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Festa Popolare della Tammorra – Sessa Aurunca (CE), un percorso degustativo, tra musica e cultura – Il Trono di Sagre

Festa Popolare della Tammorra – Sessa Aurunca (CE), un percorso degustativo, tra musica e cultura – Il Trono di Sagre

– Per chi acquista il ticket degustazione in prevendita , con sole 2€ in più può avere un calice serigrafato


Torna dopo due anni di stop anche l’appuntamento della Festa popolare della tammorra di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta.

Quest’anno si prospetta una festa davvero esplosiva, da quello che lasciano trapelare gli organizzatori. La voglia di ripartire è tanta e infatti con l’impegno di tutti, l’obiettivo sarà quello di restituire a tutti il tempo perduto e di godere di nuove delle belle sere d’estate.

Il video di un’edizione precedente

– La mappa della manifestazione

Il Programma


La festa popolare della tammorra avrà luogo nel weekend che va dal 22 al 24 luglio 2022 e nell’edizione di quest’anno saranno presenti, tra gli altri, La Nuova Compagnia di Canto Popolare e il Canzoniere Grecanico Salentino.

Una festa iniziata quasi per gioco, in sole tre edizioni, porta il nome di Sessa Aurunca sui grandi palcoscenici.
Premiata ed elogiata a Roma in Piazza Navona ritira l’ambitissimo premio Italive !
Il premio viene consegnato da Miss Italia 2020 e dal dott. Tamburella, ospite alla IV edizione svoltasi al Teatro Romano di Sessa Aurunca.

La premiazione della festa popolare della tammorra
La premiazione

Il Trono chiede, gli organizzatori rispondono…

Descrivici brevemente la festa popolare della tammorra, cosa potranno aspettarsi gli avventori, durante il vostro evento?

Certo, ci sarà un vero e proprio percorso gastronomico, dove saranno presenti prodotti tipici del territorio di Sessa Aurunca, con la partecipazione delle nostre aziende vinicole. Ci sarà la possibilità di acquistare ticket che hanno una duplice valenza.
Vi sarà quindi il ticket degustazione per chi vorrà partecipare soltanto al percorso degustativo, con sacca e calice. Mentre chi vorrà invece soddisfare anche la curiosità dal punto di vista culturale ci sarà la possibilità di acquistare un ticket visita guidata per visitare i monumenti storici del luogo. Acquistando insieme i due ticket, quest’ultimo sarà scontato di un euro.
Aggiungo inoltre che chi acquisterà i ticket in pre-ordine, otterrà un calice riservato in omaggio, serigrafato.

La festa ha sicuramente nell’atmosfera, nella musica e nel percorso degustativo il suo forte, ma ci accennavi anche ad una parte artistica da sottolineare, cosa puoi dirci di più?

Esatto. Ci sarà una casetta dedicata proprio al merchandising, ci sarà la possibilità di acquistare magliette, collane fatte in terracotta con la forma di tammorra, centrotavola, ventagli e borse.
– Clicca sull’immagine per avere tutte le informazioni!

Informazioni utili

Organizzatori: Festa Popolare della Tammorra
Numero di telefono: 329 388 7445
Email: festapopolaredellatammorra@gmail.com
Pre-order ticket link

telegram trono

Corvo

Link degli organizzatori della festa popolare della tammorra
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Festa della fragola – Parete (CE) – 2022 – Il Trono di Sagre

Festa della fragola – Parete (CE) – 2022 – Il Trono di Sagre

La Festa della fragola di Parete (CE) celebra un prodotto locale noto a livello nazionale, e sul quale ruota gran parte dell’economica cittadina, la fragola.
Edita da una decina d’anni la festa è organizzata dall’associazione no-profit La Tenda, che in collaborazione con l’amministrazione locale è riuscita a dare nuova vita al Palazzo Ducale, nel cortile del quale si tiene la festa.

– Le fragole esposte sui vari stand, nel cortile del Palazzo

La nuova vita del Palazzo Ducale

Eretto intorno al 1600, il palazzo è strategicamente centrale nella geografia di Parete e La Tenda può disporne come crede meglio. All’interno, nelle stanze al piano terra, c’è un piccolo museo della fragola.
Molto carino e curato riprende le fasi della lavorazione del (falso) frutto, la sua evoluzione attraverso i secoli, i valori nutrizionali e le curiosità. E’ usato principalmente per istruire le scolaresche di Parete.

Ai piani superiori, invece, trova spazio il PAM, un museo di arte moderna che Luigi Verrengia (il nostro contatto!) ci fa visitare, facendoci notare anche decorazioni, affreschi e incartate. L’incartata è un una tecnica di decorazione che include perfino le assi del tetto. Alcuni di questi affreschi resistono nonostante i 300 e più anni e potete visitarli a vostra volta, liberamente.

Finalmente, nel cortile, vive la Festa della fragola.
Sono stati allestiti stand in legno per permettere agli allevatori locali di esporre i loro prodotti.
Naturalmente la festa non si preclude l’occasione per coinvolgere le aziende agricole del territorio, che ci tengono a spiegarci ogni peculiarità e risvolto etico del loro lavoro.
Abbiamo incontrato agricoltori molto giovani che ci hanno ripetuto più volte quanto fosse importante per loro sensibilizzare sia sul modo corretto di vivere e gestire un’azienda agricola, sia sull’invogliare più giovani concittadini possibili a non abbandonare quest’importante radice col territorio.

Sugli stand non erano esposti solamente vino e pacchetti di fragole (tra l’altro ringrazio i ragazzi dell’associazione per averci anche fatto dono di un piccolo scrigno di fragole locali, che non paghi del menu appena degustato abbiamo cominciato a mangiare perfino in auto, sulla via del ritorno) ma anche prodotti di pasticcerie locali, gelati, fragolate e immancabile fragolino.

Purtroppo non siamo riusciti ad assaggiare nessuno di questi prodotti, ma guardate quant’erano belli!


Il menu della Festa della fragola

Il modo migliore per apprezzare la versatilità del falso-frutto rosso rubino è chiaramente quello di disegnarvi su un menu apposito. Noi abbiamo la fortuna di provarlo direttamente nelle stanze marmoree del Moles, dove lo chef ha preparato per la festa una serie di trasformazioni del prodotto principe della giornata, da degustare in diverse pietanze.

– Risotto mantecato al provolone piccante

Si parte subito con un risotto mantecato al provolone piccante con fragola in doppia consistenza.
Ricopio la definizione direttamente dalla locandina per sbagliare il meno possibile e vi dico fin da subito che questo è il piatto che mi è piaciuto di più.
Banalmente ho notato come perfettamente si percepissero tutti i sapori dei vari ingredienti, dal provolone di fondo che veniva pizzicato volta per volta dal richiamo acido della fragola, fino all’iniziale sapore dolce tipico del prodotto.

– Il maialino

Dopo un po’ di attesa (grande successo di pubblico per il menu degustazione!) arriva anche il secondo.
Filetto di maialino con rosti di patate e riduzione di fragole e aglianico.
Il maialino aveva una consistenza perfetta, umido e tenero.
Il rosti, a sua volta invogliava ad essere sgranocchiato grazie alla sua patina croccante.

– Cheesecake alle fragole

Per ultimo arriva il dolcino, una cheesecake di fragole e aceto balsamico.
Dolce classico, anch’esso buono. Si notavano facilmente le pennellate di formaggio che venivano smorzate dall’acido del limone.


La risposta del pubblico

La Festa della fragola si è tenuta il 14 e il 15 Maggio e ha riscosso, ci confidavano sorridenti i ragazzi di La Tenda, immediatamente un grande successo. Nella giornata del 14 le migliaia di visitatori hanno preso d’assalto gli stand, facendo incetta di dolciumi e vini, non contenti (anzi contentissimi, in realtà) hanno affollato la piazza e si sono preparati per il concerto notturno di Tony Tammaro.

Nella serata del 15, quella della nostra visita, si sarebbe invece esibito a breve Filippo Giardina.

E’ stata una splendida occasione per provare questo prodotto tipico che in realtà finora ci era sfuggito.
La festa è senza dubbio sui binari giusti per crescere ed evolversi ancora. I ragazzi sono giovani, ambiziosi e lavorano bene. Tutto quello che ci è stato mostrato era professionale, di gran gusto, funzionale e ben concepito, speriamo di rivederci presto nelle edizioni successive!

Falco

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Festa della fragola – Parete (CE), una fragola esportata in tutto il mondo – Il Trono di Sagre

Festa della fragola – Parete (CE), una fragola esportata in tutto il mondo – Il Trono di Sagre

Finalmente nello scenario eventi di quest’anno, più di qualcosa si sta smuovendo. E’ il caso è anche della festa della fragola di Parete, in provincia di Caserta, ritorna dopo la sosta forzata per celebrare la bontà del suo amato frutto. Il tutto è stato reso possibile grazie all’organizzazione dell’Associazione La Tenda. La cornice sarà quella del cortile del Palazzo Ducale di Parete.

Saranno allestiti per l’occasione stand enogastronomici, un mercato interamente dedicato alla fragola e un’area drink, oltre alla collaborazione di un noto ristorante. Sarà proprio lo chef di quest’ultimo che creerà un menù disegnato a puntino per l’evento, di seguito maggiori dettagli.

Le date e il programma

La festa della fragola di Parete vedrà la luce nelle due giornate del 14 e del 15 maggio 2022, la prima giornata comincerà dalle ore 18.30 con DJ set di balotta.it. Mentre alle ore 21.30 ci sarà il mitico Tony Tammaro, l’ingresso sarà gratuito. Nella seconda giornata, quella del 15, lo start avverrà alle ore 11.00 con stand pasticcerie. Alle 13.00 ci sarà il pranzo con menu degustazione a cura di Moles (soltanto su prenotazione), alle 18.30 replicherà ancora il DJ set di balotta.it. Alle 21.30 si concluderà questa due giorni, con lo spettacolo di Stand-up comedy di Filippo Giardina.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone e il seguente testo "festa della fragola 2022 14. 15 maggio Palazzo Ducale Via Umberto Parete (Ce)"

Il Trono chiede, gli organizzatori rispondono

Dopo un paio d’anni di pausa forzata, immaginiamo sia stata dura anche per voi riprendere in mano l’evento della festa della fragola e riproporlo rispettando le strette ancora vigenti, che ostacoli avete incontrato e come avete risolto?

Sicuramente per l’associazione il periodo della pandemia è stato molto duro. Tutte le nostre attività sono rimaste in sospeso per due anni. Per fortuna, però, siamo un gruppo molto affiatato e siamo riusciti ad essere uniti anche quando letteralmente dovevamo stare a distanza. Pian piano abbiamo ripreso quello che facevamo e finalmente dopo due anni siamo tornati con La Festa Della Fragola. Ti dirò, quest’anno abbiamo provato ad alzare l’asticella, aggiungendo attrattive per i nostri utenti. E speriamo di riuscire a ricreare l’atmosfera di sempre pur rispettando tutte le normative di sicurezza previste.

La fragola è sicuramente la protagonista indiscussa della festa, ci puoi dire del perché di questa scelta e da quanto tempo va avanti? E’ un prodotto presente sul territorio ed è molto apprezzata immaginiamo.

La fragola è diventata il simbolo del nostro paese. Sin dalla prima edizione della Festa, che si limitava a un giorno solo di vendita al dettaglio di macedonia e di fragole, abbiamo provato a dare valore al frutto coltivato nel nostro territorio e che i nostri agricoltori esportano in tutto il mondo. Ormai è da quasi dieci anni che questo evento si svolge in parallelo a tutte le altre attività della Tenda. Per noi è importante promuovere il territorio e tutto ciò che lo riguarda: ecco perché la fragola ci sembrava l’alimento più adatto ad essere protagonista di questo tipo di evento.

Cosa potranno aspettarsi allora gli avventori dal punto di vista culinario? Abbiamo sentito che ci sarà anche un’area allestita per il drink e non solo per il food, sapresti descriverci brevemente il tutto?

Sì esatto: quest’anno è prevista un’area food molto più ricca. I nostri visitatori potranno assaggiare macedonie di fragole a km0, gelati, dolci a base di fragola creati ad hoc da alcune pasticcerie di Parete e dell’agro aversano. Il ristorante Moles, con lo chef Giuliano d’Alterio, preparerà un menù completo mettendo in risalto il gusto della fragola, adatta anche a pietanze salate; oltre a drink e birre, sarà possibile degustare alcuni dei vini prodotti dalle aziende vinicole locali (I Borboni, Adele Musella, Mariano Sabatino). Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età!

Cosa puoi dirci invece a proposito dell’intrattenimento, si potrà addirittura visitare un Museo della fragola?

Le serate dell’edizione 2022 saranno ricche di attività: in modo particolare mi riferisco al concerto di Tony Tammaro di sabato e allo spettacolo di stand-up comedy di Filippo Giardina previsto per il maggio. I nostri utenti, inoltre, potranno addentrarsi negli spazi del bellissimo Palazzo Ducale di Parete, che ospita i due musei gestiti dall’associazione la Tenda da ormai più di 4 anni. Il Museo della Fragola, primo ed unico in Italia, sarà aperto per i visitatori per tutta la durata dell’evento. E’ un museo interattivo adatto soprattutto ai bambini. Per gli adulti si consiglia anche la visita al PAM, Parete Art Museum (Piano Nobile del Palazzo Ducale) che fino al 16 maggio accoglie la mostra “Identità Paretane” di due pittori locali, Biagio Cerbone e Vincenzo Pizzorusso.

Consigliamo a tutti di venire a farci visita per conoscere una realtà associativa come la nostra che cerca di adoperarsi per il bene del proprio paese.


Link utili

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L’evento ufficiale de La festa della fragola di Parete (CE), clicca per rimanere aggiornato!

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Festa del carciofo di Paestum IGP, tutto pronto per l’edizione 2022!

Festa del carciofo di Paestum IGP, tutto pronto per l’edizione 2022!


Fine della pausa di riflessione perfino per le feste pre-Pasquali come la Festa del carciofo IGP di Paestum che torna nel 2022 con un lungo menu colmo di proposte, dal 22 Aprile a inizio Maggio.

– Un’anteprima succulenta


Un principe tra i templi

Il carciofo, amato simbolo al pari dei celebri templi che rendono unico questo spicchio di inizio Cilento, torna per la sua XIII volta a far parlare di sé in questa festa.

Ogni giorno tante iniziative, musica e intrattenimenti sorprenderanno i visitatori, che avranno a disposizione anche un ampio parcheggio gratuito e un’area verde dedicata allo svago dei bambini.

– Programmazione della Festa del carciofo di Paestum IGP 2022

La manifestazione è organizzata dall’associazione culturale Il tempio di Hera Argiva con la collaborazione del Consorzio di Tutela del Carciofo di Paestum I.G.P. e si terrà in zona Gromola.
L’evento si svolgerà il 22-23-24-25-29-30 aprile e 1 maggio.
Nei giorni 24-25 aprile e 1 maggio sarà aperto anche a pranzo, negli altri giorni solo a cena.

– Serata d’apertura della festa, il 22 aprile


Il Trono chiede, gli organizzatori rispondono:


Abbiamo fatto qualche domanda agli organizzatori, per scoprire qualcosa di più.

Siete uno dei primi veri eventi del 2022, cosa vi ha spinto a rimettervi in gioco?

Nulla, ci ha spinto la voglia di ricominciare, la voglia di tornare a quella normalità che oggi tanto abbiamo apprezzato. Questa manifestazione è la prima di tante che vengono fatte nel territorio, ma non solo, ma per Aprile siamo i primi. Speriamo nella risposta della gente, che abbia la nostra stessa voglia di normalità.


Da quanto va avanti la festa del carciofo e cosa la aspetta nel prossimo futuro?

La manifestazione è in auge ormai da 12 anni, siamo alla 13° edizione che teniamo questa kermesse enogastronomica e musicale. Ci aspettiamo dal futuro che questo fiore, perché è un fiore, non un ortaggio, principe della dieta mediterranea, sia al centro delle attenzioni di tutti per le sue tante incredibili proprietà, come l’essere ricco di antiossidanti e antibiotico naturale. Per questo è altri motivi ci teniamo tanto che questo fiore trovi il giusto spazio sulle tavole di tutti gli italiani.

Il carciofo è molto versatile, in quali modalità e nuovi piatti possiamo trovarlo?

Abbiamo portato delle novità: Abbiamo eliminato la pizza e inserito un panino con carciofi e salsiccia saltati in padella. Inoltre ci sono due new entry, una fresella fresca con pomodori e carciofini sottolio e delle polpette al forno con cuore di carciofo.”

Per quanto riguarda l’intrattenimento invece?

Il fiore all’occhiello di questa manifestazione: 6 gruppi musicali, tutte le sere. Artisti che hanno fatto la storia del nostro territorio, con taranta e pizzica. In più Gigione, nostro ospite e amico ormai, dopo tutte queste edizioni, tornerà a trovarci nella sera del 29. Ci aspettiamo tanta risposta da parte del pubblico.”


Evento e link utili

Di seguito potete trovare il nostro evento FB che vi terrà aggiornati su tutte le evoluzioni della Festa del Carciofo di Paestum IGP e una serie di link utili.
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– Evento FB ufficiale de Il Trono di Sagre per la Festa del Carciofo di Paestum IGP
Link alla pagina FB degli organizzatori
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Festa nel bosco – Perito (SA) – 2021

Festa nel bosco – Perito (SA) – 2021


Dopo 1 anno e mezzo ritorna una recensione finalmente pertinente e degna del nome Il Trono di Sagre, e la protagonista è la Festa nel bosco, a Perito.
Non la voglio menare con l’effetto nostalgia, su cosa ci è mancato, su quanto ci è mancato etc., ma la sensazione della fotocamera in spalla era ormai completamente aliena, solo la fame era sempre la stessa.

Frutta - Festa nel bosco
– Le “frutte”


Green Perito


Perito per la sua Festa nel bosco, di questo luglio 2021, ha scelto di inserire tutti i protocolli di sicurezza possibili, dalla prenotazione del tavolo con cognome e numero di telefono, al controllo del Green Pass (senza non entri), al multi-controllo (ancora) della temperatura fino al rilascio di un doppio QRCode da consegnare al “cameriere” che ti accompagna al tavolo. Mancavano giusto una camera di depressurizzazione e una doccia di decontaminazione.

Fila tutto molto liscio finchè non arriviamo al postazione di rilascio del QRCode. A questo punto la mia sola presenza fa implodere la stampante, fino a quel momento perfettamente funzionante. Non ho cuore di rivelare ai due poveri ragazzi che cercano invano di aggiustarla che la colpa è tutta mia. Presumibilmente appena muoviamo qualche passo verso l’ingresso la stessa ricomincia naturalmente a funzionare.

Il percorso verso il tavolo è un vero dedalo, probabilmente se nel mezzo della serata ti alzi per andare in bagno non rivedrai mai più i tuoi affetti. Si narra di persone che ancora vagano nei boschi con un ticket per i cavatelli in mano.

“Cercavo solo un po’ di forte“, sembrano ripetere laconici.

Mappa - Festa nel bosco
– Il reame boscoso


Il fantamenu della Festa nel bosco


Il menu è un po’ cambiato dall’ultima volta che siamo venuti (2017) ed è sparita quella deludente salsiccetta, mentre si è confermato il castrato, che è un po’ il piatto forte della festa.

Ordiniamo praticamente tutto il menu, da condividere: 1 antipasto, 1 piatto di cavatelli (con castrato, le altre due opzioni sono sugo semplice e alla boscaiola), spezzatino di vitello, mulignane ‘mbuttunate, ciaula e minestra stretta.
Scegliamo di provare anche una birra artigianale (da 75 cl) e poi chiaramente il vino della casa.
Tralasciamo praticamente soltanto le patatine fritte.

Gli ordini vanno rilasciati al volenteroso personale vestito da Globuli Bianchi di Siamo Fatti Così che si adopera a correre per i tavoli rilasciando piastrine e proteine (il castrato) e pulendo celermente tutti i tavoli con grande perizia.

Cavatelli - Festa nel bosco
– Gnoccotelli nudi si rilassano su una distesa di pomodoro


Vorrei cominciare dal principio, e cioè dai cavatelli, che per scovarli nella loro veste migliore rendo cieca e indispettita una signora che mi siede di fronte, travolta da più flash di Lady D.
Sono belli pesantucci (bene, riempiono!), callosissimi e sugosi.
Sono molto spessi e tendono allo gnocco, il che non può essere che un bene.
Li abbiamo presi al castrato invece che col sugo semplice e pensavamo di aver fatto la genialata…in realtà sono buonissimi (anche dopo che li inondiamo di formaggio e di un criminale pezzo di peperoncino infilato di nascosto da Corvo) solo che quando al tavolo di fianco portano questo pezzo di meteorite rosso pulsante ci rendiamo conto che forse il pezzettino (pezzettone?) di castrato a parte andava preso.

Cavatelli al formaggio - Festa nel bosco
– Il pudico Corvo ricopre con una coperta di formaggio e peperoncino i cavatelli


Lo spezzatino e i suoi amici


Ci consoliamo immediatamente con lo spezzatino di vitello, per noi all’unanimità il piatto più buono.
Delicato e pieno di succhi, si scioglie in bocca e si accompagna alla grande con le patate al forno, ve lo consiglio.
Anche la ciaula (il ciambottone) è molto diverso rispetto a quello timido di qualche anno fa.
Le patate sono tagliate con l’accetta, sembrano quarti di mela, ma sono perfettamente cotti e allietano il palato sfaldandosi mentre vengono protette vanamente da un mantello rosso di puparuoli. Stesso ragionamento per il piatto di minestra stretta, di acquoso, come suggerisce il nome, ha ben poco, è invece di perfetto accompagnamento a tutti gli altri piatti.

Pancetta - Festa nel bosco
– La pancetta prende le distanze dal formaggio, che trama qualcosa in penombra



Siamo molto soddisfatti, ci è piaciuto davvero tutto, menzione di disonore però per l’antipasto che nonostante la qualità dei pezzi (saporito il formaggio e dolce la pancetta) si presenta troppo miserello. Con queste fette di salume in lacrime aggrappate ai bordi del piatto, che guardano di sottecchi il formaggio che deve averne fatta una delle sue.
Qualitativamente c’è poco da lamentarsi, ma forse rimpolpato con qualche sott’olio avrebbe fatto fesso e contento qualche pollo di cortile come noi.

Ah, dimenticavo, anche le mulignane ‘mbuttunate sono ottime.

Spezzatino di vitello - Festa nel bosco
– Primo piano meritato per lo spezzatino di vitello, sul retro spiccano la minestra stretta e la ciaula


Il coso della fotocamera


Dopo aver intervallato con un’altra bottiglia di vino (in realtà altre 2) e un’altra bottiglia da 75 di birra artigianale e discusso praticamente di tutto, in questa piacevole cornicetta di fronde e rami, decidiamo di fare una piccola passeggiata scattando qualche foto nel suggestivo percorso. Ne ho parlato molto poco ma che vi assicuro merita la visita. La festa infatti si svolge tutta in questo boschetto che praticamente dal nulla sboccia nel cuore del paese, a tratti passi dall’acciottolato al sentiero e manco te ne accorgi, ti lasci alle spalle la chiesa e ti ci ritrovi un albero, quasi per magia.

Di foto in verità ne scatto poco, distratto dalle chiacchiere e dalla ricerca infruttuosa del banco dolci, ma faccio in tempo a dimenticarmi come sempre il copriobiettivo della Canon sul tavolo, per fortuna una globulina mi urla dietro che ho dimenticato “il coso” e puntualmente faccio dietro front per recuperarlo.

Le nostre impressioni sono state positive, in un clima difficile come quello del 2021 (eppur l’ho dovuto dire) Perito è riuscita a tirar su una festa molto dignitosa, che ha fatto anche passi in avanti decisi rispetto a quella di qualche annata fa e che ci fa ben sperare in vista di un nostro ritorno nel 2022 alla Festa nel bosco.


Falco

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Abbuffate perdute, le sagre rinviate di Giugno – Parte 3 – 2020

Abbuffate perdute, le sagre rinviate di Giugno – Parte 3 – 2020


Volge al termine la terza settimana di Giugno e anche questa volta dobbiamo rinunciare ad una serie di mangiate in compagnia.
Il lato positivo? Potrebbe essere l’ultima volta che una settimana d’estate passa senza una sagra a contraddistinguerla, per Luglio infatti qualcosa già si muove…
Ma cominciando col baccalà…

Menu vasto alla Sagra del baccalà di San Giorgio
– Abbondanza in baccalà a Castel San Giorgio (SA)


Sagra del baccalà…e non solo


Citando letteralmente la sagra di Castel San Giorgio (SA) iniziamo la nostra lista di eventi perduti.
Sicuramente ci saremmo sbizzarriti di fronte al vasto menu proposto in provincia di Salerno: Frittelle di baccalà, pennette al baccalà, baccalà recanato con patate al forno, polpette di baccalà…e tutta una serie di varianti baccalà-free & dolci.

Decisamente una festa che fa fede al proprio nome!

A Frigento (AV) invece abbiamo un’altra festa monotematica, tutta dedicata ad un legume forse poco conosciuto ma estremamente versatile, è la cicerchia.
Durante la Sagra della Cicerchia, anche detta Cicerchiamo si prova a valorizzare questo prodotto principe dello slow food.

Ottima chiaramente in zuppe e in puree (perfette per accompagnare lo zampone di maiale) ma anche ridotta in farina per ottenere pappardelle e maltagliati.

Una simpatica iniziativa della cicerchia frigentina è quella del gemellaggio con una festa simile nelle Marche, a Serra de’ Conti, che si tiene però in Novembre.
Speriamo di riuscire a fare almeno quella !

Cicerchia a Frigento
– A Frigento la celebrazione della cicerchia


Degustazioni & Falò


Sarebbero cominciate anche le prime degustazioni, ad esempio quella di Eboli (SA), il Jazz&Wine.
Questo evento a cui noi personalmente non manchiamo mai pone l’attenzione al vino dando l’occasione al pubblico di visionare anche tutta una serie di stampe, reperti e gigantografie della II Guerra Mondiale relative all’operazione Avalanche, che vide lo sbarco e il passaggio degli americani proprio nel salernitano.
Il tutto con una buona scelta di vini vari e un buffet, vittima solitamente egli stesso di un vero assalto.

Jazz&Wine di Eboli (SA)
– Al Jazz&Wine rivive lo sbarco alleato


Dobbiamo invece spostarci a Frosinone, precisamente ad Arpino per il nostro prossimo evento perduto.
Si tratta del Faòne, un gigantesco falò lasciato danzare al vento mentre tutt’intorno ci sono balli, canti, gastronomia locale e una simpatica spaghettata offerta a tutti i visitatori.
Cose che scaldano il cuore ben più di un falò.

Evento consigliato particolarmente poichè dando un’occhiata al FB del comitato organizzatore capirete subito che sanno come divertirsi.

Faòne ad Arpino (FR)
Faòne ad Arpino (FR)


Con un triplo carpiato ci ritroviamo invece in provincia di Napoli, a Marigliano e l’occasione (ancora una volta persa) è quella della Sagra della melanzana.

Saremmo dovuti essere alla 16° edizione per una festa rinomata particolarmente per le sue pietanze gustose dove la protagonista è la melanzana.
Non solo parmigiana però, nelle ultime edizioni si era fatto notare il “cuzzetiello“, un tozzo di pane ripieno di sugo e polpette…

Orecchiette a Marigliano (NA)
– Signora locale benedice un esercito di orecchiette, Marigliano (NA)


Per ultimo celebriamo invece un altro piatto povero come la cicerchia, è la panorra.

Ad Amorosi (BN) si è deciso giustamente di celebrare questo piatto di umilissime origine frutto di ingredienti locali.

Che cos’è la panorra?
E’ un piatto che si può definire “di recupero” a base di pane raffermo “amorosino”, fagioli, verdure, aglio, peperoncino ed olio extravergine di oliva.

Durante la Sagra della Panorra oltre il piatto forte anche altre pietanze locali, canti e balli e naturalmente vino.

Panorra ad Amorosi (BN)
– La panorra, piatto povero amorosino


– Falco

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Campania BeerFest – Baronissi (SA) – 2019

Campania BeerFest – Baronissi (SA) – 2019

Macchinata inedita de Il trono di Sagre per questo Campania Beerfest – Baronissi, una manifestazione sulla birra ormai tra le più importanti e rinomate dell’estate alla quale tempo fa sono già stato e che sono curioso di visitare nuovamente per accertarne l’evoluzione.

L’impegno mostrato anche sui social da parte dell’organizzazione è notevole, l’impressione è quella che il tutto sia molto cresciuto e sviluppato. Andiamo a vedere.

Pasta al sugo e basilico accompagnata da una birra artigianale
– Il festival mette a disposizione varie scelte, tutte abbinabili con la birra


L’inganno del parcheggio


A cominciare dal parcheggio sorgono dei problemi, lo spiazzo in cui ci fermiamo (uno dei 3-4 disponibili) è a pagamento, 2 € a macchina. Il problema qual è?

E’ che in uno spazio che occuperà centinaia di macchine (fatevi 2 conti in termini di dindini) non si sono presi manco la briga di tagliare le erbacce, insomma il classico servizio all’italiana dove ti viene chiesto di pagare perchè figurati se qualcosa te la concedono gratis però poi il servizio garantito non è minimamente all’altezza.

Se fanno 2 gocce di pioggia dite addio alle vostre scarpe, se siete ragazze e portate dei tacchi fatevi portare il panino direttamente nel pantano, perchè non ne uscirete.
Un amico parcheggiando ha disegnato dei nuovi cerchi nel grano, forse è ancora lì.

Che ci vuole a passà un tagliaerba? Ci sono altri 5 giorni di manifestazione, direi che è il caso di rimediare.

EDIT: Attenzione! Ci segnalano che la zona parcheggio subito alle spalle dell’Evento non è una di quelle messe a disposizione dagli organizzatori, le quali sono pulite e gratuite.
Evitatela a tutti i costi.


Una girandola di stand e gettoni


FINALMENTE entriamo tra i vari stand.
Si nota subito che ce ne sono molti di più rispetto alla volta scorsa, mi fa piacere, vuol dire che il tutto è molto cresciuto.

Non noto purtroppo lo stand centrale che si occupava della parte più casereccia dell’evento (ricordo gran bei fusilli/cavatelli al sugo) poichè presumibilmente si è deciso di puntare su una veste totalmente nuova, difatti da nessuna parte si legge (giustamente) che questa vuol essere una sagra.

Cambiamo gli euro in gettoni (1 a 1 il cambio) e ci lanciamo in questo vortice di centinaia di scelte suddivise per un totale di una 20/30ina di stand non prima di aver aggredito un tavolo e averne fatto il nostro campo base.

Controllare tutto il cibo per scegliere in modo oculato non è granchè fattibile, c’è veramente troppa scelta, bisogna buttarsi un pò a caso su ciò che man mano ti ispira.

Calamarata, ziti e fusilli al sugo
– Il tris di pasta non ci convince appieno


Take, eat, repeat


Al primo giro prendiamo qualche batosta.

Prendiamo tre tipi di pasta: uno zito alla genovese, uno spaghetto con pomodorini e basilico e una calamarata olio e alici (6€ a piatto), poi assaggiamo le salsicce di maialino nero (4€ a piatto, per un totale di 2€ a salsiccia, tralaltro manco intera 😂) e diverse birre (prezzo standard 3€ per il bicchiere grande e 2€ per il piccolo).

Corvo osserva i piatti, mi guarda e mi fa “Cioè praticamente ci siamo già ripuliti?

In effetti è così, il prezzo della birra ci sta tutto, poichè parliamo di birra artigianale alla spina, di persone che hanno dovuto portarsi dietro tutto l’ambaradan da tutta la Campania e che sicuramente hanno dovuto sostenere tutta una serie di costi, quindi è lecito (il bicchiere grande è da 33 cl circa). Sul resto ci stiamo un pò meno…

6€ a piatto di pasta in un contesto che non sia quello tendente ad una ristorazione effettiva è un pò tanto.
Anche perchè in quella situazione puoi garantirmi una pasta perfettamente al dente? Perfettamente condita? Con porzioni tutte uguali? Ve lo dico io, no.

E difatti la pasta (nonostante sia approvata) a volte è un pochino indietro di sale e a volte è un pò scotta.
Tutte cose lecitissime quando devi cucinare per 100, 200, 300 persone, allora però cala un pò sto prezzo 😅

Sulla (mezza) salsiccia a 2 € il pezzo voglio solo sorvolare.

Polpette fritte al Campania Beer Fest di Baronissi (SA)
– La scelta presso gli stand è pressochè infinita


The second raid


Facciamo un brainstorming avendo ancora fame e ci ributtiamo all’attacco stavolta con un pò più di discernimento.

Con l’esperienza dei morti di fame che da sempre ci accompagna io e il Sig. Corvo puntiamo il paninazzo unto delle Specialità Bavaresi, che poi grezzo non è dato che alle spalle c’è un signor maiale cotto talmente lentamente che è diventato soffice come burro.

Lo farciamo stile stadio e finalmente al prezzo di 5€ ci ritroviamo felici tra le mani una sfasela di 40 cm di panino. Assafà.

Tralaltro al primo morso ho un felice flashback, lo presi anche anni fa, è rimasto lo stesso, adoro le conferme.

Poi a caso: Caciocavallo impiccato (standard), Pizza Fritta dell’amico che è uscito dal campo di segale del parcheggio (buona e approvata !) Churros (buoni) e altra birra.

Finalmente rasentiamo la sazietà e ci possiamo cominciare a fermare, anche se qualcuno ha adocchiato qualche zeppola calda fumante (e a dir la verità anche i bei cappelli a forma di birrone).

L'amato paninazzo al maiale, al Campania Beer Fest
– La sfasela


In conclusione


In conclusione…fa piacere che l’evento sia cresciuto, posso solo immaginare il lavoro che c’è dietro per organizzarsi con tutte queste attività differenti, sarà un bel casino, però qualche prezzo è un pò sballato.

Se un consiglio posso dare, lo darò a voi utenti: Andate, andate con l’idea di provare la birra (EBBEH), il tema della serata è quello, stilate un budget e quando avete fame o dovrete arginare il luppolo vi farete due conti e assalterete qualche stand che vi ispira, perchè se andate con la voglia di assaggiucchiare qui e lì o siete in 15 o ci vorrà ben più di quanto immaginiate.


Falco


La pagina degli organizzatori:

Campania BeerFest


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Recensioni

Festa della cipolla – Vatolla (SA) – 2018

Festa della cipolla – Vatolla (SA) – 2018


Ci sono luoghi che sanno già di sfida, uno di questi è Vatolla e la sua “Festa della cipolla“, che sapore ci avrà lasciato in bocca?

Il nuovo resoconto lungo di Falco.

– Un raviolo galeotto tra i tagliolini


Il viaggio per la sagra è la sagra stessa


Si parte con un inguaribile ottimismo e col sole che ancora deve abbandonarci, sono le 20:15, il panorama è rosa, la lungomare allarga i suoi confini non potati e il pagliericcio oscilla al vento mentre nell’auto una tromba d’aria formata da 4 finestrini aperti si mescola cacofonica a RadioItalia Anni60 a tutto volume con Gianni Morandi che sembra stia cantando una versione grunge rock di “Scende la pioggia”.

L’orario è tattico, quando si va ad una sagra lontana è un pò come fare una partenza intelligente, non devi arrivare stremato, o anche se ci arrivi devi avere il tempo di riprenderti.

Arrivare a Vatolla non è particolarmente difficile, anche se quando cominci a incrociare nomi da Contea (tipo Perdifumo) sparisce ogni minima indicazione, quindi è meglio se ti parti con le idee un minimo chiare.

In men che non si dica (50 pimpanti minuti) un segnale indica un baratro sulla mia destra, c’è scritto Vatolla.
Eppure un altro (il primo trovato) mi dice che la “Festa della cipolla” è dal lato opposto, un consapevole sorriso preisterico si dipinge sul mio volto.

Sappiate che se non dovete affrontare un tot di tornanti, ripide salite, almeno 2-3 inversioni e non arrivate alla soglia della disperazione allora la sagra non merita così tanto, il viaggio per la sagra è la sagra stessa.

– Lo spiedo di pizzelle di cipolla



Questa presunta deviazione, nella quale non compare più nessun altro cartello, dura un bel pò.
Ci sono più volpi e crepacci che segnaletica ma fortunatamente arriviamo alle pendici di una ripida salita dall’alto della quale Messner fa segno di lasciar perdere, ma noi si insiste.

Grazie ai principi base della fisica adottati da Elon Musk con SpaceX arriviamo al parcheggio nel campo sportivo, che si trova per comodità ancora più in alto, costruito secondo il principio del vantaggio tattico che Vatolla condivide con La Paz di prevalere sugli avversari tramite il debito d’ossigeno.

Parcheggiamo all’interno (1.50) e aspettiamo la navetta (aggratis) mentre un tipo parte con un comizio sul presunto broglio dell’euro e cinquanta.
Se ne lamenterà per tutto il tempo, navetta compresa.

– La pizza di cipolla di Vatolla


Il fascino di una festa anni 50′


Finalmente siamo all’ingresso della festa, un simpatico ragazzotto ci illustra come funziona il tutto:
“Ehm, in pratica vai dritto e ci sono degli stand”.
No, non è vero, è stato simpatico e disponibile, diamogliene atto.

A Vatolla bisogna cambiare i soldi prendendo dei coupon che si chiamano Cipollotti.
Hanno il valore di 1.10 cadauno, quasi tutto costa 2 cipollotti, tranne vino, acqua e dolcini.
Comincia il tour gastronomico.

Innanzitutto devo dire che Vatolla si presenta acchittata con gusto. Mi da l’idea di una festa di paese anni 50, sobria, essenziale, semplice ma elegante, sicuramente qualche borgo più grande dovrebbe prendere esempio.

Dai balconi cascano vigne e per le strade di fronte gli stand sono sistemati giacigli di paglia dove ci si può sedere, l’aria è fresca e non c’è folla, si sta bene.

– Il borgo di Vatolla in tutto il suo splendore per la Festa della Cipolla


Le postazioni del cibo


Postazione 1: Incontriamo le pizzelle di cipolla.

Ora, sappiamo che fare le frittelle per 200 persone è tutto tranne che facile, spesso risultano gommose e troppo piene, invece a Vatolla sono delicate, spumose il giusto.
La cipolla è presente ma non eccessiva, con 2 cipollotti (2 euro e 20) ne prendiamo uno spiedo da 4, sono grandi quanto palline da tennis, ci sta!

Manco 1 minuto e aggredisco anche la cipolla gratinata (andava in coppia con la zuppa volendo) con (poca) pancetta, carina.

E’ molto buona invece la pizza, ovviamente di cipolla.
Viene presentata come cilentana ma in realtà è la classica pizza “salernitana”, anche se l’impasto è bello morbido, l’ho gradita molto (per 2 cipollotti 1/4 di pizza)

Si continua con due pezzi forti: I tagliolini alla cipolla (fatta come una sorta di genovese) e i raviolini.
Suppongo che siano fatti in casa perchè sono molto gustosi, i ravioli ottimi!

Come secondo scelgo lo spezzatino di carne e cipolla (giustamente) ed è morbidissimo e infine il dolce, che ripulisce il palato con la sua morbidezza e zuccherosità.

– Spezzatino di carne e cipolla


Vatolla convince


Ho dovuto tagliar un pò corto altrimenti il resoconto sarebbe stato infinito ma Vatolla ha la mia piena approvazione.

Il centro storico è esaltato da un piazzamento strategico delle luci, è piacevole mangiare e andare in giro a guardarsi intorno, hanno avuto la saggezza di distribuire gli stand per il paese, cosa che adoro, e inoltre è possibile visitare anche alcuni palazzi storici come Palazzo Vargas.
Il cibo era ottimo e il prezzo tutto sommato giusto.

Abbiamo cambiato 20 euro e abbiamo mangiato tutto (diviso 2), in apparenza alcune cose sembrano convenire più di altre ma per me a volte conta più lo sfizio dell’assaggiare tutto che neanche il riempirmi troppo.

Unica nota stonata, che devo sottolineare…il vino costa 1 cipollotto, cioè 1 euro e 10, per un bicchiere minuscolo, troppo, troppo. Per quella cifra almeno 2 bicchieri dovrebbero saltar fuori.

Ah c’era anche la frittata di cipolle, ma non ho fatto in tempo a fotografarla, magnata SUBITO.
Vatolla? Promossa, promossa, promossa.

Al ritorno i carabinieri avevano bloccato tutta la statale, ci ho messo 1 ora e mezza a tornare a casa. Menomale che il sapore della cipolla non ha mai abbandonato la mia bocca tenendomi compagnia.

– I cipollotti, la valuta in uso alla Festa della cipolla


La pagina degli organizzatori:

La Cipolla di Vatolla


Scopri il post originale su FB!

– La parte 1 del racconto della Festa della cipolla di Vatolla
– La parte 2 del racconto della Festa della cipolla di Vatolla


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