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Festa della pizza montecorvinese – Montecorvino Rovella (SA) – 2023

Festa della pizza montecorvinese – Montecorvino Rovella (SA) – 2023


L’estate dei montecorvinesi giova di un inatteso freschino serale e di conseguenza questo vuoto di calore viene colmato con 8 forni che raggiungono i 400°. Nasce all’improvviso la Festa della pizza montecorvinese, come intuibile, a Montecorvino Rovella (SA), dal 14 al 16 Luglio.


8 forni roventi


La Festa della pizza montecorvinese decide di selezionare alcune tra le più tipiche pizzerie del territorio e dintorni (più uno stand per il senza glutine!) e disporle su un viale alberato adibito a passerella, tra tonde lucine che danno l’idea di un mercatino natalizio, due dispensatori di birra a inizio e fine percorso (i nostri amici di La Nuda e la nazionale Nastro Azzurro), tavoli e un palchetto per l’intrattenimento.

Dopo un efficiente taglio del nastro e l’assaggio del primo trancio da parte delle autorità ecco che immediatamente…ci tocca spostare l’auto perché la nostra è l’unica in divieto di sosta.


Torniamo rapidamente, ligi al dovere, nella nostra scoperta di queste pizze tipiche della cittadina che, vi ricordiamo, ospiterà anche sia la Festa medievale di San Martino che la Sagra della braciola.
Dietro un percorso in stile trincea, pronti a riprenderci Trento e Trieste, ma iniziando con qualche spicchio bollente, ecco che andiamo a sciorinarvi tutti i forni con le relative pizze ordinabili.


Le pizze


La vecchia Lanterna, noto agriturismo montecorvinese, propone la sua omonima “Vecchia Lanterna”, pizza dall’aspetto e dagli ingredienti nostalgici.

  • Mozzarella, provola affumicata, speck e grana

Gentilissimi e disponibili, come la quasi totalità dei mastri pizzaioli presenti durante la serata, i ragazzi e il proprietario non ci fanno neanche parlare. La provola fonde (anche il mio palato) e rilascia il suo profumo nell’aria.

Festa della pizza montecorvinese, Vecchia Lanterna


Anche Albertina sceglie una pizza omonima.

  • Pomodoro, mozzarella, salame napoli, prezzemolo, pecorino, piccante

Pizza storica della tradizione montecorvinese. Ci intrufoliamo tra le signore che sfornano pizze a catena di montaggio e con un sorriso veniamo subito accontentati. Saporita e sfiziosa.

Festa della pizza montecorvinese, Albertina


Rosato si divincola abilmente tra l’infornare e il trollarci, l’invito ad andare a trovarli alla loro sede a Macchia di Montecorvino Rovella non cadrà nel vuoto, ci propongono anche loro una pizza storica.

  • Pomodoro, mozzarella, salame piccante, origano, olio di oliva aromatizzato all’aglio
Festa della pizza montecorvinese, Albertina


Gianni Bottiglieri, in veste di se stesso, propone la sua pizza Estiva cavallo di battaglia che gioca sul fatto che siamo effettivamente in estate.

  • Mozzarella di bufala, parmigiano reggiano 36 mesi, rucola e piennolo del Vesuvio, olio extravergine d’oliva

Gianni è da subito molto disponibile e ci regala un saggio della sue capacità (troverete tutto in video!) ma al momento dell’assaggio (nostro) gli tocca scappare e rifornirsi di rucola. Al suo ritorno avremo già mangiato tutto il mangiabile, compresi cornicioni e cartoni delle pizze, purtroppo non assaggiamo la sua Estiva.

Estiva


Ehy, ci sono altri 4 forni!


I simpaticissimi ragazzi di Bell & Buon sembrano essere quelli che si divertono di più.
Propongono una pizza speciale, quella col sugo tirato tirato e la braciola sfilacciata, da provare per forza.
Appena ci vedono ci lanciano una pizza, apprezziamo tanto.

  • Pomodoro, braciola sfilettata cotta secondo la tradizione, mozzarella, prezzemolo
Bell e buon


Cook’s house alza un po’ l’asticella e propone una delle due pizze più prezzolate, quella al tartufo.

  • Mozzarella, salsiccia, porcini, crema di tartufo, provola, prezzemolo all’uscita, scaglie di Grana padano

Purtroppo non abbiamo provato questa pizza, a voi la scoperta.

Tartufata


Il Principe mette le mani avanti, “La nostra è un po’ casereccia”. E dov’è il problema? Ma ben venga!
Propongono una hit delle mie estati, quella ai fiori di zucca.

  • Mozzarella di bufala, pancetta, fiori di zucca, olive, olio evo.

Nel caos riesco a rubacchiarne uno spicchio da un amico, occhio alle olive provviste di nocciolo!

Il principe


Il povero ragazzo di Borgo Antico è sopraffatto dalla folla che di fianco aggredisce nel frattempo lo spillatore di birra e si ritrova dunque tra gli 8 fuochi di palati stuzzicati dal luppolo e noi dall’altra parte che fissiamo le pizze calde tipo dei randagi affamati. In un attimo di calma ci sfila la sua pizza alla nduja.

  • Pacchetelle di pomodorino giallo al naturale, nduja di spilinga, cipolla caramellata in crema, mozzarella di bufala morese, fili di peperoncino essiccato, olio evo pregio, basilico cristallizzato

Apprezziamo la gentilezza e pure la pizza, dalle due righe di ingredienti si noti che questa è la pizza più costruita tra le proposte.

Borgo Antico


Festa della pizza montecorvinese e risposta del pubblico


Grande risposta di pubblico, le 2 casse (che dalla serata successiva passeranno a 3) sono prese un po’ d’assalto, per quanto riguarda la scelta della pizza sta a voi farvi furbi.
Noi siamo arrivati all’apertura, alle 19.30, e praticamente eravamo gli unici, come si può ben immaginare il pienone c’è stato intorno alle 21 e poi la situazione si è un po’ rilassata intorno alle 22/22.30.
A voi trarre conclusioni. A occhio ci è stato riferito che sono state sfornate almeno 2400 pizze, direi che c’era una discreta fame nell’aria!

I costi sono semplici: Pizza speciale 8€ (cioè tutte quelle che vi ho elencato di sopra), Pizza Margherita (la propongono tutti i forni come alternativa), Birra alla spina 20 cl. 2€, 40 cl. 4€, acqua gratis, sia frizzante che naturale. Anche lo zucchero filato è offerto (per i bambini…)

Dal palchetto si sono invece esibiti Dario Visconti con il suo Nostalgia 90 e i Morgana. Ogni sera ovviamente ci saranno artisti e band diverse.
Che altro dirvi? Divertitevi!

Festa della pizza montecorvinese, evento


Falco

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Bianco Tanagro – Auletta (SA) – 2023

Bianco Tanagro – Auletta (SA) – 2023


Il prelibato fiore del carciofo bianco di Auletta (SA) è stato da una decina d’anni incastonato perfettamente nell’organizzazione di Bianco Tanagro, l’evento che Giuseppe Lupo ha caparbiamente sviluppato fino a farlo diventare in breve tempo, poiché l’evento è ancora considerabile giovane, anche degno del marchio Sagra di Qualità, concesso da UNPLI a pochi eletti.
Il Trono di Sagre è stato invitato, nuovamente in questo fine Aprile 2023, dopo il 2019, a passeggiare per Auletta per scoprirne tutte le sfaccettature.

Bianco Tanagro, carciofi ripieni


Una Mammarella campa dieci figli


Abbiamo distorto questo noto proverbio poiché Bianco Tanagro è il simbolo diretto di quel che un po’ predichiamo da sempre: un evento ben svolto, che si rinnova nel rispetto dei prodotti e nelle possibilità del territorio…finisce inevitabilmente per avere effetti benefici, a cascata, sull’intero paese e nei diretti dintorni. Non a caso, infatti, un carciofo sicuramente già noto ma non esaltato dai numeri del mercato ha saputo nel corso degli ultimi dieci anni veder decuplicare il suo commercio.
Grazie alla spinta di Bianco Tanagro e dell’intera comunità di Auletta adesso il carciofo bianco, che cresce in un delimitato territorio che va da Auletta, appunto, fino a Caggiano, Salvitelle e Pertosa, è diventato una fonte di reddito che può spingere qualche giovane a decidere di restare, invece di diventare una triste statistica nelle conte del pressante spopolamento che affligge il sud Italia.


Ma qual è il segreto di questo minuto carciofo?

“Ottimo crudo, resta elegante e particolarmente morbido anche dopo la cottura. Un cuore bianco che gli ha conferito una fama che non sempre riesce a soddisfare. Il Carciofo Bianco è particolare, oltre per il suo colore molto chiaro, verde tenue, bianco tendente all’argento, per la sua grandezza poiché è una specie priva di spine ed è molto grande. L’infiorescenza del Carciofo bianco (ciò che mangiamo) è molto grande e si presenta in forma sferoidale con un caratteristico foro alla sommità. Il Carciofo è un ortaggio con numerose virtù terapeutiche ed è un elemento estremamente salutare. Nei carciofi di Petrosa troviamo sodio, potassio, calcio, fosforo, ferro, vitamine A, B1, B2, C, PP, acido malico, acido citrico, tannini e zuccheri (non dannosi per i diabetici).  Il Carciofo Bianco di Pertosa presenta, in sostanza, proprietà diuretiche, depurative, ipocolesterolemizzanti, coleretiche, protettrici del fegato, digestive, amaricanti.”
Bianco Tanagro, carciofi bianchi


La versatilità del carciofo


Il carciofo, si sa, è ideale in diverse preparazioni e il percorso di Bianco Tanagro si è sviluppato intorno a questo concetto. Dall’inizio del viale principale di Auletta, che costeggia il castello, abbiamo una schiera infinita di casette, ad ognuna delle quali è assegnato un piatto. Ogni casetta ha la sua cassa (oltre ad un paio di punti pricipali ad inizio e centro percorso) e questo evita il crearsi di file troppo abbondanti.

Nello specifico, dal chilometrico menu, siamo riusciti a provare diverse cose, vediamole nel dettaglio.
Uno dei primi piatti che ci sentiamo di consigliarvi è proprio il calzone fritto (al carciofo).
Capace di continuare ad ungere anche dopo il trapasso, quasi fosse colpito da una maledizione, il calzone è una bomba di sapori. Il carciofo dal sapore delicato conferisce al gran panzerotto un gusto rotondo, con punte di grasso estremamente saporite date dalla salsiccia. E’ stato un gran bell’inizio, molto simpatici anche i membri addetti alla produzione. In generale abbiamo notato un bell’entusiasmo da parte di tutti i membri dello staff, molti dei quali sono in prima persona produttori del carciofo stesso, o legati alla catena del suo mercato.


Passando oltre troviamo, oltre al vino (che scende giù con pericolosa facilità), diverse tipologie di birra alla spina (tra cui i nostri amici di La Nuda), pizza bianca (al carciofo), crespelle, frittatine (al carciofo), caciocavallo impiccato (che, notiziona, per una volta abbiamo saltato!), pizza chiena (indovinate piena di cosa…?), tocchetti dello stesso con straccetti di maiale e tanto tanto altro…


Tra le tante pietanze abbiamo particolarmente gradito, vado in ordine sparso, i carciofi ripieni/farciti, che ad un competitivo prezzo di 5€ si presentano al piatto in una tris molto apprezzata. Uno di questi è finito anche, in un guizzo di follia, nel panino alla porchetta (e carciofi) del sottoscritto.

Auletta, Spiedini


Un menu infinito


Un altro piatto che vi consigliamo sono gli spiedini. Il carciofo si gusta quasi al naturale, abbrustolito dalle braci, accompagnato dai succhi della carne di maiale. Un abbinamento e una preparazione che abbiamo trovato molto azzeccata.


Chiaramente il bianco fiore si può provare anche fritto, o in pastella. Di quest’ultimo ci è arrivata al tavolo una porzione extra che ha fatto la felicità di tutti i presenti, poiché è stata condivisa immediatamente onde evitare anche di abbuffarci a pochi metri dall’inizio della traversata.

I piatti molto particolari sono molti, troviamo anche la pasta & il riso e, allo stesso stand, il carpaccio.
Intriso in pepe e limone (dove giace per diverse ore) è una chicca che ci sentiamo di consigliarvi.


Un programma ricco


Il menu non è l’unica cosa da segnalare di quest’evento, anzi. Ci ha colpito una grande collaborazione con le Pro Loco vicine e lontane (abbiamo assistito al gemellaggio delle Pro Loco di Auletta e Matera), lo show cooking, che ogni anno si rinnova con la presenza di chef che propongono innovativi utilizzi del protagonista di giornata, la possibilità di visitare il castello, con spettacoli annessi.


Trampolieri, una statua di un carciofo costruita di un materiale riflettente sconosciuto all’uomo, con facoltà di concentrare i raggi solari e polverizzare gli intrusi (credo), un verde panorama da godersi per respirare un po’ tra un piattone e l’altro e una schiera pressoché infinita di stand supplementari con produttori proveniente dalle regioni e province vicine con i loro prodotti migliori.

Tra gli altri, amari e digestivi in ogni possibile tipologia, dolciumi, dal cannolo originale della sicilia passando per il torrone al pistacchio, pancake, leccalecca, crepes, caramelle, distese infinite di taralli, formaggi di pecora, creme alla nduja originale, tantissimo altro ancora e OLTRE ciò un intero mercato oltre i confini dell’evento.


Intrattenimento


Disposte a mò di ronda sul percorso troviamo anche (almeno) tre band itineranti che spesso collimano creando duetti musicali coinvolgenti. Musica spiccatamente tradizionale, da diverse parti della regione.
I classici del genere risuonano nel viale, sotto i pini e i cipressi che costeggiano il percorso.

Per i più piccoli, burattini & prestigiatori sia nella piazza principale che sparpagliati lungo il cammino.
Per tutte le età invece la crostata di fragole, la fragolata (con abbondante panna) e il gelato, che consigliamo molto vivamente, naturalmente nella sua versione al carciofo (completamente priva di lattosio!)


Insomma, ce n’è per tutti gusti.
Questa edizione di Bianco Tanagro si terrà dal 28 Aprile al 1 Maggio 2023, con apertura anche a pranzo nelle giornate del 29, 30 e 1.
Per ogni informazione supplementare vi rimandiamo al nostro calendario eventi e alla pagina ufficiale degli organizzatori.

Clicca sulle immagini seguenti per essere reindirizzato all’evento ufficiale e al calendario eventi completo!


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Mercatini di Natale – Castellabate (SA) – 2022

Mercatini di Natale – Castellabate (SA) – 2022


I Mercatini di Natale di Castellabate (SA) sono arrivati alla 10° edizione, un traguardo che sarebbe importante per qualsiasi sagra/festa. Far diventare dei mercatini una tradizione non è cosa da poco, specialmente in un paese nel quale non mancano iniziative, turismo e organizzazioni.

Per la terza volta consecutiva siamo tornati all’evento che non è stato fermato neanche dal covid e che caparbiamente si è imposto come uno dei più importanti della provincia, e dell’intera regione.

Artigianato, Mercatini di Natale di Castellabate
– Artigianato protagonista come sempre


Questione di organizzazione


Per tenere insieme i pezzi di un’organizzazione che comprende così tante voci vuol dire che alla base deve esserci un progetto concreto. Da 10 anni quest’evento cresce e si conferma e la prova sono alcuni standisti che ormai sono presenza fissa all’evento. Un continuare a tornare che certifica come l’evento stia continuando a crescere anche sotto pandemia, guerra, inflazione, maltempo, sciame meteorico, guerre civili e ogni altro regalo che questo millennio ha da offrirci.

Già dopo i primi passi si nota una differenza, anche solo di colore e luci, rispetto alla versione che per esigenza, tra green pass e incertezza, fu quella dell’anno scorso.


Quest’anno ci sono ben 56 (e passa) casette. Tra il classico artigianato natalizio (palline in ceramica, stoffa, vetro, babbi natale trapuntati, scultori di legno, intrecciatori di vimini), l’intrattenimento (con un teatrino di burattini in pianta stabile e un amorevole trio di zampugnari barbuti che ciondolano per le stradine del borgo), il prodotto locale (amari alle erbe, miele, formaggi, salumi, frutta secca, conserve) e una scelta gastronomica sbalorditiva, soprattutto per un evento che non fa del food il suo punto focale.


Meraviglia alla vaniglia


Essendo avvezzi all’evento (come accennavo, è la terza volta consecutiva che Il Trono di Sagre viene scelto come uno dei promotori ufficiali dei mercatini) ci aspettavamo una piacevole visita di routine, come quando da expat si torna a casa per Natale e si fa il giro degli zii…e invece…

Neanche il tempo di salutare Nicola Paolillo (l’uomo che per 365 giorni l’anno programma il Natale come in una burocratica versione del burtoniano Nightmare Before Christmas) che veniamo condotti con la manina verso un tour rapidissimo di assaggi che ricorda incredibilmente l’ingozzamento di dolciumi del Grinch nel paese di Chi non so.


In un tour di sapori completamente random cominciamo dalla polenta alla piastra dello stand del Sardo Cilentano, altra presenza fissa dei mercatini. Passiamo poi ad un caciocavallo impiccato che si sposa benissimo con la lieve brezza del mare e questo sole misericordioso che oggi ha deciso di regalare a tutti una domenica di tranquillità dagli inquietanti rovesci che ci stavano martellando ultimamente.

Dopo cacio e polenta, altra polenta, stavolta quella tipica di Castellabate (la farnata) con cipolle stufate. Nello stesso angolino potete trovare pizza fritta classica (al sugo) e in versione cacio e pepe, quindi bianca. Volendo allo stesso stand potete anche concludere il vostro menu con i tipici scauratieddi.


Proseguendo invece verso Piazza 10 Ottobre incontrerete ritrattisti, infiniti stand di artigianato, folle sciamanti (presenti in gran numero già prima di ora di pranzo), un apposito stand di dolci tipici e potrete poi voltare l’angolino e tornar su, per altre stradine ricche di colore e musica.


La 10° edizione è un’edizione di colore


Molte cose sono state perfezionate e altre nuove sono state implementate. Come ad esempio i castagnatori di Summonte, in privilegiata posizione panoramica, col venticello che fornisce qualche coppino ogni tanto e che hanno a disposizione la classica caldarrosta e quella flambé alla Strega.

Intorno alle 17.00, dopo 4 ore di assaggini, le luci cominciano ad accendersi e il mercatino entra nella sua fase serale, sicuramente la più suggestiva. Noi non abbiamo ancora finito di mangiare infatti c’è tempo per provare un piccolo aperitivo con rosè, del vin brulè, dell’aglianico, una ciliegia ricoperta di cioccolato con il tasso alcolico di un Black Russian, una pizza cilentana per spezzare un po’ e dare un po’ di quiete al palato e…pizzelle alle alici (e semplici), fiche secche impaccate e giusto un nonnulla di crema di formaggio di pecora.

Ciliegia alcolica, Mercatini di Natale di Castellabate
– La devastante ciliegia alcolica al cioccolato


Un percorso pieno di attrattive


La grande peculiarità dei mercatini di Natale di Castellabate è proprio l’avere a disposizione un percorso poliedrico e ricco di attrattive. Se avete voglia di panorami vi basterà voltarvi, intorno a voi c’è di tutto. E’ un percorso ideale per famiglie, ma anche per gruppi di amici. Il lungo elenco che ho fornito dovrebbe lasciar intendere la vasta possibilità di stuzzicare qualcosa o addirittura pranzare/cenare in modo completo. Si può arrivare in autobus (previsti 40 pullman ed oltre) e soddisfare ogni guizzo creativo in tempo per l’Immacolata, per rendere più vivace il nostro albero di Natale casalingo.


Insomma, l’edizione 2022 lascia ben sperare per l’immediato futuro e vi consigliamo di farci un giro.
I Mercatini ci saranno tutti i giorni, dal 2 all’11 Dicembre.

Vi lasciamo con un video dell’edizione scorsa e l’evento FB con link apposito, per seguire e rimanere sempre aggiornati su ogni cambiamento!

– La nostra visita nell’edizione ristretta del 2021
– Evento FB ufficiale de Il Trono di Sagre


– Falco

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