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Abbuffate perdute, le sagre rinviate di Giugno – 2020

Abbuffate perdute, le sagre rinviate di Giugno – 2020


Dalle pennette all’arrabbiata a manifestazioni del grano, passando per un doppia coppia di feste della ciliegia e a degustazioni di formaggi e salumi di cinghiale.

Quanto ci è costata finora quest’emergenza covid19 in fatto di sagre e abbuffate?


Cosa ci siamo persi finora?


La prima in elenco che è purtroppo saltata è la “Sagra delle pennette all’arrabbiata” di Marigliano (NA)

Teglia di unto a Marigliano
– Una teglia di unto godereccio, a Marigliano (NA)


Da quasi 20 anni si propone a Marigliano questo piatto celebre della cucina italiana, tradizione molto apprezzata e sentita in paese.
Se è vero che il piatto ha origini romane è altrettanto vero che fin da sempre è stato riproposto nel napoletano, forse a causa dell’abbondanza di peperoncino nostrano ?

A seguire, una sagra che si porta dietro una domanda.
E’ la “Sagra del Catanazzo” e l’ovvia domanda è…ma cos’è il Catanazzo?

E’ un piatto tipico della cucina povera, creato con trippa, piselli, pomodorini e aromi, accompagnato da pane casereccio.


Così ci rispondono gli avvezzi organizzatori della festa, abituati sicuramente all’antica questione. Quest’anno inoltre ci sarebbe dovuta essere la 31° edizione, un bel traguardo!
La festa si tiene a Giovi (SA)

Abbondanza dei frutti della terra, Giovi
– Abbondanza di frutti della terra, a Giovi (SA)


Un altro appuntamento saltato è quello a Dugenta (BN) per il quale siamo già stati testimoni di goderecce abbuffate in occasione della loro riproposizione di metà settembre.
La festa di giugno avrebbe riguardato sempre il selvaggio cinghialotto, con un occhio di riguardo per pancetta & salsiccia.

La festa di Dugenta è organizzata tutta in famiglia, si tramanda di padre in figlio e di tagliere in piatto.
Vi rivelo con commozione che raramente ci siamo abbuffati così tanto ad una sagra…

La consolazione è che se siamo fortunati riusciranno a riproporci i loro dolci affettati nei mesi autunnali.
Incrociamo le dita.

Salsiccia a Dugenta
– Sfrigolante salsiccia di cinghiale a Dugenta (BN)
Affettati a Dugenta
– Proposta di affettati dolcissmi e tartufati


Per accompagnare questi splendidi salumi ci vorrebbe innanzitutto del vino, ma anche del formaggio!

E quindi qual miglior proposto della “Sagra del carmasciano” il cui sottotitolo profetico recita “Il formaggio, la ricotta e l’agnello” ?

Siamo a Rocca San Felice, in provincia di Avellino, e il paese è noto per i suoi prodotti caseari e il segreto dietro quesi sapori pare essere la ricchezza di erbe spontanee, come il timo e il trifoglio, nella dieta degli ovini.

Anche l’influenza di un lago sulfureo, la Mefite, che tramite le sue esalazioni circonda la zona pare esser primo complice di una ricchezza di minerali che risalta nettamente nel prodotto finito, l’amato formaggio appunto.

Formaggi a stagionare a Rocca San Felice
– Stagionatura di formaggi, a Rocca San Felice (AV)


Anche il Lazio ha le sue dolorose rinunce


Saltando per un attimo fuori regione e sostando a Sant’Ambrogio sul Garigliano (FR) in qualsiasi momento dell’anno è molto probabile che incapperete in qualche evento.

Il paese è molto molto attivo e ha voglia di divertirsi, si passa da feste del vino a balli e a inizio Giugno si propone la “Festa della pizza fritta“, in versioni anche farcite con la mortazza.

Non solo cibo&divertimenti però, il paese è una vera chicca che si snoda tra scorci e panorami.
Merita sicuramente una visita!

Pizza fritta a Sant'Ambrogio sul Garigliano
– A Sant’Ambrogio sul Garigliano un fortunato avventore si gode la sua pizza


Per concludere ben due feste della ciliegia hanno dovuto dare forfait, parliamo di quella di Carullo (SA) e della sua ciliegia cilentana tipica, e quella di Pastena (FR).

E’ incredibile come con il solo sentore dell’estate sarebbero già fioccate decine di sagre, mettendo a repentaglio il nostro peso forma da prova costume…ma dopo 2 mesi di quarantena chi di noi avrebbe resistito?

Ciliegie di Carullo (SA)
– Abbondanza di ciliegie di Carullo (SA)


– Falco



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Sagra del cinghiale – Dugenta (BN) – 2019

Sagra del cinghiale – Dugenta (BN) – 2019


Ieri è stata giornata lunga, dopo l’intervista in radio ci siamo ficcati in macchina direzione Dugenta per un bel trasfertone, 1 ora e 20 di auto, equivalente a 2 Anni Sagra, per…Sagra Del Cinghiale Dugenta – bn Italy!

Fagiolata a Dugenta, BN
– Fagiolata con salsiccia di cinghiale, giusto per mettere le cose in chiaro


Un cinghiale di padre in figlio


E’ la prima volta che trattiamo una sagra nel beneventano ma questa non è l’unica differenza questa sera, Francesco infatti ci accoglie con un gran sorriso e con una storia che va avanti da generazioni.

Suo padre, ci dice, uscì fuori una mattina e vide un cinghiale. Quest’immagine già di per se poetica sarebbe un ottimo inizio per un biopic interpretato da Robert Redford, ma c’è di più, l’ispirato capofamiglia decise che avrebbe regalato a Dugenta una gran festa.

Una festa a base di ottima carne, piatti abbondanti e vino onnipresente, e a giudicare da quel che abbiamo visto il suo sogno si è avverato.
Di generazione in generazione ora tocca ai figli portare avanti (egregiamente) la festa e Francesco ci mostra pimpante il retro dove le carni sfrigolano sulle braci in un clima di efestiana memoria, all’interno invece vasche di peperoni e teglie di pasta appena sfornate si alternano nella composizione di taglieri di stampo gargantuesco.

Francesco si gira di colpo e sciabola un tagliere che in passato fu sicuramente usato su una triremi romana per qualche escursione a Cartagine.
E’ infinito.
Colmo di delizie: mortadella di cinghiale, salame di cinghiale e prosciutto di…cinghiale! C’è anche del formaggio, ma non è di cinghiale, è sardo, ed è ottimo.

Tagliere a Dugenta, BN
– Il tagliere che supera i confini del tempo


Qualche assaggino di pasta…


Ci accomodiamo fregandoci le mani, oggi si mangia alla grande!
Leccandoci i baffi cominciamo a ingollare fetta dopo fetta tutto quel capolavoro, accompagnandolo con un piacevolissimo mix di verdure.
La mortadella era ottima, ma quel che mi ha colpito era il salame, qualcosa di unico.
I peperoni esaltati dalla mentuccia e le zucchine fritte con tutti i sette sacramenti sono stati compagni ideali del pasto.

Ma non è ancora finita. Non lo è affatto.
Arrivano 6, si SEI, tegamini colmi di pasta.
– Trofie al ragù di cinghiale
– Pappardelle al ragù di cinghiale
– Trofie al ragù bianco di cinghiale
– Raviolone mela annurca e ragù di cinghiale
– Gnocchi al ragù di cinghiale
– Fagiolata con salsiccia di cinghiale e cotn’

Cominciamo in modo tattico a trivellare prima le porzioni in bianco, che si sa, poi il sugo aiuta a ingoiare se ti senti sazio (queste sono tips da abbuffini, segnatevele) ma c’è veramente un macello da roba!

E’ tutto ottimo ma alcune in particolare spiccano, personalmente ho apprezzato molto la trofia al ragù bianco, mentre Corvo ha duramente colpito gli gnocchi, dopo un breve ripensamento sul quale volevo alzare bandiera bianca do altri 2 colpi alle trofie al sugo.

Il raviolone meriterebbe una recensione a parte, è emerso da quel sugo in tutta la sua maestosità, e si è arenato a bordococcio. Uno spettacolo naturale di rara bellezza.

Raviolo alla mela, Dugenta BN
– Raviolone di mela in ragù di cinghiale


Riusciamo a finire 4 tegamini su 6, ma le signore del paese fissano accigliate la mia walk of shame mentre devo rinunciare a completare il pasto.
Corvo ha già le mani nei capelli pensando che sarà un lungo ritorno.
E manca ancora la carne da “assaggiare”.


Il secondo tagliere (!) e la carne


Mentre aspettiamo la carne ci portano un tagliere di salame di cinghiale e formaggio tartufato per ingannare l’attesa.
Follia totale.
Ma è troppo buono, lo mangiamo.

Respiriamo ascoltando una fantastica band improvvisata di over 40 locali che tra una salsiccia volante e una dose di vino allegro sta tirando fuori un repertorio di pezzi disparati.
Si passa dai Modà (???) a Umberto Tozzi, non si disdegna Celentano e c’è commozione con Ranieri.
Un intrattenimento che, accompagnato da 2 litri di un bel vino rosso profumato, ci rallegra più del dovuto.

Arriva infine la carne, per fortuna hanno avuto pietà di noi e ci sono SOLO porchetta, salsiccia, tagliata e fettina.
Ovviamente sono tipo 4-5 pezzi di ogni tipo di carne.

Porchetta e salsiccia per me sono da applausi, sopratutto quest’ultima, buona calda, buona fredda, buona se sei sazio, perfetta! Corvo apprezza la tagliata invece.

Ragù di cinghiale, Dugenta
– Spettacolare pasta affogata in ragù di cinghiale


Barcollanti riusciamo infine ad alzarci da tavola, ce l’abbiamo fatta. Siamo sopravvissuti.
Una stretta di mano, una foto finale e ce ne torniamo in auto soddisfatti, stra-pieni fino all’orlo (penso di non aver mai mangiato così tanto ad una sagra) e sorridenti, perchè oltre a porzioni abbondanti c’è stata una costante sensazione di gentilezza e accoglienza da parte di tutto lo staff il quale ha fatto si che l’esperienza fosse gradevole a tutto tondo, come tondi eravamo noi sul finale.

Che mangiata, ragazzi!


Falco


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– Il post originale su FB della recensione della sagra a Dugenta


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