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Sagra della castagna – Salza Irpina (AV) – 2023

Sagra della castagna – Salza Irpina (AV) – 2023


Tra la miriade di sagre autunnali sulla castagna, prodotto che in Campania, insieme alla nocciola, da vita a mercati ed eventi di un certo spessore, ce n’è una che mantiene ancora intatto il suo fascino di minuto evento di paese. Nell’accogliente centro storico di Salza Irpina, infatti, tra lucine e danze popolari, si è svolta (e si sta svolgendo) la 38esima Sagra della castagna.


Calza Irpina


Arrivare a Salza Irpina è molto semplice, e se anche vi perdeste i segnali che vi indirizzano verso il parcheggio più vicino (come è successo a noi) avrete della simpatica forza dell’ordine locale che gentilmente vi rimetterà sulla giusta via. Dopo aver trovato l’ampio e gratuito parcheggio ci incamminiamo su una bianca scalinata che porta al centro del paese. Qui incrociamo due anziani visitatori dell’evento che si autocompiacciono del menu appena provato.
“Tutto saporito”, dicono, questo ci mette già di buonumore.


Un arco ci affaccia sul corso principale di Salza, la prima cosa che vediamo è un cartello dove è esposto tutto il menu, con relative indicazioni. Alla nostra destra il viale conduce al Municipio e alla biblioteca (tra l’altro, la prima d’Irpinia! Di recente ricatalogata e messa a nuovo, con la complicità di Amministrazione comunale locale e volenterosi abitanti), alla nostra sinistra c’è invece la piazza principale.

In piazza ad aspettarci, ansioso per questa prima edizione da lui organizzata, c’è Carmine D’Onofrio.
Carmine comincia a snocciolarci un po’ tutte le nozioni, in ordine misto, che riguardano Salza, le sue origini e i suoi eventi tipici. Ci racconta che il paese era notissimo per la presenza di ciabattini e piccoli laboratori artigianali di calzature (da cui il supersimpatico titolo di questo capitolo). Una tradizione che purtroppo, come tutte quelle tipiche dei paesini, ha sofferto molto lo spopolamento e la modernizzazione dell’industria ed è quasi totalmente sparita.


Sagra della castagna, il menu della 38esima edizione


Insieme a Carmine cominciamo a girare per i vari stand, ognuno con la sua storia, ma soprattutto ognuno gestito da volontari/membri delle varie associazioni che hanno reso l’evento possibile. Uno sforzo collettivo di 50 persone, tutte sorridenti, tutte reinventatesi per qualche giorno e pronte a vestire i panni di casari, massaie ed esperti della graticola.


Saltano subito all’occhio i prezzi. In media ogni pietanza in menu costa 1€/1.50€ in meno rispetto alla sua classica, identica, controparte, provata in diversi eventi quest’anno. Ma sarà buona?
Posso dirvi che uno dei piatti che mi è piaciuto di più è stato il primo con salsiccia, funghi e castagne (che si contrappone ad un primo semplice al sugo). Sembrava di mangiare salsiccia con un po’ di pasta, vista l’abbondanza del condimento, il che è un grosso pregio. Primo abbondante e saporito, decisamente consigliato!


Con grande dolore scopriamo che dopo il nostro giro perlustrativo, quando è arrivato insomma il momento di magnà, la zuppa di castagne è finita. E’ un colpo al cuore, ma anche una scusa per ritornare.
La zuppa è infatti uno dei piatti più apprezzati della sagra (e infatti l’hanno spazzolato via subito) ma una signora ci tranquillizza: C’è la trippa.

La trippa, infatti, meriterebbe un capitolino a parte. Innanzitutto non si ha minimamente l’impressione di star mangiando delle frattaglie, e lo dico da estimatore delle stesse. Per me quinto quarto, organi e appunto frattaglie sono delicate parti dell’animale che sanno essere esaltate da diverse, specifiche preparazioni e solitamente non vedo l’ora di provarle. Qui però c’è la sensazione di un piatto di carne completo. Una ricchezza di sapore che da soddisfazione al morso, pezzettoni di stomaco, fagioli e pellecchia di pomodoro in un sughetto densissimo. Ottimo anche il pane con cui si accompagna. Spazzoliamo via il piatto tra scarpette e mugolii, eccellente.


Sagra della castagna, il menu della 38esima edizione pt. 2


Ma se ci si perde la zuppa di castagne, con cosa conviene consolarsi? Con altre castagne, direi.

Ci incamminiamo quindi sul viale illuminato da lucine gialle, lasciandoci alle spalle la piazza animata da danze popolari con banda al seguito. Sul viale, a destra, anche lo stand dedicato al fritto. Pizzilli, anche conosciute come le classiche pizze fritte. Tentando di ordinare vi ritroverete catapultati in qualche surreale conversazione con le “proprietarie” dello stand. Un gruppo di amiche prestatesi anch’esse ad aiutare durante i giorni della sagra. Clima scherzoso e inside jokes a iosa, ma anche un servizio espresso, il tempo a stento di scattare qualche foto e la pizza fritta (o pizzillo) è pronta, fumante e ricoperta di sugo.


Al “piano di sopra”, su una piazzetta rialzata, proseguendo verso il municipio abbiamo quattro diverse postazioni. Sulla sinistra, all’inizio della discesa, troviamo lo stand delle crepes alla Nutella ed è qui che potrete approfittarne per prendere qualche kg di castagne fresche da portare a casa (10€ 2kg) come ricordino.

Se invece siete fan della cosiddetta castagna ammunata e bona, ma soprattutto cotta al punto giusto, rivolgetevi ai mastri di brace che con l’aiuto di un po’ di meccanica elementare dispongono di caldi sacchetti di castagne sempre pronti e di un meccanismo che muove in continuazione le castagne in modo da non farle bruciare tenendole costantemente calde. Cosa che scopro a mie spese quando, chiedendo di assaggiare, mi ritrovo un mucchio di pepite ustionanti versate direttamente sulle mie nude mani che, nonostante l’ustione in arrivo, si rifiutavano comunque di mollare la presa. Un semplice sacchetto trovato su un banco si rivelerà la mia salvezza.


Di fianco agli allegri castagnari banco di caciocavallo impiccato, panini con salsiccia e panino con cotechino. Quello con cotechino l’abbiamo già provato in piazza, c’è un giardinetto aromatizzato alla menta, un pochino nascosto, che sforna cotechini a ritmo continuo. Molto buona la grassa salsiccia (mi riferisco sempre al cotechino), anche condita in modo deciso, si fa ricordare, la consiglio. Passo indietro sul panino, un po’ secco, al contrario di tutto il resto del pane provato in evento, che era ottimo, anche in versione focaccia (ci arriveremo). Durante le riprese abbiamo modo di assaggiare anche il cacio fuso, che non delude. Anche qui, animato staff di volontari sorridenti e presi bene dalla socievole partecipazione del pubblico.


Vino e castagne (ma anche birra)


Di fronte allo stand del caciocavallo (3€) c’è anche la spillatura di birra (il vino invece lo trovate nella piazza principale, vicino alla fontana). Bicchiere da 25 cl a 1,50€, fantastico. Ci sediamo un attimo per gustarci questa birra gelata che con la sua frizzantezza spezza col grasso e avvolgente sapore del caciocavallo e ne approfittiamo per ascoltare un po’ il gruppo musicale presente sotto il municipio.
Al ritmo di arpa, tamburo, violino, flauto e altri strumenti di stampo classico inscenano dei ritmi che un po’ ricordano le danze medievali pre-1500, con una tonalità più moderna.


Il comparto musicale della Sagra della castagna di Salza Irpina copre anche il 900′, infatti in piazza, tornando nei pressi del fontanone, dei bambini incredibilmente ferrati in danza moderna si esibiscono sulle note dei Backstreet Boys e dei grandi successi degli anni 90′. A suon di Aqua e dance italiana ci concediamo anche una focaccia con la mortadella e quella bottiglia di vino che vi ho accennato prima…


La piazza è il posto nel quale potrete anche sbizzarrirvi con i dolci. E’ presente un vasto assortimento di dolciaria locale per tutti i gusti. Crostate, torte, spumoni, pasticelle, un castagnaccio gigante e farcitura di castagne in ogni dove. Paradiso dei golosi, tutto fatto in casa. Noi ci facciamo preparare un assortimento misto a piacere e ce lo gustiamo con calma a tavola.


Sagra della castagna di Salza Irpina, conclusioni


La Sagra della castagna di Salza Irpina è un evento molto piacevole da vivere, e che ci sentiamo ben volentieri di consigliare.
E’ un evento piccolo che proprio nelle sue dimensioni contenute trova la sua forma migliore.
Prezzi estremamente abbordabili, ritmi più lenti, partecipata si, ma senza calca asfissiante, piatti ottimi che proprio perché non devono essere preparati per masse invadenti di persone riescono a sprigionare il loro lato migliore. Il fascino unico del piccolo centro storico, che ti accoglie ma non ti schiaccia né ti forza e la sensazione di un evento ancora autentico, che ancora non si è dovuto forzatamente adattare ai ritmi più frenetici delle sagre del 2000qualcosa.

All’evento auguriamo di crescere, come si auspica, ma anche di non perdere mai questa autenticità che ora più che mai sarebbe poi difficile da ritrovare.
L’edizione numero 38 continuerà fino a domenica 15 Ottobre 2023!

PS Al ritorno ci siamo persi su una montagna.

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Falco

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Calici di Natale al castello – Riardo (CE) – 2022

Calici di Natale al castello – Riardo (CE) – 2022

Eccezionalmente spostato al periodo natalizio questo collaudato evento che si tiene solitamente ad Ottobre vi da la possibilità oltremodo suggestiva di passeggiare nella parte più storica e affascinante di Riardo (CE). Calici di Natale al castello vi porta dal vecchio ospedale in disuso e che ormai presenta solo una storica facciata fino ai vicoletti che portano al castello e alle sue larghe sale.


Menu tradizionale, con degustazioni


L’evento si compone di una parte più tradizionale che si svolge all’inizio del centro storico di Riardo, dopo una serie di tortuose salite che vi invogliano a parcheggiare “a valle”, pena manovre al limite della frizione nelle sue ripide curve.

Dabbasso quindi troviamo panche e cucina tradizionale, nel menu a prezzi competitivi troviamo una zuppa di ceci che funge da alternativa vegetariana, pasta e fagioli con cotiche, soffritto, cuzz’tiello con polpetta e altre varianti di questi piatti principali.


La zuppa, molto semplice e con poco mordente, viene compensata oltremodo dalla ricchezza di lipidi della pasta e fagioli. Difatti grazie alla ricetta tradizionale di scuola Monticelli essa nasconde uno strato di grasso dato da lardo e cotiche. Alla prima cucchiaiata rimarrete straniti, poi ci darete dentro.
Ci hanno sussurrato la ricetta, ma è un po’ un segreto professionale, quindi vi invitiamo a scoprirla recandovi sul posto (dove volendo al punto vendita Monticelli trovate anche le conserve con questo “sugo”)

Abbiamo trovato saporito e carnoso il soffritto (sempre della stessa provenienza) e buona la polpetta, anche se il cuzztiello di per sè spauriva un po’ di fronte il suo ideale fratellone di Cervinara.


Finito questo pasto caldo (mentre si alzava ogni tanto un po’ di fresco) ci si può recare al castello facendo qualche pit stop nelle varie cantine che si incontrano sul percorso, come Telaro o Terre dei Lombari.
Dall’altro lato, invece, un’altra parte della Pro Loco si occupa di cuocere arrosticini al sole, sulla parte del castello che offre un vasto panorama.


Show Cooking


La parte di cucina che si tiene nel castello è affidata alla già citata Monticelli, famiglia & macelleria che con affiatamento sminuzza, cucina e intrattiene l’intera Riardo. Antonio Caiazza, il conosciuto titolare, si occuperà del porzionamento di 1/2 maiale mostrando la sua maestria al coltello e tutte le parti dell’animale al pubblico curioso.

Mentre con rapidità la bestia viene completamente sezionata alle spalle di Antonio il processo continua con cottura e servizio per i prenotati allo Show Cooking. Intrattiene e fa da collante Sergio, che ha composto addirittura una poesia per celebrare questo momento.


Dal maiale si ricava anche una delle preparazioni più tipiche di Riardo e che pare che possa diventare sempre più protagonisti di Calici (di Natale) al Castello, cioè la carne salsicciata.
Detto volgarmente si tratta di una vecchia usanza un po’ alla carlona di sminuzzamento del ripieno della salsiccia, con aggiunta generosa e ad occhio di una bella parte di grasso.
Come è intuibile si da vita a un versatile “””trito di carne””” molto saporito da poter utilizzare in svariate preparazioni.

Dallo show cooking arrivano anche piatti di salumi, freschi, teneri e dolci, con formaggi del posto, e finalmente la parte arrostita e fumante: salsiccia, filetto di maiale e altre delizie preparate sul posto.


Dove trovare tutti questi prodotti…


Tutto e molto di più lo trovate anche nel punto vendita a poche centinaia di metri dal centro del paese stesso. Dalle conserve di salsiccia fresca sottolio ai vini delle rinomate cantine locali, passando per pasta secca delle migliori marche, cestini natalizi, tagli di carne di svariata grandezza, porchetta, salami, formaggi e chi più ne ha più ne metta. Il tutto circondato da una gran sintonia familiare, frasi motivazionali e l’incredibile energia di Antonio Caizza, che con il suo vocione fa sentire passione e presenza anche mentre è indaffarato in più mansioni all’unisono. E’ proprio lui che ci ha voluto qui per l’occasione e che tra l’imboccarci prosciutto appena affettato e senza fermarsi un attimo manda in porto il suo show cooking prestandosi anche alle danze e agli abbracci, tra una suonata folk e un Ricciardi random.



Alleghiamo foto con indirizzo del punto vendita, qualora qualcuno volesse procurarsi qualche prodotto tipico della zona.
Macelleria Monticelli, Via XXV Aprile, 15, 81053 Riardo CE, 328 557 2976


– Falco

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Historiae Volceianae e Sagra della pasta – Buccino (SA) – 2022

Historiae Volceianae e Sagra della pasta – Buccino (SA) – 2022


Historiae Voceianae si mescola alla Sagra della pasta, festa tradizionale di Buccino (SA) integrando alla classica degustazione gastronomica un colorato sfoggio di cultura storica.
L’evento abbraccia diversi punti del paese ed è un’occasione per scoprire una Buccino che merita sicuramente di più di una visita fugace.

– Lasciatevi un angolino per la fagiolata


Dalla Sagra della pasta a Historiae Volceianae


Parlando con gli appassionati organizzatori, tra cui un gentilissimo Marcello Nardiello, ci rendiamo subito conto di quanto qui si tenga alla tradizione e alla storia del paese.
Il nuovo corso dell’evento non ha soppiantato il vecchio, l’ha semplicemente abbracciato e ne mantenuto addirittura il nome.

La sagra della pasta era un evento tradizionale dell’estate bucciniana e Historiae Volceianae ne ha semplicemente allargato e perfezionato i contorni. Ma esattamente in che consiste il tutto?


Il punto è che Buccino ha una storia che non basterebbero un mese di manifestazioni per rievocarla tutta nella sua interezza. Si parte dalle alleanze cartaginesi pre-romaniche, al dominio di Roma poi e alla sapiente arte politica dell’antico di borgo di inserirsi anche nelle alte sfere dell’epoca. L’inserimento di senatori autoctoni nei posti d’influenza, la posizione strategica, lo stampare moneta e perfino il saper rialzarsi in momenti bui di terremoti e sciagure ha fatto si che la città oggi possa giovare di un immenso patrimonio a cui attingere.

– Gli sbandieratori


Le rievocazioni e gli stand


Tutto comincia dal corso principale, dove in lontananza il castello si mette in posa alla luce della luna. Ha aspettato un migliaio d’anni che io lo fotografassi e nel marasma ho comunque rischiato di farlo venir mosso, ma sicuramente era lui che per l’impazienza non stava più fermo.

– Lo spettacolo sul corso


Qui gli sbandieratori provenienti da Cava de’ Tirreni si esibiscono avanti e indietro lanciando in aria i loro ampi drappi al ritmo di trombe e tamburi. Uno spettacolo che riempe gli occhi e che non stanca mai.
La cittadinanza apprezza e osserva silenziosa, per poi acclamare i ragazzi e le ragazze che hanno regalato un’eccellente esibizione.
Noi abbiamo parcheggiato sapientemente in uno dei parcheggi del centro storico, mossa che vi consiglio così vi risparmiate di avere a che fare con l’autista della navetta, roba che mediare con i romani era più gradevole.

Dal corso si passa al centro storico (che in realtà è un po’ ovunque), sbandieratori e musici sfilano e la festa comincia.


Al centro, sotto l’orologio che accompagna con i suoi rintocchi la vostra passeggiata nella suggestione, abbiamo un palco dove ascoltiamo una rara esecuzione di De Andrè e i primi stand.


Il chiostro e Il borgo


In piazza trovate una delle pietanze tipiche: gli struffoli.
Ennesima volta in cui ci troviamo di fronte a un prodotto con lo stesso nome di un altro, ma con una concezione completamente diversa.

Qui gli struffoli sono belli grossi, come sassolini di fiume, si snocciolano e si scrocchiano principalmente accompagnandosi con il vino ma non disdegnano formaggi e salumi.
Qui io e Corvo ci dividiamo, lui li rifugge, io credo che invece possano essere una valida e tradizionale alternativa all’ape col tarallo.


In piazza, sotto le panche, potrete anche osservare il mondo che dimora nel sottosuolo di Buccino.
Raramente vi ritroverete in una sagra coi pavimenti in vetro, altro bell’esempio di come tradizione, storia e moderno si uniscano tra Historiae Volceianae e Sagra della pasta.
L’antipasto prevede una buona soppressata e qualche amico della stessa.


Subito in fondo a destra, nei pressi della chiesa, superato un punto dove potrete divertirvi plasmando l’argilla, trovate il secondo stand dedicato all’antipasto.
Qui abbiamo provato un gran bel piattino di formaggi e salumi e soprattutto una fagiolata che ci ha colpito in positivo. Corvo distoglie lo sguardo mentre io scarpetto il sughetto tiratissimo della fagiolata con gli struffoli che mi sono portato dietro.
Prima di andar via fate due passi nel silenzio della chiesa.
Un’irreale bolla di quiete, con l’ovattato frastuono in lontananza degli sbandieratori misto alle melodie rock dei Queen che sobollono insieme alla fagiolata vi regalerà un’ancestrale galleggiamento di relax.


La pasta al castello


La pasta la trovate più su, nei pressi di ciò che rimane del castello. Le rovine sono comunque estremamente affascinanti. Un fico, un po’ di erba secca smossa dal vento, delle potenti luci bianche e un panorama che tra le luci della città sembra ribollire come lava vi reimmergono con un potente waterboarding in una storia senza tempo.


I primi da provare sono due: ravioli e fusilli.
Suona un po’ strano avere solo due primi alla Sagra della pasta, forse sarebbe stato carino proporre qualche pasta in più agli avventori, una volta avuta effetto avrebbe reso ancora più suggestive le rovine.

In compenso ho trovato buoni i ravioli e molto buoni i fusilli.
Gentile anche tutto lo staff e il personale che abbiamo trovato in giro per l’evento, che diligentemente serve pietanze e sposta macigni contenenti kg di fusilli.

– La voragine dei ravioli


Altra postazione da non perdere è quella dei secondi, se la bistecca di maiale non spicca (è complicato braciare bistecche per tante persone, però 4€ è un prezzo che manco all’agriturismo) il posto è tra i più belli. Sembra un presepe. Articolato su più livelli brulica di persone che divorano pane e salsiccia immersi nella storia, una frase che potrebbe anche rilanciare lo A spasso nel tempo di De Sica, ma che invece è perfetta sintesi del gran lavoro che l’organizzazione è riuscita a fare.

– Una cartolina da Buccino


Ancora una volta non solo gastronomia, ma storia, cultura ed intrattenimento.
Intrattenimento a cura del Cervo Bianco, tre musici che ci hanno deliziato con melodie dal sentore celtico.
Cornamuse e tamburi con vestiti dell’epoca, rifornitevi di vino e godetevi lo spettacolo.
Riguardo la cultura, potrete farvene una anche allo stand dei nostri amici della Birra Nuda, che incontriamo ancora una volta e che è sempre un piacere salutare, anche perché hanno iniziato questa simpatica tradizione del gonfiarci di birra ogni volta che ci vedono.


Historiae Volceianae e Sagra della pasta, conclusioni


Non ho molto da concludere, se siete arrivati fin qui vi siete resi conto di quanto quest’evento ci abbia convinto. L’organizzazione è ottima, la passeggiata lunga e suggestiva, le tipologie di intrattenimento sono varie e sicuramente convinceranno anche le comitive più disparate, la grande gentilezza di chi ci ha mostrato tutto, Marcello Nardiello, va ancora una volta segnalata. Insomma, ci siamo divertiti.

L’evento si tiene praticamente sempre dal 16 al 18 Agosto, segnatevelo e andate a scoprire Buccino, cosa che colpevolmente avremmo dovuto fare ben prima!


– Falco

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Festa della ciliegia – Campoli del Monte Taburno (BN), i giorni della fioritura – Il Trono di Sagre

Festa della ciliegia – Campoli del Monte Taburno (BN), i giorni della fioritura – Il Trono di Sagre


Festa imperdibile per gli amanti della ciliegia ma anche per chi vuole soffermarsi a scoprire il nostro territorio campano sempre ricco di gemme e sorprese.

In questo caso ci troviamo nel beneventano, a Campoli del Monte Taburno. La festa in questione è la Festa della ciliegia e si terrà il 10-11-12 Giugno con un programma che vi darà modo di apprezzare non solo questo frutto rosso molto conosciuto (e amato) ma anche di provare altre pietanze tipiche e soprattutto di aver modo di visitare in modo unico e suggestivo Campoli, dintorni e panorami.
Con una vista che si presuppone mozzafiato sui ciliegi in fiore.


Il programma


Il ricco programma della Festa della ciliegia si districa così nei suoi tre giorni di festa:

Venerdì 10Anteprima

19.00 Apertura espositori e mercato della ciliegia
– Apertura braceria (Stand dedicato alle carni locali)
– Possibilità di degustare la pizza alla ciliegia (attenzione, il resto delle cucine saranno chiuse!)
21.00 Concerto d’apertura esclusivo da parte de I Trementisti


Il weekend


Sabato 11

11.00 Apertura espositori e mercato della ciliegia
– Visite Guidate con Fuoristrada dei ciliegeti
(Dalle 11.00 alle 18.00. Prenotazione riservata solo gruppi e pacchetti All Inclusive)
– Visite Guidate a Cavallo dei ciliegeti
(Dalle 11.00 alle 18.00. Prenotazione in loco. Escursione a cavallo con maneggio in pieno centro storico)
12.00 Apertura stand gastronomici
(Dalle 12.00 alle 15.00. Degustazione menu tradizionali o completamente improntati sulla ciliegia)
15.00 Laboratorio didattico
(“Dalle ciliegie alla marmellata”. Prenotazioni possibili in loco)
16.00 Laboratorio didattico riservato ai bambini
(“Biscotti alla ciliegia”. Ingresso libero)
17.00 Spettacolo di musica itinerante
19.00 Apertura stand gastronomici
(Dalle 19.00 alle 23.00. Degustazione menu tradizionali o completamente improntati sulla ciliegia)
– Apertura braceria (Stand dedicato alle carni locali)
– Possibilità di degustare la pizza alla ciliegia
21.00 Degustazione Guidata
(“I vini bianchi, i salumi, i formaggi, le marmellate del Taburno: Esaltazione dei sapori”)
21.30 Spettacolo musicale (Musica liscio, latino americana, balli di gruppo)
23.30 Incendio del campanile (Straordinario spettacolo in notturna)

Festa della ciliegia, programma
– Informazioni e pacchetti disponibili



Domenica 12

– Visite Guidate con Fuoristrada dei ciliegeti
(Dalle 11.00 alle 18.00. Prenotazione riservata solo gruppi e pacchetti All Inclusive)
– Visite Guidate a Cavallo dei ciliegeti
(Dalle 11.00 alle 18.00. Prenotazione in loco. Escursione a cavallo con maneggio in pieno centro storico)
11.00 Apertura espositori e mercato della ciliegia
12.00 Apertura stand gastronomici
(Dalle 12.00 alle 15.00. Degustazione menu tradizionali o completamente improntati sulla ciliegia)
15.00 Laboratorio didattico
(“Dalle ciliegie alla marmellata”. Prenotazioni possibili in loco)
16.00 Laboratorio didattico riservato ai bambini
(“Biscotti alla ciliegia”. Ingresso libero)
17.00 Spettacolo di musica itinerante
19.00 Apertura stand gastronomici
(Dalle 19.00 alle 23.00. Degustazione menu tradizionali o completamente improntati sulla ciliegia)
– Apertura braceria (Stand dedicato alle carni locali)
– Possibilità di degustare la pizza alla ciliegia
21.00 Degustazione Guidata
(“I vini rossi, i formaggi, le marmellate del Taburno: Accostamenti e familiarità”)
21.30 Spettacolo musicale (Musica liscio, latino americana, balli di gruppo)

Campoli, bici elettrica

Il Trono chiede, gli organizzatori rispondono…

Ciao Chiara, abbiamo notato che la vostra festa abbraccia diversi aspetti di Campoli. Non solo la ciliegia o il cibo, dunque, ma una riscoperta a 360° di tutto il “meglio” che avete da offrire…

“Come avrai visto dal programma c’è un mix di conoscenza del territorio e delle nostre tradizioni culinarie. Questo è sempre stato lo scopo della nostra manifestazione, quello di mostrare le bellezze del nostro territorio di collina pieno di bellezze, sia dal punto paesaggistico che storico. La manifestazione si tiene appunto fondamentalmente nel centro storico per dare la possibilità di conoscere il “borghetto”, di degustare qualche pietanza o di iniziare qualche tour.”

Non solo molte cose da vedere, ma anche da fare…parlaci un po’ del programma.

“Ci sono diverse possibilità di occupare il proprio tempo presso la nostra Festa della ciliegia.
La prima è quella di fare un giro in fuoristrada, con le Campagnole, tra i ciliegeti.
Con un istruttore, si va in giro, si scende, si provano le ciliegie, vengono mostrati i terreni in fiore, etc.
Lo stesso programma si può fare anche a cavallo!
Eccezionalmente in piazza sarà possibile noleggiare bici elettriche e girare in modo indipendente per il borgo e la festa.
Durante la giornata vengono svolti laboratori didattici sia per bambini che per interessati di tutte le età, sulle trasformazioni della ciliegia da frutto a marmellata/biscotto.
La sera, dalle 21, sabato e domenica, due guide alla scoperta dei sapori del Taburno, con una degustazione, alternata nelle due serate di festa, di vini bianchi e rossi.”
Campoli, musica
– Uno degli eventi musicali più attesi

Il resto dell’intervista…

Siamo curiosi, relativamente al lato gastronomico…ci parleresti un po’ del menu?

Allo stand enogastronomico doppia scelta: Cavatelli con pomodoro e salsiccia o Padellaccia (Piatto tipico campolese con patate fritte, peperoni sottaceto e carne fritta). L’alternativa è il menu alla ciliegia (con straccetti di pollo alla ciliegia o il risotto alla ciliegia). Sono presenti anche le classiche “montanare” presso la friggitoria e la braceria con i panini con salsiccia o pancetta. Famosa anche la “pizzeria” che sforna queste tre tipologie di pizze gourmet a base di ciliegia (e marmellata e formaggio).

…siamo sicuri che non mancherà nemmeno la musica!

Tutte le serate saranno accompagnate da spettacoli musicali mentre nel pomeriggio sarà possibile allietarsi con musica itinerante.

Ringraziamo Chiara e gli organizzatori della Festa della ciliegia di Campoli del Monte Taburno (BN) e vi invitiamo ad andare a trovarli nei giorni 10-11-12 Giugno 2022!


Informazioni utili


Informazioni utili:
Organizzatori – Pro Loco Monte Taburno (link alla pagina FB a fine articolo)
Numeri di telefono – 3286988657
Sito internet – prolocomontetaburno.it

– Il menu (dolci a parte)
Telegram, Trono
– Clicca sull’immagine per accedere alla chat!

Falco

Festa della ciliegia, organizzatori
– Clicca per vedere la pagina della Pro Loco di Campoli
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