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La Sagra di Liberi, dallo gnocco al churrasco in 20 appuntamenti mangerecci!

La Sagra di Liberi, dallo gnocco al churrasco in 20 appuntamenti mangerecci!


In un panorama estivo 2021 di sagre ancora sonnecchianti qualcuno ha deciso che era il momento di darsi una svegliata e mettersi in gioco. E’ la Sagra di Liberi, un appuntamento praticamente trimestrale che abbraccia giugno, luglio e agosto con specialità di ogni tipo.

– La Sagra di Liberi si tiene in un ampia area verde attrezzata


I 10 appuntamenti della Sagra di Liberi


Per ben 10 weekend, per un totale di 20 giornate di godimento, a Liberi, in provincia di Caserta, andrà in scena un vasto calendario di appuntamenti culinari variegati. In una rilassante cornice di verde, in un ampio parco nei pressi della cittadina, potrete trovare:


Il Trono chiede, gli organizzatori rispondono


Abbiamo fatto qualche domanda agli organizzatori, per tastare un po’ il polso della manifestazione.

Ciao Angela, la Sagra di Liberi è una delle poche che per ora ha rinnovato il suo appuntamento annuale, a dispetto della pandemia “appena passata”, non vi siete lasciati scoraggiare. Cosa vi ha convinto a tenere la sagra?

“Ci ha convinto la voglia di tenere vive le tradizioni, vivo il paese e soprattutto dopo questo periodo semplicemente la voglia di stare insieme…”

Gli “impedimenti” e le limitazioni imposte per qualche organizzatore sembrano insormontabili. Cosa si può dire per invogliare anche le altre feste e sagre a non perdere anche l’estate 2021? E allo stesso tempo, per rassicurare gli avventori che si affacciano al vostro evento?

“Si può dire che nulla è impossibile se si crede in ciò che si fa…mai perdere la determinazione e la voglia di mettersi in gioco, il resto poi viene da solo…agli appassionati dei nostri eventi diciamo di stare tranquilli perché saranno adottate tutte le misure di sicurezza, abbiamo un vasto spazio all’aperto che riesce ad ospitare migliaia di persone…ma la cosa più importante da dire e da sottolineare mille volte è che siamo un paese COVID FREE”

La Sagra di Liberi è abbastanza unica: segue un lungo calendario (praticamente tutta l’estate!) ed ogni weekend propone una specialità sia tradizionale che non (dalla pancetta alla zingara al churrasco). Come mai avete scelto questa modalità? E quale vi sembra sia la giornata più attesa e apprezzata dai vostri affezionati?

“Abbiamo scelto un programma così variegato per poter accontentare sia il tradizionalista che non rinuncerebbe per niente al mondo alla tradizione e alla semplicità e sia chi è sempre pronto a cambiare, in attesa di continue novità…la giornata nella quale ci aspettiamo più affluenza è quella dedicata al nostro maialino casertano e all’ intramontabile caciocavallo impiccato, al quale non si può rinunciare per niente al mondo”

Ufficialmente vi chiamate “Sagra” ma a tutti gli effetti questo è un food festival, a quale delle due realtà sentite di appartenere di più? Ci saranno altre evoluzioni sul sentiero della Liberi del futuro? Come ad esempio musica e spettacoli…

“Bella domanda…ci chiamiamo sagra per tradizione, una tradizione che va avanti da quasi 30 anni e a cui ci sentiamo di appartenere…poi come ti dicevo le tradizioni si possono evolvere e magari, come dici, tu trasformare in un festival dove la tradizione lascia spazio all’innovazione. Sicuramente ci saranno altre evoluzioni sul nostro sentiero perché sono proprio quest’ultime che fanno crescere e mantenere la presa con i tempi difficili in cui ci troviamo ad agire…”


Evento e link utili


Di seguito potete trovare il nostro evento FB che vi terrà aggiornati su tutte le evoluzioni della Sagra di Liberi e una serie di link utili. Seguiteci per restare sempre aggiornati su tutti gli eventi e le sagre del panorama del sud Italia!

Campania BeerFest – Baronissi (SA) – 2019

Campania BeerFest – Baronissi (SA) – 2019

Macchinata inedita de Il trono di Sagre per questo Campania Beerfest – Baronissi, una manifestazione sulla birra ormai tra le più importanti e rinomate dell’estate alla quale tempo fa sono già stato e che sono curioso di visitare nuovamente per accertarne l’evoluzione.

L’impegno mostrato anche sui social da parte dell’organizzazione è notevole, l’impressione è quella che il tutto sia molto cresciuto e sviluppato. Andiamo a vedere.

Pasta al sugo e basilico accompagnata da una birra artigianale
– Il festival mette a disposizione varie scelte, tutte abbinabili con la birra


L’inganno del parcheggio


A cominciare dal parcheggio sorgono dei problemi, lo spiazzo in cui ci fermiamo (uno dei 3-4 disponibili) è a pagamento, 2 € a macchina. Il problema qual è?

E’ che in uno spazio che occuperà centinaia di macchine (fatevi 2 conti in termini di dindini) non si sono presi manco la briga di tagliare le erbacce, insomma il classico servizio all’italiana dove ti viene chiesto di pagare perchè figurati se qualcosa te la concedono gratis però poi il servizio garantito non è minimamente all’altezza.

Se fanno 2 gocce di pioggia dite addio alle vostre scarpe, se siete ragazze e portate dei tacchi fatevi portare il panino direttamente nel pantano, perchè non ne uscirete.
Un amico parcheggiando ha disegnato dei nuovi cerchi nel grano, forse è ancora lì.

Che ci vuole a passà un tagliaerba? Ci sono altri 5 giorni di manifestazione, direi che è il caso di rimediare.

EDIT: Attenzione! Ci segnalano che la zona parcheggio subito alle spalle dell’Evento non è una di quelle messe a disposizione dagli organizzatori, le quali sono pulite e gratuite.
Evitatela a tutti i costi.


Una girandola di stand e gettoni


FINALMENTE entriamo tra i vari stand.
Si nota subito che ce ne sono molti di più rispetto alla volta scorsa, mi fa piacere, vuol dire che il tutto è molto cresciuto.

Non noto purtroppo lo stand centrale che si occupava della parte più casereccia dell’evento (ricordo gran bei fusilli/cavatelli al sugo) poichè presumibilmente si è deciso di puntare su una veste totalmente nuova, difatti da nessuna parte si legge (giustamente) che questa vuol essere una sagra.

Cambiamo gli euro in gettoni (1 a 1 il cambio) e ci lanciamo in questo vortice di centinaia di scelte suddivise per un totale di una 20/30ina di stand non prima di aver aggredito un tavolo e averne fatto il nostro campo base.

Controllare tutto il cibo per scegliere in modo oculato non è granchè fattibile, c’è veramente troppa scelta, bisogna buttarsi un pò a caso su ciò che man mano ti ispira.

Calamarata, ziti e fusilli al sugo
– Il tris di pasta non ci convince appieno


Take, eat, repeat


Al primo giro prendiamo qualche batosta.

Prendiamo tre tipi di pasta: uno zito alla genovese, uno spaghetto con pomodorini e basilico e una calamarata olio e alici (6€ a piatto), poi assaggiamo le salsicce di maialino nero (4€ a piatto, per un totale di 2€ a salsiccia, tralaltro manco intera 😂) e diverse birre (prezzo standard 3€ per il bicchiere grande e 2€ per il piccolo).

Corvo osserva i piatti, mi guarda e mi fa “Cioè praticamente ci siamo già ripuliti?

In effetti è così, il prezzo della birra ci sta tutto, poichè parliamo di birra artigianale alla spina, di persone che hanno dovuto portarsi dietro tutto l’ambaradan da tutta la Campania e che sicuramente hanno dovuto sostenere tutta una serie di costi, quindi è lecito (il bicchiere grande è da 33 cl circa). Sul resto ci stiamo un pò meno…

6€ a piatto di pasta in un contesto che non sia quello tendente ad una ristorazione effettiva è un pò tanto.
Anche perchè in quella situazione puoi garantirmi una pasta perfettamente al dente? Perfettamente condita? Con porzioni tutte uguali? Ve lo dico io, no.

E difatti la pasta (nonostante sia approvata) a volte è un pochino indietro di sale e a volte è un pò scotta.
Tutte cose lecitissime quando devi cucinare per 100, 200, 300 persone, allora però cala un pò sto prezzo 😅

Sulla (mezza) salsiccia a 2 € il pezzo voglio solo sorvolare.

Polpette fritte al Campania Beer Fest di Baronissi (SA)
– La scelta presso gli stand è pressochè infinita


The second raid


Facciamo un brainstorming avendo ancora fame e ci ributtiamo all’attacco stavolta con un pò più di discernimento.

Con l’esperienza dei morti di fame che da sempre ci accompagna io e il Sig. Corvo puntiamo il paninazzo unto delle Specialità Bavaresi, che poi grezzo non è dato che alle spalle c’è un signor maiale cotto talmente lentamente che è diventato soffice come burro.

Lo farciamo stile stadio e finalmente al prezzo di 5€ ci ritroviamo felici tra le mani una sfasela di 40 cm di panino. Assafà.

Tralaltro al primo morso ho un felice flashback, lo presi anche anni fa, è rimasto lo stesso, adoro le conferme.

Poi a caso: Caciocavallo impiccato (standard), Pizza Fritta dell’amico che è uscito dal campo di segale del parcheggio (buona e approvata !) Churros (buoni) e altra birra.

Finalmente rasentiamo la sazietà e ci possiamo cominciare a fermare, anche se qualcuno ha adocchiato qualche zeppola calda fumante (e a dir la verità anche i bei cappelli a forma di birrone).

L'amato paninazzo al maiale, al Campania Beer Fest
– La sfasela


In conclusione


In conclusione…fa piacere che l’evento sia cresciuto, posso solo immaginare il lavoro che c’è dietro per organizzarsi con tutte queste attività differenti, sarà un bel casino, però qualche prezzo è un pò sballato.

Se un consiglio posso dare, lo darò a voi utenti: Andate, andate con l’idea di provare la birra (EBBEH), il tema della serata è quello, stilate un budget e quando avete fame o dovrete arginare il luppolo vi farete due conti e assalterete qualche stand che vi ispira, perchè se andate con la voglia di assaggiucchiare qui e lì o siete in 15 o ci vorrà ben più di quanto immaginiate.


Falco


La pagina degli organizzatori:

Campania BeerFest


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– La recensione originale pubblicata su FB


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