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Festa del carciofo di Paestum IGP – Gromola di Capaccio-Paestum (SA) – 2022

Festa del carciofo di Paestum IGP – Gromola di Capaccio-Paestum (SA) – 2022


E’ il 2022, l’anno della riscossa (si spera) ed Aprile è il mese della fioritura degli eventi e delle prime delizie della nostra regione. Tra questi il carciofo di Paestum IGP.
La Festa del carciofo di Paestum IGP è già nota agli amanti delle sagre per via di una certa costanza nelle sue edizioni, menu ed ospiti.
Non potevamo resistere dal curiosare in quella che per molti sarà l’anteprima della nostra estate.

– Ognuno al posto che la natura gli ha concesso


Impossibile perdersi


Molte volte predichiamo nei confronti di scarse indicazioni stradali ma perdersi l’evento è impossibile.
La statale è tappezzata di manifesti che sotto l’occhio umido di Gigione prendono per la manina e accompagnano fin nella borgata di Gromola, dove in un grande spazio all’aperto, con un vasto parcheggio gratuito, sorge l’evento.

Superati i primi stand random di artigianato e dolciumi ci dirigiamo a sinistra (mentre proseguendo dritto c’è un parco giochi dedicato ai bambini) ed una prima piramide di carciofi, direttamente di TerraOrti, fornitrice storica e sponsor dell’evento. L’anziano signore raccomanda i suoi “figli”, come suggerisce la ragazza allo stand, e mostra la tenerezza e il colore tipico di questi fiori d’Aprile.

“L’aspetto rotondeggiante dei suoi capolini, la loro elevata compattezza, l’assenza di spine nelle brattee sono le principali caratteristiche qualitative e peculiari del “Carciofo di Paestum“, che ne hanno consacrato anche la sua fama tra i consumatori.”

Assessorato dell’Agricoltura, Regione Campania.

Salutiamo velocemente Pasquale e Silvio, due tra gli organizzatori che hanno scelto (anche) Il Trono di Sagre per parlare di questo evento e chiediamo qualche dritta su cosa provare in particolare.
“E’ tutto buono”, ci rispondono, e ce lo aspettavamo, così li prendiamo in parola…e mangiamo TUTTO.


La versatilità del carciofo


Tutta la festa è una celebrazione della versatilità di questo prodotto che, devo rivelarvi con un po’ di imbarazzo, praticamente non apprezzavo fino a…un annetto fa? Dopo aver ritrovato la fede però non ho più smesso e se anche voi vacillate sul giusto cammino questo è il posto giusto per rimettervi in pari.

Decidiamo di partire dalle basi: il carciofo arrostito.

– La città di smeraldo


Dei valorosi figli della patria avanzano a volto scoperto nei fumi di una schiera infinita di carciofi adagiati su un reattore di furnacelle che genera tanto calore ed energia da illuminare l’Estonia.
Non so come facciano a non ritrovarsi rannicchiati in terra con gli occhi colmi di lacrime, come noi dopo Italia-Svezia, perché rimango in zona neanche 2 minuti per scattare delle foto e sono già irrimediabilmente contaminato.
I carciofi vengono irrorati in modo capillare con olio buono, ne prendiamo una porzione e ci sistemiamo in tavola.

– Il carciofo arrostito


Tiro via le prime foglie mentre Corvo si allontana per prendere una birra alla spina aromatizzata al carciofo (ottima). La semplicità di questo prodotto (l’arrostito, non la birra, e sicuramente non Corvo) è disarmante nella sua bontà. Per me è pienamente approvato. Al suo interno troviamo un piccolo scrigno di pancetta e prezzemolo che gli da la giusta carica di sapidità.


Altro giro sulla giostra, altro piatto. Stavolta proviamo il fritto&dorato, cuori di carciofo impastellati e fritti.
Anche qui tutto molto buono, vorrei farvi notare che all’interno di ogni “pizzella” c’è davvero almeno 1/3 di cuoricino, onestà intellettuale dello stand pienamente apprezzata.
Anche questa è una fucina che lavora a pieno ritmo, e non mancano sorrisi e risate, è piacevole poter essere di nuovo qui.

Corvo scopre con disappunto che oltre a mangiare deve almeno far finta di lavorare


Nello stesso frangente proviamo anche il piatto che fa un po’ da antipasto: due fette di pane, una al prosciutto e una con crema di carciofi, ricottina e mozzarella. Qui faccio un casino e infilo prosciutto crudo e ricotta tra due pizzelle fritte, raggiungendo la pace dei sensi e rendendo le mie mani di un unto mai visto prima.


“E’ tutto buono”


Pasquale aveva parlato chiaro dicendo che era tutto buono ma noi se non mangiamo non crediamo e così la traversata fra gli stand continua. Il caciocavallo impiccato non lo vuoi provare?


Porzione da 5 euro (mi pare) con 6 tocchi di pane e caciocavallo. Qui il carciofo si sente poco ma il cacio è buono e onestamente è una pietanza che agli appassionati non posso non consigliare. Tolto che la danza sgocciolante dei formaggi è sempre uno spettacolo apprezzabile.

Altra pietanza dove il carciofo è abbastanza impalpabile è la pizza fritta (quella bianca) che però concettualmente approvo: mangiarla in bianco con questa crema e ricoperta di formaggio mi sa davvero di autentico, di rustico. Il prezzo però è elevato per la tipologia di prodotto (4 euro) quindi dovendo scegliere vi consiglierei piuttosto la pasta con speck, formaggio e indovinaindovina…carciofi (5 euro) che anche se la metti in mezzo e dai 2 forchettate a turno ti da una buona base prima di provare il resto.

– Il vero campione sa che oltre agli sfizi per saziarti ci vuole sempre una base importante


Quel che invece è una vera eccellenza sono a mio parere le polpette.
Ottime, ottime, di un verde fluorescente, colme di carciofo fino al midollo, con 5 euro ne prendete 6, e ne vale la pena.


Non siamo riusciti ad assaggiare il risotto e il panino con salsiccia e carciofi (eravamo ormai satolli) ma la sensazione generale era di grande soddisfazione.


Sensazioni generali


Ho belle parole da spendere per questa festa, proverò un riepilogo breve.

– In ogni stand ho trovato una sincera voglia di fare e una partecipazione sentita all’evento. A queste persone faceva veramente piacere trovarsi lì a “lavorare per noi”, o meglio, per tutti gli avventori e turisti che si sono ritrovati dopo così tanto tempo.

– Partecipazione immensa della gente, che ha risposto con grande veemenza (e ce ne eravamo accorti già in pagina, quando abbiamo cominciato a parlare dell’evento un mesetto prima del suo inizio) il che denota ritrovato entusiasmo e voglia di ricominciare.

– “E’ tutto buono”. E’ vero, è così, testimoniano le foto. Sicuramente entra in gioco il gusto personale ma non c’è una pietanza che abbia “deluso”. Certamente ci sono mix che convengono più di altri (e ora vi do qualche dritta)

– Ditelo coi fiori (arrostiti)


Come ti compongo il menu perfetto


Constatato che LA SAGRA E’ CONDIVISIONE, quindi il segreto per mangiare come porcellini, assaggiare tutto e non ritrovarsi con la cosiddetta “panza in mano” e un buco nel portafogli è sempre quello di andare in gruppo e condividere; Ecco a mio parere un menu perfetto per provare il meglio spendendo poco.

Gruppo da 3 persone, ticket da 10 euro cadauno, 30 euro in totale:
Polpette (5 euro), 2 ciascuno
Carciofo arrostito (4 euro), 2 carciofi in tutto
Fritto e dorato (5 euro), sono circa un 4-5 pizzelle ciascuno
Caciocavallo impiccato (5 euro), io ce lo infilo perchè son 6 tocchi ed è ideale da condividere
Zeppola (2 euro), per essere una zeppola è un po’ cara, ma il dolce ci vuole sempre
Vino (1 euro al bicchiere), il vino non era dei miei preferiti ma se volete circolare su questa pagina senza avere problemi ne dovete prendere almeno 2 bicchieri a testa, sennò finora abbiamo perso tempo

In realtà ci si potrebbe anche fermare qui, e non abbiamo neanche raggiunto la cifra di 30 €.
Naturalmente io vi consiglierei di continuare e assaggiare tutto, ma come vedete è possibile saziarsi di prelibatezze locali a un prezzo ridicolo: 10 euro a testa, manco!

– Vi ricordo che tutte le dritte e le anteprime per i vari eventi le trovate sui nostri Canale & Chat Telegram!


L’evento è ricco inoltre di appuntamenti musicali e di intrattenimento anche per i più piccoli, che potete lasciar scorazzare nelle aree apposite mentre voi condividete romanticamente un bicchiere di vino di troppo, abbiamo trattato l’argomento in un articolo precedente, che trovate qui sotto (CLICCATE sull’immagine per aprire l’articolo)

L’evento dura dal 22 Aprile al 1 Maggio, con apertura a pranzo il 24, il 25 e l’1.
Non perdetevi la serata del 29 col ritorno di Gigione, che è un po’ ormai la mascotte dell’evento.

– CLICCA sull’immagine per scoprire tutti gli appuntamenti!


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Falco

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Festa del carciofo di Paestum IGP, tutto pronto per l’edizione 2022!

Festa del carciofo di Paestum IGP, tutto pronto per l’edizione 2022!


Fine della pausa di riflessione perfino per le feste pre-Pasquali come la Festa del carciofo IGP di Paestum che torna nel 2022 con un lungo menu colmo di proposte, dal 22 Aprile a inizio Maggio.

– Un’anteprima succulenta


Un principe tra i templi

Il carciofo, amato simbolo al pari dei celebri templi che rendono unico questo spicchio di inizio Cilento, torna per la sua XIII volta a far parlare di sé in questa festa.

Ogni giorno tante iniziative, musica e intrattenimenti sorprenderanno i visitatori, che avranno a disposizione anche un ampio parcheggio gratuito e un’area verde dedicata allo svago dei bambini.

– Programmazione della Festa del carciofo di Paestum IGP 2022

La manifestazione è organizzata dall’associazione culturale Il tempio di Hera Argiva con la collaborazione del Consorzio di Tutela del Carciofo di Paestum I.G.P. e si terrà in zona Gromola.
L’evento si svolgerà il 22-23-24-25-29-30 aprile e 1 maggio.
Nei giorni 24-25 aprile e 1 maggio sarà aperto anche a pranzo, negli altri giorni solo a cena.

– Serata d’apertura della festa, il 22 aprile


Il Trono chiede, gli organizzatori rispondono:


Abbiamo fatto qualche domanda agli organizzatori, per scoprire qualcosa di più.

Siete uno dei primi veri eventi del 2022, cosa vi ha spinto a rimettervi in gioco?

Nulla, ci ha spinto la voglia di ricominciare, la voglia di tornare a quella normalità che oggi tanto abbiamo apprezzato. Questa manifestazione è la prima di tante che vengono fatte nel territorio, ma non solo, ma per Aprile siamo i primi. Speriamo nella risposta della gente, che abbia la nostra stessa voglia di normalità.


Da quanto va avanti la festa del carciofo e cosa la aspetta nel prossimo futuro?

La manifestazione è in auge ormai da 12 anni, siamo alla 13° edizione che teniamo questa kermesse enogastronomica e musicale. Ci aspettiamo dal futuro che questo fiore, perché è un fiore, non un ortaggio, principe della dieta mediterranea, sia al centro delle attenzioni di tutti per le sue tante incredibili proprietà, come l’essere ricco di antiossidanti e antibiotico naturale. Per questo è altri motivi ci teniamo tanto che questo fiore trovi il giusto spazio sulle tavole di tutti gli italiani.

Il carciofo è molto versatile, in quali modalità e nuovi piatti possiamo trovarlo?

Abbiamo portato delle novità: Abbiamo eliminato la pizza e inserito un panino con carciofi e salsiccia saltati in padella. Inoltre ci sono due new entry, una fresella fresca con pomodori e carciofini sottolio e delle polpette al forno con cuore di carciofo.”

Per quanto riguarda l’intrattenimento invece?

Il fiore all’occhiello di questa manifestazione: 6 gruppi musicali, tutte le sere. Artisti che hanno fatto la storia del nostro territorio, con taranta e pizzica. In più Gigione, nostro ospite e amico ormai, dopo tutte queste edizioni, tornerà a trovarci nella sera del 29. Ci aspettiamo tanta risposta da parte del pubblico.”


Evento e link utili

Di seguito potete trovare il nostro evento FB che vi terrà aggiornati su tutte le evoluzioni della Festa del Carciofo di Paestum IGP e una serie di link utili.
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Da Serena | Pizzeria – Capaccio-Paestum (SA) – Il Trono Tavolo Riservato

Da Serena | Pizzeria – Capaccio-Paestum (SA) – Il Trono Tavolo Riservato

E’ sabato sera, scegliamo di passarla chiacchierando di fronte una bella pizza, la scelta ricade su una pizzeria consigliata da una mia amica, pizzeria “Da Serena”, dunque è la prima volta per me. Prenotiamo per le 21.00, un po’ di prevedibile traffico estivo sulla statale 18 ci consente di arrivare “solo” con mezz’ora di ritardo, abbiamo scelto un tavolo all’esterno, che dopo pochi minuti di attesa ci viene prontamente preparato.

Nel frattempo, durante l’attesa abbiamo avuto modo di sbirciare le fumanti pizze che uscivano dalla cucina. Una di queste molto più che fumante! Trattasi della pizza flambè. Serena Iannuzzi infatti è la prima pizzaiola del Cilento e nella provincia di Salerno a proporla, la sua particolarità è ovviamente la scenografica accensione nel momento in cui viene servita.

Pizza Flambè

Cominciamo con due assaggi, per stuzzicare l’appetito. Un bel crocché estivo con salmone affumicato, zeste di limone e menta. L’altro pezzo di friggitoria artigianale è con vellutata di pistacchio di bronte, prezzemolo, pepe e mozzarella.

Crocché con salmone affumicato

L’ordinazione

Arrivati i menu, ero praticamente convinto di ordinare la pizza flambé. Ma dal momento che ho un grossissimo debole per la nduja e il piccante in generale, i miei occhi ricadono sulla Cuor di Leone. Pizza che è stata rivisitata dalla pizzeria nell’ultimo anno (avevo studiato il menu nel pomeriggio), quindi cambio idea alla velocità della luce e mi fiondo sui miei sapori, anche gli abbinamenti degli altri ingredienti mi stuzzicavano:
Provola, pomodorino giallo, guanciale, gorgonzola.

Pizza Cuor di Leone

La Cuor di Leone si presenta con note dolciastre, grazie alla provola e al pomodorino giallo e sapori ben più forti come la nduja, molto buona e con giuste note piccanti. Quando poi si pesca anche il gorgonzola si crea un bel mix di sapori, ideale per chi preferisce quelli decisi. Riesco a scambiare anche una fetta della mia con una della Pizza Diveggy, molto più delicata, la quale si compone di: melanzane, ricotta allo zafferano, patate chips viola e fior di latte e pangrattato.

Pizza Diveggy

Gli altri commensali ordinano una Prosciuttè con fior di Latte d’Agerola, prosciutto cotto affumicato, crocché, fonduta di pistacchio di Bronte e granella, parmigiano. L’aspetto è decisamente invitante.

L’ultima pizza è la Cucozza. Una di quelle che ordinerei sempre anche io, composta da fior di latte d’Agerola, vellutata di zucca, guanciale, parmigiano, provola, pepe e noci.

Pizza Prosciuttè
Pizza Cucozza

Conclusioni

In definitiva, la pizzeria “Da Serena” è consigliatissima, le pizze gourmet sono di pregevole fattura, gli abbinamenti sono ben studiati e l’elegante aspetto rispecchia a tutti gli effetti il sapore. Il panetto è soffice e delicato al palato, si lascia mangiare, resta una pizza molto leggera. Pizzeria praticamente a due passi dai templi.

Pertanto si può concludere la serata smaltendo il tutto e passeggiando fianco a fianco alla storia.

– Corvo