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Sagra lagane e ceci – Rufoli (SA) – 2024

Sagra lagane e ceci – Rufoli (SA) – 2024


La Sagra lagane e ceci di Rufoli (SA) è una delle più partecipate dell’estate salernitana.
Uno dei motivi del successo è sicuramente la costanza, l’evento ha superato infatti la 30esima edizione, risultato non da poco, soprattutto constatando le vicissitudini che hanno accompagnato gli ultimi anni.
Un altro dei motivi è il piatto che da il nome all’evento: la lagane e ceci.

Sagra lagane e ceci, tegamini


Sagra lagane e ceci, oltre 100 operatori


L’evento, come detto, accoglie la bellezza di oltre 10.000 persone (quasi sulle 15K in realtà) nell’arco dei suoi 5 giorni (quest’anno 6) e molti sono fedelissimi che ritornano ogni anno per non perdersi la più cremosa lagane e ceci dell’anno.

Per far fronte a tutta questa folla alle spalle dell’evento dev’esserci un’organizzazione rodata e numerosa, e questo è proprio il caso della Sagra lagane e ceci di Rufoli.
Oltre 100 persone (quasi 160) operano nelle retrovie e nel comitato organizzativo, per permettere a quest’evento di girare come un perfetto ingranaggio.

Ci fa piacere pensare che dopo 3 anni di copertura mediatica, foto e video, siamo anche noi come Trono di Sagre, una piccola vite in questo grande macchinario.

Sagra lagane e ceci, operatori


La parte delle cucine è sempre impressionante e affascinante.
Come ho appena detto sono ormai tre anni (se non si contano le visite di piacere pre-Trono, altrimenti saremmo oltre i 7) che vediamo questi enormi pentoloni sobbollire stracolmi di ceci, lagane e amido e rimaniamo sempre sorpresi delle tempistiche perfette con cui tutto il lavoro procede.

Ogni pentolone è tenuto sott’occhio da un addetto, che sa perfettamente quando è il momento di calare la pasta, di rigirarla, di tirarla fuori e anche di lasciarla riposare. Il tutto riesce a far fronte a 2.000 richieste di pasta al giorno, le quali vengono somministrate quasi senza attese.


Anche le dosi fanno impressione, per le pizzelle di sciurilli abbiamo visto un sarcofago zincato degno di Ramses II. Zeppole? Nell’ordine delle 1500 al giorno. Frionzola? Pentoloni da oltre 1,5 quintali.


Sagra lagane e ceci, le novità


Sebbene menu che vince non si cambia come è naturale che sia ci sono sempre dei piccoli accorgimenti per migliorare l’evento. Ad esempio da un po’ ha preso postazione fissa il caciocavallo impiccato ed è stato istituito un altro punto di somministrazione bevande (con tanto di birra alla spina) anche nella zona dei tavolini, in modo che se a qualcuno, post pasto venga voglia di rilassarsi un minimo sotto le fronde degli alberi, sorseggiando una birra fresca, esso possa farlo senza dover tornare alle casse ad inizio sagra.


Anche la zona ristoro è stata migliorata. Abbiamo visto una cura maggiore di entrambi i cortili, i quali permettono di godersi il pasto nella frescura, in mezzo alle piante. Nella zona superiore è stato allargato il palco sul quale nella serata del 21 si esibiva un funambolo e prestigiatore, mentre la piccola passeggiata che portava ai tavoli è stata illuminata con delle lucine gialle.

Ancora, è stata installata una postazione di recupero box di cartone, all’interno delle quali viene servito il menu completo e anche una cornice in legno per i selfie (che era già presente anche l’anno scorso!)


Migliorare un evento trentennale, che si svolge sempre con le stesse modalità, non è affatto semplice, ma rifinire quel che è già presente è un ottimo punto di “partenza” e denota certamente il desiderio di non adagiarsi sugli allori.


Sagra lagane e ceci, il menu


Come detto, il menu storico rimane fondamentalmente quello, ma andiamo a provarlo.
Da dove partire? Proviamo dall’antipasto. C’è un gran bel salume paesano affettato fresco e spesso che si ritrova anche nel menu completo (occhio anche ai formaggi). Rosso e carnoso, al solo vedersi richiama un bicchiere di vino (altra scelta ovviamente presente oltre la birra ed altre bevande)


Le melanzane allardiate sono un’altra chicca che spesso passa inosservata ma se andate tanto in giro per eventi come noi sapete benissimo che non è scontato trovarla in menu. Quella di Rufoli è onestamente tra le migliori. Soddisfacente, carnosa, saporita, uno dei piatti migliori ogni anno.

Sagra lagane e ceci, melanzane allardiate


(S)Frionzola. Classico intramontabile. All’interno delle cucine quelle patate esposte come un vagone minerario colmo di pepite d’oro è sempre una delle cose che apprezzo di più. Potrei vivere e morire di patate al forno. Come detto prima ne vengono consumati circa 100kg a serata, numeri folli.


Tocca a lei, la protagonista della serata…la lagana e ceci.
La schiera di tegamini fumanti non può non essere immortalata a futura memoria (ed è qui che interveniamo noi). Agli avventori viene anche data possibilità di portare a casa l’ampio coccio che la contiene (e anche di renderla più vivace con del forte, che a dirla tutta vi consigliamo…)


Altro pezzo immancabile (ma come, sono tutti imperdibili? Il fatto è che dopo, ripeto, 30 anni di somministrazione, quasi tutto è stato sublimato alla sua migliore versione possibile) sono le zeppole.

Preparate al momento, costantemente, sono uno dei fiori all’occhiello della manifestazione (se ricordate sono note anche quelle della vicina Ogliara, alla Sagra delle pennette all’ogliarese. Evidentemente nel salernitano ci sanno fare con le zeppole!)


Pizzelle bollenti e panini appena sfornati


Alla Sagra Lagane e ceci di Rufoli (SA) anche i panini “da festa” hanno un che di speciale.
Il pane infatti è autoprodotto, questa è un’altra cosa che viene molto sottovalutata ma quante volte ci siamo ritrovati in una bellissima festa e un panino stantio ci ha rovinato la serata? Qui siete in una botte di ferro. Caldo, croccante, colmo di salsiccia, sottoli, patatine fritte e salse, irrinunciabile per gli amanti della marenna da stadio (o da festa patronale).


A cinque alla volta vanno a ruba anche le pizzelle di ciurilli, prelibatezza tipicamente estiva caratteristica del sud Italia. Un ingrediente che va a ruba per i pochi mesi in cui è naturalmente disponibile.

Vi sfido a non godervi una serata d’estate con una birra fredda alla spina e un bel cuoppo di pizzelle.


Nella piazzetta principale, di fronte le casse sempre gremite, ecco il palco dove ogni sera si esibiscono artisti diversi. Mentre effettuavamo le riprese ci è risuonato all’orecchio un medley di Battisti, altro elemento che ci fa sempre piacere ritrovare in queste notti serene.


Sagra lagane e ceci di rufoli, ed. 2024


L’evento nell’estate 2024 è partito il giorno 19 Luglio e andrà avanti nel corso di 6 serate fino al 24.
L’evento è solamente serale e i forni vengono accesi tra le 19.30 e le 20.00.
E’ disponibile un ampio parcheggio nella parte immediatamente superiore della strada (occhio a non farvi rinchiudere!) e alle casse all’inizio dell’area sagra potete scegliere la formula menu completo oppure tutti i piatti separatamente. Buon divertimento!

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Sagra del tartufo aurunco – Santi Cosma e Damiano (LT) – 2024

Sagra del tartufo aurunco – Santi Cosma e Damiano (LT) – 2024


La Sagra del tartufo aurunco di Santi Cosma e Damiano (LT) giunge alla sua 5° edizione. Traguardo importante che la proietta nel giro delle sagre con un passato “storico” e che le consente ora di pensare al futuro, espandersi, e lanciarsi nel circuito dei grandi eventi.
Ma quali sono i punti forti che hanno permesso a quest’evento di crescere in modo così spedito? Andiamo a vederli (e a provarli!)


Sagra del tartufo aurunco, idea e messa in scena


Come dicevamo, la Sagra del tartufo aurunco si è rinnovata anche per la sua edizione 2024.
Il punto forte dell’evento, come spoilera il titolo a caratteri cubitali, è proprio il tartufo.
Nella fattispecie il tartufo estivo dei monti aurunci.

Monti Aurunci sono un gruppo montuoso dell’Italia centrale, appartenente all’Antiappennino laziale, contenuto interamente nel Lazio, che costituiscono il settore meridionale dei Monti Volsci.


Tra i sentieri di questi monti i Tartufai dei Monti Aurunci (con relativa associazione) cercano fischiettando il profumato tubero che andrà poi a condire tutti i piatti del menu. E se vi diciamo tutti, lo intendiamo letteralmente. Quest’evento, infatti, non lesina nelle dosi di grattugiate e smucinate (cit.) di tartufo.

Tra i vari fautori dell’iniziativa spiccano Donato De Cesare e Antonio Mignano, Chef e titolare del ristorante Bacchettone & Zazà (sito a pochi km dall’evento, casomai aveste un ulteriore languorino…)

Oltre il menu personalizzato (e che cerca di variare ogni anno, con piccole e testate novità) abbiamo anche altre iniziative sfiziose, come una moneta luccicante che farebbe la gioia di De Paperoni e che viene usata come conio di scambio per ritirare cibarie.


Sagra del tartufo aurunco, il menu


Quest’anno il menu prevede: Gnocchetto in bianco al tartufo, Olive ascolane al tartufo, Bombetta di carne ripiena al tartufo, Mozzarelline al tartufo, Porchetta al tartufo, Panini con contorni e salse e patatine fritte.

Ora, tutto questo può essere preso separatamente in base ai vostri gusti, noi però vi consigliamo il menu completo (15€) poiché, oltre alla quasi totalità delle pietanze descritte poco sopra avrete modo di provare anche la frittata al tartufo e il formaggio al tartufo. Siamo pronti? Iniziamo.


Il menu completo avanza in una profumata catena di montaggio. In fila indiana (che poi non è mai troppo lunga poiché i due addetti ai fuochi sfornano gnocchetti e compagnia bella a ritmo sostenuto) gli affamati prendono il vassoio della mensa dei sogni e ad ogni pit stop magicamente una nuova porzione compare al suo interno.

Per primi gli gnocchi, porzione giusta tendente all’abbondante, cremosità che fa gola al solo sguardo e triturata di tartufo extra fatta sul momento. Ne sarete inondati manco fosse pecorino.
Next step, olive ascolane in crosta di tartufo e mozzarelline con la stessa panatura.


Frittata e formaggio belli umidi per rinfrescare il palato, sorriso fritto anche detto “bombetta“, tozzo di pane e bicchieruccio di vino paesano. A questo punto se non vi ribaltate con tutto il vassoio facendo dietro front potrete facilmente adagiarvi su uno dei tanti tavoli disponibili e finalmente provare il tutto.


Sagra del tartufo aurunco, il test!


E’ improprio parlare di test perchè già mentre la fila scorre il menu te lo mangi con gli occhi, ma tant’è.
Partiamo dagli gnocchi: Tenerissimi. A volte Il Gnocco può essere un po’ calloso, è la sua caratteristica, ma questo si scioglie in bocca, sembra un mochi di patate tenuto insieme dalla magia, la sua tenacia cessa al palato, estremamente godibile.

Questo gnocco ha fatto faville in anteprima alla Sagra della castagna e del fungo porcino di Roccamonfina (CE) quando ne sono state consumate…1.000 porzioni. Una tonnellata di gnocchi.
20.000 tenerissimi gnocchi. Resa l’idea? Non state troppo a far calcoli perchè queste cifre le ho improvvisate calcolando a mente tra un tartufino e l’altro. In ogni caso erano un macello di gnocchi.


Per spezzare dalla cremosità del primo…proviamo le olive all’ascolana con crosta di tartufo.
Questo è uno dei miei…snack (?) preferiti anche in versione classica quindi non c’è da sorprendersi che li spazzoli via rapidamente. Un piccolo morso rivela il guscio verde dell’oliva con all’interno il magico e saporito composto. Il tartufo è un piccolo extra di una pietanza già perfetta.

Processo identico per le mozzarelline, che invece forse escono migliorate da questa aggiunta ?


Il formaggio è giovane e tenero, praticamente una ricotta/primo sale con scaglie di tartufo. Perfetto con un po’ di pane insieme alla frittata. Altro pezzo forte è invece la bombetta.

Quasi limitativo chiamarla così, si tratta di un pezzo di carne cotto alla perfezione. Scoprirete al primo taglio che la panatura perfetta e dorata svela al suo interno una carne tenerissima e saporita, che rimane anche molto umida al centro. Perfetta. Per me non batte lo gnocco ma solamente perchè quest’ultimo è veramente di un altro livello. Ottimo secondo che non fa rimpiangere la cotoletta di maialino nero dello scorso anno. Anzi, questo fritto da anche la giusta dose di unto laido che serviva al menu.


Intrattenimento, mercatino, dolci e birra alla spina


Mentre ultimiamo il pasto sul palco si avvicendano le prove della band (che inizierà lo show alle 22.00) e i soliti ringraziamenti di Amministrazione Comunale e Sponsor. Di fianco al palco viene spillata birra alla spina gelata (da 50 cl o da 33) e ci sono due piccoli stand per souvenir deliziosi.

Su una delle due troverete oli al tartufo, fettuccine secche al tartufo, creme al tartufo e…tartufi da acquistare freschi. Sull’altra bombe fritte al cioccolato, granite, crepes e dolciumi vari.


Su una piccola area alle spalle un mercatino di artigianato, mentre sul palco intanto si scatena lo show del giorno dei Okorsupernova. Un gruppo variegato di cantanti, musicisti, ballerini e giochi di fuochi e fumi colorati, sorprendente!


L’evento si tiene quest’anno dal 19 al 21 Luglio, esclusivamente di sera.
La villa che ospita l’evento è a Santi Cosma e Damiano (LT), in Piazza Padre Pio, frazione Cerri.
Occhio ai numeri civici, vi aiuteranno a trovare facilmente la villetta: Via Ausente 2828!

Fateci sapere quale pietanza vi è piaciuta di più. buona abbuffata di tartufo!

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Festa dei prodotti tipici cilentani – Scalareta di Altavilla Silentina (SA) – 2024

Festa dei prodotti tipici cilentani – Scalareta di Altavilla Silentina (SA) – 2024


Edizione circa terza, o seconda-e-un-po’, se si calcolano le disavventure dell’anno scorso, la Festa dei prodotti tipici cilentani di Scalareta di Altavilla Silentina trova finalmente una sua dimensione. L’evento, cui la partecipazione del pubblico non è mai mancata, trova anche la sua formula forse definitiva accontentando tutti. L’evento si terrà quest’anno dal 19 al 21 Luglio.


Festa dei prodotti tipici cilentani, le modalità


In una defilata area in zona Scalareta di Altavilla, tra qualche pascolo, alberi in lontananza, un panorama da cartolina con le montagne sullo sfondo, balle di fieno e spighe di grano, mentre il sole tramonta rendendo tutto più magico ecco che la Festa dei prodotti tipici cilentani fa capolino. La zona, che da immediatamente una sensazione di tranquillità, lascia immedesimare facilmente in quello che è il suggestivo scenario proposto: una festa di campagna alla vecchia maniera, una di quelle sagre che ormai stanno scomparendo.

Festa dei prodotti tipici cilentani, gente


Oltre 70 panche più qualche basso tavolino formato da basi in legno e covoni di paglia, alle spalle una zona giochi con calcinculo, tiro a segno, gonfiabili e toro metallico, vasti parcheggi e naturalmente tutta una serie di casette in legno, ognuna con proposte ideate e sottoposte al pubblico da varie attività della zona. Al centro della zona verde ecco un chiosco per le bevande: Birra alla spina, cocacola, vino bianco, rosso, amari e cocktail, per tutti i gusti. Infine, un’ampia area per scatenarsi sotto il palco, che durante tutta la nostra visita ha offerto un po’ di liscio e qualche cover in salsa quasi lo-fi, molto apprezzata.


Festa dei prodotti tipici cilentani, il menu


Il lungo menu dell’evento è affidato tutto ad attività della zona, o comunque immediatamente circostanti.
Abbiamo un buon antipasto di formaggi e salumi, con qualche sottolio, tranquillamente divisibile per 2 (8€). In questo primo stand è possibile anche provare l’immancabile ciambotta (5€).


A seguire abbiamo i primi. Pasta fresca a opera proprio del Pastificio Fresca di Eboli (SA).
Le proposte sono due, Caserecce al ragù (6€) oppure in bianco con pomodorini gialli e melanzane (7€).
Noi abbiamo scelto le Caserecce in bianco, la porzione è bella abbondante, la pasta è perfettamente al dente, è un’ottimo piatto di pasta dove consigliamo di aggiungere una generosa porzione di formaggio per equilibrare la naturale dolcezza dei due ingredienti della ricetta.

Festa dei prodotti tipici cilentani, cortecce al ragù
Festa dei prodotti tipici cilentani, cortecce in bianco


Di seguito abbiamo invece due stand che trattano un po’ di carne. Il primo è il bene rifugio di indecisi e bambini: Panino con salsiccia (5€), Panino con porchetta (6€) & Patatine Fritte (3€). A seguire ottime e consigliatissime proposte da parte del ristorante Il Re della Griglia: Polpette al sugo (5€) e Braciola (7€)

Festa dei prodotti tipici cilentani, braciola


Spendiamo un attimo due parole per questi piatti. Io vi consiglio di provarli entrambi, magari dividendo con qualcuno. La braciola è grossa, e ci mangiate tranquillamente in due. Più tenace della tipicissima di Montecorvino Rovella (SA), famosa per sfilacciarsi al solo sguardo, ma molto saporita. A piatto finito vi ritroverete un quantitativo nel piatto col quale condire un eventuale e ideale piatto di ziti, buono anche il pane con cui ve la servono.

E poi ci sono le polpette. Onestamente mi sono sentito in dover di andare a fare i complimenti al Re dopo averle provate. Gusto personale, ovviamente, ma da amante delle polpette quale sono ho apprezzato moltissimo queste morbidissime e quasi dolci polpettine di vitello (io addirittura credevo fosse maiale, poichè sono veramente molto delicate) servite a loro volta in un sugo di pomodoro fresco (parte fondamentale del riuscitissimo piatto).
Penso si sia capito il mio piatto preferito della serata.

Festa dei prodotti tipici cilentani, polpette


Festa dei prodotti tipici cilentani, il menu pt. 2


Saltiamo il tris di carne (proposto sempre dallo stand precedente), perchè altrimenti non saremmo tornati sulle nostre gambe al parcheggio, e decidiamo di provare come snack un’intera pizza bianca con pancetta e fiori di zucca. Un’allegra Sciurilla (7€). Allo stesso stand è possibile scegliere anche una Margherita (6€) o una classica Cilentana (5€).


Le pizze sono realizzate al momento (ma davvero??) e cotte in forno a legna.
Nonostante ciò ci sono file modestissime (nonostante la buona partecipazione di pubblico, che ha risposto ancora una volta presente) un po’ in tutto l’evento. Se ve la giocate bene, colpendo strategicamente ed essendo un minimo elastici, magari provando prima una pizza, poi un secondo di carne, poi un dolce e poi un primo…potreste non fare un solo minuto di fila in tutta la serata.

Detto fatto, la nostra Sciurilla è pronta.
Ce la gustiamo con la terza pinta di Stella Artois fresca spillata dal chioschetto, uno sguardo al cielo stellato ed anche questa è fatta.


E’ il momento dell’irrinunciabile dolcino e devo dire che siamo fortunati, perché la zeppola proposta è una nostra vecchia conoscenza…

Ve ne parlammo qui in occasione della Sagra del fagiolo di Controne (SA), ma per rinfrescarvi la memoria vi basti pensare che questo soffice dolce della tradizione lievita oltre le 40 ore, ha un lieve sentore agrumato ed è perfetto per concludere il vostro pasto oppure (come ho fatto io) per regalarvi una colazione col sorriso il giorno dopo. Non fatevela scappare.


Festa dei prodotti tipici cilentani, conclusioni


Se devo dire la mia…credo che l’evento abbia colpito nel segno.
C’era voglia di dare vita ad un evento un po’ all’antica, molto lontano dalle proposte odierne al passo coi tempi a tutti i costi, ma non per questo c’è stato qualcosa di poco curato, anzi.

I prodotti serviti, ripeto, erano tutti di attività ristorative facilmente rintracciabili e ben identificate.
Avevamo pasta fresca realizzata e cotta da un pastificio. Delle carni gestite da una bisteccheria ben nota della zona. La zeppola non aveva proprio bisogno di presentazioni, poiché il Sig. Alfonso è un maestro, e così via.

Tutto era ottimo e c’era una piacevole serenità da estate italiana di una volta, quando le cose erano più semplici (o almeno così erano nei nostri ricordi).
Gli operatori erano tutti gentilissimi, questo va fatto notare.
Giovani e scattanti, prontissimi, girano tra i tavoli ripulendo immediatamente e sanificando dopo ogni seduta. Lo stesso si può dire di tutto il personale agli stand e alla cassa. Li abbiamo osservati e anche durante qualche piccolo contrattempo non si è mai perso il sorriso.

Non perdetevi questo evento, dal 19 al 21 Luglio!


Falco

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Sagre di Liberi – Liberi (CE) – 2024

Sagre di Liberi – Liberi (CE) – 2024


Sagre di Liberi (CE) da il via alla sua lunghissima stagione di eventi. Al solito il susseguirsi di appuntamenti ha inizio sul finale di Giugno (il 22, quest’anno) e prosegue (bel tempo permettendo) fino praticamente ai primi di Ottobre, firmando l’ultimo weekend di Settembre con il passaggio dall’estate all’autunno, segnato dall’arrivo dei funghi sul menu.

Sagre di Liberi - Bosco


Sagre di Liberi, tutti i weekend una diversa specialità


Siamo già abituati, seguendo l’evento da diversi anni ormai, alla varietà di tipicità portate in tavolà dallo staff rodato della sagra. Ecco di seguito tutte le locandine, di tutti gli appuntamenti dell’anno, in modo da non perdere il filo!


Come ormai saprete, questa sequela di eventi si tengono nel verde boschetto di località Trone (di Liberi).
Seguendo il piccolo snodo che passa dalle frazioni che circondano la cittadina, fino ad un accenno di salita (310 mt sul mare) in collina, si giunge all’ampio parcheggio che precede l’ingresso nell’oasi che per tre mesi è dedicata ad accogliere i tanti seguaci di questo evento ormai storico.

Il costo del parcheggio è un simbolico 1,50€


Il weekend del Caciocavallo Impiccato


E’ il protagonista dell’estate ormai da tempo (im)memore, è il piatto che è entrato a gamba tesa nel mondo delle sagre e i più giovani penseranno che sia da sempre il simbolo di questa tipologia di eventi. Ma non è stato sempre così. Il nostro amato simbolo semifuso è in senso lato ancora una novità, eppure è così amato che ormai gli si dedicano interi eventi e, di conseguenza, interi weekend.

Il fine settimana del 6 e 7 Luglio, a Liberi, è proprio quello definito dal Caciocavallo impiccato.


Un lavoro duro, dove le braci ardono in continuazione, sciogliendo il formaggio, sciogliendo te, forgiando e bruschettando il pane, la tua anima e le tue carni…ma quale soddisfazione emerge al primo morso? Sempre la stessa, sempre quella della prima volta. Vi siete mai stufati di un morso ad un pezzo di pane rosolato, ricoperto di questa vellutata crema avvolgente? Noi no.

E neanche la luuuunga fila di affamati che ieri era presente, sull’attenti, ad attendere le obbligate tempistiche dell’orb di caseina. A proposito…occhio a fare la fila giusta. Per i panini si va alla fila dei panini, ma per tutto ciò che riguarda il caciocavallo…ficcatevi sotto l’insegna che ne reca il nome a caratteri cubitali e preparatevi qualche argomento a piacere da condividere con i vostri nuovi amici, che vi accompagneranno in quest’avventura di obbligata attesa.

Sagre di Liberi - Panino caciocavallo e salsiccia


Il risultato è però soddisfacente? Per noi assolutamente si. Il panino con salsiccia e cacio fuso è ottimo e abbondante. Si riconosce la sapidità e la stagionatura di un bel formaggio paesano resa ancora più aromatica dalla crosticina rosolata della salsiccia. Ergo il panino con salsiccia e cacio è un must have.

Disponibile allo stesso stand anche la bruschetta (dove poter aggiungere, tra le altre, anche i funghi).


Tutti matti per i panini


Sagre di Liberi è riuscita a ficcare un intero menu in un panino. Difatti quasi tutte le scelte è possibile ritirarle “al piatto” o tra due fette di pane morbido (per quanto ci riguarda…pane completamente approvato, ben distante da un panino “da festa”).

Nello specifico potete far marenna con la pancetta alla zingara, tostata in ciabatta con formaggio (che durante la piastrata si fonde confondendosi col grasso della pancetta), ma anche col prosciutto crudo.
Salsiccia e melanzane sott’olio? Yes sir. Prosciutto cotto paesano, patatine stick e formaggio? Yes, sir.


Presenti anche le scelte più commerciali, come l’opzione Wurstel & Patatine (quest’ultime ritirabili anche in vaschetta semplice).


Pasta e fagioli & Cotiche


Due piatti tipicissimi delle Sagre di Liberi (CE) che vi consigliamo di testare sono le classiche cotiche al sugo e l’immancabile pasta e fagioli. Quest’ultima è davvero da provare, ve lo diciamo ogni anno ma ogni anno troviamo conferma. Perfino dalla fila si alza il grido di un romantico, esaltato da questo gusto ricco, quasi come al passaggio dell’Amerigo Vespucci “Fagioli e cotiche? Siete la pasta più bella del mondo!”

Sagre di Liberi - Cotiche


La realtà è che questo piatto abbondante racchiude alcuni elementi unici. Innanzitutto è al sugo, la pasta scelta sono i tubetti, è lievemente piccante ed è insaporita proprio dal sugo delle cotiche più frammenti delle stesse. Un piatto da copertina, che non potete non provare.

Sagre di Liberi - Pasta e fagioli


Il dopo pasto, in pista


Fatevi reinsegnare a nascere dagli anziani in pista appassionati di liscio; E che non perdono il ritmo che sia trap, classica, dance, techno o la più malinconica delle mazurke. Tra una richiesta di alzare l’asticella passando da Vianello a Rasputin, godetevi un po’ di sano divertimento nella frescura del bosco, cercando di fermare dentro di voi la lotta tra i due lupi (di caseina e di carboidrati) e diventate capobranco imponendo il ritmo della ballata.


Alle spalle della pista, giostrine per i piccoli e giovani adulti. Calcinculo di formazione che gira intorno ai 2-3G e che, in caso di successo, ti regala l’accesso diretto ai test della Nasa (vale come un corso da astronauta). Sparate simpaticamente con pistole e fucili ad aria compressa alle latte, sperando di vincere qualche peluche per i vostri partner o godetevi semplicemente la solennità del bosco intorno a voi.

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Festa della fragola – Parete (CE) – 2024

Festa della fragola – Parete (CE) – 2024


Dal 10 al 12 Maggio, a Parete, in provincia di Caserta, il prodotto più amato viene celebrato anche quest’anno in una tre giorni che sa un po’ di punto di svolta nella storia di questo evento.
Ancora una volta l’Associazione La Tenda, che ha costruito praticamente da zero questa iniziativa, stravolge, crede e rilancia la fragola di Parete in una nuova versione della Festa della fragola.


Festa della fragola, le novità


Balza subito all’occhio il cambio di posizione. Ci spostiamo dal corso del centro storico alla Villa Comunale di recente costituzione. Benchè l’idea di rivalutare e rianimare i vicoli del centro fosse un’ammirevole ambizione di partenza non si può non notare come gli spazi verdi della villetta incastonino naturalmente la Festa della fragola. Il verde delle aiuole finemente rasate, il bianco dei vialetti che geometricamente la costringono, qualche albero e un tramonto complice creano una naturale atmosfera sia moderna e attuale, sia legata in qualche modo al rurale.

Una piccola oasi nel cuore di Parete, così come la fragola è nel cuore dei paretani.


Quest’anno, oltre alle solite iniziative che hanno coinvolto le scuole (potrete facilmente osservare tutti i disegni a tema fragola che costeggiano i piccoli stand ad essi dedicati), c’è da segnalare l’ammirevole progetto del Passaporto della fragola.

Il progetto, realizzato dai brillanti ragazzi del Liceo Scientifico E. Fermi di Parete, è una tracciabilità digitale, fondata sul meccanismo della blockchain. Una serie di processi catalogati e documentati. Legati ad ogni passaggio, dalla semina al raccolto, liberamente consultabili tramite una catena di QRCODE. Visualizzabili appunto sul sito e, perché no, sulla confezione del prodotto. Quando è stato raccolto? Che processi ha subito? Qual è il numero del lotto? Si può risalire a tutto, concedendo all’azienda agricola che sposa il progetto il vanto di mostrare tutta l’etica del proprio lavoro.


Oltre il Passaporto della fragola è stata realizzata anche una serra visitabile che mostra l’innovativa tecnica di raccolta sopraelevata, la quale permette al raccoglitore addetto un lavoro molto meno estenuante. Progetto innovativo portato avanti anche negli anni scorsi atto anche a combattere lo sfruttamento sul lavoro e il caporalato.


Festa della fragola, stand e menu


Quest’anno a comporre il menu per la Festa della fragola sarà lo chef Nicola Venditto, che troviamo ben felice, mentre ci racconta come sono state ideate le portate, e orgoglioso di dare una mano ai ragazzi dell’associazione e alla città di Parete, in questa lodevole iniziativa.

Il menu di quest’anno è così composto: Medaglione di pasta con ricotta di bufala DOP, frigoli di salsiccia paretana, coriandoli di fragola e fonduta di caciocavallo podolico. A seguire, Guancia di nero casertano cotto a bassa temperatura, con composta di fragole, salsa al pecorino e cipolla rossa caramellata. In alternativa come secondo c’è anche il Manzo Burger, un hamburger di manzo con mozzarella affumicata e insalata.


La passeggiata gastronomica si conclude con un dessert, una cheesecake alla fragola con gel al limone e crumble alla curcuma.

Un menu del genere crea molte aspettative e difatti all’apertura degli stand la grande partecipazione di quest’anno crea un’iniziale attesa al reparto operativo.

Perfino i Manzo Burger, ideati per dare un’alternativa al secondo più impegnato e magari anche per snellire le richieste in cucina, vengono presi d’assalto. Ci sembra di udire di 500 panini cancellati dal piano dell’esistenza in uno schiocco di dita (not Thanos related).


A conti fatti si consiglia di recarsi agli stand in modo diluito e, sembrerà ingenuo dirlo, non nelle ore di punta. Per fortuna Luigi Verrengia, uno dei volti dell’Associazione La Tenda, che ormai dopo anni di collaborazioni insieme ci conosce benissimo, ci tiene a rimpinzarci di birra per rendere più leggermente agrumata l’attesa.

La birra, ottima, è del birrificio artigianale Carogna, che presenta tre scelte: Bionda, Ambrata e Rossa.
Rossa come è anche la birra alla fragola, disponibile allo spillatore confinante, e rossa come il vino, altra alternativa sempre disponibile.


Festa della fragola, atmosfera e show


Mentre la fila scorre, il giorno lascia spazio alla sera e anche in questo caso la Villa Comunale riesce a rendersi cornice ideale. Le piccole accortezze ideate dal comitato organizzativo come giochi di luce tra le fronde degli alberi e serpentine di lucine sul tronco, aiutano a rilassarsi, in un weekend che concede anche delle gradevoli temperature per la prima volta adeguate al mese in corso.


Mentre ci accomodiamo per gustare il menu parte anche lo spettacolo di Gigi & Ross, accompagnati da Enzo Fischetti. Saranno loro gli ospiti del sabato sera mentre la domenica toccherà agli Arteteca.

Il menu, in ogni caso, è ottimo.
Del primo ho apprezzato l’abbondanza e la consistenza vellutata della ricotta, che al suo interno nascondeva queste piccole gemme di salsiccia, le quali, della stessa grandezza delle fragoline, creavano un gioco di attese e sapori differenti ad ogni forchettata.


Per quanto riguarda il secondo, nonostante parliamo di un taglio di carne delicato, che andrebbe gustato immediatamente, ritroviamo comunque una particolare tenerezza nonostante tutto l’inevitabile tempo perso a fare riprese, foto e stories. Alla morbidezza delle carni si aggiunge il sapore della salsa al pecorino e le cipolle caramellate…



Ovviamente buono anche il dolce, la parte formaggesca della cheesecake al bicchiere riempie la bocca e soddisfa il palato, la naturale bontà della fragola parietina, in cima al dessert, fa il resto.


Opinioni e considerazioni


Per quest’edizione si può parlare solamente di gradevoli problemi d’abbondanza. Dopo tre anni nei quali abbiamo un po’ camminato insieme con La Tenda (o meglio, loro hanno sgobbato e noi riportato e degustato) ci fa piacere vedere come quella che tempo fa poteva essere considerata solo una piccola festa oggi compie decisi passi verso qualcosa di più.

Non è mai mancata l’ambizione, magari al limite i fondi e un po’ di collaborazione. La presenza dell’amministrazione comunale, che ci ha anche tenuto a esprimere il suo supporto all’iniziativa, ci fa ben sperare per il futuro. La partecipazione, grande, del pubblico è anche sintomo di questo lavoro svolto insieme, da noi e dalle parti coinvolte. Conoscendo tutti i retroscena e il lavoro di quelli che sono a tutti gli effetti volontari…non può farci che piacere.

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Tra Vasci e Vichi – Castellabate (SA) – 2023

Tra Vasci e Vichi – Castellabate (SA) – 2023


L’associazione PaesanaMente ha istituito la festa popolare Tra Vasci e Vichi ormai 4 edizioni fa, riprendendo un evento simile che coinvolgeva le parti basse del paesino nell’ormai lontano 96′.
L’evento, e l’associazione di conseguenza, si prefiggono di rivalutare e restituire al borgo di Castellabate (SA) anche i suoi vasci (e vichi), appunto, più vetusti e bistrattati.


Tra Vasci e Vichi, la quarta edizione


L’evento muta forma ogni anno, questo perché essendo solamente alla quarta edizione cerca ancora una sua dimensione specifica, ma c’è anche un’altra grossa motivazione.
L’associazione PaesanaMente, di Gabriele Ferro, passa l’intera annata nella parte meno conosciuta della notissima Castellabate (SA), che spesso e volentieri ospita eventi nella sua parte più alta del borgo.

Con tanti volontari che si prestano con entusiasmo vengono ripuliti dei vasci in completo stato di abbandono, in disuso, che spesso poi vengono prestati all’associazione per un edizione dell’evento, prima di essere magari convertiti in locali commerciali o appartamenti, dai reali proprietari.


E’ un lavoro di vero e proprio recupero, fatto completamente gratuito.
Nelle parole di Gabriele Ferro, che ci racconta le motivazioni che hanno spinto questa o quella decisione c’è la pacata rassegnazione adducibile al fatto che il loro lavoro invisibile tenderà man mano a venir soppiantato dal lato secondario eppur più remunerativo della faccenda. Un paese come Castellabate, punto di riferimento nel panorama cilentano rispetto a come è saputo passare in qualche decina d’anni da piccolo borghetto come tanti ad ambita meta di vacanze, eventi mondani etc. non può sicuramente permettersi di lasciare vacanti eventuali ambienti, una volta recuperati.

Il patto non scritto è lasciarli usare per qualche anno all’associazione, per l’evento e non solo, e non tramutarli in progetti che stravolgano completamente il panorama del borgo. Patto che finora ha retto, tra municipalità, associazione e privati.


La disposizione dell’evento


Come spiegavo, dunque, l’evento di anno in anno muta forma, proprio in base a quali locali sono stati risistemati e ripuliti. Quest’anno troviamo una naturale barriera di covoni ad indirizzare il visitatore per una prima serie di scale. L’evento cerca di ricreare una classica passeggiata in un borgo di 100 anni fa, quindi molto spesso vi ritroverete in vicoletti in cui a guidarvi ci sarà solo una fioca lanterna, o una luce soffusa. Ideale per creare atmosfera, meno per noi che dobbiamo riprendere/fotografare!

Le prime postazioni che trovate sono quelle della rumorosa zita, sempre in vena di ballare, accompagnata dal parroco, e di fianco il primo stop gastronomico.
Pizzelle di alici fritte, sempre piacevolmente croccanti e sapide e Sciusciello (con uovo strapazzato, cipolle, pane bagnato).


I vari figuranti sono tutti volontari che operano gratuitamente, con i proventi di tutto che non vanno mai al singolo stand e che sono invece raccolti dall’associazione, che ovviamente si occupa anche delle varie spese. Questi sono poi usati nel corso dell’anno per ripulire altri locali e imbastire un nuovo evento. In un loop condizionato dalla perdita dei locali ripuliti due anni prima (in caso di uso commerciale o privato degli stessi) e in un’infinita rincorsa che non permette di accumulare guadagno ed è promossa soltanto dall’entusiasmo e da una eventuale gran risposta del pubblico, che può veramente smuovere le acque.


Proseguendo abbiamo una lunga scalinata panoramica che permette di ammirare la parte costiera del paese (Santa Maria) con un mare mosso di cui si percepisce l’eco. Per fortuna non c’è la minima traccia di vento e c’è un anomalo tempo mite che permette di passeggiare con serenità.

Lungo la passeggiata, sulla sinistra, sarà possibile osservare la ricostruzione di una tipica casa popolare dell’epoca, con figuranti intenti a tessere e vivere la quotidianità di cento anni prima, e successivamente il ritrovo dei cacciatori, con enorme inquietante cinghiale alle spalle.


Lagane e piazza del mercato


Le lagane fatte in casa (e al momento) sono tra i piatti forti di questa manifestazione, fin da sempre.
Estremamente cremose e abbondanti sono realizzate a vista a favor di pubblico, il quale può poi gustarsele in serena pace di fronte alla vista del mare.


Alle spalle della cucina troviamo un giardino, recuperato dall’associazione qualche anno prima, dove c’è un piccolo zoo campagnolo che funge anche da fattoria didattica, con animali da fattoria e da presepe. Asini, pecore, caprette, e un addetto che fa il formaggio alla vecchia maniera.

Passando oltre, invece, una zona che sembra veramente uscita da Gerusalemme.
Un muro color sabbia diroccato, una palma, casette in legno (occhio, legno vero, non quello delle casette da mercatino!) e mani operose intente a macinare e insaccare salumi, come si faceva una volta.

Appresso, ancora, lo scorcio di una taverna e il sanguinaccio. Antichissimo dolce povero e popolare realizzato con sangue di maiale, cioccolato, spezie e aromi, assolutamente da provare!


In un labirinto naturale passerete poi nello spazio dedicato al mercato ortofrutticolo e la tessitura. Tramite una rampa di scale ritroverete le vecchie scuole e l’intrecciatore di cesti. Si sbuca poi al vecchio ufficio anagrafe, dove potete lasciare la vostra firma in quanto visitatori, e fare una foto in bianco e nero che può essere ritirata, se volete, al costo di 1.000 Lire (1€).

Anche quest’anno la moneta di scambio è proprio il vecchio conio, scambiabile, proprio come fece qualcuno nel 2001, al pari dell’euro.


Vasci e vichi, l’esterna


Una volta all’esterno noterete subito l’angolino dedicato al mulino e alle lavandaie. Fiochi giochi di luce vi condurranno alla Farnata, una polenta arricchita da foglie di broccolo e cipolla lasciata appassire in padella. Piatto assolutamente da condividere, pena il saziarsi immediatamente. Naturalmente il vino lo trovate in quasi tutti gli stand/vasci che si occupano anche di gastronomia, insieme a della musica popolare itinerante.

Di fronte la farnata, miele, fichi ricoperti al cioccolato, impaccati e propoli.
Alla destra, un nascosto sentiero con lucine che conduce alla visita del morto, all’affilacoltelli e alla pizza fritta. Subito dopo, invece ecco lo spazio dedicato alla fotografia e alla sua storica evoluzione (qui potete ritirare la foto fatta prima)


Nella stessa zona, poco più avanti, anche la sfrionzola (carne di maiale soffritta in padella con patate e peperoni, sempre ottima) e il borgo dei pescatori. Addobbato con reti da pesca, assi di legno e salvagenti.

L’antico fabbro e battitore di metalli si occupa invece di fondere anche il caciocavallo. Oltre ciò ci sarà una piccola scena della natività (dopo il 25 Dicembre, naturalmente!) e la rampa di scale che porta al banco del coniatore ed allo spiazzo superiore.


Pizze in teglia e rorgi


Due delizie finali vi attendono tra i covoni. Una è l’ottima pizza realizzata in teglia, forse quello che ci è piaciuto di più quest’anno. Insaporita dai fumi naturali della legna, ricca d’olio, morbida, con sugo e pecorino.


L’altra son i rorgi (o i naspri, in Cilento cambiano nome ogni 2 km), i dolci popolari con la glassa.
Li trovate sotto forma di “ciambella” o con una sorta di morbido pan di spagna. Ottimi in entrambi i modi, assolutamente consigliati anche per la colazione del giorno dopo.


Si conclude così la nostra lunga passeggiata Tra Vasci e Vichi.
E’ stato fondamentale ancora una volta chiacchierare con figuranti e organizzatori per cogliere la vera natura di quest’evento. Solidarietà e senso civico è ciò che smuove il tutto e che spinge associazione, associati ed amici a rimboccarsi ogni volta le maniche, ripulire, sgomberare, costruire e poi disfare. Raccogliendo di volta in volta il necessario per ripartire.

Finiranno un giorno i vasci da ripulire? La longevità dell’evento stesso è minata proprio dall’efficienza del lavoro svolto? Speriamo che crescendo in popolarità di anno in anno sarà proprio il pubblico a dare la forza di continuare e di rinnovarsi, ad un evento che rimane un incredibile risultato. Soprattutto sapendo i retroscena che abbiamo cercato di svelarvi. Speriamo apprezziate, come noi, questo evento natalizio unico nel suo genere.

Clicca per sfogliare tutto il nostro calendario eventi e non perdertene nemmeno uno!


Tra Vasci e Vichi, di PaesanaMente, si svolgerà quest’anno il 22 e 23, 26 e 27 Dicembre, e il 5 e 6 Gennaio, non perdetevelo!


Falco

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Notte re la focalenzia – Castelfranci (AV) – 2023

Notte re la focalenzia – Castelfranci (AV) – 2023


Quest’anno abbiamo raccontato la trilogia degli eventi organizzati dal Comune di Castelfranci (AV) e concludiamo forse con quello più allegro, frizzante, noto ed amato dagli stessi abitanti del posto, la magica Notte re la Focalenzia. L’evento si tiene tipicamente a Dicembre, dal giorno prima dell’Immacolata, il 7 Dicembre, fino al 10.


Una costellazione di pire


Questa volta l’evento si tiene nella piazza principale di Castelfranci, troviamo simpatico e funzionale che i tre eventi (La Notte re la Focalenzia, Fiume DiVino e Le Notti della Maccaronara, in ordine inverso di svolgimento) si tengano in tre posti diversi della cittadina poi non così grande. E’ utile sfruttare tutti gli spazi ed è un modo per valorizzarli.

In questo caso sono stati disposti dei grandi bracieri all’inizio del corso, nel mezzo e alla fine sotto il palco. Una volta accesi tutti i bracieri formano una costellazione che dall’alto ricorda un grappolo d’uva (totally true story). Il braciere più grande è proprio quello sotto il palco, in un’eroica cavalcata a metà tra un tedoforo e l’assedio al Fosso di Helm il sindaco con fiaccola fiammeggiante da alle fiamme l’imponente piramide di legno.


Sono accesi, i falò sono accesi, Castelfranci chiede vino!

Uno dopo l’altro seguono tutti gli altri falò e partono musiche folk e tarantelle (quelle sponda montemarano e compagnia), in un attimo ci sono danze, balli e brindisi sparpagliati per la piazza che comincia finalmente a prendere calore.


Un menu rinfrancante


L’evento ha un’ottima scelta culinaria, innanzitutto il nostro amico, Chef Pasquale Corrado, del ristorante Stella, incontrato già precedentemente agli altri due eventi, ci illustra tutto il parco pietanze che gestirà in questa quattro giorni di falò. Tutti i piatti della tradizione gli sono stati affidati, quindi abbiamo la classica e imperdibile Maccaronara, involtini al sugo, la carne di maiale con peperoni e un gradevolissimo maiale allo spiedo che gira rilassato su se stesso solleticato e rosolato dalle fiamme.


Nonostante sappiamo a memoria peculiarità e sapori di questi piatti che puntualmente Pasquale ci fa assaggiare è impossibile nascondere l’acquolina. Con grande gentilezza Chef Corrado illustra nuovamente le caratteristiche della sua Maccaronara. Sua, perchè è fatta a mano, da lui, come sempre.

La fa danzare, le fa prendere aria (così non si attacca), la scuote e poi la tuffa in acqua.
Con dei tempi tecnici perfetti ed uno sforzo collettivo di tre persone la pasta viene riacciuffata, mescolata col sugo, impiattata e spolverata di formaggio. La Maccaronara ha dalla sua il grande merito della semplicità. E’ tenace, come piace a me, la sua caratteristica forma la rende intrigante al palato, il sugo fa il resto, il formaggio aiuta.


Ci viene preparato un vassoio, sono appena le 20.00, i primi falò sono stati accesi da poco, la musica è partita ma il grosso della gente ancora non c’è. Abbiamo tutto il tempo di fare foto e riprese con calma, e possibilmente anche di mangiare, con calma (spoiler: così non sarà)

Affiancati alla maccaronara ci sono sempre i fedelissimi secondi: la Carne con i peperoni, speciale, resa stuzzicante da un peperone carnoso e dall’aceto, in aggiunta alla carne di maiale tenera e rosolata, e stavolta, in sostituzione al mugliatiello, un leggero e pimpante involtino di cotenna al sugo.


I vini e le cantine di Castelfranci


Al solito tutti gli eventi di Castelfranci organizzati da Comune e Pro Loco hanno l’obiettivo di mettere sul piedistallo i vini locali, delle piccole ma operose cantine della zona. Alla casetta del vino sarà possibile, come sempre, trovare tutte le cantine con il loro prodotto migliore, acquistabile sul posto. Boccella, Colli di Castelfranci, Molettieri, Gambale, Cantine Perillo Gerardo e Azienda Agricola Perillo Michele, Regina Collis, Ricciardi. In particolare tre di queste hanno scelto di averci ospiti durante la nostra visita in paese.


La prima che visitiamo è quella di Antonio Molettieri, che viene attualmente portata avanti e sviluppata dai due figli, i quali nel 2020 hanno dato vita anche all’ottimo Badius, seguito subito dopo dall’Atipico.

Con grande disponibilità ci illustrano i loro prodotti, ci raccontano una vita di sacrifici da parte del padre Antonio, che per qualche minuto ci accompagna all’interno della cantina. All’esterno un carino allestimento con alberi e lucine di Natale, all’interno, per accompagnare il vino, formaggi, salumi e taralli.
A breve saranno disponibili per degustazioni ufficiali, ma se nel frattempo vi interessa una visita amichevole sono sempre a disposizione.


Subito dopo ci rechiamo da Antonio Gambale. Antonio ha raccolto l’eredità e il mestiere della moglie e ha continuato a sviluppare la loro reciproca passione. E’ anche uno dei pochi che in zona produce un bianco, il Fiano. Se avete seguito in pagina FB Il Trono di Sagre ricorderete che l’avevamo anche accostato idealmente ad un formaggio con sentori di arancia candita, di Alta Mangiuria.

Antonio, anch’esso con grande gentilezza ci mostra tutto il suo lavoro, che conduce da solo visto che i figli sono ancora minorenni. Come potete ben immaginare il tutto richiede uno sforzo e una dedizione immane.


La terza cantina che visitiamo è quella della Azienda Agricola Boccella, una delle più grandi del comune.
L’Azienda Agricola Boccella produce diverse etichette, è fornita di due fantastiche botti di ultima generazione che aiutano il vino a mantenere il suo stato, in modo inalterato, prima dell’imbottigliamento.
Di fronte le botti, due gigantesche anfore in ceramica. Ai Boccella piace sperimentare, quest’anno hanno tirato fuori il Rosatt, un rosato che fa il verso al loro noto Rasott, prodotto probabilmente di punta della cantina. Non vediamo dunque l’ora di vedere cosa tireranno fuori dalle anfore! Speriamo un bel bianco…


Tutte le altre, invece, le trovate allo stand apposito in tutti i giorni della festa.


Una vasta scelta gastronomica…


Avete presente tutto il menu tipicamente locale che abbiamo elencato prima? Non è l’unica scelta, stavolta al classico si accosta il moderno. In ordine sparso abbiamo dei cuzzetielli alle polpette al sugo o volendo, in bianco, alla genovese. Due cuzzetielli caldi e profumati che potete ritirare al volo e gustare camminando.


Ancora, volendo, un piccolo tagliere di salumi e formaggi con frittatina al seguito oppure una bruschettona con uovo fritto e tartufo. Sempre gradito è il caciocavallo impiccato, degli Amici del Caciocavallo.


Due parole da spendere per Golopork, che producono un ottimo pulled pork dal fascino e sentori che travalicano i confini puramente provinciali. Non ce ne voglia l’Irpinia, ma qui si gusta tutto il fascino del nuovo continente. Molto gentilmente ci preparano il loro cavallo di battaglia, bello farcito del sopracitato pulled pork, con bacon, salse, patate al forno (rosolate alla perfezione, quanto adoro le patate al forno…) e provola, in un pane morbidissimo a mò di pita. Una favola. E’ stato estremamente difficile rimanere professionali e attendere di fare foto e video, prima di gustarlo. Consigliato.


Ah, in tema di pork…altra chicca di Chef Corrado è il maiale allo spiedo. Tenerissimo, che ve lo diciamo a fare? Ve lo consigliamo in un piattino, con fettina di pane bianco, accompagnato stavolta ad un’ottima birra alla spina (3,50€ prezzo FENOMENALE!).


Ancora pork, e ancora carne, questo particolarissimo stand produce pizze fritte da farcire, o paninetti, con salsine, salsiccia sminuzzata e tocchetti di carne. Aspetto favoloso, purtroppo sono nel pieno del caos quando andiamo a trovarli e non hanno il tempo di raccontarci la loro storia. Occhio e profumo però dicono…provateli!


Il fascino della Notte re la focalenzia…


Questa festa mi ha messo di buonumore. Tutti gli eventi di Castelfranci sono simpatici perché abbiamo sempre incontrato molta disponibilità e gentilezza (quasi ovunque) ma stavolta ho trovato il fascino della festa di paese classica, quella senza fronzoli, quella che c’è sempre stata e che sempre ci sarà, unita alla bellezza immortale del fuoco e delle fiamme, a braccetto con il menu della tradizione, quello che ti commuove e ti fa pensare al Natale, unito, ancora, a proposte moderne e di ottimo livello, a prezzi giustificati.

Ce n’è per tutte le tasche e tutte le voglie. Sentiti complimenti all’organizzazione, non vediamo l’ora di tornare, detto sinceramente.

Falco

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Sagra del fagiolo – Controne (SA) – 2023

Sagra del fagiolo – Controne (SA) – 2023


La Sagra del fagiolo di Controne (SA) riprende un notissimo frutto della terra che ha fatto la fortuna di paese e dintorni. Si parla chiaramente del notissimo fagiolo e di tutti i suoi fratellini. L’evento che celebra questo prodotto ha raggiunto con il 2023 le 39 primavere. Siamo dunque di fronte ad una delle più antiche e celebrate feste della provincia di Salerno.


Controne e il suo fagiolo


Il fagiolo di Controne (presidio Slow Food) è un fagiolo molto particolare grazie a diverse caratteristiche. Possiede una buccia molto sottile, quasi impalpabile ed è, di conseguenza, altamente digeribile e di facile e breve cottura. Non necessita inoltre di ammollo preventivo. E’ il fiore all’occhiello di Controne, la cui zona ne ha permesso la coltivazione, avendo un microclima ideale ed un terreno ricco di acqua proveniente dalle numerose sorgenti presenti nel territorio stesso. Si semina a maggio e si raccoglie a novembre (proprio quando c’è la sagra). Grazie a queste caratteristiche, è abbinabile a qualsiasi piatto e a vari tipi di vino, sia rosso che bianco.

Il fagiolo di Controne ha inoltre diversi fratellini di egual pregio, anche se l’evento si concentra principalmente sulla bianchissima varietà.


Sagra del fagiolo di Controne, una limpida domenica


L’evento si articola nel corso di due giornate, le ultime del weekend. Il sabato era stato un po’ sfortunato e preso di mira dalle intemperie, ma alla domenica il sole e un cielo limpidissimo, quasi anomali per Novembre, avevano cancellato i brutti ricordi della giornata precedente.

Sono solo le 10.45 quando arriviamo sul posto ma c’è già un discreto passeggio. I locali sono già in fermento, i primi ciocchi nelle due piazze che delimitano il percorso cominciano ad essere accesi, un gruppo di ottoni dal Conservatorio di Salerno comincia a scaldare il fiato e gli stand in legno hanno già l’acqua sui fuochi. La giornata sarà lunga e bisogna essere preparati.


All’arrivo noterete una lunga fila di stand generici dedicati a torroni e caramelle, ma più avanzerete e più troverete prodotti consoni alla sagra. Ci sono infatti dei cocci di produzione barese, adatti a stufati, zuppe e lunghe cotture. I miei amatissimi stand di formaggi, da ogni dove, freschi, salati e ubriachi, gli immancabili amari della costa del Cilento, mieli e caldarroste fumanti.

Prima di cedere il passo alle casette in legno che ospitano gli stand gastronomici del Comune abbiamo anche una rappresentanza dell’azienda agricola Agrimel. Una realtà locale che espone tutto il raccolto dell’anno: Olio, miele e naturalmente tutto il parco legumi del territorio.


Il menu della Sagra del fagiolo


Siccome la lagana ha una lunga cottura ma noi abbiamo un certo languorino come spesso accade cominciamo a ritroso, e cioè dal dolce. Il signor Alfonso espone da sempre i suoi preparati per la Sagra del fagiolo e ha concepito, in un lungo studio durato mesi, un pasticcino al cioccolato e nocciole, con un cuore di fagiolo. Il dolcino è inoltre glassato al cioccolato, con delle piccole scaglie di nocciole che gli forniscono un aspetto pralinato e un ciuffo di panna sulla sommità.

La pastosità del cioccolato è spesso nemica del mio palato ma il dolce è delicato è sarà sicuramente apprezzato dai più golosi. Non commettete l’errore, invece, di dare per scontata la seconda proposta della pasticceria, la zeppola. Molto candida come lo stesso fagiolo protagonista di giornata ha una lievitazione di 48 ore. L’impasto “E’ ideale per farci una zeppola” ci confermano, ed è proprio così. Una soffice nuvoletta che ripulisce la bocca e che abbiamo entrambi molto apprezzato.


Il circuito intorno al quale si muove tutto l’evento è abbastanza semplice, ma se non siete pratici di Controne tenderete e chiedervi dove siete finiti almeno un paio di volte. In realtà se dalla piazza principale proseguite dritto, arrivati alla seconda piazzetta e girando poi a destra, scendendo giù, dovreste facilmente tornare al punto dal quale siete partiti.

Subito dopo la zeppola incontriamo in piazza i membri dell’amministrazione comunale. Pirone e il sindaco Ettore Poti, il quale da sei anni conduce dal salotto comunale la Sagra del fagiolo di Controne.
Entrambi ci confermano che l’ossatura dell’evento è sempre la stessa, quel che cambia è fondamentalmente l’intrattenimento. Ad esempio quest’anno si alterneranno diversi gruppi musicali, dal mattino alla sera, ma soprattutto rimane intatta la recente tradizione di invitare uno chef noto a livello nazionale e una sua proposta dedicata al bianco fagiolo. L’invitato di quest’anno è Ciro Salvo, di 50 Kalò.


Fagioli con tocchetti, salsiccia e scarola


Il magnifico piatto descritto nel titolo in realtà non esiste, ma è la fusione di almeno tre diverse proposte.
Uno stand privato nella piazzetta alla fine del corso, dopo un brevissimo pendio, propone il fagiolo insaporito dalla salsiccia. Notiamo che il piatto di per sé non è molto sapido, a dargli personalità troviamo principalmente la saporita salsiccia e un ingrediente ricorrente, che troveremo in tutti gli altri piatti, l’olio.

L’olio di Controne è degno del suo compare più famoso e celebrato, in occasione della sagra anch’esso ha la sua rivalsa. Alla fine dell’evento, dopo una lunga degustazione, vi renderete conto che molti dei sapori che avete provato sono molto simili (olio e fagioli, fagioli e olio) ma sarà inevitabile annuire al vuoto ed esclamare “Certo che l’olio è proprio buono“, “Eh ma il fagiolo…” in un’alternanza di complimenti banali ma inevitabili, a conferma che è la qualità dell’ingrediente, nonostante la semplicità della preparazione, a fare il piatto.


Ed è anche la qualità dell’ingrediente a dettarne il costo. Qualcuno potrebbe obiettare che la media di 6.50€ a piatto potrebbe essere ritenuta altina, per proposte di stampo contadino, ma ricordiamoci che qui parliamo di un fagiolo che va per i 13€ al kg. Senza neanche intraprendere il discorso sull’olio.

In ogni caso, praticamente tutti i piatti vengono forniti di tozzo di pane e bicchiere di vino (e nessuno vi rimprovererà se di bicchierini ne prendete due, cosa che ho sistematicamente fatto ad ogni stand, tra l’imbarazzo di Corvo che si voltava dall’altra parte ad ogni richiesta)

Dopo salsiccia e fagioli…tocca a tozzetti e fagioli. Come ho già scritto poche righe fa…3 ingredienti in croce: Fagioli, olio, tozzetti di pane tostato. E peperoncino. E aglio. Questi piatti hanno fatto la mia felicità perché ho trovato aglio ed erbette dappertutto, il peperoncino ci ha svegliato ad ogni cucchiaiata e il vino ci ha rilassato mentre ci destreggiavamo tra la folla che aumentava e aumentava.


Aglio, olio e fagioli


La sagra è molto conosciuta, il fatto che vada avanti da 40 anni ha sicuramente contribuito a renderla, nell’immaginario collettivo, un appuntamento fisso in un novembre che non brilla per ricchezza di eventi, di conseguenza le persone si moltiplicavano e in poco tempo lo snodo principale tra la piazza e le lagane era totalmente invaso. Consiglio personale, soprattutto se è domenica…non andate agli eventi alle 13.00. Partire un po’ prima o un po’ dopo può cambiarvi la giornata in positivo, specialmente se siete una famigliola con passeggini al seguito, è abbastanza intuibile come concetto!

Dribblando un centinaio di persone, continuando a percorrere al contrario tutto il menu ci addentriamo nel girone della scarola. Lunga, lunga fila, ma per fortuna la semplicità del piatto permette rapide somministrazioni e la catena di montaggio delle cucine cerca di non rimanere mai ferma. Quando tocca a noi becchiamo il piatto finale, quello più ricco, dato che eccedeva la porzione minima garantita ma non era abbastanza da permetterne due. Anche qui doppio vino e gustiamo il piatto poco vicino, passando sotto una cascata di pomodori freschi e peperoni secchi, svaccando su delle fredde scale di marmo.

Anche in questo caso il piatto sorprende per i suoi sapori semplici, ma tutti esaltati dalla qualità di base degli ingredienti. Olio, fagioli, peperoncino, tozzo di pane (e scarola).


Arrivati a questo punto è necessariamente il momento per il piatto forte, la pasta.
In realtà considerato che il fagiolo andrebbe quasi gustato in senso assoluto forse i piatti forti sono quelli con la scarola o con i tozzetti di pane? Non saprei, ditecelo voi. In ogni caso la pasta è una laganella corta, cottura giusta, cremosa, ricca di…olio, fagioli, aglio. Qui non ricordo se abbiamo messo il peperoncino ma mi sa di no. La gustiamo al solito scaraventati sul primo portoncino possibile (con tutte queste persone è cosa rara trovare una panchina, ma non è un problema) e troviamo il piatto molto soddisfacente, come tutte le proposte che l’hanno preceduta.


Sagra del fagiolo di Controne, 50 Kalò & considerazioni


Ci eravamo quasi scordati dell’ospite dell’edizione 2023. Parliamo di Ciro Salvo e del suo leggero impasto, che l’ha reso famoso a livello nazionale. Per la Sagra del fagiolo di quest’anno, il pizzaiolo napoletano propone una pizza fritta con una densissima crema di fagioli, resa di un colore argilloso da un po’ di concentrato di pomodoro. La richiesta è tanta, la fila parte dalla grande aiuola nella grande piazza.

Paradossalmente non proviamo questo piatto, avessimo dovuto fare un’ora di fila non saremmo stati in grado di provare tutto il resto e di fare le foto/video necessarie. E onestamente perfino io questa volta ho vergogna di saltare la fila e temo decisamente il linciaggio, quindi ci siamo accontentati di scorgere i volti soddisfatti degli astanti per renderci conto che il piatto era gradito. Anche qui mantenuta la tradizione del vinello omaggio con la fettona di pizza fritta-ma-non-unta.

Troviamo che la Sagra del fagiolo di Controne sia un evento per palati fini.
I gusti, come più volte ripetuto, sono tradizionali, semplici, ad un’occhiata fugace anche banali, ma è inevitabile, se si possiede il minimo senso del gusto, restare colpiti ogni volta dalla bontà, alternata, vuoi dell’olio, vuoi del fagiolo.

La partecipazione forte alla sagra aiuta a creare un clima conviviale, fa piacere vedere in giro famiglie, amici, persone intrappolate in fila che riconoscendoci ci hanno affettuosamente maledetto (ragazzi, dovete partire prima di casa!) e suoni da tutte le parti. Concertini e band itineranti e una grande scelta di dolci fanno il resto. Alla prossima sagra del fagiolo!


Falco

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Sagra della castagna – Curti di Giffoni Valle Piana (SA) – 2023

Sagra della castagna – Curti di Giffoni Valle Piana (SA) – 2023


La Sagra della castagna di Curti, frazione elevata di Giffoni Valle Piana (SA) è prossima al grande traguardo delle 50 edizioni, raggiunge infatti la 47esima in questo 2023 (dal 20 al 22 Ottobre).
Vediamo, in modo più approfondito, quali sono i segreti del successo di una manifestazione minuta ma piena di voglia di fare, partecipazione e buona gastronomia.


Sagra della castagna di Curti, il segreto di tante edizioni…


La sagra della castagna si svolge nel pieno del piccolo centro storico della frazione di Curti, di Giffoni Valle Piana. Per quanto non sia molto esteso, il centro presenta diverse caratteristiche che lo rendono ideale per una manifestazione del genere.

Innanzitutto dalla vicinissima Giffoni arrivano nocciole e castagne di qualità, quindi abbiamo già un elemento principe a km 0. Dopodiché abbiamo la piazza principale, non enorme, ma che si presta benissimo a vivaci concerti di musica popolare (ogni anno abbiamo modo di apprezzare la grande partecipazione di locali e non che si scatenano sotto il palco, senza limiti di età).
Quest’anno ad animare le folle abbiamo visto ancora una volta i Vienteterra (venerdì sera), una scelta che evidentemente convince di anno in anno, e viene per questo riproposta.


Altre peculiarità del centro di Curti sono la ramificazione delle strade. Esse si distendono come tentacoli e creano dei naturali percorsi che sono stati arricchiti di stand gastronomici che costringono l’avventore a esplorare ogni ciottolo del paese. Tra un anfratto e l’altro, ove possibile, sorgono piccoli allestimenti che per quanto piccini dimostrano una personalizzazione cercata, e che è sempre positiva.

Ad esempio abbiamo un piccolissimo museo sul brigantaggio, incastonato in una cantinetta, un “improvvisato” museo sulla civiltà contadina, che presenta tanti reperti di varia natura, catalogati e collezionati dal curatore del museo, e suo ideatore. Il quale è disponibile all’interno dello stesso per chiacchiere e delucidazioni. Mio articolo preferito dopo tutti questi anni rimane la palla di cannone delle crociate.


Sagra della castagna di Curti, Gastronomia e prezzi popolari


Va sottolineato, nel 2023 che stiamo vivendo, fatto di recenti inflazioni e speculazioni, che la Sagra della castagna di Curti ha mantenuto quasi inalterati i propri prezzi. Prezzi che, impossibile non notarlo, sono a un passo dal prezzo di costo e candidano sicuramente l’evento come ottimale per famiglie (ma non solo).

Ad esempio, allo stand della pasta, dove trovate Penne alla boscaiola e Tubetti con sugo con di castagne non si superano i 5€ per porzione. Porzione che è anche bella abbondante, sottolineo che non avevamo scattato neanche due foto che già ci stavano passando un invitante piatto sotto il naso. Avreste dovuto vedere lo scoramento che ha colto la “signora della pasta” quando le abbiamo chiesto una porzione un po’ più piccola (vi ricordo che ad ogni frequentissima uscita ci spazzoliamo un menu intero in 2).


Non che sia servito a molto in realtà, perché ne siamo usciti comunque con due porzioni normali e per niente dietetiche. Meno male, mi verrebbe da dire, perché la pennetta alla boscaiola è uno dei piatti che più ci è piaciuto in questa Curti 2023. Saporitissima, col caratteristico sugo di pomodoro cotto insieme alla carne di maiale, con pezzettoni di salame/salsiccia che lo rendono un piatto completo.
Non potete perdervelo. Molto gradevole e beverino questo vino versione succo d’uva che trovate in abbinato a soli 50 centesimi, prezzo che ormai viene barbaramente sostituito partendo dall’euro in su.


Potete gustarvi il vostro piatto di pasta o immediatamente nella discesa fuori dallo stand della pasta, scendendo al volo e girando a sinistra…oppure salendo un pochino a destra (sempre uscendo dallo stand della pasta) e facendo un qualche 200 metri scarsi. Lo ricordiamo perché abbiamo notato qualcuno deambulare con dei piatti in mano, con un volto un po’ spaesato, in cerca di posti a sedere che almeno in quella postazione abbondavano.


Pizza senza castagne…


Una volta spazzolata la pasta ci ficchiamo nell’antro della pizza. Uno stretto cunicolo colmo di legna da ardere ci conduce al forno dove in una piccola oasi di pace si lavora ad un ritmo cadenzato, del resto sono ancora le 20 e il grosso della gente deve ancora arrivare.

Qui scopriamo che le pizze disponibili sono Margherita (4€) e Bianca al cotto (5€). La pizza bianca con le castagne era in menu ma (nelle passate edizioni) la gente non la prendeva, quindi l’hanno sostituita con la democratica bianca con prosciutto. Aneddoto da esporre quando qualcuno dice che “la gente sa quello che vuole”. Saranno gli stessi che vanno a Manila e chiedono gli spaghetti al sugo.


In ogni caso conversiamo amabilmente con i nostri nuovi amici pizzaioli e per non farci mancare niente procediamo a dividerci una bella bianca al cotto. Pizza classicissima, soddisfacente, non contemporanea ma non ce ne frega assolutamente nulla. Speriamo che l’anno prossimo il popolo rinsavisca così la proviamo anche con castagne.


…e panino con castagne


Pochi metri più avanti, mentre abbiamo ancora le guance sporche di farina, ci infiliamo direttamente nella fila del panino al maialetto (e castagne). Il panino viene 5€, il vino sempre 50 cent. Non so se ogni stand ha un suo vino o se alcuni si ripetono, anche questo comunque era buono (e così tutti gli altri provati, penso andiate sul sicuro ovunque decidiate di prenderlo). Molto positivo che ogni stand abbia vino e acqua, questo evita l’accalcarsi in determinate zone.

Il panino, che sembra molto alto e gonfio di mollica, è in realtà abbastanza fragrante. Il maialetto è umido quanto basta per dare soddisfazione. Saporito e con la gradevole aggiunta della castagna, lo consumiamo in un antro insieme ad altro vino (siamo a 3 ciascuno).


Presepi, caciocavallo e bruschette di lardo


Non è un film della Wertmüller ma una piccola anticipazione su quel che sarà.
Proprio a sinistra del paninetto al maialetto c’è una stanzina con dei presepi.
Questo caldo durato 8 mesi ci ha veramente stufato e quindi ben venga parlare un po’ di Natale anche se siamo ancora ad Ottobre. Vi consiglio di spenderci qualche minuto in silenzio, osservando il fuocherello di carta velina crepitare senza un gemito, e riflettere un po’ sulla vostra vita.


Cosa ci vuole dopo PASTA PIZZA PANINO ? Esatto! Altri carboidrati. Dunque ci allunghiamo in direzione Caciocavallo impiccato, prezzo 5€, decisamente altino, però le fette sono due, allarme rientrato.
In più su ogni fetta viene abbandonato un po’ di aromatico lardo/pancetta che mai guasta.

Veniamo invasi dai fumi del caciocavallo suicida che sgocciola sulle braci e ricordiamo, come sempre in questi frangenti, la faticaccia di chi si trova nottate intere a braciare. I veri eroi di ogni manifestazione.

Allo stesso stand potete prendere anche gli arrosticini, 4 per 5€, probabilmente il piatto dal prezzo più alto (in proporzione) di tutta la sagra.


Lo scoglio di lardo nel mare di miele


A questo punto siamo stravolti da caseina e amido ma ci trasciniamo ad uno dei nostri pit stop preferiti, quello della bruschetta al lardo, castagne e miele. Piatto tanto apprezzato che in più occasioni abbiamo celebrato sbattendolo in copertina. Quest’anno c’è un cambiamento. E’ cambiato il pane (da morbido e successivamente tostato pane paesano a un pane più sottile e bruschettato-biscottato) ed è sparito il formaggio. Forse perché come concezione era troppo simile al cacio impiccato di altrui stand?

Il cambiamento ha senso, però il formaggio col suo grasso era utile a dissipare un po’ il dolce della castagna. Il quale invece sguazza con ludibrio gongolandosi tra i grassi della pancetta (anch’essi di natura dolce) e il miele (che come forse ricorderete io adoro). Rimane comunque ottimo, ma quest’anno, per mio gusto personale, finisce dietro la boscaiola.


Un altro grande classico che si ripropone è la zuppa di fagioli. La ricorderete, poco brodosa, stracolma di fagioli, insaporita dal piccante già presente di suo (ma un’aggiuntina al banco non fa male) e con croccanti pezzettoni di pane.


E le caldarroste?


Due larghe varole vengono trascinate sulle braci in un supplizio demoniaco tendente all’infinito (cioè alla sera del 22 ottobre) da due amichevoli satanassi che si divertono a punzecchiare anche noi e soprattutto le tempistiche dei mie scatti. Il vero tormento è in realtà il fumo avvolgente che devasta e travolge ogni minimo spruzzo di profumo o essenza di shampoo che futilmente hai sparso sul tuo corpo prima di uscire.

Il bello è però anche questo. La piccola castagna della sagra di Curti viene praticamente regalata…prezzo simbolico di 1€ per una ciotolina da consumare un po’ dove vi pare. Molti amano gustarle sulle scalinate della chiesa, osservando chi si dimena in pista, di fronte al concerto, piuttosto che sulle braci.


Alle caldarroste si legano i dolci, vogliamo ricordarvi che i dessert della Sagra della castagna di Curti ci hanno sempre colpito in positivo! Quest’anno disponibili sono la classica pasticella/calzoncello con farcitura di castagne e cioccolato (e tanto altro, ma ogni paese ha la sua ricetta!), tronchetto al cioccolato (anche questo un grande classico) e crostatone, sempre al cioccolato.


Sagra della castagna di Curti, informazioni!


In questo frangente abbiamo quasi dovuto lottare per non farci offrire altro. E ne approfittiamo per ringraziare la gentilezza del popolo di Curti, che ormai, dopo 3 anni di foto, tortini, lardo, caldarroste e tornei, ha imparato a conoscerci e non perde occasione per dimostrare apprezzamento sincero verso quello che facciamo. L’apprezzamento, come potete aver letto in questo scritto, è ampiamente e felicemente ricambiato. Per noi il fatto che questo sia diventato un appuntamento fisso non può essere che un piacere. Abbiamo conosciuto anche storie di chi torna volentieri al paesello, in occasione della sagra, per dare un mano, e anche per sincero piacere, per voglia di esserci. Si è incontrato chi fa tutt’altro, ma durante l’evento si improvvisa (con successo) in questo o quel ruolo. Abbiamo sentito le solite preoccupazioni, su un ricambio generazionale che sembra non esserci quanto dovrebbe…ma abbiamo soprattutto sentito l’affetto del pubblico, che nonostante una preoccupante allerta meteo ha scelto comunque di essere presente, per un venerdì sera stracolmo, fino a che non si è spenta anche l’ultima lucina di questa prima notte di Curti 2023.


Poi comunque mi sono pentito di non essermi preso altre castagne, ma in compenso ci hanno donato delle pasticelle a portar via.



L’evento della Sagra della castagna di Curti di Giffoni Valle Piana (SA) si terrà nella sua edizione nmr. 47, anno 2023, dal Venerdì sera, 20 Ottobre, fino alla sera di domenica 22 Ottobre. Come sempre aperti a pranzo di domenica 22, in una lunga festa che dura fino a sera.

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Falco

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Sagra della castagna – Sicignano Degli Alburni (SA) – 2023

Sagra della castagna – Sicignano Degli Alburni (SA) – 2023


La Sagra della castagna di Sicignano Degli Alburni ha l’anno scorso passato lo storico traguardo delle 50 edizioni. Per l’edizione numero 51 si è deciso di continuare alla grande. Ben due i weekend di festa e passeggio. Il primo il 14 e 15 Ottobre, e il secondo, il 21 e 22 dello stesso mese. Andiamo a vedere cosa ha preparato per quest’edizione la Pro Loco Monti Alburni APS, che organizza l’evento.


Sagra della castagna di Sicignano Degli Alburni, il programma…


Come dimostrato per l’ottimamente riuscita Festa della Montagna, tenutasi qualche mese fa, alla Pro Loco Monti Alburni APS non piace ridurre un evento ad una “mangiatoia”. Ed è per questo che il programma della Sagra della castagna di Sicignano DA, edizione 2023, presenta anch’essa un ricco palinsesto di iniziative.

Nella piazza principale si alternano artisti di strada e giochi di una volta.
Abbiamo notato l’alternarsi degli entusiasmi, tra grandi e piccini, quando si è passati dalla creatrice di bolle di sapone alla corsa dei sacchi, grande competizione anche per la tradizionale corsa delle carrette.


Ricco anche il palinsesto di artisti, riferendosi solamente al successivo weekend (21-22 Ottobre) ci saranno I Briganti del Re, L’antiqua giostra, gli Spaccapaese e Peppe Cirillo (più altri artisti di strada disseminati sul percorso ed attività varie). Lo spettacolo, infatti, non è delimitato soltanto alla piazza principale, che si presenta circondata di casette in legno dedicate ad espositori. Oltre i nostri amici de La Nuda, la birreria artigianale, era possibile trovare olii essenziali, prodotti alla lavanda e all’olio d’oliva, ed anche il Lemoncaf, l’amaro di cui vi parlammo già in occasione di Ciccimmaretati di Stio (SA).

Si continua riprendendo le naturali salite del paese, disseminate di stand privati che in sinergia con la Pro Loco e la pubblica amministrazione, presieduta da Giacomo Orco, collaborano per la riuscita dell’evento.
Affiancati agli stand privati, che somministrano alimenti, ci sono naturalmente i raccoglitori di castagne e gli espositori di prodotti locali. Castagne, a iosa, formaggi, ma anche salumi stagionati e dolci.


Sagra della castagna di Sicignano DA, l’offerta gastronomica…


L’offerta gastronomica della Sagra della Castagna di Sicignano DA è sempre esagerata, quest’anno ci è parsa anche decisamente ben organizzata. Come prima accennato, c’è una sinergia tra Pro Loco, Comune e privati. Quest’ultimi sono ben felici di partecipare all’evento con le loro personalissime proposte (specialmente i Raccoglitori) e il tutto è concepito in modo da favorire l’economia locale, giustamente.

La Pro Loco, proprio nella piazza del palco, ha un menu completo a disposizione dei visitatori.
Abbiamo tre tipi di primo piatto: Strascinati in bianco con castagne, Lasagna bianca e Strascinati in rosso con formaggio. I due piatti in bianco sono molto delicati di sapore, tranquillamente consigliati anche a chi non impazzisce per la castagna. Per intenderci l’impostazione del piatto è diametralmente opposta al piatto, sempre in bianco, sempre alle castagne, ma con l’aggiunta di un quintale di salsiccia, provato proprio qualche giorno fa a Salza Irpina (AV).


Trovare spazio ai tavoli dedicati è abbastanza semplice, abbiamo visto tanta tanta tanta partecipazione in queste giornate di festa a Sicignano, ma mai ressa. Certo, un po’ di fila è fisiologica, ma non abbiamo mai percepito esasperazione o persone sfiancate dal rimanere in piedi. I piatti avevano un riciclo rapido, ed anche i tavoli (per quanto qualcuno volesse concedersi un po’ più di riposo e tardava un po’ ad alzarsi).

Dopo i primi piatti si passa ai secondi, Spezzatino di carne, Zuppa di fagioli e castagne e Polpette fritte alle castagne. Per le polpette c’è gran bagarre, fatevi furbi e prendetele SUBITO, queste sono un piatto sfizioso e che non si trova ovunque, consigliamo l’assaggio. Molto versatili, si prestano bene anche come aperitivo, sicuramente da testare!


La zuppa di fagioli e castagne ci ha ricordato la naturale bontà del prodotto naturalmente eccellente, anche qui ritorna alla mente la zuppa di cicci di Stio (SA), sicuramente un esempio positivo di uso di ingredienti del posto. Spicca la bontà dell’olio, buono anche il pane gentilmente concesso per accompagnare. Confortante invece lo spezzatino, che presenta anche una buona cremina da scarpetta.
Una bomba, nella sua ingenua semplicità, il paninazzo con LARDO, SALSICCIA, PROVOLA e CASTAGNE servito a tradimento a fine percorso. Altro che sapore gentile, sapido e infame come dovrebbe essere, ci ha rimesso al mondo.


Torniamo più volte a prendere un po’ di vino rosso, ma c’è tempo anche per i dolci tipici dell’autunno sicignanese (e Campano, in realtà). Parlo dei Bocconotti/Bucchinotti farciti alla castagna e cioccolato (con più cioccolato rispetto ad altri dolci tradizionali, in proporzione alla castagna, il che li rende forse anche più avvolgenti e naturalmente dolci). Notoriamente non sono un grande fan del cacao (mentre apprezzo molto il fondente) e a volte il gran ripieno pastoso di questi dolci mi stucca rapidamente il palato…ma qui devo dire che è stato veramente piacevole riprovare questi sapori che proprio per mio gusto spesso mettevo da parte. Un po’ come tornare a sorpresa a casa di nonna.


Ehy, il percorso gastronomico è appena cominciato…


Tutto quello di cui vi abbiamo parlato lo trovate nella piazza principale, ma cos’ha da offrire il resto del paese? Praticamente qualsiasi cosa. Dato che stavamo parlando di dolci vi rivelo che facilmente trovate in giro per Sicignano diverse offerte di cannoli di stampo siciliano (per la sfoglia) farciti e personalizzati dalle diverse attività. Abbiamo trovato cannoli con una farcia classica di ricotta, castagne e gocce di cioccolato, ma anche creme tendenti al color sabbia, ancora più ricchi di castagne, oppure altri neri come la pece, pienissimi di cioccolato.


Sul sapido invece abbonda, con mio grande e personalissimo piacere, il cuzzetiello.
Il Cuzzetiello si è imposto lentamente nella tradizione sagristica sicignanese e ormai è molto ricercato durante i giorni della sagra. Trattasi letteralmente di un 12-15 cm di parte finale di sfilatino farcito con quel che più si vuole. L’originale prevede sugo e polpette, ma l’abbiamo visto alla Messicana oppure con funghi e castagne, proprio in tema festa. Un gran bel prodotto, consigliato!


Anche qui, trionfo di arrosticini e caciocavallo impiccato in più salse/creme, tra cui quella al tartufo.
Quantità infinita di panini con la salsiccia, qualcuno lo propone anche con broccolo.
Polpette al sugo, pizze e “taglieri” di salumi e formaggi.
C’era di tutto.


E le castagne? Beh le castagne sono ovunque! Le trovate allo stand pro loco o nei diversi stand privati disseminati per tutto il paese. Sotto forma di caldarroste da divorare al momento oppure fresche, da portare a casa.


Altre attività alla Sagra della castagna…


Naturalmente, insieme alle proposte gastronomiche, anche gli artisti di strada erano presenti, non solo nella piazza principale, ma su tutto il percorso. Ad essi si accompagnano altre attività, come le escursioni.
Ricordiamo che in stretta prossimità del paese c’è il monte Panormo, che regala invidiabili panorami (e omaggia col suo nome anche il panino alla salsiccia e lardo di cui sopra)


Escursioni organizzate partono anche dal centro paese con tappa a 1500 metri e abbraccio dell’abete bianco. Possibilità di vedere anche la nota panchina gigante oppure di gironzolare liberamente per il paese, che ricordiamo ospita anche un castello e diversi suggestivi castagneti. Al ritorno all’auto vi aspetta probabilmente una riposante passeggiata digestiva tra i ricci di castagne gonfi e paffuti che ancora non si decidono totalmente a buttarsi giù dai rami pesanti.


La scelta di estendere la festa a due weekend potrebbe essere il passo decisivo che porta la Sagra di Sicignano degli Alburni al prossimo grande step. Siamo più che fiduciosi per il futuro di quest’evento!


Falco

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