Tag: Tartufo

Mostra Mercato Nazionale del Tartufo – Colliano (SA) – 2023

Mostra Mercato Nazionale del Tartufo – Colliano (SA) – 2023


La Mostra Mercato Nazionale del Tartufo di Colliano (SA) raggiunge le 26 edizioni. L’anno scorso parlammo molto dell’importante traguardo del quarto di secolo, quest’anno invece cosa ci aspetta nell’ormai rodato evento della Pro Loco Colliano? Le date dell’edizione 2023 vanno dal 6 all’8 Ottobre, con apertura mattutina di domenica, il giorno più “ambito” di ogni edizione.


Same same but different


Tutto sembra ripartire esattamente da dove si era fermato. Sono circa le 20.30 di Venerdì 6 Ottobre 2023, a quasi un anno esatto siamo ancora qui. Mauro Iannarella, il presidente Pro Loco Colliano, sta tenendo il suo discorso di apertura evento. Insieme a lui le sorridenti personalità dell’amministazione Comunale, il Gruppo Folklorico Gregoriano, anch’esso protagonista di ogni apertura d’evento e degli impettiti fucilieri.

A discorso concluso e nastro tagliato vengono distribuite le fette della tradizionale torta che porta i colori della Pro Loco e in un momento di disteso chiacchiericcio i fucilieri fanno inaspettatamente fuoco.
Se alla prima violentissima schioppettata si era pensato a un buontempone che aveva lanciato in piazza mezzo kg di tritolo, alle successive due, avvenute in rapida successione, l’ipotesi più razionale che mi viene alla mente è un attentato su gran scala con epicentro Colliano.


Tra urla e risate di incredulità basta voltarsi un attimo per ritrovarsi in una nuvola rosa e celeste di polvere da sparo. Per fortuna è tutta chimica e non si tratta di un Gender Reveal Party.
Altra carica, stavolta siamo tutti pronti e saldi ad attendere il frastuono. Ci frega uguale.
Per distendere i nervi vengono mandati in piazza i bambini del Gruppo Folklorico i quali partono immediatamente con danze tradizionali e quadriglie personalizzate ispirate dal momento. La festa è iniziata.


Nello spazio che apre la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo di Colliano ci sono immediatamente le casette destinate proprio ai produttori di tartufo. Il nero tubero potete trovarlo in ogni forma: Crema, salsina, polvere, intero, in tutte le sue varietà e forme, tramutato in pasta secca realizzata artigianalmente e ovviamente nei piatti in giro per la festa. Accompagna i tartufi un altro tubero, la patata di alta montagna, anch’essa tipica di Colliano. L’anno scorso, causa clima avverso, non la trovammo disponibile, quest’anno fa capolino da una collinetta di cassette. Assieme ad essa, ancora, formaggi, insaccati di varia natura, miele, conserve, amari e tante grosse e grasse castagne.

Immediatamente alle spalle di tutto questo, il palco, quest’anno animato da selezioni locali di spettacoli. Orchestra, can can e cori, show molto piacevoli e partecipati, la popolazione risponde come sperato.


Il percorso della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo (di Colliano)


Come sempre la festa si snoda lungo il principale viale di Colliano. Lasciandosi alle spalle la piazza del Mercato (e Mostra) esso continua e si allarga in occasione di ogni piccolo anfratto e vicolo, dove ospita di volta in volta uno stand diverso. Nonostante sia presto (neanche le 21.00) vediamo già una buona partecipazione, e vediamo anche che la prima distribuzione di pietanze è proprio alla nostra destra. Avremo fatto 50 metri e già si mangia.


In realtà entriamo dentro e spiamo nelle retrovie per documentare il tutto ma ci viene immediatamente proposto un assaggio generale di tutto il menu. Fingiamo di pensarci su per un attimo ma poi carichi di meraviglie ci poggiamo al primo tavolo disponibile, si comincia!

Lo stand è quello del Pastificio Scaglione e sarà forse un caso ma la cosa più buona, o quella che quantomeno spicca immediatamente all’occhio è la pasta che propongono.
Dei cavatelli con tartufo, funghi, salsiccia e un po’ di piccante.
Il proprietario ci sconsiglia di aggiungere formaggio e noi naturalmente facciamo tesoro delle sue parole.
Il piatto è davvero soddisfacente e ve lo consiglio, se non volete subito abbuffarvi potete condividerlo ma una forchettata almeno è suggerita.


Il menu completo che ci viene gentilmente consegnato (in realtà 2 menu…) comprende:
Pizza fritta con mortadella e tartufo, taglierino misto salumi e formaggi con cremina di tartufo da spalmare e miele, i cavatelli descritti sopra e delle palline di pasta fritte con nutella.
Menu traditore e caloricissimo nonostante l’aspetto puccioso, da non prendere sottogamba.

Oltre la pasta a me sono personalmente piaciuti i formaggi, soprattutto il più stagionato dei due.
Un po’ ostica la pizza fritta ma potete spezzettarla e usarla come pane saporito per accompagnare il tagliere, il che è esattamente ciò che abbiamo fatto. Ringraziamo ancora, sbarazziamo, proseguiamo.


Il percorso della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo (si, sempre quella di Colliano)


Ancora una volta bastano pochi metri e alla nostra destra c’è una nuova tappa da fare: Pizzeria MYRIU.
Come è facilmente intuibile propongono pizze, ma non solo.
Le tre pizze proposte sono Margherita, Caciocavallo e salsiccia e Funghi e Tartufo (le ultime due a 8€). In più birra alla spina (3€ la 33 cl) e bevande varie.


Entriamo a seguire la rapida preparazione di diverse pizze, scopriamo (come si può leggere anche sul menu) che vengono realizzati anche bun per hamburger. Proprio con l’impasto della pizza.
La cosa incuriosisce, anche perché le pizze sfornate sembrano veramente belle gonfie e tenere, ed è proprio così perché chiaramente ne assaggiamo una.
I gentili ragazzi della pizzeria ci omaggiano di una pizza Caciocavallo e Salsiccia, che era quella che ci era sembrata più grassa tra le tre e quindi la giusta scelta. Insistiamo per pagare due birre alla spina e proviamo il tutto sul posto.

Anche qui, un assaggino io ve lo consiglio. Tergiversate anche sul panino, purtroppo lì per lì nessuno l’aveva ancora richiesto (era presto) e non abbiamo foto, ma se segue la realizzazione della pizza siamo abbastanza fiduciosi della riuscita.


Fate altri 3 passi, ma non 4, ed ecco Il Vicoletto del Sapore.
Qui hanno puntato sulle carni: Salsiccia, fettina di vitello, caciocavallo impiccato e patane cunzate.


Portone immediatamente successivo si spezza col fritto (dolce o salato), abbiamo Il Fatto Fritto con i suoi cuoppi. Di questi due stand abbiamo qualche clip video ma non abbiamo provato nulla. Erano in fase di preparazione e già una discreta fila di persone quindi abbiamo preferito evitare il linciaggio della folla saltando le attese e ricevendo omaggi culinari e ci siamo limitati a documentare.


Su una struttura in ferro al cui centro si dimenano le braci abbiamo una collana sfrigolante di hamburger. Siamo allo stand del panino con hamburger, A’ cucina mentre restando in tema carni subito dopo c’è L’oro dell’Irpinia in trasferta nel salernitano, propone tagliata di carne (con e senza tartufo)


Ultimi stand e fine percorso


In coda un grande spazio sotto i portici è occupato dal comitato organizzativo di Barcolliamo Fest. Essi propongono, in un’animata piazza piena di lucine, persone, colori e fumi di carne, arrosticini e patane cunzate con uovo fritto, e tartufo. Ovviamente disponibili anche vino, birra e bevande.


Arrosticini is the new Caciocavallo Impiccato poiché ormai ha invaso le sagre campane e si è già imposto al prezzo di 1€ al pezzo, a volte traballando pericolosamente verso l’1,50€. Dall’Abruzzo però ci confermano che persino nelle loro sagre il prezzo è questo, gli investitori si tranquillizzino.

Prendiamo un cuoppo da 5 (5€) che diventa da 7 grazie a due stecchini omaggio.
Dall’altra parte della piazza c’è invece Trattoria Piccante, propone anch’essa arrosticini ma anche lo spaghetto al tartufo, interessante e semplice variante del classico e amato spaghetto Aglio&Olio, l’abbiamo provato anche lo scorso anno.


Chiusura anticipata per Carmela Calzoni (che si narra faccia un fenomenale calzone che sono tre anni che non riusciamo a provare) e I Briganti di Colliano, che dispone anche di un simpatico angolino country con tovaglie a quadri su balle di fieno e bassi tavolini in legno. Qui potete trovare altre specialità come la bruschetta all’uovo fritto e tartufo, il bollito di castrato con patate e carote e la pannocchia (bollita e arrostita)


Le proposte della Pro Loco Colliano


Nella solita struttura a disco a centro paese sono ospitate le cucine della Pro Loco Colliano.
Prima di passare a trovarli segnaliamo un altro stand di caciocavallo impiccato (ovviamente anche qui a disposizione il tartufo) e un piccolo kit realizzato sempre dalla Pro Loco che al costo di 15€ vi permette di portare a casa una busta di cartone infiocchettata con tutto il materiale per realizzare a casa i piatti più apprezzati dell’evento (tra cui la tagliatella al tartufo)


Adesso invece tocca ad uno dei miei momenti preferiti: il giro nelle cucine.
E’ vero che non in tutti gli eventi è preponderante il lato culinario ma osservare gli sforzi ai fornelli di persone che spesso sono semplici volontari, e che riescono comunque a soddisfare appieno migliaia di persone affamate, lasciandole anche col sorriso…è sempre istruttivo.

Il menu è quello classico di tutte le edizioni della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo di Colliano: Tagliatella al tartufo e funghi, in bianco ovviamente.
Sfrionzola con le speciali patate di Colliano e Spezzatino.
Menu collaudato e che non vi lascerà affamati, il migliore dei tre piatti? Difficile a dirsi…io ho un particolare affetto per la sfrionzola, in questa in particolare sono le patate a spiccare (ricorderete forse quanto esaltai invece l’acetoso peperone della sfrionzola stavolta di Castelfranci (AV)) ma anche la tagliatella è bella umida e ricca di funghi.


Se avete voglia di dolce ritornate su e di fronte al Vicoletto del sapore troverete tanta scelta di dolci davvero invitanti, 3€ la fetta. Qua e la per l’evento invitanti caldarroste segnalano il vero arrivo dell’autunno (forse), per quanto riguarda le temperature quest’anno non abbiamo mai avuto freddo durante la serata. lo dico perché solitamente la Mostra Mercato di Colliano è quella che segna un po’ il passaggio dal pantaloncino corto alla giacchina di pelle ma quest’anno vi sembrerà di essere in un fresco metà settembre. Vi ricordiamo che l’evento durerà fino a domenica sera, 8 Ottobre, e che tutte le informazioni a riguardo le trovate sull’evento ufficiale nel calendario online de Il Trono di Sagre.

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Falco

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Sagra del tartufo aurunco – Santi Cosma e Damiano (LT) – 2023

Sagra del tartufo aurunco – Santi Cosma e Damiano (LT) – 2023


Molto spesso sui nostri portali si esalta la tradizione, quel processo lungo, lunghissimo, che porta un evento ad essere imperdibile. Ma ci sono storie diverse da raccontare, tipo quella della Sagra del tartufo aurunco, di Santi Cosma e Damiano (LT). Un evento che ha in tempi recentissimi scoperto di avere una storia da raccontare e un patrimonio da mettere in mostra.

– Le sapienti mani di Antonio stringono il frutto del territorio


La scoperta del tartufo


La sagra del tartufo aurunco nasce in tempi recentissimi, siamo “soltanto” alla 4° edizione, il che lascia un po’ sbalorditi se si pensa che il protagonista dell’evento è il noto, pregiato, tubero. Solitamente chi lo ha lo mette subito in mostra. Gli eventi sul tartufo, infatti, hanno di frequente alle spalle una solida storia e diverse edizioni, poiché fin da sempre hanno smosso le economie del territorio.


Non è che a Santi Cosma e Damiano nessuno fosse a conoscenza del piccolo tesoro profumoso e sepolto, è che gli sforzi erano separati e spingevano in direzioni diverse. C’erano i cavatori (i cercatori di tartufo) che agivano in maniera indipendente ed un territorio ricco di frutti da cogliere. Tutto questo finché non si è deciso di formare un’associazione, quella dei Tartufai dei Monti Aurunci.

Tra i due più convinti fautori dell’iniziativa compaiono Donato De Cesare e Antonio Mignano.
Dopo essere riusciti a convincere tutti a focalizzarsi sul tartufo bisognava ora valorizzarlo e proteggerlo.
Proteggere i frutti del territorio da cavatori improvvisati e predoni è compito proprio dell’associazione, per valorizzarlo si è scelta invece la via della gastronomia, e della sagra.

E’ proprio così che nasce la Sagra del tartufo aurunco, con Antonio Mignano, chef del noto ristorante di zona Bacchettone e Zazà (che già prima dell’evento raccoglieva fan dalle province circostanti, per via del tartufo fresco sempre presente in menu) che si inventa un menu degno della miglior ristorazione e che fin da subito convince le folle.


Un menu pregiato


Lo sappiamo per esperienza, spesso le cose complesse non funzionano quando si tratta di servire un marasma di persone che non hanno assolutamente voglia di aspettare tempi tecnici minimi e che soprattutto si aspettano di pagare molto meno di quanto farebbero in un ristorante vero e proprio.
Bella sfida, ma questo non ha fermato la Sagra del tartufo aurunco.

Uno dei pezzi forti del menu è stato praticamente fin da subito il raviolo.
Pasta farcita, quindi già costosa di default, che richiede tecnica, delicatezza e tempo.
Per la farcia non si è andati per il sottile, un saporito mix di ricotte di bufala e di pecora con grattugiata di tartufo, ottima, racchiusa in uno scrigno di pasta anch’essa puntellata di tartufo.

– Zoom sullo scrigno di ricotte

Come se non bastasse il raviolo una volta cotto viene tuffato in una cremina, sempre creazione di Antonio, e per gradire al momento di servirlo…ulteriore grattugiatina. Che spettacolo.
Ma sarà buono quanto bello?

Decisamente si. Al primo morso si nota la tenuta perfetta del raviolo. Cotto alla perfezione, non si spappola, ma si dissolve delicatamente liberando tutto il suo segreto sapore. Sorprendentemente buono, un piatto che, ripeto, non ti aspetteresti in una sagra.

Altra chicca è il secondo. Cotoletta di mailino nero, affogata in crema di tartufo.
Torna la magica cremina delle meraviglie di Antonio, e colpisce ancora.
Nonostante sia stata, per forza di cose, preparata un attimo in precedenza, la cotoletta non perde un colpo. Umida all’interno, merito anche della cremina che la mantiene bagnata il giusto, molto saporita, esaltata dalla naturale bontà del maialino nero, altro incredibile prodotto locale.

– Cotoletta di maialino nero


Mozzarelline al tartufo, formaggio al tartufo


Dopo aver sgranato gli occhi per ravioli e cotoletta tocca al formaggio fresco, sempre crivellato dal tartufo e a delle…palline? Ci ritroviamo nel piatto delle piccole pepite nere. Il cervello non riesce a recepire il messaggio e ci ritroviamo come pivelli a chiedere a Donato se “…questo tartufo si deve mangiare a morsi?“. Ma non sono tartufini veri e propri, sono mozzarelline, all’ascolana, in crosta di tartufo.

Perfettamente mimetizzate. Cerchiamo di fare qualche ripresa al momento del morso, tutto ciò che ottengo é macchiarmi pantaloncino e t-shirt di siero bollente. Delicato e fresco, invece, il formaggio.


Insieme al menu viene concesso anche un generoso bicchiere di vino (o di acqua), mentre alle spalle delle panche disposte al centro della villetta pubblica sorge anche uno stand di birra alla spina.
Noi chiaramente abbiamo provato tutto, bere ci piace quanto magnà.

Ultima parte del menu: il panino. Classico panino da festa, con i suoi pro e i suoi contro.
Tra i pro c’è sicuramente la carne. La salsiccia è locale e dice la sua anche soffocata dal pane e annegata dalle salse, presumibilmente lo stesso vale per la porchetta, ma quest’ultima non la proviamo.


Intrattenimento alla Sagra del tartufo aurunco


Nonostante le dimensioni minute del giardino pubblico che ospita l’evento, per l’intrattenimento sono state scelte diverse band che amano smuovere il pubblico. Durante la nostra visita di esibivano i Dissonanti, il giorno dopo sarebbe toccato ai Bottari, già noti in zona (e non solo) per saper smuovere folle, anche quelle zavorrate da una mangiata di troppo.


L’evento dunque, seppur giovane, ha saputo dimostrare diverse volte la sua intraprendenza.
E’ stato anche uno dei pochissimi eventi a tenersi in pandemia, con tanto di green pass proprio nel giorno in cui fu istituito. In quel caso la serietà e l’attenzione di Donato e di tutta l’associazione hanno fatto si che si ricevessero anche dei complimenti dalla forza pubblica e dall’Amministrazione, proprio per via della serietà e dell’organizzazione dimostrata. Tempi lontani, problemi lontani, per fortuna.

La zona dove si tiene la festa, in ogni caso, cambia di sovente. Un po’ si cerca il luogo ideale, un po’ si vuole accontentare tutti e non lasciare scoperta nessuna parte della cittadina. L’idea è al tempo stesso quella di esportare questa cultura del tartufo e convincere anche chi viene da fuori a venirlo a provare.
Con un menu così difficile non riuscirci.

Durante le serate sono presenti anche un piccolo parco giochi per bambini e degli espositori.
Creme al tartufo, oli al tartufo, salse al tartufo. Tartufi. Vini locali, prodotti d’artigianato, etc.
Simpaticissima iniziativa è stata anche quella di coniare delle monete con incisi dei luoghi storici della cultura del luogo, li trovate alla cassa.


Falco

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Vicolo dei tartufai – Borgo Pirozza di Cervinara (AV) – 2022

Vicolo dei tartufai – Borgo Pirozza di Cervinara (AV) – 2022


Vicolo dei tartufai giunge alla sua 6° edizione e si terrà come sempre a Borgo Pirozza, “quartiere” di Cervinara (AV) molto antico contraddistinto da archi e e cortili in pietra ideali per ospitare un evento itinerante. Altra ideale caratteristica è il prodotto: Il tartufo. L’evento si terrà dall’8 al 10 Dicembre 2022, ed ora viene la parte interessante…


Più che un vicolo, un corso


Si chiama “vicolo” per tradizione ma Borgo Pirozza è molto più di questo. Esplorare il percorso con attenzione saprà ricompensarvi, come nel caso della cappelletta di San Sebastiano, ritrovata quasi per caso dato che nel tempo era stata adibita a legnaia e che è ora disponibile per i visitatori in maniera gratuita.

Altro cortile che non potete perdervi è quello che ospita Umberto e i suoi formaggi.
Più che uno stand una mostra, da appassionato di prodotti caseari del territorio e di arte Umberto dispone di un ampio spazio con balle di fieno, cavalletti, un vecchio carretto e una moderna piastra.

Vi ritenete conoscitori di formaggi? Vi sfido a non sciogliervi a vostra volta quando assaggerete la provola affumicata fusa.


Andiamo però con ordine, anche se rimettere insieme tutti gli eventi in successione non è semplice, sia per via della girandola di volti sorridenti, di piatti provati, sia per la moltitudine di bicchieri di vino ingeriti.
Se pur da qualche parte dobbiamo cominciare si cominci da Antonio.

Se è vero che chi ci ha chiamato sul posto è stato Gianni Bizzarro, uno dei coordinatori dell’evento, bisogna dire che chi ce l’ha fatto scoprire è senza dubbio Antonio Catilino.
Solitamente per gli eventi ci piace girare in solitaria, così abbiamo modo di osservare in maniera neutrale, senza parafrasi e suggerimenti, e cogliere i pro e i contro di tutto.
Del resto la nostra funzione è anche quella di aiutare gli organizzatori con il punto di vista di un visitatore ferrato ed esigente.

Per fortuna le cose a Vicolo dei tartufai sono andate diversamente dall’ordinario.


“Borgo Pirozza è casa mia”


Vagare con Antonio per il borgo è stato come tornare dalle Americhe e andare a fare il giro dei parenti.
Non si percepiva la febbrile sensazione del dover fatturare a tutti costi ma c’era al contrario un vago sentore di Pasquetta in famiglia. Una Pasquetta organizzata da Dio, si intende, dove era difficile fare un passo senza che qualcuno non ti chiedesse come stavi, non ti offrisse un piatto fumante e abbondante o un bicchiere di vino. E infatti è presumibile che a metà percorso fossimo già ubriachi.

Per fortuna abbiamo iniziato con una bella pinta di birra artigianale, accompagnata con un bretzel, proprio al primo stand del percorso, quello del Capannone Motor Club. La birra era perfetta per accompagnarsi alla pastosità del bretzel e infatti abbiamo fagocitato il tutto abbastanza rapidamente.


Pochi metri più avanti e un nuovo pit stop. Qui abbiamo arrosticini, molto saporiti (tra l’altro non so se sia voluto ma il passaggio bretzel-birra come aperitivo leggero che si evolve con arrosticini-vino era perfetto per preparare il palato a tutto quello che verrà) e caldarroste. Naturalmente altro bicchiere di vino e le prime gag con noi che cominciavamo a prendere confidenza con l’ambiente.

Seguendo i cartelli in legno (anche se perdersi è impossibile) si prosegue fino alla pizza fritta.
L’avete mai provata con sugo, formaggio e tartufo? Noi no, ed era buonissima.
Anche qui, in teoria ci si poteva limitare a foto-video-assaggio e passare avanti ma era impossibile!
All’interno dello stand si danzava e rideva mentre si stendeva la pizza, al di fuori dello stand i clienti e visitatori di rimando stavano al gioco, concedevano la precedenza per pura galanteria e sostavano mangiucchiando e scambiandosi opinioni anche tra sconosciuti. Non so con quanta gente ho parlato.


Spritzino?

Altra area, altra incredibile quantità di scelta. Andiamo con ordine. Di fronte a noi vedo un uomo sorreggere un cuzz’tiello di pane grande quanto la calotta cranica di Corvo.

“Ragazzi, ve ne preparo uno?”
“Magari! Come li fai?”
“Beh c’è alla Genovese, o…”
“Genovese.”

Non sapremo mai gli altri gusti, anche se ho intravisto un signore con un broccoli e salsiccia che definire strapieno era un eufemismo. Come si poteva immaginare il cuzztiello è una bomba. Il pane nonostante sia spesso si ammorbidisce a sua volta sedotto dalla genovese fumante, ve lo consiglio vivamente.


Non è facile non consigliare qualcosa in una serata del genere, dove fila tutto liscio.
Perfino durante un breve attimo di pioggia (più acquaneve che pioggia, dai!) alla postazione del caciocavallo impiccato si continuava a ridere e fregarsene, qualche piccolo intoppo non poteva rovinare la festa. E guarda un po’…il caciocavallo impiccato (che noi abbiamo preso sulla classica fetta di pane, ma che volendo si può inserire in un panino farcito che già alla vista era da acquolina pura, con salsicce paesane alla brace, melanzane sottolio, altro tartufo etc.) era enorme, ed ottimo.

Ci fermiamo nuovamente a scambiare due chiacchiere allo stand dello spritz (buono, idea sfiziosa piazzarlo lì e bella risposta anche del pubblico più giovane) con Antonio che transita allegramente sotto la pioggia senza il cappuccio e che nonostante noi abbiamo inanellato un notevole pinta di birra-vino-vino-vino-spritz ci ha probabilmente doppiato grazie ai suoi ritmi invidiabili.

Conosciamo altre 48 persone e poi andiamo a vedere una zona nuova.


Stand e sfottò in un clima di festa


Antonio procede con sfottò continui ai vari stand, che rispondono a tono. Molti li ricordo perché ci hanno schiantato, altri si sono persi nel vino, altri non posso ripeterli, ma la procedura è sempre la stessa.
Spesso non sappiamo nemmeno cosa staremo per provare perchè ci si perde di frequente in brindisi che degenerano in bevute vere e proprie, battute e conversazioni che spaziano dai tuberi all’edilizia.

“Lui è pisciaiuolo”
“Ah beh, anche noi siamo della provincia di Salerno”
“Nono, nel senso che vendeva il pesce”

Nello spazio che precede il gran cortile di Umberto e i suoi formaggi troviamo un enorme stand dedicato ai panini, alla porchetta, agli hamburger, mentre spingendosi un po’ oltre è il momento dell’uovo fritto al tartufo. La stanza-cucina è irreale, sembra il set di un film di Lynch. C’è un camino, o meglio ciò che ne resta, che è stupendamente decadente. Vi sono sopra delle candele e sembra fatto esso stesso di cera, come se si rimodellasse bruciando. La sala è di un giallo curry fortissimo e senza apparente motivo c’è un un vuoto circolare sul tetto. Andiamo avanti.

In ordine sparso, altrimenti servono altri due articoli, più avanti sul corso principale del “vicolo” c’è della musica tradizionale dal vivo, con bella partecipazione di danzatrici folk e visitatori, una sala illuminata a festa con un grande albero di Natale bianco e giallo e una stanza piena piena di peluche, sogno di ogni bambino, incubo di ogni detective.


Scelta gastronomica illimitata


In diverse postazioni troverete, in forme vagamente differenti, zuppa di fagioli e funghi o tartufi, sempre accompagnata dall’immancabile fetta di pane (a fine serata avremo mangiato probabilmente un intero sfilatino) ma anche pizza, pizza fritta (già citata, ma proposta più volte), formaggi (altri, non quelli di Maurizio), mortadella alla piastra, vin brulè, ma anche stand di artigiani con oggettistica natalizia.

Patate attorcigliate allo stecco e vogliamo dimenticare quel tagliolino con grana al tartufo? Quel tagliolino mangiato lì, tra i locali, con Antonio che faceva le foto a noi, in una particolare inversione di ruoli, in quella serata che continuava a sorprenderci…

Nonostante mi sia dilungato molto più del solito probabilmente non sono comunque riuscito a rendere giustizia alla moltitudine di amici incontrati (per Walter serve un articolo a parte) ed è per questo che vi invito a non perdervi quest’evento! Dall’8 al 10 Dicembre 2022, a Borgo Pirozza di Cervinara, Vicolo dei Tartufai. Non mancate!

– La serata in una foto


– Falco

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Vicolo dei Tartufai – Cervinara (AV), lo storico borgo Pirozza torna a splendere di luce propria

Vicolo dei Tartufai – Cervinara (AV), lo storico borgo Pirozza torna a splendere di luce propria

Tutto quasi pronto ormai per “Il Vicolo dei Tartufai e degli antichi sapori“, al Borgo Pirozza di Cervinara, in provincia di Avellino, nei giorni 8, 9 e 10 dicembre 2022. La manifestazione ha lo scopo di valorizzare il tartufo della Valle Caudina e con esso il Borgo Pirozza.

locandina vicolo dei tartufai
La locandina ufficiale dell’evento

Protagonista indiscusso, infatti, sarà il tartufo locale in tutte le sue sfumature. Ma non solo. Saranno presenti anche stand della cucina tipica e artigianato.

Cervinara non è solo Sagra della Castagna, che conosciamo molto bene. Infatti dopo il successo della storica manifestazione che ha visto presenziare un grande numero di visitatori al Borgo Castello, il centro caudino si appresta a vivere altri tre giorni all’insegna della convivialità.
Questa volta sarà il borgo Pirozza, come dicevamo in precedenza, protagonista di Cervinara.
La frazione Pirozza, così come tante altre piccole realtà, da tempo sta vivendo il fenomeno dello spopolamento ma ha tutte le caratteristiche per essere valorizzata. Le mura del borgo infatti racchiudono preziosi racconti e tradizioni di un tempo ormai lontano, e preservare questa ricchezza è compito di chi ha cuore il proprio paese.
Sono infatti ormai pochi i giovani residenti a Borgo Pirozza che cercano di non far spegnere la luce.

Coloro che si impegnano a tenere in vita il Borgo

Questa edizione vedrà per la prima volta l’unione tra “I Ragazzi di Borgo Pirozza” e le altre Associazioni del Territorio cosi come è avvenuto per la Sagra della Castagna.
Una formula vincente, a quanto dicono, che sta dando buoni frutti.
Rispetto alle precedenti edizioni gli espositori previsti sono raddoppiati. La macchina organizzativa è già operativa da tempo.

Si spera di accendere anche i riflettori sulla straordinaria Cappellina Gentilizia presente nel Borgo. Un sito storico che grazie all’impegno di alcuni volontari della zona è sotto il vincolo della Soprintendenza.
La Cappella di San Sebastiano avrebbe bisogno di un recupero funzionale per farla diventare punto di interesse turistico.
Qui di seguito l’intero programma delle 3 giornate.

programma di Vicolo dei tartufai
Il programma dell’evento
  • CORVO
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Mostra Mercato Nazionale del Tartufo – Colliano (SA) – 2022

Mostra Mercato Nazionale del Tartufo – Colliano (SA) – 2022

La Mostra Mercato Nazionale del Tartufo di Colliano (SA) giunge alla 25° edizione, un traguardo importante che ad inizio evento viene celebrato con le istituzioni locali.
L’evento nel corso degli anni si è ritagliato una sua autorità in materia, se la gioca oggi in notorietà con altri rinomati eventi celebrativi del profumato tubero.
Siamo tornati sul posto per l’edizione del 2022, dopo la nostra visita nel 2019!

Sindaco
– Alle spalle l’onnipresente ombra di San Gregorio Magno


Una fetta della torta


Arriviamo sul posto nella serata d’apertura, quella del venerdì. Per abitudine negli anni l’evento si allarga e cresce con lo svilupparsi del fine settimana, avendo le sue giornate esplosive tra il sabato sera e la domenica mattina.

Mauro Iannarella, presidente Pro Loco che ci ha voluto sul posto, sta parlando alla folla in attesa di taglio di nastro inaugurale e torta. Ha vissuto in prima persona questi 25 anni di evoluzione della Mostra, c’è la sensazione che si sia voltata una pagina importante, temiamo che da un momento all’altro tiri fuori un anello dal panciotto e scompaia come Bilbo.


Mauro non scompare, la torta si. La Mostra Mercato Nazionale del Tartufo è ufficialmente partita, sbandieratori di Cava de Tirreni e il Gruppo Folklorico dei bambini di San Gregorio Magno danno spettacolo in un incrociarsi di bandiere e bambini, nella piazza principale.
Dopo aver ammirato delle caciotte stagionate ci incamminiamo nella parte alta del paese.

Essendo venerdì non ci sono ancora tutti gli stand aperti e ci fermiamo immediatamente ad uno dei primi che incrociamo. Menu completo, al costo di 10 € con Cavati con tartufo e funghi, Pizza fritta con mortadella e tartufo, Zeppola di San Giuseppe, Acqua. Good deal!

Dato che la serata è lunga prendiamo un primo e due pizze fritte con mortadella, giusto come snack.
Il primo ha una cottura ideale, al dente, è insaporito dalla crema di tartufo abbastanza presente ma reperire funghi è facile come cercarli nel bosco, ne troviamo solo due!

La pizza fritta ha un problema: è dura.
Nonostante nel momento in cui si mordano nel suo insieme mortadella & crema al tartufo la combo sia ben riuscita, la base fritta è un po’ troppo tenace. Fosse stata calda e morbida sicuramente avrebbe esaltato anche il grasso tipico della mortadella. Spazzoliamo tutto e andiamo avanti.


Trippa e tartufo


Facciamo qualche metro e siamo tentati da uno spezzatino di vitello con patate, ma c’è qualche problemino alla cassa, così tiriamo dritto. Successivamente, dopo pochi passi, troviamo un invitante Panino alla trippa e tartufo. Impossibile non provarlo.

Convinto del suo prodotto il gestore ci mette a nostro agio offrendoci del vino (ha immediatamente capito con chi ha a che fare) e si dimostra anche molto gentile quando, in seguito a una piccola mancanza nella farcitura, ci omaggia di un panino extra. Fingiamo di rifiutare e poi inghiottiamo voracemente anche quello. Se qualcuno sta portando il conto siamo già a un primo, un panino e una pizza fritta in 20 minuti.


La trippa è effettivamente molto tenera, delicata oserei dire. I sughi si mescolano. Abbiamo la salsa di pomodoro, gli effluvi della trippa stessa, la crema al tartufo e quella piccante, un mix ben riuscito. Un raffinato panino da stadio. Mastichiamo e annuiamo.

Poco più su ci sediamo un attimo a finire il panino ma alzando lo sguardo ci rendiamo conto che qui ci sono altre pietanze, dopo un attimo di smarrimento prendiamo 1 lt di vino rosso e uno spaghetto al tartufo, così, per gradire.

Mostra Mercato Nazionale, Spaghetti al tartufo
– Quanto è bello questo spaghetto al tartufo?


Devo dire che la presenza massiccia del tartufo è una piacevole sorpresa. Lo spaghetto sguscia abile in questa palude profumata, la salsa non scivola via, anzi è molto presente. Abbiamo apprezzato.
Il vino ha diverse sfumature, parte senza corpo, diventa super allappante e si dilegua lasciando un’orma un po’ acida. Annuiamo e beviamo.

In alto, sulla sinistra, c’è un altro paninaro ma dobbiamo ancora provare tutti i piatti del meno della Pro Loco e praticamente abbiamo già cenato. Urge tornare di sotto.


Tagliatelle, spezzatino e ancora tartufo


Ci intrufoliamo nelle cucine della Mostra Mercato, quelle dove opera la Pro Loco, e catturiamo qualche scatto sulla preparazione delle celebri tagliatelle al tartufo, servite rigorosamente in bianco.

Sugli altri fornelli un’importante sfrionzola con patate tagliate a tocchi spessi e un peperone color rubino sempre molto invitante. A riposare, su un prato di piselli, c’è lo spezzatino.
Gironzoliamo e scattiamo, nel frattempo con orgoglio ci viene mostrato il barattolino magico che contiene le creme di tartufo e che insaporisce molti dei piatti in menu.

Mostra Mercato nazionale, Tagliatelle
– L’abbondanza fatta tagliatella


E’ il momento del terzo piatto di pasta. La tagliatella è gentile come la ricordavamo, la arrotoliamo famelici sulla forchetta. La sfrionzola pure è come la ricordavamo, cioè molto saporita.
Non si fa in tempo a notare il giallo acceso della patata che Mauro compare come la graffetta di Windows e ci informa che una delle specialità di Colliano è proprio la patata di montagna.

In un attimo l’amico che lo accompagnava si rivela il più informato di sempre sulla coltivazione e l’occultamento della patata. Ci racconta di come il seppellirle a 900-1000 mt dall’altezza le mantiene forti e vigorose. Un aspetto che poi si ritrova al piatto, con la patata che è si molto farinosa al palato ma che si mantiene intatta, di una pasta gialla molto forte.

Sfrionzola
– El dorado

Interessante anche sentir parlare di tutti i riti che occorrono ai tempi di raccolta e sepoltura, con coltivatori che si improvvisano sensitivi, rabdomanti e medium dello spirito di patata, riuscendo a localizzarle sotto terra con la sola forza delle mente. Il pamphlet si chiude su “La miglior patata è quella di Colliano”.

Il secondo litro e mezzo di vino, mentre comincia a far fresco, ci conferma che è stata una serata molto piacevole. Tra un brindisi e l’altro abbiamo incontrato anche gli amici dei comitati organizzativi di Baccanalia e della Sagra del ragù di castrato di Serradarce (entrambe ancora in competizione per il nostro Tegamino D’oro 2022, che al momento si sta svolgendo sul nostro FB!) e fa sempre piacere riscontrare un evento che si riconferma ancora una volta. Buon 25esimo, Mostra Mercato Nazionale del Tartufo di Colliano. Premio Pulitzer al pasticciere che è riuscito a scrivere tutto questo su una torta!


NB: Al ritorno abbiamo sbagliato strada. Intenti a parlare di tartufi e patate, e ci abbiamo messo 1 ora e 10 a tornare a casa, ci sta.


Falco

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Mostra Mercato Nazionale del Tartufo – Colliano (SA), evento imperdibile per tutti gli appassionati del tartufo

Mostra Mercato Nazionale del Tartufo – Colliano (SA), evento imperdibile per tutti gli appassionati del tartufo

Per gli appassionati del tartufo ritorna, sempre puntuale, l’appuntamento annuale con la Mostra Mercato del Tartufo e dei prodotti tipici locali, che quest’anno compie un quarto di secolo. Quest’anno avrà luogo nel fine settimane del 7-8-9 Ottobre a Colliano (SA), sempre nella fantastica cornice delle pendici di Monte Marzano.

La locandina della mostra mercato nazionale del tartufo di colliano
La locandina ufficiale dell’evento

Si potranno degustare i piatti tipici al tartufo, secondo la tradizione del luogo. Non mancheranno spettacoli e giochi per adulti e piccini, mostre, convegni.

L’evento è volto ɑ promuovere lɑ culturɑ del tartufo nero di Colliano e degli ɑltri prodotti del territorio, quɑli funghi, patate, fagioli, ceci, miele, vino, castagne e tanto altro.

Oltre ɑ poter ɑcquistɑre il tɑrtufo nero e i prodotti locɑli, si potrà prendere pɑrte ɑi 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗴𝗻𝗶 e ɑi 𝗹ɑ𝗯𝗼𝗿ɑ𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝘂𝘀𝘁𝗼,, scoprire ed ɑcquistɑre i prodotti di ɑ𝗿𝘁𝗶𝗴𝗶ɑ𝗻ɑ𝘁𝗼.

Non mɑncherɑnno divertimento e momenti di folklore grɑzie ɑi vɑri giochi e spettacoli orgɑnizzɑti.

L’evento si districa lungo un percorso in dislivello, lungo il quale si trovano davvero tanti stand che offrono e mettono in mostra dalle più differenti cose, tra oggettistica e buon cibo tradizionale. Separata invece da questa zona, troviamo una grande piazza dove si esibiranno gli artisti e dove potrà essere sfoggiata la parte musicale. La zona in cui avverrà invece la somministrazione del cibo offerto dalla pro loco sarà possibile raggiungerla poco più giù.

L’evento è adatto a tutti, grɑndi e piccini.
Disponibile ɑreɑ cɑmper.

La kermesse è organizzata dalla Pro Loco di Colliano.

Per ricevere notifiche in prossimità dell’evento e restare informato, segui l’evento facebook.


CORVO

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Festa medievale San Martino – Montecorvino Rovella (SA) – 2022

Festa medievale San Martino – Montecorvino Rovella (SA) – 2022


Nella frazione omonima di Montecorvino Rovella (SA) si tiene la Festa Medievale San Martino.
Quella di quest’anno è una 2° edizione siccome dopo il primo fortunato tentativo l’organizzazione ha dovuto fermarsi per due anni per i motivi noti.
L’evento si terrà dal 5 al 7 Agosto 2022.


Il nostro medioevo


Nonostante una cura capillare di molti particolari il vicolo che ospita l’evento (900 dignitosi metri di festa) presenta un solo sito realmente appartenente al periodo preso in esame, la chiesa di San Filippo, appartenente al XV secolo.

Si è scelto comunque di celebrare questa particolare data poiché lungo il percorso sono presenti strutture ed abitazioni, talvolta abbandonate dalla popolazione (seppur per la maggior parte curate) risalenti tranquillamente al 1700, 1800 e così via.
Il salto nel passato è un modo per tener viva l’attenzione su una strada ricca di storia che rischia di passare altrimenti inosservata e dimenticata.


L’evento è ricco di particolari, basti osservare gli stendardi in legno che portano il nome di ogni taverna o punto ristoro che si trova durante il percorso. I drappi, i segnali stradali, le balle di fieno ma soprattutto gli spettacoli. Impossibile non citare anche le monete che si sono presi la briga di coniare A MANO e che potete cambiare nei tre diversi banchi di cambio presenti, imperdibili.

Il vero punto focale, dicevo, sono infatti i diversi spettacoli che si alternano nelle tre piazze principali del percorso.
Durante il corso di questa edizione osserverete il suggestivo scambiarsi di figuranti e di danze. A partire dall’irriverente gobbo passando per l’artista del fuoco Nino Scaffidi.


Uno degli artisti itineranti che più ho apprezzato è quello dei Viandanti di Montevergine. Un gruppo in costume che si esibiva in danze da corti medievali con tanto di musiche d’epoca. Da amante personalmente sia del fascino delle corti che di questo tipo di melodie non ho potuto fare a meno di fermarmi ogni volta che li incontravo.


Il menu ricercato della Festa Medievale San Martino


Nonostante la Festa Medievale San Martino non punti ad essere un evento gastronomico (o una sagra) ma bensì un carosello da osservare per stupirsi e divertirsi, il parco di pietanze offerto è degno della cura dimostrata dagli organizzatori in tutti gli altri ambiti.

Abbiamo due primi diversi: Fusilli al tartufo (7€) o Fusilli con zucchine e guanciale (5€).
Entrambi i piatti sono abbondanti. Il più sfizioso dei due è indubbiamente la variante al tartufo. Il costo non è popolare ma il tartufo c’è, si vede e si sente pure.
Questa è l’unica taberna dove potreste incontrare un po’ di fila data la grande affluenza. A onor del vero sfortuna ha voluto che dovesse esserci il ricambio della pasta proprio quando toccava a noi, perché per il resto è filata via liscia senza mai grosse attese.

Festa medievale San Martino, Fusilli al tartufo
– Pioggia di tartufo


Altre pietanze da provare sono il caciocavallo impiccato con tartufo (4€) e il pan tuost’ con fagioli (4€ con vino omaggio).
Benchè il cacio sia il simbolo perfino della nostra pagina uno degli alimenti che più mi ha colpito (insieme al vino con le percoche che si trova nell’ultima piazza, 2€) sono proprio i fagioli.

Lo stand in legno si trova in un piccolo atrio circondato da abitazioni. Il piatto è abbondante, tanto da risultare anche bello peso, componibile (vengono serviti fagioli sul pane e si può scegliere di condire con pomodori, cipolla, aglio, peperoncino in olio o piccante etc.). Sicuramente di gran gusto.

Fagioli e pan tuost
– Carosello di fagioli


Lo spezzatino di cinghiale va letteralmente a ruba. Le quantità sono limitate perché come dicevo l’aspetto del cibo non è uno dei punti principali su cui punta l’organizzazione, non è una festa dove ci si viene ad abbuffare. La scelta è stata quella di avere diversi elementi di qualità ma in dosi limitate. Neanche noi, che ci siamo colpevolmente attardati convinti di avere più tempo, siamo riusciti a provarlo!


Mercatini, mostre e Falconieri


Oltre a stand di birra artigianale (ottima) alla spina durante il percorso è possibile anche trovare qualche piccolo esempio di mercatini artigianali, dai dolciumi alla lavorazione del legno.
Una delle mostre che colpisce di più è quella delle armi medievali ed armature.

Il curatore è un vero appassionato del periodo e ha realizzato egli stesso i vari trabocchi, baliste, arieti e torri che potrete ammirare esposti nel piazzale.
Sarà ben felice di scambiare con voi qualche osservazione sul suo lavoro, non temete di chiedere.


I Falconieri dell’Irno sono stati un altro dei vari spettacoli educativi e di sicuro effetto della Festa.
Il loro show di barbagianni, poiane, falchi e gufi ha creato una folla di curiosi e rispettosi appassionati del mondo dei rapaci. Insieme all’eleganza dei rapaci l’occasione è stata sfruttata anche per fare un po’ di divulgazione, che non fa mai male.

La Festa Medievale di San Martino è dunque un evento peculiare per le caratteristiche espresse.
Non è facile trovare nei paraggi un’organizzazione che non decide di giocare facile e non puntare sul cibo.
Caparbiamente, invece, si è deciso di dare tutto sulla cura degli spettacoli innanzitutto e in generale su una sensazione di voler crescere e migliorarsi per diventare un punto di riferimento per gli eventi del genere, e della zona.
Certo, dopo due anni di stop e una sola edizione non era facile tornare in grande stile e qualche postazione un po’ scarna di addobbi lo dimostra. La serietà del comitato organizzativo, col quale ci siamo fermati a parlare a inizio e fine serata è però una garanzia per la crescita dell’evento nelle edizioni immediatamente successive, ne siamo certi.

Festa medievale di San martino, mappa
– Mappa del percorso


– Falco

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