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Fiume di vino – Castelfranci (AV) – 2023

Fiume di vino – Castelfranci (AV) – 2023


La stagione degli eventi di Castelfranci (AV) continua con Fiume di vino, dal 28 al 30 Luglio 2023.
Dopo essersi lasciati alle spalle la brillante Notte della maccaronara, che ha condotto i visitatori in un passeggio per le viuzze della cittadina, stavolta il paese irpino noto per la produzione di vino ci prende per mano e ci accompagna lungo il fiume Calore, in una suggestiva serata nella frescura di un boschetto attrezzato per l’occasione.


Fiume di vino, dove, come e perché


Fiume di vino è un’iniziativa che già in passato era stata istituita dall’amministrazione comunale, anche se con modalità leggermente diverse. Questa volta, così come nel caso delle Notti della Maccaronara, gli organizzatori si sono fatti furbi e hanno giocato le loro carte migliori.

Cominciamo dal dove: Una deliziosa area attrezzata lungo il fiume Calore, con tavoli in legno, amache, seggioline, lucine, foglioline (che erano già lì) e cantine, si tipo quella del ristorante Il Vecchio Mulino che riprendendo tempo addietro un vecchio mulino in disuso l’ha trasformato in un ristorante di successo (già noto in zona, non lo scopriamo certo noi) e che per l’evento ha aperto le cucine e prestato gli chef alla comune causa.

Appena abbiamo sentito parlare di una cantina ci siamo spinti a curiosare. La meraviglia inizia dopo pochi passi, il locale segue la discesa verso il fiume (e grazie, era un mulino…) e rivela al suo interno un’incantevole muratura. Sorvoliamo i tavoli perfettamente apparecchiati per visitare la cantina sì piccola ma sicuramente colma di interessanti etichette.


Fiume di vino, il menu


Lo stand del ristorante Il Vecchio Mulino si occuperà con il suo staff, compresa la professionale proprietà, che si adopera a mostrarci le retrovie, tra sughi che sobbollono e pasta fatta a mano che giace comoda in grandi contenitori freschi in attesa della bollitura, di un menu tradizionale fatto apposta per l’evento.

Fiume di Vino, pasta
– Immagini che puoi annusare

Oltre la nota maccaronara, che abbiamo trattato a lungo durante il racconto delle Notti della maccaronara insieme alla sua fedela compagna, la sfrionzola, stavolta abbiamo anche dei cecaluccoli.
Parenti locali dei cavatelli, vengono preparati con pomodorino giallo, salsiccia, ricotta salata e basilico.
Il piatto è ottimo, chiudi gli occhi e non diresti mai che non ti trovi in un ristorante.
Perfettamente al dente, saporito, ricco, ve lo consigliamo vivamente.

Altra pietanza proposta è il baccalà fritto. La diffusione del baccalà in paesi montani non è più una sorpresa, ben sappiamo ormai da tempo che la tradizione culinaria italiana prese in prestito dalla cultura del nord Europa l’immensa convenienza di questo pesce che sapeva mantenersi a lungo. Son notizie vecchie di secoli. Anche a Castelfranci, dunque, il baccalà fritto è piatto tipico.
Viene proposto con frittura al bacio, presentato perfettamente asciutto e senza un goccino d’unto (l’ho mangiato con le mani senza ricorrere al minimo uso di fazzoletti vari), schizzato di una cremina al peperone un po’ dolce e un po’ acida che si accompagna perfettamente al neutro ma corposo baccalà. Ottima pietanza anche questa, vivamente consigliata.


Fiume di vino…il vino.


La parola chiave dell’articolo è…VINO. Naturalmente anche in quest’occasione troviamo le migliori proposte del territorio castelfrancino (lo so che non si dice così, ma è più caruccio).
Potete scegliere da soli, se siete navigati bevitori, oppure lasciarvi consigliare in base ai vostri gusti.
E’ probabile che cadiate in piedi. Noi che siamo venuti diverse volte in zona scegliamo due bottiglie già note, Il Rasott di Cantine Boccella e il Badius di Cantine Molettieri.


Vini diversi tra loro, entrambi di nostro gusto. Non mi lancerò in descrizioni perché c’è gente che fa 8 anni di corso per parlare di vini e onestamente non sarei un narratore adeguato. Posso dirvi però da profano che il Rasott ha un che di liquoroso molto più spiccato rispetto al Badius, che si rivela molto più asciutto.
Entrambi sono ottimi, andate tranquilli.

Fiume di vino, lista etichette


Non fidatevi insomma di noi, ma del vostro gusto, o di chi sa consigliarvi.
Le cantine di Castelfranci sono tante e sono buone, sbizzarritevi a provare diverse etichette.

Nel mentre che sorseggiamo il palco comincia a scaldarsi, abbiamo del liscio, abbiamo del folk e abbiamo gruppetti felici che dopo un paio di degustazioni sentono l’esigenza di lanciarsi in pista.
Il clima è fresco e sereno, ben distante dall’incubo delle due bollenti settimane appena passate, e ci sta concedersi un giro on the concrete floor senza il timore di ritrovarsi a grondare di sudore.


Burger, salsicce e caci fumanti


Ritroviamo la stessa postazione presente anche alle Notti della Maccaronara. Se non vi va il piatto di pasta e preferite qualcosa di più disinvolto (hamburger o panino con salsiccia) o di ancora più tradizionale (caciocavallo impiccato, con tartufo o senza) questo è il posto giusto.

Il panino l’abbiamo già provato la volta scorsa e dunque già sapete che ci è piaciuto, però noi siamo degli ingordi e non diciamo mai di no, di conseguenza lo proviamo nuovamente. Purtroppo lo becchiamo ormai freddo. Questo non ci impedisce di buttar giù tutto fino all’ultima briciolina. Neanche stavolta riusciamo a provare il caciocavallo ma siamo abbondantemente sazi, sarà per la prossima.

Caciocavallo
– Qualsivoglia sia l’evento, lui non può mancare


Per tutta la nostra visita, anche se non l’ho ancora citato, siamo accompagnati da Francesco Raffaele, membro del consiglio comunale ed ex Pro Loco, che quindi ci conosce benissimo date le nostre molteplici visite in zona. Francesco ci spiega le origini dell’evento, come sia stata recuperata e ripulita la zona, che ora con i nuovi tavoli in legno, le amache, etc. possa rimanere a disposizione del pubblico, sicuramente un’iniziativa che va sottolineata. Ci accompagna anche nella scelta di un buon bicchiere e ci invita infine a fare una passeggiata nel boschetto illuminato a festa prima di andar via.


Gelato all’aglianico


E’ proprio quello che facciamo. Ma prima va assaggiato il gelato all’aglianico di The Ship, gelateria e pasticceria locale (ma non sono) che sotto dicembre propone anche un panettone all’aglianico che dobbiamo certamente provare…

Il gelatino è consigliatissimo, ci viene spiegato che dato che un gelato ha bisogno di un grande equilibrio il lato alcolico (e divertente) viene molto ammorbidito nel processo, quindi in pratica non vi ci potete ubriacare, però è davvero ottimo, non perdetevelo.

E’ finalmente il momento di addentrarci nel boschetto. Ci sono bambini che scorrazzano nella natura tentando di lanciarsi a vicenda tra fogliame e rami, di intrappolarsi nelle amache come fossero mosche in una ragnatela, un piacevole caos. Adulti e aspiranti tali invece si rilassano con un buon vino facendo qualche chiacchiera nella frescura del boschetto.

Le lucine creano una bellissima atmosfera incantata, in lontananza vediamo il mulino che i faretti illuminano di blu. Se anche tutto l’evento fosse stato una scusa per rimettere a nuovo questo posto, e consegnarlo agli abitanti di Castelfranci, ne sarebbe comunque valsa la pena.


Falco

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Le notti della maccaronara – Castelfranci (AV) – 2023

Le notti della maccaronara – Castelfranci (AV) – 2023

Le notti della maccaronara è un evento che trova la sua forma definitiva nel 2023.
Inizialmente, anni addietro e soprattutto pre-covid al Comune di Castelfranci (AV) si era tentato di trovare una serata che unisse i punti forti della cittadina irpina: Piatti tipici e vino locale.

Si è scelto così di lasciarsi rappresentare dal più apprezzato di questi piatti, proprio quella maccaronara che è stato scelto di servire, tirata a mano, nelle tre notti dell’evento. Francesco Raffaele, in concomitanza con il Comune di Castelfranci (AV), ha chiesto a Il Trono di Sagre di seguire questo e gli altri due eventi dell’annata. Il Trono ha risposto affermativamente, e con grande piacere.

Le notti della maccaronara, maccaronara

La golden hour di Castelfranci


Non essendo la prima volta che ci troviamo in città sappiamo benissimo quanto possano rendere le colline nei dintorni di Castelfranci con la luce giusta. Alle 18.30 infatti siamo già sul posto, mentre ancora le botti stanno rotolando al loro posto e le balle di fieno sono ancora belle composte e intonse, pronte a fare da morbidi sedili per il resto della giornata.

I vigneti, i tanti vigneti, sono illuminati dal caldo sole di quest’estate e lo saranno ancora per un paio d’ore, il momento è ideale per cominciare a parlare della maccaronara.
Non è la prima volta che ve ne parliamo, difatti citando noi stessi possiamo dire che…

“L’antica tradizione prevede una preparazione rigorosamente a mano partendo da un impasto ottenuto con semola di grano duro, o talvolta anche farina di grano tenero e acqua, viene poi stesa e tagliata con un mattarello apposito chiamato appunto “maccaronara”. Questo antico strumento, un tempo ottenuto dal legno oggi di ottone, ha delle scanalature con la classica forma della pasta.
Passando con decisione questo strumento sull’impasto si ottiene un taglio a spaghetto che poi viene staccato uno ad uno a mano con una certa dimestichezza prima da un lato e poi dall’altro.
Preparata al sugo semplice o ragù di carne (mogliatielli, braciole, cotechini etc.), con fagioli, al tartufo, con i porcini, e tante varianti rappresenta un piatto tipico della cucina Irpina.”


Lezioni di maccaronara


E’ perfettamente d’accordo anche lo chef Pasquale Corrado che rapidamente, mentre appassionato ci racconta usanze e tradizioni culinarie del posto, ci regala anche una veloce dimostrazione di stesura della pasta.

Chiaramente dopo un po’ d’accademia siamo già pronti per un assaggio. Nel caldo torrido della sua postazione, nel breve tempo che la pasta viene a galla, chef e famiglia, che per oggi lavoreranno insieme, ci preparano un bel piatto fumante e abbondante di maccaronara al sugo, sulla quale facciamo piovere abbondante formaggio.


Le notti della Maccaronara, dei Mugliatielli e della Sfrionzola


Come può qualcosa che ti è stato preparato davanti agli occhi non essere ottima? E infatti la divoriamo con piacere, piacevolissima la sensazione del pomodoro fresco e dolce che si avvolge alla porosità della pasta…

Allo Che Corrado toccano anche mugliatielli e sfrionzola, piacevole scoperta che non vediamo l’ora di saggiare. Ora, chi è con noi dal Vendemmia Fest del 2019 si ricorderà quanto parlai bene della sfrionzola di Castelfranci…carne (di maiale) a tocchetti perfettamente abbrustolita, saltata e dorata in padella con un rossissimo peperone carico d’aceto. Noto con piacere che si, è ancora lei, ancora ottima, non può deludere.

Anche il mugliatiello, involtino d’intestini d’agnello cotto al sugo, è pronto per essere accompagnato con un po’ di pane. Lo mangiamo guardandoci le spalle dato che altre telecamere sono giunte sul posto e braccano Corvo per una forbita opinione sui pregi delle interiora animali. Io come mio solito mi defilo e mangio di nascosto tra un palo e una botte mentre le prime file cominciano a formarsi…


Tra balle e botti


Divorato il divorabile lasciamo lo chef alle sue mansioni e in pochi passi raggiungiamo la seconda postazione. Essa è perfettamente nel centro dell’evento (e della piazzetta), ma prima di soffermarci su di essa preferiamo gironzolare un po’ fra i tavoli, cinti da un drappo blu che recita luogo & nome dell’evento, fornendo loro un discreto SEO. Dopo di essi c’è una postazione di caramelle e canditi, ancora dopo uno stand che prepara una serie di cocktail e dispone di birra alla spina nazionale. Ancora alle spalle un palco che per ora aspetta in religioso silenzio che inizieremo a fare l’intervista video, così potrà puntualmente, come un perfetto orologio, partire con le prove e finire inevitabilmente in background del video, come sempre accade.

E’ proprio nella postazione centrale che vengono anche servite ed esposte le etichette.
Come accennavamo nel prologo, queste sono tutte cantine di Castelfranci, che se è apprezzata per la maccaronara è probabilmente ancora più amata per il caratteristico vino che produce, il quale ha saputo varcare abbondantemente i confini cittadini ed è di forte richiamo per tutti i grapejuice enjoyer.


Gli amici del caciocavallo


Con questo simpatico nomignolo gli amici della postazione di cucina centrale propongono un panino con rucola, crema al tartufo, glassa d’aceto balsamico, formaggio lasciato fondere in piastra e naturalmente hamburger. Composizione semplice e d’effetto, grazie alla bontà e alla sicura provenienza degli ingredienti, anche in questo caso locali, per quanto concerne la carne.

Con acquolina vengono supervisionate anche le ribs di maiale. Lunga cottura, lasciando che il fianco della bestia si rosoli e quasi aspettando che le costine vengano via da sole. Queste non riusciamo a provarle, la cottura è molto lunga e anche la fila che comincia a formarsi, rischieremmo il linciaggio. Guardiamo da lontano, con invidia. Immancabile, di fianco l’amico porco, il ciondolante caciocavallo impiccato.


Risposta del pubblico


Il pubblico comincia a rispondere, sappiamo che già durante la prima serata della festa (21 luglio, il giorno precedente) c’è stata una bella risposta, e si aspetta ancora più gente per il sabato.
Questo è sicuramente uno dei piccoli riusciti step per rimettere Castelfranci, i suoi eventi, i suoi prodotti, i suoi vini e i suoi piatti di pasta fumanti al centro delle mappe d’Irpinia e Campania tutta.

Il modo in cui il tutto è stato allestito ricorda con piacere un’Italia di qualche anno fa, una piacevole passeggiata in paese, con le atmosfere lente proprio di quelle feste che hanno poi dato origine alle tanto amate sagre di oggi. Botti, balle di fieno, tavoli per condividere il pasto e la serata. La possibilità di sedersi con una bella bottiglia di fronte a quattro amici, il panorama verde di fronde e vigne (e qualche zanzara maledetta, invisibile, minuscola e letale) e il gruppo musicale, che stavolta si comincia a suonare, partendo da una moderne ma comunque nostalgica Italodisco.

Vi ricordiamo che saremo nuovamente a Castelfranci in occasione di Fiume di vino, dal 28 al 30 Luglio.
Al contrario di questa manifestazione, che si tiene in pieno centro, quest’ultima costeggerà il fiume calore, in una piccola oasi rimessa in piedi dallo sforzo municipale, vi alleghiamo direttamente il link all’evento in calendario, in modo da rimanere aggiornati e non perdervelo!


Falco

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Le Notti della Maccaronara – Castelfranci (AV), un forte connubio tra musica e tradizioni

Le Notti della Maccaronara – Castelfranci (AV), un forte connubio tra musica e tradizioni

Pronta a prendere forma la seconda edizione delle “Notti della Maccaronara”, in programma da venerdì 21 a domenica 23 luglio 2023, a Castelfranci, in provincia di Avellino. Una forte unione di tradizione e musica.

L’evento avrà luogo nella piazzetta Tuoppolo/via Riviera sul Calore. La settimana successiva cogliamo l’occasione di ricordarvi che ci sarà un altro evento, ovvero Fiume DiVino che avrà luogo come detto nelle date del 28-29-30 luglio 2023 in località Bosco/Vecchio Mulino

Le notti della maccaronara

Ma cos’è la maccaronara? Vediamo come avviene la sua preparazione.

“Gli ingredienti principali sono farina 00, acqua e “tanta fatica”. Occorre infatti impastare questi semplici ingredienti fino ad ottenere un impasto duro; la durata dipende dalle temperature esterne. La sfoglia che si ottiene dall’impasto viene prima tirata con il matterello classico e poi tagliata con un secondo tipo di matterello scanalato, chiamato appositamente maccaronara, realizzato in legno oppure in bronzo. In questo modo si ottiene una forma di pasta simile agli spaghetti ma molto più doppia.”

Le strisce di pasta così ottenute sono da scottare immediatamente in acqua e da insaporire con condimenti vari ma semplici. Le massaie, infatti, erano solite usare vari prodotti di stagione, come ceci, baccalà, carne di maiale, funghi porcini e tartufi neri.

A Castelfranci la maccaronara, in genere, viene condita con il sugo preparato con i “mogliatielli”, oppure si abbina bene anche ad un sugo fresco di pomodoro e basilico, o ancora a funghi e tartufi.”

La maccaronara de Le notti della maccaronara

Di scena il 21 luglio il latin folk dei Fantsy Show e i ritmi di pizzica e taranta con Rota Rossa, il 22 luglio i Simpatici Italiani, il 23 luglio si prosegue con l’arrivo del treno itinerante, i Virtuosi della tarantella e la musica degli Amabradam.

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La Notte re la Focalenzia – Castelfranci (AV), si riaccende la luce del falò di dicembre

La Notte re la Focalenzia – Castelfranci (AV), si riaccende la luce del falò di dicembre

E’ la luce dei falò che illumina La Notte della Focalenzia, la festa di Castelfranci, in provincia di Avellino.

Questa volta ci saranno delle date in più, rispetto alle scorse edizioni.
Si terrà infatti dal 7 al 10 dicembre la Notte re la Focalenzia organizzata dal Comune di Castelfranci nel borgo irpino in uno scenario di piazze, vicoli e scorci suggestivi che ospiterà decine di artisti e accoglierà i visitatori per un lungo weekend.

Un capitolo a parte per la gastronomia, in cui sono previste le lezioni di pasta fatta a mano. “La Maccaronara”, regina della tavola, in costante matrimonio con l’Aglianico prodotto dalle varie cantine.  La manifestazione è stata pensata per le diverse zone del paese: un percorso intrigante e affascinante.

La famosa Maccaronara di Castelfranci
La famosa Maccaronara di Castelfranci

L’accensione del falò avverrà alle 18.00 del primo giorno, così come l’apertura degli stand e la degustazione del Taurasi docg.

Tra i protagonisti delle prime giornate avremo gli spettacoli itineranti dei Buxie Dixie, le bellissime Ninfee della Tammorra, i KarmaFire e gli immancabili Virtuosi della Tarantella, quest’ultimi presenti tutte e 4 le serate. Nei giorni successivi Dj Set Drowgle & Matteo Ricca, live music con gli Amba-Aradam e i Dissonanthika a concludere la serata dell’8. Per sabato 9, l’imbarazzo della scelta con i grandissimi Bottari di Macerata Campania, diversi artisti di strada che accompagneranno la buona musica, poi a seguire i Lost in Time e la Sgap Band.

Noi del Trono di Sagre, saremo ovviamente lì sul posto per raccontarvi tutto nei minimi particolari.
Parteciperemo durante la serata di apertura del 7 dicembre, per tutti coloro che invece non sono impossibilitati, il consiglio è quello di viverla con noi!

La folla durante una delle edizioni della notte re la focalenzia
La folla durante una delle edizioni della Notte re la Focalenzia

Mentre giorno 9 dicembre, gli stand apriranno dalle ore 12.00 e poi come il giorno precedente la degustazione del vino avverrà dalle 18.

la notte re la focalenzia
La suggestiva Castelfranci illumianta
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Vendemmia Fest – Castelfranci (AV), l’antica pratica della vendemmia ritorna a nuova vita

Vendemmia Fest – Castelfranci (AV), l’antica pratica della vendemmia ritorna a nuova vita

L’ antica pratica della vendemmia è un momento di cultura, di aggregazione e di tradizioni a Castelfranci. Pertanto ritorna “Vendemmia Fest” dal 7 Ottobre 2022 al 9 Ottobre 2022, evento pieno di attività: musica live, proiezioni, degustazioni, laboratori e molto altro. Lo scopo dell’evento è far conoscere e comprendere la tradizione, ma anche la la cultura della vendemmia. Evento organizzato dalla Pro Loco di Castelfranci e patrocinato anche dal Comune ed UNPLI.

locandina ufficiale del vendemmia fest
La locandina

“Per il VendemmiaFest, siamo riusciti a riaprire i vecchi garage del borghetto e riempirli di Vino. Ma prima di esporli al nostro vendemmiafest ci siamo assicurati che fossero i migliori Rossi del centro sud Italia, estendendo la solita esposizione di Vini degli eventi passati:

– Taurasi DOCG, il Vino rosso piu’ pregiato del sud Italia. Nella selezione presente al VendemmiaFest avremo Taurasi premiati, ma soprattutto provenienti da vendemmie di 10 anni fa.

– Tra i Campi Taurasini DOC, abbiamo selezionato Rossi strutturati, tannici ma ammorbiditi con invecchiamenti di almeno 2 anni o piu’.

– Per ultimo ma non ultimo, il compagno di ogni giorno, dalla colazione fino alla nera e fonda notte: l’Aglianico, rigorosamente in purezza, un Vino Verace e Potente, non per tutti.

Abbiamo pensato bene di offrire, a chiunque ne avesse bisogno, acqua fresca naturale. Ci saranno dei distributori dislocati lungo la festa ma non sperate di trovare Coca-Cola, The e Cocktail.

In abbinamento:

– l’Amata Maccaronara, pasta fatta in casa (sarà fatta tra Venerdì e Domenica mattina), ma rigorosamente rossa, al sugo di pomodoro;

– Carne e pipicielli

– Arrosticini, ma di agnello

– Mortadella arrostita

– Torroni, biscotti duri, noccioline, ma anche qualche altra sorpresa.

Vi aspettiamo assetati, però assetati di rosso.

7-8-9, Castelfranci.”

Programma completo :


7 Ottobre 2022
19.00 Casa del Vino
“A Porte Aperte”
Parlamenti e rigenerazione pomeridiane
20.00 Via Riviera sul Calore
Apertura Fontana del Vino, banchetti e stand enogastronomici
21.30 La Sangria “electroacoustic folk”
23:30 Frontiere Antimusicali “Un Viaggio nelle musiche del mondo”
01:00 Blues per gli insonni “In Vinocolo”

8 Ottobre 2022
11:30 Ritrovo in Piazza Municipio e passeggiata mattutina fino in vigna 
12:00 Accoglimento e benedizione del cantiniere vignaiolo “Gerardo Perillo”
12:30 Pranzo di comunità in vigna e apertura del Bar Trattore
15:30 Dioniso e i Riti della Pigiatura
16:00 Pigiatura per bambini e i ragazzi
17:00 Scapolata in quiete
18:30 Discesa al centro storico
19:00 Via Riviera sul Calore (zona arco) Vincenzo Costatino Cinasky e Luis Di Gennaro  “I miei poeti rock e altre storie “
20:30 Apertura banchetti ma soprattutto stand enogastronomici 
21 :30 Le rigenerazioni e ripercussioni di Peppe Leone 
A seguire San Gennarobar DJ
22:00 Musicanti Ambulanti

9 Ottobre 2022
12:00 Via Riviera sul Calore spettacolo dei bambini di Castelfranci 
13:00 Banchetto domenicale, ma anche apertura di stand enogastronomici 
14:00 Laboratori di Maccaronara “Mani In Pasta”
14:30 Inizio degustazione “alla luce” VII edizione gara del miglior vino aglianico di Castelfranci 
Non etichettato e bivacco pomeridiano nei vicoli 
16:30 Riflettere nei borghi “la paura di esserci “performance concettuale di Matteo Fratarcageli 
18:30 Ritrovo per la proiezione del docufilm non fa rumore e discussione con lo storico delle migrazioni presso l’ Università di Ginevra Toni Ricciardi
20:30 Apertura di banchetti e stand enogastronomici 
21:30 “Monaghan Trio “Irish Folk Musica.   

  • CORVO
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Montagne Verdi | Agriturismo – Castelfranci (AV) – Tavolo Riservato

Montagne Verdi | Agriturismo – Castelfranci (AV) – Tavolo Riservato


Abbiamo aspettato metà novembre, su consiglio di Nicola, il proprietario di Montagne Verdi, per venire nel pieno della maturazione della verza e provarla con la pizza gialla, quella tipica di Castelfranci (della quale vi parliamo anche ne Il borgo in tavola).

Siamo dunque entrati alle 13.30 di una soleggiata giornata novembrina, siamo usciti alle 18.30, completamente sfatti, manco fossimo reduci da un battesimo durato troppo, sazi, satolli, barcollanti…

Ma si poteva uscirne diversamente, considerato che Montagne Verdi dispone di un antipasto di 16 portate? Decisamente no.

Montagne Verdi, Caciocavallo al tartufo
– Caciocavallo al tartufo


L’antipasto da 16 portate di Montagne Verdi


Onestamente questo articolo potrebbe limitarsi ad essere una lunghissima lista di pietanze, del resto come si fa ad argomentare una sequela così continua di pasti?
Per fortuna le portate (che vi avviso, sono passate da 16 a 20 e passa, dato che non mollavamo) erano tutte molto diverse l’un dall’altra, erano formate da vari assaggi e molte volte erano davvero uniche, questo ha aiutato il palato a non stancarsi, e la nostra ingordigia ha fatto il resto.

Iniziamo subito? Sennò non finiamo mai!

Pronti via e arrivano giusto 2 assaggini (senza essere ironici) di salumi e un piatto centrale con delle pizzelle da segnalare (si comincia!)
Una al sale, sulla scia dello gnocco fritto romagnolo (o emiliano?) e una alla menta, con un cuore molto morbido che a me dava un’idea di gorgonzola, che però in realtà non sembra comparire nella ricetta.


Di seguito una valanga senza pietà di olive nere e un’inaspettata insalata di peperoni con olive verdi e tartufo, che ho saggiamente spezzato con la fetta di pane all’olio che mi ero messo da parte.

Fin qui tutto ok, le portate non sono enormi, c’è il giusto per un assaggio ben fatto, ci carichiamo con un po’ di vino e nel frattempo parliamo anche con il padre di Nicola, che ogni tanto passa al tavolo a salutarci.
Ci racconta di come questa non sia stata la sua prima esperienza e di come, tra vari passaggi ed esperimenti siano arrivati alla fine alla concezione di questo agriturismo (Montagne Verdi) e della voglia di far assaggiare al cliente un po’ di tutto, con apprezzate variazioni, per non fare le cose “come tutti gli altri”. Ringraziamo per questa intuizione e arriva il prossimo piatto.


Ricotta mantecata al tartufo


Ciò che da il titolo a questo capitolo è proprio il prossimo piatto.
Una ricotta di vacca, mantecata, presentata in due versioni, al tartufo e con frutti di bosco.
Altra particolarità è che viene servita calda.

Il suo sapore caldo e avvolgente è davvero sorprendente, sia quella al tartufo che la versione ai frutti di bosco sono entrambe molto buone, con la stessa ricotta inoltre, ci rivelano, ci fanno anche i ravioli. Ma benissimo.


Cambio di scenario, dal piattino si passa al tagliere.
In questo carnevale di porzioncine segnaliamo una melanzana a barchetta, due pizzelle veramente ottime (ai cavolfiori e al fiori di zucca), una specie di torta rustica/crespella, con ricotta, quella mantecata di prima, e olive verdi, una frittatona alta e morbida, con peperoni…e dei fantastici involtini di verza con salsiccia di maiale e pancetta. Questo è decisamente l’aperitivo che vorrei, SEMPRE. Altro che noccioline e taralli.

Montagne Verdi, tagliere colorato
– Il coloratissimo tagliere


E ancora, sulla stessa scia, un piatto con al centro un croccante cornetto salato, sempre con ricotta e olive, affiancato da parmigiane (di zucchine e di melanzane).


E ancora, e ancora, e ancora…


Credete che sia finita? Assolutamente no.
Inesorabile Nicola continua ad andare avanti e indietro dalle cucine, in un orario favorevole che lascia il locale tutto per noi, e porta piatti su piatti che, per quanto “piccoli”, cominciano a fiaccarci.

Cominciamo decisamente a preoccuparci e nel frattempo è finito il vino, che viene immediatamente sostituito.

Peperoni ripieni! Una sassata al nostro livello di sazietà, fatti nello stile di Caposele, che vanno dunque sul dolce e sono senza carne. Molto carini a vedersi, confermano che in ogni piatto, qui a Montagne Verdi, oltre che cercare di presentarti qualcosa di nuovo e che non hai mai provato (o che almeno non mangi spesso) c’è anche una certa cura.

Ho segnalato prima il tagliere colorato, ma anche il bis di ricotta ha il suo perchè, così come il cornetto salato e queste belle pietre preziose farcite non sono da meno.

Qualcosa ci dice che forse ci siamo quasi, ma prima di arrivare al primo piatto dobbiamo superare ancora un serie di scogli non da poco.

Un ottimo caciocavallo al tartufo, che potete osservare nella prima foto in alto, direttamente da produttori locali della zona (pensate che ne consumano 200 all’anno!) con a seguire dei bei porcini grassocci accompagnati da patate al forno.

Ultima combo sono dei fagioli alla messicana completamente a sorpresa e la popolare verza con tanto di pizza gialla che però al 19° piatto…diventa difficile da sconfiggere.


Finalmente il primo!

Siamo sopravvissuti, ce l’abbiamo fatta! Gli antipasti sono finiti…è il momento del primo piatto…

Adesso, voi leggete qui tutto di seguito e sembra tutta una bella danza di buoni sentimenti e gente che brinda con sorrisi a 32 denti ma a questo punto della giornata noi eravamo seduti da 2 ore e mezza e si presentava quasi il pericolo di piaghe da decupito miste a collasso con testa sul tavolo. Però che fai, non saggi il primo?

Anche perchè…il primo è una Maccaronara. Tipicissima di Castelfranci, anche di questa parlammo ne Il borgo in tavola quando ci trovammo alla felice edizione del VendemmiaFest con tutti gli amici della Pro Loco.

Il piatto si conferma buonissimo, non so come questa forma sappia dare ancora più gusto ma è così.
Il pomodoro rosso rubino con una spolverata di ricotta salata (mantecata) secca fa il resto, deliziosa, davvero.
Complimenti a Montagne Verdi.

Montagne Verdi, Maccaronara
– La Maccaronara in tutto il suo splendore


Subito dopo, un’altra nostra vecchia conoscenza, anche in questo caso la provammo al VendemmiaFest (ma un po’ ovunque in verità). Tipica dell’avellinese e non solo, rende saporito ogni pasto, come ci conferma il capofamiglia, che ci osserva divorare anche questo piatto. E’ la sfrionzola, “motivo di festa, quando si uccideva il maiale”. E ci credo.

– Sfrionzola di maiale ingentilita da olio EVO


C’è spazio per un dolcino?


Non ci chiamate vigliacchi, ma in tutto il pranzo abbiamo dovuto a malincuore saltare i ravioli, perchè vi giuro che a una certa o mangiavamo quei ravioli o tornavamo a casa senza il supporto di un respiratore artificiale. E’ stata dura scegliere, ma non si poteva diversamente.

C’è spazio però per un dolcino. Ne chiediamo una (Torta al cocco) ma ce ne arrivano due (E che fai, la cheesecake non la provi?). Come tutto il resto del pasto si confermano buone, molto buone…

Non mi sarò dilungato molto sui vari sapori, tranne che sulle cose che mi hanno davvero molto colpito dove non potevo esimermi dal dirvi la mia, ma tutto, davvero tutto, è buono. Non abbiamo lasciato nulla nel piatto, neanche quando tra un boccone e l’altro abbiamo perso l’uso della vista e la testa è diventata improvvisamente leggera.
Niente, neanche in quei momenti, perchè era davvero tutto buono!


Con la faccia tosta del chiedere anche l’amaro, questa giornata finisce.

Ci aspetta soltanto 1 ora e passa d’auto per tornare a casa, un venerdì sera che non avverrà mai, la pancia strapiena e un’autostrada piena di simpaticissimi elementi che quasi ci costano un frontale (realtà accettata con serenità, dato che la sazietà ci impediva di provare terrore) ma siamo stati felici di venire a trovare Nicola ogni volta che veniva al tavolo (per ben 23 volte, o più? ho perso il conto) e sicuramente ritorneremo.


Falco