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Notte re la focalenzia – Castelfranci (AV) – 2023

Notte re la focalenzia – Castelfranci (AV) – 2023


Quest’anno abbiamo raccontato la trilogia degli eventi organizzati dal Comune di Castelfranci (AV) e concludiamo forse con quello più allegro, frizzante, noto ed amato dagli stessi abitanti del posto, la magica Notte re la Focalenzia. L’evento si tiene tipicamente a Dicembre, dal giorno prima dell’Immacolata, il 7 Dicembre, fino al 10.


Una costellazione di pire


Questa volta l’evento si tiene nella piazza principale di Castelfranci, troviamo simpatico e funzionale che i tre eventi (La Notte re la Focalenzia, Fiume DiVino e Le Notti della Maccaronara, in ordine inverso di svolgimento) si tengano in tre posti diversi della cittadina poi non così grande. E’ utile sfruttare tutti gli spazi ed è un modo per valorizzarli.

In questo caso sono stati disposti dei grandi bracieri all’inizio del corso, nel mezzo e alla fine sotto il palco. Una volta accesi tutti i bracieri formano una costellazione che dall’alto ricorda un grappolo d’uva (totally true story). Il braciere più grande è proprio quello sotto il palco, in un’eroica cavalcata a metà tra un tedoforo e l’assedio al Fosso di Helm il sindaco con fiaccola fiammeggiante da alle fiamme l’imponente piramide di legno.


Sono accesi, i falò sono accesi, Castelfranci chiede vino!

Uno dopo l’altro seguono tutti gli altri falò e partono musiche folk e tarantelle (quelle sponda montemarano e compagnia), in un attimo ci sono danze, balli e brindisi sparpagliati per la piazza che comincia finalmente a prendere calore.


Un menu rinfrancante


L’evento ha un’ottima scelta culinaria, innanzitutto il nostro amico, Chef Pasquale Corrado, del ristorante Stella, incontrato già precedentemente agli altri due eventi, ci illustra tutto il parco pietanze che gestirà in questa quattro giorni di falò. Tutti i piatti della tradizione gli sono stati affidati, quindi abbiamo la classica e imperdibile Maccaronara, involtini al sugo, la carne di maiale con peperoni e un gradevolissimo maiale allo spiedo che gira rilassato su se stesso solleticato e rosolato dalle fiamme.


Nonostante sappiamo a memoria peculiarità e sapori di questi piatti che puntualmente Pasquale ci fa assaggiare è impossibile nascondere l’acquolina. Con grande gentilezza Chef Corrado illustra nuovamente le caratteristiche della sua Maccaronara. Sua, perchè è fatta a mano, da lui, come sempre.

La fa danzare, le fa prendere aria (così non si attacca), la scuote e poi la tuffa in acqua.
Con dei tempi tecnici perfetti ed uno sforzo collettivo di tre persone la pasta viene riacciuffata, mescolata col sugo, impiattata e spolverata di formaggio. La Maccaronara ha dalla sua il grande merito della semplicità. E’ tenace, come piace a me, la sua caratteristica forma la rende intrigante al palato, il sugo fa il resto, il formaggio aiuta.


Ci viene preparato un vassoio, sono appena le 20.00, i primi falò sono stati accesi da poco, la musica è partita ma il grosso della gente ancora non c’è. Abbiamo tutto il tempo di fare foto e riprese con calma, e possibilmente anche di mangiare, con calma (spoiler: così non sarà)

Affiancati alla maccaronara ci sono sempre i fedelissimi secondi: la Carne con i peperoni, speciale, resa stuzzicante da un peperone carnoso e dall’aceto, in aggiunta alla carne di maiale tenera e rosolata, e stavolta, in sostituzione al mugliatiello, un leggero e pimpante involtino di cotenna al sugo.


I vini e le cantine di Castelfranci


Al solito tutti gli eventi di Castelfranci organizzati da Comune e Pro Loco hanno l’obiettivo di mettere sul piedistallo i vini locali, delle piccole ma operose cantine della zona. Alla casetta del vino sarà possibile, come sempre, trovare tutte le cantine con il loro prodotto migliore, acquistabile sul posto. Boccella, Colli di Castelfranci, Molettieri, Gambale, Cantine Perillo Gerardo e Azienda Agricola Perillo Michele, Regina Collis, Ricciardi. In particolare tre di queste hanno scelto di averci ospiti durante la nostra visita in paese.


La prima che visitiamo è quella di Antonio Molettieri, che viene attualmente portata avanti e sviluppata dai due figli, i quali nel 2020 hanno dato vita anche all’ottimo Badius, seguito subito dopo dall’Atipico.

Con grande disponibilità ci illustrano i loro prodotti, ci raccontano una vita di sacrifici da parte del padre Antonio, che per qualche minuto ci accompagna all’interno della cantina. All’esterno un carino allestimento con alberi e lucine di Natale, all’interno, per accompagnare il vino, formaggi, salumi e taralli.
A breve saranno disponibili per degustazioni ufficiali, ma se nel frattempo vi interessa una visita amichevole sono sempre a disposizione.


Subito dopo ci rechiamo da Antonio Gambale. Antonio ha raccolto l’eredità e il mestiere della moglie e ha continuato a sviluppare la loro reciproca passione. E’ anche uno dei pochi che in zona produce un bianco, il Fiano. Se avete seguito in pagina FB Il Trono di Sagre ricorderete che l’avevamo anche accostato idealmente ad un formaggio con sentori di arancia candita, di Alta Mangiuria.

Antonio, anch’esso con grande gentilezza ci mostra tutto il suo lavoro, che conduce da solo visto che i figli sono ancora minorenni. Come potete ben immaginare il tutto richiede uno sforzo e una dedizione immane.


La terza cantina che visitiamo è quella della Azienda Agricola Boccella, una delle più grandi del comune.
L’Azienda Agricola Boccella produce diverse etichette, è fornita di due fantastiche botti di ultima generazione che aiutano il vino a mantenere il suo stato, in modo inalterato, prima dell’imbottigliamento.
Di fronte le botti, due gigantesche anfore in ceramica. Ai Boccella piace sperimentare, quest’anno hanno tirato fuori il Rosatt, un rosato che fa il verso al loro noto Rasott, prodotto probabilmente di punta della cantina. Non vediamo dunque l’ora di vedere cosa tireranno fuori dalle anfore! Speriamo un bel bianco…


Tutte le altre, invece, le trovate allo stand apposito in tutti i giorni della festa.


Una vasta scelta gastronomica…


Avete presente tutto il menu tipicamente locale che abbiamo elencato prima? Non è l’unica scelta, stavolta al classico si accosta il moderno. In ordine sparso abbiamo dei cuzzetielli alle polpette al sugo o volendo, in bianco, alla genovese. Due cuzzetielli caldi e profumati che potete ritirare al volo e gustare camminando.


Ancora, volendo, un piccolo tagliere di salumi e formaggi con frittatina al seguito oppure una bruschettona con uovo fritto e tartufo. Sempre gradito è il caciocavallo impiccato, degli Amici del Caciocavallo.


Due parole da spendere per Golopork, che producono un ottimo pulled pork dal fascino e sentori che travalicano i confini puramente provinciali. Non ce ne voglia l’Irpinia, ma qui si gusta tutto il fascino del nuovo continente. Molto gentilmente ci preparano il loro cavallo di battaglia, bello farcito del sopracitato pulled pork, con bacon, salse, patate al forno (rosolate alla perfezione, quanto adoro le patate al forno…) e provola, in un pane morbidissimo a mò di pita. Una favola. E’ stato estremamente difficile rimanere professionali e attendere di fare foto e video, prima di gustarlo. Consigliato.


Ah, in tema di pork…altra chicca di Chef Corrado è il maiale allo spiedo. Tenerissimo, che ve lo diciamo a fare? Ve lo consigliamo in un piattino, con fettina di pane bianco, accompagnato stavolta ad un’ottima birra alla spina (3,50€ prezzo FENOMENALE!).


Ancora pork, e ancora carne, questo particolarissimo stand produce pizze fritte da farcire, o paninetti, con salsine, salsiccia sminuzzata e tocchetti di carne. Aspetto favoloso, purtroppo sono nel pieno del caos quando andiamo a trovarli e non hanno il tempo di raccontarci la loro storia. Occhio e profumo però dicono…provateli!


Il fascino della Notte re la focalenzia…


Questa festa mi ha messo di buonumore. Tutti gli eventi di Castelfranci sono simpatici perché abbiamo sempre incontrato molta disponibilità e gentilezza (quasi ovunque) ma stavolta ho trovato il fascino della festa di paese classica, quella senza fronzoli, quella che c’è sempre stata e che sempre ci sarà, unita alla bellezza immortale del fuoco e delle fiamme, a braccetto con il menu della tradizione, quello che ti commuove e ti fa pensare al Natale, unito, ancora, a proposte moderne e di ottimo livello, a prezzi giustificati.

Ce n’è per tutte le tasche e tutte le voglie. Sentiti complimenti all’organizzazione, non vediamo l’ora di tornare, detto sinceramente.

Falco

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Baccanalia – San Gregorio Magno (SA) – 2022

Baccanalia – San Gregorio Magno (SA) – 2022

L’evento-delirio dell’estate, Baccanalia, per molti il più atteso dell’anno, riempie ancora una volta piazze e cantine.
Ma oltre il vino che scorre a fiumi c’è tutta una San Gregorio Magno (SA) da scoprire.
Per far ciò avete di tempo dal 17 al 21 Agosto 2022, siate pronti a stappare.


Il borgo e le cantine


Alcune cose sono ormai talmente celebri che è quasi inutile spiegarle, come ad esempio la storia delle cantine. L’evento ruota intorno a queste storiche cantine incavate all’interno del paese, in tutto addirittura 600 (ma per l’occasione ne sono aperte 42) ed ognuna propone il suo menu.

Un riproporsi di piatti celebri, come i cavatelli, l’uovo fritto (accompagnato a scelta da tartufo o peperone crusco) e naturalmente la braciola di capra.

La parte peculiare di questa serata è che per la prima volta, nonostante io venga qui di filato da…10 anni (?!), per dovere e per piacere mi sia trovato solo ieri ad esplorarla quasi tutta. Di solito con la mia combriccola di filibustieri ci si fermava in piazza mangiucchiando nei dintorni, ogni mq2 un litro di vino e naturalmente dopo 100 mattonelle in un attimo erano le 4 del mattino e non c’era modo di andare oltre.

Corvo invece che ha avuto negli anni un approccio più esplorativo e meno deleterio mi conduce salvandomi almeno inizialmente dai deliri del succo d’uva.

Precisiamo che abbiamo scelto le cantine totalmente a caso.
La prima dove ci fermiamo è Da Bacco e Arianna, abbiamo raggiunto per un momento degli amici e ridendo e bevendo eravamo in 15. Ci accomodiamo all’interno.

Rendiamo un inferno la vita al povero Giacomo, il ragazzo che ci segue, urlando come scimmie cappuccine cercando di ordinare in modo estremamente confuso. Ci perdonerete.

– Il nostro loghetto!


Un assaggio dei piatti tipici


Ordiniamo in ordine sparso cavatelli con fiori di zucca e salsiccia, patan’ cunzat, braciola di capra, un antipasto gregoriano misto, vino a profusione più tutto quello preso dai nostri amici.

Di queste portate ho gradito principalmente la braciola di capra, quella capitata a noi era ottima anche se al limite del tiepido. Buoni anche i bocconcini (e sui bocconcini siamo sempre capricciosi) e i salumi dell’antipasto. La pasta invece era molto scotta, sia la nostra che quella altrui, nonostante ciò ho rubacchiato un raviolo ripieno di ricotta con sugo paesano e ho apprezzato.

– Antipasto gregoriano


Dopo aver finito di portare il caos nella cantina salutiamo al volo i nostri amici e proseguiamo in solitaria, altrimenti saremmo finiti su qualche scalinata a tracannare e addio foto, video e articolo.

Passare in piazza è sempre arduo, facciamo 1 passo al minuto divincolandoci tra la folla che per fortuna non ha ancora cominciato a scatenarsi (quest’anno presente anche un palco oltre alla solita musica itinerante). Durante la discesa incontriamo anche il Dio Bacco in persona con la quale scatta la foto di rito.

– Rendiamo omaggio alle divinità locali


Un marasma di cantine


Eravamo ormai prossimi alla mezzanotte (nonostante fossimo arrivati alle 20) e c’era un quantitativo di persone irreale. Quest’anno si è provato a contingentare un minimo anche gli ingressi proponendo un’entrata a pagamento (prezzo simbolico di 1€) anche per evitare possibilmente la presenza degli idioti di turno. Apriamo questo capitolo spiacevole per un secondo.

Ma è mai possibile che un evento del genere, di questa caratura, di questa importanza, debba essere tenuto sotto scacco dalla presunta presenza di “gente” che nel 2022 ancora non ha compreso come bere vino senza agitarsi? Facciamolo quest’appello, restatevene in una gabbia se non reggete qualche litro di vino, ripartite dall’ABC, andate a Bacardi in piazzetta, mangiate l’uva a chicchi.
Io qui ci vengo da 10 anni, non ho mai assistito a nulla e sono sempre rimasto fino a notte fonda (ieri compresa, spoiler) e nonostante ciò dove c’è alcol c’è sempre il timore che possa succedere qualcosa.
In ogni caso c’era un gran dispiego di sicurezza, qualcuno pare sia stato allontanato, ma su 5.000 (?) persone parliamo di una percentuale insignificante. Come insignificante è chi si comporta così.

Torniamo al magnà.

– Momenti di convivialità a tavola


Paglia


Decidiamo di fermarci sotto delle frasche, premetto che la narrazione e i tempi sono confusi perché eravamo già abbondantemente brilli, non ve lo posso nascondere. Quest’articolo naviga a vista.
Caschiamo però bene perché La Cantina Paglia è quella che è stata premiata lo scorso evento come la migliore del percorso. Con grande gentilezza veniamo accolti, successivamente riconosciuti e parte un simpatico siparietto dove confabuliamo decidendo cosa prendere.

Scegliamo l’uovo, sia al tartufo che con peperone crusco, quindi 4 uova fritte, un suicidio assistito, e un tagliere misto di salumi.

– Non perdetevi la pancetta


Per fortuna al tavolo con noi ci sono due ragazzi con cui condividere un pochino il tagliere, perché è enorme, per sfortuna loro condividono con noi il loro vino.
I salumi sono eccellenti, ci fermiamo anche qui a scambiare due chiacchiere.

Apro un altro mini capitolo per parlare dell’accoglienza che ci viene riservata sempre a San Gregorio Magno. Da quando nel 2019 ci è saltata la copertura, poiché con la consegna del Tegamino D’Oro siamo ormai “noti alle forze dell’ordine” qui non ci riesce di tirar fuori 1€.
Ci hanno offerto le percoche nel vino mentre passeggiavamo nel vicolo, abbiamo insistito per pagare almeno il vino nella precedente cantina, per offrirlo ai nostri amici, altrove hanno offerto i cantinieri o sempre la Pro Loco e oltre il puro e semplice offrire è stato piacevolissimo vedere una passione verso quello che è il nostro lavoro, il nostro portale e tutta la nostra redazione. Ci vengono fatte domande e chieste opinioni, sono ansiosi e agguerriti di giocarsela per il prossimo torneo e questo non può farci che piacere. Questo è uno degli eventi più noti della Campania, ci ha fortemente voluto qui (chiamandoci praticamente a Giugno, 2 mesi prima) e tiene alla nostra opinione.

Venire a San Gregorio è un respiro di sollievo, grazie.

– Chiodo sulla bara fritto


Ricomincio da tre


Ormai barcollando arriviamo ad un’altra cantina. Io spero vivamente che chi legga possa cominciare a concepire in che stato eravamo e perché magari a una certa siamo stati dati per dispersi. Ci chiamavano di qua e di la passandoci del vino, eravamo ormai in balia dell’evento. Sazi, colpiti, gonfi, caracollavamo verso volti amichevoli e da Ricomincio da tre non sono stati da meno.

– Folle entusiaste in ogni vicolo


Inizialmente l’idea era prendere degli arrosticini “al volo” ma non appena ci riconoscono (aridaje) ci portano in tavola di tutto. La vedete la differenza con gli altri articoli? Notate che non sto descrivendo i piatti come faccio sempre? Ero cotto, ragazzi, ero cotto. Loro portano e noi mangiamo, loro versano e noi beviamo.

– Una goduria


Le carni ed il servizio sono eccellenti, una cosa me la ricordo bene…il vitello che io ho definito “tipo alla cacciatora”. Una delizia. Morbido, saporito, di quelle pietanze che le butti giù anche se ti sei abbuffato fino a un secondo prima perchè non puoi lasciarla nel piatto. Ce lo siamo strafogato senza manco fotografarlo. I professionisti del settore.

Alla cantina facciamo conoscenza con un po’ tutta la famiglia, ci si racconta storie della Baccanalia che fu, degli esordi, di come la vive San Gregorio…
A una certa scendo a far foto in una piazzetta e tutto quel che ricordo e che siamo in piazza a saltare.
Abbiamo ritrovato i nostri amici, che a loro volta hanno continuato a bere, ci uniamo al casino con tutte le apparecchiature a tracolla e kg di Canon in spalla e litri di vino in corpo e in un momento sono le 4 del mattino.

– Meanwhile…

Temevo che venire a Baccanalia in qualità di Trono di Sagre e non più come semplici Falco e Corvo non ce l’avrebbe fatta godere, mi sbagliavo di grosso.


– Falco

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