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Festa della fragola – Parete (CE) – 2024

Festa della fragola – Parete (CE) – 2024


Dal 10 al 12 Maggio, a Parete, in provincia di Caserta, il prodotto più amato viene celebrato anche quest’anno in una tre giorni che sa un po’ di punto di svolta nella storia di questo evento.
Ancora una volta l’Associazione La Tenda, che ha costruito praticamente da zero questa iniziativa, stravolge, crede e rilancia la fragola di Parete in una nuova versione della Festa della fragola.


Festa della fragola, le novità


Balza subito all’occhio il cambio di posizione. Ci spostiamo dal corso del centro storico alla Villa Comunale di recente costituzione. Benchè l’idea di rivalutare e rianimare i vicoli del centro fosse un’ammirevole ambizione di partenza non si può non notare come gli spazi verdi della villetta incastonino naturalmente la Festa della fragola. Il verde delle aiuole finemente rasate, il bianco dei vialetti che geometricamente la costringono, qualche albero e un tramonto complice creano una naturale atmosfera sia moderna e attuale, sia legata in qualche modo al rurale.

Una piccola oasi nel cuore di Parete, così come la fragola è nel cuore dei paretani.


Quest’anno, oltre alle solite iniziative che hanno coinvolto le scuole (potrete facilmente osservare tutti i disegni a tema fragola che costeggiano i piccoli stand ad essi dedicati), c’è da segnalare l’ammirevole progetto del Passaporto della fragola.

Il progetto, realizzato dai brillanti ragazzi del Liceo Scientifico E. Fermi di Parete, è una tracciabilità digitale, fondata sul meccanismo della blockchain. Una serie di processi catalogati e documentati. Legati ad ogni passaggio, dalla semina al raccolto, liberamente consultabili tramite una catena di QRCODE. Visualizzabili appunto sul sito e, perché no, sulla confezione del prodotto. Quando è stato raccolto? Che processi ha subito? Qual è il numero del lotto? Si può risalire a tutto, concedendo all’azienda agricola che sposa il progetto il vanto di mostrare tutta l’etica del proprio lavoro.


Oltre il Passaporto della fragola è stata realizzata anche una serra visitabile che mostra l’innovativa tecnica di raccolta sopraelevata, la quale permette al raccoglitore addetto un lavoro molto meno estenuante. Progetto innovativo portato avanti anche negli anni scorsi atto anche a combattere lo sfruttamento sul lavoro e il caporalato.


Festa della fragola, stand e menu


Quest’anno a comporre il menu per la Festa della fragola sarà lo chef Nicola Venditto, che troviamo ben felice, mentre ci racconta come sono state ideate le portate, e orgoglioso di dare una mano ai ragazzi dell’associazione e alla città di Parete, in questa lodevole iniziativa.

Il menu di quest’anno è così composto: Medaglione di pasta con ricotta di bufala DOP, frigoli di salsiccia paretana, coriandoli di fragola e fonduta di caciocavallo podolico. A seguire, Guancia di nero casertano cotto a bassa temperatura, con composta di fragole, salsa al pecorino e cipolla rossa caramellata. In alternativa come secondo c’è anche il Manzo Burger, un hamburger di manzo con mozzarella affumicata e insalata.


La passeggiata gastronomica si conclude con un dessert, una cheesecake alla fragola con gel al limone e crumble alla curcuma.

Un menu del genere crea molte aspettative e difatti all’apertura degli stand la grande partecipazione di quest’anno crea un’iniziale attesa al reparto operativo.

Perfino i Manzo Burger, ideati per dare un’alternativa al secondo più impegnato e magari anche per snellire le richieste in cucina, vengono presi d’assalto. Ci sembra di udire di 500 panini cancellati dal piano dell’esistenza in uno schiocco di dita (not Thanos related).


A conti fatti si consiglia di recarsi agli stand in modo diluito e, sembrerà ingenuo dirlo, non nelle ore di punta. Per fortuna Luigi Verrengia, uno dei volti dell’Associazione La Tenda, che ormai dopo anni di collaborazioni insieme ci conosce benissimo, ci tiene a rimpinzarci di birra per rendere più leggermente agrumata l’attesa.

La birra, ottima, è del birrificio artigianale Carogna, che presenta tre scelte: Bionda, Ambrata e Rossa.
Rossa come è anche la birra alla fragola, disponibile allo spillatore confinante, e rossa come il vino, altra alternativa sempre disponibile.


Festa della fragola, atmosfera e show


Mentre la fila scorre, il giorno lascia spazio alla sera e anche in questo caso la Villa Comunale riesce a rendersi cornice ideale. Le piccole accortezze ideate dal comitato organizzativo come giochi di luce tra le fronde degli alberi e serpentine di lucine sul tronco, aiutano a rilassarsi, in un weekend che concede anche delle gradevoli temperature per la prima volta adeguate al mese in corso.


Mentre ci accomodiamo per gustare il menu parte anche lo spettacolo di Gigi & Ross, accompagnati da Enzo Fischetti. Saranno loro gli ospiti del sabato sera mentre la domenica toccherà agli Arteteca.

Il menu, in ogni caso, è ottimo.
Del primo ho apprezzato l’abbondanza e la consistenza vellutata della ricotta, che al suo interno nascondeva queste piccole gemme di salsiccia, le quali, della stessa grandezza delle fragoline, creavano un gioco di attese e sapori differenti ad ogni forchettata.


Per quanto riguarda il secondo, nonostante parliamo di un taglio di carne delicato, che andrebbe gustato immediatamente, ritroviamo comunque una particolare tenerezza nonostante tutto l’inevitabile tempo perso a fare riprese, foto e stories. Alla morbidezza delle carni si aggiunge il sapore della salsa al pecorino e le cipolle caramellate…



Ovviamente buono anche il dolce, la parte formaggesca della cheesecake al bicchiere riempie la bocca e soddisfa il palato, la naturale bontà della fragola parietina, in cima al dessert, fa il resto.


Opinioni e considerazioni


Per quest’edizione si può parlare solamente di gradevoli problemi d’abbondanza. Dopo tre anni nei quali abbiamo un po’ camminato insieme con La Tenda (o meglio, loro hanno sgobbato e noi riportato e degustato) ci fa piacere vedere come quella che tempo fa poteva essere considerata solo una piccola festa oggi compie decisi passi verso qualcosa di più.

Non è mai mancata l’ambizione, magari al limite i fondi e un po’ di collaborazione. La presenza dell’amministrazione comunale, che ci ha anche tenuto a esprimere il suo supporto all’iniziativa, ci fa ben sperare per il futuro. La partecipazione, grande, del pubblico è anche sintomo di questo lavoro svolto insieme, da noi e dalle parti coinvolte. Conoscendo tutti i retroscena e il lavoro di quelli che sono a tutti gli effetti volontari…non può farci che piacere.

– 12 Maggio ultimo giorno! Clicca sull’immagine per collegarti all’evento ufficiale!
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Falco

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Festa del carciofo di Paestum IGP – Gromola di Capaccio-Paestum (SA) – 2024

Festa del carciofo di Paestum IGP – Gromola di Capaccio-Paestum (SA) – 2024


La 16° edizione della Festa del carciofo di Paestum IGP, che si tiene al solito a Gromola di Capaccio-Paestum (SA) si fa trovare pronta, nonostante il maltempo, ad accogliere i tanti appassionati che in maniera sempre crescente invadono lo spiazzo della chiesa che ospita l’evento.

Festa del carciofo di Paestum IGP, cortile


Festa del carciofo di Paestum IGP, le date e il programma


La Festa del carciofo di Paestum IGP 2024 presenta una data in più rispetto al solito programma, partendo dal 24 Aprile con la serata inaugurale e continuando imperterrita fino al 1 Maggio. La moltitudine di date permette di approfittare del lungo ponte del 1 Maggio ma anche a far fronte al tempo avverso che ha reso problematica proprio la serata inaugurale del 24 sera.

Nonostante le incertezze climatiche, e dopo 2 giorni di pioggia, ben 9.000 persone hanno risposto “Presente” la sera di Giovedì 25, facendo segnare un nuovo record di presenze all’evento.

Festa del carciofo di Paestum IGP, Volontari

Oltre naturalmente il vasto menu, che contraddistingue la festa, è presente al solito un programma musicale che va dal karaoke alla musica tradizionale, con gli Anima Partenopea, i Sibbenga Sunamo e naturalmente Gigione, che è un affezionato appuntamento fisso fin dalla prima edizione dell’evento, ed è ormai praticamente un personale talismano.


Festa del carciofo di Paestum IGP, il menu


Per quest’edizione 2024 oltre le piccole, solite, accortezze e novità, saranno introdotti nuovi elementi che potrebbero diventare affezionati protagonisti delle edizioni future, come ad esempio il Caciobab (o Kecacio) che riprende la classica forma del kebab inserendo al posto del girevole pezzo di carne…un blocco di formaggio da fondere, aromatizzato al peperone crusco.

La pratica è molto più snella rispetto al metodo classico di preparazione del caciocavallo impiccato ma il gusto è sicuramente ingentilito dalla mancanza della caratteristica affumicatura. Sicuramente interessante, però, la speziatura a base di peperone.


I due tipi di primi presenti saranno anche quest’anno una pennetta e un risotto.
Entrambi ottimi, da segnalare che sono perfettamente al dente (per i miei gusti) e ben bilanciati, con l’avvolgente carciofo e il saporito speck. I primi costano entrambi 6€ e occhio perchè nei momenti più caldi della giornata troverete, per tempi tecnici obbligati, delle file considerevoli!

Al solito, il consiglio è di farvi furbi e arrivare prima o dopo la massa…o semplicemente partire da qualche altro stand nell’attesa che sfolli.


Festa del carciofo di Paestum IGP, il menu pt. 2


Altro piatto forte che si ripropone in scaletta sono i Dorati e fritti, dei cuoricini di carciofo immersi in pastella e fritti a immersione. Snack perfetto da accompagnare con una birra alla spina, sempre al carciofo (oppure ad una classica bionda se non ad un intramontabile vino rosso locale). Mentre per ripulirvi il palato c’è sempre la solita gigantesca fresella con ricottina, pomodori e….carciofo. Ideale, date le sue dimensioni, per la condivisione.


Stand del senza glutine presente con tutte le alternative possibili. Pasta, pizza fritta (al sugo, alla crema di carciofo e alla nutella) e zeppola (tra l’altro ottima, con un dolce retrogusto agrumato!). Mentre allo stand di fronte trovate appaiate le patate fritte realizzate al momento e il più classico dei panini con la salsiccia.


A mio dire la vera star resta il carciofo arrostito. Di fronte a del calore quasi insopportabile gli eroici volontari controllano quasi 700 carciofi in contemporanea, analizzando la cottura foglia per foglia. Farcitura meno aggressiva dello scorso anno, dove ricordo precisamente che il quantitativo di formaggio-pepe-pancetta ci stese (in senso positivo!) ma sempre uno dei miei piatti preferiti dell’intero evento.


Assaltato fino ad esaurimento scorte è lo stand della Fragolata, dove è possibile trovare anche l’amaro al carciofo. Novità di quest’anno anche il gelato, ovviamente gusto carciofo.

Simpatico siparietto che avviene nelle retrovie dove conosciamo le signore che come macchine da guerra falciano e scalpellano qualcosa come 2.000 carciofi al giorno, numeri senza senso!
Sempre simpatici e partecipi tutti gli operatori che giostrandosi tra vento, pioggia o sole a picco saltano, sfriggono, FRIGGONO e mantecano senza sosta. Un grande applauso a loro e alla solita organizzazione puntuale del comitato, tra cui Silvio Marino, che si interfaccia sempre con noi dandoci modo di portarvi tante impressioni di prima mano, direttamente dagli interessati.


Espositori e Sponsor dell’ed. 2024


Come sempre, nell’area che precede il cortile dove si tiene la gremita festa, possiamo trovare stand che espongono prodotti locali (Miele, Olio, Salumi, Formaggi e Taralli) oppure piccola gioielleria artigianale, porcellane, ricami e oggetti da esposizione.

Festa del carciofo di Paestum IGP, TerraOrti


Sponsor principale dell’intero evento rimane come sempre il fedele TerraOrti che con le sue vagonate ci carciofi da modo di tener botta alla grande affluenza di pubblico.

Alleghiamo in calce il menu completo dell’evento e soluzioni locali per chi volesse trattenersi in zona per la notte.

  • Antipasto con prosciutto crudo, bocconcino, ricotta, bruschetta con crema di carciofi e bruschetta con pancetta
  • Risotto con speck e carciofi
  • Penne con speck e carciofi
  • Carciofi arrostiti
  • Carciofi dorati e fritti
  • Carciofo ripieno
  • Fresella con pomodorini, carciofini sott’olio e ricotta di bufala La Contadina
  • Patatine fritte a spirale
  • Pizza fritta con crema di carciofi o con sugo e formaggio
  • Caciobab con crema di carciofo e peperone crusco
  • Panino con salsiccia e crema di carciofi
  • Fragolata
  • Amaro al carciofo
  • Zeppola
  • Yogurt di Bufala La Contadina
  • Caffè

Casa Mare Paestum

Vito +39 388168 1271
Email: info@casamarepaestum.it
Indirizzo: Via Francesco Gregorio 109, 84047 Capaccio Paestum (SA)
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Tra Vasci e Vichi – Castellabate (SA) – 2023

Tra Vasci e Vichi – Castellabate (SA) – 2023


L’associazione PaesanaMente ha istituito la festa popolare Tra Vasci e Vichi ormai 4 edizioni fa, riprendendo un evento simile che coinvolgeva le parti basse del paesino nell’ormai lontano 96′.
L’evento, e l’associazione di conseguenza, si prefiggono di rivalutare e restituire al borgo di Castellabate (SA) anche i suoi vasci (e vichi), appunto, più vetusti e bistrattati.


Tra Vasci e Vichi, la quarta edizione


L’evento muta forma ogni anno, questo perché essendo solamente alla quarta edizione cerca ancora una sua dimensione specifica, ma c’è anche un’altra grossa motivazione.
L’associazione PaesanaMente, di Gabriele Ferro, passa l’intera annata nella parte meno conosciuta della notissima Castellabate (SA), che spesso e volentieri ospita eventi nella sua parte più alta del borgo.

Con tanti volontari che si prestano con entusiasmo vengono ripuliti dei vasci in completo stato di abbandono, in disuso, che spesso poi vengono prestati all’associazione per un edizione dell’evento, prima di essere magari convertiti in locali commerciali o appartamenti, dai reali proprietari.


E’ un lavoro di vero e proprio recupero, fatto completamente gratuito.
Nelle parole di Gabriele Ferro, che ci racconta le motivazioni che hanno spinto questa o quella decisione c’è la pacata rassegnazione adducibile al fatto che il loro lavoro invisibile tenderà man mano a venir soppiantato dal lato secondario eppur più remunerativo della faccenda. Un paese come Castellabate, punto di riferimento nel panorama cilentano rispetto a come è saputo passare in qualche decina d’anni da piccolo borghetto come tanti ad ambita meta di vacanze, eventi mondani etc. non può sicuramente permettersi di lasciare vacanti eventuali ambienti, una volta recuperati.

Il patto non scritto è lasciarli usare per qualche anno all’associazione, per l’evento e non solo, e non tramutarli in progetti che stravolgano completamente il panorama del borgo. Patto che finora ha retto, tra municipalità, associazione e privati.


La disposizione dell’evento


Come spiegavo, dunque, l’evento di anno in anno muta forma, proprio in base a quali locali sono stati risistemati e ripuliti. Quest’anno troviamo una naturale barriera di covoni ad indirizzare il visitatore per una prima serie di scale. L’evento cerca di ricreare una classica passeggiata in un borgo di 100 anni fa, quindi molto spesso vi ritroverete in vicoletti in cui a guidarvi ci sarà solo una fioca lanterna, o una luce soffusa. Ideale per creare atmosfera, meno per noi che dobbiamo riprendere/fotografare!

Le prime postazioni che trovate sono quelle della rumorosa zita, sempre in vena di ballare, accompagnata dal parroco, e di fianco il primo stop gastronomico.
Pizzelle di alici fritte, sempre piacevolmente croccanti e sapide e Sciusciello (con uovo strapazzato, cipolle, pane bagnato).


I vari figuranti sono tutti volontari che operano gratuitamente, con i proventi di tutto che non vanno mai al singolo stand e che sono invece raccolti dall’associazione, che ovviamente si occupa anche delle varie spese. Questi sono poi usati nel corso dell’anno per ripulire altri locali e imbastire un nuovo evento. In un loop condizionato dalla perdita dei locali ripuliti due anni prima (in caso di uso commerciale o privato degli stessi) e in un’infinita rincorsa che non permette di accumulare guadagno ed è promossa soltanto dall’entusiasmo e da una eventuale gran risposta del pubblico, che può veramente smuovere le acque.


Proseguendo abbiamo una lunga scalinata panoramica che permette di ammirare la parte costiera del paese (Santa Maria) con un mare mosso di cui si percepisce l’eco. Per fortuna non c’è la minima traccia di vento e c’è un anomalo tempo mite che permette di passeggiare con serenità.

Lungo la passeggiata, sulla sinistra, sarà possibile osservare la ricostruzione di una tipica casa popolare dell’epoca, con figuranti intenti a tessere e vivere la quotidianità di cento anni prima, e successivamente il ritrovo dei cacciatori, con enorme inquietante cinghiale alle spalle.


Lagane e piazza del mercato


Le lagane fatte in casa (e al momento) sono tra i piatti forti di questa manifestazione, fin da sempre.
Estremamente cremose e abbondanti sono realizzate a vista a favor di pubblico, il quale può poi gustarsele in serena pace di fronte alla vista del mare.


Alle spalle della cucina troviamo un giardino, recuperato dall’associazione qualche anno prima, dove c’è un piccolo zoo campagnolo che funge anche da fattoria didattica, con animali da fattoria e da presepe. Asini, pecore, caprette, e un addetto che fa il formaggio alla vecchia maniera.

Passando oltre, invece, una zona che sembra veramente uscita da Gerusalemme.
Un muro color sabbia diroccato, una palma, casette in legno (occhio, legno vero, non quello delle casette da mercatino!) e mani operose intente a macinare e insaccare salumi, come si faceva una volta.

Appresso, ancora, lo scorcio di una taverna e il sanguinaccio. Antichissimo dolce povero e popolare realizzato con sangue di maiale, cioccolato, spezie e aromi, assolutamente da provare!


In un labirinto naturale passerete poi nello spazio dedicato al mercato ortofrutticolo e la tessitura. Tramite una rampa di scale ritroverete le vecchie scuole e l’intrecciatore di cesti. Si sbuca poi al vecchio ufficio anagrafe, dove potete lasciare la vostra firma in quanto visitatori, e fare una foto in bianco e nero che può essere ritirata, se volete, al costo di 1.000 Lire (1€).

Anche quest’anno la moneta di scambio è proprio il vecchio conio, scambiabile, proprio come fece qualcuno nel 2001, al pari dell’euro.


Vasci e vichi, l’esterna


Una volta all’esterno noterete subito l’angolino dedicato al mulino e alle lavandaie. Fiochi giochi di luce vi condurranno alla Farnata, una polenta arricchita da foglie di broccolo e cipolla lasciata appassire in padella. Piatto assolutamente da condividere, pena il saziarsi immediatamente. Naturalmente il vino lo trovate in quasi tutti gli stand/vasci che si occupano anche di gastronomia, insieme a della musica popolare itinerante.

Di fronte la farnata, miele, fichi ricoperti al cioccolato, impaccati e propoli.
Alla destra, un nascosto sentiero con lucine che conduce alla visita del morto, all’affilacoltelli e alla pizza fritta. Subito dopo, invece ecco lo spazio dedicato alla fotografia e alla sua storica evoluzione (qui potete ritirare la foto fatta prima)


Nella stessa zona, poco più avanti, anche la sfrionzola (carne di maiale soffritta in padella con patate e peperoni, sempre ottima) e il borgo dei pescatori. Addobbato con reti da pesca, assi di legno e salvagenti.

L’antico fabbro e battitore di metalli si occupa invece di fondere anche il caciocavallo. Oltre ciò ci sarà una piccola scena della natività (dopo il 25 Dicembre, naturalmente!) e la rampa di scale che porta al banco del coniatore ed allo spiazzo superiore.


Pizze in teglia e rorgi


Due delizie finali vi attendono tra i covoni. Una è l’ottima pizza realizzata in teglia, forse quello che ci è piaciuto di più quest’anno. Insaporita dai fumi naturali della legna, ricca d’olio, morbida, con sugo e pecorino.


L’altra son i rorgi (o i naspri, in Cilento cambiano nome ogni 2 km), i dolci popolari con la glassa.
Li trovate sotto forma di “ciambella” o con una sorta di morbido pan di spagna. Ottimi in entrambi i modi, assolutamente consigliati anche per la colazione del giorno dopo.


Si conclude così la nostra lunga passeggiata Tra Vasci e Vichi.
E’ stato fondamentale ancora una volta chiacchierare con figuranti e organizzatori per cogliere la vera natura di quest’evento. Solidarietà e senso civico è ciò che smuove il tutto e che spinge associazione, associati ed amici a rimboccarsi ogni volta le maniche, ripulire, sgomberare, costruire e poi disfare. Raccogliendo di volta in volta il necessario per ripartire.

Finiranno un giorno i vasci da ripulire? La longevità dell’evento stesso è minata proprio dall’efficienza del lavoro svolto? Speriamo che crescendo in popolarità di anno in anno sarà proprio il pubblico a dare la forza di continuare e di rinnovarsi, ad un evento che rimane un incredibile risultato. Soprattutto sapendo i retroscena che abbiamo cercato di svelarvi. Speriamo apprezziate, come noi, questo evento natalizio unico nel suo genere.

Clicca per sfogliare tutto il nostro calendario eventi e non perdertene nemmeno uno!


Tra Vasci e Vichi, di PaesanaMente, si svolgerà quest’anno il 22 e 23, 26 e 27 Dicembre, e il 5 e 6 Gennaio, non perdetevelo!


Falco

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Notte re la focalenzia – Castelfranci (AV) – 2023

Notte re la focalenzia – Castelfranci (AV) – 2023


Quest’anno abbiamo raccontato la trilogia degli eventi organizzati dal Comune di Castelfranci (AV) e concludiamo forse con quello più allegro, frizzante, noto ed amato dagli stessi abitanti del posto, la magica Notte re la Focalenzia. L’evento si tiene tipicamente a Dicembre, dal giorno prima dell’Immacolata, il 7 Dicembre, fino al 10.


Una costellazione di pire


Questa volta l’evento si tiene nella piazza principale di Castelfranci, troviamo simpatico e funzionale che i tre eventi (La Notte re la Focalenzia, Fiume DiVino e Le Notti della Maccaronara, in ordine inverso di svolgimento) si tengano in tre posti diversi della cittadina poi non così grande. E’ utile sfruttare tutti gli spazi ed è un modo per valorizzarli.

In questo caso sono stati disposti dei grandi bracieri all’inizio del corso, nel mezzo e alla fine sotto il palco. Una volta accesi tutti i bracieri formano una costellazione che dall’alto ricorda un grappolo d’uva (totally true story). Il braciere più grande è proprio quello sotto il palco, in un’eroica cavalcata a metà tra un tedoforo e l’assedio al Fosso di Helm il sindaco con fiaccola fiammeggiante da alle fiamme l’imponente piramide di legno.


Sono accesi, i falò sono accesi, Castelfranci chiede vino!

Uno dopo l’altro seguono tutti gli altri falò e partono musiche folk e tarantelle (quelle sponda montemarano e compagnia), in un attimo ci sono danze, balli e brindisi sparpagliati per la piazza che comincia finalmente a prendere calore.


Un menu rinfrancante


L’evento ha un’ottima scelta culinaria, innanzitutto il nostro amico, Chef Pasquale Corrado, del ristorante Stella, incontrato già precedentemente agli altri due eventi, ci illustra tutto il parco pietanze che gestirà in questa quattro giorni di falò. Tutti i piatti della tradizione gli sono stati affidati, quindi abbiamo la classica e imperdibile Maccaronara, involtini al sugo, la carne di maiale con peperoni e un gradevolissimo maiale allo spiedo che gira rilassato su se stesso solleticato e rosolato dalle fiamme.


Nonostante sappiamo a memoria peculiarità e sapori di questi piatti che puntualmente Pasquale ci fa assaggiare è impossibile nascondere l’acquolina. Con grande gentilezza Chef Corrado illustra nuovamente le caratteristiche della sua Maccaronara. Sua, perchè è fatta a mano, da lui, come sempre.

La fa danzare, le fa prendere aria (così non si attacca), la scuote e poi la tuffa in acqua.
Con dei tempi tecnici perfetti ed uno sforzo collettivo di tre persone la pasta viene riacciuffata, mescolata col sugo, impiattata e spolverata di formaggio. La Maccaronara ha dalla sua il grande merito della semplicità. E’ tenace, come piace a me, la sua caratteristica forma la rende intrigante al palato, il sugo fa il resto, il formaggio aiuta.


Ci viene preparato un vassoio, sono appena le 20.00, i primi falò sono stati accesi da poco, la musica è partita ma il grosso della gente ancora non c’è. Abbiamo tutto il tempo di fare foto e riprese con calma, e possibilmente anche di mangiare, con calma (spoiler: così non sarà)

Affiancati alla maccaronara ci sono sempre i fedelissimi secondi: la Carne con i peperoni, speciale, resa stuzzicante da un peperone carnoso e dall’aceto, in aggiunta alla carne di maiale tenera e rosolata, e stavolta, in sostituzione al mugliatiello, un leggero e pimpante involtino di cotenna al sugo.


I vini e le cantine di Castelfranci


Al solito tutti gli eventi di Castelfranci organizzati da Comune e Pro Loco hanno l’obiettivo di mettere sul piedistallo i vini locali, delle piccole ma operose cantine della zona. Alla casetta del vino sarà possibile, come sempre, trovare tutte le cantine con il loro prodotto migliore, acquistabile sul posto. Boccella, Colli di Castelfranci, Molettieri, Gambale, Cantine Perillo Gerardo e Azienda Agricola Perillo Michele, Regina Collis, Ricciardi. In particolare tre di queste hanno scelto di averci ospiti durante la nostra visita in paese.


La prima che visitiamo è quella di Antonio Molettieri, che viene attualmente portata avanti e sviluppata dai due figli, i quali nel 2020 hanno dato vita anche all’ottimo Badius, seguito subito dopo dall’Atipico.

Con grande disponibilità ci illustrano i loro prodotti, ci raccontano una vita di sacrifici da parte del padre Antonio, che per qualche minuto ci accompagna all’interno della cantina. All’esterno un carino allestimento con alberi e lucine di Natale, all’interno, per accompagnare il vino, formaggi, salumi e taralli.
A breve saranno disponibili per degustazioni ufficiali, ma se nel frattempo vi interessa una visita amichevole sono sempre a disposizione.


Subito dopo ci rechiamo da Antonio Gambale. Antonio ha raccolto l’eredità e il mestiere della moglie e ha continuato a sviluppare la loro reciproca passione. E’ anche uno dei pochi che in zona produce un bianco, il Fiano. Se avete seguito in pagina FB Il Trono di Sagre ricorderete che l’avevamo anche accostato idealmente ad un formaggio con sentori di arancia candita, di Alta Mangiuria.

Antonio, anch’esso con grande gentilezza ci mostra tutto il suo lavoro, che conduce da solo visto che i figli sono ancora minorenni. Come potete ben immaginare il tutto richiede uno sforzo e una dedizione immane.


La terza cantina che visitiamo è quella della Azienda Agricola Boccella, una delle più grandi del comune.
L’Azienda Agricola Boccella produce diverse etichette, è fornita di due fantastiche botti di ultima generazione che aiutano il vino a mantenere il suo stato, in modo inalterato, prima dell’imbottigliamento.
Di fronte le botti, due gigantesche anfore in ceramica. Ai Boccella piace sperimentare, quest’anno hanno tirato fuori il Rosatt, un rosato che fa il verso al loro noto Rasott, prodotto probabilmente di punta della cantina. Non vediamo dunque l’ora di vedere cosa tireranno fuori dalle anfore! Speriamo un bel bianco…


Tutte le altre, invece, le trovate allo stand apposito in tutti i giorni della festa.


Una vasta scelta gastronomica…


Avete presente tutto il menu tipicamente locale che abbiamo elencato prima? Non è l’unica scelta, stavolta al classico si accosta il moderno. In ordine sparso abbiamo dei cuzzetielli alle polpette al sugo o volendo, in bianco, alla genovese. Due cuzzetielli caldi e profumati che potete ritirare al volo e gustare camminando.


Ancora, volendo, un piccolo tagliere di salumi e formaggi con frittatina al seguito oppure una bruschettona con uovo fritto e tartufo. Sempre gradito è il caciocavallo impiccato, degli Amici del Caciocavallo.


Due parole da spendere per Golopork, che producono un ottimo pulled pork dal fascino e sentori che travalicano i confini puramente provinciali. Non ce ne voglia l’Irpinia, ma qui si gusta tutto il fascino del nuovo continente. Molto gentilmente ci preparano il loro cavallo di battaglia, bello farcito del sopracitato pulled pork, con bacon, salse, patate al forno (rosolate alla perfezione, quanto adoro le patate al forno…) e provola, in un pane morbidissimo a mò di pita. Una favola. E’ stato estremamente difficile rimanere professionali e attendere di fare foto e video, prima di gustarlo. Consigliato.


Ah, in tema di pork…altra chicca di Chef Corrado è il maiale allo spiedo. Tenerissimo, che ve lo diciamo a fare? Ve lo consigliamo in un piattino, con fettina di pane bianco, accompagnato stavolta ad un’ottima birra alla spina (3,50€ prezzo FENOMENALE!).


Ancora pork, e ancora carne, questo particolarissimo stand produce pizze fritte da farcire, o paninetti, con salsine, salsiccia sminuzzata e tocchetti di carne. Aspetto favoloso, purtroppo sono nel pieno del caos quando andiamo a trovarli e non hanno il tempo di raccontarci la loro storia. Occhio e profumo però dicono…provateli!


Il fascino della Notte re la focalenzia…


Questa festa mi ha messo di buonumore. Tutti gli eventi di Castelfranci sono simpatici perché abbiamo sempre incontrato molta disponibilità e gentilezza (quasi ovunque) ma stavolta ho trovato il fascino della festa di paese classica, quella senza fronzoli, quella che c’è sempre stata e che sempre ci sarà, unita alla bellezza immortale del fuoco e delle fiamme, a braccetto con il menu della tradizione, quello che ti commuove e ti fa pensare al Natale, unito, ancora, a proposte moderne e di ottimo livello, a prezzi giustificati.

Ce n’è per tutte le tasche e tutte le voglie. Sentiti complimenti all’organizzazione, non vediamo l’ora di tornare, detto sinceramente.

Falco

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The Magic of Christmas: Natale al Castello – Gesualdo (AV) – 2023

The Magic of Christmas: Natale al Castello – Gesualdo (AV) – 2023


The Magic of Christmas è l’evento natalizio realizzato da Immaginaria e Comune di Gesualdo (AV) che, grazie alla naturale meraviglia del Castello di Gesualdo si candida a diventare uno degli eventi fissi, e più caratteristici, dell’inverno irpino, e campano. L’evento è iniziato il 24 novembre 2023 e continuerà tutti i weekend, dal venerdì alla domenica, fino al 7 gennaio 2024.


The idea of Christmas


Il Comune di Gesualdo si “ritrova” un ben tenuto palazzo, originariamente appartenuto alla famiglia Gesualdo il quale è la ciliegina sulla torta di uno dei “borghi più belli d’Italia”. Il ben tenuto Comune ospita da sempre eventi a carattere natalizio ma da quest’anno, per la prima volta, si è provato a tirar su un evento con più ampio respiro e forti ambizioni.

L’impresa è affidata a Giovanni Calicchio, esperto scenografo con alle spalle già diversi eventi nei vari castelli sparpagliati in regione, e ad Immaginaria. Insieme a collaboratori, amici e colleghi, e a un’intesa con la corrente amministrazione comunale di Gesualdo si proverà a dar vita ad un’importante tradizione.


L’intenzione degli organizzatori, espressa con entusiasmo, è quella di creare un evento diverso, di natura artistica, con un lato commerciale dedicato innanzitutto alle aziende locali (o immediatamente limitrofe). Con un mercatino esterno, sale del palazzo addobbate a festa, luci e spettacoli, cori gospel e danze, che si alternano in un continuo carosello che non lascia mai lo spettatore senza qualcosa che lo intrattenga.


Realizzazione dell’evento…


Siamo stati in visita al The Magic of Christmas di Gesualdo il 2 Dicembre e la prima cosa che abbiamo notato è stato naturalmente il freddo, oltre che il rosso brillante del Palazzo illuminato a festa.
Entrambe le cose sono state una piacevole sorpresa, siccome a fine novembre si stava ancora in manica di camicia, dalle nostre parti, abbiamo finalmente assaggiato un po’ di gelido inverno.

La passeggiata inizia con il mercatino, che accompagna in un largo acciottolato fino alle porte del castello. Il mercatino per l’edizione in corso comprende una 20ina di casette, soprattutto di dolciaria locale, ma devo segnalare subito che i tre stand gastronomici che abbiamo provato sono stati decisamente di comprovata qualità.


Il primo provato è Re Graffa, il quale, avendo già esaurito le scorte al nostro arrivo, stava aspettando solo noi per farci provare il suo ambito prodotto. Il poverino si è anche quasi beccato una cazziata dal sottoscritto, che aveva completamente equivocato la sua domanda (“Voi sareste la rivista?“) e pensava fosse una delle solite gag che i buontemponi, soprattutto degli stand culinari, ci fanno quando ci vedono (“Ogni foto 10€” e altre irresistibili battute).

Posso dirvi che di zeppole/graffe noi ne mangiamo tante, perché è uno dei dolci più gettonati soprattutto delle sagre estive. Ma buona come questa, raramente. Dolce il giusto, delicata come una nuvola, senza tracce di unto. Davvero un dolce da provare. La inserisco in una immaginaria classifica di zeppole vincenti insieme alla “48 ore di lievitazione” della Sagra del Fagiolo di Controne (SA).


Mercatini e gastronomia…


Pochi passetti dopo veniamo richiamati dall’Irpino Vagabondo, che vedendo uno stuolo di fotocamere, telecamere e droni ne approfitta per attirare la nostra attenzione offrendoci del cibo. Del resto è così che dal lupo selvaggio l’uomo ha creato l’odierno cane da compagnia. Siccome coi canidi condividiamo l’eterna sensazione di fame ben ci prestiamo al racconto delle origini del suo pane tenero e alveolato e del suo cotechino, quello irpino.


Il panino, all’apparenza sottile e lungo, è veramente ottimo. Le verdure fresche e la salsina gli danno un tocco di street food berlinese, ma il vero protagonista è il cotechino. Condito, speziato, grasso il giusto in contrasto appunto col pane e la fresca insalata. Un ottimo prodotto, sentirete ancora mangiare di lui.

Quasi di fronte, altro imperdibile appuntamento con i carboidrati.
Abbiamo il cuzzetiello, con varie farciture, anche mescolabili: Parmigiana, Polpette al sugo, Trippa, Fagioli, Broccoli & Salsiccia. Ci fanno omaggio di tre campioni, Parmigiana & Broccoli e Salsiccia vengono requisiti dal nostro staff, mentre io e il Sig. Corvo ci smezziamo uno con le polpette.


Al primo morso la polpettina al sugo, bollente, mi ustiona il palato, e non percepirò più niente, se non dolore e sangue, per le seguenti 24 ore. Prima del disastro, però, nonostante la gentilezza del sugo, che poteva essere, per i miei gusti, anche un po’ più carico, avevo percepito una invitante morbidezza di pane (e polpette), Corvo conferma.


Alla fine del percorso dei mercatini ci aspetta un largo braciere, dietro di esso del caciocavallo impiccato, castagne, stand del miele, piccolo artigianato, pizzilli, castagnacci e, come detto, tanti dolci, come torte e biscotti. Oltre al buon vino, rappresentato dalla Cantina Romaniello!


Lo Scrooge e gli spettacoli


Il primo palcoscenico è quello dedicato ad un famoso personaggio di Christmas Carol, lo sprucido Scrooge. Il figurante che lo interpreta è decisamente nelle parte e le urla si sentono fin fuori dal piccolo antro dove per fortuna è rinchiuso. Apprezzabili i giochi di luce e la scultura in cartapesta realizzata interamente per l’evento, con un mix di tecniche classiche e innovative.


Riguardo spettacoli & costi, come detto, il carosello va avanti di continuo, ogni 15 minuti c’è un nuovo spettacolo. I biglietto d’ingresso costa 10€ per gli adulti, bambini fino ai 5 anni ingresso gratuito mentre. E’ di 5€ il costo per i giovani adulti fino ai 14 anni. Il venerdì invece entrano gratis gli autoctoni, un regalo fatto al paese di Gesualdo in cambio della fiducia e disponibilità nei confronti dell’evento.

A dire dei membri dell’amministrazione comunale che abbiamo ascoltato fin dal primo weekend c’è stato un grande afflusso di persone. Merito sicuramente anche della campagna pubblicitaria realizzata in collaborazione con la professionale e modesta Il Trono di Sagre, con interi pullman e navette che sono arrivati fin dalla Puglia. Forse anche troppo successo, dato che qualcuno ha dovuto poi attendere, per ragioni di sicurezza, all’esterno mentre il castello si svuotava.


All’interno della corte, nel primo cortile, avevamo il palco dove si esibivano scuole di danza. Esattamente di fronte abbiamo avuto la fortuna di uno show quasi privato da parte de I Giullari di Davide Rossi. Molto noti soprattutto in eventi a carattere medievale, spesso in castelli, ci hanno mostrato danze con le sfere e giochi di fuoco.


Il resto del cortile è occupato da alcuni artigiani. C’è un altro spazio esterno che però al momento della nostra visita era stato devastato dal vento, purtroppo, che si era tirato via l’intera scenografia. Freddo, vento e anche scariche di pioggia non hanno reso i primi giorni di vita facili per gli organizzatori.


Glenda, Babbo Natale e il secondo piano…


La maga Glenda e la sua cucina di intrugli magici accoglie il visitatore nella zona dei figuranti e delle messe in scena. Ho dimostrato naturale stupore alla vista della fabbrica dei giocattoli, lo ammetto. Grande interesse invece per i set Lego che con immenso autocontrollo sono riuscito a non depredare.


Al secondo piano quella che è la parte più bella. La sala dove Babbo Natale legge le letterine, assistito dalla sua Babba e compagna di vita. I naturali arredi del castello aiutano molto a creare un’atmosfera per quella che è sicuramente la reale idea di ciò che un domani sarà l’evento.

L’intera scenografia è stata realizzata per l’occasione. Abbiamo una piccola scrivania dove Babbo legge e timbra le letterine, alberi di Natale addobbati ed innevati. Un piccolo mondo Lego ricoperto di neve, librerie dipinte a mano e libri che penzolano dai lampadari. Subito dopo la camera da letto di Babbo Natale, dove il nostro si muove tra gli specchi grazie a giochi di luce ed effetti speciali. Nell’anticamera un clavicembalo suonato da uno spettro.


Ambizioni e idee per The Magic of Christmas


Come accennato all’inizio siamo stati contattati con molto anticipo dall’organizzazione di quest’evento che ha dimostrato fin dall’inizio grande entusiasmo. Abbiamo conosciuto di persona Giovanni, lo scenografo dell’evento, ed Antonella Solomita, che ha fatto da tramite con l’Amministrazione Comunale (di cui fa parte) ed è stata la prima promotrice ed ideatrice dello stesso. Un’idea nata soprattutto dalla voglia, come prima accennato, di dare vita al paese anche in un momento più rigido e difficile dell’anno, seppur pieno di fascino. Siamo stati coinvolti e travolti dalle mille idee di Giovanni, che probabilmente per questioni di tempo, budget e burocrazia è riuscito a realizzarne si e no 1/3. Questo anche perchè attualmente una porzione del castello è in fase di restauro.

Quel che si è percepito è però l’intenzione di creare qualcosa di grande. Il timore dell’assenza di pubblico è stato smentito dalla grande affluenza. Resta dunque solo da perfezionare un naturale palcoscenico capace sicuramente di rendersi protagonista del nostro e vostro dicembre. Con più tempo e budget a disposizione, Immaginaria e il Comune di Gesualdo sapranno sicuramente far fronte anche alle critiche più ostili (come accennato, qualcuno ha lamentato le attese al freddo, ma appunto il castello è solo parzialmente aperto. Qualcun altro la difficoltà per i disabili di risalire l’acciottolato, ma anche qui…è un castello del 1600…). C’è anche chi, forse, si aspettava qualcosa di più. Per quel che noi possiamo dire, conoscendo appunto chi cura quest’evento, è che c’è la massima fiducia nell’operato e nei futuri progetti di questa coalizione di sognatori, che si è impegnata, ha accettato con grande umiltà le critiche, ma anche saputo gioire dei sorrisi dei tanti che l’hanno scelta.


L’evento è tutt’ora in progress. Nel senso che ogni fondo extra che viene racimolato, anche grazie ai visitatori, è ridestinato a migliorare questo o quello, nelle varie sale. Non ci resta che aspettare, credere e vedere.


Falco

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Mercatini di Natale – Castellabate (SA) – 2023

Mercatini di Natale – Castellabate (SA) – 2023


I mercatini di Natale di Castellabate (SA) hanno importanza capitale per una realtà che è magari oberata di visitatori nella sua parentesi estiva ma, come la maggior parte dei paesini di mare campani cerca una sua nicchia per movimentare anche il mercato invernale. Da 10 anni a questa parte i Mercatini di Natale svolgono un ruolo fondamentale per stimolare questo processo di crescita.


Una realtà consolidata da 10 anni


E’ da più di una decade che i Mercatini di Natale di Castellabate sono una certezza dicembrina nel panorama salernitano. Meta di ritrovo fissa per pullman e navette dalle regioni confinanti che si avvicendano sul pendio pronti a scaricare i curiosi.

Fondamentale riuscire a mantenere la costanza, e ad essere presenti ogni anno in un mercato, quello natalizio, molto agguerrito e pieno di realtà di alto livello, anche a pochi km di distanza.
Ma quel che riesce meglio a questi mercatini è proprio l’essere costanti.


Come sempre, largo spazio viene dato all’artigianato. L’evento non ha mai puntato direttamente sulla gastronomia, anche se tra i vicoletti, affacciandovi nelle piccole cucine, sarete in grado di provare un menu completo che spazia tra storici piatti locali e puramente tradizionali, da tipico borgo campano.


Molto forte il lato dolce dell’evento, col naspro protagonista, che candidamente glassa molti dei dolcetti più popolari. Presenti anche gli immancabili cantuccini e le imperdibili ciliegie al cioccolato e liquore.
Il torrone merita sempre, e io ne sono stato un fan affezionato, però le ciliegie sono imperdibili!


Ricami, addobbi e cucina casalinga


Le idee regalo abbondano, l’intero mercatino è un’idea regalo.
Se vi piacciono i ricami, le sciarpine, i cappelli, i cuscini decorati…siete a cavallo.


Ma sono presenti anche veri e propri sassi dipinti a mano, sculture di cera (che fanno il paio con vasetti di miele, sempre made in Castellabate), propoli etc.

Se intendete portare a casa un dolce ricordino tipico, oltre le già sopracitate ciliegie e il cioccolato troverete anche panettoni artigianali, a km 0, fichi secchi & impaccati, ma anche ricoperti al cioccolato.
Se preferite il sapido…pancetta, salumi, capocollo e provoloni sono alla vostra portata.


Anche sulla gastronomia abbonda l’homemade, i fusilli sono realizzati al mano, e al momento.
Saltati al sugo semplice o al ragù di carne. Abbondate di formaggio e forte e accompagnate tutto con un bicchiere di vino (più una saporita cotenna al sugo!)


Consiglio personalmente anche la lagana, che seppur non realizzata a mano risulta estremamente cremosa e saporita, imperdibile. Allo stesso stand troverete anche una vera chicca locale, le polpette cilentane. Snack per tutti i momenti della vostra vita, delizioso sia bollente che riposato.


Panorami e ristrutturazioni


Una delle piazze principali è in ristrutturazione, ma questo ha dato modo all’evento di articolarsi un po’ di più nei vicoletti e di aprire anche qualche casa, come quella dove abbiamo trovate delle brillanti ceramiche decorate


In un antro di scale, quasi nascosto, un’isola felice fatta di frittelle di alici (perfetta sapidità da accompagnare al vino rosso) con ciambottina cilentana e scarola e fagioli.


Una delle peculiarità più grosse del mercatino è la possibilità di poter ammirare anche i famosi panorami del borgo. Da un lato il mare mosso, che però non fa il paio con una giornata uggiosa (benché i primi giorni di dicembre siano noti sul posto per essere un po’ capricciosi), che anzi si rivela sgombra di nuvole ed assolata il giusto, con un clima quasi primaverile, dall’altro i campanili, gli argini in muratura, i fiori colorati e i vicoletti che hanno reso famoso questo paese…


Ricordate di visitare ogni angolino perché dietro ogni muretto può saltare fuori lo stand che cercate, ad esempio…avete mai provato le castagne ‘mbriache? E la brioche alla brace?


I mercatini di Castellabate si terranno quest’anno dal 2 al 17 Dicembre, per tutti i fine settimana, dal venerdì alla domenica, tutto il giorno!

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Falco

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Sagra del fagiolo – Controne (SA) – 2023

Sagra del fagiolo – Controne (SA) – 2023


La Sagra del fagiolo di Controne (SA) riprende un notissimo frutto della terra che ha fatto la fortuna di paese e dintorni. Si parla chiaramente del notissimo fagiolo e di tutti i suoi fratellini. L’evento che celebra questo prodotto ha raggiunto con il 2023 le 39 primavere. Siamo dunque di fronte ad una delle più antiche e celebrate feste della provincia di Salerno.


Controne e il suo fagiolo


Il fagiolo di Controne (presidio Slow Food) è un fagiolo molto particolare grazie a diverse caratteristiche. Possiede una buccia molto sottile, quasi impalpabile ed è, di conseguenza, altamente digeribile e di facile e breve cottura. Non necessita inoltre di ammollo preventivo. E’ il fiore all’occhiello di Controne, la cui zona ne ha permesso la coltivazione, avendo un microclima ideale ed un terreno ricco di acqua proveniente dalle numerose sorgenti presenti nel territorio stesso. Si semina a maggio e si raccoglie a novembre (proprio quando c’è la sagra). Grazie a queste caratteristiche, è abbinabile a qualsiasi piatto e a vari tipi di vino, sia rosso che bianco.

Il fagiolo di Controne ha inoltre diversi fratellini di egual pregio, anche se l’evento si concentra principalmente sulla bianchissima varietà.


Sagra del fagiolo di Controne, una limpida domenica


L’evento si articola nel corso di due giornate, le ultime del weekend. Il sabato era stato un po’ sfortunato e preso di mira dalle intemperie, ma alla domenica il sole e un cielo limpidissimo, quasi anomali per Novembre, avevano cancellato i brutti ricordi della giornata precedente.

Sono solo le 10.45 quando arriviamo sul posto ma c’è già un discreto passeggio. I locali sono già in fermento, i primi ciocchi nelle due piazze che delimitano il percorso cominciano ad essere accesi, un gruppo di ottoni dal Conservatorio di Salerno comincia a scaldare il fiato e gli stand in legno hanno già l’acqua sui fuochi. La giornata sarà lunga e bisogna essere preparati.


All’arrivo noterete una lunga fila di stand generici dedicati a torroni e caramelle, ma più avanzerete e più troverete prodotti consoni alla sagra. Ci sono infatti dei cocci di produzione barese, adatti a stufati, zuppe e lunghe cotture. I miei amatissimi stand di formaggi, da ogni dove, freschi, salati e ubriachi, gli immancabili amari della costa del Cilento, mieli e caldarroste fumanti.

Prima di cedere il passo alle casette in legno che ospitano gli stand gastronomici del Comune abbiamo anche una rappresentanza dell’azienda agricola Agrimel. Una realtà locale che espone tutto il raccolto dell’anno: Olio, miele e naturalmente tutto il parco legumi del territorio.


Il menu della Sagra del fagiolo


Siccome la lagana ha una lunga cottura ma noi abbiamo un certo languorino come spesso accade cominciamo a ritroso, e cioè dal dolce. Il signor Alfonso espone da sempre i suoi preparati per la Sagra del fagiolo e ha concepito, in un lungo studio durato mesi, un pasticcino al cioccolato e nocciole, con un cuore di fagiolo. Il dolcino è inoltre glassato al cioccolato, con delle piccole scaglie di nocciole che gli forniscono un aspetto pralinato e un ciuffo di panna sulla sommità.

La pastosità del cioccolato è spesso nemica del mio palato ma il dolce è delicato è sarà sicuramente apprezzato dai più golosi. Non commettete l’errore, invece, di dare per scontata la seconda proposta della pasticceria, la zeppola. Molto candida come lo stesso fagiolo protagonista di giornata ha una lievitazione di 48 ore. L’impasto “E’ ideale per farci una zeppola” ci confermano, ed è proprio così. Una soffice nuvoletta che ripulisce la bocca e che abbiamo entrambi molto apprezzato.


Il circuito intorno al quale si muove tutto l’evento è abbastanza semplice, ma se non siete pratici di Controne tenderete e chiedervi dove siete finiti almeno un paio di volte. In realtà se dalla piazza principale proseguite dritto, arrivati alla seconda piazzetta e girando poi a destra, scendendo giù, dovreste facilmente tornare al punto dal quale siete partiti.

Subito dopo la zeppola incontriamo in piazza i membri dell’amministrazione comunale. Pirone e il sindaco Ettore Poti, il quale da sei anni conduce dal salotto comunale la Sagra del fagiolo di Controne.
Entrambi ci confermano che l’ossatura dell’evento è sempre la stessa, quel che cambia è fondamentalmente l’intrattenimento. Ad esempio quest’anno si alterneranno diversi gruppi musicali, dal mattino alla sera, ma soprattutto rimane intatta la recente tradizione di invitare uno chef noto a livello nazionale e una sua proposta dedicata al bianco fagiolo. L’invitato di quest’anno è Ciro Salvo, di 50 Kalò.


Fagioli con tocchetti, salsiccia e scarola


Il magnifico piatto descritto nel titolo in realtà non esiste, ma è la fusione di almeno tre diverse proposte.
Uno stand privato nella piazzetta alla fine del corso, dopo un brevissimo pendio, propone il fagiolo insaporito dalla salsiccia. Notiamo che il piatto di per sé non è molto sapido, a dargli personalità troviamo principalmente la saporita salsiccia e un ingrediente ricorrente, che troveremo in tutti gli altri piatti, l’olio.

L’olio di Controne è degno del suo compare più famoso e celebrato, in occasione della sagra anch’esso ha la sua rivalsa. Alla fine dell’evento, dopo una lunga degustazione, vi renderete conto che molti dei sapori che avete provato sono molto simili (olio e fagioli, fagioli e olio) ma sarà inevitabile annuire al vuoto ed esclamare “Certo che l’olio è proprio buono“, “Eh ma il fagiolo…” in un’alternanza di complimenti banali ma inevitabili, a conferma che è la qualità dell’ingrediente, nonostante la semplicità della preparazione, a fare il piatto.


Ed è anche la qualità dell’ingrediente a dettarne il costo. Qualcuno potrebbe obiettare che la media di 6.50€ a piatto potrebbe essere ritenuta altina, per proposte di stampo contadino, ma ricordiamoci che qui parliamo di un fagiolo che va per i 13€ al kg. Senza neanche intraprendere il discorso sull’olio.

In ogni caso, praticamente tutti i piatti vengono forniti di tozzo di pane e bicchiere di vino (e nessuno vi rimprovererà se di bicchierini ne prendete due, cosa che ho sistematicamente fatto ad ogni stand, tra l’imbarazzo di Corvo che si voltava dall’altra parte ad ogni richiesta)

Dopo salsiccia e fagioli…tocca a tozzetti e fagioli. Come ho già scritto poche righe fa…3 ingredienti in croce: Fagioli, olio, tozzetti di pane tostato. E peperoncino. E aglio. Questi piatti hanno fatto la mia felicità perché ho trovato aglio ed erbette dappertutto, il peperoncino ci ha svegliato ad ogni cucchiaiata e il vino ci ha rilassato mentre ci destreggiavamo tra la folla che aumentava e aumentava.


Aglio, olio e fagioli


La sagra è molto conosciuta, il fatto che vada avanti da 40 anni ha sicuramente contribuito a renderla, nell’immaginario collettivo, un appuntamento fisso in un novembre che non brilla per ricchezza di eventi, di conseguenza le persone si moltiplicavano e in poco tempo lo snodo principale tra la piazza e le lagane era totalmente invaso. Consiglio personale, soprattutto se è domenica…non andate agli eventi alle 13.00. Partire un po’ prima o un po’ dopo può cambiarvi la giornata in positivo, specialmente se siete una famigliola con passeggini al seguito, è abbastanza intuibile come concetto!

Dribblando un centinaio di persone, continuando a percorrere al contrario tutto il menu ci addentriamo nel girone della scarola. Lunga, lunga fila, ma per fortuna la semplicità del piatto permette rapide somministrazioni e la catena di montaggio delle cucine cerca di non rimanere mai ferma. Quando tocca a noi becchiamo il piatto finale, quello più ricco, dato che eccedeva la porzione minima garantita ma non era abbastanza da permetterne due. Anche qui doppio vino e gustiamo il piatto poco vicino, passando sotto una cascata di pomodori freschi e peperoni secchi, svaccando su delle fredde scale di marmo.

Anche in questo caso il piatto sorprende per i suoi sapori semplici, ma tutti esaltati dalla qualità di base degli ingredienti. Olio, fagioli, peperoncino, tozzo di pane (e scarola).


Arrivati a questo punto è necessariamente il momento per il piatto forte, la pasta.
In realtà considerato che il fagiolo andrebbe quasi gustato in senso assoluto forse i piatti forti sono quelli con la scarola o con i tozzetti di pane? Non saprei, ditecelo voi. In ogni caso la pasta è una laganella corta, cottura giusta, cremosa, ricca di…olio, fagioli, aglio. Qui non ricordo se abbiamo messo il peperoncino ma mi sa di no. La gustiamo al solito scaraventati sul primo portoncino possibile (con tutte queste persone è cosa rara trovare una panchina, ma non è un problema) e troviamo il piatto molto soddisfacente, come tutte le proposte che l’hanno preceduta.


Sagra del fagiolo di Controne, 50 Kalò & considerazioni


Ci eravamo quasi scordati dell’ospite dell’edizione 2023. Parliamo di Ciro Salvo e del suo leggero impasto, che l’ha reso famoso a livello nazionale. Per la Sagra del fagiolo di quest’anno, il pizzaiolo napoletano propone una pizza fritta con una densissima crema di fagioli, resa di un colore argilloso da un po’ di concentrato di pomodoro. La richiesta è tanta, la fila parte dalla grande aiuola nella grande piazza.

Paradossalmente non proviamo questo piatto, avessimo dovuto fare un’ora di fila non saremmo stati in grado di provare tutto il resto e di fare le foto/video necessarie. E onestamente perfino io questa volta ho vergogna di saltare la fila e temo decisamente il linciaggio, quindi ci siamo accontentati di scorgere i volti soddisfatti degli astanti per renderci conto che il piatto era gradito. Anche qui mantenuta la tradizione del vinello omaggio con la fettona di pizza fritta-ma-non-unta.

Troviamo che la Sagra del fagiolo di Controne sia un evento per palati fini.
I gusti, come più volte ripetuto, sono tradizionali, semplici, ad un’occhiata fugace anche banali, ma è inevitabile, se si possiede il minimo senso del gusto, restare colpiti ogni volta dalla bontà, alternata, vuoi dell’olio, vuoi del fagiolo.

La partecipazione forte alla sagra aiuta a creare un clima conviviale, fa piacere vedere in giro famiglie, amici, persone intrappolate in fila che riconoscendoci ci hanno affettuosamente maledetto (ragazzi, dovete partire prima di casa!) e suoni da tutte le parti. Concertini e band itineranti e una grande scelta di dolci fanno il resto. Alla prossima sagra del fagiolo!


Falco

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Sagra della castagna – Curti di Giffoni Valle Piana (SA) – 2023

Sagra della castagna – Curti di Giffoni Valle Piana (SA) – 2023


La Sagra della castagna di Curti, frazione elevata di Giffoni Valle Piana (SA) è prossima al grande traguardo delle 50 edizioni, raggiunge infatti la 47esima in questo 2023 (dal 20 al 22 Ottobre).
Vediamo, in modo più approfondito, quali sono i segreti del successo di una manifestazione minuta ma piena di voglia di fare, partecipazione e buona gastronomia.


Sagra della castagna di Curti, il segreto di tante edizioni…


La sagra della castagna si svolge nel pieno del piccolo centro storico della frazione di Curti, di Giffoni Valle Piana. Per quanto non sia molto esteso, il centro presenta diverse caratteristiche che lo rendono ideale per una manifestazione del genere.

Innanzitutto dalla vicinissima Giffoni arrivano nocciole e castagne di qualità, quindi abbiamo già un elemento principe a km 0. Dopodiché abbiamo la piazza principale, non enorme, ma che si presta benissimo a vivaci concerti di musica popolare (ogni anno abbiamo modo di apprezzare la grande partecipazione di locali e non che si scatenano sotto il palco, senza limiti di età).
Quest’anno ad animare le folle abbiamo visto ancora una volta i Vienteterra (venerdì sera), una scelta che evidentemente convince di anno in anno, e viene per questo riproposta.


Altre peculiarità del centro di Curti sono la ramificazione delle strade. Esse si distendono come tentacoli e creano dei naturali percorsi che sono stati arricchiti di stand gastronomici che costringono l’avventore a esplorare ogni ciottolo del paese. Tra un anfratto e l’altro, ove possibile, sorgono piccoli allestimenti che per quanto piccini dimostrano una personalizzazione cercata, e che è sempre positiva.

Ad esempio abbiamo un piccolissimo museo sul brigantaggio, incastonato in una cantinetta, un “improvvisato” museo sulla civiltà contadina, che presenta tanti reperti di varia natura, catalogati e collezionati dal curatore del museo, e suo ideatore. Il quale è disponibile all’interno dello stesso per chiacchiere e delucidazioni. Mio articolo preferito dopo tutti questi anni rimane la palla di cannone delle crociate.


Sagra della castagna di Curti, Gastronomia e prezzi popolari


Va sottolineato, nel 2023 che stiamo vivendo, fatto di recenti inflazioni e speculazioni, che la Sagra della castagna di Curti ha mantenuto quasi inalterati i propri prezzi. Prezzi che, impossibile non notarlo, sono a un passo dal prezzo di costo e candidano sicuramente l’evento come ottimale per famiglie (ma non solo).

Ad esempio, allo stand della pasta, dove trovate Penne alla boscaiola e Tubetti con sugo con di castagne non si superano i 5€ per porzione. Porzione che è anche bella abbondante, sottolineo che non avevamo scattato neanche due foto che già ci stavano passando un invitante piatto sotto il naso. Avreste dovuto vedere lo scoramento che ha colto la “signora della pasta” quando le abbiamo chiesto una porzione un po’ più piccola (vi ricordo che ad ogni frequentissima uscita ci spazzoliamo un menu intero in 2).


Non che sia servito a molto in realtà, perché ne siamo usciti comunque con due porzioni normali e per niente dietetiche. Meno male, mi verrebbe da dire, perché la pennetta alla boscaiola è uno dei piatti che più ci è piaciuto in questa Curti 2023. Saporitissima, col caratteristico sugo di pomodoro cotto insieme alla carne di maiale, con pezzettoni di salame/salsiccia che lo rendono un piatto completo.
Non potete perdervelo. Molto gradevole e beverino questo vino versione succo d’uva che trovate in abbinato a soli 50 centesimi, prezzo che ormai viene barbaramente sostituito partendo dall’euro in su.


Potete gustarvi il vostro piatto di pasta o immediatamente nella discesa fuori dallo stand della pasta, scendendo al volo e girando a sinistra…oppure salendo un pochino a destra (sempre uscendo dallo stand della pasta) e facendo un qualche 200 metri scarsi. Lo ricordiamo perché abbiamo notato qualcuno deambulare con dei piatti in mano, con un volto un po’ spaesato, in cerca di posti a sedere che almeno in quella postazione abbondavano.


Pizza senza castagne…


Una volta spazzolata la pasta ci ficchiamo nell’antro della pizza. Uno stretto cunicolo colmo di legna da ardere ci conduce al forno dove in una piccola oasi di pace si lavora ad un ritmo cadenzato, del resto sono ancora le 20 e il grosso della gente deve ancora arrivare.

Qui scopriamo che le pizze disponibili sono Margherita (4€) e Bianca al cotto (5€). La pizza bianca con le castagne era in menu ma (nelle passate edizioni) la gente non la prendeva, quindi l’hanno sostituita con la democratica bianca con prosciutto. Aneddoto da esporre quando qualcuno dice che “la gente sa quello che vuole”. Saranno gli stessi che vanno a Manila e chiedono gli spaghetti al sugo.


In ogni caso conversiamo amabilmente con i nostri nuovi amici pizzaioli e per non farci mancare niente procediamo a dividerci una bella bianca al cotto. Pizza classicissima, soddisfacente, non contemporanea ma non ce ne frega assolutamente nulla. Speriamo che l’anno prossimo il popolo rinsavisca così la proviamo anche con castagne.


…e panino con castagne


Pochi metri più avanti, mentre abbiamo ancora le guance sporche di farina, ci infiliamo direttamente nella fila del panino al maialetto (e castagne). Il panino viene 5€, il vino sempre 50 cent. Non so se ogni stand ha un suo vino o se alcuni si ripetono, anche questo comunque era buono (e così tutti gli altri provati, penso andiate sul sicuro ovunque decidiate di prenderlo). Molto positivo che ogni stand abbia vino e acqua, questo evita l’accalcarsi in determinate zone.

Il panino, che sembra molto alto e gonfio di mollica, è in realtà abbastanza fragrante. Il maialetto è umido quanto basta per dare soddisfazione. Saporito e con la gradevole aggiunta della castagna, lo consumiamo in un antro insieme ad altro vino (siamo a 3 ciascuno).


Presepi, caciocavallo e bruschette di lardo


Non è un film della Wertmüller ma una piccola anticipazione su quel che sarà.
Proprio a sinistra del paninetto al maialetto c’è una stanzina con dei presepi.
Questo caldo durato 8 mesi ci ha veramente stufato e quindi ben venga parlare un po’ di Natale anche se siamo ancora ad Ottobre. Vi consiglio di spenderci qualche minuto in silenzio, osservando il fuocherello di carta velina crepitare senza un gemito, e riflettere un po’ sulla vostra vita.


Cosa ci vuole dopo PASTA PIZZA PANINO ? Esatto! Altri carboidrati. Dunque ci allunghiamo in direzione Caciocavallo impiccato, prezzo 5€, decisamente altino, però le fette sono due, allarme rientrato.
In più su ogni fetta viene abbandonato un po’ di aromatico lardo/pancetta che mai guasta.

Veniamo invasi dai fumi del caciocavallo suicida che sgocciola sulle braci e ricordiamo, come sempre in questi frangenti, la faticaccia di chi si trova nottate intere a braciare. I veri eroi di ogni manifestazione.

Allo stesso stand potete prendere anche gli arrosticini, 4 per 5€, probabilmente il piatto dal prezzo più alto (in proporzione) di tutta la sagra.


Lo scoglio di lardo nel mare di miele


A questo punto siamo stravolti da caseina e amido ma ci trasciniamo ad uno dei nostri pit stop preferiti, quello della bruschetta al lardo, castagne e miele. Piatto tanto apprezzato che in più occasioni abbiamo celebrato sbattendolo in copertina. Quest’anno c’è un cambiamento. E’ cambiato il pane (da morbido e successivamente tostato pane paesano a un pane più sottile e bruschettato-biscottato) ed è sparito il formaggio. Forse perché come concezione era troppo simile al cacio impiccato di altrui stand?

Il cambiamento ha senso, però il formaggio col suo grasso era utile a dissipare un po’ il dolce della castagna. Il quale invece sguazza con ludibrio gongolandosi tra i grassi della pancetta (anch’essi di natura dolce) e il miele (che come forse ricorderete io adoro). Rimane comunque ottimo, ma quest’anno, per mio gusto personale, finisce dietro la boscaiola.


Un altro grande classico che si ripropone è la zuppa di fagioli. La ricorderete, poco brodosa, stracolma di fagioli, insaporita dal piccante già presente di suo (ma un’aggiuntina al banco non fa male) e con croccanti pezzettoni di pane.


E le caldarroste?


Due larghe varole vengono trascinate sulle braci in un supplizio demoniaco tendente all’infinito (cioè alla sera del 22 ottobre) da due amichevoli satanassi che si divertono a punzecchiare anche noi e soprattutto le tempistiche dei mie scatti. Il vero tormento è in realtà il fumo avvolgente che devasta e travolge ogni minimo spruzzo di profumo o essenza di shampoo che futilmente hai sparso sul tuo corpo prima di uscire.

Il bello è però anche questo. La piccola castagna della sagra di Curti viene praticamente regalata…prezzo simbolico di 1€ per una ciotolina da consumare un po’ dove vi pare. Molti amano gustarle sulle scalinate della chiesa, osservando chi si dimena in pista, di fronte al concerto, piuttosto che sulle braci.


Alle caldarroste si legano i dolci, vogliamo ricordarvi che i dessert della Sagra della castagna di Curti ci hanno sempre colpito in positivo! Quest’anno disponibili sono la classica pasticella/calzoncello con farcitura di castagne e cioccolato (e tanto altro, ma ogni paese ha la sua ricetta!), tronchetto al cioccolato (anche questo un grande classico) e crostatone, sempre al cioccolato.


Sagra della castagna di Curti, informazioni!


In questo frangente abbiamo quasi dovuto lottare per non farci offrire altro. E ne approfittiamo per ringraziare la gentilezza del popolo di Curti, che ormai, dopo 3 anni di foto, tortini, lardo, caldarroste e tornei, ha imparato a conoscerci e non perde occasione per dimostrare apprezzamento sincero verso quello che facciamo. L’apprezzamento, come potete aver letto in questo scritto, è ampiamente e felicemente ricambiato. Per noi il fatto che questo sia diventato un appuntamento fisso non può essere che un piacere. Abbiamo conosciuto anche storie di chi torna volentieri al paesello, in occasione della sagra, per dare un mano, e anche per sincero piacere, per voglia di esserci. Si è incontrato chi fa tutt’altro, ma durante l’evento si improvvisa (con successo) in questo o quel ruolo. Abbiamo sentito le solite preoccupazioni, su un ricambio generazionale che sembra non esserci quanto dovrebbe…ma abbiamo soprattutto sentito l’affetto del pubblico, che nonostante una preoccupante allerta meteo ha scelto comunque di essere presente, per un venerdì sera stracolmo, fino a che non si è spenta anche l’ultima lucina di questa prima notte di Curti 2023.


Poi comunque mi sono pentito di non essermi preso altre castagne, ma in compenso ci hanno donato delle pasticelle a portar via.



L’evento della Sagra della castagna di Curti di Giffoni Valle Piana (SA) si terrà nella sua edizione nmr. 47, anno 2023, dal Venerdì sera, 20 Ottobre, fino alla sera di domenica 22 Ottobre. Come sempre aperti a pranzo di domenica 22, in una lunga festa che dura fino a sera.

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Sagra della castagna – Sicignano Degli Alburni (SA) – 2023

Sagra della castagna – Sicignano Degli Alburni (SA) – 2023


La Sagra della castagna di Sicignano Degli Alburni ha l’anno scorso passato lo storico traguardo delle 50 edizioni. Per l’edizione numero 51 si è deciso di continuare alla grande. Ben due i weekend di festa e passeggio. Il primo il 14 e 15 Ottobre, e il secondo, il 21 e 22 dello stesso mese. Andiamo a vedere cosa ha preparato per quest’edizione la Pro Loco Monti Alburni APS, che organizza l’evento.


Sagra della castagna di Sicignano Degli Alburni, il programma…


Come dimostrato per l’ottimamente riuscita Festa della Montagna, tenutasi qualche mese fa, alla Pro Loco Monti Alburni APS non piace ridurre un evento ad una “mangiatoia”. Ed è per questo che il programma della Sagra della castagna di Sicignano DA, edizione 2023, presenta anch’essa un ricco palinsesto di iniziative.

Nella piazza principale si alternano artisti di strada e giochi di una volta.
Abbiamo notato l’alternarsi degli entusiasmi, tra grandi e piccini, quando si è passati dalla creatrice di bolle di sapone alla corsa dei sacchi, grande competizione anche per la tradizionale corsa delle carrette.


Ricco anche il palinsesto di artisti, riferendosi solamente al successivo weekend (21-22 Ottobre) ci saranno I Briganti del Re, L’antiqua giostra, gli Spaccapaese e Peppe Cirillo (più altri artisti di strada disseminati sul percorso ed attività varie). Lo spettacolo, infatti, non è delimitato soltanto alla piazza principale, che si presenta circondata di casette in legno dedicate ad espositori. Oltre i nostri amici de La Nuda, la birreria artigianale, era possibile trovare olii essenziali, prodotti alla lavanda e all’olio d’oliva, ed anche il Lemoncaf, l’amaro di cui vi parlammo già in occasione di Ciccimmaretati di Stio (SA).

Si continua riprendendo le naturali salite del paese, disseminate di stand privati che in sinergia con la Pro Loco e la pubblica amministrazione, presieduta da Giacomo Orco, collaborano per la riuscita dell’evento.
Affiancati agli stand privati, che somministrano alimenti, ci sono naturalmente i raccoglitori di castagne e gli espositori di prodotti locali. Castagne, a iosa, formaggi, ma anche salumi stagionati e dolci.


Sagra della castagna di Sicignano DA, l’offerta gastronomica…


L’offerta gastronomica della Sagra della Castagna di Sicignano DA è sempre esagerata, quest’anno ci è parsa anche decisamente ben organizzata. Come prima accennato, c’è una sinergia tra Pro Loco, Comune e privati. Quest’ultimi sono ben felici di partecipare all’evento con le loro personalissime proposte (specialmente i Raccoglitori) e il tutto è concepito in modo da favorire l’economia locale, giustamente.

La Pro Loco, proprio nella piazza del palco, ha un menu completo a disposizione dei visitatori.
Abbiamo tre tipi di primo piatto: Strascinati in bianco con castagne, Lasagna bianca e Strascinati in rosso con formaggio. I due piatti in bianco sono molto delicati di sapore, tranquillamente consigliati anche a chi non impazzisce per la castagna. Per intenderci l’impostazione del piatto è diametralmente opposta al piatto, sempre in bianco, sempre alle castagne, ma con l’aggiunta di un quintale di salsiccia, provato proprio qualche giorno fa a Salza Irpina (AV).


Trovare spazio ai tavoli dedicati è abbastanza semplice, abbiamo visto tanta tanta tanta partecipazione in queste giornate di festa a Sicignano, ma mai ressa. Certo, un po’ di fila è fisiologica, ma non abbiamo mai percepito esasperazione o persone sfiancate dal rimanere in piedi. I piatti avevano un riciclo rapido, ed anche i tavoli (per quanto qualcuno volesse concedersi un po’ più di riposo e tardava un po’ ad alzarsi).

Dopo i primi piatti si passa ai secondi, Spezzatino di carne, Zuppa di fagioli e castagne e Polpette fritte alle castagne. Per le polpette c’è gran bagarre, fatevi furbi e prendetele SUBITO, queste sono un piatto sfizioso e che non si trova ovunque, consigliamo l’assaggio. Molto versatili, si prestano bene anche come aperitivo, sicuramente da testare!


La zuppa di fagioli e castagne ci ha ricordato la naturale bontà del prodotto naturalmente eccellente, anche qui ritorna alla mente la zuppa di cicci di Stio (SA), sicuramente un esempio positivo di uso di ingredienti del posto. Spicca la bontà dell’olio, buono anche il pane gentilmente concesso per accompagnare. Confortante invece lo spezzatino, che presenta anche una buona cremina da scarpetta.
Una bomba, nella sua ingenua semplicità, il paninazzo con LARDO, SALSICCIA, PROVOLA e CASTAGNE servito a tradimento a fine percorso. Altro che sapore gentile, sapido e infame come dovrebbe essere, ci ha rimesso al mondo.


Torniamo più volte a prendere un po’ di vino rosso, ma c’è tempo anche per i dolci tipici dell’autunno sicignanese (e Campano, in realtà). Parlo dei Bocconotti/Bucchinotti farciti alla castagna e cioccolato (con più cioccolato rispetto ad altri dolci tradizionali, in proporzione alla castagna, il che li rende forse anche più avvolgenti e naturalmente dolci). Notoriamente non sono un grande fan del cacao (mentre apprezzo molto il fondente) e a volte il gran ripieno pastoso di questi dolci mi stucca rapidamente il palato…ma qui devo dire che è stato veramente piacevole riprovare questi sapori che proprio per mio gusto spesso mettevo da parte. Un po’ come tornare a sorpresa a casa di nonna.


Ehy, il percorso gastronomico è appena cominciato…


Tutto quello di cui vi abbiamo parlato lo trovate nella piazza principale, ma cos’ha da offrire il resto del paese? Praticamente qualsiasi cosa. Dato che stavamo parlando di dolci vi rivelo che facilmente trovate in giro per Sicignano diverse offerte di cannoli di stampo siciliano (per la sfoglia) farciti e personalizzati dalle diverse attività. Abbiamo trovato cannoli con una farcia classica di ricotta, castagne e gocce di cioccolato, ma anche creme tendenti al color sabbia, ancora più ricchi di castagne, oppure altri neri come la pece, pienissimi di cioccolato.


Sul sapido invece abbonda, con mio grande e personalissimo piacere, il cuzzetiello.
Il Cuzzetiello si è imposto lentamente nella tradizione sagristica sicignanese e ormai è molto ricercato durante i giorni della sagra. Trattasi letteralmente di un 12-15 cm di parte finale di sfilatino farcito con quel che più si vuole. L’originale prevede sugo e polpette, ma l’abbiamo visto alla Messicana oppure con funghi e castagne, proprio in tema festa. Un gran bel prodotto, consigliato!


Anche qui, trionfo di arrosticini e caciocavallo impiccato in più salse/creme, tra cui quella al tartufo.
Quantità infinita di panini con la salsiccia, qualcuno lo propone anche con broccolo.
Polpette al sugo, pizze e “taglieri” di salumi e formaggi.
C’era di tutto.


E le castagne? Beh le castagne sono ovunque! Le trovate allo stand pro loco o nei diversi stand privati disseminati per tutto il paese. Sotto forma di caldarroste da divorare al momento oppure fresche, da portare a casa.


Altre attività alla Sagra della castagna…


Naturalmente, insieme alle proposte gastronomiche, anche gli artisti di strada erano presenti, non solo nella piazza principale, ma su tutto il percorso. Ad essi si accompagnano altre attività, come le escursioni.
Ricordiamo che in stretta prossimità del paese c’è il monte Panormo, che regala invidiabili panorami (e omaggia col suo nome anche il panino alla salsiccia e lardo di cui sopra)


Escursioni organizzate partono anche dal centro paese con tappa a 1500 metri e abbraccio dell’abete bianco. Possibilità di vedere anche la nota panchina gigante oppure di gironzolare liberamente per il paese, che ricordiamo ospita anche un castello e diversi suggestivi castagneti. Al ritorno all’auto vi aspetta probabilmente una riposante passeggiata digestiva tra i ricci di castagne gonfi e paffuti che ancora non si decidono totalmente a buttarsi giù dai rami pesanti.


La scelta di estendere la festa a due weekend potrebbe essere il passo decisivo che porta la Sagra di Sicignano degli Alburni al prossimo grande step. Siamo più che fiduciosi per il futuro di quest’evento!


Falco

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Sagra della castagna – Trecchina (PZ) – 2023

Sagra della castagna – Trecchina (PZ) – 2023


Gli Amici della Castagna di Trecchina (PZ) organizzano la Sagra della castagna da un buon ventennio. Negli anni l’evento è diventato un punto di riferimento grazie alla sua costanza, longevità e ricchezza di offerte, non solo gastronomiche, ma anche artigianali, locali e nazionali.


Organizzazione della Sagra della Castagna


L’evento nasce formalmente nel 1999, anni nei quali non c’era lo strapotere di internet a mettere tutti sulle mappe. Se si voleva riuscire c’era bisogno di un gruppo coeso e di grande serietà.
L’evento ha così le sue prime edizioni, all’inizio per pochi giorni, un weekend o simili, ma presto passa, di anno in anno, a toccare le diverse settimane di durata.


E’ proprio quest’occasione ad attirare da fuori collaboratori, privati ed espositori d’eccellenza, non solo al di fuori del territorio di Trecchina, ma anche da fuori regione.

Ad oggi questo flusso non si è arrestato affatto, l’evento è un gran bazar nel quale trovare specialità da tutte le regioni circostanti. Grande influenza ha il mercato calabrese, difatti molti stand sono dedicati ai salumi più noti e celebri della zona. Se siete infatti appassionati di nduja, di conserve, olii al peperoncino, e autentiche “bombe” alla capseicina allora tra i banchi di Piazza del Popolo troverete creme (e salse) per i vostri tozzi di pane.


Le molte offerte della Sagra della Castagna


Un altro protagonista delle terre calabresi, oltre nduja e salumi vari, è sicuramente il cedro.
Esposto fieramente nel suo verde brillante, con le fattezze e le dimensioni di uova di dinosauro pronte a schiudersi, fieramente impacchettato, processato e venduto sotto forma di biscotti, amaro, liquore e frutta candita.


Ad esso si accompagna naturalmente il grande mercato delle castagne.
Diversi i prezzi e le qualità esposte, si passa dagli umili 5-6 € al kg fino ai prodotti pregiati che raggiungono il doppio del prezzo. Chiedendo ai singoli espositori si potranno conoscere vita, morte e germogli di ogni castagna, le quali giacciono in grosse ceste colorate, provenienti da ogni parte d’Italia, ma anche dal mercato internazionale.


Naturalmente così come i salumi, è tanta la selezione disponibile anche di formaggi e prodotti caseari.
Formaggi freschi o stagionati, pecorino, caprino, aromatizzati al vino, alle uve, alle erbe…in qualsivoglia varietà vogliate…


Artigianato alla Sagra della castagna


Tanti gli spazi dedicati all’artigianato o al modellismo/collezionismo.
Diversi stand, si può dire più di 1/3 del totale, sono di espositori che si sono dilettati nelle varie arti del cucito, della concia delle pelli o nella creazione e colorazione di piccole mascotte a forma di castagna.

Le abbiamo viste di tutte le tipologie: Come fossero calamite, fermagli, spille, ciondoli, presine da forno, ricami etc.


Gastronomia


La Sagra della castagna di Trecchina non dispone di un proprio “menu Pro Loco”, non c’è uno spazio dove Gli Amici della Castagna possano proporre i piatti tipici del posto, questo perché fin da subito, sempre per ragioni organizzative e logistiche, si è preferito affidare la somministrazione degli alimenti a stand privati che già disponessero di tutti i mezzi necessari per farlo.


Benché il gastronomico non sia la parte preponderante dell’evento è comunque possibile trovare una buona varietà. Nel corso delle nostre passeggiate tra i banchetti di legno scuro abbiamo notato arrosticini, taglieri di salumi e formaggi, classici panini con salsiccia, immancabili crepes alla Nutella o dolcetti alla crema di castagne, per concludere infine con mortadella arrostita, hamburger o straccetti di vitello.


Noi, proprio in uno degli stand di origine calabrese, abbiamo preso un “tagliere”, che in realtà era un vassoietto, colmo di salumi e formaggi. Perfino in tre abbiamo fatto fatica a finirlo!
Questo non ci ha impedito di provare anche gli arrosticini, ovviamente.


E la birra? Anch’essa ha largo spazio. Diverse le proposte ospitate, tra cui Iris, che presentava la sua celebre birra alle castagne. Ci siamo soffermati a provarla, poi si è testata una bionda alla spina…e infine un’altra bionda alla spina, sempre per essere sicuri.

Tra le proposte del birrificio di Palinuro (SA) anche birra al peperoncino, al cioccolato e al limone.
Potete scoprire di più andando sul loro sito ufficiale, dove compare anche lo shop online.


Gli amici della Castagna si riservano però uno spazio tutto loro con ben sei enormi graticole che girano in continuazione, e dove somministrano quintali di caldarroste nei sei giorni della festa.
Le castagne sono tenute al calduccio in grossi bauli che una volta aperti rilasciano dei ghiotti fumi di condensa e le castagne dorate all’interno sembrano luccicanti dobloni. Considerato il prezzo a cui sono arrivate le castagne in genere, si può proprio dire che siano veri e propri tesori degni della famosa X sulla mappa.


Sagra della castagna, conclusioni


La Sagra della castagna di Trecchina si tiene, nella sua edizione 2023, nei weekend del 14-15, 21-22 e 28-29 Ottobre. Chiaramente la domenica è sempre il giorno che vede più movimento.
Nelle varie domeniche sono previsti un’ottantina di pullman dalla Puglia, una delle regioni che insieme alla Calabria è più presente all’interno dell’area fiera.

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