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Le nostre tappe di Settembre, 6 appuntamenti da non perdere – 2022

Le nostre tappe di Settembre, 6 appuntamenti da non perdere – 2022

Agosto è finito, ma non sono finiti gli appuntamenti. Settembre è un dolce epilogo che fa anche da preludio alla stagione delle sagre invernali e naturalmente Il Trono di Sagre ha già l’agendina piena.
Vi portiamo con noi alla scoperta di queste 6 tappe, prendete nota!

Calendario Eventi
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Festa della montagna, ad Acerno (SA)

La Festa della montagna, ad Acerno (SA) si tiene dal 9 all’11 Settembre.
E’ una festa peculiare poiché unisce alla passeggiata nel centro storico anche una piacevole possibilità di passeggiare sulla montagna che contraddistingue il panorama unico di Acerno.


In montagna potrete osservare gli animali da fattoria all’interno dello zoo montano e una serie INFINITA di altre attività. Eccone alcune in ordine sparso, siete pronti?
Gare, quagliata live con degustazione, dimostrazioni del mondo dell’apicoltura, gare di caccia al tartufo in ring, escursioni, falconieri, sfilata di buoi e preparazione live di pasta fresca.

Finito qui? No.
Perchè ad Acerno è anche presente una massiccia scelta gastronomica!
I ristoratori del paese scendono in piazza con i loro piatti forti, in più ci sono le pietanze tipiche della festa (e di Acerno) che trovata qui e lì passeggiando per il centro, tra questi pancotto, pappoli fagioli e porcini, carne alla griglia, tagliere del brigante…

Programma ricco!
Saremo ad Acerno per la Festa della Montagna il giorno 9 intorno alle 12.30, si perché si tiene anche di giorno!

Evento Acerno
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Kult…Karma oltre la birra, Alife (CE)


Alle scale piace cambiare, figurarsi a noi. Non abbiamo il tempo di digerire il vino e i piatti del contadino di Acerno e della Festa della montagna che siamo già ad una…degustazione? Festival?
Cos’è Kult…Karma oltre la birra ?

E’ un insieme di tante cose, mettiamola così. I poliedrici mastri birrai del birrificio Karma di Alife (CE) dall’8 al 12 Settembre aprono le porte di casa e cominciano a darci sotto di spillatura.
In queste 4 date infatti sarà possibile visitare il birrificio (ingresso gratuito), assaggiare i prodotti proposti da Karma stesso e lasciarsi incuriosire anche da una presenza importante di birrifici ospiti che porteranno la loro esperienza (e le loro birre artigianali) direttamente al visitatore.


Nelle serate di sabato 9 e domenica 10 inoltre sarà possibile una cena degustazione (su prenotazione! Al numero 346 8592002) a scelta tra tema sushi o prodotti locali…
Per chi invece ama gustare la birra con qualche fritto saranno disponibili food truck che daranno vita ad una preparazione live di street food, da accompagnare ai vostri frequenti refill nel giardino del birrificio.

Saremo pronti per il KO a Kult…Karma oltre la birra, ad Alife (CE) sabato 10 Settembre!

Evento Alife
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Sagra del fungo porcino, a Castelpagano (BN)


Un altro giro sulla giostra e cambia nuovamente la tipologia di evento e di menu.
Da una festa in montagna ad una degustazione di birre, ora invece torniamo sul classico con una sagra che fa da apripista al mondo delle foglie ingiallite e dei bicchieri di vino da gustare di fianco al focolare…la Sagra del fungo porcino a Castelpagano (BN) dal 16 al 18 Settembre.

Durante la sagra è possibile, degustare prodotti tipici locali, nonché i pregiati vini campani presentatati da esperti sommelier, il tutto allietato da musica, animazione e spettacoli.
Non possono mancare naturalmente i funghi porcini.
Siamo alla 24esima edizione per un evento che di solito allega alla sagra anche manifestazioni podistiche o fisiche, nel 2019 infatti fu messo a disposizione un telescopio per l’osservazione delle stelle.

Saremo alla Sagra del fungo porcino, a Castelpagano (BN) il 16 Settembre!

Evento Castelpagano
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Sagra della strazzata, a Castel Lagopesole di Avigliano (PZ)


Altra sagra, ma stavolta siamo fuori regione, in provincia di Potenza.
Sagra della strazzata a Castel Lagopesole di Avigliano (PZ) dal 23 al 25 Settembre.

La strazzata è straordinaria. Si tratta di una focaccia rustica, il nome deriva dal gesto di romperla con le mani, strapparla appunto. Di solito viene farcita con salumi, frittate, peperoni, porchetta, mortadella arrostita, nutella e creme dolci. Durante la Sagra della Strazzata sarà difficile non farsi tentare dall’assaggiarle tutte, accompagnando la cena con abbondante vino.

– Abbondanza di sottoli

Poi per smaltire è possibile una passeggiata nel mercatino dell’artigianato o il lanciarsi in balli popolari. Evento concepito anche per i bambini, con aree a loro dedicate.

Saremo alla Sagra della strazzata, a Castel Lagopesole di Avigliano (PZ) il 24 Settembre!

– Tipologie di strazzata
Evento Strazzata
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Festa dell’uva, a Oliveto Citra (SA)

Il comun denominatore di queste feste di settembre sembra essere il vino.
Altro appuntamento importante per noi sarà la Festa dell’uva di Oliveto Citra, che si terrà dal 30 Settembre al 2 Ottobre.

Giochi dell’Uva, gruppi folk, danze lucane stand espositivi, degustazioni, carri artistici, percorsi enogastronomici e ancora spettacoli.


Le serate saranno all’insegna di un percorso enogastronomico, con degustazione dei piatti tipici olivetani, per raccontare le eccellenze del “buon cibo” e del “buon bere” del territorio,

Saremo alla Festa dell’uva, a Oliveto Citra (SA) il 30 Settembre!

Evento Oliveto Citra
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Sagra dei funghi, a Cusano Mutri (BN)


Nostra prima volta in qualità di redazione presso la Sagra dei funghi, a Cusano Mutri (BN).
Evento gigantesco che si terrà dal 30 Settembre fino al 13 Ottobre!
L’evento ha valicato nettamente i confini della sagra e conta ogni anno tra i 200.000 e i 300.000 visitatori.
Una roba pazzesca.


Lungo il percorso si snoderanno gli stand enogastronomici, ovvero piccole abitazioni che si trasformeranno in punti di ristoro, condurranno i visitatori alla scoperta delle bellezze dei luoghi ma, soprattutto, dell’unicità dei sapori.

Ad accompagnare le prelibatezze culinarie è l’immancabile vino che richiama appunto storia e tradizione, regalando un’atmosfera di festa, ricca di canzoni e balli popolari, all’insegna di un’atmosfera tipica delle sagre. I concerti e gli spettacoli in piazza non possono mancare così come le visite guidate ed escursioni organizzate alla scoperta del borgo e dei punti caratteristici come le chiese, il museo e le antiche botteghe che mettono in mostra le loro specialità.

Saremo alla Sagra dei funghi, a Cusano Mutri (BN) l’1 Ottobre!

Evento Cusano Mutri
Clicca per vedere l’evento ufficiale!


– Falco

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Baccanalia – San Gregorio Magno (SA) – 2022

Baccanalia – San Gregorio Magno (SA) – 2022

L’evento-delirio dell’estate, Baccanalia, per molti il più atteso dell’anno, riempie ancora una volta piazze e cantine.
Ma oltre il vino che scorre a fiumi c’è tutta una San Gregorio Magno (SA) da scoprire.
Per far ciò avete di tempo dal 17 al 21 Agosto 2022, siate pronti a stappare.


Il borgo e le cantine


Alcune cose sono ormai talmente celebri che è quasi inutile spiegarle, come ad esempio la storia delle cantine. L’evento ruota intorno a queste storiche cantine incavate all’interno del paese, in tutto addirittura 600 (ma per l’occasione ne sono aperte 42) ed ognuna propone il suo menu.

Un riproporsi di piatti celebri, come i cavatelli, l’uovo fritto (accompagnato a scelta da tartufo o peperone crusco) e naturalmente la braciola di capra.

La parte peculiare di questa serata è che per la prima volta, nonostante io venga qui di filato da…10 anni (?!), per dovere e per piacere mi sia trovato solo ieri ad esplorarla quasi tutta. Di solito con la mia combriccola di filibustieri ci si fermava in piazza mangiucchiando nei dintorni, ogni mq2 un litro di vino e naturalmente dopo 100 mattonelle in un attimo erano le 4 del mattino e non c’era modo di andare oltre.

Corvo invece che ha avuto negli anni un approccio più esplorativo e meno deleterio mi conduce salvandomi almeno inizialmente dai deliri del succo d’uva.

Precisiamo che abbiamo scelto le cantine totalmente a caso.
La prima dove ci fermiamo è Da Bacco e Arianna, abbiamo raggiunto per un momento degli amici e ridendo e bevendo eravamo in 15. Ci accomodiamo all’interno.

Rendiamo un inferno la vita al povero Giacomo, il ragazzo che ci segue, urlando come scimmie cappuccine cercando di ordinare in modo estremamente confuso. Ci perdonerete.

– Il nostro loghetto!


Un assaggio dei piatti tipici


Ordiniamo in ordine sparso cavatelli con fiori di zucca e salsiccia, patan’ cunzat, braciola di capra, un antipasto gregoriano misto, vino a profusione più tutto quello preso dai nostri amici.

Di queste portate ho gradito principalmente la braciola di capra, quella capitata a noi era ottima anche se al limite del tiepido. Buoni anche i bocconcini (e sui bocconcini siamo sempre capricciosi) e i salumi dell’antipasto. La pasta invece era molto scotta, sia la nostra che quella altrui, nonostante ciò ho rubacchiato un raviolo ripieno di ricotta con sugo paesano e ho apprezzato.

– Antipasto gregoriano


Dopo aver finito di portare il caos nella cantina salutiamo al volo i nostri amici e proseguiamo in solitaria, altrimenti saremmo finiti su qualche scalinata a tracannare e addio foto, video e articolo.

Passare in piazza è sempre arduo, facciamo 1 passo al minuto divincolandoci tra la folla che per fortuna non ha ancora cominciato a scatenarsi (quest’anno presente anche un palco oltre alla solita musica itinerante). Durante la discesa incontriamo anche il Dio Bacco in persona con la quale scatta la foto di rito.

– Rendiamo omaggio alle divinità locali


Un marasma di cantine


Eravamo ormai prossimi alla mezzanotte (nonostante fossimo arrivati alle 20) e c’era un quantitativo di persone irreale. Quest’anno si è provato a contingentare un minimo anche gli ingressi proponendo un’entrata a pagamento (prezzo simbolico di 1€) anche per evitare possibilmente la presenza degli idioti di turno. Apriamo questo capitolo spiacevole per un secondo.

Ma è mai possibile che un evento del genere, di questa caratura, di questa importanza, debba essere tenuto sotto scacco dalla presunta presenza di “gente” che nel 2022 ancora non ha compreso come bere vino senza agitarsi? Facciamolo quest’appello, restatevene in una gabbia se non reggete qualche litro di vino, ripartite dall’ABC, andate a Bacardi in piazzetta, mangiate l’uva a chicchi.
Io qui ci vengo da 10 anni, non ho mai assistito a nulla e sono sempre rimasto fino a notte fonda (ieri compresa, spoiler) e nonostante ciò dove c’è alcol c’è sempre il timore che possa succedere qualcosa.
In ogni caso c’era un gran dispiego di sicurezza, qualcuno pare sia stato allontanato, ma su 5.000 (?) persone parliamo di una percentuale insignificante. Come insignificante è chi si comporta così.

Torniamo al magnà.

– Momenti di convivialità a tavola


Paglia


Decidiamo di fermarci sotto delle frasche, premetto che la narrazione e i tempi sono confusi perché eravamo già abbondantemente brilli, non ve lo posso nascondere. Quest’articolo naviga a vista.
Caschiamo però bene perché La Cantina Paglia è quella che è stata premiata lo scorso evento come la migliore del percorso. Con grande gentilezza veniamo accolti, successivamente riconosciuti e parte un simpatico siparietto dove confabuliamo decidendo cosa prendere.

Scegliamo l’uovo, sia al tartufo che con peperone crusco, quindi 4 uova fritte, un suicidio assistito, e un tagliere misto di salumi.

– Non perdetevi la pancetta


Per fortuna al tavolo con noi ci sono due ragazzi con cui condividere un pochino il tagliere, perché è enorme, per sfortuna loro condividono con noi il loro vino.
I salumi sono eccellenti, ci fermiamo anche qui a scambiare due chiacchiere.

Apro un altro mini capitolo per parlare dell’accoglienza che ci viene riservata sempre a San Gregorio Magno. Da quando nel 2019 ci è saltata la copertura, poiché con la consegna del Tegamino D’Oro siamo ormai “noti alle forze dell’ordine” qui non ci riesce di tirar fuori 1€.
Ci hanno offerto le percoche nel vino mentre passeggiavamo nel vicolo, abbiamo insistito per pagare almeno il vino nella precedente cantina, per offrirlo ai nostri amici, altrove hanno offerto i cantinieri o sempre la Pro Loco e oltre il puro e semplice offrire è stato piacevolissimo vedere una passione verso quello che è il nostro lavoro, il nostro portale e tutta la nostra redazione. Ci vengono fatte domande e chieste opinioni, sono ansiosi e agguerriti di giocarsela per il prossimo torneo e questo non può farci che piacere. Questo è uno degli eventi più noti della Campania, ci ha fortemente voluto qui (chiamandoci praticamente a Giugno, 2 mesi prima) e tiene alla nostra opinione.

Venire a San Gregorio è un respiro di sollievo, grazie.

– Chiodo sulla bara fritto


Ricomincio da tre


Ormai barcollando arriviamo ad un’altra cantina. Io spero vivamente che chi legga possa cominciare a concepire in che stato eravamo e perché magari a una certa siamo stati dati per dispersi. Ci chiamavano di qua e di la passandoci del vino, eravamo ormai in balia dell’evento. Sazi, colpiti, gonfi, caracollavamo verso volti amichevoli e da Ricomincio da tre non sono stati da meno.

– Folle entusiaste in ogni vicolo


Inizialmente l’idea era prendere degli arrosticini “al volo” ma non appena ci riconoscono (aridaje) ci portano in tavola di tutto. La vedete la differenza con gli altri articoli? Notate che non sto descrivendo i piatti come faccio sempre? Ero cotto, ragazzi, ero cotto. Loro portano e noi mangiamo, loro versano e noi beviamo.

– Una goduria


Le carni ed il servizio sono eccellenti, una cosa me la ricordo bene…il vitello che io ho definito “tipo alla cacciatora”. Una delizia. Morbido, saporito, di quelle pietanze che le butti giù anche se ti sei abbuffato fino a un secondo prima perchè non puoi lasciarla nel piatto. Ce lo siamo strafogato senza manco fotografarlo. I professionisti del settore.

Alla cantina facciamo conoscenza con un po’ tutta la famiglia, ci si racconta storie della Baccanalia che fu, degli esordi, di come la vive San Gregorio…
A una certa scendo a far foto in una piazzetta e tutto quel che ricordo e che siamo in piazza a saltare.
Abbiamo ritrovato i nostri amici, che a loro volta hanno continuato a bere, ci uniamo al casino con tutte le apparecchiature a tracolla e kg di Canon in spalla e litri di vino in corpo e in un momento sono le 4 del mattino.

– Meanwhile…

Temevo che venire a Baccanalia in qualità di Trono di Sagre e non più come semplici Falco e Corvo non ce l’avrebbe fatta godere, mi sbagliavo di grosso.


– Falco

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TIPICA – Vietri di Potenza (PZ) – 2022

TIPICA – Vietri di Potenza (PZ) – 2022

TIPICA, la Sagra dell’olio e dei prodotti tipici vietresi, è un percorso gastronomico di lunghezza non indifferente (900 mt / 1 km) e dall’altrettanto lungo menu.
L’evento si candida indubbiamente ad essere uno dei più TOPICI della Basilicata e si tiene il 12 e il 13 Agosto 2022.

TIPICA, ciambuottola
– La colorata ciambuottola


Il lungo percorso


C’è poco da dire, i percorsi itineranti sono i più affascinanti, soprattutto se belli lunghi e se perfettamente incastonati in un curato centro storico. Il piccolo labirinto goloso passa attraverso tutte le piazze (o quasi) della cittadina creando un disorientante loop che tra musiche e folla vi porterà talvolta a continuare a girare all’infinito come in un calorico purgatorio.


Grazie a giochi di luci e musicalità molto diverse tra loro talvolta avrete l’impressione di essere in due/tre eventi diversi.
Penso immediatamente ad una delle prime piazze che ci si ritrova davanti imboccando il percorso da dove si viene depositati dalla navetta, illuminata come una piccola festa di paese, con alberi e lampadine gialle, molto compatta, con un anticiclone di gente nel mezzo costretta tra stand sulla destra, un recinto di caprette (poracce, si sono fatte praticamente un rave), dei tavoli sulla sinistra e un gruppo un po’ attempato a centro pista che però ha tirato fuori un medley di 1 ora piena con tutto il meglio della musica italiana. Impossibile non andare a ritmo, sicuramente l’accompagnamento melodico che mi è piaciuto di più, fantastici.


Facendo dietrofront e cominciando a salire trovate un vicoletto dedicato agli artigiani, con ombrelli appesi sulle vostre teste, botti e cesti di vimini. Questo vicoletto si apre in una seconda piazza, anche questa gremita ma ben più ampia, il primo stand che trovate è quello per il cambio dei soldi (1 Vietrese = 1 €, il Vietrese è tipo la 1.000 lire del 1920, un foglio di quaderno), la musica è quella molesta del consenso dei giovani, si va dalla bachata alla generazione zoomer più attuale, avendo superato i 30 fuggiamo spaventati come vampiri boomer.


Terza piazza, terza concerto, qui abbiamo il folk classico con i pezzi più noti del panorama sagra. Probabilmente lo spazio più affollato, anche per la pura presenza di una gran quantità di stand!
In tutto questo elenco ho omesso una serie di scorci, passeggiando vi ritroverete davanti all’improvviso diverse chiese e punti d’interesse, perfettamente valorizzati da illuminazione e posizionamento sul percorso, come dicevo prima mangiare diventa un gran bel modo per scoprire tutto il paese.


Il lungo menu


Se pensavate che il percorso fosse lungo (e non l’ho descritto nella sua interezza) aspettate di conoscere il menu. Nella piazza delle caprette troviamo Ciambuottola (5€), Caciocavallo impiccato con tartufo (4€), Antipasto/Tagliere (10€), Bombette (4€), Arrosticini (3€) poi Pizzelle, Calzoni con la menesta e altro ancora…tra cui le Polpette Vietresi (4€ mi pare).

TIPICA, Antipasto
– L’Antipasto è un’ottima occasione per provare diversi prodotti locali


Iniziamo con un Antipasto misto di salumi e formaggi. Ve lo consiglio, ne vale davvero la pena. Troverete diversi prodotti tipici lucani, alcuni imperdibili ed è decisamente abbondante, non è un piatto da affrontare da soli. La Ciambuottola invece per quanto buona è fuori budget, visivamente, però, è uno spettacolo. Allo stesso stand dove ritirate i piatti trovate anche l’Uovo Fritto con Peperone Crusco (3€, o 4€) e avrete la possibilità di comprare quei salumi provati nell’antipasto. Tutti abbiamo effettuato almeno 1 acquisto, a riprova di quanto ci avesse convinto.

TIPICA, caciocavallo
– Caciocavallo impiccato, stuccato di fresco


Sempre nella stessa piazza, uno step oltre ci sono le braci.
Qui proviamo gli Arrosticini (1€ al pezzo), buoni ma sfizio effimero visto il costo, e il caciocavallo.
Mai visto un caciocavallo spalmato con tanta cura, l’addetto a ritmo di medley di Battisti ricopre, come lo stesse stuccando, tutto il pane. In più c’è il tartufo, buono.

Le bombette erano finite e non riusciamo a provarle, le polpette rimangono nei nostri sogni più proibiti ma dobbiamo cambiare piazza, altrimenti non riusciremo mai a provare “tutto”.


Il lungo lungo menu


Per la strada avete occasione di prendere un sacchetto di struffoli (tipici del territorio, sono salati, non dolci e smielati come i “nostri”) accompagnato da un bicchiere di vino rosso gelato.
Totale offerta 2€. Il vino rosso non ho ancora compreso quanto mi piacesse ma scendeva che scendeva, in molti stand trovate anche la bottiglia, 4€ e andate alla grande.

TIPICA, parmarieddi
– Parmarieddi, qualità eccellente


Qui era il momento di provare alcuni primi piatti. La scelta è tra Cavatieddi e Parmarieddi, serviti da una standista in bandana che avrebbe potuto vendermi qualsiasi cosa.
I cavatelli erano quelli classici, serviti al sugo, con a scelta spolverata di cacioricotta e forte.
La vera chicca sono i parmarieddi: Formato di pasta più allungato, largo, spesso, calloso.
Si servono in bianco, con mollica di pane e cacio. Buonissimi. Davvero.
Questo se lo riproponi in ristorante con alicella e una parvenza di melanzana voli altissimo, complimenti.
Non a caso, infatti, la folla a intuito comprende la particolarità del piatto e prende d’assalto lo stand.
La fila non è mai invivibile ma sfortuna vuole che tocchi a me nel ricambio della pasta e devo quindi attendere gli inesorabili tempi di cottura (quest’anno 3/3, serve un’inversione di tendenza).

Capitolo persone: TIPICA si, ma talvolta TIPICAOS, un caos però sempre gioioso, mai percepità animosità anche quando in più di un’occasione vieni travolto da qualche amichevole spallata nell’approccio a qualche stand o posto a sedere. Rimanete saldi e decisi al vostro posto, è così che mi sono procacciato il cinghiale.

TIPICA, cinghiale
– Il cinghiale è da non perdere


Parlando proprio del cinghiale. E’ il piatto da non perdere ? Probabilmente si.
Tagliato spesso 2 cm, tenero, assorbe i profumi delle braci e viene deliziato con un olietto piccante.
Qui il pensiero ricorre a qualche piatto tipicamente peruviano difatti par di mangiare alpaca per quanto sia delicata la carne. Riusciamo a beccare gli ultimi tre piatti disponibili, meno male!
Buono anche l’amaro, ma è servito in un ditale!


TIPICA, conclusioni


L’evento ha una personalità e un folklore impossibile da mancare, si percepisce ad ogni passo. Come avrete letto le scelte sono veramente tante (abbiamo anche saltato delle cose, tipo la Pasta e fagioli).
I prezzi in apparenza sono alti ma noi abbiamo preso 40 € di Vietresi e ne sarebbero bastati anche 30.
Se condividi tutto assaggi tutto e ti sazi senza problemi, 15€ sono assolutamente in linea con la qualità dell’evento. Faccio anche notare che i prodotti sono tutti assolutamente del posto, valore aggiunto.


E’ presente anche un servizio navetta gratuito (occhio al consueto assalto) e cercate ogni tanto di alzare la testa dal piatto per godervi il paesino, perché merita.
Troverete anche degli esilaranti cartelli sparpagliati sui muri, con detti locali e regionali, e qualche membro dello staff che gioca ad un’animata versione della Morra.
TIPICA è sicuramente un evento da consigliare, non ha neanche 10 anni ed è un evento già rodato, con le idee molto chiare, che saprà sicuramente ripetersi e migliorarsi.


Falco

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Sagra dello gnocco – Taurano (AV) – 2022

Sagra dello gnocco – Taurano (AV) – 2022

La sagra dello gnocco di Taurano (AV) raggiunge la sua 27esima edizione e riprende esattamente da dove aveva lasciato: dal suggestivo scenario del convento di San Giovanni del Palco. Dall’alto di un dolce panorama reso prima rosato e poi buio dai colori del tramonto riprende la sagra, che passo dopo passo potrebbe intraprendere la strada del festival.
L’evento si terrà dal 4 al 7 Agosto.

Sagra dello gnocco, teglia
– Nonostante le presenze importanti i cocci sono sempre abbondanti


L’evoluzione della sagra dello gnocco


Se da un lato la sagra da quasi 30 anni è immutata (con il solo epocale cambiamento dato dall’introduzione dello stoccafisso in menu, 15 anni fa) e continua a confermare i suoi punti saldi (gli gnocchi fatti in casa) dall’altra parte si rivolge al suo pubblico con un intento anche culturale e di aggregazione.

Gli organizzatori ci rivelano appunto che oltre le solite note importanti sulla tradizione, anche gastronomica, dell’evento c’è una sincera voglia di ampliare l’abbraccio della stessa a tematiche mai così di rilievo negli anni che stiamo vivendo.

In anni di incertezza, ci confidano, scanditi da pandemie, crisi economiche e guerre non bisogna dimenticare l’accoglienza e la solidarietà. Taurano infatti ospita anche un evento parallelo alla sagra dello gnocco che prevede la presenza di ragazzi stranieri, provenienti da più parti del mondo.

L’occasione è il ponte ideale per consolidare quest’idea di Taurano e a Taurano. Partire dunque dalla naturale idea di sedersi in panca tutti insieme davanti a un tegamino fumante e poi restare per dar vita a qualcosa di nuovo. La proposta, ci dice Giovanni, è anche uno speranzoso tentativo di far rete contro lo spopolamento, fisico e dell’anima, dei paesini dell’Italia interna.
Una piaga che indistintamente affligge molti dei borghi che noi celebriamo con questo o quel piatto tipico, durante le nostre spedizioni estive.


Il convento di San Giovanni del Palco


Quali sono le strade che uniscono la gastronomia e la solidarietà? Una di queste è sicuramente quella della cultura. Aiuta nell’impresa avere nello spiazzale dove la sagra si svolge (anzi, è il contrario) il convento di San Giovanni del Palco.

Il convento risale al finire del 1300, è visitabile gratuitamente (anzi, durante la sagra siete invitati a visitarlo, con tanto di visita guidata offerta dall’organizzazione) e ospita al suo interno uno dei più importanti e maestosi altari maggiori. Un’opera unica, realizzata completamente a mano.


All’interno del chiostro del convento troverete anche un’oasi di pace dove è possibile rifugiarsi dal frastuono delle schitarrate che provengono dal palco esterno.
“Serve il casino, ma anche la quiete”, dice profondo Giovanni.

Il convento ospita anche, in quelle che erano le sue stalle, alcuni posti a sedere in una posizione privilegiata e suggestiva. Immediatamente prima invece troviamo le cucine principali.

Gnocco semplice
– Lo gnocco gradito ospite del convento


Il menu della Sagra dello gnocco di Taurano


Nello sciamare delle cucine decine di membri della Pro Loco si danno da fare vista l’ingente quantità di persone che ogni sera visitano l’evento (in alcuni picchi si raggiungono le 3.000, per sera).
Abbiamo notato la presenza di esperti chef nei posti chiave dirigere con grande efficacia le tempistiche e l’uscita dei piatti.

Nelle retrovie erano presenti tre enormi pentoloni dove gli gnocchi sobbollivano, a catena di montaggio essi venivano scolati, riversati in immense teglie (uno spettacolo per gli occhi) e conditi al sugo e formaggio o con stoccafisso, capperi e olive.


Lo gnocco risulta al gusto calloso il giusto e ben condito.
Vista la mole è bello compatto, rigiratelo un po’ per farlo respirare e riposare un attimo.
I due sughi sono differenti e convincenti in egual misura.
Lo gnocco classico, al sugo e basilico, è ottimo per saggiare tutta la tradizione di Taurano in materia, devo dire che si inserisce in una trilogia ideale insieme a quelli di Magliano Nuovo e di Trentinara, provati in precedenza quest’anno.

Gnocco al merluzzo
– I ciuffi di merluzzo condiscono insieme alle olive questa variante del tipico gnocco tauranese


Lo gnocco allo stoccafisso è una piacevole scoperta. Nonostante sia pericoloso cimentarsi in un piatto gourmet (come per semplicità veniva chiamato nelle comande dell’impegnatissima cucina) il risultato è più che degno. Col grande merito di prepararlo, ricordiamo, in una cucina da campo e per migliaia di persone che arrivano a flusso continuo.


(Si) Mangi chi può


La presenza di gente è tale che persino noi, chiamati per dire la nostra, non riusciamo ad acchiappare le note polpette. Cercheremo di informarci tramite una live di Caverna, che abbiamo visto aggirarsi per gli stand, il fratello ci avrà soffiato le ultime polpette?

Proviamo lo stoccafisso, che viene servito anche come secondo.
La porzione prevede un tocco da 200gr con sughetto e pane per scarpetta.
Il sughetto è sfizioso, vi consiglio di inzuppare per bene il pane (ambo i lati) e di adagiarci sopra il merluzzo poiché di suo come sapete ha un sapore anche troppo gentile e rischia di non darvi particolare soddisfazione se provato singolarmente.

Al contrario la sua personalità era ben presente servito con gli gnocchi nella versione gourmet accennata sopra.

Stoccafisso al sugo
– Lo stoccafisso riposa nel sughetto con capperi e olive


Nel marasma incredibilmente non proviamo nemmeno il misto di salumi, anzi neanche lo vediamo vista la folla affamata che nell’orario topico (22.30) sta prendendo d’assalto lo stand.

Prendiamo due panini al volo (hamburger, cheddar e funghi per Corvo e hamburger e melanzane a funghetto per me) e un bicchiere di vino rosso fresco (che viene servito in simpatici bicchieri di terracotta che naturalmente ora ampliano la mia vasta collezione di cocci da sagra). Volendo era possibile scegliere anche birra alla spina, sia Moretti che Ichnusa, ottima scelta.

Panino con funghi, formaggio e hamburger
– Un panino al volo


Vista la natura affatto da comprimario dello stoccafisso mi viene naturale chiedere se hanno mai pensato di servirlo anche fritto, magari proprio in un panino dedicato!
Ci risponde Eduardo Venezia, uno degli organizzatori che fortemente ci ha voluto qui, semplicemente lasciandoci osservare la folla. Un piatto del genere prevede tempo e cura, farlo per 3.000 persone sarebbe rischioso. Magari fra qualche anno, se la sagra si evolve in festival? Chissà.


– Falco

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Cena conviviale, sulla torre più alta del castello – Rocca Cilento (SA) – Il Trono di Sagre

Cena conviviale, sulla torre più alta del castello – Rocca Cilento (SA) – Il Trono di Sagre


Avevo notato sui social già qualche foto relativa all’inaugurazione del Castello di Rocca Cilento (SA) nella sua nuova veste, in qualche spettacolare ripresa dal drone o in qualche scatto che ne valorizzasse, dal basso verso l’alto, il suo sviluppo in verticale verso il cielo. Siccome però noi si frequentan più le feste di popolo che le corti (avrei voluto fare una quindicina di gag su Vassalli-Valvassori-Valvassini ma il prof. Barbero mi ha smontato tutto il programma) non avevo ancora approfondito.


L’invito


Ed è proprio in questo frangente che con un trillo di MSNisiana memoria compare Cristian Santomauro che bene o male mi fa: “Stiamo organizzando una cena esclusiva, inaugurale, sulla torre più alta del castello di Rocca Cilento, vuoi venire?”.
Il tempo di una grassa risata, senza neanche controllare su Google Maps, arriva la mia conferma di partecipazione.

Mercoledì intorno alle 18, con l’outfit di chi va a prendere (o volendo anche a fare) un gelato a Ischia parto con la mia carovana FIAT alla presa del castello. Il tragitto e le indicazioni sono stra-semplici, ti lasci alle spalle Salerno, imprechi sulla SS18 per 30Km, superi Agropoli, ritrovi il sorriso, dopo 5 km esci per Prignano Cilento e da lì in poi segui per Rocca. Molto apprezzabile al primissimo svincolo già un cartello che ti avvisa di dove sia il borgo medievale.

Castello, prato
– All’interno del torrione si nasconde una suite esclusiva


Non poteva mancare la classica strada alternativa consigliata dal Signor Maps in persona, che ricordiamolo, è settato sul mindset di un contadino delle valli che ti consiglia il sierro, il carraro, la viuzza insomma, quella smart che usano i local, quella più veloce…che però ha una pendenza del 30% quando va bene. A una certa era Dr Strange e il controsenso della follia quando, con il FIATtino quasi ribaltato al contrario, con la strada che era ormai un asfalto di Moebius, il sole rosso come in TORA! TORA! TORA! dritto negli occhi mi arriva di fronte un auto nel senso opposto. Ma ce l’abbiamo comunque fatta.

Finito il cammino dell’espiazione (dunque vi consiglio la strada normale) si passa vicino un punto panoramico dove scatto un selfie pessimo e arrivo finalmente al castello.
Battipaglia-Castello 1 anno sagra (45/50 minuti), fattibilissimo.


Nelle sale del castello


In realtà dovrei dire “negli spiazzi del castello”, perché la parte che mi è piaciuta di più e anche quella che è più presente, sono naturalmente gli ampi cortili. Molto spazio al verde, diversi dislivelli e terrazze, il che da un’idea di un ampio dedalo a cielo aperto dove respirare e rilassarsi.

Abbiamo dunque la parte della scacchiera, dove trionfa un cavallo che da scacco matto alla tua idea di riservare qui all’ultimo momento per il tuo sabato sera, e scendendo una prima rampa di scale, una “piscina” con alle spalle due torrioni che ospitano delle suite!
Ogni torre ha un paio di suite all’interno, con anche spazio sul “tetto” della stessa per una romantica colazione. La vista è talmente bella che trovi l’amore anche se siete tu e il cornetto.
Se ciò non ti basta c’è anche una Jacuzzi, prontamente e con grande spirito di collaborazione mi sono immediatamente proposto di tornare per provarle.

Un accenno alla vista. La posizione del castello è strategica (MA DAVVERO) e hai da un lato il mare, dall’altra il verde del Cilento più vero, un lago, delle vigne, il cielo terso, Capri…una gemma.

Castello, panorama
– La vista sul mare dal Sunset

Proseguendo c’è il Sunset, un’altra terrazza con vista tramonto sul mare (impagabile) e cocktail bar.
Qui, in una miriade di Gin Tonic, vado di Negroni e sorrido ripensando alla via del ritorno e a Dormammu che mi aspetta nel parcheggio.


L’Ammaccata e il rivalutato


Finalmente becco Cristian che mi saluta con il suo solito sorriso.
Ha portato la sua Ammaccata (ne parlammo abbondantemente qui), per tutta la stagione estiva nelle corti del castello.

Al piano di sotto rispetto alla terrazza dove ci troviamo c’è un ampio ristorante (preceduto nella stessa viuzza anche da una stuzzicante zona bistrot) ed è su questi livelli che Cristian si muoverà, tra forni a legna (portati sulla torre con una gru, scena assurda che avrei voluto vedere) e fornetti ben più maneggevoli.

In particolare l’occasione di oggi prevede una cena conviviale nella quale i diversi invitati proveranno una serie di sapori tipicamente cilentani.
Mi accomodo insieme agli altri ospiti, dopo alcune presentazioni volanti avvenute durante il sorseggio del Negroni e mi sistemo cercando una nicchia per proteggermi dal vento.
Purtroppo, infatti, col calare del sole si è alzato un inaspettato vento tipicamente novembrino e io sono in camicia rosa di lino, ma soffrirò stoicamente da vero gentiluomo per tutta la durata della cena.


La cena conviviale


Il tavolo apparecchiato con la vista del mare è qualcosa di commovente.
Mi sento un po’ l’amica della sposa, sono felice per lei, non c’è altro da dire.

Il buffet prevede: Foglie e patate, formaggi, salumi, fiori di zucca mignon ripieni di ricotta, mortazza e altre diverse specialità del territorio.


Faccio un primo piatto di perlustrazione, ancora non voglio farmi riconoscere, ci si gode un po’ la tavolata (che poi era il senso della serata!) e ogni tanto ritorno al buffet con la scusa del bel panorama.
Le pietanze si accompagnano con un aglianico (una delle iniziative più belle è che le vigne che sono nei territori del castello sono concesse a viticoltori locali che poi rilasciano il prodotto finito (insieme ad altre etichette) al castello stesso. Un feudalesimo eticamente corretto!).

In generale, oltre che per i vini, l’idea è proprio quella di attingere negli immediati dintorni della tenuta e di Rocca Cilento, non a caso avevamo anche l’Ammaccata che proviene da un altro Castel(nuovo).


Proprio a proposito dell’Ammaccata, è il momento di riprovare la specialità di Cristian.
L’assaggio inizialmente distratto dalle chiacchiere ma al primo morso ricordo immediatamente tutte le sue peculiarità: Soffice, delicata, mai salata, con il suo blend di pomodori, è sempre lei.

Ne provo 2 fette di quella cilentana classica, poi passo alla mia preferita della serata, cioè quella con alici e pomodorino giallo, che è di un dolce più delicato di quel tramonto rosso che abbiamo visto prima.
Infine, specialità del giorno, patate, cipolla di Vatolla, crema di zucca, fagioli, mentuccia.
Un’altra grande preparazione.

Infine abbiamo proseguito con un fusillo con sugo di carne (non era un ragù perché c’erano dei gradevolissimi pezzettoni di morbida carne all’interno) e dei piccoli cannoli.


Considerazioni


Mi ha fatto molto piacere il ricevere quest’invito, è stata un’occasione per salutarsi con Cristian, che da quando siamo andati a trovarlo al suo ristorante/pizzeria non ha mai smesso di tenersi in contatto con noi, un uomo che impasta, ma impasta anche se stesso, ritrovandosi sempre più delicato e curato ad ogni spolverata di farina (compresa quella che mi sono beccato in faccia quando ho tentato di fare una foto controvento). Naturalmente gran parte della bella serata è dovuta al posto in cui ci trovavamo, una location dal potenziale infinito: Matrimoni, Degustazioni, Mercatini di Natale, Addii al celibato, Toga Party, Baccanali, Lupanari, Sagre (magari!) o Premiazioni (a proposito, a Settembre/Ottobre si consegna il Tegamino D’Oro 2022, ci teniamo in contatto?)

L’idea di proporre cene conviviali mi trova incredibilmente concorde, noi siamo tipi da condivisione e immaginarmi con amici e persone nuove, in qualche terrazza o torre, ad assaggiare, sperimentare e sorseggiare, (magari con qualche turista da fondamentalizzare su quale sia la mozzarella da scegliere) è un sogno che si avvera. Mettici che se ti va puoi passare anche un’elegante serata estiva con un panorama unico e quindi…che altro si può volere?

– Falco

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Evento di…Vino, la degustazione enogastronomica di Cantina Firosa – Olevano sul Tusciano (SA)

Evento di…Vino, la degustazione enogastronomica di Cantina Firosa – Olevano sul Tusciano (SA)


Cantina Firosa è una realtà nata dal connubio tra la tradizione e la vitalità giovanile, è a gestione tutta familiare e tutta al femminile. Il rilancio dell’attività di famiglia è avvenuto tramite l’entusiasmo delle tre sorelle Poppiti, che hanno deciso di prendere in mano la situazione e dar vita ad eventi come Evento…di Vino, una degustazione messa in scena nella tenuta di famiglia.

Programmi
– Preview dell’evento


Il programma

#CantinaFirosa anche quest’anno vi propone l’attesissimo “Evento di…Vino”, l’ormai famoso percorso #enogastronimico racchiuso in un’avvolgente atmosfera.

I protagonisti per eccellenza saranno gli ottimi vini di Cantina Firosa: il rosato #FERRIERE, il rosso #ERYTHROS, il fiano #FROSANO, l’eccellente Aglianico #NARDANTUONO e #CASTIELLO!!!

Infine, ad addolcire i palati ci penserà il gelato al #MOSTOCOTTO, specialità di Cantina Firosa.

Ad ogni vino verrà abbinato un piatto gustoso e raffinato, anche nella versione #glutenfree

Il tutto accompagnato da #musica dal vivo, area play park per bambini e altre novità.

Un #evento da vivere, non da farselo raccontare!

Non mancare!!

#CantineFirosa#EventoDiVino#EventoDiVino6#EventoDiVino2022

Antipasti
– Una parte del percorso degustativo


Con queste parole, è la stessa cantina, dai suoi portali social, ad annunciare l’edizione del 2022.
Noi c’eravamo già stati nel lontano Agosto del 2019 e infatti ricordiamo con piacere diverse pietanze, dal gelato al Mosto Cotto ai cavatelli, passando anche per un’importante parmigiana, perchè ben venga la degustazione, ma meglio se poi ti sazi anche! Le portate, inoltre, potranno essere selezionate nell’ordine desiderato, quindi avrete facoltà di scegliere ciò che più vi piace, nell’ordine che preferite.

Cantina Firosa, Mosto Cotto
– Molto consigliato il Gelato al Mosto Cotto, da gustare come gran finale

L’evento si terrà il 29 – 30 – 31 Luglio e 1 – 2 – 3 Agosto.

L’occasione sarà quella per provare e acquistare i vini della Cantina Firosa che collaborò inoltre con noi nella stesura di questo articolo a proposito delle qualità dell’Aglianico:

Evento FB

Informazioni utili

Cantina Firosa
Via Ferriere 43/45, Olevano sul Tusciano (SA)
0828 311887
www.cantinafirosa.com

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Mercatini di Natale – Castellabate (SA) – 2021 – Il Trono di Sagre

Mercatini di Natale – Castellabate (SA) – 2021 – Il Trono di Sagre


Dopo aver saltato un anno per via della pandemia una delle istituzioni a livello di mercatini natalizi ritorna con la voglia di non fermarsi più. Parliamo della compagine dei Mercatini di Natale di Castellabate, di Nicola Paolillo, che ancora una volta ci chiama a corte per testimoniare che sia estate, inverno o mezze stagioni…Castellabate c’è!

Mercatini di Natale, Il Trono con Nicola Paolillo
– Neanche il tempo di godersi un raggio di sole che il vento freddo ci aveva già rastrellato la faccia!


Una giornata di grazia per i Mercatini di Natale


Come se non bastassero pandemia, restrizioni, crisi economiche, cavallette, terremoti e ansia da prestazione ci si mette anche il maltempo. Un Dicembre assai inclemente complica le cose per gli organizzatori.

Due settimane di pioggia praticamente consecutive, con tsunami e secchiate incessanti, finchè in un inaspettato sabato 5 compare finalmente il sole, con 20°. Sembra di essere tornati nel sud Italia, il tornado ci ha riportato nel Kansas, Toto!


Le prime differenze che saltano all’occhio sono chiaramente i Check-point Charlie all’ingresso, dove viene controllato il Green Pass, questo tristemente è per qualcuno una buona ragione per disertare anche se di primo mattino (cioè mezzogiorno inoltrato) siamo già sui 500 visitatori.

Per quest’edizione si è cercato in tutti i modi di non creare assembramenti, in che modo?
Innanzitutto le “casette” che ospitano food e standisti cominciano dal “lungomare” (che è a 700 mt. dallo stesso) e si districano dalla parte più alta e più nota del borgo fino alle sue pendici, alla celebre piazzetta (quella del film) e per qualche vicolo seminascosto, cercando di non creare mai ingorghi.


Un’occhiata da vicino alle casette


Nelle casette in legno si incrociano le dita: i visitatori risolleveranno le sorti di un evento che in ogni modo è dispendioso, per tempo, denaro e pazienza, sia per organizzatori che per hobbysti e momentanei affittuari di casupole in legname?

Certo, durante la nostra visita sappiamo che sono previsti la solita spasmodica quantità di bus da tutte le parti della Campania, quindi questo rassicura qualcuno. Resta da capire se sarà pietoso il clima.

Mercatini di Natale, la magia che dona un raggio di sole
– Il sole dona un’aura magica al mercatino…


Le casette e i panorami risultano simili a quelli del 2019, ritroviamo lo stand delle polpette fritte (purtroppo non ancora attivo al momento della nostra visita, sigh!) e quelli ottimi e già pluritestati del panino sardo, con autentico formaggio e salume isolano (“Fa paura sto panino.”, esclama un affermato critico Corvo) e delle “frittelle”, che noi chiamiamo pizzelle, tipicissime di Castellabate (che ritrovammo anche in “Vasci e vichi“) con alici o in versione classica.

In piazzetta, invece, nella stessa posizione in cui ce la ricordavamo c’è sempre lo stand della pizza.
Preparata, infornata e tirata fuori bella fumante tutto in “live”.
Del resto anche la pizza è tipicamente natalizia in Campania, no?


Per quanto riguarda gli hobbysti e i fan dei ricami natalizi (come me!) c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Palline di vetro o in ceramica decorate a mano, calze, palline, stavolta in lana, ghirlande, targhe in legno, stelle, stelline e cesti intrecciati a mano. Castellabate non dimentica la sua natura artigiana e lascia ampio spazio a questo tipo di esposizioni, con qualche ripetizione in loop che più di una volta ti lascia pensare “Ma di qui ci sono già passato?”


Non mancano neanche, per fortuna, le solite chicche. Tipo il nostro stand amico di miele locale Le api di Anna, che già incontrammo in diverse edizioni, con le sue candele in c’era d’api, profumate e ricche di dettagli e delle golose caramelle al propoli!
E non mancano neanche conserve (tipo quelle di cipolle) e confetture, e formaggi. Per passeggiate d’ogni gusto.


La solita Castellabate


Nel tour di ricordi è al solito inevitabile perdersi nei famigerati scorci, in una piazzetta assolata, viva e con un panorama unico che nessun Siani potrà celebrare oltre quella che è la sua naturale bellezza.


In ogni vicoletto c’è una traccia della bellezza eterna del paesino che, val sempre la pena ricordarlo, prima di tanti capì l’importanza del preservare le sue origini per uso e consumo (moderato!) del visitatore.
Ti ritrovi a cercare una pizza ed un vicoletto di lucine ti rapisce, una scalinata contornata di edera e foglie verdi e rubino ti accompagna, una terrazza agghindata a festa con glicini rosa e campane bianche ti concede un pit stop in un raggio di sole caldo, con un panorama che ti stende.

Mercatini di Natale, un magico scorcio fiorito
– Non possono mancare i magici scorci del borgo


Il clima è lo stesso di sempre, per un evento che non è più regazzino e si avvicina alla sua storica 10° edizione.
Non possiamo che incrociare le dita sperando che le viuzze del Cilento siano di nuovo belle gremite di visitatori, come ce le ricordavamo (nei limiti, non fatemene pentire!)

Ne approfittiamo per ricordarvi anche le date, potrete visitare i Mercatini di Natale tutti i giorni dal 3 al 12 dicembre, esclusi giorno 6 e giorno 9, dalle ore 10.00 alle ore 22.00.
Per gruppi e bus è obbligatoria la prenotazione al numero 334 38 63336.

Ne approfittiamo per lasciarvi anche il link all’evento ufficiale:

Copertina dell'evento
– L’evento ufficiale dei mercatini direttamente dalla pagina FB de Il Trono di Sagre
– Link alla pagina degli organizzatori
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Friariello, la fogliolina della discordia più versatile di sempre!

Friariello, la fogliolina della discordia più versatile di sempre!


Come può qualcosa di così piccino e tenero creare tanta confusione? Qual è la vera natura del friariello? Come, dove e in che piatto si usa?
La storia di questo verde amico viaggia tra i secoli e delizia in ogni sua unta, farcita, sfritta, cotta, infornata, lessata versione!

– Li riconoscete?


Facciamo chiarezza


Tipicamente campano al punto da portarsi dietro una serie di caotici retroscena in realtà il friariello è un qualcosa di ben preciso: si tratta dell’infiorescenza di una sottovarietà più tenera della Brassica rapa campestris, la stessa delle cime di rapa pugliesi. Occhio, la stessa pianta, non la stessa foglia!
Quindi i friarielli non sono le cime di rapa pugliesi, anche se sono estremamente simili ad esse.

Cos’ altro NON SONO i friarielli? Peperoncini verdi. Il che sembra chiarissimo alla vista ma non così semplice alla pronuncia, siccome queste delizie verde acido più tipiche del panorama sorrentino-salernitano in dialetto vengono pronunciate quasi allo stesso modo. L’equivoco di fondo deriva dal verbo che le descrive: frijere / friggere, friarielli / friggitelli.
Se vogliamo fare proprio i precisini NON sono friarielli neanche i broccoletti di Paternopoli, la variante irpina è ancora più dolce e delicata.

Cosa invece SONO i friarielli, al di fuori della cultura napoletana?
Sono, ad esempio, i broccoletti romani tipici della zona di Frosinone e sono i rapini caratteristici della cucina lucchese.
Anche a Lucca inoltre si è saggiamente deciso che il modo ideale di proporli è sfritti con aglio e serviti con salsiccia, una unta stretta di mano tra Toscana e Campania. Non si disdegna neanche di servirli con la polenta.
Prendono anche il nome di Pulezze nell’Aretino, e teoricamente di Broccoli di rapa in Calabria.
Al di fuori della cultura italica essi sono consumati anche nella Galizia spagnola e perfino nella cucina cinese, col nome di Kai-lan (che li sfriggono con aglio e salsa d’ostrica fermentata!), negli Stati Uniti infine, potete cercarli come broccoli rabe

– Una delle versioni più apprezzate del friariello, la torta salata farcita


Coltivazioni, origini e proprietà


Le aree di coltivazione odierne si aggirano tutte intorno al capoluogo campano, sono infatti: Acerra, Afragola, Caivano, Cardito, Casoria e Sant’Antimo. E’ inoltre diffuso nella fascia appenninica (province di Avellino, Benevento), nell’agro nocerino-sarnese, nella provincia di Caserta a Aversa, Mondragone, e nella piana del Sele (Salerno).

Le origini, più romantiche, entrano in scena sempre a Napoli.
Si narra che insieme ad altri prodotti di scarto essi, insieme alle interiora degli animali, venissero regalati/gettati dai cuochi della nobiltà francese e che le donne dei vasci li riciclassero per sfamare le proprie famiglie.
Come tanti piatti estremamente tipici che apprezziamo ancora oggi la nascita è nella povertà estrema.
La nascita del nome è invece un pò più confusa, si parla di un probabile mix tra lo spagnolo frio-grelos (broccoletti invernali) e il napoletano frijere (friggere). Conferma che tra il broccoletto e l’olio fu destino.

Al di là di come decidiamo di affogarli in olio o strutto è bene ricordare che i friarielli sono ricchissimi di proprietà nutritive.
A cominciare dai sali minerali, ferro, fosforo, potassio e magnesio, con più calcio che nel latte, vitamine del gruppo A e C, poche calorie e molte fibre. E’ privo di colesterolo e garantisce un elevato apporto di beta carotene, e antiossidanti. E’ consigliato in caso di anemia, in stato di gravidanza e per chi soffre di colesterolo alto.
Risulta un ottimo alleato della salute della pelle e dei muscoli, della vista, del sistema immunitario e delle prime fasi della crescita. Hai detto poco!

– Stracolmi di proprietà nutritive!


Ricette celebri


La più intuitiva delle ricette è quella che li vede, come prima accennato, sfritti con olio e aglio. Dopodichè, data la loro versatilità, sono finiti in torte rustiche, calzoni fritti e non, panini e pizze.
La pizza con i friarielli (e salsiccia, la loro più grande alleata) è una delle più antiche insieme alla celeberrima Margherita.

Nel dettaglio…
Ingredienti per 6 persone

– 1,5 kg di friarielli
– 3 spicchi d’aglio
– Olio extravergine di oliva
– 1 peperoncino
– Sale

Preparazione

Per prima cosa pulite i friarielli lavandoli sotto l’acqua. Nel frattempo, in una padella, fate soffriggere l’aglio con un filo d’olio e il peperoncino tagliato sottile. Unite quindi i friarielli e lasciate cuocere per 15-20 minuti circa a fiamma bassa e aggiungendo mezzo bicchiere d’acqua, se necessario. A cottura quasi ultimata, aggiustate di sale a piacere e serviteli ancora ben caldi con un filo d’olio aggiunto a crudo.

Facile no? Ricordate di NON bollirli mai! Son delicati, perderebbero tutto il loro sapore tipicamente amarognolo.

– Friarielli nella loro versione più tipica


Dove provarli

A Napoli, naturalmente!
Ma da grandi girovaghi quali siamo vi consigliamo anche qualche bella sagra ed evento dove abbiamo provato delle versioni sfiziose di questa fogliolina, tipo ai Fucanoli di Campagna, dove troverete una miriade di stand che a prezzi irrisori sfornano sfilatini croccanti gonfi di friarielli e insaporiti di salsiccia perfettamente imbrunita alla brace.
E’ estremamente facile che dopo 3-4 bicchieri di quel vino scuroscuro vi ritrovere a fare il bis di pagnotte.

Una che invece ne porta trionfalmente il nome è quella di San Sebastiano al Vesuvio, che il 20 Gennaio celebra il prodotto con la sua Sagra del soffritto e salsicce e friarielli.

– Vino + panino, ti svolti la sagra

VIDEO APPROFONDIMENTO

Falco


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Il bollettino di guerra degli eventi annullati – Parte 2 – 2020

Il bollettino di guerra degli eventi annullati – Parte 2 – 2020


Ormai la lista degli eventi annullati in questo 2020 è diventata veramente lunga, a quelle che ci siamo perse in lockdown si aggiungono quelle che per ragioni organizzative, economiche o di pura coscienza hanno deciso di rimandare tutto direttamente all’estate prossima.

Ciccimaretati di Stio (SA)
– Tra le sagre annullate più note spicca quella dei Ciccimmaretati di Stio (SA)


La lunga lista degli eventi annullati:

Serate Cilentane – Pollica (SA)
Ciccimmaretati – Stio (SA)
Borgo in festa – Petrella Tifernina (CB)
Perdifumo Porte Aperte – Perdifumo (SA)
Alla riscoperta di un borgo antico – Eremiti di Futani (SA)
Festival dell’aspide – Roccadaspide (SA)
Strasapori – Pattano di Valle della Lucania (SA)
I chiani in festa – Giungatelle di Montecorice (SA)
Tradizioni e sapori – Gioia Sannitica (CE)
La notte del barone – Torchiara (SA)
Tra i vicoli di Cautano – Cautano (BN)
Festa della birra – Giano Vetusto (CE)
Sagra del mare flegrea – Monte di Procida (NA)
Sagra del cinghiale e strangulaprievati – Santa Lucia di Sessa Cilento (SA)
Sagra del prosciutto e dei sapori del borgo – San Severino di Centola (SA)
Sagra do’ sciusciello – Pellezzano (SA)
Mojoca – Moio della Civitella (SA)

Purtroppo la lista degli eventi annullati quest’anno supererà di gran lunga quella dei pochi che si terranno…


Falco

– Un video relativo a Ciccimmaretati di Stio (SA)


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