Tag: Caciocavallo impiccato

Sagre di Liberi – Liberi (CE) – 2024

Sagre di Liberi – Liberi (CE) – 2024


Sagre di Liberi (CE) da il via alla sua lunghissima stagione di eventi. Al solito il susseguirsi di appuntamenti ha inizio sul finale di Giugno (il 22, quest’anno) e prosegue (bel tempo permettendo) fino praticamente ai primi di Ottobre, firmando l’ultimo weekend di Settembre con il passaggio dall’estate all’autunno, segnato dall’arrivo dei funghi sul menu.

Sagre di Liberi - Bosco


Sagre di Liberi, tutti i weekend una diversa specialità


Siamo già abituati, seguendo l’evento da diversi anni ormai, alla varietà di tipicità portate in tavolà dallo staff rodato della sagra. Ecco di seguito tutte le locandine, di tutti gli appuntamenti dell’anno, in modo da non perdere il filo!


Come ormai saprete, questa sequela di eventi si tengono nel verde boschetto di località Trone (di Liberi).
Seguendo il piccolo snodo che passa dalle frazioni che circondano la cittadina, fino ad un accenno di salita (310 mt sul mare) in collina, si giunge all’ampio parcheggio che precede l’ingresso nell’oasi che per tre mesi è dedicata ad accogliere i tanti seguaci di questo evento ormai storico.

Il costo del parcheggio è un simbolico 1,50€


Il weekend del Caciocavallo Impiccato


E’ il protagonista dell’estate ormai da tempo (im)memore, è il piatto che è entrato a gamba tesa nel mondo delle sagre e i più giovani penseranno che sia da sempre il simbolo di questa tipologia di eventi. Ma non è stato sempre così. Il nostro amato simbolo semifuso è in senso lato ancora una novità, eppure è così amato che ormai gli si dedicano interi eventi e, di conseguenza, interi weekend.

Il fine settimana del 6 e 7 Luglio, a Liberi, è proprio quello definito dal Caciocavallo impiccato.


Un lavoro duro, dove le braci ardono in continuazione, sciogliendo il formaggio, sciogliendo te, forgiando e bruschettando il pane, la tua anima e le tue carni…ma quale soddisfazione emerge al primo morso? Sempre la stessa, sempre quella della prima volta. Vi siete mai stufati di un morso ad un pezzo di pane rosolato, ricoperto di questa vellutata crema avvolgente? Noi no.

E neanche la luuuunga fila di affamati che ieri era presente, sull’attenti, ad attendere le obbligate tempistiche dell’orb di caseina. A proposito…occhio a fare la fila giusta. Per i panini si va alla fila dei panini, ma per tutto ciò che riguarda il caciocavallo…ficcatevi sotto l’insegna che ne reca il nome a caratteri cubitali e preparatevi qualche argomento a piacere da condividere con i vostri nuovi amici, che vi accompagneranno in quest’avventura di obbligata attesa.

Sagre di Liberi - Panino caciocavallo e salsiccia


Il risultato è però soddisfacente? Per noi assolutamente si. Il panino con salsiccia e cacio fuso è ottimo e abbondante. Si riconosce la sapidità e la stagionatura di un bel formaggio paesano resa ancora più aromatica dalla crosticina rosolata della salsiccia. Ergo il panino con salsiccia e cacio è un must have.

Disponibile allo stesso stand anche la bruschetta (dove poter aggiungere, tra le altre, anche i funghi).


Tutti matti per i panini


Sagre di Liberi è riuscita a ficcare un intero menu in un panino. Difatti quasi tutte le scelte è possibile ritirarle “al piatto” o tra due fette di pane morbido (per quanto ci riguarda…pane completamente approvato, ben distante da un panino “da festa”).

Nello specifico potete far marenna con la pancetta alla zingara, tostata in ciabatta con formaggio (che durante la piastrata si fonde confondendosi col grasso della pancetta), ma anche col prosciutto crudo.
Salsiccia e melanzane sott’olio? Yes sir. Prosciutto cotto paesano, patatine stick e formaggio? Yes, sir.


Presenti anche le scelte più commerciali, come l’opzione Wurstel & Patatine (quest’ultime ritirabili anche in vaschetta semplice).


Pasta e fagioli & Cotiche


Due piatti tipicissimi delle Sagre di Liberi (CE) che vi consigliamo di testare sono le classiche cotiche al sugo e l’immancabile pasta e fagioli. Quest’ultima è davvero da provare, ve lo diciamo ogni anno ma ogni anno troviamo conferma. Perfino dalla fila si alza il grido di un romantico, esaltato da questo gusto ricco, quasi come al passaggio dell’Amerigo Vespucci “Fagioli e cotiche? Siete la pasta più bella del mondo!”

Sagre di Liberi - Cotiche


La realtà è che questo piatto abbondante racchiude alcuni elementi unici. Innanzitutto è al sugo, la pasta scelta sono i tubetti, è lievemente piccante ed è insaporita proprio dal sugo delle cotiche più frammenti delle stesse. Un piatto da copertina, che non potete non provare.

Sagre di Liberi - Pasta e fagioli


Il dopo pasto, in pista


Fatevi reinsegnare a nascere dagli anziani in pista appassionati di liscio; E che non perdono il ritmo che sia trap, classica, dance, techno o la più malinconica delle mazurke. Tra una richiesta di alzare l’asticella passando da Vianello a Rasputin, godetevi un po’ di sano divertimento nella frescura del bosco, cercando di fermare dentro di voi la lotta tra i due lupi (di caseina e di carboidrati) e diventate capobranco imponendo il ritmo della ballata.


Alle spalle della pista, giostrine per i piccoli e giovani adulti. Calcinculo di formazione che gira intorno ai 2-3G e che, in caso di successo, ti regala l’accesso diretto ai test della Nasa (vale come un corso da astronauta). Sparate simpaticamente con pistole e fucili ad aria compressa alle latte, sperando di vincere qualche peluche per i vostri partner o godetevi semplicemente la solennità del bosco intorno a voi.

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Mostra Mercato Nazionale del Tartufo – Colliano (SA) – 2023

Mostra Mercato Nazionale del Tartufo – Colliano (SA) – 2023


La Mostra Mercato Nazionale del Tartufo di Colliano (SA) raggiunge le 26 edizioni. L’anno scorso parlammo molto dell’importante traguardo del quarto di secolo, quest’anno invece cosa ci aspetta nell’ormai rodato evento della Pro Loco Colliano? Le date dell’edizione 2023 vanno dal 6 all’8 Ottobre, con apertura mattutina di domenica, il giorno più “ambito” di ogni edizione.


Same same but different


Tutto sembra ripartire esattamente da dove si era fermato. Sono circa le 20.30 di Venerdì 6 Ottobre 2023, a quasi un anno esatto siamo ancora qui. Mauro Iannarella, il presidente Pro Loco Colliano, sta tenendo il suo discorso di apertura evento. Insieme a lui le sorridenti personalità dell’amministazione Comunale, il Gruppo Folklorico Gregoriano, anch’esso protagonista di ogni apertura d’evento e degli impettiti fucilieri.

A discorso concluso e nastro tagliato vengono distribuite le fette della tradizionale torta che porta i colori della Pro Loco e in un momento di disteso chiacchiericcio i fucilieri fanno inaspettatamente fuoco.
Se alla prima violentissima schioppettata si era pensato a un buontempone che aveva lanciato in piazza mezzo kg di tritolo, alle successive due, avvenute in rapida successione, l’ipotesi più razionale che mi viene alla mente è un attentato su gran scala con epicentro Colliano.


Tra urla e risate di incredulità basta voltarsi un attimo per ritrovarsi in una nuvola rosa e celeste di polvere da sparo. Per fortuna è tutta chimica e non si tratta di un Gender Reveal Party.
Altra carica, stavolta siamo tutti pronti e saldi ad attendere il frastuono. Ci frega uguale.
Per distendere i nervi vengono mandati in piazza i bambini del Gruppo Folklorico i quali partono immediatamente con danze tradizionali e quadriglie personalizzate ispirate dal momento. La festa è iniziata.


Nello spazio che apre la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo di Colliano ci sono immediatamente le casette destinate proprio ai produttori di tartufo. Il nero tubero potete trovarlo in ogni forma: Crema, salsina, polvere, intero, in tutte le sue varietà e forme, tramutato in pasta secca realizzata artigianalmente e ovviamente nei piatti in giro per la festa. Accompagna i tartufi un altro tubero, la patata di alta montagna, anch’essa tipica di Colliano. L’anno scorso, causa clima avverso, non la trovammo disponibile, quest’anno fa capolino da una collinetta di cassette. Assieme ad essa, ancora, formaggi, insaccati di varia natura, miele, conserve, amari e tante grosse e grasse castagne.

Immediatamente alle spalle di tutto questo, il palco, quest’anno animato da selezioni locali di spettacoli. Orchestra, can can e cori, show molto piacevoli e partecipati, la popolazione risponde come sperato.


Il percorso della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo (di Colliano)


Come sempre la festa si snoda lungo il principale viale di Colliano. Lasciandosi alle spalle la piazza del Mercato (e Mostra) esso continua e si allarga in occasione di ogni piccolo anfratto e vicolo, dove ospita di volta in volta uno stand diverso. Nonostante sia presto (neanche le 21.00) vediamo già una buona partecipazione, e vediamo anche che la prima distribuzione di pietanze è proprio alla nostra destra. Avremo fatto 50 metri e già si mangia.


In realtà entriamo dentro e spiamo nelle retrovie per documentare il tutto ma ci viene immediatamente proposto un assaggio generale di tutto il menu. Fingiamo di pensarci su per un attimo ma poi carichi di meraviglie ci poggiamo al primo tavolo disponibile, si comincia!

Lo stand è quello del Pastificio Scaglione e sarà forse un caso ma la cosa più buona, o quella che quantomeno spicca immediatamente all’occhio è la pasta che propongono.
Dei cavatelli con tartufo, funghi, salsiccia e un po’ di piccante.
Il proprietario ci sconsiglia di aggiungere formaggio e noi naturalmente facciamo tesoro delle sue parole.
Il piatto è davvero soddisfacente e ve lo consiglio, se non volete subito abbuffarvi potete condividerlo ma una forchettata almeno è suggerita.


Il menu completo che ci viene gentilmente consegnato (in realtà 2 menu…) comprende:
Pizza fritta con mortadella e tartufo, taglierino misto salumi e formaggi con cremina di tartufo da spalmare e miele, i cavatelli descritti sopra e delle palline di pasta fritte con nutella.
Menu traditore e caloricissimo nonostante l’aspetto puccioso, da non prendere sottogamba.

Oltre la pasta a me sono personalmente piaciuti i formaggi, soprattutto il più stagionato dei due.
Un po’ ostica la pizza fritta ma potete spezzettarla e usarla come pane saporito per accompagnare il tagliere, il che è esattamente ciò che abbiamo fatto. Ringraziamo ancora, sbarazziamo, proseguiamo.


Il percorso della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo (si, sempre quella di Colliano)


Ancora una volta bastano pochi metri e alla nostra destra c’è una nuova tappa da fare: Pizzeria MYRIU.
Come è facilmente intuibile propongono pizze, ma non solo.
Le tre pizze proposte sono Margherita, Caciocavallo e salsiccia e Funghi e Tartufo (le ultime due a 8€). In più birra alla spina (3€ la 33 cl) e bevande varie.


Entriamo a seguire la rapida preparazione di diverse pizze, scopriamo (come si può leggere anche sul menu) che vengono realizzati anche bun per hamburger. Proprio con l’impasto della pizza.
La cosa incuriosisce, anche perché le pizze sfornate sembrano veramente belle gonfie e tenere, ed è proprio così perché chiaramente ne assaggiamo una.
I gentili ragazzi della pizzeria ci omaggiano di una pizza Caciocavallo e Salsiccia, che era quella che ci era sembrata più grassa tra le tre e quindi la giusta scelta. Insistiamo per pagare due birre alla spina e proviamo il tutto sul posto.

Anche qui, un assaggino io ve lo consiglio. Tergiversate anche sul panino, purtroppo lì per lì nessuno l’aveva ancora richiesto (era presto) e non abbiamo foto, ma se segue la realizzazione della pizza siamo abbastanza fiduciosi della riuscita.


Fate altri 3 passi, ma non 4, ed ecco Il Vicoletto del Sapore.
Qui hanno puntato sulle carni: Salsiccia, fettina di vitello, caciocavallo impiccato e patane cunzate.


Portone immediatamente successivo si spezza col fritto (dolce o salato), abbiamo Il Fatto Fritto con i suoi cuoppi. Di questi due stand abbiamo qualche clip video ma non abbiamo provato nulla. Erano in fase di preparazione e già una discreta fila di persone quindi abbiamo preferito evitare il linciaggio della folla saltando le attese e ricevendo omaggi culinari e ci siamo limitati a documentare.


Su una struttura in ferro al cui centro si dimenano le braci abbiamo una collana sfrigolante di hamburger. Siamo allo stand del panino con hamburger, A’ cucina mentre restando in tema carni subito dopo c’è L’oro dell’Irpinia in trasferta nel salernitano, propone tagliata di carne (con e senza tartufo)


Ultimi stand e fine percorso


In coda un grande spazio sotto i portici è occupato dal comitato organizzativo di Barcolliamo Fest. Essi propongono, in un’animata piazza piena di lucine, persone, colori e fumi di carne, arrosticini e patane cunzate con uovo fritto, e tartufo. Ovviamente disponibili anche vino, birra e bevande.


Arrosticini is the new Caciocavallo Impiccato poiché ormai ha invaso le sagre campane e si è già imposto al prezzo di 1€ al pezzo, a volte traballando pericolosamente verso l’1,50€. Dall’Abruzzo però ci confermano che persino nelle loro sagre il prezzo è questo, gli investitori si tranquillizzino.

Prendiamo un cuoppo da 5 (5€) che diventa da 7 grazie a due stecchini omaggio.
Dall’altra parte della piazza c’è invece Trattoria Piccante, propone anch’essa arrosticini ma anche lo spaghetto al tartufo, interessante e semplice variante del classico e amato spaghetto Aglio&Olio, l’abbiamo provato anche lo scorso anno.


Chiusura anticipata per Carmela Calzoni (che si narra faccia un fenomenale calzone che sono tre anni che non riusciamo a provare) e I Briganti di Colliano, che dispone anche di un simpatico angolino country con tovaglie a quadri su balle di fieno e bassi tavolini in legno. Qui potete trovare altre specialità come la bruschetta all’uovo fritto e tartufo, il bollito di castrato con patate e carote e la pannocchia (bollita e arrostita)


Le proposte della Pro Loco Colliano


Nella solita struttura a disco a centro paese sono ospitate le cucine della Pro Loco Colliano.
Prima di passare a trovarli segnaliamo un altro stand di caciocavallo impiccato (ovviamente anche qui a disposizione il tartufo) e un piccolo kit realizzato sempre dalla Pro Loco che al costo di 15€ vi permette di portare a casa una busta di cartone infiocchettata con tutto il materiale per realizzare a casa i piatti più apprezzati dell’evento (tra cui la tagliatella al tartufo)


Adesso invece tocca ad uno dei miei momenti preferiti: il giro nelle cucine.
E’ vero che non in tutti gli eventi è preponderante il lato culinario ma osservare gli sforzi ai fornelli di persone che spesso sono semplici volontari, e che riescono comunque a soddisfare appieno migliaia di persone affamate, lasciandole anche col sorriso…è sempre istruttivo.

Il menu è quello classico di tutte le edizioni della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo di Colliano: Tagliatella al tartufo e funghi, in bianco ovviamente.
Sfrionzola con le speciali patate di Colliano e Spezzatino.
Menu collaudato e che non vi lascerà affamati, il migliore dei tre piatti? Difficile a dirsi…io ho un particolare affetto per la sfrionzola, in questa in particolare sono le patate a spiccare (ricorderete forse quanto esaltai invece l’acetoso peperone della sfrionzola stavolta di Castelfranci (AV)) ma anche la tagliatella è bella umida e ricca di funghi.


Se avete voglia di dolce ritornate su e di fronte al Vicoletto del sapore troverete tanta scelta di dolci davvero invitanti, 3€ la fetta. Qua e la per l’evento invitanti caldarroste segnalano il vero arrivo dell’autunno (forse), per quanto riguarda le temperature quest’anno non abbiamo mai avuto freddo durante la serata. lo dico perché solitamente la Mostra Mercato di Colliano è quella che segna un po’ il passaggio dal pantaloncino corto alla giacchina di pelle ma quest’anno vi sembrerà di essere in un fresco metà settembre. Vi ricordiamo che l’evento durerà fino a domenica sera, 8 Ottobre, e che tutte le informazioni a riguardo le trovate sull’evento ufficiale nel calendario online de Il Trono di Sagre.

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Festival del gusto – Venosa (PZ) – 2023

Festival del gusto – Venosa (PZ) – 2023


Venosa è una città che ha tanti motivi per essere visitata. E’ la città natale del poeta Orazio, è uno dei Borghi più belli d’Italia, ha un castello, una cattedrale, un ben tenuto centro storico…e da oggi è sede anche del Festival del gusto. Una prima edizione partita alla grande che sfrutta il naturale percorso cittadino per mostrare al pubblico le delizie delle terre lucane.


Venosa e il Festival del gusto


Una delle prime cose che si scorge arrivando al Festival del gusto è il castello. Datato 1470, si mostra al pubblico nel suo naturale fossato, oggi un giardino curato ricco di verde e alberi. Proseguendo sul viale lastricato ci si lascia la chiesa di San Filippo sulla destra e ci si infila nei vicoletti.

Perdersi è impossibile, ogni angolino è allestito a festa (nonostante il percorso non sia brevissimo) e ai lati della pubblica illuminazione ciondolano filari di peperoni in diverso stato di essiccazione.
Il protagonista di questa prima edizione del festival è infatti proprio il peperone crusco di Senise (PZ).
Per esaltare al massimo le potenzialità di questo prodotto è stato anche istituito un piccolo gemellaggio proprio con Senise e gli eventi che già lo celebravano (tipo il Tumact Me Tulez).


Tutta la parte gastronomica e stuzzicante dell’evento si trova ai piedi della cattedrale di Sant’Andrea Apostolo. La piazza e la cattedrale, dei naturali colori della pietra, riflettono le tante lucine disposte orizzontalmente e concedono al visitatore una vista che colma gli occhi di genuina meraviglia, soprattutto se come noi è la prima volta che la vedete. Dal piccolo palco fino alle 22.00 una azzeccatissima discografia di Tonino Carotone ci immerge nelle atmosfere del festival.


Vicoli e piazze di Venosa


Nel percorso che va dal castello alla cattedrale troviamo, come anticipato, diversi allestimenti ed iniziative. Una delle più ricche si trova proprio nella piazza che porta il nome del poeta, ricordato costantemente in città, parliamo chiaramente di piazza Orazio Flacco.

Il poeta, stringendo a sè una filare di peperoni (bel tocco) osserva lo sciamare della folla che è libera di avvicinarsi ad artisti che espongono e realizzano sul posto le loro opere, a casette in legno scuro che mettono a disposizione i loro prodotti biologici. Tra i tanti, vino, taralli, lavanda, miele, olio…

C’è spazio per un convegno e per un libero passeggio.


Subito prima della piazza abbiamo una sequenza di vicoli che ricordano le atmosfere di Alice nel paese delle meraviglie, con tanto di danza al suono di una cornamusa e rappresentazioni appese ai muri dei personaggi di Carroll. Il percorso è anche occasione per ammirare la street art che decora tutto il paese.
Proseguendo naturalmente ci si incorre anche nei clown dell’Avis, che fanno animazione per bambini, e si fuoriesce giusto in tempo per potersi concedere l’acquisto ricordo di rosmarino, pasta secca, artigianato, ceramiche e ovviamente peperoni cruschi in ogni forma (perchè il colore è sempre il tipico rosso brillante).


Festival del gusto, Il percorso gastronomico


In ogni angolino si può trovare qualcosa da mangiare, ma è andando verso la cattedrale che il preponderante lato culinario del festival prende vita.
Inizialmente trovere delle pettole di peperoni e cipolle, impastati e fritti al momento, risultano fragranti e non unti, sono un perfetto antipasto/aperitivo e potete gustarli anche con delle creme dolci.
A realizzarli è il Forno Magico, anch’esso perfettamente in tema con l’elegante ma vistoso andazzo della serata tutta.


Un attimo più avanti potete ritrovare un’esposizione artistica: Giraffe che reggono lampadari e peperoni.
Ancora più avanti siete nel pieno del percorso gastronomico.
Il primo stand è di una nota macelleria locale che serve carne di cavallo in diverse varianti, anche accompagnata da frittelle di zucchine (5€, ma è disponibile anche il panino a 7€ ed altro ancora), mentre subito dopo trovate un’interessante proposta: paella con crusco, ceci e baccalà. Saporita soprattutto se si acchiappa il sapido baccalà, prezzo più alto rispetto alla media degli altri piatti, 10€.


Superata questa parte c’è il primo drammatico ingorgo con due elementi che attirano molto pubblico.
Pasta realizzata al momento (strascinati o ditalini), serviti con peperone crusco e mollica, estremamente croccanti, oppure con crema di formaggio e polvere (ovviamente sempre di peperone!)

Li abbiamo provati entrambi e vi consigliamo di assaggiarne almeno uno! Se invece siete in coppia/gruppo, il consiglio è sempre quello di condividere tutto e assaggiare il più possibile.


Festival del gusto, Il percorso gastronomico pt 2


Addentrandovi all’interno della piazza della cattedrale troverete naturalmente altri stand gastronomici.
Molto successo riscuote al solito la strazzata aviglianese, già incontrata all’omonimo evento di Castel Lagopesole (PZ), alla sua destra non è da meno il cuoppo di baccalà e peperone crusco fritto. Una delizia che purtroppo, nonostante il gentile invito, non riusciamo a provare (eravamo ormai troppo pieni!)


Abbiamo provato invece due esempi di apprezzata carne locale. Da un lato la salsiccia (e i salumi, il pezzente, la soppressata) di Macelleria Sileno, che preparava morbidi panini anche con hamburger.


Dall’altro la porchetta realizzata con orgoglio da Carni DOC di A. Gammone.
Molto gentili, ci hanno invitato all’interno dello stand a seguire la farcitura del panino e a provare la croccantissima porchetta. Da segnalare il pane ottimo, fresco e fragrante che ci è sembrato di notare fosse lo stesso per tutti gli stand. Finalmente del pane degno della farcitura interna. Dimenticatevi la gommosità e il sapore stantio del paninazzo improvvisato da festa patronale.


Ho parlato della gentilezza di Carni DOC ma tra comitato organizzativo, amministrazione comunale, stand, cuochi, cantanti e semplici civili abbiamo riscontrato, come sempre ci capita in terre lucane, l’infinita gentilezza e disponibilità dei locali. Non eravamo mai stati a Venosa, ci siamo sentiti rilassati e a casa nostra, un punto a favore che non è passato per niente inosservato, ve lo assicuriamo.


Festival del gusto, il percorso gastronomico pt 3


Tra inviti ad avvicinarci, sorrisi e assaggini, in piazza siamo passati anche a provare il guanciale di maiale.
Lunga cottura, in un naturale sughetto di succhi e carotine. Servito con crostino di pane dorato.
Una delizia delicata che non potete saltare, accompagnandola con vino.


Di fianco, per spezzare, zeppola di San Giuseppe realizzata al momento.
In questo caso nella sua versione più saporita, quella fritta!


Ancora, alle vostre spalle, caciocavallo impiccato. Versione un po’ diversa da quella cui siamo abituati ultimamente. Formaggio fuso sui carboni, naturalmente, su una morbida fetta di pane (dorata anch’essa) con in cima un rossissimo salume tagliato fresco.
Ricordava per le tonalità il più fragrante dei french toast!


Tra la folla, in un tripudio di ovazioni, ci pensa la signora Nunzia da Bari a ridimensionare qualsiasi influencer. Tra inviti a riprodursi più di frequente possibile, acqua e amore, invita tutti a disporsi a cerchio intorno al suo banchetto e a rapide manate stira prontamente un chiletto di fresche orecchiette.
Insegna il suo sapere ai fanciulli, concede foto e scompare in una nuvola di semola. Che show.


Festival del gusto, conclusioni


Ci sembra assurdo che una città piena di attrazioni come Venosa non avesse mai avuto un festival/evento del genere. Le sue stradine sembrano fatte apposta per far perdere ed accogliere. Come si sarà potuto immaginare la nostra permanenza è stata estremamente gradita.

Abbiamo apprezzato la naturale bellezza della città ma anche i gusti, i sapori, l’organizzazione e il buonumore.
Abbiamo avuto la possibilità di visitare anche il palazzo comunale e di conoscere il sindaco Marianna Iovanni e l’organizzatore dell’evento Felice Lovaglio Manzi, al quale vanno i nostri complimenti per una prima edizione senza passi falsi o incertezze.


Il festival è una piacevole scusa per fermarsi un giorno di più (e infatti i b&b erano tutti belli pieni) e visitare, castelli, chiese, cattedrali ma anche l’immediato circondario. Non dimentichiamo che Venosa è nota anche per un ottimo aglianico!

L’evento in questa sua prima edizione si terrà 30 Settembre e 1 Ottobre 2023, vi invitiamo a scoprirlo!


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