Tag: Panino

Mostra Mercato Nazionale del Tartufo – Colliano (SA) – 2022

Mostra Mercato Nazionale del Tartufo – Colliano (SA) – 2022

La Mostra Mercato Nazionale del Tartufo di Colliano (SA) giunge alla 25° edizione, un traguardo importante che ad inizio evento viene celebrato con le istituzioni locali.
L’evento nel corso degli anni si è ritagliato una sua autorità in materia, se la gioca oggi in notorietà con altri rinomati eventi celebrativi del profumato tubero.
Siamo tornati sul posto per l’edizione del 2022, dopo la nostra visita nel 2019!

Sindaco
– Alle spalle l’onnipresente ombra di San Gregorio Magno


Una fetta della torta


Arriviamo sul posto nella serata d’apertura, quella del venerdì. Per abitudine negli anni l’evento si allarga e cresce con lo svilupparsi del fine settimana, avendo le sue giornate esplosive tra il sabato sera e la domenica mattina.

Mauro Iannarella, presidente Pro Loco che ci ha voluto sul posto, sta parlando alla folla in attesa di taglio di nastro inaugurale e torta. Ha vissuto in prima persona questi 25 anni di evoluzione della Mostra, c’è la sensazione che si sia voltata una pagina importante, temiamo che da un momento all’altro tiri fuori un anello dal panciotto e scompaia come Bilbo.


Mauro non scompare, la torta si. La Mostra Mercato Nazionale del Tartufo è ufficialmente partita, sbandieratori di Cava de Tirreni e il Gruppo Folklorico dei bambini di San Gregorio Magno danno spettacolo in un incrociarsi di bandiere e bambini, nella piazza principale.
Dopo aver ammirato delle caciotte stagionate ci incamminiamo nella parte alta del paese.

Essendo venerdì non ci sono ancora tutti gli stand aperti e ci fermiamo immediatamente ad uno dei primi che incrociamo. Menu completo, al costo di 10 € con Cavati con tartufo e funghi, Pizza fritta con mortadella e tartufo, Zeppola di San Giuseppe, Acqua. Good deal!

Dato che la serata è lunga prendiamo un primo e due pizze fritte con mortadella, giusto come snack.
Il primo ha una cottura ideale, al dente, è insaporito dalla crema di tartufo abbastanza presente ma reperire funghi è facile come cercarli nel bosco, ne troviamo solo due!

La pizza fritta ha un problema: è dura.
Nonostante nel momento in cui si mordano nel suo insieme mortadella & crema al tartufo la combo sia ben riuscita, la base fritta è un po’ troppo tenace. Fosse stata calda e morbida sicuramente avrebbe esaltato anche il grasso tipico della mortadella. Spazzoliamo tutto e andiamo avanti.


Trippa e tartufo


Facciamo qualche metro e siamo tentati da uno spezzatino di vitello con patate, ma c’è qualche problemino alla cassa, così tiriamo dritto. Successivamente, dopo pochi passi, troviamo un invitante Panino alla trippa e tartufo. Impossibile non provarlo.

Convinto del suo prodotto il gestore ci mette a nostro agio offrendoci del vino (ha immediatamente capito con chi ha a che fare) e si dimostra anche molto gentile quando, in seguito a una piccola mancanza nella farcitura, ci omaggia di un panino extra. Fingiamo di rifiutare e poi inghiottiamo voracemente anche quello. Se qualcuno sta portando il conto siamo già a un primo, un panino e una pizza fritta in 20 minuti.


La trippa è effettivamente molto tenera, delicata oserei dire. I sughi si mescolano. Abbiamo la salsa di pomodoro, gli effluvi della trippa stessa, la crema al tartufo e quella piccante, un mix ben riuscito. Un raffinato panino da stadio. Mastichiamo e annuiamo.

Poco più su ci sediamo un attimo a finire il panino ma alzando lo sguardo ci rendiamo conto che qui ci sono altre pietanze, dopo un attimo di smarrimento prendiamo 1 lt di vino rosso e uno spaghetto al tartufo, così, per gradire.

Mostra Mercato Nazionale, Spaghetti al tartufo
– Quanto è bello questo spaghetto al tartufo?


Devo dire che la presenza massiccia del tartufo è una piacevole sorpresa. Lo spaghetto sguscia abile in questa palude profumata, la salsa non scivola via, anzi è molto presente. Abbiamo apprezzato.
Il vino ha diverse sfumature, parte senza corpo, diventa super allappante e si dilegua lasciando un’orma un po’ acida. Annuiamo e beviamo.

In alto, sulla sinistra, c’è un altro paninaro ma dobbiamo ancora provare tutti i piatti del meno della Pro Loco e praticamente abbiamo già cenato. Urge tornare di sotto.


Tagliatelle, spezzatino e ancora tartufo


Ci intrufoliamo nelle cucine della Mostra Mercato, quelle dove opera la Pro Loco, e catturiamo qualche scatto sulla preparazione delle celebri tagliatelle al tartufo, servite rigorosamente in bianco.

Sugli altri fornelli un’importante sfrionzola con patate tagliate a tocchi spessi e un peperone color rubino sempre molto invitante. A riposare, su un prato di piselli, c’è lo spezzatino.
Gironzoliamo e scattiamo, nel frattempo con orgoglio ci viene mostrato il barattolino magico che contiene le creme di tartufo e che insaporisce molti dei piatti in menu.

Mostra Mercato nazionale, Tagliatelle
– L’abbondanza fatta tagliatella


E’ il momento del terzo piatto di pasta. La tagliatella è gentile come la ricordavamo, la arrotoliamo famelici sulla forchetta. La sfrionzola pure è come la ricordavamo, cioè molto saporita.
Non si fa in tempo a notare il giallo acceso della patata che Mauro compare come la graffetta di Windows e ci informa che una delle specialità di Colliano è proprio la patata di montagna.

In un attimo l’amico che lo accompagnava si rivela il più informato di sempre sulla coltivazione e l’occultamento della patata. Ci racconta di come il seppellirle a 900-1000 mt dall’altezza le mantiene forti e vigorose. Un aspetto che poi si ritrova al piatto, con la patata che è si molto farinosa al palato ma che si mantiene intatta, di una pasta gialla molto forte.

Sfrionzola
– El dorado

Interessante anche sentir parlare di tutti i riti che occorrono ai tempi di raccolta e sepoltura, con coltivatori che si improvvisano sensitivi, rabdomanti e medium dello spirito di patata, riuscendo a localizzarle sotto terra con la sola forza delle mente. Il pamphlet si chiude su “La miglior patata è quella di Colliano”.

Il secondo litro e mezzo di vino, mentre comincia a far fresco, ci conferma che è stata una serata molto piacevole. Tra un brindisi e l’altro abbiamo incontrato anche gli amici dei comitati organizzativi di Baccanalia e della Sagra del ragù di castrato di Serradarce (entrambe ancora in competizione per il nostro Tegamino D’oro 2022, che al momento si sta svolgendo sul nostro FB!) e fa sempre piacere riscontrare un evento che si riconferma ancora una volta. Buon 25esimo, Mostra Mercato Nazionale del Tartufo di Colliano. Premio Pulitzer al pasticciere che è riuscito a scrivere tutto questo su una torta!


NB: Al ritorno abbiamo sbagliato strada. Intenti a parlare di tartufi e patate, e ci abbiamo messo 1 ora e 10 a tornare a casa, ci sta.


Falco

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Kult…Karma oltre la birra – Alife (CE)- 2022

Kult…Karma oltre la birra – Alife (CE)- 2022

Il birrificio Karma organizza da 8 edizioni Kult…Karma oltre la birra. Un modo per aprirsi al pubblico ed ospitare nel loro ampio giardino sia birrifici esterni, sempre italiani ed artigianali, sia il mondo dello street food.


Karma oltre il giardino


Il birrificio Karma dispone come accennato di un ampio spazio verde che da l’impressione, come ci dice lo stesso Mario Cipriano, organizzatore dell’evento, di essere in aperta campagna. In realtà siamo a pochi km dal centro di Alife (CE) e questo ha permesso nel corso delle edizioni una partecipazione locale sempre crescente.

Il giardino è perfettamente sfruttato, con un ampio parcheggio (1€ a macchina), palco con vasto spazio per ballare, un tendone addobbato a festa e una moltitudine di luminarie che danno effettivamente l’idea di qualcosa a metà tra un piccolo circo itinerante, un matrimonio all’aperto e una festa di paese.


Siamo rimasti molto colpiti in positivo dalla disposizione ed organizzazione generale dell’evento.
Mario ha disposto alle due ali dell’evento sia i food truck che gli spillatori, in modo che le file siano sempre ben distribuite da una parte e dall’altra. Il ricambio ai tavoli è anche molto rapido quindi nonostante ci siamo alzati e seduti 4/5 volte tra pietanze e birre diverse abbiamo sempre trovato facilmente posto.


Musica e birra


Con nostra grande sorpresa ad esibirsi c’era il nostro amico Carmine Paolucci che continua a fare qualsiasi cosa e passare dall’organizzare la Festa Popolare della Tammorra (dove siamo stati a inizio luglio!) a suonare il basso nella sua band. Poliedrico (e polistrumentista, come dice)

Da Sessa Aurunca (CE) Carmine aveva portato con sé oltre il gruppo anche il “corpo di ballo di musica popolare”, lo stesso che si esibì nella piazza del castello.


Sulla sinistra del palco c’era la prima zona “street food”, noi abbiamo scelto un panino Crudele con tartare di vitello (12€). Il pane non esaltava la tartare che nonostante il limone, la salsa bianca e la fogliolina di rucola risultava stranamente un po’ secco, o comunque non aveva quel gusto esaltante del gourmet.

Sempre sulla sinistra, agli spillatori ufficiali Karma con un po’ di indecisione puntiamo la Kult22, una birra ai ceci!

Kult, panino Crudele
– Il Crudele, l’alicella non basta a spingere


Tra i fumi della brace e del nostro vecchio amico, il caciocavallo impiccato, che si presenta in una nuova veste molto abbondante e con tanto di neon giallo, scopriamo anche un reparto arrosticini, salumi e formaggi. E’ il momento di provare altro.


Panino al polpo e pinsa ai porcini


Siamo molto attirati da questo panino al polpo che sembra bello abbondante (come anche altri panini della serie, anche qui prezzi da panineria moderna, si va dai 10 ai 12 fino ai 15€, appunto il prezzo del panino al polpo). Fila discreta ma più che altro per i tempi di cottura ben distinti dei vari elementi che compongono il panino, dopo un po’ di languore tocca finalmente a noi.

Kult, panino al polpo
– Polpo rilassato su frittella


Il panino per me è molto buono. In questo caso abbiamo un pane morbidissimo che sembra quasi una brioche. Il pane tenero esalta la croccantezza del polpo che si poggia su una frittella di patate. Completa il tutto della stracciata. Il mollusco è abbrustolito alla perfezione, il sapore poteva anche essere un po’ più spinto, perché è delicato e tendente al neutro, ma è un ottimo panino.

Kult, panino al polpo 2
– Un bagno a mare


Al solito, totalmente senza controllo, decidiamo di assaggiare la pinsa casertana. Un prodotto mai sentito prima. Esisterà davvero o l’han tirato fuori dal cilindro dopo una serie di spillate al calice?
Ah, a proposito, il polpo l’abbiamo accompagnato con una Scotch Ale, una rossa chiaramente non adatta a un panino di mare, ma va bene uguale.


La fila per la pinsa procede spedita, il signore che gestisce è un pezzo di pane, la pinsa invece è un gran bel signore. Sembra piccola ma è tutta sostanza, ha un profumo che non vi dico e considerato il resto costa anche poco (6€ con porcini e salsiccia, 4€ in versione margherita). Al momento dell’assaggio per ingordigia mi ustiono il palato, un grande classico delle mie avventure gastronomiche, ma è ottima.

Un profumo deciso del finocchietto della salsiccia e del pane stesso. Funghi carnosi e distribuzione abbondante del condimento. Direi proprio che è approvata.
Alla pinsa abbiniamo una Karisma, sempre del birrificio Karma.

Pinsa casertana
– Pinsa casertana con porcini e salsiccia


Bis di Kult22 e un assaggio di salumi


Siamo ormai in balia dell’overdose di proteine e Corvo suggerisce di farci anche un bel tagliere di salumi, giusto per dare una bella spallata ai nostri valori. Ci abbiniamo anche gli arrosticini, naturalmente.

Arrosticino saporito il giusto per quanto mi riguarda, un po’ coriaceo per Corvo (prezzo in linea con gli altri, 5€ per 5 arrosticini). Tagliere di salumi (6€) che è in realtà un piatto con un’ottima selezione di salumi.
Tutti molto teneri, profumati, questo è un piatto che vi consigliamo.

Piatto di salumi
– Salumi profumati


In generale non bisogna dimenticare che questa è una serata a base di birra!
Infatti accompagniamo l’ultima pietanza prima di andar via, con un’altra Kult22 a base ceci.

Il nostro consiglio per godervi la serata è…prendere una pietanza sostanziosa (la pinsa? i salumi?) e abbinarvi un 2-3-4 boccali di tutte le birre più varie e strane che potete trovare.
Considerate che solo il Karma mette a disposizione una dozzina di birra diverse, dall’IPA alla blanche, veramente per tutti i gusti…e in più ci sono i birrifici ospiti, con un’altra decina di scelte a vostra disposizione.

Prendete un bel bicchiere gelato (disponibili anche in vetro con decorazioni particolari, ve ne parliamo nello specifico qui), cambiate qualche ticket-gettone e godetevi la musica e l’aria fresca. E’ la serata ideale per ampliare le vostre conoscenze sul luppolo. Kult…Karma oltre la birra si terrà dall’8 al 12 Settembre!


– Falco

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Sagra della braciola – Montecorvino Rovella (SA) – 2022

Sagra della braciola – Montecorvino Rovella (SA) – 2022


La Sagra della braciola di Montecorvino Rovella (SA) ha ormai superato alla grande le 40 primavere e quest’anno riceverà ufficialmente il marchio di Sagra di qualità concesso da UNPLI (in realtà l’onoreficenza le spettava già nel 2019 ma la premiazione fu postdatata causa pandemia).
Caratteristica dell’evento è la riproposizione di una storica ricetta paesana, la braciola appunto.

Sagra della braciola, braciola al sugo
– La braciola di Montecorvino Rovella (SA)


Sagra della braciola, la scelta della qualità


La riconoscenza dell’UNPLI non arriva a caso infatti da diverse edizioni la Sagra della braciola di Montecorvino Rovella ha optato per una scelta decisa.
La braciola sarà limitata. O meglio, se ne farà quanta più si può senza dover mai però diluire qualitativamente il prodotto. Finché c’è forza lavoro (da parte delle massaie, pagate perché ritenute giustamente professioniste che svolgono un lavoro), carne e sugo si può andare avanti. Sennò ci si ferma.

Panino con braciola
– Panino impregnato dalla braciola


Può dunque capitare di arrivare a Montecorvino e trovarsi già in prima serata una fila chilometrica (anche perché a seconda che si scelga il panino, la pasta o la braciola per questioni logistiche la fila è unica) di appassionati che per nulla al mondo vogliono perdersi questa saporita tipicità.
E se in alternativa arrivi tardi…rischi di non mangiarla.

Il menu è dunque per scelta semplice e imprescindibile dalla braciola.
La trovi nella pasta, come un ricco sugo, la trovi nel panino e come secondo.

Pennette con braciola
– Abbondante pennetta al sugo di braciola (7€)


Il panino è davvero una pietanza storica quanto la sagra stessa, ricordo che Il Trono di Sagre non era neanche una lontana idea quando accorrevo qui con amici a divorarlo. Negli anni è rimasto identico.

Se devo scegliere però il piatto migliore…questa posizione spetta forse alla pasta.
Molto sapida, colma di braciola e decisamente abbondante è stato il piatto che mi è piaciuto di più.


La caratteristica della braciola


Naturalmente la braciola è ottima anche presa singolarmente (disponibile al piatto o in un cartoncino a portar via) e anzi, adagiata nel suo tirato sugo, rilascia tutti gli aromi e quei sapori segreti che neanche a noi sono stati pienamente rivelati. Anche questo fa parse del fascino della tradizione, e noi lo accettiamo.

Nel caso vogliate saperne più possibile sulla Sagra della braciola di Montecorvino Rovella vi ricordo che è anche presente un capitolo dedicato a essa nel nostro Il borgo in tavola, il primo capitolo di una saga di libri (speriamo!) che racconta tutti gli eventi dove siamo stati di persona con Il Trono di Sagre.
15 eventi per libro, con ricette, racconti dell’esperienza, foto e informazioni utili.

Il borgo in tavola, copertina
– Clicca sul libro per scoprire di più!


Finito questo ad vi informo che alle spalle del punto di rilascio braciole, quindi di fronte il municipio e alle spalle della fontana c’è un altro minipercorso che attraversa il centro storico dove potete ritirare vino con le percoche e la zeppola.

La zeppola era davvero ottima, soffice come una nuvola, la si può inserire tra le top dell’estate.
Il vino era un po’ troppo giovane per i miei gusti, la percoca provava a porre rimedio ma era sovrastata dalle note asprine del succo d’uva.

Zeppola
– Zeppole


Non solo braciola


E per chi arriva tardi o si scoraggia di fronte alla fila?
Beh, vi consiglio di spicciarvi e di alzare il culo dal divano, o di farvi coraggio e farla, stà fila.
Ma se proprio non riuscite…ci sono delle alternative.

Caciocavallo impiccato
– Caciocavallo al tartufo (4€)

La Pro Loco, in accordo con alcuni standisti e negozianti locali fornisce delle alternative unofficial per chi non riesce ad acchiappare la nota braciola.
Ad esempio, abbiamo i nostri amici del birrificio La Nuda, dove puntualmente riscopriamo il piacere di una birra spillata di fresco, oppure c’è chi prepara caciocavallo impiccato al tartufo e chi dal nulla tira fuori pane e mortadella, scelta che più popolare non si può.

Pro Loco Rovella
– Centro rilascio percoche


La sagra della braciola è un evento che si avvia verso un futuro in cui potrà probabilmente scegliere la via che preferisce. Io che l’ho sempre frequentata ho notato anno dopo anno il suo crescere e felicemente devo dire che optare per la qualità, mettendo a disposizione “poche” scorte (parliamo comunque di un 20.000 braciole e oltre, signori) è una scelta vincente.

Nel momento in cui riuscirà a coinvolgere il centro storico e districarsi un po’ meglio tra stand e file sarà decisamente sulle mappe di Trono, provincia e regione. Un grande augurio di felice sviluppo a quest’evento. Uno sviluppo a fuoco lento, come la braciola insegna.


– Falco

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Monkey | Urban Jungle – Battipaglia (SA) – Tavolo Riservato

Monkey | Urban Jungle – Battipaglia (SA) – Tavolo Riservato


Prima “recensione” da Battipaglia, incredibile a dirsi se si pensa che qui ci campiamo (ndr “viviamo” in local dialect).
Ancora più incredibile è il locale di oggi, il Monkey, perchè ci vado da una vita ma non ci ho mai mangiato.
E’ così che Umberto & Luca, i due proprietari, hanno deciso di invitarci formalmente e ficcarci in gola qualche paninazzo, per dimostrarci che ci sanno fare.

Monkey, bancone
– Luci soffuse e ampia scelta di alcolici, questo era il bancone che credevo di conoscere!


Due paroline sul Monkey

Come anticipavo prima il Monkey è una famosa realtà di casa mia, nel senso che sto in un bar talmente spesso che praticamente ci vivo, ed è un posto a cui piace sperimentare.
E’ aperto da qualche anno e ha cambiato identità (o ha cercato la sua via, mettiamola così) diverse volte, passando da lounge bar sfumacchiante con atmosfera alla Rick’s Café a sede di artisti internazionali e sperimentali che hanno dato nuova verve a quell’aperitivo domenicale.

Tra le varie sperimentazioni anche la cucina ha trovato la sua evoluzione.
Si è cercato di trovare una proposta che fosse coerente con il restante livello qualitativo del locale, di conseguenza dovevano sfornare qualcosa di molto molto buono.

Solitamente per far ciò la prima cosa da fare è badare attentamente alla bontà dell’ingrediente, della materia prima, e la scelta è stata quella di poggiarsi a produttori caseari locali (qui da noi mozzarella e affini vanno sempre via come il pane) e a rinunciare completamente al prodotto congelato.

Tutto quello che mangerete qui è fresco e non si è fatto neanche un giorno di freezer. That’s a bald move.


L’avvistamento dei panini


Mentre il Sig. Corvo è in ritardo, cosa che gli verrà fatta pesare nel corso della serata, processo nel quale sono più che specializzato, comincio a concedermi una pinta di benvenuto. Un benvenuto che mi concedo da solo.

Naturalmente mi trovo in un locale specializzato anche e soprattutto nel drink e la birra non esula dal discorso che tutto dev’essere all’altezza.
Come quasi sempre vado di spina, io sono in periodo d’ossessione IPA ma la scelta è ampia: Bad American Lager, Bad Mr. Blanche, Tabachéra…e molte di esse sono usate per sfumare alcuni ingredienti che poi ritrovi nei panini.
Quindi bevi birra anche mangiando, grandioso!

All’arrivo del co-admin siamo già in tavola e tempo un minuto una piattaforma nera plana dal cielo su di noi.
E’ una mozzarella in carrozza, con tutti i cavalli, gli stendardi e le fanfare.
La fritta fortificazione rocciosa si rivela in realtà molto fragrante, osserviamone le peculiarità dal punto di vista di qualcuno che non ama il fritto a tutti i costi:
– Le due farcite panelle sono fritte separatamente e poi unite a formare il panino. Le fette di pane sono alte ma molto soffici, ho trovato che questo aiutasse a non avere la sensazione di mangiare olio, anzi, c’era un’illusione di leggerezza.
– All’interno troviamo rucola, pomodoro e prosciutto crudo. Insomma, è ben più della versione classica che ben conosciamo.

Vi assicuro che in vita mia ho lasciato nel piatto il 99% delle mozzarelle chariot ma qui non ci si poteva esimere dal gustarsela tutta. Buona.

Monkey, Mozzarella in carrozza
– Il cremoso interno della mozzarellona panata


In accompagnamento all’entrée fritto e panato arrivano altre due proposte killer composte da una burratina da 250gr, anch’essa fritta, e delle chips autoprodotte con spolverata di paprika e formaggio grattugiato fresco.
Non c’è praticamente tempo di rilassarsi sul rinfresco perchè arriva anche il panino.

Heilà Gamberone è un panino che ti fa piacere di aver trovato in menu.
Si tratta di un lungo sfilatino-pagnotta molto morbido nel quale trovate gamberi in due consistenze, freschi e fritti.
I primi vengono sfumati con la birra e tuffati nella salsa Monkey (ricetta segreta, ottima salsa), i secondi vengono panati nei cornflakes e fritti. Croccanti fuori, morbidi dentro.

E’ un po’ un omaggio nostrano al famoso Lobster Roll da passeggiata sul pontile in quel di Long Island, e funziona benissimo.

Lo aggrediamo, è soffice come una bella brioche ed è difficile dire se sia meglio il gambero fritto o fresco, perchè sono entrambi ottimi, si dimenano nella salsa, che accompagna perfettamente tutte le sfumature del suo ospite rosa e sono anche grandi come minacciosi taralli napoletani.

Heilà Gamberone, un gran bel panino.


Panino con dedica


Il secondo panino che giunge in tavola è un gentile pensiero da nipote all’amata nonna.
Da sempre fan dei manicaretti della sopracitata ha pensato di riunire tutto quell’amore e quella fame in un panino che la ricordasse, un panino alla parmigiana.

Quando si parla di parmigiana solitamente si gioca in casa e si gioca facile, piace presumibilmente al mondo intero.
In questo caso però si è deciso di scansare un attimo la salsa e di scomporre gli ingredienti per rendere il paninazzo più gestibile.

Troviamo dunque le mulignane panate e fritte, ma nonostante ciò molto leggere, con pomodori confit (in ricordo della salsa), un vasto hamburger che dice sempre la sua, provola e salse.

Nonna Elvì, il panino che omaggia i pranzi domenicali


La prima cosa che noto, oltre la dolcezza delle melanzane, è quanto sia succoso l’hamburger.
Ci penso talmente tanto che è arrivato anche il momento della seconda pinta e poi, con calma, quello di ripulire tutte le chips rimaste.


Monkey, in sintesi…

Monkey, bancone
– Mi sento sempre a casa, dietro o davanti a un bancone


Non c’è molto da sorprendersi a sapere che abbiamo passato una bella serata, del resto sapevamo dove stavamo andando!

Quel che non sapevo e non mi aspettavo era la cura dedicata anche appunto all’aspetto culinario, oltre che liquido, di un posto dove vado così sovente.
Va sicuramente apprezzato il pensiero di fondo, dal dedicarsi solo al fresco senza il congelato, dall’uso di ingredienti locali, dalla voglia di dare al cliente qualcosa di nuovo, di buono e per cui tornare (e confermo che Heilà Gamberone lo è) e dalla voglia di sbattersi in generale.

Naturalmente ci siamo salutati con un cicchetto e la consapevolezza che ci saremmo rivisti entro 24 ore.
Quel che non sapevo io è che probabilmente da oggi insieme alla quantità smodata di cocktail ordinerò anche qualche soffice panino ai crostacei.


Falco