Vecchia Quercia Bio | Agriturismo – Montecorvino Pugliano (SA) – Tavolo Riservato


Se per la via di Pugliano, nel mezzo del centro città, si gira improvvisamente a sinistra ecco che ci si ritroverà in un piccolo spicchio narniesco. In questo angolo di bosco, natura, un po’ paradiso e un po’ sterrato sorge Vecchia Quercia Bio, un agriturismo nuovo a cui piace fare le cose alla vecchia maniera, con un bel po’ di lavori in corso (perchè l’idea è quella di migliorare e migliorare) ma partendo dal fortunato presupposto di sorgere al posto giusto.

Vecchia Quercia Bio, Tagliere
– Tagliere misto


Verdure a KmSottozero


Caratteristica della struttura è l’essere circondata da portefinestre in vetro.
Questo permette di godersi un pranzo circondati dall’immagine di fronde al vento e colline pregne di olivi.
Uno spettacolo bucolico che concilia la fame e il coccolarsi al calduccio mentre fuori arriva l’autunno.

La gestione può considerarsi ancora nuova e in via di esperimenti, considerato che per via della benedetta pandemia si è cominciato solamente da poco a fare sul serio.
Tra l’idea di riaccendere il camino, tirar su un forno a legna per le pizze, una piscina, dei tavoli e una distesa losangelesca di tappeti, Vecchia Quercia Bio cerca di costruire la sua identità.


Alcune idee però sono già chiare, a cominciare dalla scelta delle materie prime.
Siamo fortunati, nonostante il locale sia pronto ad accogliere già parecchi clienti sembra che i terreni circostanti siano abbastanza fertili e ben lavorati da fornire ottime verdure per tutti.

E’ difficile che in un antipasto a base di salumi & formaggi (con marmellatine) essi possano passare in secondo piano rispetto a dei contorni di zucca e melanzane arrostite. Eppure questi ultimi risultano fenomenali.
Presi direttamente nell’orto di casa, come prima accennavo, sono conditi come se non bastasse con olio evo paesanissimo, e si sente.

Menzione a parte per le mulignane a fungetiello, opera d’arte degna di un puttino esposto preso a Capodimonte.


Non sia mai si bistratti però l’amato tagliere.
Come accennavo è composto da formaggi locali (di media stagionatura e al vino) e formaggi nostrani e non.
Con qualche partecipazione dalla basilicata e dalla calabria, tra cui alcuni di essi conservati col metodo naturale del peperone, che rende il salume più gentile al palato e di un rossiccio invitante (e allarmante, visto che pare piccante!)

Nel tour dei piattini non manca una parmigiana, presentata in gonfi rollè.


Tris di primi


Ritorna il famigerato tris di primi, perchè comunque si sa, noi si deve assaggiare un po’ di tutto!
Ed ecco allora che mentre sorseggiamo un Montepulciano Mario ci propone tre varietà di pasta alle verdure, dato che abbiamo apprezzato le stesse pochi minuti prima.

Eliche con zucchine e fiori di zucca, Trofie zucca e salsiccia e Paccheri con melanzane a funghetto e scaglie di ricotta salata.

Sono tre varianti che apprezzo molto, complesso dire quale sia la favorita di giornata mentre la trofia alla zucca è sicuramente la sorpresa.
Mi aspettavo un piatto neutro e dolciastro, sapore tipico di quando si abusa di zucca, mentre in questo caso abbiamo un piatto equilibrato. Con la salsiccia che è presente ma non sovrasta, che accompagna e solletica.
Il preferito è forse l’elica con zucchine, colmo delle verdure sopracitate, abbondanti e presenti ad ogni assaggio.


A questo punto della giornata tornano i fantasmi dell’abbuffata di castagne arrosto della sera prima, a Felitto, ma siamo dei professionisti e si va avanti, finendo a larghi sorsi anche il Montepulciano.


Salsiccia rossiccia e maiale al limone


Per secondo insieme ad una ampia mestolata di patate al forno con foglie e aromi (belle croccanti e saporite) proviamo due secondi semplici di carne.
Entrambi hanno radici calabre, l’una è una salsiccia stagionata col metodo del peperone, il cui allarmante color rossastro sembra lampeggiare peperoncino, ma si limita invece soltanto ad una sfumatura dello stesso.
L’altro è del maiale tagliato fine, panato con mollica di pane, timo, aromi e limone, molto delicato.

A questo punto del pranzo è bene fare due passi all’esterno, dove troviamo anche la vecchia quercia che da il nome a tutto, e ci godiamo la posizione privilegiata del locale.
Apparentemente isolata ma in realtà a pochi passi da Montecorvino Pugliano essa riposa in silenzio circondata dai campi, pronta ad accogliere eventi (e di questo ne riparleremo) e cerimonie.

Dopo qualche sospiro torniamo dentro, ci sono le castagne.


Vecchia Quercia Bio, in sintesi…


Nonostante il giorno prima avessi ingerito almeno 1 kg e 600 di castagne felittesi non posso fare a meno di sbocconcellare come fossero popcorn quelle proposte da Vecchia Quercia Bio.
Piccole castagne sicignanesi dorate e cotte alla perfezione, praticamente si sbucciano da sole.

Ad accompagnare abbiamo richiesto un dolcino semplice e caratteristico: la zeppolina.
Profumata di cannella e calda si presenta a braccetto con un’altra portata autoprodotta, il limoncello.

Godendomi questa azzeccata tris non posso fare a meno di concedermi la romantica immagine di questo fine pasto accompagnata da un camino luminoso e crepitante mentre fuori imperversa implacabile l’inverno, per non vedere l’ora di tornare.


Falco


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