Tag: caciocavallo

Sagra della castagna – Sicignano Degli Alburni (SA) – 2023

Sagra della castagna – Sicignano Degli Alburni (SA) – 2023


La Sagra della castagna di Sicignano Degli Alburni ha l’anno scorso passato lo storico traguardo delle 50 edizioni. Per l’edizione numero 51 si è deciso di continuare alla grande. Ben due i weekend di festa e passeggio. Il primo il 14 e 15 Ottobre, e il secondo, il 21 e 22 dello stesso mese. Andiamo a vedere cosa ha preparato per quest’edizione la Pro Loco Monti Alburni APS, che organizza l’evento.


Sagra della castagna di Sicignano Degli Alburni, il programma…


Come dimostrato per l’ottimamente riuscita Festa della Montagna, tenutasi qualche mese fa, alla Pro Loco Monti Alburni APS non piace ridurre un evento ad una “mangiatoia”. Ed è per questo che il programma della Sagra della castagna di Sicignano DA, edizione 2023, presenta anch’essa un ricco palinsesto di iniziative.

Nella piazza principale si alternano artisti di strada e giochi di una volta.
Abbiamo notato l’alternarsi degli entusiasmi, tra grandi e piccini, quando si è passati dalla creatrice di bolle di sapone alla corsa dei sacchi, grande competizione anche per la tradizionale corsa delle carrette.


Ricco anche il palinsesto di artisti, riferendosi solamente al successivo weekend (21-22 Ottobre) ci saranno I Briganti del Re, L’antiqua giostra, gli Spaccapaese e Peppe Cirillo (più altri artisti di strada disseminati sul percorso ed attività varie). Lo spettacolo, infatti, non è delimitato soltanto alla piazza principale, che si presenta circondata di casette in legno dedicate ad espositori. Oltre i nostri amici de La Nuda, la birreria artigianale, era possibile trovare olii essenziali, prodotti alla lavanda e all’olio d’oliva, ed anche il Lemoncaf, l’amaro di cui vi parlammo già in occasione di Ciccimmaretati di Stio (SA).

Si continua riprendendo le naturali salite del paese, disseminate di stand privati che in sinergia con la Pro Loco e la pubblica amministrazione, presieduta da Giacomo Orco, collaborano per la riuscita dell’evento.
Affiancati agli stand privati, che somministrano alimenti, ci sono naturalmente i raccoglitori di castagne e gli espositori di prodotti locali. Castagne, a iosa, formaggi, ma anche salumi stagionati e dolci.


Sagra della castagna di Sicignano DA, l’offerta gastronomica…


L’offerta gastronomica della Sagra della Castagna di Sicignano DA è sempre esagerata, quest’anno ci è parsa anche decisamente ben organizzata. Come prima accennato, c’è una sinergia tra Pro Loco, Comune e privati. Quest’ultimi sono ben felici di partecipare all’evento con le loro personalissime proposte (specialmente i Raccoglitori) e il tutto è concepito in modo da favorire l’economia locale, giustamente.

La Pro Loco, proprio nella piazza del palco, ha un menu completo a disposizione dei visitatori.
Abbiamo tre tipi di primo piatto: Strascinati in bianco con castagne, Lasagna bianca e Strascinati in rosso con formaggio. I due piatti in bianco sono molto delicati di sapore, tranquillamente consigliati anche a chi non impazzisce per la castagna. Per intenderci l’impostazione del piatto è diametralmente opposta al piatto, sempre in bianco, sempre alle castagne, ma con l’aggiunta di un quintale di salsiccia, provato proprio qualche giorno fa a Salza Irpina (AV).


Trovare spazio ai tavoli dedicati è abbastanza semplice, abbiamo visto tanta tanta tanta partecipazione in queste giornate di festa a Sicignano, ma mai ressa. Certo, un po’ di fila è fisiologica, ma non abbiamo mai percepito esasperazione o persone sfiancate dal rimanere in piedi. I piatti avevano un riciclo rapido, ed anche i tavoli (per quanto qualcuno volesse concedersi un po’ più di riposo e tardava un po’ ad alzarsi).

Dopo i primi piatti si passa ai secondi, Spezzatino di carne, Zuppa di fagioli e castagne e Polpette fritte alle castagne. Per le polpette c’è gran bagarre, fatevi furbi e prendetele SUBITO, queste sono un piatto sfizioso e che non si trova ovunque, consigliamo l’assaggio. Molto versatili, si prestano bene anche come aperitivo, sicuramente da testare!


La zuppa di fagioli e castagne ci ha ricordato la naturale bontà del prodotto naturalmente eccellente, anche qui ritorna alla mente la zuppa di cicci di Stio (SA), sicuramente un esempio positivo di uso di ingredienti del posto. Spicca la bontà dell’olio, buono anche il pane gentilmente concesso per accompagnare. Confortante invece lo spezzatino, che presenta anche una buona cremina da scarpetta.
Una bomba, nella sua ingenua semplicità, il paninazzo con LARDO, SALSICCIA, PROVOLA e CASTAGNE servito a tradimento a fine percorso. Altro che sapore gentile, sapido e infame come dovrebbe essere, ci ha rimesso al mondo.


Torniamo più volte a prendere un po’ di vino rosso, ma c’è tempo anche per i dolci tipici dell’autunno sicignanese (e Campano, in realtà). Parlo dei Bocconotti/Bucchinotti farciti alla castagna e cioccolato (con più cioccolato rispetto ad altri dolci tradizionali, in proporzione alla castagna, il che li rende forse anche più avvolgenti e naturalmente dolci). Notoriamente non sono un grande fan del cacao (mentre apprezzo molto il fondente) e a volte il gran ripieno pastoso di questi dolci mi stucca rapidamente il palato…ma qui devo dire che è stato veramente piacevole riprovare questi sapori che proprio per mio gusto spesso mettevo da parte. Un po’ come tornare a sorpresa a casa di nonna.


Ehy, il percorso gastronomico è appena cominciato…


Tutto quello di cui vi abbiamo parlato lo trovate nella piazza principale, ma cos’ha da offrire il resto del paese? Praticamente qualsiasi cosa. Dato che stavamo parlando di dolci vi rivelo che facilmente trovate in giro per Sicignano diverse offerte di cannoli di stampo siciliano (per la sfoglia) farciti e personalizzati dalle diverse attività. Abbiamo trovato cannoli con una farcia classica di ricotta, castagne e gocce di cioccolato, ma anche creme tendenti al color sabbia, ancora più ricchi di castagne, oppure altri neri come la pece, pienissimi di cioccolato.


Sul sapido invece abbonda, con mio grande e personalissimo piacere, il cuzzetiello.
Il Cuzzetiello si è imposto lentamente nella tradizione sagristica sicignanese e ormai è molto ricercato durante i giorni della sagra. Trattasi letteralmente di un 12-15 cm di parte finale di sfilatino farcito con quel che più si vuole. L’originale prevede sugo e polpette, ma l’abbiamo visto alla Messicana oppure con funghi e castagne, proprio in tema festa. Un gran bel prodotto, consigliato!


Anche qui, trionfo di arrosticini e caciocavallo impiccato in più salse/creme, tra cui quella al tartufo.
Quantità infinita di panini con la salsiccia, qualcuno lo propone anche con broccolo.
Polpette al sugo, pizze e “taglieri” di salumi e formaggi.
C’era di tutto.


E le castagne? Beh le castagne sono ovunque! Le trovate allo stand pro loco o nei diversi stand privati disseminati per tutto il paese. Sotto forma di caldarroste da divorare al momento oppure fresche, da portare a casa.


Altre attività alla Sagra della castagna…


Naturalmente, insieme alle proposte gastronomiche, anche gli artisti di strada erano presenti, non solo nella piazza principale, ma su tutto il percorso. Ad essi si accompagnano altre attività, come le escursioni.
Ricordiamo che in stretta prossimità del paese c’è il monte Panormo, che regala invidiabili panorami (e omaggia col suo nome anche il panino alla salsiccia e lardo di cui sopra)


Escursioni organizzate partono anche dal centro paese con tappa a 1500 metri e abbraccio dell’abete bianco. Possibilità di vedere anche la nota panchina gigante oppure di gironzolare liberamente per il paese, che ricordiamo ospita anche un castello e diversi suggestivi castagneti. Al ritorno all’auto vi aspetta probabilmente una riposante passeggiata digestiva tra i ricci di castagne gonfi e paffuti che ancora non si decidono totalmente a buttarsi giù dai rami pesanti.


La scelta di estendere la festa a due weekend potrebbe essere il passo decisivo che porta la Sagra di Sicignano degli Alburni al prossimo grande step. Siamo più che fiduciosi per il futuro di quest’evento!


Falco

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Fiume di vino – Castelfranci (AV) – 2023

Fiume di vino – Castelfranci (AV) – 2023


La stagione degli eventi di Castelfranci (AV) continua con Fiume di vino, dal 28 al 30 Luglio 2023.
Dopo essersi lasciati alle spalle la brillante Notte della maccaronara, che ha condotto i visitatori in un passeggio per le viuzze della cittadina, stavolta il paese irpino noto per la produzione di vino ci prende per mano e ci accompagna lungo il fiume Calore, in una suggestiva serata nella frescura di un boschetto attrezzato per l’occasione.


Fiume di vino, dove, come e perché


Fiume di vino è un’iniziativa che già in passato era stata istituita dall’amministrazione comunale, anche se con modalità leggermente diverse. Questa volta, così come nel caso delle Notti della Maccaronara, gli organizzatori si sono fatti furbi e hanno giocato le loro carte migliori.

Cominciamo dal dove: Una deliziosa area attrezzata lungo il fiume Calore, con tavoli in legno, amache, seggioline, lucine, foglioline (che erano già lì) e cantine, si tipo quella del ristorante Il Vecchio Mulino che riprendendo tempo addietro un vecchio mulino in disuso l’ha trasformato in un ristorante di successo (già noto in zona, non lo scopriamo certo noi) e che per l’evento ha aperto le cucine e prestato gli chef alla comune causa.

Appena abbiamo sentito parlare di una cantina ci siamo spinti a curiosare. La meraviglia inizia dopo pochi passi, il locale segue la discesa verso il fiume (e grazie, era un mulino…) e rivela al suo interno un’incantevole muratura. Sorvoliamo i tavoli perfettamente apparecchiati per visitare la cantina sì piccola ma sicuramente colma di interessanti etichette.


Fiume di vino, il menu


Lo stand del ristorante Il Vecchio Mulino si occuperà con il suo staff, compresa la professionale proprietà, che si adopera a mostrarci le retrovie, tra sughi che sobbollono e pasta fatta a mano che giace comoda in grandi contenitori freschi in attesa della bollitura, di un menu tradizionale fatto apposta per l’evento.

Fiume di Vino, pasta
– Immagini che puoi annusare

Oltre la nota maccaronara, che abbiamo trattato a lungo durante il racconto delle Notti della maccaronara insieme alla sua fedela compagna, la sfrionzola, stavolta abbiamo anche dei cecaluccoli.
Parenti locali dei cavatelli, vengono preparati con pomodorino giallo, salsiccia, ricotta salata e basilico.
Il piatto è ottimo, chiudi gli occhi e non diresti mai che non ti trovi in un ristorante.
Perfettamente al dente, saporito, ricco, ve lo consigliamo vivamente.

Altra pietanza proposta è il baccalà fritto. La diffusione del baccalà in paesi montani non è più una sorpresa, ben sappiamo ormai da tempo che la tradizione culinaria italiana prese in prestito dalla cultura del nord Europa l’immensa convenienza di questo pesce che sapeva mantenersi a lungo. Son notizie vecchie di secoli. Anche a Castelfranci, dunque, il baccalà fritto è piatto tipico.
Viene proposto con frittura al bacio, presentato perfettamente asciutto e senza un goccino d’unto (l’ho mangiato con le mani senza ricorrere al minimo uso di fazzoletti vari), schizzato di una cremina al peperone un po’ dolce e un po’ acida che si accompagna perfettamente al neutro ma corposo baccalà. Ottima pietanza anche questa, vivamente consigliata.


Fiume di vino…il vino.


La parola chiave dell’articolo è…VINO. Naturalmente anche in quest’occasione troviamo le migliori proposte del territorio castelfrancino (lo so che non si dice così, ma è più caruccio).
Potete scegliere da soli, se siete navigati bevitori, oppure lasciarvi consigliare in base ai vostri gusti.
E’ probabile che cadiate in piedi. Noi che siamo venuti diverse volte in zona scegliamo due bottiglie già note, Il Rasott di Cantine Boccella e il Badius di Cantine Molettieri.


Vini diversi tra loro, entrambi di nostro gusto. Non mi lancerò in descrizioni perché c’è gente che fa 8 anni di corso per parlare di vini e onestamente non sarei un narratore adeguato. Posso dirvi però da profano che il Rasott ha un che di liquoroso molto più spiccato rispetto al Badius, che si rivela molto più asciutto.
Entrambi sono ottimi, andate tranquilli.

Fiume di vino, lista etichette


Non fidatevi insomma di noi, ma del vostro gusto, o di chi sa consigliarvi.
Le cantine di Castelfranci sono tante e sono buone, sbizzarritevi a provare diverse etichette.

Nel mentre che sorseggiamo il palco comincia a scaldarsi, abbiamo del liscio, abbiamo del folk e abbiamo gruppetti felici che dopo un paio di degustazioni sentono l’esigenza di lanciarsi in pista.
Il clima è fresco e sereno, ben distante dall’incubo delle due bollenti settimane appena passate, e ci sta concedersi un giro on the concrete floor senza il timore di ritrovarsi a grondare di sudore.


Burger, salsicce e caci fumanti


Ritroviamo la stessa postazione presente anche alle Notti della Maccaronara. Se non vi va il piatto di pasta e preferite qualcosa di più disinvolto (hamburger o panino con salsiccia) o di ancora più tradizionale (caciocavallo impiccato, con tartufo o senza) questo è il posto giusto.

Il panino l’abbiamo già provato la volta scorsa e dunque già sapete che ci è piaciuto, però noi siamo degli ingordi e non diciamo mai di no, di conseguenza lo proviamo nuovamente. Purtroppo lo becchiamo ormai freddo. Questo non ci impedisce di buttar giù tutto fino all’ultima briciolina. Neanche stavolta riusciamo a provare il caciocavallo ma siamo abbondantemente sazi, sarà per la prossima.

Caciocavallo
– Qualsivoglia sia l’evento, lui non può mancare


Per tutta la nostra visita, anche se non l’ho ancora citato, siamo accompagnati da Francesco Raffaele, membro del consiglio comunale ed ex Pro Loco, che quindi ci conosce benissimo date le nostre molteplici visite in zona. Francesco ci spiega le origini dell’evento, come sia stata recuperata e ripulita la zona, che ora con i nuovi tavoli in legno, le amache, etc. possa rimanere a disposizione del pubblico, sicuramente un’iniziativa che va sottolineata. Ci accompagna anche nella scelta di un buon bicchiere e ci invita infine a fare una passeggiata nel boschetto illuminato a festa prima di andar via.


Gelato all’aglianico


E’ proprio quello che facciamo. Ma prima va assaggiato il gelato all’aglianico di The Ship, gelateria e pasticceria locale (ma non sono) che sotto dicembre propone anche un panettone all’aglianico che dobbiamo certamente provare…

Il gelatino è consigliatissimo, ci viene spiegato che dato che un gelato ha bisogno di un grande equilibrio il lato alcolico (e divertente) viene molto ammorbidito nel processo, quindi in pratica non vi ci potete ubriacare, però è davvero ottimo, non perdetevelo.

E’ finalmente il momento di addentrarci nel boschetto. Ci sono bambini che scorrazzano nella natura tentando di lanciarsi a vicenda tra fogliame e rami, di intrappolarsi nelle amache come fossero mosche in una ragnatela, un piacevole caos. Adulti e aspiranti tali invece si rilassano con un buon vino facendo qualche chiacchiera nella frescura del boschetto.

Le lucine creano una bellissima atmosfera incantata, in lontananza vediamo il mulino che i faretti illuminano di blu. Se anche tutto l’evento fosse stato una scusa per rimettere a nuovo questo posto, e consegnarlo agli abitanti di Castelfranci, ne sarebbe comunque valsa la pena.


Falco

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Sagra dei funghi – Cusano Mutri (BN) – 2022

Sagra dei funghi – Cusano Mutri (BN) – 2022


La Sagra dei funghi di Cusano Mutri (BN) è uno degli eventi che ha trasceso la definizione di sagra.
Ogni anno è visitata da un numero spasmodico di visitatori, numeri che ricordano più un rave che un evento folk. Dai 100.000 a salire, una trasformazione che ha dell’incredibile per un paesino che normalmente conta neanche 4.000 abitanti!


Il giorno ideale


L’evento è attesissimo da chiunque. E’ l’evento dell’anno per il Comune e le sue casse, che si gioca tutto nell’evento più noto, standisti, stand privati ed espositori sono chini ai posti di partenza perché sanno che l’onda anomala di persone, e soprattutto di turisti, sarà avida dei loro prodotti.

Abbiamo incontrato e parlato, nel corso della nostra visita, con diversi espositori di amari e formaggi (il che implica che con la scusa delle quattro chiacchiere abbiamo trincato e buttato giù sapide stalattiti sotto forma di campioncini, per tutto il percorso)


Sulla nostra strada abbiamo infatti incontrato Accio, che ci ha fatto scoprire interessanti pozioni e distillati con prodotti natii della sua Gesualdo (AV), l’urban cowboy e il fascino e i profumi dei suoi formaggi alle erbe e alla vinaccia, della Azienda Agricola Solomita Raffaele (anche qui direttamente da Gesualdo).
Per concludere, in cerca di avventure come ad un palio medievale, in tour, instancabili come artisti del circo, abbiamo conosciuto anche Il Quintalone, veri esperti di sagre ed eventi.

Conoscere tutte queste persone è stato illuminante, quante realtà si scoprono a corredo di un’altra a sua volta tutta da conoscere, complicata da conoscere, che si nasconde in un dedalo di mura in pietra, pavimenti in roccia, levigate scale ad arco e una fiumana di gente.
A tal proposito, consiglio del Trono…andateci dal lunedì al mercoledì se volete farvi una piacevole passeggiata, dal giovedì al venerdì (presto, orario aperitivo!) per godervi un po’ di movimento…e nel weekend se siete amanti del wall of death o di sfide alla World War Z.


Il menu


Essendo ospiti direttamente del Comune di Cusano Mutri, e del suo sindaco Giuseppe Maria Maturo noi ci siamo serviti principalmente alle cucine cittadine de Il Porcino Regale.
Possiamo assicurarvi che ha regnato l’abbondanza e il gusto e già dopo il primo pit stop eravamo in balia degli amidi.

Il menu si compone di 4 primi differenti (potete anche fare degli assaggi di 2 primi per piatto) 2 secondi, contorni, dolci e pizze. Tutto a base di fughi.

Sagra dei funghi, Tagliatelle e trofie
– Tagliatelle & Trofie


Il primo “assaggio” (che era grande quanto un primo a sé stante) sono state le trofie con salsiccia e funghi. La produzione industriale (che non significa “produzione di massa”, occhio!) della pasta non mina la qualità del piatto (farle a mano con 100.000 visitatori significherebbe avere altrettante persone che sbattono uova e sbuffano farina, il caos) che è immediatamente riconoscibile per il giusto sapido dato dalla salsiccia e la quantità evidente di funghi.

Un salto nell’altro piatto e si passa alle tagliatelle. Al solito il piatto più gentile di sapori, ugualmente valido, ma la mancanza della salsiccia concede il punto alle trofie.

Sagra dei funghi, cazzatielli
– Cazzatielli


Novità dell’anno sono i cazzatielli! Piccole palline di pasta un po’ a mo di fregola, molto molto tenere, che si sciolgono come neve al palato. Anche qui funghi carnosi a pezzettoni grossi. Siamo rimasti molto felici e soddisfatti dalla mole dei primi, sicuramente un’ottima partenza!

Senza neanche fermarsi a ragionare imbracciamo un bicchiere di vino (molto dolsce, occhio) e procediamo spediti verso i secondi. La casa consiglia…arista di maiale & scaloppina.
Abbiniamo loro rispettivamente le patate al forno ai porcini e la zuppetta di funghi.

La zuppetta ai funghi in questo poker di elementi è quella che spicca di più. Ha un sapore molto deciso e ve la consigliamo, non è da meno la scaloppina tenerissima e le patate al forno, ottime, ben condite, dorate e tirate fuori dal forno al momento giusto. Un po’ in secondo piano si piazza l’arista, che vi sconsigliamo di prendere da sola (senza un contorno dunque).

Sagra dei funghi, arista
– Artista accompagnata da zuppetta di funghi


Un volontario perdersi tra i vichi


Dopo questo menu completo optiamo per il giro lungo. Risaliamo il primo tratto di strada (lo stand dove ci siamo fermati è praticamente il primo della salita che porta al paese) e via sulla destra.
Essendo lunedì non tutte le casette erano illuminate a festa ma si poteva ben immaginare lo spettacolo di un evento a pieno regime. Le stradine, già belle e affascinanti di loro, erano illuminate da lucine natalizie e chiacchiericcio, vi invitiamo a perdervi per un po’ con il naso all’aria, alla scoperta di questi vicoletti.


Risaliamo scala dopo scala, osservando il presepe/miniatura a inizio paese e seguendo i gruppetti che ronzano famelici nel centro. Decidiamo a questo punto che è il momento del nostro amicone, il caciocavallo impiccato. Lo fanno in parecchi, quindi avrete l’imbarazzo della scelta.

Noi ci siamo fermati a uno stand nei pressi del pub Oscar Wilde (dove successivamente ci siamo regalati una corposa IPA alla spina che abbiamo accompagnato con un tarallone avvolto di prosciutto che i gestori hanno gentilmente concesso insieme alla birra) e abbiamo preso un caciocavallo impiccato con funghi e tartufo.


Buono il tartufo, il fungo e il caciocavallo, meno il pane e la quantità. Anche il prezzo non è da ridere (5€).
Di fianco al caciocavallo, a catena di montaggio, sfrigolavano eserciti di arrosticini (c’è chi dalla fila spara un ordine da 24!)


Un’altra settimana di appuntamenti


La sagra dei funghi di Cusano Mutri (BN) continuerà fino alla fine del weekend (domenica 16) quindi avete ancora un bel po’ di tempo per organizzarvi e andare.

Se non ci siete mai stati è il caso che cominciate a piazzare una x sul calendario, perché è un evento che l’amante di borghi e sagre non può perdersi, tra i più importanti della regione ed oltre.
Nonostante ressa e traffico (ma se vi fate furbi li evitate) e la distanza, pensate che per noi erano 2 allegre ore di auto, per un totale di 4 a/r, dunque ben 5 anni sagra, resta un must da provare.

Al ritorno, come di consueto, abbiamo ancora una volta sbagliato strada, e c’era pure la nebbia.


Falco

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Sagre di Liberi – Liberi (CE) – 2022

Sagre di Liberi – Liberi (CE) – 2022

La sagra, anzi LE sagre, di Liberi (CE), hanno diverse particolarità: Innanzitutto sono una delle sagre più lunghe che abbiamo mai trattato (durano infatti dal 25 Giugno fino alla fine di Settembre) e presentano ogni weekend una specialità diversa.

Liberi, prosciutti
– Un membro del team ci mostra fiero il reparto affettati


La giornata del caciocavallo impiccato


Ci rechiamo a Liberi nel suo secondo weekend d’apertura, quello dedicato tra le altre cose al nostro amato simbolo e mascotte di redazione: il caciocavallo impiccato.

Non appena ci addentriamo nel parco-boschetto-riserva dove la sagra si svolge ci rendiamo conto che questo è un evento amatissimo da tutti gli abitanti del circondario (e non solo).
Difatti sono solamente le 20, orario più che preferenziale per recarsi ad un evento per evitare la calca, eppure…c’è già una distesa infinita di auto (nell’ampissimo parcheggio, 1 € a piacere per la sosta) e persone che brulicano ansiose e che cominciano ad incolonnarsi in diverse chilometriche file.

Liberi, Caciocavallo
– Non appena entri ecco cosa ti si para davanti!


Specialmente le due file per la cassa e per il caciocavallo sono tra le più lunghe mai viste.
Quella del caciocavallo era gestita da un team di 3 persone, con 5 caci sgocciolanti sulle braci, quindi più di così era difficile.


Una catena di montaggio


Raggiungiamo Angela, una delle organizzatrici, che è già estremamente indaffarata, difatti nè lei nè altri membri del comitato organizzativo riusciranno mai a liberarsi per fare due chiacchiere con noi o addirittura per fare un po’ di girato in video, incredibile!

Angela però ci rassicura, possiamo scegliere qualsiasi pietanza e gustarcela in pace su uno dei tantissimi tavoli al pascolo che troviamo alle nostre spalle. “Che cosa volete provare?”, ci chiede, “Tutto”, rispondiamo.

Cominciamo da un panino-saltimbocca piastrato con un’altra delle specialità del posto: la pancetta alla zingara.

Liberi, panino
– Notare lo spessore della pancetta


La pancetta alla zingara è un salume cotto, affumicato e aromatizzato che unisce al grasso e dolce naturale della pancetta una sfumatura profonda e particolare di “speziato”.
Presenti e abbondanti nel panino anche formaggio e funghi.

Il panino è veramente ottimo, piacevolissimo, Corvo dice “degno di un pub”, riferendosi alla ricercatezza di sapori ed ingredienti. Io direi che è veramente degno di una sagra, tanto da poterne diventare un prodotto simbolo. Lo divoriamo con immenso gusto. Non dimentichiamo che è anche bello abbondante.


Pasta & cotiche al sugo


Sotto gli sguardi d’odio della gente saltiamo la fila e ci rechiamo al banco, cosa ci tocca adesso?
Due pezzi da 90: Cotiche al sugo e pasta e fagioli.

Ho apprezzato molto queste due scelte in menu perchè a mio parere elevano la proposta gastronomica.
Per intenderci, è sicuramente vero che pancetta alla zingara, caciocavallo e prosciutto (altra proposta della sagra) sono ottimi elementi ma qui abbiamo due preparazioni vere e proprio, oltretutto estremamente tradizionali, insomma una bella scommessa.

Pasta e fagioli
– Abbondante pasta e fagioli!


E come sono? Beh ottime e abbondanti. Pensavamo che la pasta e fagioli ce l’avessero fatta un po’ più pienotta apposta per noi ma le porzioni sono proprio così.
Tubetti, concentrato di pomodoro, fagioli (eh beh), pezzettoni di cotica e una gradevole spinta “chili” che va sul piccante. Per me una degnissima variante del piatto noto a livello nazionale.

Idem le cotiche. La sfumatura piccante aiuta a ingollare il lato più grasso (cioè tutto) del piatto.
Non dimentichiamo che il sugo, che praticamente diventa un rossissimo sciroppo, deve necessariamente essere scarpettato con la pratica giga-fetta di pane che viene data a corredo.

Cotica
– Il sugo-sciroppo!


Il momento del caciocavallo


Arrivare al caro caciocavallo non è facile, nonostante siano passate due ore c’è ancora tanta tanta fila…
Per dovere di cronaca e perchè siamo dei professionisti noi però dobbiamo necessariamente provarlo, ne va della nostra integrità di reporter!

Con faccia di bronzo rara puntiamo quindi direttamente l’Alessio, l’uomo che gestisce tutta la postazione dei caci fumanti, e che oggi avrà perso in liquidi l’equivalente del Lago di Aral, chiedendo una porzincina para compartir.
Con le sue ultime forze Alessio ci accontenta e ci sforna due belle e fragranti fette di pane, con una colata lavica di cacio e una bella mano di stucco di porcini.
Questa fettona di pane ha un aspetto meraviglioso.

Caciocavallo impiccato
– Ma di che stiamo parlando?


Fumante, gonfia, colma, ripiena, traboccante di gusto, si candida ad una delle top fette-con-formaggio dell’annata, è certa la cosa.

Abbiamo testato quasi tutto, lasciandoci alle spalle giusto il panino con salsiccia (e sottoli) che comunque dall’aspetto merita e non poco, le patatine fritte e i wurstel. Ma giusto per dare l’impressione che non siamo venuti solo a fare i morti di fame (impressione che scommetto diamo comunque) abbiamo tempo per rilassarci un minimo e guardarci intorno.

Liberi, parco
– Nonostante l’apparente caos regna una naturale tranquillità nel parco


Il parco


Del parco dove la festa si svolge vanno sottolineate diverse cose.
E’ vero che c’è un marasma di gente, ma è anche vero che la cosa non è che si noti poi tanto.
Le aree sono molto vaste, dunque se volete far sfiancare i vostri infanti in modo che non piangano e non rovinino la vita a quelli seduti di fianco a voi potete andare nella zona giostre.
Trenino, calcinculo, autoscontro e tiro al bersaglio sono a vostra disposizione.

Amanti del liscio? Benissimo. Pista in granito sotto le fronde fresche di altissimi alberi vi aspettano per lasciarvi pavoneggiare con la sciura che avete adocchiato dall’edizione paesana del 56′.
Ballerini di tutte le età e con vari livelli d’esperienza si divertono a ritmo di pezzi intramontabili.


Se invece volete mangiare in pace avete ben tre zone diverse dove poterlo fare, su tre diversi livelli.
Tutte le zone danno l’idea di un certo relax, come onestamente l’evento in generale.
Si, c’è gente, ma il boschetto-parchetto è grande e accogliente.

Sicuramente dove non abbiamo il borgo e il percorso itinerante abbiamo invece l’occasione di un totale relax nella naturale frescura di un ambiente sano dove poterci riposare. Io ho approvato.
Prendete una bella litrata di vino rosso, un paio di panini e poi potrete vivervi la vostra pasquetta mignon senza lo stress di dover cucinare, ci sta anche questo!


Falco

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Sagre di Liberi – Liberi (CE), una ogni fine settimana fino a fine agosto – Il Trono di Sagre

Sagre di Liberi – Liberi (CE), una ogni fine settimana fino a fine agosto – Il Trono di Sagre

Imbarazzo della scelta in quel di Liberi, dove si terranno per l’appunto le Sagre di Liberi, una dietro l’altra, ci troviamo in provincia di Caserta. Gli appuntamenti saranno ovviamente a carattere gastronomico, ogni fine settimana a partire dal 25 giugno fino a fine agosto.

Panoramica durante una delle sagre di Liberi

Il programma

Come detto il programma delle sagre di Liberi è ricchissimo, pieno di appuntamenti, sono ben dieci e molto variegati, si va dalla pancetta di zingara, al classico caciocavallo impiccato. Si passa da una tagliata marchigiana a degli gnocchi al forno con una delle novità di quest’anno, ovvero lo spiedone di Ulisse. Un ottimo stinco di maiale bavarese e restando in tema, una braciata di maialino nero casertano. Per gli amanti del cibo etnico un altro piatto da non perdere è il churrasco brasiliano di picanha, le classicissime e immancabili montanare in festa, accompagnati dai famosi arrosticini. Si conclude con il decimo appuntamento, quello del porcino in festa.

Sagre di Liberi, calendario
– Calendario 2022 di Le Sagre di Liberi

Il Trono chiede, gli organizzatori rispondono…

Ciao Angela, la Sagra di Liberi è una delle poche che non si è mai fermato, nemmeno nei due anni bui di pandemia, come sono andate le due precedenti edizioni, vi aspettate per quest’anno un ritorno alla normalità in termini di presenze?

“Guarda sembra strano ma i momenti bui della pandemia ci ha fatto registrare numeri sempre più alti di presenze, sarà per la sicurezza degli immensi spazi all’aperto che ci ha permesso di lavorare in piena sicurezza e rispetto delle regole anti covid. Ci aspettiamo quest’anno comunque un aumento delle presenze che si rinnova come sempre perché le nostre prospettive vanno sempre oltre.”
Sagre di Liberi, parco
Largo spazio nel verde

La Sagre di Liberi è un evento più unico che raro, ci sono così tanti appuntamenti, quali sono le new entry di quest’anno? O meglio quali differenze ci sono con gli appuntamenti dell’anno scorso dal punto di vista delle scelte culinarie?

“La sagra di Liberi offre una varietà di appuntamenti proprio per soddisfare un pubblico sempre più ampio, dal più piccolo al più grande. Quest’anno come dicevi abbiamo delle new entry come il churrasco di porkstrami che è carne di maiale affumicata e cotta al barbecue e poi ripassata sui carboni ardenti del churrasco. La seconda new entry è lo spiedone di Ulisse, dalla cucina greca dalla quale ne deriva il nome che sono dei pezzettoni di carne mista che vanno a formare uno spiedone gigante sempre alla brace del maestoso churrasco.”

Tra tutti questi appuntamenti, gli avventori probabilmente si troveranno a scegliere a quale partecipare, quali tra questi sono quelli più sentiti e/o con più partecipazione?

La scelta è sempre difficile da fare perché come si nota dal calendario non si potrebbe tralasciare nessun evento. Io penso che l’appuntamento più ambito è sempre quello di sua maestà il caciocavallo impiccato che ci fa registrare numeri di presenze sempre più alti. E’ seguito poi dal nostro maialino nero casertano perché la nostra parola d’ordine è sempre la tradizione accompagnata da un pizzico di innovazione che non guasta mai per poter così accontentare anche le nuove generazioni.

Qual è la proposta musicale quest’anno? Si esibiranno diversi gruppi immagino.

Per quanto riguarda la musica vale lo stesso discorso fatto in cucina: la tradizione. Si susseguiranno vari gruppi musicali folkloristici che allieteranno con briosità le nostre serate.

Informazioni utili

Organizzatori – Sagre di Liberi (link alla pagina fb a fine articolo)
Numeri di telefono – 366 477 3205

Corvo

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La Panoramica e i Panettoni Gastronomici

La Panoramica e i Panettoni Gastronomici

E’ stato il primo prodotto specificatamente natalizio che abbiamo mai trattato, è arrivato all’improvviso e ha fatto immediatamente il botto. I panettoni gastronomici potrebbero diventare il simbolo di ogni nostro Natale!

– Sembra quasi di sentirne l’odore…


Giungano e la tradizione del forno


Solitamente si comincia a parlare di un prodotto specificatamente natalizio ben prima di Dicembre (nella follia degli acquisti impulsivi c’è chi inizia a parlarne a settembre, roba che sei ancora a mare…) mentre noi abbiamo “deciso” di aspettare quasi l’ultimo momento. A Dicembre inoltrato, infatti, con l’Immacolata alle spalle, si è deciso di collaborare con La Panoramica al lancio di questo prodotto che sembrava fatto apposta per noi.

Innanzitutto ciò che ci ha convinto era che il prodotto da forno veniva da Giungano, da dei produttori amici che puntualmente incontriamo (anche solo telematicamente) in occasione di una delle feste più rinomate del territorio, quella dell’Antica Pizza Cilentana.
Sicuramente se penso alla pizza cilentana di Giungano il pensiero ricorre alle calde serate estive e non al panettone, ma come sicurezza sulla qualità del prodotto tipicamente da forno c’era ben poco di cui discutere!
La sapiente arte del Maestro Pizzaiolo Pietro Manganelli e di Rossella Di Filippo ha condotto infatti per anni la gestione de La Panoramica fin nelle alte sfere del gusto.


Le 4 varianti


Al solo pensiero scorreva acquolina, ma quando abbiamo sentito le 4 varianti proposte abbiamo quasi esultato…
Soppressata&Pecorino, che è quello andato per la maggiore, presentava una spiccata sapidità e una tendenza al forte sapore quasi amaro dei grani di pepe contenuti nella paesanissima soppressata locale.
Caciocavallo&Pomodoro Secco invece era contraddistinto da una pastosità dolciastra tipica del pomodoro e del dolce grasso genuino della caciotta. Un prodotto che si lega a triplo nodo carpiato con un aperitivo perfetto (vi consiglio un doppio Negroni, fidatevi).
Capocollo&Fichi proponeva un’alternativa delicata. Col salume locale legato ad uno dei frutti più tipici del nostro Cilento, quello del fico, uno dei motivi di vanto anche della stessa Giungano.
Salsiccia&Finocchietto invece ha puntato sull’aroma, con un sapore meno invadente ma che creava una sua atmosfera su tutto il palato.


“Siamo spiacenti, il prodotto è esaurito!”


Convinti della qualità del panettone e sicuri della voracità della nostra utenza che risponde sempre presente abbiamo così proposto, dopo aver allegramente degustato durante il making of di video&set fotografico (questa è la parte migliore del lavoro…), l’allegro panettone.

La risposta è stata eccellente !
Ben 50 panettoni sono andati esauriti in 72 ore, praticamente le ordinazioni si sono fermate solo perchè i panettoni erano finiti.

Con l’allegra notizia abbiamo subito informato i nostri amici e mastri fornai. Una bellissima avventura, breve ma intensa, è diventata un potenziale caposaldo dei nostri inverni.


Falco


L’apposito video da noi realizzato:


Il goloso approfondimento su FB:



Abbuffate perdute, le sagre rinviate di Giugno – Parte 4 – 2020

Abbuffate perdute, le sagre rinviate di Giugno – Parte 4 – 2020


Pensavamo di tornare subito alla normalità di una tavola imbandita ma un nuovo focolaio sembra far slittare tutto di un’altra settimana. E cosa abbiamo in cambio?
Un altro articolo sulle sagre rinviate di Giugno. Contenti? Meh.

Transumanza a Corleto Monforte
– Passeggio domenicale a Corleto Monforte (AV)


Transumanze rinviate


A Corleto Monforte (AV) un’iniziativa che unisce tradizione e lungimiranza. Parliamo della Festa del caciocavallo podolico e della transumanza.

A Corleto ci si schiera apertamente contro il sistema di produzione di massa basato sui bovini. Un sistema chiaramente non sostenibile e che prima o poi collasserà su sè stesso.
Proprio per questo vengono mostrati tutti i vantaggi di un controsistema all’antica completamente eco-friendly, la transumanza appunto.

Piccoli allevamenti, non intensivi, in grado di produrre formaggi di alta qualità come il caciocavallo podolico, ricco di Omega3.
Avete tutto il mio sostegno! Sarà rinviata forse la passeggiata di vacche in centro ma non l’ottima idea.

Fusillo e pezzente a Montefredane
– Piattoni stracolmi a Montefredane (AV)


Perdiamo anche una delle mie feste preferite…quella del Fusillo e del pezzente, di Montefredane (AV).
Ormai eravamo storici sostenitori di questa sagra, dai piatti sempre colmi, ricchi di sugo e di formaggio.
Ci mancherà molto il sapore grasso del pezzente tra i fusilli, sotto forma di polpetta gigante, o ficcato in una già ben lungi dall’essere ipocalorica “cotna”.

Segnalo inoltre che qui ho mangiato una delle fette di caciocavallo impiccato più grandi della mia vita.
Se la giocava solamente con quella di Caggiano!


Trionfo del povero e del rurale a Lauro & Faicchio


Si uniscono alle celebrazioni rinviate, a favore delle tradizioni povere del territorio, sia Faicchio (BN) che Lauro (AV) in un gemellaggio irpino-beneventano.

Il grano a Faicchio
– A Faicchio (BN) si prepara il grano


Durante la Festa del Grano di Faicchio infatti sarà possibile assistere a tutto il ciclo del grano: dall’aratura alla semina, dalla mietitura alla trebbiatura, dalla trasformazione del seme in farina a prodotti come pane e pasta.

A condire, chiaramente, ottimi prodotti locali da gustare in una rilassata atmosfera profumata di grano appena falciato.

A Lauro (AV) invece si esalta il borgo e i suoi prodotti tipici.
Con C’era una volta al borgo si torna in quelle atmosfere contadine che tanto amiamo noi visitatori di sagre.

Da segnalare anche un menu da capogiro: polpette nel sugo, pane m’busso int e fasule, parmigiana di melanzane, carne di cinghiale, pizza tradizionale in forno a legna…

Che ci siamo persi!

Pasta e fagioli a Lauro
– Pasta e fagioli macchiata a Lauro (AV)


Situazione simile a quella di Lauro, ma nel casertano.
Si parla di Riardo (CE) e di Sagra al borgo.
Per l’occasione, oltre a danzare, passeggiare per il borgo (non dimenticate uno sguardo al castello!), ammirare prodotti artigianali potrete chiaramente saggiare tutta una serie di tipicità locali nei vari piccoli stand di questa sagra a carattere itinerante.

Speriamo che tutte e 3 siano solo rinviate e che possiamo goderne tutti al più presto.

Il pensiero di polpette e fusilli locali non gustati mi fa star male.

– Immagini senza tempo, da Riardo (CE)


Chiudiamo col dolce: Festa della sfogliatella a Castel San Giorgio (SA)

Il prodotto è di qualche secolo fa ma la festa si difende bene comunque dall’alto delle sue ben 15 edizioni.

Si potranno apprezzare alcune varietà di uno dei dolci campani più apprezzati, la sfogliatella, in versione Frolla, Riccia e Santa Rosa.

Sfogliatelle ricce a Castel San Giorgio
– Fragante esercito di sfogliatelle a Castel San Giorgio (SA)


Oltre al dolce in realtà presente di solito anche un menu “salato” di introduzione tutt’altro che banale: pennette con speck, rucola, scaglie di parmigiano e pomodorini, fusilli con melanzane e salsiccia, pasta e fagioli maritati, panino con salsiccia paesana alla brace oppure con melanzane, patatine, broccoli saltati in padella, caponata sfiziosta con mascuotto. Mica male!

Anche questo weekend è passato senza sagre.
Incrociamo le dita e speriamo che questo sia l’ultimo articolo sulle sagre rinviate di Giugno che leggiamo.
Anche perchè Giugno è finito…


Falco


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