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Sagra della castagna – Curti di Giffoni Valle Piana (SA) – 2022

Sagra della castagna – Curti di Giffoni Valle Piana (SA) – 2022


La Sagra della castagna di Curti si tiene appunto nella piccola arroccata frazione di Giffoni Valle Piana (SA), l’evento è anche noto per un’eccezionale longevità: quella del 2022 è infatti la 46° edizione.
Dopo essere comparsi quasi a sorpresa nella prima edizione del 2019 de la Varola D’Oro, il torneo della redazione de Il Trono di Sagre che premia l’evento autunno-invernale più amato dagli utenti, ed essersi presi un’obbligata pausa nel periodo covid ora è il momento di rimettersi in gioco.

Sagra della castagna di Curti, caldarroste
– Le castagnucce abbrustolite


Una soddisfacente domenica di sole


Gli effetti palliativi dell’inversione climatica che se tutto va come deve ci sterminerà hanno anche lati momentaneamente positivi, tipo una giornata di sole da 30° in una domenica di fine Ottobre.
Ultimo giorno della sagra, la domenica si offre un servizio anche a pranzo e il pubblico risponde in pieno.
Gli organizzatori ci dicono che si aspettavano per questo ritorno sulle scene un buon 800 persone (in mattinata) ma il bel tempo e gli affezionati della festa ci tengono a far sentire fin dalle prime ore il loro supporto. Non sono neanche le 13.00 e ci saranno facilmente un migliaio di persone già in giro.


Questa è anche la parte negativa poiché per non finire a tavola ad orari da caserma ci allunghiamo un po’ troppo per una passeggiata esplorativa e quando torniamo a provare la pasta c’è una fila infinita ad attenderci. Lo scoramento è totale e gli animi già tesi per la fame, qualcuno tenta di sgusciare in avanti e viene lanciato giù dalla rocca. Impavidi ci rifugiamo alle spalle dell’imponente figura di Fabio Toro, che gentilmente, insieme ad altri membri dell’organizzazione della Sagra della castagna di Curti, ci ha voluto qui oggi.


Rapidamente saltano fuori tre piatti caldi fumanti: Pennette alla boscaiola, Tubetti con castagne e Zuppa di fagioli. Facciamo qualche metro in avanti e ci sediamo in una delle tante piazzole con tavoli e panche, esposta ad un rilassante e caldo sole delle 13.00. L’amico sole inganna, tra quello e la pasta appena sfornata si rimane in maniche corte e si suda uguale. La pasta ha dalla sua il fascino della semplicità, il tubetto in particolare mi ricorda tanto i pasti delle scuole d’infanzia.
Per molti questo non sarà forse un piacevole ricordo ma il sottoscritto ha sempre mangiato il suo, quello degli altri e in più si faceva anche le scorte per la casa. Un ricordo di un piatto di pasta, in qualsiasi contesto, per me è praticamente sempre un ricordo positivo.


Boscaiola, Tubetti e Zuppa


Il tubetto differisce dal pranzo per bambini dei miei ricordi principalmente per via della salsiccia speziata che ogni tanto spunta fuori. Il vagamente piccante ci sta molto bene con questa pasta riconosciuta per la sua versatilità. E’ anche molto, molto, molto tirata, esattamente come piace a me. L’avete fatto apposta? Bravi!


La boscaiola ha una marcia in più. Vuoi il formaggio, vuoi il piccante aggiunto a parte, vuoi il sughetto che avvolge tutte le penne e la ricchezza di quest’ultimo, ma funziona. Sotto l’occhio attento di una famiglia che si chiede cosa diavolo stiamo facendo, in tre a scattar foto e far video a piatti di pasta e zuppe procediamo verso l’ultimo piatto rimasto da provare: la zuppa di fagioli.

La zuppa è di concezione veramente semplice. Fagioli, aglio, pane tosto più eventuale ingrediente segreto che non si capisce se sia una perculata o cosa, ma un guizzo la zuppa lo nasconde. Probabilmente la nostra versione ha sentito un po’ di più il fuoco e questo ha donato un sapore tostato al pane e ai fagioli, una sfumatura ottima che mi dava da pensare a chissà qual studiato processo e che è invece frutto del caso? Non riusciamo a venirne a capo, ci limitiamo a mangiare.


In giro per la Sagra della castagna di Curti non avrete mai da attendere per sedervi.
Il comitato organizzativo ha tappezzato la frazione delle piazzole a cui accennavo prima, alcune sono anche lievemente nascoste e offrono un’oasi di pace lontani da tutti, sotto le fronde silenziose degli alberi.

Questo è un particolare che ci ha fatto sorridere, nonostante le dimensioni minute questa parte di Giffoni VP nasconde tante piccole oasi, anfratti, cantine che un domani renderebbero semplicissimo l’ingrandirsi della festa. Speriamo di vedere presto questo giorno, già la curiosità di immaginare quali stand gastronomici potrebbero saltar fuori mi esalta!


Maialetto alle castagne


Il secondo piatto (che si può provare all’interno di un menù completo da 13€, prezzo eccezionale) è il maialetto alle castagne (a scelta con broccoli e salsiccia). Skippiamo il broccolo e puntiamo il maiale.
Quel che ho apprezzato del piatto era che il pane che sorreggeva questa fetta sottile di maiale era completamente inzuppato dei fluidi della carne. No castagne detected e un secondo stranamente semplice, che però si rivela buono, da seconda colazione salata alla francese, voilà.

Sagra della castagna di Curti, maialetto
– La cottura del “prosciutto” è perfetta


Una conferma è invece uno dei piatti protagonisti che addirittura gira voce che “abbia aperto per noi” poiché era previsto fosse presente solo la sera. Sarà vero? O è come la storia dell’ingrediente segreto?
Stiamo mangiando, quindi siamo di buon umore, famo che è vero.

La “bruschetta” è veramente ben concepita. La crema di castagne è presente in quantità industriale, il pane è morbidissimo, il lardo è spesso e acceso come una goleador alla cola e il miele glassa e fissa tutto sulla fettona appena tostata. Veramente ottima, come la ricordavamo.
Chissà come si presenterebbe con un salume più sapido, in contrasto col neutro della castagna e col dolce del miele…siamo curiosi di scoprirlo.

Sagra della castagna di Curti, bruschetta
– Un dipinto a olio


In zona peschiamo anche il caciocavallo impiccato, immancabile nelle nostre avventure lipidiche.
In linea con gli altri prodotti non si lesina sul quantitativo, il prezzo non è basso (5€, fetta con tartufo) ma sul pane capitano volentieri pezzettoni abbrustoliti di scorza di formaggio e questo non può che essere un valore aggiunto.

Ah, molti stand lasciano al ludibrio del popolo una botte di vino fresco e che accompagna volentieri con le sue note non invasive tutto il pasto e la passeggiata. Gran punto a favore!

Caciocavallo impiccato
– Si notino le scorze abbrustolite ed il tartufo


Dolci e caldarroste


Purtroppo in mattinata, per questioni chiaramente logistiche, il Museo della civiltà contadina e quello sul brigantaggio sono chiusi! Nell’edizione 2019, quando andammo in serata, ci eravamo divertiti e rinfrancati di fronte al rassicurante camino, quindi se andate di sera fateci un salto!

Ci consoliamo col banco dei dolci, il calzoncello di Curti è noto nella zona per la sua fattura. Non sono esperto di calzoncelli/pasticelle/uno dei seimila nomi di questo dolce ma nonostante la forte presenza di una farcia al cacao di due dita lo mangio volentieri.


Di lì a poco Fabio passa volando e ci omaggio di un piatto di tronchi. Gelato/Semifreddo al cioccolato che effettivamente avevamo già provato con soddisfazione sempre nel 2019. Anche questo non scherza e la crema AL BURRO all’interno vi colpirà come un goloso pugno in faccia.

Rispettiamo la tradizione e con la musica che passa dal palco e il brusio della gente che continua a sciamare in piazza ci sediamo sulle scale della chiesa a mangiare le caldarroste.
Le castagne sono piccoline e quando trovi quella abbrustolita al punto giusto è una soddisfazione, in caso contrario però la dimensione è anche ciò che le frega, tendono facilmente a carbonizzarsi.
La vaschetta che viene data con il menu completo è un assaggio, se volete abbuffarvi di castagne dovete prenderne considerevolmente di più. Abbiamo visto persone con dei sacchi.


Il vino sale e la festa entra praticamente nel meglio quando, dopo sole 4 ore e 30 è giunto il momento di andare via. Diamo il cambio a chi viene a rilassarsi con la frescura del tramonto mentre noi cominciamo la discesa dalla 46esima Sagra della castagna di Curti, satolli e pieni di crema al burro.

Ma poi, cosa c’era davvero nella zuppa di fagioli?

Falco

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Sagra dei funghi – Cusano Mutri (BN) – 2022

Sagra dei funghi – Cusano Mutri (BN) – 2022


La Sagra dei funghi di Cusano Mutri (BN) è uno degli eventi che ha trasceso la definizione di sagra.
Ogni anno è visitata da un numero spasmodico di visitatori, numeri che ricordano più un rave che un evento folk. Dai 100.000 a salire, una trasformazione che ha dell’incredibile per un paesino che normalmente conta neanche 4.000 abitanti!


Il giorno ideale


L’evento è attesissimo da chiunque. E’ l’evento dell’anno per il Comune e le sue casse, che si gioca tutto nell’evento più noto, standisti, stand privati ed espositori sono chini ai posti di partenza perché sanno che l’onda anomala di persone, e soprattutto di turisti, sarà avida dei loro prodotti.

Abbiamo incontrato e parlato, nel corso della nostra visita, con diversi espositori di amari e formaggi (il che implica che con la scusa delle quattro chiacchiere abbiamo trincato e buttato giù sapide stalattiti sotto forma di campioncini, per tutto il percorso)


Sulla nostra strada abbiamo infatti incontrato Accio, che ci ha fatto scoprire interessanti pozioni e distillati con prodotti natii della sua Gesualdo (AV), l’urban cowboy e il fascino e i profumi dei suoi formaggi alle erbe e alla vinaccia, della Azienda Agricola Solomita Raffaele (anche qui direttamente da Gesualdo).
Per concludere, in cerca di avventure come ad un palio medievale, in tour, instancabili come artisti del circo, abbiamo conosciuto anche Il Quintalone, veri esperti di sagre ed eventi.

Conoscere tutte queste persone è stato illuminante, quante realtà si scoprono a corredo di un’altra a sua volta tutta da conoscere, complicata da conoscere, che si nasconde in un dedalo di mura in pietra, pavimenti in roccia, levigate scale ad arco e una fiumana di gente.
A tal proposito, consiglio del Trono…andateci dal lunedì al mercoledì se volete farvi una piacevole passeggiata, dal giovedì al venerdì (presto, orario aperitivo!) per godervi un po’ di movimento…e nel weekend se siete amanti del wall of death o di sfide alla World War Z.


Il menu


Essendo ospiti direttamente del Comune di Cusano Mutri, e del suo sindaco Giuseppe Maria Maturo noi ci siamo serviti principalmente alle cucine cittadine de Il Porcino Regale.
Possiamo assicurarvi che ha regnato l’abbondanza e il gusto e già dopo il primo pit stop eravamo in balia degli amidi.

Il menu si compone di 4 primi differenti (potete anche fare degli assaggi di 2 primi per piatto) 2 secondi, contorni, dolci e pizze. Tutto a base di fughi.

Sagra dei funghi, Tagliatelle e trofie
– Tagliatelle & Trofie


Il primo “assaggio” (che era grande quanto un primo a sé stante) sono state le trofie con salsiccia e funghi. La produzione industriale (che non significa “produzione di massa”, occhio!) della pasta non mina la qualità del piatto (farle a mano con 100.000 visitatori significherebbe avere altrettante persone che sbattono uova e sbuffano farina, il caos) che è immediatamente riconoscibile per il giusto sapido dato dalla salsiccia e la quantità evidente di funghi.

Un salto nell’altro piatto e si passa alle tagliatelle. Al solito il piatto più gentile di sapori, ugualmente valido, ma la mancanza della salsiccia concede il punto alle trofie.

Sagra dei funghi, cazzatielli
– Cazzatielli


Novità dell’anno sono i cazzatielli! Piccole palline di pasta un po’ a mo di fregola, molto molto tenere, che si sciolgono come neve al palato. Anche qui funghi carnosi a pezzettoni grossi. Siamo rimasti molto felici e soddisfatti dalla mole dei primi, sicuramente un’ottima partenza!

Senza neanche fermarsi a ragionare imbracciamo un bicchiere di vino (molto dolsce, occhio) e procediamo spediti verso i secondi. La casa consiglia…arista di maiale & scaloppina.
Abbiniamo loro rispettivamente le patate al forno ai porcini e la zuppetta di funghi.

La zuppetta ai funghi in questo poker di elementi è quella che spicca di più. Ha un sapore molto deciso e ve la consigliamo, non è da meno la scaloppina tenerissima e le patate al forno, ottime, ben condite, dorate e tirate fuori dal forno al momento giusto. Un po’ in secondo piano si piazza l’arista, che vi sconsigliamo di prendere da sola (senza un contorno dunque).

Sagra dei funghi, arista
– Artista accompagnata da zuppetta di funghi


Un volontario perdersi tra i vichi


Dopo questo menu completo optiamo per il giro lungo. Risaliamo il primo tratto di strada (lo stand dove ci siamo fermati è praticamente il primo della salita che porta al paese) e via sulla destra.
Essendo lunedì non tutte le casette erano illuminate a festa ma si poteva ben immaginare lo spettacolo di un evento a pieno regime. Le stradine, già belle e affascinanti di loro, erano illuminate da lucine natalizie e chiacchiericcio, vi invitiamo a perdervi per un po’ con il naso all’aria, alla scoperta di questi vicoletti.


Risaliamo scala dopo scala, osservando il presepe/miniatura a inizio paese e seguendo i gruppetti che ronzano famelici nel centro. Decidiamo a questo punto che è il momento del nostro amicone, il caciocavallo impiccato. Lo fanno in parecchi, quindi avrete l’imbarazzo della scelta.

Noi ci siamo fermati a uno stand nei pressi del pub Oscar Wilde (dove successivamente ci siamo regalati una corposa IPA alla spina che abbiamo accompagnato con un tarallone avvolto di prosciutto che i gestori hanno gentilmente concesso insieme alla birra) e abbiamo preso un caciocavallo impiccato con funghi e tartufo.


Buono il tartufo, il fungo e il caciocavallo, meno il pane e la quantità. Anche il prezzo non è da ridere (5€).
Di fianco al caciocavallo, a catena di montaggio, sfrigolavano eserciti di arrosticini (c’è chi dalla fila spara un ordine da 24!)


Un’altra settimana di appuntamenti


La sagra dei funghi di Cusano Mutri (BN) continuerà fino alla fine del weekend (domenica 16) quindi avete ancora un bel po’ di tempo per organizzarvi e andare.

Se non ci siete mai stati è il caso che cominciate a piazzare una x sul calendario, perché è un evento che l’amante di borghi e sagre non può perdersi, tra i più importanti della regione ed oltre.
Nonostante ressa e traffico (ma se vi fate furbi li evitate) e la distanza, pensate che per noi erano 2 allegre ore di auto, per un totale di 4 a/r, dunque ben 5 anni sagra, resta un must da provare.

Al ritorno, come di consueto, abbiamo ancora una volta sbagliato strada, e c’era pure la nebbia.


Falco

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Mostra Mercato Nazionale del Tartufo – Colliano (SA) – 2022

Mostra Mercato Nazionale del Tartufo – Colliano (SA) – 2022

La Mostra Mercato Nazionale del Tartufo di Colliano (SA) giunge alla 25° edizione, un traguardo importante che ad inizio evento viene celebrato con le istituzioni locali.
L’evento nel corso degli anni si è ritagliato una sua autorità in materia, se la gioca oggi in notorietà con altri rinomati eventi celebrativi del profumato tubero.
Siamo tornati sul posto per l’edizione del 2022, dopo la nostra visita nel 2019!

Sindaco
– Alle spalle l’onnipresente ombra di San Gregorio Magno


Una fetta della torta


Arriviamo sul posto nella serata d’apertura, quella del venerdì. Per abitudine negli anni l’evento si allarga e cresce con lo svilupparsi del fine settimana, avendo le sue giornate esplosive tra il sabato sera e la domenica mattina.

Mauro Iannarella, presidente Pro Loco che ci ha voluto sul posto, sta parlando alla folla in attesa di taglio di nastro inaugurale e torta. Ha vissuto in prima persona questi 25 anni di evoluzione della Mostra, c’è la sensazione che si sia voltata una pagina importante, temiamo che da un momento all’altro tiri fuori un anello dal panciotto e scompaia come Bilbo.


Mauro non scompare, la torta si. La Mostra Mercato Nazionale del Tartufo è ufficialmente partita, sbandieratori di Cava de Tirreni e il Gruppo Folklorico dei bambini di San Gregorio Magno danno spettacolo in un incrociarsi di bandiere e bambini, nella piazza principale.
Dopo aver ammirato delle caciotte stagionate ci incamminiamo nella parte alta del paese.

Essendo venerdì non ci sono ancora tutti gli stand aperti e ci fermiamo immediatamente ad uno dei primi che incrociamo. Menu completo, al costo di 10 € con Cavati con tartufo e funghi, Pizza fritta con mortadella e tartufo, Zeppola di San Giuseppe, Acqua. Good deal!

Dato che la serata è lunga prendiamo un primo e due pizze fritte con mortadella, giusto come snack.
Il primo ha una cottura ideale, al dente, è insaporito dalla crema di tartufo abbastanza presente ma reperire funghi è facile come cercarli nel bosco, ne troviamo solo due!

La pizza fritta ha un problema: è dura.
Nonostante nel momento in cui si mordano nel suo insieme mortadella & crema al tartufo la combo sia ben riuscita, la base fritta è un po’ troppo tenace. Fosse stata calda e morbida sicuramente avrebbe esaltato anche il grasso tipico della mortadella. Spazzoliamo tutto e andiamo avanti.


Trippa e tartufo


Facciamo qualche metro e siamo tentati da uno spezzatino di vitello con patate, ma c’è qualche problemino alla cassa, così tiriamo dritto. Successivamente, dopo pochi passi, troviamo un invitante Panino alla trippa e tartufo. Impossibile non provarlo.

Convinto del suo prodotto il gestore ci mette a nostro agio offrendoci del vino (ha immediatamente capito con chi ha a che fare) e si dimostra anche molto gentile quando, in seguito a una piccola mancanza nella farcitura, ci omaggia di un panino extra. Fingiamo di rifiutare e poi inghiottiamo voracemente anche quello. Se qualcuno sta portando il conto siamo già a un primo, un panino e una pizza fritta in 20 minuti.


La trippa è effettivamente molto tenera, delicata oserei dire. I sughi si mescolano. Abbiamo la salsa di pomodoro, gli effluvi della trippa stessa, la crema al tartufo e quella piccante, un mix ben riuscito. Un raffinato panino da stadio. Mastichiamo e annuiamo.

Poco più su ci sediamo un attimo a finire il panino ma alzando lo sguardo ci rendiamo conto che qui ci sono altre pietanze, dopo un attimo di smarrimento prendiamo 1 lt di vino rosso e uno spaghetto al tartufo, così, per gradire.

Mostra Mercato Nazionale, Spaghetti al tartufo
– Quanto è bello questo spaghetto al tartufo?


Devo dire che la presenza massiccia del tartufo è una piacevole sorpresa. Lo spaghetto sguscia abile in questa palude profumata, la salsa non scivola via, anzi è molto presente. Abbiamo apprezzato.
Il vino ha diverse sfumature, parte senza corpo, diventa super allappante e si dilegua lasciando un’orma un po’ acida. Annuiamo e beviamo.

In alto, sulla sinistra, c’è un altro paninaro ma dobbiamo ancora provare tutti i piatti del meno della Pro Loco e praticamente abbiamo già cenato. Urge tornare di sotto.


Tagliatelle, spezzatino e ancora tartufo


Ci intrufoliamo nelle cucine della Mostra Mercato, quelle dove opera la Pro Loco, e catturiamo qualche scatto sulla preparazione delle celebri tagliatelle al tartufo, servite rigorosamente in bianco.

Sugli altri fornelli un’importante sfrionzola con patate tagliate a tocchi spessi e un peperone color rubino sempre molto invitante. A riposare, su un prato di piselli, c’è lo spezzatino.
Gironzoliamo e scattiamo, nel frattempo con orgoglio ci viene mostrato il barattolino magico che contiene le creme di tartufo e che insaporisce molti dei piatti in menu.

Mostra Mercato nazionale, Tagliatelle
– L’abbondanza fatta tagliatella


E’ il momento del terzo piatto di pasta. La tagliatella è gentile come la ricordavamo, la arrotoliamo famelici sulla forchetta. La sfrionzola pure è come la ricordavamo, cioè molto saporita.
Non si fa in tempo a notare il giallo acceso della patata che Mauro compare come la graffetta di Windows e ci informa che una delle specialità di Colliano è proprio la patata di montagna.

In un attimo l’amico che lo accompagnava si rivela il più informato di sempre sulla coltivazione e l’occultamento della patata. Ci racconta di come il seppellirle a 900-1000 mt dall’altezza le mantiene forti e vigorose. Un aspetto che poi si ritrova al piatto, con la patata che è si molto farinosa al palato ma che si mantiene intatta, di una pasta gialla molto forte.

Sfrionzola
– El dorado

Interessante anche sentir parlare di tutti i riti che occorrono ai tempi di raccolta e sepoltura, con coltivatori che si improvvisano sensitivi, rabdomanti e medium dello spirito di patata, riuscendo a localizzarle sotto terra con la sola forza delle mente. Il pamphlet si chiude su “La miglior patata è quella di Colliano”.

Il secondo litro e mezzo di vino, mentre comincia a far fresco, ci conferma che è stata una serata molto piacevole. Tra un brindisi e l’altro abbiamo incontrato anche gli amici dei comitati organizzativi di Baccanalia e della Sagra del ragù di castrato di Serradarce (entrambe ancora in competizione per il nostro Tegamino D’oro 2022, che al momento si sta svolgendo sul nostro FB!) e fa sempre piacere riscontrare un evento che si riconferma ancora una volta. Buon 25esimo, Mostra Mercato Nazionale del Tartufo di Colliano. Premio Pulitzer al pasticciere che è riuscito a scrivere tutto questo su una torta!


NB: Al ritorno abbiamo sbagliato strada. Intenti a parlare di tartufi e patate, e ci abbiamo messo 1 ora e 10 a tornare a casa, ci sta.


Falco

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Sagra della strazzata – Castel Lagopesole di Avigliano (PZ) – 2022

Sagra della strazzata – Castel Lagopesole di Avigliano (PZ) – 2022


Una tradizione familiare che si allarga al punto di diventare una festa di quartiere e successivamente una sagra. Un successo di pubblico che convince gli organizzatori a trovare uno spazio più grande e la scelta definitiva (?) cade su un’altra delle frazioni di Avigliano: Castel Lagopesole, col suo lungo viale e un castello alle spalle che da la giusta atmosfera. Siamo stati alla Sagra della Strazzata, ed ecco come è andata!

Sagra della strazzata, Monticchio
– Piccola anteprima filante


La prima grande strazzata


Si penserebbe che ad andar per eventi in tutto il sud Italia da anni uno ormai ci abbia fatto il callo e sappia tutti i trucchi. La strada da evitare, quella apparentemente breve ma tortuosa, quella lunga lunga col manto stradale invidiabile…e invece…

Ad Avigliano non eravamo mai stati, benché conoscessimo ormai da anni le sue particolari feste e sagre, tantomeno in una delle sue sparpagliate frazioni. Un rapido sguardo su Maps mostra fondamentalmente due vie per arrivare a Castel Lagopesole, alla Sagra della strazzata, ed entrambe costano 2 Anni Sagra di viaggio (1 ora e 20 circa) ma noi ci vogliamo sempre fare un po’ di male in più e nell’indecisione finiamo per prendere quella nel mezzo, quella che non dovevi mai prendere. Ci ritroviamo sulla montagna che avremmo dovuto costeggiare e si arriva con una mezzora abbondante di viaggio in più, ma tanto che sarà mai?

– No comment


Alla Sagra della strazzata però alla fine ci arriviamo, sono le 21 e il corso è già animato. Rispetto alla nostra piana d’origine c’è un’escursione termica di 12 gradi, passiamo dal pantaloncino corto al giaccone, l’unica cosa inalterata è la fame che abbiamo.

Tra le casette in legno e il castello sullo sfondo c’è già un po’ d’aria natalizia (ma non diciamolo ad alta voce altrimenti domani ci troviamo già gli alberi di Natale nelle vetrine dei negozi), le musiche allegre della banda itinerante riempiono d’allegria la serata e noi ci avviamo a conoscere Emilio, lui che ci ha voluto fortemente qui.


Una tradizione di famiglia


La strazzata e la sagra che ne consegue nasce tutta in famiglia Colangelo.
Dal 2019 l’evento si tiene in collaborazione con la Pro Loco e la manifestazione si è spostata da Stagliuozzo a Castel Lagopesole.
Sarebbe riduttivo dire che la protagonista della festa altro non è che del morbido pane fatto in casa farcito di pepe, ideale per accompagnare qualsiasi cosa. E qualsiasi cosa infatti vi troviamo all’interno.

Negli anni, saggiamente, la famiglia Colangelo ha curato diversi aspetti e scelte gastronomiche puntando solamente sulla qualità. All’interno della sagra potrete trovare tutta una serie di presidi Slow Food puramente lucani. Perfino i nomi delle pietanze rispettano e ricordano le zone del circondario, una scelta di esaltazione territoriale che non può che trovarci d’accordo, del resto è ciò che predichiamo sempre!


In aggiunta, mi si passi la metafora scontata ma Emilio è un pezzo di pane.
Conosciamo anche tutto il resto della famiglia (che insieme formano un bel cesto di pane), la quale si divide i compiti in occasione della sagra e porta la strazzata anche fuori dai confini della sagra, in manifestazioni enogastronomiche all’interno e fuori dai confini della Basilicata.

Altra scelta interessante è quella di non limitare gli stand e le attrazioni della serata ma, sempre con coerenza, renderli espandibili ad altre pietanze (a patto che rispettino gli standard qualitativi) e mostre.
Ecco perché tra un profumo di peperone e una spillata abbondante di birra (andiamo a 40 cl di birra gelata alla volta, fantastico.) troviamo anche un simpatico spettacolo di falconeria e una mostra su Federico II con tanto di duello ben coreografato con luci alla Eggers, molto apprezzato.


La versatilità della strazzata


Emilio ci porta nel reparto confezionamenti, qui la strazzata (che prima di essere tagliata si rivela come un gran ciambellone un po’ schiacciato) viene farcita a scelta con frittata oppure con provolone e prosciutto.

Seguiamo avidamente il processo e veniamo premiati con il nostro primo saccoccio che come i gattini ci portiamo all’esterno per poterlo consumare con calma (anche perché dobbiamo analizzarlo con attenzione per poterne parlare qui, no?)


Io che sono amante di frittate avevo subito intuito che l’unto della stessa avrebbe creato un ideale composto col pane ma sono rimasto sopreso dalla qualità spiccata di prosciutto e provolone in quella che poi all’aspetto pareva la farcitura più semplice.
Sia io che il Corvo abbiamo la stessa intuizione: la materia prima è ottima.
Del resto Emilio ce l’aveva detto chiaramente, però quando te ne accorgi al primo morso vuol dire che non è solo un modo di dire.

Il crudo ha una sua personalità, il neutro e morbido sapore del pane la esalta. Il provolone si infila tra i due sapori alla perfezione e il pepe che farcisce l’impasto (della strazzata) completa il tutto. Ottima, ottima.


A questo punto per non piallarci al suolo andiamo un po’ in giro ad esplorare.
Nonostante non sia enorme la sagra offre molteplici possibilità.
Abbiamo uno stand vegetariano, uno senza glutine (dove brillava una salsiccia pezzente che avrei dovuto conoscere meglio), dei salumi di cinghiale, dolci della tradizione napoletana, panuozzo al pepe (adattato allo stile della festa), patate su stecco, altra birra, altro vino, amari del luogo, alternativa di birra alla spina e una piazzetta con intrattenimento musicale (oltre a quello itinerante) più le castagne arrostite.
Per tutti i gusti, e oltre.


Ancora strazzata, stavolta farcita


Emilio ci becca al volo a vagare per la sagra e il profumino della mortadella arrostita fa il resto.
Pronte per noi due strazzate farcite.
L’aroma che arriva dallo stand è ammaliante. Qui abbiamo mortadella di suino nero arrostita, caciocavallo e pesto di pistacchi di Stigliano. Al solito anche qui una porzione abbondante e tanti sorrisi, l’atmosfera agli stand è molto rilassata e in generale c’è un buonumore palpabile.


Ci rifugiamo nel nostro angolino per divorare questa Monticchio (nomi sempre ispirati a zone del circondario) e le attese sono ripagate. Talmente dalla voglia di affondare i denti in quel pane caldo e morbido che mi ustiono labbra e palato, ma fa nulla.

Mentre stiamo lì a mugolare arriva prontamente anche un cuoppo di peperone crusco e baccalà fritto.
Innanzitutto accostamento da premiare per diversi motivi.

Sagra della strazzata, cuoppo e Monticchio
– Ottimoottimoottimoottimo


Cromaticamente è spettacolare, poi abbiamo la croccantezza del peperone crusco che sta benissimo con la tenerezza del baccalà. I sapori sono perfettamente congeniali, da un lato l’amarognolo dell’arrostito del peperone in contrasto, ancora, col neutro del baccalà. Entrambi gli elementi che compongono il cuoppo sono perfettamente cotti, non c’è un filo d’olio che scappa del baccalà, tant’è che puoi mangiarlo anche con le mani. Il fritto è tenero ma carnoso, i bocconcini sono della grandezza perfetta, il peperone crusco ci sta da Dio ed è ottimo.

Ci ritroviamo a fine serata a cercare di capire qual era la cosa più buona ma è difficile.
Il consiglio al solito è di andare in gruppo e prendere diverse strazzate farcite facendole a metà, perché se provate a lanciarvi in spedizione solitaria finirete come gli ottimisti che non tornano più dall’Himalaya.

La Sagra della strazzata la trovate a Castel Lagopesole di Avigliano (PZ) dal 23 al 25 Settembre, vi consigliamo di farci un salto.

PS Al ritorno abbiamo fatto la strada giusta.


– Falco

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Sagra del fungo porcino – Castelpagano (BN) – 2022

Sagra del fungo porcino – Castelpagano (BN) – 2022

Al 17 di Settembre c’è chi va ancora a mare e chi come noi si approccia all’autunno con un appuntamento inedito: una visita alla Sagra del fungo porcino di Castelpagano, in provincia di Benevento.
Questo evento organizzato dal Comune è giunto alla 24esima edizione e fa un po’ da apripista agli eventi sul fungo (e sulla castagna). E’ una sagra rodata cui mancava solo Il Trono di Sagre quindi ci si mette in auto per un viaggio di di ben 4 Anni Sagra tra andata e ritorno, una bella traversata.

Sagra del fungo porcino, tagliatelle
– Piccola preview di quel che ci aspetta


A scivolosi passi dentro l’autunno


La prima cosa di cui ci accorgiamo è che l’evento è tutto racchiuso nel centro storico (con vari punti di interesse a formare un percorso), la seconda è che sono tutti in giubbotto e jeans e noi siamo arrivati freschissimi con pantaloncini e camicia di lino-cotone. Del resto quando siamo partiti da casa si registravano giusto 10 gradi di più, ci può stare!

Con un po’ di timore scendiamo dall’auto sperando di non trovarci anche il vento contro e rischiamo immediatamente di perdere Corvo che scivola in una pozza d’acqua e sta per franare al suolo.
Affrontata questa insidiosa discesa umidiccia subiamo il divertito sguardo degli abitanti del posto che con grande magnanimità avranno pensato “Ma da quale spiaggia libera arrivano questi?”

Folla
– Bell’atmosfera alla Sagra del fungo porcino


In nostro soccorso giunge subito Danilo Viscio, consigliere comunale che ha contribuito alla realizzazione dell’evento, nostro coetaneo, che ci mostra come si snoda il percorso.

La prima piazzetta che si incontra in alto è quella un po’ più casual. Abbiamo un bar, suppongo il più popolare di Castelpagano visto il movimento nei dintorni, il punto crepes e diverse panche dove ci si può fermare dopo essersi riforniti dalla coppia di stand presenti.

Si comincia a scendere e abbiamo incastonata nella pietra, sulla sinistra, una piazzetta minuta ma molto carina di fronte alla quale c’è il Vinarium. Sotto i portici è possibile sedersi a tavolino e provare qualche buona etichetta, in alternativa altrimenti abbiamo vino bianco, rosso e birra direttamente agli stand della sagra.


Aperifungo


La nostra prima tappa è l’aperifungo, nome che già adoro.
Danilo ci fa arrivare questo vassoietto con un panino con hamburger e delle pizzelle di funghi.

A prima vista il tutto può sembrare una qualsiasi portata da sagra ma appena si assaggia le cose cambiano. Cominciamo dal panino.
Il pane è la scelta ideale, è un po’ tenace ma è una giusta via di mezzo fra un panino rustico e una scelta gourmet. Nasconde una raffinatezza tutta sua dietro un aspetto semplice, molto apprezzato.
All’interno, semplicissimo, un hamburger.

L’hamburger però è ottimo e abbondante. Sopra di esso crema di funghi.
Tre elementi, due ingredienti, stop, perfetto, andiamo avanti.


Le pizzelle, o frittelle, di funghi.
Noi onestamente siamo abituati a pizzelle d’alghe o di ciurilli ma con pezzettoni così grandi di porcini personalmente non le avevo mai provate. Inutile dire che erano estremamente soddisfacenti da mordere.
Tra di esse, puro attentato al colesterolo in ascesa di Corvo, subdolamente si nascondeva una frittella extra con doppio salume: salsiccione e…porchetta? pancetta? Qualsiasi cosa fosse era sapida, grassa, impanata e fritta. OH YEAH.
Primo bicchiere di vino rosso e si va avanti. Ah, panino, frittelle e vino…6,50 €.
Non è un paragone che sta in piedi ma se nel 2022 vai nella peggiore paninoteca sul pianeta per 6€ ti danno insalata iceberg e un cuzzetiello strappato a mano, si prenda esempio.

Pizzella agli insaccati
– La frittella agli insaccati che uccise Corvo


Il menu completo fenomenale


Prima di pensare nuovamente ad abbuffarci facciamo un giro con Danilo che ci mostra il trenino che gira allegro per il centro storico e porta a spasso i turisti, ed anche la Pesca di beneficenza.
All’interno dell’evento esiste anche un gruppo di generose signore che realizza o modifica oggettistica a mano e souvenir dell’evento. I prezzi simbolici sono d’aiuto alla beneficenza che viene donata a fine evento. Entrambi prendiamo un simpatico ricordo di Castelpagano con un ritrattino boschivo di muschio e funghi.


Sfiliamo davanti al palco che a breve si colorerà di band, suoni e colori e nella piazza principale osserviamo i tantissimi posti a sedere (al coperto) rannicchiati nei dintorni del punto principale di produzione e smistamento vassoi.
C’è un’atmosfera molto gioviale, di quelle profumate dal vino rosso di paese.
Molti sorrisi, molta ilarità, persone a loro agio e un menu completo fenomale. Approfondiamo.


La fila scorre che è un piacere, non abbiamo notato attese in generale e subito ci viene passato l’agognato menu completo. E’ già bello a vedersi, da provare è ancora meglio.
In pole position troviamo le tagliatelle ai funghi porcini, in bianco.
Non posso precisamente trascrivere cosa ho detto appena le ho provate ma il livello è veramente alto.
Abbondante, piene di porcini a pezzettoni, carnosi. Una crema creatasi naturalmente tra amido, funghi, manzo…perfetta, perfetta. La miglior pasta del 2022?

Tagliatelle ai funghi e manzo
– Lasciamo parlare l’amido

Anche il riso è ottimo, il problema è che la pasta è di un altro pianeta e dunque questo “secondo primo” rischia di passare in secondo piano.
A seguire una bruschetta buonissima definita “alla cacciatora”, io ormai ero completamente perso tra questi nuovi sapori tutti fantastici e manco riuscivo a concentrarmi.
Con un po’ di vino rosso sincero del Sannio affrontiamo anche la seconda parte del menu.

Maialino alla boscaiola


I secondi sono da meno? No, per niente.
Abbiamo un maialino alla boscaiola al profumo di coda di volpe e dei bocconcini di vitello ai funghi.
Anche qui entrambi ottimi, i bocconcini di vitello ancora una volta vanno ben oltre quel che mi aspettavo.


La cosa assurda? Il prezzo. Tutto il vassoio 15€, non dico altro.
E hanno anche detto che hanno dovuto alzare i prezzi per i rincari.
Un livello così alto a un prezzo così basso non l’avevo ancora incontrato. Fuori scala.


Altra cosa da citare: la gentilezza.
Oltre a dei piatti fenomenali voglio segnalare questa serata per la massiccia dose di gentilezza ed educazione che ci ha travolto. Sia agli stand che ai tavoli, che fossero addetti ai lavori o abitanti del posto, chiunque si è approcciato a noi con una grazia che non si sperava più di trovare.
Col lavoro che facciamo spesso viviamo una posizione privilegiata. C’è (quasi) sempre un occhio di riguardo per noi ma vi posso assicurare che capita anche di avere a che fare con immensi cialtroni, arroganti e maleducati. Lodi e ringraziamenti, per questo aspetto di Castelpagano, della sua sagra e dei suoi abitanti tutti. Tutti, tranne TU, tipo che hai fatto storie perché ci stavano servendo prima di te. Eravamo in fila prima di te. Shut up, man, io VEDO e SENTO tutto.

Sagra del fungo porcino, ragazzi
– Birre e comunella con abitanti del luogo

Proprio sulla scia di questa gentilezza da un altro stand in piazza richiamano la nostra attenzione.
E’ lo spazio di un’azienda agricola a gestione familiare, la Pecorino del Sannio.
Ci fermiamo a chiacchierare con loro e vogliono riempirci di formaggi.
Corvo ripensa alle sue analisi e sta per piangere, io non posso dire di no a del cibo locale e quindi almeno un piattino lo devo provare.



Ricottina al miele, primosale con spolverata di peperoncino, un formaggio molto stagionato, uno frollo con del piccante, un’ottima selezione. Volevano anche offrirci il cannolo ma eravamo veramente al limite glicemico. Stamattina però mi pento di non averlo provato.

Anneghiamo il dispiacere in una birretta alla spina (scelta senza senso dopo 3 bicchieri di rosso, ma ok) e salutiamo con grande piacere la Sagra del fungo porcino di Castelpagano. Un evento dove torneremmo con gran gusto.

Ah, c’è anche la pizza con i porcini, per dire.
Non perdetevi tutto questo ben di Dio, dal 16 al 18 Settembre!
Sabato e domenica la sagra c’è anche a pranzo, così avete più tempo per mangiare TUTTO.

Sagra del fungo porcino, pizza
– Pizza bianca ai porcini, leggera, cottura perfetta. Ottima come tutto il resto.

Falco

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24° Sagra del fungo porcino a Castelpagano (BN), persone e funghi si raccolgono per l’attesa occasione

24° Sagra del fungo porcino a Castelpagano (BN), persone e funghi si raccolgono per l’attesa occasione


La Sagra del fungo porcino a Castelpagano (BN) si terrà quest’anno venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 settembre 2022 per quella che viene annoverata come la 24esima edizione.

Il Trono di Sagre sarà presente e sarà occasione anche per visitare il borgo sannita, oltre che un tris di giornate ideali profumate al fungo porcino.

– Foto dell’ultima edizione pre-pandemia


Sagra del fungo porcino a Castelpagano, il programma


Lo si attende come un grandissimo rilancio post-pandemia, che si svolge lungo l’intrigante percorso fra le piazze Umberto I, Municipio e dell’Auditorium, coinvolgendo inoltre il suggestivo centro storico e le spettacolari aree paesaggistiche di questa località del beneventano.

Gli stand saranno aperti al pubblico dalla serata di venerdì 16 settembre 2022, per poi deliziare i degustatori anche sabato 17 e domenica 18, sia a pranzo che a cena.
Tra le varie opzioni del menu non soltantanto gastronomia ma anche ottimi vini dell’alto Tammaro.

Programma sagra
– Una panoramica sul programma


Sono inoltre da menzionare le coinvolgenti e variegate proposte musicali in programma, il trenino turistico nel centro storico a cura dell’Ente provinciale di Benevento, la mostra dell’artista castelpaganese Salvatore Fiore, i percorsi di formazione alimentare ed educazione ambientale coordinati dalla presidente della cooperativa sociale onlus «Oltre Le Mura», Carmen Cenicola, e moltissime altre sorprese.

L’appuntamento, diventato ormai una consuetudine, richiama a Castelpagano oltre 10.000 visitatori all’anno e si svolge nel mese di settembre, periodo propizio per la raccolta dei funghi porcini nei numerosi boschi del territorio.


I fautori del progetto

Promotrice della «24esima Sagra del Fungo Porcino» è l’Amministrazione municipale di Castelpagano, con l’organizzazione a cura dello staff presieduto dal sindaco Giuseppe Bozzuto e con la collaborazione attiva, fattiva e logistica di tutti i consiglieri comunali, della esponente consiliare delegata ad eventi e spettacoli Daniela Meoli e del funzionario municipale Mario Zeoli.

Castelpagano, folla
– All’evento sempre grande partecipazione

La Sagra del Fungo Porcino di Castelpagano è di rilievo regionale e si avvale del cofinanziamento del progetto dal titolo «A Castelpagano e dintorni col treno storico – Sagra dei Funghi Porcini XXIV Edizione – Viaggio nella Valle del Tammaro», nell’ambito del Programma operativo complementare (In acronimo, il Poc) Campania 2014-2020, in riferimento alla linea strategica «Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura», programma di percorsi turistico-culturali, naturalistici ed enogastronomici per la promozione turistica della Campania. In tal senso, Castelpagano è capofila progettuale di un comprensorio di comuni che annovera anche Colle Sannita, Morcone, Santa Croce del Sannio e Sassinoro.


Falco

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Kult…Karma oltre la birra – Alife (CE)- 2022

Kult…Karma oltre la birra – Alife (CE)- 2022

Il birrificio Karma organizza da 8 edizioni Kult…Karma oltre la birra. Un modo per aprirsi al pubblico ed ospitare nel loro ampio giardino sia birrifici esterni, sempre italiani ed artigianali, sia il mondo dello street food.


Karma oltre il giardino


Il birrificio Karma dispone come accennato di un ampio spazio verde che da l’impressione, come ci dice lo stesso Mario Cipriano, organizzatore dell’evento, di essere in aperta campagna. In realtà siamo a pochi km dal centro di Alife (CE) e questo ha permesso nel corso delle edizioni una partecipazione locale sempre crescente.

Il giardino è perfettamente sfruttato, con un ampio parcheggio (1€ a macchina), palco con vasto spazio per ballare, un tendone addobbato a festa e una moltitudine di luminarie che danno effettivamente l’idea di qualcosa a metà tra un piccolo circo itinerante, un matrimonio all’aperto e una festa di paese.


Siamo rimasti molto colpiti in positivo dalla disposizione ed organizzazione generale dell’evento.
Mario ha disposto alle due ali dell’evento sia i food truck che gli spillatori, in modo che le file siano sempre ben distribuite da una parte e dall’altra. Il ricambio ai tavoli è anche molto rapido quindi nonostante ci siamo alzati e seduti 4/5 volte tra pietanze e birre diverse abbiamo sempre trovato facilmente posto.


Musica e birra


Con nostra grande sorpresa ad esibirsi c’era il nostro amico Carmine Paolucci che continua a fare qualsiasi cosa e passare dall’organizzare la Festa Popolare della Tammorra (dove siamo stati a inizio luglio!) a suonare il basso nella sua band. Poliedrico (e polistrumentista, come dice)

Da Sessa Aurunca (CE) Carmine aveva portato con sé oltre il gruppo anche il “corpo di ballo di musica popolare”, lo stesso che si esibì nella piazza del castello.


Sulla sinistra del palco c’era la prima zona “street food”, noi abbiamo scelto un panino Crudele con tartare di vitello (12€). Il pane non esaltava la tartare che nonostante il limone, la salsa bianca e la fogliolina di rucola risultava stranamente un po’ secco, o comunque non aveva quel gusto esaltante del gourmet.

Sempre sulla sinistra, agli spillatori ufficiali Karma con un po’ di indecisione puntiamo la Kult22, una birra ai ceci!

Kult, panino Crudele
– Il Crudele, l’alicella non basta a spingere


Tra i fumi della brace e del nostro vecchio amico, il caciocavallo impiccato, che si presenta in una nuova veste molto abbondante e con tanto di neon giallo, scopriamo anche un reparto arrosticini, salumi e formaggi. E’ il momento di provare altro.


Panino al polpo e pinsa ai porcini


Siamo molto attirati da questo panino al polpo che sembra bello abbondante (come anche altri panini della serie, anche qui prezzi da panineria moderna, si va dai 10 ai 12 fino ai 15€, appunto il prezzo del panino al polpo). Fila discreta ma più che altro per i tempi di cottura ben distinti dei vari elementi che compongono il panino, dopo un po’ di languore tocca finalmente a noi.

Kult, panino al polpo
– Polpo rilassato su frittella


Il panino per me è molto buono. In questo caso abbiamo un pane morbidissimo che sembra quasi una brioche. Il pane tenero esalta la croccantezza del polpo che si poggia su una frittella di patate. Completa il tutto della stracciata. Il mollusco è abbrustolito alla perfezione, il sapore poteva anche essere un po’ più spinto, perché è delicato e tendente al neutro, ma è un ottimo panino.

Kult, panino al polpo 2
– Un bagno a mare


Al solito, totalmente senza controllo, decidiamo di assaggiare la pinsa casertana. Un prodotto mai sentito prima. Esisterà davvero o l’han tirato fuori dal cilindro dopo una serie di spillate al calice?
Ah, a proposito, il polpo l’abbiamo accompagnato con una Scotch Ale, una rossa chiaramente non adatta a un panino di mare, ma va bene uguale.


La fila per la pinsa procede spedita, il signore che gestisce è un pezzo di pane, la pinsa invece è un gran bel signore. Sembra piccola ma è tutta sostanza, ha un profumo che non vi dico e considerato il resto costa anche poco (6€ con porcini e salsiccia, 4€ in versione margherita). Al momento dell’assaggio per ingordigia mi ustiono il palato, un grande classico delle mie avventure gastronomiche, ma è ottima.

Un profumo deciso del finocchietto della salsiccia e del pane stesso. Funghi carnosi e distribuzione abbondante del condimento. Direi proprio che è approvata.
Alla pinsa abbiniamo una Karisma, sempre del birrificio Karma.

Pinsa casertana
– Pinsa casertana con porcini e salsiccia


Bis di Kult22 e un assaggio di salumi


Siamo ormai in balia dell’overdose di proteine e Corvo suggerisce di farci anche un bel tagliere di salumi, giusto per dare una bella spallata ai nostri valori. Ci abbiniamo anche gli arrosticini, naturalmente.

Arrosticino saporito il giusto per quanto mi riguarda, un po’ coriaceo per Corvo (prezzo in linea con gli altri, 5€ per 5 arrosticini). Tagliere di salumi (6€) che è in realtà un piatto con un’ottima selezione di salumi.
Tutti molto teneri, profumati, questo è un piatto che vi consigliamo.

Piatto di salumi
– Salumi profumati


In generale non bisogna dimenticare che questa è una serata a base di birra!
Infatti accompagniamo l’ultima pietanza prima di andar via, con un’altra Kult22 a base ceci.

Il nostro consiglio per godervi la serata è…prendere una pietanza sostanziosa (la pinsa? i salumi?) e abbinarvi un 2-3-4 boccali di tutte le birre più varie e strane che potete trovare.
Considerate che solo il Karma mette a disposizione una dozzina di birra diverse, dall’IPA alla blanche, veramente per tutti i gusti…e in più ci sono i birrifici ospiti, con un’altra decina di scelte a vostra disposizione.

Prendete un bel bicchiere gelato (disponibili anche in vetro con decorazioni particolari, ve ne parliamo nello specifico qui), cambiate qualche ticket-gettone e godetevi la musica e l’aria fresca. E’ la serata ideale per ampliare le vostre conoscenze sul luppolo. Kult…Karma oltre la birra si terrà dall’8 al 12 Settembre!


– Falco

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Le nostre tappe di Settembre, 6 appuntamenti da non perdere – 2022

Le nostre tappe di Settembre, 6 appuntamenti da non perdere – 2022

Agosto è finito, ma non sono finiti gli appuntamenti. Settembre è un dolce epilogo che fa anche da preludio alla stagione delle sagre invernali e naturalmente Il Trono di Sagre ha già l’agendina piena.
Vi portiamo con noi alla scoperta di queste 6 tappe, prendete nota!

Calendario Eventi
– Clicca per visitare tutto il calendario eventi

Festa della montagna, ad Acerno (SA)

La Festa della montagna, ad Acerno (SA) si tiene dal 9 all’11 Settembre.
E’ una festa peculiare poiché unisce alla passeggiata nel centro storico anche una piacevole possibilità di passeggiare sulla montagna che contraddistingue il panorama unico di Acerno.


In montagna potrete osservare gli animali da fattoria all’interno dello zoo montano e una serie INFINITA di altre attività. Eccone alcune in ordine sparso, siete pronti?
Gare, quagliata live con degustazione, dimostrazioni del mondo dell’apicoltura, gare di caccia al tartufo in ring, escursioni, falconieri, sfilata di buoi e preparazione live di pasta fresca.

Finito qui? No.
Perchè ad Acerno è anche presente una massiccia scelta gastronomica!
I ristoratori del paese scendono in piazza con i loro piatti forti, in più ci sono le pietanze tipiche della festa (e di Acerno) che trovata qui e lì passeggiando per il centro, tra questi pancotto, pappoli fagioli e porcini, carne alla griglia, tagliere del brigante…

Programma ricco!
Saremo ad Acerno per la Festa della Montagna il giorno 9 intorno alle 12.30, si perché si tiene anche di giorno!

Evento Acerno
Clicca per rimanere aggiornato!


Kult…Karma oltre la birra, Alife (CE)


Alle scale piace cambiare, figurarsi a noi. Non abbiamo il tempo di digerire il vino e i piatti del contadino di Acerno e della Festa della montagna che siamo già ad una…degustazione? Festival?
Cos’è Kult…Karma oltre la birra ?

E’ un insieme di tante cose, mettiamola così. I poliedrici mastri birrai del birrificio Karma di Alife (CE) dall’8 al 12 Settembre aprono le porte di casa e cominciano a darci sotto di spillatura.
In queste 4 date infatti sarà possibile visitare il birrificio (ingresso gratuito), assaggiare i prodotti proposti da Karma stesso e lasciarsi incuriosire anche da una presenza importante di birrifici ospiti che porteranno la loro esperienza (e le loro birre artigianali) direttamente al visitatore.


Nelle serate di sabato 9 e domenica 10 inoltre sarà possibile una cena degustazione (su prenotazione! Al numero 346 8592002) a scelta tra tema sushi o prodotti locali…
Per chi invece ama gustare la birra con qualche fritto saranno disponibili food truck che daranno vita ad una preparazione live di street food, da accompagnare ai vostri frequenti refill nel giardino del birrificio.

Saremo pronti per il KO a Kult…Karma oltre la birra, ad Alife (CE) sabato 10 Settembre!

Evento Alife
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Sagra del fungo porcino, a Castelpagano (BN)


Un altro giro sulla giostra e cambia nuovamente la tipologia di evento e di menu.
Da una festa in montagna ad una degustazione di birre, ora invece torniamo sul classico con una sagra che fa da apripista al mondo delle foglie ingiallite e dei bicchieri di vino da gustare di fianco al focolare…la Sagra del fungo porcino a Castelpagano (BN) dal 16 al 18 Settembre.

Durante la sagra è possibile, degustare prodotti tipici locali, nonché i pregiati vini campani presentatati da esperti sommelier, il tutto allietato da musica, animazione e spettacoli.
Non possono mancare naturalmente i funghi porcini.
Siamo alla 24esima edizione per un evento che di solito allega alla sagra anche manifestazioni podistiche o fisiche, nel 2019 infatti fu messo a disposizione un telescopio per l’osservazione delle stelle.

Saremo alla Sagra del fungo porcino, a Castelpagano (BN) il 16 Settembre!

Evento Castelpagano
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Sagra della strazzata, a Castel Lagopesole di Avigliano (PZ)


Altra sagra, ma stavolta siamo fuori regione, in provincia di Potenza.
Sagra della strazzata a Castel Lagopesole di Avigliano (PZ) dal 23 al 25 Settembre.

La strazzata è straordinaria. Si tratta di una focaccia rustica, il nome deriva dal gesto di romperla con le mani, strapparla appunto. Di solito viene farcita con salumi, frittate, peperoni, porchetta, mortadella arrostita, nutella e creme dolci. Durante la Sagra della Strazzata sarà difficile non farsi tentare dall’assaggiarle tutte, accompagnando la cena con abbondante vino.

– Abbondanza di sottoli

Poi per smaltire è possibile una passeggiata nel mercatino dell’artigianato o il lanciarsi in balli popolari. Evento concepito anche per i bambini, con aree a loro dedicate.

Saremo alla Sagra della strazzata, a Castel Lagopesole di Avigliano (PZ) il 24 Settembre!

– Tipologie di strazzata
Evento Strazzata
Clicca per avere informazioni sull’evento!

Festa dell’uva, a Oliveto Citra (SA)

Il comun denominatore di queste feste di settembre sembra essere il vino.
Altro appuntamento importante per noi sarà la Festa dell’uva di Oliveto Citra, che si terrà dal 30 Settembre al 2 Ottobre.

Giochi dell’Uva, gruppi folk, danze lucane stand espositivi, degustazioni, carri artistici, percorsi enogastronomici e ancora spettacoli.


Le serate saranno all’insegna di un percorso enogastronomico, con degustazione dei piatti tipici olivetani, per raccontare le eccellenze del “buon cibo” e del “buon bere” del territorio,

Saremo alla Festa dell’uva, a Oliveto Citra (SA) il 30 Settembre!

Evento Oliveto Citra
Clicca sull’evento per rimanere aggiornato!


Sagra dei funghi, a Cusano Mutri (BN)


Nostra prima volta in qualità di redazione presso la Sagra dei funghi, a Cusano Mutri (BN).
Evento gigantesco che si terrà dal 30 Settembre fino al 13 Ottobre!
L’evento ha valicato nettamente i confini della sagra e conta ogni anno tra i 200.000 e i 300.000 visitatori.
Una roba pazzesca.


Lungo il percorso si snoderanno gli stand enogastronomici, ovvero piccole abitazioni che si trasformeranno in punti di ristoro, condurranno i visitatori alla scoperta delle bellezze dei luoghi ma, soprattutto, dell’unicità dei sapori.

Ad accompagnare le prelibatezze culinarie è l’immancabile vino che richiama appunto storia e tradizione, regalando un’atmosfera di festa, ricca di canzoni e balli popolari, all’insegna di un’atmosfera tipica delle sagre. I concerti e gli spettacoli in piazza non possono mancare così come le visite guidate ed escursioni organizzate alla scoperta del borgo e dei punti caratteristici come le chiese, il museo e le antiche botteghe che mettono in mostra le loro specialità.

Saremo alla Sagra dei funghi, a Cusano Mutri (BN) l’1 Ottobre!

Evento Cusano Mutri
Clicca per vedere l’evento ufficiale!


– Falco

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Sagra della lasagna e delle polpette costesi – Costa di Mercato San Severino – 2022

Sagra della lasagna e delle polpette costesi – Costa di Mercato San Severino – 2022


Come in molte case del sud Italia la domenica c’è spazio in tavola per la pasta fatta in casa. Concessione e regalo fatto ormai routine, che ci concediamo come un rito. Da questa tradizione non esula Mercato San Severino e Costa, la sua frazione, che produce una lasagna casereccia con l’aggiunta di tradizionali polpette fritte.

Sagra della lasagna e delle polpette costesi, polpette da friggere
– Le polpette costesi pronte a essere immerse nell’olio bollente


La lasagna e le polpette costesi


Vorrei cominciare subito a descrivere la protagonista della serata: la lasagna.
E’ una lasagna molto casereccia, cosa che ho apprezzato. Subisce una cottura al forno prolungata difatti era morbida, come una torta. Peccava molto di mancanza di sale, causa probabilmente anche il dolce spiccato del pomodoro. Ripeto però che la sua fattura tradizionale si è lasciata decisamente apprezzare.

Sagra della lasagna e delle polpette costesi, lasagna
– La lasagna casereccia di Costa di Mercato San Severino


Sia all’interno della lasagna che prese singolarmente ci sono le polpette.
Le polpette costesi sono semplici pallotte di pane, formaggio, prezzemolo e pezzetti di salame che vengono impanate e fritte e servite in bianco.
E’ un piatto che si condivide volentieri, le polpette hanno un gusto non invadente, anzi risvegliato solo dal pezzetto di salame o erbe che si incontra ogni tanto. Questo non è un difetto, le ho trovate sfiziose il giusto e sono anche un pericoloso snack da divorare a oltranza.

Sagra della lasagna e delle polpette costesi, polpette
– Le polpettine costesi


Le polpette hanno creato, viste le aspettative e la fedeltà del pubblico, che si è immediatamente fiondato a fare la fila, alcuni problemucci logistici. La catena del fritto (polpette+patatine) era parecchio lunga poiché sfortuna ha voluto che andasse KO proprio la prima sera un buon 2/3 delle friggitrici disponibili.
Nonostante ciò la fila non è stata mai invivibile, anzi quella delle polpette è stata l’unica che abbiamo davvero fatto poiché alle altre casse è filato tutto lisci come l’olio.


Il circondario della Sagra della lasagna e delle polpette costesi


Il minuto circondario (spiazzo in cemento + locali adibiti a cucine + campetto da calcio farcito con panche) è quello tipico delle feste rionali. Abbiamo all’ingresso alcuni punti dove comprare zucchero filato, pannocchie e muss’ ‘e puorc’ (pietanza cui prima o poi dedicheremo un approfondimento…) e qualche padiglione commerciale.


Due cose importanti in questo atrio d’asfalto sono il palco, dove si è svolto un animato piccolo convegno sulla legalità (e sull’ambiente, tema importante per l’organizzazione) e lo stand della pescheria Dal Pescatore, che ci ha omaggiato, vista la nostra curiosità, con un bel cuoppo di mare.
Ottimi in particolari calamari e polpo, belli sodi e croccanti.

Tornando per un secondo al palco, Luigi Pergamo, l’organizzatore che ci ha voluto qui, ci rivela che l’obiettivo di questi eventi è soprattutto quello di raccogliere fondi per eventi sportivi, culturali, artistici e ambientali. Una serie di buone azioni finanziate dalla voracità dei presenti. Alla mancanza dunque di un percorso gastronomico, di un centro storico e di un borgo da visitare sopperisce quindi il fine, dell’evento, e quel che io definisco comunque un buon menu, che non ci ha affatto deluso.


Panini vari e pasta e fagioli


Oltre le celebri lasagne e polpette abbiamo infatti diversi piatti secondari.
La pasta e fagioli risente molto dello stesso problemuccio di sapidità della lasagna ma anche qui mostra una fattura casereccia che ancora una volta io ho apprezzato.
Abbondante e appiccicaticcia, come piace a me, di un giallo acceso con in cima una saporita fetta di pancetta, se riuscite a strusciarla ovunque nel piatto vi regalerà quel sapore che mancava.

Pasta e fagioli
– La pancetta lucida e saporita condisce la pasta e fagioli


I panini sono qualcosa che inizialmente temevo…
Temevo infatti poco condimento e un panino infinito, stancamascella e col classico pane un po’ stantio.
E invece…il panino è umido e pieno il giusto, ma soprattutto il pane intriso del ripieno dello stesso non risulta affatto noioso al palato.
Il panino che mi è piaciuto di più è quello alla milza, insieme alle polpette la pietanza migliore a mani base.

Panino con la milza
– Panino con la milza, direttamente dalla tradizione salernitana, ottimo.


Ugualmente sfiziosi quello con porchetta e patatine e il suo simile con salsiccia e patatine.
Occhio comunque anche alla porchetta, non salata e secca come spesso capita, ma umida e tenera.
Complimenti a chi si è occupato di scelta e composizione panini.


Sagra della lasagna e delle polpette costesi, conclusioni


La sagra della lasagna e delle polpette costesi è limitata dal suo circondario.
Difficilmente può ampliarsi ma parte dalla base invidiabile di un menu dignitoso e valido.
Se il punto forte resta la ristorazione, magari perfezionata nel tempo, si potrà abbastanza facilmente sopperire al resto.
Andando a memoria non ricordo particolari problemi per trovare parcheggio, né lunghe file (polpette a parte), un vino rosso che accompagnava, prezzi moderati e soprattutto la giusta ambizione da parte del comitato organizzativo che saprà fare le scelte ideali anche per le edizioni future.

Aggiungo inoltre che ho notato molta professionalità in generale, nell’organizzazione e nell’accoglienza.
Siamo stati immediatamente identificati e ci è stato consentito di lavorare in modo preciso e rilassato, senza omettere che ci hanno fatto divorare la quasi totalità del menu, il che è sempre, sempre piacevole.

Cuoppo di mare
– Anche il cuoppo di mare merita il suo spazio


– Falco

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Sagra della braciola – Montecorvino Rovella (SA) – 2022

Sagra della braciola – Montecorvino Rovella (SA) – 2022


La Sagra della braciola di Montecorvino Rovella (SA) ha ormai superato alla grande le 40 primavere e quest’anno riceverà ufficialmente il marchio di Sagra di qualità concesso da UNPLI (in realtà l’onoreficenza le spettava già nel 2019 ma la premiazione fu postdatata causa pandemia).
Caratteristica dell’evento è la riproposizione di una storica ricetta paesana, la braciola appunto.

Sagra della braciola, braciola al sugo
– La braciola di Montecorvino Rovella (SA)


Sagra della braciola, la scelta della qualità


La riconoscenza dell’UNPLI non arriva a caso infatti da diverse edizioni la Sagra della braciola di Montecorvino Rovella ha optato per una scelta decisa.
La braciola sarà limitata. O meglio, se ne farà quanta più si può senza dover mai però diluire qualitativamente il prodotto. Finché c’è forza lavoro (da parte delle massaie, pagate perché ritenute giustamente professioniste che svolgono un lavoro), carne e sugo si può andare avanti. Sennò ci si ferma.

Panino con braciola
– Panino impregnato dalla braciola


Può dunque capitare di arrivare a Montecorvino e trovarsi già in prima serata una fila chilometrica (anche perché a seconda che si scelga il panino, la pasta o la braciola per questioni logistiche la fila è unica) di appassionati che per nulla al mondo vogliono perdersi questa saporita tipicità.
E se in alternativa arrivi tardi…rischi di non mangiarla.

Il menu è dunque per scelta semplice e imprescindibile dalla braciola.
La trovi nella pasta, come un ricco sugo, la trovi nel panino e come secondo.

Pennette con braciola
– Abbondante pennetta al sugo di braciola (7€)


Il panino è davvero una pietanza storica quanto la sagra stessa, ricordo che Il Trono di Sagre non era neanche una lontana idea quando accorrevo qui con amici a divorarlo. Negli anni è rimasto identico.

Se devo scegliere però il piatto migliore…questa posizione spetta forse alla pasta.
Molto sapida, colma di braciola e decisamente abbondante è stato il piatto che mi è piaciuto di più.


La caratteristica della braciola


Naturalmente la braciola è ottima anche presa singolarmente (disponibile al piatto o in un cartoncino a portar via) e anzi, adagiata nel suo tirato sugo, rilascia tutti gli aromi e quei sapori segreti che neanche a noi sono stati pienamente rivelati. Anche questo fa parse del fascino della tradizione, e noi lo accettiamo.

Nel caso vogliate saperne più possibile sulla Sagra della braciola di Montecorvino Rovella vi ricordo che è anche presente un capitolo dedicato a essa nel nostro Il borgo in tavola, il primo capitolo di una saga di libri (speriamo!) che racconta tutti gli eventi dove siamo stati di persona con Il Trono di Sagre.
15 eventi per libro, con ricette, racconti dell’esperienza, foto e informazioni utili.

Il borgo in tavola, copertina
– Clicca sul libro per scoprire di più!


Finito questo ad vi informo che alle spalle del punto di rilascio braciole, quindi di fronte il municipio e alle spalle della fontana c’è un altro minipercorso che attraversa il centro storico dove potete ritirare vino con le percoche e la zeppola.

La zeppola era davvero ottima, soffice come una nuvola, la si può inserire tra le top dell’estate.
Il vino era un po’ troppo giovane per i miei gusti, la percoca provava a porre rimedio ma era sovrastata dalle note asprine del succo d’uva.

Zeppola
– Zeppole


Non solo braciola


E per chi arriva tardi o si scoraggia di fronte alla fila?
Beh, vi consiglio di spicciarvi e di alzare il culo dal divano, o di farvi coraggio e farla, stà fila.
Ma se proprio non riuscite…ci sono delle alternative.

Caciocavallo impiccato
– Caciocavallo al tartufo (4€)

La Pro Loco, in accordo con alcuni standisti e negozianti locali fornisce delle alternative unofficial per chi non riesce ad acchiappare la nota braciola.
Ad esempio, abbiamo i nostri amici del birrificio La Nuda, dove puntualmente riscopriamo il piacere di una birra spillata di fresco, oppure c’è chi prepara caciocavallo impiccato al tartufo e chi dal nulla tira fuori pane e mortadella, scelta che più popolare non si può.

Pro Loco Rovella
– Centro rilascio percoche


La sagra della braciola è un evento che si avvia verso un futuro in cui potrà probabilmente scegliere la via che preferisce. Io che l’ho sempre frequentata ho notato anno dopo anno il suo crescere e felicemente devo dire che optare per la qualità, mettendo a disposizione “poche” scorte (parliamo comunque di un 20.000 braciole e oltre, signori) è una scelta vincente.

Nel momento in cui riuscirà a coinvolgere il centro storico e districarsi un po’ meglio tra stand e file sarà decisamente sulle mappe di Trono, provincia e regione. Un grande augurio di felice sviluppo a quest’evento. Uno sviluppo a fuoco lento, come la braciola insegna.


– Falco

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