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Immutati da millenni, gli Scauratielli – Il Trono di Sagre

Immutati da millenni, gli Scauratielli – Il Trono di Sagre


La semplicità di questi dolciumi mi ha sempre colpito e proprio per questo li avevo forse un po’ sottovalutati…
Scavando un po’ più a fondo, sotto una lucente glassa al miele, viene fuori la millenaria storia degli Scauratielli.

Giungano
– Una versione “sorella” degli Scauratielli proposta a Giungano in occasione della festa


Un dono agli dei…


Sono i greci a iniziare gli abitanti dell’antica regione pre-romana del Cilento, precisamente nell’antica Posidonia, “odierna” Paestum, a questa dolce usanza.
I sibariti e i loro eredi infatti tramandarono dagli achei questa ricetta che in origine era un dono agli Dei fatto nella notte più buia dell’anno, quella del 24 Dicembre.
I dolcetti erano di buon auspicio, difatti dopo la notte viene sempre il giorno e così passato il solstizio ci si godeva giornate con più luce.
La “nottata” era passata e la delizia consumata.

Ci si renderà subito conto che non c’è praticamente dolce italiano più natalizio di questo!

Ad arricchire ancor più di fascino questa storia c’è anche quella della forma degli scauratielli, che non è quella di semplici fiocchetti come a prima vista si potrebbe pensare, bensì l’iconica forma dell’Alpha ( α ) e dell’Omega ( Ω ).
L’inizio e la fine dell’alfabeto greco simboleggiavano l’inizio e la fine del ciclo della luce.
Da questo deriva anche l’usanza tutta cilentana di non iniziare a mangiare gli scauratieddi (chiamati anche così, a seconda del dialetto!) prima che siano tutti fritti, in modo da non interrompere il cliclo finchè il rito non è completo.

Scauratielli
– Le due tipiche forme degli Scauratielli


Mitologia, esoterismo e chimica


Altro rito che sicuramente conoscerete se appartenete alla magica regione Campana del Cilento è quella del non dover mai rivelare a nessuno quando si andranno a preparare questi magici dolcetti!
Se si parla troppo e ci si vanta a vanvera si finisce per essere vittima “d l’uocchij dda gente” (si viene presi di mira con malizia, per così dire…ma che ve lo traduco a fare?) e gli scauratielli…scoppiano!
Chiaramente da ciò sono nati riti e controriti, scaramanzie e accortezze varie ma la ragione stavolta è non mitologica ma scientifica…

Se ci si distrae e non li si lavora bene essi tenderanno ad incorporare troppa aria e a contatto con l’olio bollente…beh, potete immaginare!
Resta inspiegabile invece perchè bisogna essere dispari quando li si prepara e perchè gli uomini non sono in teoria ammessi durante la preparazione…

Perfino una ricetta antica come questa, con tutto il suo bagaglio di storie e tradizioni, ha subito un mutamento: in origine infatti essi venivano accompagnati dall’aroma di rosmarino e alloro, oggi sostituiti in modo a dir poco profano da piccoli canditi colorati, anche detti “diavulilli” (più profano di così…)


La ricetta


Chiaramente immaginerete bene che un prodotto così antico avrà subito nel corso dei millenni (!) qualche variazione, in base al luogo di origine della moltitudine di ricette ma noi abbiamo cercato di riportarvi la versione più classica possibile…ricordatevi di offrirne un po’ agli Dei prima di abbuffarvi!

Ingredienti

1 kg di Farina 00
1 Lt di acqua
Buccia d’arancia, mandarino, limone
Rametti di rosmarino
Un pizzico di sale
1/2 bicchiere di vino bianco
1/2 bicchiere di olio d’oliva
Olio extravergine d’oliva per friggere
Miele, zucchero (e se volete i sacrileghi canditi!)

Preparazione

Mettere l’acqua sul fuoco finchè non raggiunge il bollore e tuffarci dentro la buccia d’arancia, di mandarino e di limone, il rosmarino, il vino, l’olio e il pizzichino di sale. Lasciare a bollire 10 minuti in modo che l’acqua si aromatizzi per bene, poi rimuovere tutto e inserire la farina 00 (già setacciata) e mescolare energicamente.

E’ fondamentale mescolare finchè tutta la farina non si è staccata dalle pareti della pentola e non ha formato un unico composto.

Rimuovere il composto dalla pentola e adagiarlo su una spianatoia o un piano da cucina oleato dove si dovrà continuare a lavorarlo ancora caldo, usando (se volete) un mattarello.

Ricavare dal composto (ancora caldo!) dei pezzetti di pasta da affusolare finchè non diventano dei serpentelli grassocci ai quali darete la forma delle 2 famose lettere greche (che, ripetiamo, non sono fiocchetti)

Cottura

Friggere gli scauratielli in olio caldo e a doratura raggiunta estrarli e condirli a piacere con zucchero e miele. Gustare caldi!


Falco


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Mercatini di Natale – Caposele (AV) – 2019

Mercatini di Natale – Caposele (AV) – 2019


Noi abitanti di pianura siamo abituati alle foci, così ieri abbiamo risalito il fiume fino alla fonte: Caposele, in occasione dei Mercatini di Natale

Matassa con piccante, Mercatini di Natale di Caposele (SA)
– Matassa con “forte” di Caposele


Le origini


Siamo in contatto con i ragazzi di Caposele fin da Agosto, oltre che la Sagra della Matassa imbastiscono ormai da 8 anni anche i Mercatini di Natale, e la storia di tutto inizia un pò come una favola.

8 anni fa infatti, purtroppo, una donna del luogo ebbe come ultimo desiderio quello di vedere addobbato a festa il grande albero di Caposele, nonostante il gran lavoro di tutta la comunità non ci riuscì in tempo e un brutto male la portò via.
Lo scoramento era tale che si necessitava un modo per veicolare il tutto in qualcosa di buono.
E’ qui che un racconto finora triste assume i contorni della favola.

Si decide che l’addobbo dell’albero sarà una tradizione, e che intorno ad esso si farà una festa e che, ancora, come nelle migliori storie di Natale, il ricavato di quella festa sarà devoluto alla ricerca, uno dei regali più belli che si possa fare al prossimo.

Caciocavallo impiccato, Mercatini di Natale di Caposele (AV)
– Un cacio impiccato, il puntale più bello


Nonostante queste grandi ambizioni tutto l’evento è realizzato in maniera artigianale.
Pensate che i membri dell’Associazione Culturale che organizza il tutto son solo in 6 e quindi, date le premesse, e considerato che non ero mai stato nè all’evento, nè a Caposele, mi aspettavo un qualcosa di carino, ma umile.

Sbagliato. Si nota già dalla luuuuunga fila di auto, che praticamente ci portano nella frazione seguente in cerca di parcheggio, che la partecipazione è tanta, ben più del solito.

Ci ha messo lo zampino Il trono di Sagre, ma sopratutto è una gran conferma che il lavoro svolto dai ragazzi di Caposele è stato tanto, ed è stato buono.


L’albero da record


Cominciamo dall’albero, racconto nel racconto, mentre lo addobbavano hanno scoperto che con i suoi 33 metri è l’albero vivente più alto d’Europa.
Seppur su questo record ci sia qualche rivale spariscono i dubbi quando viene addobbato a festa, nessuno spicca più in alto del suo rosso puntale alla Rudolph!
La rituale accensione è stata accompagnata dai canti di un coro gospel.

L’albero è il biglietto di benvenuto, ma la passeggiata è appena cominciata.
Tanti stand di stampo puramente Natalizio fiancheggiano il corso.


Veniamo portati alla Casa di Babbo Natale, una sfiziosissima idea quella di addobbare a festa, creando un rifugio per bambini, una casa del posto altrimenti disabitata.

Mi è piaciuto troppo il tronfio Babbo Natale a centro soggiorno e ho scavalcato qualche infante per farmi una foto con lui, nel calore di quel soggiorno pieno di lucine.

Casa di Babbo Natale, Mercatini di Natale di Caposele (AV)
– Un credibile Babbo nella sua casina addobbata a festa


La magica matassa


Non è finita qui, quasi più magica ancora è la realizzazione della Matassa!
Tipica del posto la vediamo realizzata da tre attive signore secondo il rito che prevede che tutto nasca da un singolo filo di pasta.

La pasta viene maneggiata il giusto, con movimenti studiati ma che risultano così naturali che a vederlo sembra anche semplice.
Praticamente ci scarico un caricatore di foto, sono estasiato.

Stesura della matassa, Mercatini di Caposele (AV)
– L’arte della matassa



A proposito di pasta, arriva anche il momento di mangiare.
Le scelte sono varie, oltre quelle cui fa riferimento l’associazione culturale ci sono anche stand esterni privati e abitanti del posto che hanno adibito qualche piccola cucina. Scegliamo qualche piatto per provare un pò di tutto e ci sediamo a tavola.

Partiamo dal fatto che le porzioni sono veramente grosse, il che è ottimo.
Abbiamo scelto una Matassa (eh beh!), delle Orecchiette alla boscaiola, Merluzzo all’insalata e per stemperare dei peperoni ripieni.

La pasta è ottima, colpisco solo con qualche forchettata perchè il buon Corvo con un cucchiaino minuscolo di peperoncino dopato ai raggi gamma ha reso fluorescente di piccante entrambi i piatti di pasta, lasciando il sottoscritto corrucciato e tendente alle lacrime a soffrire in un angolo.

Mi consolo rapidamente con un arcobaleno di baccalà, è veramente buono, oltre che bello, ricorda la ceviche del miglior Perù!

Diversi da come li ho sempre mangiati i peperoni ripieni. Hanno una nota dolce (c’era forse dell’uvetta?) che sa molto di festa, io li gradisco di solito più rustici e salati ma invece Corvo apprezza e anche tanto.

Orecchiette alla boscaiola, Mercatini di Natale di Caposele (AV)
– Orecchiette alla boscaiola


L’immancabile accompagnamento del vino


Ovviamente a mò di Stella Cometa piomba in tavolo un 2 litri di rosso paesano, guardo Corvo a mò di Baby Yoda.
Un litro a testa? Again ?

Avanzamento rapido: gironzoliamo in stato di ebrezza continuando a fare foto e abbracciando alberi (nel frattempo ci concediamo anche una zuppa fagioli e cotica, patate cunzat con peperone crusco e una salsiccia cotta sotto la cenere).

Combattendo il vino con il freddo e il freddo con il vino ed entrambi con patan’ & cot’n finiamo la nostra passeggiata tra le luci di Caposele, un evento decisamente non così piccolo, che mi ha convinto appieno!


Falco


La pagina degli organizzatori:

UN ALBERO PER TUTTI


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– Il post originale su FB riguardo i Mercatini di Natale di Caposele


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