, parmigiano e mollica di pane) e Straccetti (Carne di vitello cotta al burro con pomodoro e basilico).


Per i nostri affezionati lettori della provincia di Salerno segnaliamo che i cavatelli non sono gli stessi nostri ma una variante della tradizione beneventana tra lo scialatiello e le trofie. Tipicissima del posto (e del vicino Molise, che vi dedica più di un evento) la Polpetta cacio e ova, di cui io, da amante folle delle polpette, non ho potuto fare a meno di invaghirmi. Gustosa nella sua semplicità anche la pizzella. Niente più di una montanarina/pizza fritta (a seconda di che provincia campana siete!) cucinata da una simpaticissima signora che nelle retrovie, mentre scattavamo le foto, ci ha ingozzato con due/tre porzioni al volo, ustionanti, tirate fuori dal pentolone a mani nude!


Sagra del pomodorino datterino, i laboratori


In parallelo al convegno e al menu degustazione è stato simpatico seguire i laboratori dedicati ai bambini. In una pace irreale fatta di sorrisi e buonumore veniva insegnato ai più piccoli tutto il processo che va dalla coltura al prodotto finito.


I bambini prendevano i pomodori dalle cassette messe a disposizione, li lavavano e (a fatica) li passavano, separandoli dalla buccia e rendendoli salsa. L’importanza di un antico rituale quasi scomparso, reso estremamente celebre da qualche generazione precedente (tutti avevamo la nonna che faceva le bottiglie!) che viene, per fortuna, ripreso. Un’idea senza dubbio apprezzabile che trasmette l’importanza di un prodotto principe del proprio territorio tramite il gioco.


Nonostante la prima edizione c’è stato un buon successo di pubblico. Già prima della fine del convegno si era formata una temibile fila ansiosa di testare la versatilità del pomodorino datterino di San Bartolomeo e di conseguenza il passo più arduo sembra esser stato compiuto con scioltezza. Alle prossime edizioni il compito di prendere quel che di buono è stato colto, passarlo e renderlo pronto per lo scaffale e la tavola. Il pomodoro è del resto un elemento che si adatta alla perfezione alle tavole di una sagra (figuarsi uno con tutte queste proprietà e qualità). Basti pensare ad eventi simili che hanno già riscosso successo. Penso a Il Bianco e la Rossa, di Rotonda (PZ), a Corbara e il Corbarino, in provincia di Salerno e al successo della Sagra del Pomodoro San Marzano DOP di Striano (NA).


Falco

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Sagra del Pomodorino Datterino – San Bartolomeo in Galdo (BN), un’intera giornata dedicata ad una delle eccellenze del luogo

Sagra del Pomodorino Datterino – San Bartolomeo in Galdo (BN), un’intera giornata dedicata ad una delle eccellenze del luogo

Prima giornata e Sagra del pomodorino datterino di San Bartolomeo in Galdo, in provincia di Benevento. Il datterino di collina è una varietà di pomodorino dolce coltivato sulle colline Sannite, quindi ad una altitudine di circa 700 metri sul livello del mare. La data ufficiale è quella di sabato 19 agosto 2023, via P. Circelli.

Pertanto sarà allestita un’intera giornata dedicata a questa eccellenza del territorio.

Sagra del pomodorino datterino


Le caratteristiche pedoclimatiche del luogo ( quindi microclima e conformazione del terreno) ne permettono la coltivazione in asciutto (senza irrigazione), conferendo al prodotto la sua particolare dolcezza e un alto grado zuccherino. Noi del Trono di Sagre saremo presenti alla Sagra del pomodorino datterino, per documentarvi e descrivervi l’evento a 360°, come sempre

Sagra del pomodorino datterino

Il Programma


Alle 20:30 avrà inizio la 1^ sagra del pomodorino paesano.

Di seguito il programma dell’intera giornata:

ore 10.00 – 1° Torneo del Pomodorino – Calcio 3vs3 in una giornata – A cura della ASD Sbig Social Club

ore 17.30 – “Dalla Terra al Piatto” – Laboratorio ludico gastronomico per bambini dai 3 ai 10 anni – A cura dell’Associazione “I Sogni di Davide”

ore 18.00 – Convegno “San Bartolomeo e il suo pomodorino: luci ed ombre”
ore 20.30 “Sagra del Pomodorino paesano” – A cura dell’Associazione Centro Storico in collaborazione con ProLoco

Menù degustazione €10.00, pertanto di seguito :

  • Bruschetta e P’zzella Fritt’ con datterino;
  • Cavatello al datterino fresco con Polpetta Cac’ e Ov’;
  • Straccetti di Vitello al datterino fresco e basilico
  • Acqua e/o vino

Quindi per finire mercatini Itineranti ed intrattenimento a cura di “Valentino & Gilda”.

Sagra del pomodorino datterino

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Porcus Festival – Puglianello (BN) – 2023

Porcus Festival – Puglianello (BN) – 2023

Il Porcus Festival di Puglianello (BN) raccoglie l’eredità della ventennale Fest’ du Puorc’ ma oltre il nome cambia ben poco: carni locali, un gruppo organizzativo molto unito ed efficiente ( Nuovo Centro Studi Puglianello ), ricco menu e solito entusiasmo di chi attendeva con ansia questo ritorno dopo la pausa forzata.

Porcus festival, carne di maiale e pappacella
– Una delle protagoniste della serata: La carne e papaur’


La tensostruttura


Per ragioni prettamente climatiche l’evento si tiene solitamente all’interno di una tensostruttura, nulla a che fare con un semplice “capannone”, ma Puglianello ha a disposizione un castello (al momento in ristrutturazione) e una tenuta, Casa Marchitto, che funge anche da museo.

Trovandosi nella provincia di Benevento e tenendosi tra fine Febbraio e le date che ultimamente sono diventate definitive della prima metà di Marzo è facile che il meteo sia inclemente: una delle edizioni finì addirittura sotto la neve.


La tensostruttura resiste alle intemperie, mantiene il calore ed è estremamente ampia (può ospitare turnazioni di 650 persone), le uniche ovvie controindicazioni sono il risentirne dell’acustica (il suono non venendo assorbito da nulla ovviamente rimbomba) e quando si bracia duro e il vento è contro parte del fumo può creare una cappa.


Le tipicità


Tutti i piatti più apprezzati della provincia beneventana sono presenti in menu, il più caratteristico è forse la Carn e papaur, una variante locale della sfrionzola (o viceversa) che presenta una forte nota d’aceto, la presenza delle pappaccelle, che hanno un sapore più carico rispetto al normale peperone, e l’assenza categorica di patate. La versione con patate, nei dintorni, è nota come pentolaccia.
Urge una mappatura della sfrionzola e delle sue varianti.

Porcus festival, carn e papaur
– Che sia chiara l’assenza di patate

Non è da meno, anzi, il fegato int’ a rezza (spero di aver beccato i troncamenti), altra specialità del posto, che viene profumato solo con alloro.

Continuando con le braci a menu sono presenti anche salsiccia, pancetta e fettina.
Piatti classici da Pasquetta campana, sempre di operatori del settore, tutti del posto.
Ci teniamo a sottolineare questo aspetto poiché il festival è anche un modo per esprimere la natura contadina e agricola della città.

I primi


Buona scelta di primi con tre grandi classici: Gnocchi con tracchie e cotiche, Pasta fagioli e cotiche, Rigatoni alla matriciana.

Quello che ci è piaciuto di più (e che risulta anche il più venduto dell’anno) è stato il piatto con gli gnocchi. La carne naturalmente sapida va a sopperire al sale (quando si fanno 1200 piatti di pasta regolarsi con le dosi non è facile) ed è piacevole ritrovarsi nel piatto i pezzettoni di carne tenera e saporita.

Porcus festival, gnocchi
– Una collinetta di sugo di maiale


Al secondo posto di questo podio immaginario inseriamo la pasta fagioli e cotiche.
Interessante variante locale addolcita dalla presenza dei grassi del maiale, ricordava un po’ quella di Riardo (CE), del Calici al Castello. Uniforme, cottura perfetta, un bel piatto.

Puglianello, Pasta fagioli e cotiche
– Un’immagine vale più di 100 calorie


Minestra maritata ed altre specialità


Altro piatto da provare è la minestra maritata, questo sembra uscito direttamente dalle cucine del vostro agriturismo preferito (o da quelle della nonna). Sapidità perfetta, insaporito dalla carne del maiale, preparato alla perfezione anche con i gambi più spessi della pianta che nonostante ciò non sono mai coriacei. Un piatto perfettamente riuscito.

Si accompagnano alla minestra una polenta con broccoli e salsiccia e una zuppa di porri, fagioli e cotechini. Questi due piatti partono da classici della cucina contadina ma si sono evoluti all’occorrenza per completare il reparto dei secondi. La polenta mi è sempre ostica quindi sono di parte, ma la zuppa di porri è molto gradevole ed è un piatto inaspettato che potrebbe far felice l’ospite occasionale che non è avvezzo ai piatti da sagra più violenti.

Sono presenti patatine fritte, per accontentare i più piccoli, e pizza fritta con sugo di maiale.
Il sugo porta la pizza, altrimenti classica, unta il giusto e ben realizzata, su un altro livello di sapore.

Porcus Festival, pizza fritta
– Pizza fritta con sugo di maiale


Vini, taglieri e dolci


Perfino la parte alcolica è completamente del posto.
Vini e birra (artigianale) sono realizzati da aziende locali.
L’Aglianico del Taburno è della tenuta La Fortezza mentre la birra artigianale è prodotta dal birrificio Historia. Ottimi prosciutti sono anche quelli che si possono testare, affettati al momento, nell’angolo riservato ai taglieri. In questo spazio si possono acquistare anche formaggi e insaccati vari da portare a casa come souvenir.

Piccolo spazio a parte per i dolci: Grande varietà in campo quindi potete scegliere quello che vi piace di più ma se vi fidate di noi non potete non assaggiare la sbriciolona con mele e nocciola. Spaventosamente buona.

Sbriciolona
– Sbriciolona con mele e cannella

Un applauso va allo staff, molto disponibile a farci vagare in cucina, a raccontarci lo svolgimento delle varie preparazioni e a girare come un perfetto ingranaggio sia nel tenere in ordine l’ampio spazio con i tavoli sia nell’essere celeri in cucina, non abbiamo mai notato grandi file nonostante la partecipazione.


Il Nuovo Centro Studi Puglianello


Il ritorno, in quest’edizione 2023, è sicuramente un appuntamento riuscito. Il cambio di nome (e la prima collaborazione ufficiale con Il Trono di Sagre) porta bene all’evento che registra numeri soddisfacenti e permette all’associazione di far cassa in vista di diversi eventi culturali che si tengono durante l’anno.
Infatti oltre il Porcus Festival a Puglianello esistono appuntamenti che permettono a laureandi o a talenti locali di mettersi in mostra (ve ne parleremo poi sui nostri portali).

A questo si aggiunge l’immensa disponibilità e gentilezza di Francesco Di Sorbo, col quale siamo ormai in contatto da tre lunghi anni e del presidente Filippo Guarnieri, insieme a quella di tutto il resto dell’associazione.
Al prossimo festival!

– Ceci n’est pas Nuove Centro Studi Puglianello


Falco

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Porcus Festival – Puglianello (BN), la cultura contadina del maiale torna protagonista

Porcus Festival – Puglianello (BN), la cultura contadina del maiale torna protagonista

Il nuovo centro studi Puglianello presenta: Porcus Festival – Puglianello, le date saranno quelle del 10, 11 e 12 marzo 2023.
La manifestazione, che vuole recuperare le tradizioni e la cultura che ruota intorno al maiale, è organizzata dal Nuovo Centro Studi Puglianello, con il patrocinio del Comune di Puglianello.

La locandina ufficiale dell’evento

“La festa” era precedentemente denominata ‘A Fest du Puorc’. E’ diventata ormai una straordinaria realtà, che offre a Puglianello, al territorio campano e non solo, l’opportunità di rivivere la magia di un momento festoso. All’interno del quale diventa protagonista la cultura contadina, da sempre autentica e capace di interpretare
l’eccellenza dei tempi.

Tutto lo splendore che vi attende


La peculiarità della manifestazione sta nel fatto che attraverso questo momento di festa, si intende soprattutto recuperare la radice dell’animale cresciuto in famiglia. Pertanto la materia prima impiegata non è figlia dell’allevamento industriale, ma prodotto domestico per ricreare i migliori piatti della tradizione gastronomica contadina.
L’allevamento del maiale è, infatti, una delle rare usanze che il mondo contadino continua a custodire gelosamente. Essa resiste al tempo nonostante la vita rurale abbia subito profonde modificazioni.
Nucleo centrale della festa sarà l’area degli stand gastronomici, allestiti in tensostruttura riscaldata. All’interno della quale si potranno consumare tanti piatti della cucina contadina che avranno per l’appunto protagonista proprio il maiale.

Noi del Trono di Sagre ci saremo, per vivere questa manifestazione in prima persona, per darvi una vetrina di quella che è la festa e i piatti proposti, attraverso immagini e video.
Come sempre racconteremo la nostra esperienza nell’articolo che seguirà l’evento, il nostro consiglio è come sempre però quello di venire a provare dal vivo e di non farvelo raccontare!
Non siete ancora convinti? Se non siete ancora convinti, speriamo di convincervi per le prossime edizioni 😉


L’evento, come detto, si terrà nel centro di Puglianello, in provincia di Benevento, nei giorni del 10-11 e 12 marzo 2023, a breve sarà presentato il programma completo che noi del Trono di Sagre non esiteremo a comunicarvi su tutti i nostri social.

– Clicca sull’immagine per rimanere aggiornato!
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La Sagra del cinghiale di Dugenta, da Luglio a Ottobre cinghiali per tutti i cocci

La Sagra del cinghiale di Dugenta, da Luglio a Ottobre cinghiali per tutti i cocci


Sembra che a voler darsi da fare, in questa fase iniziale estiva in cui ci sono ancora molti dubbi su quali eventi si tengano oppure no, siano innanzitutto le feste a caratura trimestrale. Un altro esempio di queste è La sagra del cinghiale di Dugenta, in provincia di Benevento, che iniziando a Luglio e finendo a Ottobre (con in mezzo una breve pausa) propone un cinghiale rivisitato in 1000 modi diversi, e tutti molto abbondanti.

– Una sfilza di salsicce in fase di arrostimento, alla Sagra del Cinghiale di Dugenta (BN)


Le date della Sagra del cinghiale di Dugenta


Dal 2 Luglio all’1 Agosto e dal 20 Agosto al 31 Ottobre, tutti i weekend, dalle 19.00.
La domenica aperti anche a pranzo.


In quanti modi si può fare il cinghiale?


Già nella nostra recensione di 2 anni fa parlammo, sorpresi e satolli, di quante varietà di pasta, salami, formaggi e altro eravamo stati felicissimi di assaggiare, di seguito il link per poterli rivedere tutti in attesa di questa nuova edizione.


Il Trono chiede, gli organizzatori rispondono


Abbiamo fatto qualche domanda agli organizzatori, curiosi di sapere qualche novità su questa edizione 2021.

Ciao Fabio! La vostra è una tradizione che non si è mai fermata, letteralmente. Persino nell’anno di panico 2020 siete riusciti, seppur in forma ridotta, a riproporre con successo il vostro evento. Che accorgimenti avete preso per quest’edizione?

Riproporremo esattamente il format dello scorso anno. Saranno cioè prese tutte le precauzioni possibili come il distanziamento tra i tavoli, il rilevamento della temperatura all’ingresso, il defluire degli avventori per non causare assembramenti e indicazioni specifiche per entrate ed uscite. Funzionerà tutto perfettamente e senza rischi come lo scorso anno

2 anni fa ricordo con piacere un ricco menu, devo essere sincero, raramente ho mangiato così tanto e così bene ad un evento del genere. Che anticipazioni puoi darci sulla parte più interessante per i nostri utenti, appunto quella del menu?

Il cinghiale resta sempre il protagonista, quest’anno presentiamo anche ufficialmente la mortadella di cinghiale, che potrà essere degustata su taglieri a forma di cinghiale assieme a formaggi e salumi locali.
Chi vorrà potrà anche portarsi a casa il tagliere.