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Polvere di stelle – Castelnuovo Cilento (SA) – 2021 – Il Trono di Sagre

Polvere di stelle – Castelnuovo Cilento (SA) – 2021 – Il Trono di Sagre


Polvere di stelle è una primissima edizione che in realtà raccoglie un’eredita già quasi decennale, che è quella delle iniziative di Luca De Feo, organizzatore ed amico, che in più di un’occasione ha portato già clima di festa in quel di Castelnuovo Cilento (SA).

Nel borgo un po’ addormentato ha dapprima sperimentato dei mercatini in piazza, per poi passare alla Ritorno al borgo che recensimmo nel 2019.
Quest’anno ritorna con Polvere di stelle, un mercatino caratteristico e suggestivo che ci ha già affascinato…

– Una piccola, magica, istantanea del mercatino


Polvere di stelle


Caratteristica principale dell’iniziativa (trattasi di un percorso con mercatini di Natale) è il tenersi all’interno della corte del castello di Castelnuovo Cilento. Il circondario naturalmente suggestivo da una grossa mano all’evento: abbiamo questa imponente serie di torrioni, che si stagliano verso il panorama infinito del Cilento, su un prato reso verde smeraldo dalla brina, che si fonde con un cielo pastello viola e rosa. I colori del tramonto danno il via alla festa.

Intorno alle 16.30, orario in cui la manifestazione inizia ufficialmente, le luminarie stellate che sormontano tutto il mercatino, semplici ma nostalgiche al punto giusto, cominciano a produrre i loro effetti magici e tutto lo scenario cambia volto.

Passando sotto una serie di archi, aiutati dal ciottolato del borgo, lasciandosi alle spalle la chiesa, si entra nella coppia di cortili.
Uno di essi è stato destinato all’intrattenimento, con palco, fumo, luci e, anche qui, un panorama a strapiombo sul resto del mondo. Nell’altro cortile, intanto, trovano dimora le casette in legno, con un tappeto rosso che circonda tutto l’itinerario e una scelta ponderata di stand tra l’artigianale e il gastronomico.


Un rocambolesco arrivo


La giornata è stata già lunga e l’intenzione è quella di risalire le “dolci” curve che ci conducono a Polvere di stelle e di goderci una tranquilla e magica serata…se non che Dio solo sa su che sentiero ci conduce il sadico Google Maps e per 1,5 infiniti km stile Serpentone di Dragon Ball ci inerpichiamo su una straducola circondata da natura brulla che peggiora ogni 100 metri.

L’ultima curva potrebbe essere quella fatale, invece arriviamo sani e salvi e facciamo due passi arrivando verso il castello. Si nota subito il fascino del borgo intero, quando già da lontano si possono notare le torri scure illuminate dal basso dal luccichio delle luminarie.

Altra cosa che si nota immediatamente è che ho cannato l’outfit è che morirò presumibilmente di freddo e stenti.

* Celine Dion fades in the background *


Luca ci accoglie, mentre fa altre 246 cose, per far si che sia tutto pronto per il “grand opening” e mentre mescola vin brulé ci parla un po’ di come tutta l’esperienza sia stata la solita, incredibile sfida, dapprima burocratica, poi economica e così via. La classica piaga delle piccole realtà di paese dove ogni cosa ti da l’impressione di remarti contro…

Eppure…eppure…da esterni, da ingenui fanciulli barbuti qual siamo non possiamo fare a meno di restare affascinati da quel che vediamo.
Il cortile, seppur ancora “work in progress” ha già la sua aura personale e caratteristica, con tanto di micione nero e coccolone, che ci accompagna in missione esplorativa.

– Il castello è addobbato con lucine e insegne


Gli stand


Luca, che crede nella forza dell’intrattenimento, ma anche nel dare a Cesare ciò che è di Cesare, ha scelto di non dimenticare le origini artigiane del Cilento e quindi ha voluto fortemente che nei suoi mercatini di Polvere di stelle ci fosse una grande presenza di stand artigianali.

Abbiamo stand dedicati solamente a libri sul cilento, altri a cesti intrecciati a mano ed altri concessi a Rareche, che più volte abbiamo incontrato nei nostri percorsi mangerecci.

– Gli amatissimi scauratieddi!


Non manca ovviamente la parte gastronomica (e sennò che ci chiamava a fare?) e voglio subito nominare un gran soffritto, di cui parlai già bene in occasione della nostra visita del 2019 e che prontamente vado ad assaggiare.
Spoiler: è sempre buono. Sono costretto a dividerlo, a malincuore, con Corvo, perchè in teoria ci serve una doppia opinione su tutto quel che facciamo, che stress!

Cos’altro? Beh, ci sono degli arancini, li provo ai funghi porcini e sono ottimi, idem per la versione cacio&pepe.
Corvo tenta la sua classica giocata con il suo amore di sempre, la nduja, ma qualcuno lassù per punirlo di avermi sottratto il soffritto gli rifila per errore quello al ragù. Muore un po’ dentro (ma lo mangia comunque).

– Lo struffolone, altro dolce tipico


Altra cosa ben riuscita è vin brulè proprio di Luca, che risulta molto delicato e non aggressivo (non ne sono un gran fan ma questo mi piace, forse, anzi, per la prima volta ne assaggio uno che mi piace) nonostante poi mi dedichi inizialmente al prosecco e subito dopo a provare qualche birra artigianale del birrificio FIEJ.

Ne proviamo circa 48 campioncini, per sincerarci sia davvero buona, e proseguiamo.


Struffolone & Kebab


Come anticipavo, qui è tutto Cilento, ci sono anche i dolci tipici natalizi, come lo Struffolone e gli amatissimi Scauratieddi. Poi c’è il kebab, dove Luca cede: “Non ci potevo fare niente, è troppo buono.”

Lo discolpiamo, anche perchè la sola colpa di quella carne è ruotare in verticale, ma fa di tutto per farsi accettare…tipo presentarsi nel panino con abbondante parmigiana. Chi siamo noi per puntare il dito? Al massimo il dito lo alziamo, per ordinarne uno!

– Il mio amato paninazzo col soffritto


Tra un panino con i broccoli e l’altro Luca ci racconta l’idea dietro ogni stand.
L’evento sembra piccolino (o meglio, intimo) ma quanto lavoro c’è dietro…e non è finita certamente qui perchè nell’altro cortile attendono impazienti una lunga serie di artisti, mangiafuoco e tanto altro.

Altra chicca, che speriamo di mostrarvi quanto prima, è il motivo del nome di questo evento.
Polvere di stelle, infatti, deriva da un magico spettacolo pirotecnico dove i frammenti luminosi dei fuochi d’artificio discendono lentamente, dondolando aiutati da un piccolo paracadute, donando a tutto il mercatino un’affascinante spolverata di stelle ciondolanti e cadenti. Una vera magia di Natale.


Gli appuntamenti


Vi ricordiamo che Polvere di stelle si terrà a Castelnuovo Cilento (SA) dal 3 al 23 Dicembre, ad esclusione dei giorni 6, 7, 9, 13, 14, 15, 16 e 20.
Gli orari vanno dalle 17.00 alle 22.30 o dalle 10.00 alle 22.30, a seconda del giorno.
Apertura eccezionale nel giorno dell’Immacolata!

Ne approfittiamo per elencarvi anche la vasta serie di artisti che presenzierà sul posto:

4 dicembre ore 20.30 i RittAntico
8 dicembre ore 20.30 Kiepo’
10 dicembre ore 20.30 Daniele Botticchio
11 dicembre ore 20.30 Peppe Cirillo e Antiqua Saxa
18 dicembre ore 20.30 Stragatti rock
22 dicembre ore 20.30 A Paranza ru’ Tamuntan
23 dicembre ore 20.30 Piera Lombardi

Ed ecco, ancora, il nostro evento ufficiale sui mercatini:

– L’evento ufficiale de Il Trono di Sagre sui Mercatini di Natale Polvere di stelle, cliccaci!


Falco

– Link alla pagina ufficiale degli organizzatori
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Mercatini di Natale – Castellabate (SA) – 2021 – Il Trono di Sagre

Mercatini di Natale – Castellabate (SA) – 2021 – Il Trono di Sagre


Dopo aver saltato un anno per via della pandemia una delle istituzioni a livello di mercatini natalizi ritorna con la voglia di non fermarsi più. Parliamo della compagine dei Mercatini di Natale di Castellabate, di Nicola Paolillo, che ancora una volta ci chiama a corte per testimoniare che sia estate, inverno o mezze stagioni…Castellabate c’è!

Mercatini di Natale, Il Trono con Nicola Paolillo
– Neanche il tempo di godersi un raggio di sole che il vento freddo ci aveva già rastrellato la faccia!


Una giornata di grazia per i Mercatini di Natale


Come se non bastassero pandemia, restrizioni, crisi economiche, cavallette, terremoti e ansia da prestazione ci si mette anche il maltempo. Un Dicembre assai inclemente complica le cose per gli organizzatori.

Due settimane di pioggia praticamente consecutive, con tsunami e secchiate incessanti, finchè in un inaspettato sabato 5 compare finalmente il sole, con 20°. Sembra di essere tornati nel sud Italia, il tornado ci ha riportato nel Kansas, Toto!


Le prime differenze che saltano all’occhio sono chiaramente i Check-point Charlie all’ingresso, dove viene controllato il Green Pass, questo tristemente è per qualcuno una buona ragione per disertare anche se di primo mattino (cioè mezzogiorno inoltrato) siamo già sui 500 visitatori.

Per quest’edizione si è cercato in tutti i modi di non creare assembramenti, in che modo?
Innanzitutto le “casette” che ospitano food e standisti cominciano dal “lungomare” (che è a 700 mt. dallo stesso) e si districano dalla parte più alta e più nota del borgo fino alle sue pendici, alla celebre piazzetta (quella del film) e per qualche vicolo seminascosto, cercando di non creare mai ingorghi.


Un’occhiata da vicino alle casette


Nelle casette in legno si incrociano le dita: i visitatori risolleveranno le sorti di un evento che in ogni modo è dispendioso, per tempo, denaro e pazienza, sia per organizzatori che per hobbysti e momentanei affittuari di casupole in legname?

Certo, durante la nostra visita sappiamo che sono previsti la solita spasmodica quantità di bus da tutte le parti della Campania, quindi questo rassicura qualcuno. Resta da capire se sarà pietoso il clima.

Mercatini di Natale, la magia che dona un raggio di sole
– Il sole dona un’aura magica al mercatino…


Le casette e i panorami risultano simili a quelli del 2019, ritroviamo lo stand delle polpette fritte (purtroppo non ancora attivo al momento della nostra visita, sigh!) e quelli ottimi e già pluritestati del panino sardo, con autentico formaggio e salume isolano (“Fa paura sto panino.”, esclama un affermato critico Corvo) e delle “frittelle”, che noi chiamiamo pizzelle, tipicissime di Castellabate (che ritrovammo anche in “Vasci e vichi“) con alici o in versione classica.

In piazzetta, invece, nella stessa posizione in cui ce la ricordavamo c’è sempre lo stand della pizza.
Preparata, infornata e tirata fuori bella fumante tutto in “live”.
Del resto anche la pizza è tipicamente natalizia in Campania, no?


Per quanto riguarda gli hobbysti e i fan dei ricami natalizi (come me!) c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Palline di vetro o in ceramica decorate a mano, calze, palline, stavolta in lana, ghirlande, targhe in legno, stelle, stelline e cesti intrecciati a mano. Castellabate non dimentica la sua natura artigiana e lascia ampio spazio a questo tipo di esposizioni, con qualche ripetizione in loop che più di una volta ti lascia pensare “Ma di qui ci sono già passato?”


Non mancano neanche, per fortuna, le solite chicche. Tipo il nostro stand amico di miele locale Le api di Anna, che già incontrammo in diverse edizioni, con le sue candele in c’era d’api, profumate e ricche di dettagli e delle golose caramelle al propoli!
E non mancano neanche conserve (tipo quelle di cipolle) e confetture, e formaggi. Per passeggiate d’ogni gusto.


La solita Castellabate


Nel tour di ricordi è al solito inevitabile perdersi nei famigerati scorci, in una piazzetta assolata, viva e con un panorama unico che nessun Siani potrà celebrare oltre quella che è la sua naturale bellezza.


In ogni vicoletto c’è una traccia della bellezza eterna del paesino che, val sempre la pena ricordarlo, prima di tanti capì l’importanza del preservare le sue origini per uso e consumo (moderato!) del visitatore.
Ti ritrovi a cercare una pizza ed un vicoletto di lucine ti rapisce, una scalinata contornata di edera e foglie verdi e rubino ti accompagna, una terrazza agghindata a festa con glicini rosa e campane bianche ti concede un pit stop in un raggio di sole caldo, con un panorama che ti stende.

Mercatini di Natale, un magico scorcio fiorito
– Non possono mancare i magici scorci del borgo


Il clima è lo stesso di sempre, per un evento che non è più regazzino e si avvicina alla sua storica 10° edizione.
Non possiamo che incrociare le dita sperando che le viuzze del Cilento siano di nuovo belle gremite di visitatori, come ce le ricordavamo (nei limiti, non fatemene pentire!)

Ne approfittiamo per ricordarvi anche le date, potrete visitare i Mercatini di Natale tutti i giorni dal 3 al 12 dicembre, esclusi giorno 6 e giorno 9, dalle ore 10.00 alle ore 22.00.
Per gruppi e bus è obbligatoria la prenotazione al numero 334 38 63336.

Ne approfittiamo per lasciarvi anche il link all’evento ufficiale:

Copertina dell'evento
– L’evento ufficiale dei mercatini direttamente dalla pagina FB de Il Trono di Sagre
– Link alla pagina degli organizzatori
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Il borgo delle favole, una storia di Natale nel fascino di Quaglietta – Il Trono di Sagre

Il borgo delle favole, una storia di Natale nel fascino di Quaglietta – Il Trono di Sagre


Il borgo delle favole non è la prima iniziativa di Albergo Diffuso, a Quaglietta (AV), già in estate infatti si è messo in scena uno spettacolo simile approfittando della suggestiva “location” del borgo storico.
Con l’arrivo della naturale magia del Natale è impossibile non approfittarne e tentare una replica.

Il borgo delle favole, Quaglietta
– Suggestiva locandina alternativa


Le date e il programma


“Dal 4 all’8 Dicembre 2021 l’evento unico nel suo genere dove ti racconteremo la storia del Natale attraverso le 5 leggende che ripercorrono e spiegano le usanze e le tradizioni.”

Le date:

4 dicembre ore 10,11,12,13,15,16,17,18,19,20,21
5 dicembre 10,11,12,13,15,16,17,18,19,20,21
6 dicembre 16,17,18,19,20,21
7 dicembre 16,17,18,19,20,21
8 dicembre 10,11,12,13,15,16,17,18,19,20,21

Ingresso adulto: euro 10,00€
Ingresso baby: euro 10,00€
Possibilità di acquistare in loco il kit delle 5 leggende a 8 euro

Info line 081/8678369

Whatsapp 327/2540679



Si presenta così Il borgo delle favole, con una bella e colorata locandina a tema.

Il borgo delle favole, locandina


Il Trono chiede, gli organizzatori rispondono

Abbiamo fatto qualche domanda agli organizzatori, di Albergo Diffuso Quaglietta, per saperne qualcosa di più!

Ciao Caterina! Come accennato questa non è la prima volta che organizzate uno spettacolo del genere, cosa vi ha spinto a riprovarci dopo l’edizione estiva?

Buongiorno e grazie per l’invito. La volontà è sempre la stessa, quella che ci portiamo dentro dall’apertura, ossia provare a dar nuova vita al Borgo di Quaglietta e dare una mano allo sviluppo territoriale.

La manifestazione estiva ha avuto un discreto successo nonostante il periodo negativo che il turismo sta affrontando per via della pandemia. È stata apprezzata ad ampio raggio e richiesto da molti di provare anche con una edizione natalizia. È una sfida ardua per via delle condizioni meteo che in questo periodo sono più avverse ma con il gruppo Animazione in Corso S.r.l. abbiamo deciso di lanciare la prima edizione.

– Il vostro borgo è a dir poco suggestivo, quali sono le caratteristiche che lo rendono unico e speciale per un evento natalizio?

Giusto. Il Borgo di Quaglietta è senza dubbio fra i più suggestivi del meridione e la sua conformazione lo rende l’ambiente ideale per far vivere una favola ai visitatori. L’essere racchiuso in un perimetro invalicabile se non dall’accesso principale lo rende un posto quasi unico nel suo genere. La parta alta, lo slargo del Barone e il sovrastante Castello sono ambienti ideali per lo svolgimento dell’edizione natalizia. Sarà una atmosferica magica tutta da scoprire e da vivere in famiglia. I più piccoli vivranno in prima persona le favole che tanto apprezzano in tv.

– Abbiamo sentito parlare di un percorso enogastronomico, cosa puoi dirci di più?

L’irpinia è una terra da scoprire anche e soprattutto in un viaggio enogastronomico. Con il nostro ristorante daremo l’opportunità di farlo nelle vie del Borgo. Padrone di casa sarà sicuramente lo zenzifero, spezia tipica del posto tanto che la Pro Loco Aquae Electae realizza ogni anno La Sagra dello Zenzifero che ha ottenuto il marchio di Sagra di Qualità e che invitiamo a visitare ad agosto. I piatti che si realizzano con tale spezia per ora preferisco farveli solo immaginare in attesa di degustarli da noi.

Vi sarà poi la tirata di Calabritto, una tipica pasta fresca della tradizione condita con ragù  di carne mista.

Il tutto sarà accompagnato dall’ottimo vino irpino, dall’aglianico al turasi, e non mancheranno i bianchi per chi li preferisce ai rossi.

– Come se non bastasse, Albergo Diffuso mette a disposizione anche percorsi benessere e la possibilità di pernottamento in loco, vero?

Tutto è in via di sviluppo; stiamo investendo giorno per giorno sul completamento ed arricchimento del Borgo Medievale. Sono già disponibili oltre 20 unità abitative, di varia natura e pezzatura, dalla camera da letto con bagno ai mini appartamenti con possibilità di cucinarsi da sé. Il percorso benessere sarà inaugurati a breve con Jacuzzi e bagno turco da poter utilizzare in gruppo o in privato scegliendo la soluzione Suite.

Sono previsti per l’estate ulteriori ampliamenti con stanza del sale e tanto altro che vi annunceremo in primavera.

– Lo stiamo chiedendo a tutti: Organizzare eventi negli ultimi 2 anni è diventato ancora più difficile, quali sono le difficoltà che avete incontrato e come siete riusciti a superarle?

Per noi che abbiamo inaugurato nell’agosto del 2018 è stato ancora più duro dopo appena un anno di gestione dover affrontare tale evento di risonanza mondiale. La difficoltà è stata legata soprattutto alle normative anti contagio che variavano all’ordine del giorno; la non certezza dei protocolli, delle date, delle modalità organizzative; e tutto che di conseguenza scatenava ripercussioni sulle prenotazioni, le più fatte dall’oggi al domani senza dare possibilità di una corretta gestione dei servizi.

Va dato un grande merito a tutti i dipendenti e collaboratori che con sacrificio personale hanno aiutato la struttura a sopravvivere a questo uragano senza precedenti. Sono padri, madri e giovani coraggiosi che stanno credendo nell’iniziativa. Stanno spendendo insieme a tutta la società forze fisiche, mentali e soprattutto sacrifici economici per cercare di andare oltre. È questa la verità che ho il piacere e dovere di condividere.

Il borgo delle favole, cornice
– La copertina ufficiale dell’evento by Il Trono di Sagre, cliccaci per saperne di più!
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Il Presepe Vivente di Salvitelle (SA), primissima edizione – Il Trono di Sagre

Il Presepe Vivente di Salvitelle (SA), primissima edizione – Il Trono di Sagre

Il presepe vivente di Salvitelle è una prima edizione, prende forma durante un periodo difficile per tutti. Questo è un segnale molto forte che lascia intendere di poter piantare radici molto forti per gli anni a venire.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto
Suggestiva vista dall’alto di Salvitelle

Le date del Presepe Vivente di Salvitelle (SA)

Il presepe vivente di Salvitelle (SA) vedrà la primissima luce nel fine settimana del 18 e 19 Dicembre 2021, a partire dalle ore 18.00 fino a tarda sera.

Cosa ci aspetta in questa primissima edizione?

Non solo un presepe vivente, questo evento nasce subito con grandi ambizioni, si è pensato quindi di creare un vero e proprio percorso enogastronomico che si inerpicherà tra le suggestive vie del borgo di Salvitelle. Non mancheranno quindi prelibatezze culinarie e piatti tipici.

Ovviamente protagonista della serata sarà la rievocazione storica del presepe, con tanto di Re Magi e pastorelli.

Per la parte artistica non mancheranno i mangiafuoco, giocolieri ed artisti di strada. Ci saranno stands di oggettistica natalizia, articoli e prodotti di artigianato.

Il costo del ticket è di 1€ simbolico, e i bambini fino a 12 anni avranno accesso gratuitamente.

L’organizzazione ci tiene molto a sottolineare che l’evento sarà svolto nel totale rispetto delle normative anti-covid19 vigenti.

Per maggiori informazioni: 366 4475229 / 327 7179310

Salvitelle, locandina dell'evento
– Locandina dell’evento

Il Trono chiede, gli organizzatori rispondono!

Abbiamo fatto qualche domanda a Giuseppe Perretta, l’organizzatore, per saperne qualcosa in più:

Ciao Giuseppe, da dove nasce l’idea di un presepe vivente a Salvitelle?

Un caro saluto a tutti i lettori.

Siamo un’associazione culturale che si occupa di promuovere la cultura e lo spettacolo attraverso vari eventi ed iniziative nella regione Campania (e non solo); nello specifico, l’idea di realizzare un presepe vivente nel comune di Salvitelle ci è stata suggerita dalla stessa location che abbiamo avuto modo di visitare nei mesi scorsi. Qui il tempo sembra essersi fermato e tra le vie del borgo sembra quasi di incamminarsi in uno scenario già adibito per una simile iniziativa, Salvitelle è già di suo un set da presepe vivente!

È una prima edizione, ma cosa dobbiamo aspettarci?

La prima cosa da aspettarci è di sicuro la riscoperta di questo meraviglioso borgo che si presenterà con il suo patrimonio storico-monumentale ricco di edifici dalle origini secolari (Chiese, palazzi nobiliari e addirittura un castello). Inoltre il pubblico potrà sentire il calore e l’entusiasmo derivanti da una I edizione in un luogo del genere. Vi aspettiamo davvero in tanti!

Puoi dirci qualcosa del menù o dei piatti tipici che i visitatori potranno provare?

Il menù sarà ricco ed articolato, abbiamo pensato, come si è soliti dire, ai grandi e ai piccini, tutto restando in tema del Natale, imperativo assoluto! Si partirà dagli antipasti per proseguire con i primi piatti, secondi, contorni, frutta e dolci (rigorosamente natalizi); non mancheranno caldarroste e zucchero filato.

Il programma è ricco, oltre alla gastronomia vediamo artisti di strada e stand di artigiani…

Assolutamente sì! Lo spettacolo deve essere il filo conduttore per entrambe le serate; il pubblico appena si incamminerà nel percorso guidato assisterà a rappresentazioni e spettacoli da capo a fine: Natività, botteghe (artigiani, pastori, falegnami, contadini, ecc.), luminarie, mangiafuoco e intrattenitori vari.

È stato difficile organizzare il tutto, visti i tempi e la burocrazia? Siete riusciti comunque a mettere in piedi ogni cosa come volevate?

Come ogni prima edizione, lo sforzo è sicuramente amplificato, in aggiunta alla già stressante situazione epidemiologica che stiamo vivendo in Italia e all’estero; adotteremo tutte le misure previste per il caso e per il resto abbiamo solo voglia di essere ottimisti e vivere queste serate in nome della spensieratezza e della serenità.

Abbiamo organizzato tanti altri eventi in passato ma, complice l’entusiasmo di un presepe vivente in paese, l’Amministrazione comunale ci ha sostenuto e supportato in ogni passo della programmazione. Dimostrando per davvero (e a fatti) il buon andamento e l’efficacia della pubblica amministrazione; per questo un ringraziamento particolare è rivolto di sicuro al Sindaco Maria Antonietta Scelza e all’intera comunità di Salvitelle!

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La Panoramica e i Panettoni Gastronomici

La Panoramica e i Panettoni Gastronomici

E’ stato il primo prodotto specificatamente natalizio che abbiamo mai trattato, è arrivato all’improvviso e ha fatto immediatamente il botto. I panettoni gastronomici potrebbero diventare il simbolo di ogni nostro Natale!

– Sembra quasi di sentirne l’odore…


Giungano e la tradizione del forno


Solitamente si comincia a parlare di un prodotto specificatamente natalizio ben prima di Dicembre (nella follia degli acquisti impulsivi c’è chi inizia a parlarne a settembre, roba che sei ancora a mare…) mentre noi abbiamo “deciso” di aspettare quasi l’ultimo momento. A Dicembre inoltrato, infatti, con l’Immacolata alle spalle, si è deciso di collaborare con La Panoramica al lancio di questo prodotto che sembrava fatto apposta per noi.

Innanzitutto ciò che ci ha convinto era che il prodotto da forno veniva da Giungano, da dei produttori amici che puntualmente incontriamo (anche solo telematicamente) in occasione di una delle feste più rinomate del territorio, quella dell’Antica Pizza Cilentana.
Sicuramente se penso alla pizza cilentana di Giungano il pensiero ricorre alle calde serate estive e non al panettone, ma come sicurezza sulla qualità del prodotto tipicamente da forno c’era ben poco di cui discutere!
La sapiente arte del Maestro Pizzaiolo Pietro Manganelli e di Rossella Di Filippo ha condotto infatti per anni la gestione de La Panoramica fin nelle alte sfere del gusto.


Le 4 varianti


Al solo pensiero scorreva acquolina, ma quando abbiamo sentito le 4 varianti proposte abbiamo quasi esultato…
Soppressata&Pecorino, che è quello andato per la maggiore, presentava una spiccata sapidità e una tendenza al forte sapore quasi amaro dei grani di pepe contenuti nella paesanissima soppressata locale.
Caciocavallo&Pomodoro Secco invece era contraddistinto da una pastosità dolciastra tipica del pomodoro e del dolce grasso genuino della caciotta. Un prodotto che si lega a triplo nodo carpiato con un aperitivo perfetto (vi consiglio un doppio Negroni, fidatevi).
Capocollo&Fichi proponeva un’alternativa delicata. Col salume locale legato ad uno dei frutti più tipici del nostro Cilento, quello del fico, uno dei motivi di vanto anche della stessa Giungano.
Salsiccia&Finocchietto invece ha puntato sull’aroma, con un sapore meno invadente ma che creava una sua atmosfera su tutto il palato.


“Siamo spiacenti, il prodotto è esaurito!”


Convinti della qualità del panettone e sicuri della voracità della nostra utenza che risponde sempre presente abbiamo così proposto, dopo aver allegramente degustato durante il making of di video&set fotografico (questa è la parte migliore del lavoro…), l’allegro panettone.

La risposta è stata eccellente !
Ben 50 panettoni sono andati esauriti in 72 ore, praticamente le ordinazioni si sono fermate solo perchè i panettoni erano finiti.

Con l’allegra notizia abbiamo subito informato i nostri amici e mastri fornai. Una bellissima avventura, breve ma intensa, è diventata un potenziale caposaldo dei nostri inverni.


Falco


L’apposito video da noi realizzato:


Il goloso approfondimento su FB:



Immutati da millenni, gli Scauratielli – Il Trono di Sagre

Immutati da millenni, gli Scauratielli – Il Trono di Sagre


La semplicità di questi dolciumi mi ha sempre colpito e proprio per questo li avevo forse un po’ sottovalutati…
Scavando un po’ più a fondo, sotto una lucente glassa al miele, viene fuori la millenaria storia degli Scauratielli.

Giungano
– Una versione “sorella” degli Scauratielli proposta a Giungano in occasione della festa


Un dono agli dei…


Sono i greci a iniziare gli abitanti dell’antica regione pre-romana del Cilento, precisamente nell’antica Posidonia, “odierna” Paestum, a questa dolce usanza.
I sibariti e i loro eredi infatti tramandarono dagli achei questa ricetta che in origine era un dono agli Dei fatto nella notte più buia dell’anno, quella del 24 Dicembre.
I dolcetti erano di buon auspicio, difatti dopo la notte viene sempre il giorno e così passato il solstizio ci si godeva giornate con più luce.
La “nottata” era passata e la delizia consumata.

Ci si renderà subito conto che non c’è praticamente dolce italiano più natalizio di questo!

Ad arricchire ancor più di fascino questa storia c’è anche quella della forma degli scauratielli, che non è quella di semplici fiocchetti come a prima vista si potrebbe pensare, bensì l’iconica forma dell’Alpha ( α ) e dell’Omega ( Ω ).
L’inizio e la fine dell’alfabeto greco simboleggiavano l’inizio e la fine del ciclo della luce.
Da questo deriva anche l’usanza tutta cilentana di non iniziare a mangiare gli scauratieddi (chiamati anche così, a seconda del dialetto!) prima che siano tutti fritti, in modo da non interrompere il cliclo finchè il rito non è completo.

Scauratielli
– Le due tipiche forme degli Scauratielli


Mitologia, esoterismo e chimica


Altro rito che sicuramente conoscerete se appartenete alla magica regione Campana del Cilento è quella del non dover mai rivelare a nessuno quando si andranno a preparare questi magici dolcetti!
Se si parla troppo e ci si vanta a vanvera si finisce per essere vittima “d l’uocchij dda gente” (si viene presi di mira con malizia, per così dire…ma che ve lo traduco a fare?) e gli scauratielli…scoppiano!
Chiaramente da ciò sono nati riti e controriti, scaramanzie e accortezze varie ma la ragione stavolta è non mitologica ma scientifica…

Se ci si distrae e non li si lavora bene essi tenderanno ad incorporare troppa aria e a contatto con l’olio bollente…beh, potete immaginare!
Resta inspiegabile invece perchè bisogna essere dispari quando li si prepara e perchè gli uomini non sono in teoria ammessi durante la preparazione…

Perfino una ricetta antica come questa, con tutto il suo bagaglio di storie e tradizioni, ha subito un mutamento: in origine infatti essi venivano accompagnati dall’aroma di rosmarino e alloro, oggi sostituiti in modo a dir poco profano da piccoli canditi colorati, anche detti “diavulilli” (più profano di così…)


La ricetta


Chiaramente immaginerete bene che un prodotto così antico avrà subito nel corso dei millenni (!) qualche variazione, in base al luogo di origine della moltitudine di ricette ma noi abbiamo cercato di riportarvi la versione più classica possibile…ricordatevi di offrirne un po’ agli Dei prima di abbuffarvi!

Ingredienti

1 kg di Farina 00
1 Lt di acqua
Buccia d’arancia, mandarino, limone
Rametti di rosmarino
Un pizzico di sale
1/2 bicchiere di vino bianco
1/2 bicchiere di olio d’oliva
Olio extravergine d’oliva per friggere
Miele, zucchero (e se volete i sacrileghi canditi!)

Preparazione

Mettere l’acqua sul fuoco finchè non raggiunge il bollore e tuffarci dentro la buccia d’arancia, di mandarino e di limone, il rosmarino, il vino, l’olio e il pizzichino di sale. Lasciare a bollire 10 minuti in modo che l’acqua si aromatizzi per bene, poi rimuovere tutto e inserire la farina 00 (già setacciata) e mescolare energicamente.

E’ fondamentale mescolare finchè tutta la farina non si è staccata dalle pareti della pentola e non ha formato un unico composto.

Rimuovere il composto dalla pentola e adagiarlo su una spianatoia o un piano da cucina oleato dove si dovrà continuare a lavorarlo ancora caldo, usando (se volete) un mattarello.

Ricavare dal composto (ancora caldo!) dei pezzetti di pasta da affusolare finchè non diventano dei serpentelli grassocci ai quali darete la forma delle 2 famose lettere greche (che, ripetiamo, non sono fiocchetti)

Cottura

Friggere gli scauratielli in olio caldo e a doratura raggiunta estrarli e condirli a piacere con zucchero e miele. Gustare caldi!


Falco


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Mercatini di Natale – Caposele (AV) – 2019

Mercatini di Natale – Caposele (AV) – 2019


Noi abitanti di pianura siamo abituati alle foci, così ieri abbiamo risalito il fiume fino alla fonte: Caposele, in occasione dei Mercatini di Natale

Matassa con piccante, Mercatini di Natale di Caposele (SA)
– Matassa con “forte” di Caposele


Le origini


Siamo in contatto con i ragazzi di Caposele fin da Agosto, oltre che la Sagra della Matassa imbastiscono ormai da 8 anni anche i Mercatini di Natale, e la storia di tutto inizia un pò come una favola.

8 anni fa infatti, purtroppo, una donna del luogo ebbe come ultimo desiderio quello di vedere addobbato a festa il grande albero di Caposele, nonostante il gran lavoro di tutta la comunità non ci riuscì in tempo e un brutto male la portò via.
Lo scoramento era tale che si necessitava un modo per veicolare il tutto in qualcosa di buono.
E’ qui che un racconto finora triste assume i contorni della favola.

Si decide che l’addobbo dell’albero sarà una tradizione, e che intorno ad esso si farà una festa e che, ancora, come nelle migliori storie di Natale, il ricavato di quella festa sarà devoluto alla ricerca, uno dei regali più belli che si possa fare al prossimo.

Caciocavallo impiccato, Mercatini di Natale di Caposele (AV)
– Un cacio impiccato, il puntale più bello


Nonostante queste grandi ambizioni tutto l’evento è realizzato in maniera artigianale.
Pensate che i membri dell’Associazione Culturale che organizza il tutto son solo in 6 e quindi, date le premesse, e considerato che non ero mai stato nè all’evento, nè a Caposele, mi aspettavo un qualcosa di carino, ma umile.

Sbagliato. Si nota già dalla luuuuunga fila di auto, che praticamente ci portano nella frazione seguente in cerca di parcheggio, che la partecipazione è tanta, ben più del solito.

Ci ha messo lo zampino Il trono di Sagre, ma sopratutto è una gran conferma che il lavoro svolto dai ragazzi di Caposele è stato tanto, ed è stato buono.


L’albero da record


Cominciamo dall’albero, racconto nel racconto, mentre lo addobbavano hanno scoperto che con i suoi 33 metri è l’albero vivente più alto d’Europa.
Seppur su questo record ci sia qualche rivale spariscono i dubbi quando viene addobbato a festa, nessuno spicca più in alto del suo rosso puntale alla Rudolph!
La rituale accensione è stata accompagnata dai canti di un coro gospel.

L’albero è il biglietto di benvenuto, ma la passeggiata è appena cominciata.
Tanti stand di stampo puramente Natalizio fiancheggiano il corso.


Veniamo portati alla Casa di Babbo Natale, una sfiziosissima idea quella di addobbare a festa, creando un rifugio per bambini, una casa del posto altrimenti disabitata.

Mi è piaciuto troppo il tronfio Babbo Natale a centro soggiorno e ho scavalcato qualche infante per farmi una foto con lui, nel calore di quel soggiorno pieno di lucine.

Casa di Babbo Natale, Mercatini di Natale di Caposele (AV)
– Un credibile Babbo nella sua casina addobbata a festa


La magica matassa


Non è finita qui, quasi più magica ancora è la realizzazione della Matassa!
Tipica del posto la vediamo realizzata da tre attive signore secondo il rito che prevede che tutto nasca da un singolo filo di pasta.

La pasta viene maneggiata il giusto, con movimenti studiati ma che risultano così naturali che a vederlo sembra anche semplice.
Praticamente ci scarico un caricatore di foto, sono estasiato.

Stesura della matassa, Mercatini di Caposele (AV)
– L’arte della matassa



A proposito di pasta, arriva anche il momento di mangiare.
Le scelte sono varie, oltre quelle cui fa riferimento l’associazione culturale ci sono anche stand esterni privati e abitanti del posto che hanno adibito qualche piccola cucina. Scegliamo qualche piatto per provare un pò di tutto e ci sediamo a tavola.

Partiamo dal fatto che le porzioni sono veramente grosse, il che è ottimo.
Abbiamo scelto una Matassa (eh beh!), delle Orecchiette alla boscaiola, Merluzzo all’insalata e per stemperare dei peperoni ripieni.

La pasta è ottima, colpisco solo con qualche forchettata perchè il buon Corvo con un cucchiaino minuscolo di peperoncino dopato ai raggi gamma ha reso fluorescente di piccante entrambi i piatti di pasta, lasciando il sottoscritto corrucciato e tendente alle lacrime a soffrire in un angolo.

Mi consolo rapidamente con un arcobaleno di baccalà, è veramente buono, oltre che bello, ricorda la ceviche del miglior Perù!

Diversi da come li ho sempre mangiati i peperoni ripieni. Hanno una nota dolce (c’era forse dell’uvetta?) che sa molto di festa, io li gradisco di solito più rustici e salati ma invece Corvo apprezza e anche tanto.

Orecchiette alla boscaiola, Mercatini di Natale di Caposele (AV)
– Orecchiette alla boscaiola


L’immancabile accompagnamento del vino


Ovviamente a mò di Stella Cometa piomba in tavolo un 2 litri di rosso paesano, guardo Corvo a mò di Baby Yoda.
Un litro a testa? Again ?

Avanzamento rapido: gironzoliamo in stato di ebrezza continuando a fare foto e abbracciando alberi (nel frattempo ci concediamo anche una zuppa fagioli e cotica, patate cunzat con peperone crusco e una salsiccia cotta sotto la cenere).

Combattendo il vino con il freddo e il freddo con il vino ed entrambi con patan’ & cot’n finiamo la nostra passeggiata tra le luci di Caposele, un evento decisamente non così piccolo, che mi ha convinto appieno!


Falco


La pagina degli organizzatori:

UN ALBERO PER TUTTI


Scopri il post originale su FB!

– Il post originale su FB riguardo i Mercatini di Natale di Caposele


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